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Full text of "Annali del Museo civico di storia naturale di Genova"

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OF THE 



MUSEUM OF COMPARATIVE ZOOLOGY. 







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1897-98 



ANNALI DEL MUSEO CIVICO 

DI 

STORIA NATURALE 

DI GENOVA 

PUBBLICATI PER CUBA 
DI 

G. DORIA E R. GESTRO 

Serie 2.%. Voi. XVIH 
(xxxviii) 

INDICE 



A. IssEL. — Salvatore Tiinchese (con ritratto) Pag. 5- 11 

L. Càmebano. — Nuova specie di Peripatus raccolta dal 

Prof. L. Balzan in Bolivia > 12-15 

A. Pebugia. — Di alcuni pesci raccolti in Bolivia dal 

Prof. Luigi Balzan • 16-27 

E. Wa8mann. — Viaggio di Leonardo Fea in Birmania e 
regioni vicine. LXXVII. - Einige neue ter- 
mitophile Myrmedonien aus Birma ... » 28- 31 

J. BoLivAB. — Viaggio di Leonardo Fea in Birmania e 
regioni vicine. LXXVIIL - Nouvelle espèce 
cavernicole de la fami He des Blattaires . » 32- 36 

R. Gestbo. — Materiali per lo studio delle Hispidae. 

I. Enumerazione delle Hispidae di Sumatra » 37-110 

II. Elementi per lo studio del gen. Platypria » 110-116 

III. Descrizioni di nuove specie di Hispidae » 116-135 
A. Perugia. — Res Ligusticae XXVI. - Di alcuni pesci 

nuovi pel Golfo di Genova » 136-141 

OiDFiELD Thomas. — On some nev? Phalangers of the genus 

Pseudochirus » 142-146 



A. Pebdqia. — Di alcuni pesci raccolti nell'alto Paraguay 

dal Cav. Guido Boggiani Pag. 147-150 

P. Pavesi. — Studi sugli Aracnidi Africani. IX. - Aracnidi 
Somali e Galla raccolti da Don Eugenio 
dei Principi Ruspoli » 151-]^ 

A. Beooinot. — Herbarium Camillae Doriae. II. - Pro- 
dromo ad una Flora dei bacini Pontino ed 
Ausonio e dei monti limitrofi » 189-341 

A. Grouvelle. — Clavicornes nouveaux dea Indes orientales 

et pays voisins » 342-398 

R. Gestro. — Intorno ad alcune Hispìdae delle Isole Batù » 399-404 

Martin Jacoby. — List of the Phytophagous Coleoptera 
obtained by Mr. H. Raap in the Batu Islands 
with descriptions of the new species . . » 405-411 

E. Olivier. — Lampyrides rapportées des lies Batu par 

H. Raap » 412 

F. Silvestri. — Descrizione di alcune nuove specie di Iso- 

podi della fauna mediterranea > 413-416 

G. Cahestrini. — Viaggio di Leonardo Fea in Birmania e 

regioni vicine. LXXIX. - Contribuzione alla 

conoscenza degli Acaroidei della Birmania. » 417-422 

O. Penziq. — Res Ligusticae. XXVII. - Florae Ligusticae 

synopsis » 423-531 

D. ViNCiQOEREA. — Alberto Perugia > 532-539 

F. Silvestri. — Res Ligusticae. XXVIII. - Descrizione di 

un nuovo Isopodo delle caverne liguri . . » 540-542 

A. Senna. — Su alcuni Brentidi delle isole Batù .... » 543-545 

C. Emery. — Viaggio di Lamberto Loria nella Papuasia 
orientale. XVIII. - Formiche raccolte nella 
Nuova Guinea dal Dott. Lamberto Loria 

(Tav. I) ^ 546-594 

» — Formiche raccolte da Don Eugenio dei Principi 

Ruspoli, durante l'ultimo suo viaggio nelle 
regioni dei Somali e dei Galla .... » 595-605 

Oldfield Thomas. — Viaggio di Lamberto Loria nella Pa- 
puasia orientale XIX. - On the Mammals 
collected in British New Guinea by Dr. 
Lamberto Loria (Piate II) 606-622 

K. Jordan. — Anthribidae from the Islands of Engano, 
Mentavvei and Sumatra, collected by Dr. E. 
Modigliani 623-643 

F. Silvestri. — Systema Diplopodum » 644-651 



ANNALI DEL MUSEO CIVICO 

DI 

STORIA NATURALE 

DI GENOVA 



Serie 2.\ Vol. XVIII 

(XXXVIII) 



ANNALI DEL MUSEO CIVICO 

DI 

STORIA NATURALE 

DI GENOVA 

PUBBLICATI PER CURA 
DI 

G. BORIA E R. GESTRO 



Serie 2.\ Vol. XVIll 

(XXXVIII) 



"GENOVA 

TIPOGRAFIA DEL R. ISTITUTO SORDO-MUTI 

1897 




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SALVATORE TRINGHESE 



Nel 18()0, allorché si compieva in Sicilia uno degli episodi 
storici più memorabili della epopea nazionale, allorché gli animi 
trepidavano ed esultavano all' annunzio di nuove pugne e di 
nuove vittorie, chi scrive, essendo scolaro dell'Ateneo Pisano, si 
trovò una sera, in Lungarno, in un crocchio di condiscepoli, 
in mezzo al quale un giovane prestante della persona , pallido, 
bruno, dalla fronte ampia, dagli occhi vivaci e profondi, recitava 
un sonetto patriottico, inspirato da un trionfo recente delle armi 
di Garibaldi. Parlava con voce insinuante ed armoniosa e si 
esprimeva in forbita favella , nella quale 1' accento meridionale 
era giustamente contemperato dal toscano. Ha nome, mi dissero, 
Salvatore Trinchete; è giovane d'ingegno non comune, reputato 
fra noi per la sua vena poetica ed aspira alla laurea in medi- 
cina ; farà certo la sua strada ! 

Egli si laureò con plauso in quel medesimo anno , e seppi , 
che , avendo ottenuto una borsa per attendere a studi comple- 
mentari all'estero, si era trasferito a Parigi. Trovandomi colà 
al principio del I860 e recatomi al Cafè Sou/Jìet^ ove solevano 
adunarsi gli Italiani convenuti per ragion di studi al Quartier 
Laiin, mi si fece innanzi Trinchese e mi strinse la mano con 
effusione. Aveva già le spalle un po' curve come sogliono i la- 
voratori di tavolino e gli occhi, in ispecie il destro, infossati e 
stanchi per 1' uso continuato del microscopio. La magrezza , il 



6 A. ISSEL 

pallore, l'espressione malinconica, l'abito dimesso accusavano 
disagi e privazioni da lui solìbrti. « Ecco , egli mi disse con 
amarezza, a che mi ha condotto un intenso lavoro, sostenuto a 
prezzo di costanti sacrifizi; vane lusinghe, promesse non man- 
tenute ! Coloro che raggiunsero i più alti uffici e ilai quali 
dipende il nostro avvenire, non si curano degli altri ; se questi 
hanno fretta, aspettino! Intanto, a me non resta che ritirarmi 
nel mio paese, nel fondo della Terra d' Otranto, ove ogni vita 
intellettuale è spenta e gli studi sono impossibili » . 

Durante il suo soggiorno a Parigi Trinchese frequentava assidua- 
mente le scuole di insigni maestri , in ispecie quelle di Bernard, 
Roljin e Blanchard, ed attendeva con zelo indefesso a ricerche 
d' istologia, di clie fa fede la memoria sulla struttura del sistema 
nervoso dei gasteropodi da lui presentata all' Istituto di Francia. 
Senoncliè , mentre da principio egdi si dedicava senza preoccu- 
pazioni agli studi, in grazia della pensione somministratagli dal 
governo , questa essendo cessata, viveva in gravi angustie eco- 
nomiche ed aspettava con impazienza un posto nell' insegnamento 
da lui sollecitato presso il Ministero. 

Sovvenuto da un compagno , incoraggiato dai suoi maestri di 
Parigi, che apprezzavano le attitudini veramente straordinarie da 
lui manifestate nella osservazione microscopica, 1' amico nostro 
potè proseguire colà, fino a tutto il 1865, se non erro, i propri 
lavori. Gli pervenne di poi la sospirata nomina , quella cioè di 
professore di Storia Naturale e di direttore del relativo museo 
presso la R. Universitcà di Genova. Per tale ufficio, il quale era 
certo il più opportuno e il migliore cui potesse aspirare , egli 
fu designato al Ministero dell' Istruzione da Filippo Defilippi , 
scienziato eminente ed uomo di cuore, il quale, ben diverso da 
certi maestri odierni che mirano solo a favorire i propri scolari 
e fautori , tanto più se a danno degli altri , seguiva con occhio 
vigile i lavori dei giovani naturalisti e si adoperava efficacemente 
a vantaggio di tutti coloro che avessero fornito migliori prove 
d' operosità e d' ingegno. 

Ricordo ancora con commozione come, appena giunto a Ge- 
nova per prendere possesso del suo posto , a sera innoltrata , 



SALVATORE TRINCHESE 7 

Trinchese, venisse inaspettato a casa mia, questa volta ragg;iante 
per r allegria, e qui trovasse riuniti con altri giovani Raffaello 
Gestro e Giovanni Ramorino che furono poi suoi amici. 

Nel 1807, divisa in due la cattedra di Storia Naturale, a lui 
toccò r insegnamento della Zoologia e dell'Anatomia e Fisiologia 
comparate, mentre per sua proposta e in seguito a voto favo- 
revole della Facoltà, ad altro professore era affidato quello della 
Geologia e della Mineralogia. 

A Genova Trinchese continuò ad occuparsi, da principio , dei 
suoi lavori istologici, e pubblicò fra le altre la magistrale Memoria 
sulla terminazione dei nervi motori nella serie degli animali (Genova 
186G), quella non meno importante sul sistema nervoso dei ce- 
falopodi (Firenze 1868) ed una nota intorno al sistema coloniale 
dei briozoi (Firenze 1868). Poco dopo, invitato dal Marchese 
Giacomo Boria, illustrava nel primo volume di questi Annali un 
feto di Orang-Utan, preso a Borneo nel territorio di Sarawak, 
e donato al Museo Civico da Beccari, iniziando cosi il periodico 
in cui si estrinseca tanta parte del nostro Istituto con un prezioso 
contributo alla storia naturale delle antropomorfe. Intanto, inco- 
minciava i suoi lavori sugli Eolididei, colla descrizione particola- 
reggiata del genere Beccaria, comparsa nello stesso volume , e 
colla monografia del genere Ercolania , uscita nel successivo , 
monografia ricca di osservazioni anatomiche ed istologiche e 
corredata di 10 bellissime tavole. 

Allorché, volgendo il 1871, Michele Lessona fu trasferito a 
Torino per occupare in quell' Ateneo la cattedra di Zoologia , 
Trinchese, già promosso all' ordinariato fin dall'anno precedente, 
lo sostituì a Bologna. Qui, come a Genova, egli si fece apprez- 
zare da colleghi e discepoli per l' indole mite e gentile , per 
r umore gioviale, per l' efficacia del suo insegnamento, informato 
alla dottrina della evoluzione , cui aveva aderito senza ambage. 
I lavori compiuti da Trinchese nella nuova sede ebbero più che 
altro per oggetto gli Eolididei ; ma si occupò eziandio dei muta- 
menti di forma òjìVÌ Amoeba Umax e di alcuni punti di embrio- 
logia. In questo campo merita particolar menzione la sua me- 
moria intitolata « I primi momenti dell' evoluzione nei Molluschi 



8 A. ISSEL 

(Roma \ 880) » . A Bologna l' amico nostro tolse in isposa la 
gentile signorina Bonora, dalla quale ebbe due figli. 

Invitato nel ì 880 , dal ministro Desanctis, ad occupare la cat- 
tedra di Anatomia comparata dell'Università di Napoli e ad 
assumere la direzione del ricco museo, fondato come è noto dal 
Panceri , Trinchese, non senza esitazione, accettò. Colà , in riva 
al mare e colle agevolezze offerte agli studiosi dal celebrato 
Acquario istituito per merito di Dohrn, egli potè proseguire nelle 
migliori condizioni le sue ricerclie sui nudibranchi, e fu compiuta 
r opera sua capitale « Aeolididae e famiglie affini del porto di 
Genova (Bologna-Roma, 1877-1881), che meritò un premio dalla 
R. Accademia dei Lincei e procurò all' autore fama ed onori. 

Per la stima che egli aveva saputo cattivarsi in ogni ordine 
di cittadini, Trinchese fu chiamato a coprire alti uffici , i quali 
lo distolsero in parte , negli ultimi tempi , dalle investigazioni 
scientifiche e dalle cure del laboratorio. Fu rettore dell'Ateneo 
dal 1886 al 1890, fece parte per due volte del Consiglio supe- 
riore dell' Istruzione , diresse come Commissario regio la scuola 
superiore di Veterinaria e, quando la morte lo colpiva, era con- 
sigliere e assessore del Municipio di Napoli. 

A lui si attribuisce di aver promosso il consorzio delle pro- 
vincie meridionali a favore dell'Ateneo napoletano, e a lui si 
deve, in gran parte, se, pochi mesi or sono, fu assicurata, col 
concorso degli enti locali e del Governo , la costruzione degli 
edifizi necessari a quell' istituto , edifizi tante volte inutilmente 
richiesti. 

I lavori di Trinchese non sono nò voluminosi né in gran 
numero , ma hanno il pregio della scrupolosa esattezza , della 
forma chiara e sobria. In questi lavori sono sopratutto annni- 
rabili le osservazioni istologiclie, corredate di figure eseguite dal 
vero con rara precisione e finezza. Le sue lezioni si distinguevano 
per r eloquio correttissimo e facile , per chiarezza ed ordine 
inappuntabili. 

Nato a Martano, piccola terra del Salentino, il 4 Aprile IS^JO, 
da Paolo Ti-inchese e Maria Epifani , mancò ai vivi in Napoli , 
(piasi improvvisamente il giorno H Gennaio 1897. 



SALVATORE TRINCHESE 9 

Come fosse tenuto in alto conto da ogni ordine di cittadini 
lo dimostrano i suoi fune])ri, che furono commoventi e solenni, 
e il rimpianto dei colleghi e dei discepoli, i quali di lui serbe- 
ranno perenne memoria come di eminente biologo ed impareg- 
giabile maestro. 

A. ISSEL. 



LAVORI DEL Prof. TRINCHESE 



Recherches sur la structure du système nerveux des Mollusques 
Gastéropodes, Comptes rendus Acad. Sciences. Paris, 1^03. 

Sulla terminazione periferica dei nervi motori nella serie degli animali. 
Genova, 1866. — La stessa mem. in francese, Journ. d'Anat. et 
de Physiol. Paris, 1867. 

Ricerche intorno al sistema nervoso coloniale dei hriozoi. Atti della 
Soc. ital. di scienze naturali, voi. XI. Milano, 186U, 

Sulla struttura del sistema nervoso dei cefalopodi, Memorie della So- 
cietà dei XL. Firenze, 1868. 

Descrizione di un feto di Orang-Utan, Annali del Museo Civ. di St. 
Nat. Genova, voi. I, 1870. 

Un nuovo genere {Beccaria) della fam. degli Eolididei , Annali del 
Museo Civico, voi. I. Genova, 1870. 

Un nuovo genere {Ercolania) della fam. degli Eolididei, ihid. II, 1872. 

Alcuni Eolididei del porto di Genova. Accad. d. Se. dell'Istituto di 
Bologna, 1873. 

Sulla struttura del fusto del Zoobotryon pellucidus, ibid. 1873. 

Intorno ai generi Hermaeina e Acanthopsole, ibid. , 1874. 

Note anatomiche intorno ad alcuni Eolididei, ibid. Rend., 1874. 

Intorno ai cambiamenti di forma dell' Amoeba. Umax, ibid. 1875. 

Nuova specie di Corypliella, ibid. 187.". 

Suir organizzazione del cervello degli Eolididei, ibid. 1875. 

Sulla rete protoplasmatica della vescicola germinativa, ibid.. Rend., 
1876. 

Anatomia della CaUphyUa mediterranea, ibid. 1876. 

Sulla struttura della cellula animale, ibid. 1876. 

Note zoologiche: Intorno alla struttura della gianduia ermafrodisiaca 



10 A. ISSEL 

della Amphorina coerulea. Sulla struttura della vescicola germi- 
nativa dei mammiferi e dei molluschi, ibid. 1877. 

Anatomia dell' Hermaea dendritica, ibid. 1877. 

Anatomia e fisiologia della Si~turilla neapolitana, ibid. 1878. 

Sulla fecondazione, ibid. 1879, 

Apparecchio escretore del Janus cristatus, ibid., Rend., 1879. 

Del sistema di canali nell' interno dei lobi epatici delle Ercolanie, 
ibid. 

I primi momenti dell' evoluzione nei Molluschi, Mem. R. Accad. dei 
Lincei, 1880. 

Risposta ad una nota di R. Bergh , Rendic. Acc. Bologna, 1880. 

Ricerche anatomiche sulla Rizzolia peregrina^ Mem. Acc. Bolo- 
gna, 1881). 

Sulla struttura delle vescicole direttrici, Acc. se. fis. e mat. di Na- 
poli, 1880. 

Nuovi generi: Lohiancoia e Forestia, ibid. 1881. 

Intorno ad una relazione del prof. H. Fol, ibid. 1881. 

Aeolididae e famiglie affini del porto di Genova, Anatomia, fisiologia 
ed embriologia delle Phyllohranchidae, Hermaeidae, Aeolididae , 
Proctonotidae , Dotonidae, I, e II parte (un voi. di 142 pag. con 
atlante di 121 tav. in cromolit.), Bologna-Roma, 1877-81. 

Nuova specie del genere Ber ghia, Rendic. R. Acc. di Napoli 1S82. 

Permanenza dello stato embrionale nel mesoderma delle papille dor- 
sali degli individui adulti di Forestia mirahilis, ibid. 18^2. 

Intorno alle piastre motrici del Boa constrictor, ibid. 1882. 

Terminazione periferica dei nervi nei muscoli striati, Acc. dei Lin- 
cei, 1882. 

Nuova forma del genere Lomanotus, Rendic. Acc. Napoli, 1883. 

Particolarità di struttura dell' epitelio esterno dell' amnios del gatto, 
ibid. 1883. 

Intorno ad alcuni Bacteri nell' amnios umano, Accad. dei Lincei, 1883. 

Intorno ad un vero rene diffuso, Rendic. Accad. Napoli, 1883. 

Terminazione dei nervi nei muscoli degli anfibii, ibid. 1883. 

Materiali per la storia naturale delle Monere del Golfo di Napoli, 
Mem. Accad. di Bologna, 1884. 

Sulla struttura dei neurococchi, nota preliminare, Rendic. Acc. Na- 
poli, 1885. 

Terminazione dei nervi nei muscoli dei Chelonii, ibid. 188r>. 

Intorno alla terminazione periferica dei nervi motori nei Teleostei, 



SALVATORE TRINCHESE 11 

comunicazione prelim., Rivista italiana di Se. nat. pubblic. per 
cura del Circolo degli Aspiranti Naturalisti di Napoli, 1885. 

Morfologia delle terminazioni nervose motrici periferiche dei verte- 
brati, nota prelim., Rendic. Accad. dei Lincei, 1885. 

Diagnosi del nuovo genere Govia, Rendic, Accad. Napoli, 1885. 

Intorno ai fusi muscolari della Tarantola {Platydactylas mauritanicus), 
ibid. 1885. 

Come le fibre muscolari in via di sviluppo si uniscono alle fibre ner- 
vose, comunicaz. prelimin., Rendic. Accad. Lincei, 1886. 

Ricerche anatomiche sul genere Govia, Accad. Bologna, 1880. 

Ricerche anatomiche ed embr. sulla FlahelUna affinis, Mem. Acc. Bo- 
logna, 1887. 

Nuove osservazioni sulla Rhodoi^e Vei^anìi, Rendic. Accad. Napoli, 
1887. 

Descrizione del nuovo genere Caloria, Tr. , Mem. Accad. Bologna, 
1888. 

Ricerche anatomiche sulla Forestia mirahilis, ibid. 1889. 

Contribuzione alla conoscenza dei fusi muscolari, ibid. 1890. e Arch, 
italiennes de Biologie, 1891. 

Descrizione del nuovo genere Bosellia, Accad. Bologna, 1891. 

Ricerche sulla formazione delle piastre motrici, ibid. 1891. 

Nuove osservazioni sulla Placida viridis, ibid. 1892. 

Nuovi Ascoglossi del Golfo di Napoli, Rendic. Accad. Napoli , 1893. 

Protovo e globuli polari àeW Amphorina coerulea , Mem. Accad. 
Bologna, 189^. 

Nervi motori e nervi sensitivi del Phylìohranchus Borgninii, Tr. , 
comunicaz. prelim. , R. Accad. Napoli, 1894. 

Ricerche anatomiche sul Phylìohranchus Borgninii , R. Accad. Bo- 
logna, 1895. 

Ricerche anatomiche sulla Hermaea Cremoniana, Accad. Bologna, 
1896. 



NUOVA SPECIE DI PERIPATUS 

RACCOLTA DAL PROF. L. BaLZAN IN BOLIVIA 
PEL Prof. L. Camerano 



Il dottor R. Gestro vice direttore del Museo Civico di Storia 
Naturale di Genova ha avuto la cortesia di inviarmi in esame 
due individui di Pcripalus che il compianto prof. L. Balzan rac- 
colse nell'anno 1891 nel suo viaggio di esplorazione in Bolivia 
e precisamente nei « Cantoni di Coroico e Cliulumani, Yungas, 
a circa 1600 metri s. 1. d. m. ». 

Lo studio di questi individui è di molto interesse poiché tino 
ad ora nessun Autore , almeno che io mi sappia, ha menzionato 
specie di Penpati/s della Bolivia (M. 

Gli esemplari raccolti dal prof. L. Balzan hanno i carattc^ri 
seguenti (esemplari in alcool) : 

a. 9 . Lunghezza massima m. 0,081 — Larghezza massima 
m. 0^00 — Zampe in numero di 27 paia. 

h. 9 . Lunghezza massima m. 0, 080 — liarghezza massima 
m. 0, 005 — Zampe in numero di 26 paia. 

La mandibola esterna e la mandibola interna hanno il numero 
e la disposizione dei denti che mostrano le figure qui unite 
(fig. A e /i). 

La colorazione è superior- 
mente di color bruno cioccolatto 
chiaro , il capo e le antenne ' ^ 

sono più chiare del dorso. Sul 
dorso vi sono molte piccole mac- 



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(') N'eirAmerica meridionale e fenti-al(> v(Miuei-o lino ad ora raccolti individui di 
Perlpatus , appartenenti a varie specie non ancora delìnihili , la niag},'i.'r parte, 
con certezza nelle località seguenti: Nicaragua, Venezuela, Ecuador, Surinam. 
Caienna, Brasile, Chili, ("uba, Dominica, Portorico, Giamaica. S. Thomas, S. Vin- 
cenzo, Trinidad. 



NUOVA SPECIE DI PERIPATUS 13 

chiette chiare dovute alle papille della pelle che sono di color 
più chiaro del fondo della pelle stessa: vi è una linea dorsale 
longitudinale mediana più scura: la parte esterna delle zampe 
è più chiara del dorso ed è del colore delle parti ventrali , vale 
a dire bruno molto chiaro. 

Dati questi caratteri, si tratta di vedere se gli individui in 
questione sono riferibili a qualcuna delle specie già note o se 
sono da ritenersi appartenere a specie nuova. Ciò per le specie 
di Peripatus neotropicali è assai difficile da farsi per Y incertezza 
del valore tassonomico dei caratteri (^). 

Pare tuttavia che si debbano ritenere come caratteri partico- 
larmente importanti il numero delle paia di zampe (variabile 
tuttavia entro certi limiti pei due sessi di ciascuna specie) e il 
numero e la disposizione dei denti delle mandibole. 

Tenendo conto delle specie in cui il carattere delle mandibole 
venne studiato , io credo si possano dividere i Peripatus neotro- 
picali in due gruppi, secondo che la mandibola esterna ha due 
soli denti o più di due demi (-). 

I. Gruppo. — Mandibola esterna con due denti. 

I. Peripatus juliformis Guilding = P. Edwardsii Sedgwick. 
"ì. » trinidadensis Sedgwick. 

(Unisco qui le figure delle mandibole esterna ed interna tolte 
da un esemplare di P. 
juliformis Guild, raccolto 

dal dott. E. Festa presso B / '^\ ^ 

il Rio Lara (Darien) (^i 
(fig. C-D). 

II. Gruppo. La mandi- 
bola esterna ha almeno tre denti. 



(') Conlr. a tal riguardo: Pocock , Arthropod Fauna of the West Indies, Journ. 
of the Linnean Soc, voi. XXIV, 1S91-9I, pag. 520. 

(2) Sono d'accordo col Pocock e col Sedgwick (Monograph of the genus PeHiKitus. 
Quart. Journ. Microscop. Science, I8S8), che il numero dei piccoli denti che nella 
mandibola interna tengono dietro al diastema è carattere probabilmente poco 
sicuro. La stessa cosa si dica per la forma conica o cilindrica delle papille della 
pelle, organi troppo facilmente modificabili dall' alcool. 

(') L. Camerano. Onicofori raccolti nel Darien dal dott. E. Festa. Bollettino dei 
Musei di Zool. e Auat. Comp. dell' Università di Torino, voi. XI. X. 22^!, 1896. 




14 L. CAMERANO 

1. Peripatus quitensis Schmarda (^). 

2. Peripatus Balzani nov. sp. 

Gli esemplari raccolti dal prof. L. Balzan in Bolivia appar- 
tengono a questo gruppo, come si vede dalle figure qui unite. 

Venendo al 2.*^ carattere, quello del numero delle zampe, io 
osservo che fra il P. quitensis^ il quale ne ha un numero di 
paia variabile da 31 a 36 e i nostri esemplari, i quali ne hanno 
da 26 a 27 paia, vi è troppa distanza per non ritenere i nostri 
esemplari specificamente distinti dal P. quitensis anche tenendo 
conto di questo solo carattere. 

Credo quindi di poter conchiudere che gli esemplari raccolti 
dal prof. L. Balzan non appartengono a nessuna delle specie di 
Peripatus Neotropicali meglio caratterizzate. 

Esaminando ora le specie dubbie (Confr. Sedgwick op. cit., 
pag. 487), quella che potrebbe essere confrontata coi nostri 
esemplari , anche per ragioni di distribuzione geografica , è il 
Peripatus chiliensis Sedgwick ■=: P. Blainvillei Blanch. (^), ma 
la colorazione e il numero delle paia di zampe, 19, la fanno 
ritenere diversa. 



(') L. Camerano. Sul Peripatus quitensis Schmarda. Atti R. Accademia delle 
Scienze di Torino, voi. XXXn, 1897. 

(-) Il Sedgwick (op. cit.) basandosi sulla discordanza veramente strana che vi è 
fra il numero dei piedi dato nella diagnosi dal Blanchard pel suo P. Blainvillei 
(Historia de Chile par M. C. Gay e Ann. Se. Natur., 3 ser., voi. s, pag. 140, 1817), 
e quello che è segnato nelle figure che rappresentano la specie nelle tavole del 
lavoro del Gay, discordanza già notata dal Moreley (Ann. and Mag. Nat. Hist., 
5 ser., voi. Ili, 1879, pag. 2(36), credette opportuno di indicare con un nome nuovo 
la forma di Peripatus con 19 paia di zampe ritenendo possibile la confusione di 
due o più specie diverse. Io credo, che tenuto conto delle due descrizioni del 
Blanchard coincidenti nell' assegnare al P. Blainvillei I» paia di zampe e del 
fantastico variare del numero delle zampe a destra e a sinistra delle varie figure 
che rappresentano superiormente e ventralmente la specie nella tavola del lavoro 
del Gay, sia da ritenersi colpevole il disegnatore di nessuna cura nel contare 
esattamente le zampe stesse. Nella figura dell' animale visto dal dorso si contano 
a destra 27 zampe, a sinistra 20. Nella figura dell'animale visto dal ventre a 
destra si contano 33 zampe, a sinistra 31 e nell' animale visto dal fianco sinistro 
20 paia. Dato questo pasticcio non vi è alcuna ragione per non ammettere 
che gli esemplari che aveva sott' occhio il disegnatore non avessero invece real- 
mente che 19 paia di zampe. Non mi pare in ogni modo opportuno di cambiare 
il nome di P. Blainvillei in P. Chiliensis dal momento che a quest'ultimo il 
Sedgwick assegna come carattere 19 paia di zampe. 



NUOVA SPECIE DI PERIPATUS IS 

Mi pare quindi di poter conchiudere che gli esemplari raccolti 
dal prof. L. Balzan in Bolivia appartengono ad una nuova 
specie che si può caratterizzare nel modo seguente : 

Peri j>atu s Balzani nov. sp. 

Superiormente di color bruno cioccolato chiaro (esempi, in alcool) 
con macchiette più chiare dovute alle singole papille : con una linea 
longitudinale mediana più scura: capo ed antetine bruno chiare: 
zampe esternamente di color bruno chiaro meno intenso di quello 
del dorso e quasi eguale al colore delle parti ventrali; zampe in 
numero di paia variabile da 26 a 27 ; mandibola esterna con tre 
denti, il 1.° più lungo degli altri, il 2.° ed il 3." più piccoli e 
subeguali; mandibola iìiterna con quattro denti grandi, il \P più 
lungo degli altri, il 2.^ hmgo la metà quasi del primo, il 3.° 
lungo la metà quasi del 2.*', il 4.° di poco più corto del 3.". / 
piccoli denti che tengono dietro al diastema sono 13 e sono assai 
piccoli. 



DI ALCUNI PESCI RACCOLTI IX P>OLIVIA 
DAL Prof. Luigi Balzan. 

NOTA 1)1 ALBERTO PERUGIA 



Nel Settembre del 1893 soccombeva a fiero malore in Padova, 
un intelligente ed ardito esploratore , che contribuì largamente 
ad arricchire le collezioni del Museo Civico di Genova. 

Luigi Balzan da Asuncion (Paraguay) ove si era recato nel 
1885 quale insegnante scienze naturali in quell'Istituto Nazio- 
nale , inviò ripetutamente al Museo preziose collezioni di animali ; 
tra le quali va principalmente menzionato il materiale raccolto 
a Villa Maria nella provincia di Matto Grosso. 

Della parte ittiologica di questo materiale ebbi già ad illu- 
strare in questi Annali (^) alcune forme interessanti ed altre 
nuove, quali ad esempio il (ieophagus Balzami, il Chaelostomus 
aculeatus e 1' HaplocìiMus lìalzanii. 

Nel 1891, ottenuto un sussidio dalla Società Geografica Ita- 
liana, il Balzan si accinse ad una esplorazione delle Missioni 
della Bolivia, nelle regioni percorse dal Beni e dai Mamoré ed 
ivi fece ricche collezioni zoologiche, malgrado che una serie 
di malaugurati contrattempi rendessero il suo compito molto 
ditìicile. 

Il materiale ittiologico radunato in questo viaggio , che fu 
r ultimo del rimpianto Balzan , e del quale tratterò in questa 
mia nota, è rap})resentato da pesci presi per la maggior parte 
nel fiume Beni durante il soggiorno da lui fatto a Reyes, cittii 
situata sulla sponda destra di detto fiume e da questo proven- 
gono pure quelli indicati delle Missioni Mosetenes nella provincia 
Yungas. Alcuni sono del Rio Madidi, die attraversando la pro- 
vincia di Caupolican si getta nel Beni. 

(') Annali del Museo Civico di storia Naturale di Genova, Serie ■.'.•• voi. X 
(XXX), 1891. 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 17 

Nel viaggio di ritorno dalla Bolivia per restituirsi ad Asuncion, 
scendendo il Rio Mamoré, che a Villa Bella si unisce al Rio 
Beni segnando il confine tra la Bolivia e gli Stati Uniti della 
Repubblica del Brasile e formando il Rio Madeira, uno degli 
affluenti del sistema delle Amazoni, raccolse pure varie ed 
interessanti forme , tra cui alcune che ritengo non ancora 
descritte. 

Nel complesso le specie da lui raccolte sono 37, in più di 
200 esemplari. 

Quasi tutti i generi da esse rappresentati sono comuni ai varii 
fiumi dell'America meridionale. Secondo me è molto difficile nello 
stato attuale delle cognizioni sulla Ittiofauna delle acque dolci 
di quella vasta regione, il voler assegnare forme esclusive ad 
un dato sistema di corsi d' acqua ; tutto al più si può ammettere 
che in certi luoghi abbiano predominio generi che sono in altri 
più rari. 

Mi discosto in ciò dall' opinione espressa dall' Eigenmann, che 
nel suo elenco dei pesci d' acqua dolce dell' America meridionale 
(Proceedings United States Nat. Museum, Yol. XIV, 1891), ove 
tratta minutamente della distribuzione geografica dei pesci del 
Sud America , dice esser questa divisa in « well defined pro- 
vinces ». 

Se molti generi non furono ancora riscontrati in certe pro- 
vince, credo che ciò dipenda dalle insufficienti ricerche fatte 
fino ad oggi in gran parte di quei corsi d' acqua ; vediamo p. e. 
nello specchio N. 2 a pag. 13 dei] citato lavoro, indicati quali 
mancanti al Piata i generi Erylhrinus e Crenicichla che io ho 
avuto da Buenos Ayres, e potrei citare molti altri casi consimili. 
Gli stessi pesci littoranei si spingono molte volte a grandi distanze 
dal mare e ricorderò ad esempio la Doras longispinis Steind. avuta 
dallo Steindachner dalle foci del Rio Magdalena e trovata dal 
Balzan nel Rio Mamoré. 

Regioni ben disfinte fino ad ora sono la Fuegiana e quella 
delle alte Ande , ove trovansi generi che non furono mai citati 
di altra località. 

Chiudendo questi brevi cenni mi sia concesso di esprimere 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.', Voi. XVlll (12 Giugno 1897) 2 



18 A. PERUGIA 

una parola di vivo rimpianto per 1' immatura perdita fatta dalla 
scienza e dal Museo Civico in Luigi Balzan, attivo raccoglitore, 
che , fatto tesoro dell' esperienza avuta nelle passate vicende , 
prometteva di rendere nel futuro più importante contributo alla 
cognizione della fauna terrestre e fluviale di quelle regioni, le 
quali , per quanto già esplorate da dotti e coscienziosi viaggiatori, 
riservano ancora abbondante messe d'interessanti ed ignote forme. 

1. Pimelodus altipinnis, Steind. — S. B. Ak. Wien. Voi. ;i9 
1864 (Icht. Notiz. I, pag. 14). — Idem Voi. 7:2, 187^2 (Icht. 
Notiz. IV, pag. 55 , Tav. XI. — Eigenmann et Eigenmann Proc. 
Cai. Acad. ^.-"^ ser. I, 1888, p. 13o. - A Revision South Am. 
Nematognathi (Occasionai papers Cai. Acad. 1890, pag. 180). 

Rio Beni. 

Questo nostro esemplare, lungo Cent. 25, ha i barbigli man- 
dibolari esterni più corti di quanto dice lo Steindachner per 
questa sua specie. Però la descrizione che ne dà non concorda 
con la figura (1. e), nella quale i barbigli esterni mandibolari 
non arrivano come nel nostro esemplare che alla metà delle 
ventrali , nel mentre che, secondo la descrizione, arriverebbero 
alla metà della base dell' anale. 

2. Pimelodus Buckleyì, Boul. P. Z. S. 1887. pag. 275, Tav. XX, 
fig. 1. — Pimelodella buckleìji, Eigen. et Eigen. South Amer. 
Nemat. p. 157 e 158. 

Rio Beni. Missioni Mosetenes. 
2 esemplari lunghi Cent. 7,5. 

Quelli sui quali Boulenger fondò questa specie provenivano 
da Canelos (Ecuador). 

3. Pimelodus nigrofasciatus, sp. n. 
Rio Beni. Missioni Mosetenes. 

D. 1.6, A. 10, Pet. l.y. 

Il corpo è allungato. La lunghezza del corpo è contenuta 
5 volte nella lunghezza totale (caudale esclusa). L' altezza del 
corpo sotto la dorsale è quasi uguale alla lunghezza del capo , 
in questa il diametro dell' occhio è contenuto 5 volte e due 
volte nella lunghezza del muso. Il capo ("■ alquanto depresso , 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 19 

finemente granulato tra gli occhi e nella regione posto rbitale. 
Il processo occipitale è stretto , lungo molto più che largo ed 
arriva all' osso basale della spina dorsale. La fontanella è pure 
lunga, molto stretta quasi una fessura e si estende fino al prin- 
cipio del processo occipitale. Il muso è lungo, tagliato a linea 
retta alla sua estremità. Le narici terminali. La bocca piccola 
con mascella superiore più lunga. Denti a fascio larghe. I bar- 
bigli mascellari oltrepassano di poco la fine dell' adiposa, i man- 
dibolari esterni arrivano quasi alla fine delle ventrali, gli interni 
alla metà delle pettorali. La dorsale è alta più della lunghezza 
del capo, con spina gracile finemente dentellata alla parte in- 
terna, liscia all' esterno, col primo raggio molle un po' più alto 
della spina; essa dista dall'adiposa per uno spazio minore della 
lunghezza della sua base , è lunga un terzo del corpo , molto 
alta ed uguale nel suo percorso. La pettorale ha la spina uguale 
a quella dorsale, con dentellatura più pronunciata internamente 
ed alcuni dentelli esterni; essa non arriva alle ventrali. Queste 
situate immediatamente dietro la perpendicolare dell' ultimo 
raggio dorsale, sono molto più brevi delle pettorali. La caudale 
è lunga con il lobo superiore prolungato. Anale breve, alta metà 
della dorsale. 

Il colore è argenteo , con una marcata fascia nera che parte 
dalla base dei barbigli mascellari seguendo la linea laterale fino 
alla base della caudale. 

Questo esemplare per la fascia nera che presenta ai fianchi 
si avvicina •all' elongatus Gùnt. , lateristriga M. e T. , e Buckleyi 
Boul. ; se ne distingue per le granulazioni del capo che è 
liscio nelle summenzionate specie. Andrebbe riportato al genere 
Pimelodella secondo 1' Eigenmann per 1' estensione della fonta- 
nella e del processo occipitale, ma credo consigliabile mantenere 
il genere Pimelodiis come inteso dal Gùnther, non sembrandomi 
giustificate le numerose divisioni introdotte dall' Eigenmann in 
questo genere. 

4. Pimelodus argenteus Per. — Appunti sopra alcuni pesci 
Sud Americani. Ann. Museo Civ. Genova, Ser. "ì.^ Voi. X (XXX) 
1891, pag. 631. 



"20 A. PERUGIA 

Rio Mamoré. 

Alcuni giovani esemplari (lunghi cent. 10) di questa specie 
da me descritta dal Rio della Piata e dal Rio Parana. 

Il colorito è uguale a quello degli adulti, argenteo senza al- 
cuna macchia. 

5. Auchenipterus nuchalis (Spix). — Jlìjpop/ahalmus nuchalis, 
Spix. Pise. Bras. pag. 17, Tav. 17. — Auchenipterus ìiuchalis, 
Cuv. Val. XV, pag. 208. Kner. Sitzber. Wien Akad. 1858, 
XXVI, p. 423. — .4. de?Uatus, Cuv. Val. XV, pag. 210. — Eva- 
nemus colymbetes, Mùller u. Trosch. Horae Icht. Ili, pag. 11, 
Tav. 1, fig. 2. — E. ìiuchalis, Giinth. Cat. V, pag. 193. — 
Auchenipterus nuchalis, Eigenm. et Eigenm. South American 
Nematognathi, pag. 295. 

Alto Beni. 

(). Doras longìspinis, Steind. — Fisch. Fauna des Magdalenen 
Strc3mes (Denck. k. Akad. Wien Bd. 39, 1878, pag. 23, Tav. IV, 
fig. 2, Tav. V, fig. 1). — Fisch. Fauna des Cauca (Denk. 
Ak. Wien Bd. 42, 1880, pag. 11). 

Rio Mamoré. 

7. Oxydoras Steindachneri , n. sp. 

D. 1-6, A. 11, Pet. 1-8, LI. 32. 

Rio Beni. 

La lunghezza del capo , dalla punta del muso all' apertura 
branchiale è contenuta 4 volte nella lunghezza totale, caudale 
compresa, ed è uguale all' altezza del corpo, presa sotto alla 
dorsale. La distanza dalla spina dorsale alla punta del muso è 
uguale alla metà della lunghezza del corpo, caudale esclusa. 
L' occliio è grande, il suo diametro quasi uguale alla lunghezza 
del muso e dello spazio infraorbitale. Bocca piccolissima, inferiore, 
aifatto priva di denti. Narici situate all' estremità del muso. La 
fontanella fusiforme si estende dal primo quarto anteriore del- 
l' occhio fino alla verticale dell' apertura branchiale. 11 profilo 
segna una dolce curva ascendente dalla punta del nuiso alla 
dorsale per scendere poi più bruscamente fino alla caudale ; 
nella parte inferiore la curva è meno accentuata ma da al capo 
una forma ovale. 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 21 

Il capo è tutto corazzato e finemente striato, meno la punta 
del muso e due lacune ovali che si estendono fino all'orbita. 
I barbigli sono semplici senza ramificazioni ; i mascellari che 
arrivano all' orlo posteriore dell' occhio lianno alcuni tubercoli 
alla loro base, i 4 mandibolari sono semplici e brevi. La spina 
della dorsale è robusta, fortemente seghettata ad ambo i lati. 
Adiposa piccolissima. Spina pettorale appiattita con forti dentel- 
lature; arriva alla base delle ventrali, le quali sono piccole, 
situate immediatamente dietro la fine della dorsale. Anale breve 
e bassa. Caudale forcuta a lobi uguali. Scudi della linea laterale 
in numero di 32, grandi all' inizio Va ^^©11' altezza del corpo e 
scemando gradatamente fino alla base della caudale, dove sono 
piccolissimi. Sono armati al centro da spina ricurva ed a ambo 
i lati fortemente cigliati. 

Lo stato . di conservazione poco buono dei nostri esemplari non 
permette di dire nulla di certo sul colorito, che sembra essere 
stato argenteo carnicino. 

Lunghezza degli esemplari cent. 7. 

8. ChaetOStomus cirrhosus (Val.) — Hyposlomm cirrhoms, Va- 
lenc. (d' Orbigny) A'oy. Am. Mer. Tav. 7, fig. 3. — Cuv. Val. 
XV pag. 511. — Ancistrus cirrhosus, Kner Hypostomiden (Denk. 
Akad. AVien Bd. VII, 1854). — Chaetostotnus cirrhosus, Boulenger. 
Siluroid Fish, etc., P. Z. S. 1891, pag. 231, Tav. 26, fig. 1, 2 
/■ V • — Ancistrus cirrhosus, Eigen. et Eigen., South Am. Ne- 
matognathi, pag. 445. 

Rio Beni. 

5 esemplari 3 e/" e 2 9 , il e/" più grande cent. 16, la 9 cent. 11. 

Il Kner da una dettagliata ed accurata descrizione di questa 
specie facendo rilevare la differenza dal maschio alla femmina , 
che è sprovvista dei grossi cirri palmati bifidi che si osservano 
nel primo. 

Il Boulenger (1. e.) da una buona figura della testa del ma- 
schio e della femmina, e aggiunge che, oltre la differenza della 
mancanza dei cirri, vi è anche quella della lunghezza delle pet- 
torali, che nel maschio arrivano alla metà delle ventrali, mentre 
nella femmina raggiungono soltanto la loro base, ciò ciie secondo 



22 A. PERUGIA 

me ò esatto soltanto pei giovani esemplari di 10 a 11 cent., 
mentre in esemplari di 17 a 18 cent, anche nel maschio la pet- 
torale non arriva che alla base delle ventrali. 

Tutti i nostri maschi lianno il corpo cosparso da piccole mac- 
chie rotonde gialle. 

Questa specie fu trovata nel Rio Negro , nella Guiana , nel 
Paraguay e nel Rio Grande. Il Museo Civico di Genova ne ebbe 
pure dal Piata. 

9. Plecostomus pantherinus, Kner, Hypostomiden (Denks. Ak. 
Wien Bd., VII, 1853, pag. 267. — Giinth. Cat. Fish. V, pag. 231. 

Rio Beni. 

Due esemplari lunghi cent. 7 credo si possano riportare per 
le proporzioni del corpo e per il colorilo a questa specie de- 
scritta dal Kner su esemplari del Rio Guaporè misuranti cent. 9. 

10. Loricaria cirrhosa , n. sp. 
Rio Beni. Missioni Mosetenes. 
D. 1-7, A. 6, Piastre lat. 25. 

Raggio esterno del lobo caudale superiore prolungato; lungo 
quanto la distanza dalla punta del muso alla metà della base 
della dorsale negli adulti ; nei giovani uguale alla lunghezza del 
corpo. Testa appiattita a muso breve arrotondato. Occhio piccolo, 
metà dello spazio interorbitale. L'orbita presenta al suo margine 
anteriore alcuni aculei. Denti intermascellari in numero limitato, 
ricurvi all' indentro e quasi uguali ai mandibolari. Barbigli corti 
non ramificati. Velo labiale molto grande, munito di numerosi 
e lunghi cirri tanto al lembo esterno che all' interno verso la 
bocca. Parte inferiore anteriore del corpo nuda fino alla piastra 
anale, la quale r appuntita alla sua parte posteriore e con due 
piastre ad ogni lato. Dorsale alta Va ^^ lunghezza del capo con 
il 1.° raggio semplice e munito di piccolissimi aculei al lato 
esterno. La pettorale arriva al primo terzo della ventrale e 
questa al primo terzo dell' anale. Le piastre laterali sono armate 
da 4 a 5 aculei ben distinti. 

Il colore è uniforme giallastro con ^ grandi fascio nere, la 
prima sul peduncolo caudale, la seconda sulle piastre 20 e 21, la 
terza sulle piastre 10 e 17, la 4."* sopra l'anale. 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 23 

Lunghezza degli esemplari: massima cent. 20, minima cent. 10 
(esclusa 1' appendice caudale). 

11. Farlowella acus (Kneri. — Acestra acus Kner. Denk. Ak. 
Wien, Voi. YI, 1853, pag. 11, Tav. 8, fig. 1. — Farlowella 
acus Eigenm. et Eigenm. South Amer. Nemat, pag. 3oo. 

Rio Beni. 

12. Cetopsis plumbeus, Steind. — Denk. K. Ak. Wiss. Wien 
Bd. 46, pag. 31, Tav. 6, fig. 3. — Boulenger P. Z, S. London, 
1887, pag. 276. 

Rio Beni. 

Per il numero dei raggi delle pinne, per il colorito e la forma 
del corpo il nostro esemplare corrisponde perfettamente alla figura 
ed alla descrizione dello Steindachner del plumbeus ; soltanto esso 
ha il primo raggio della dorsale e delle pettorali prolungati in 
un esile filamento non indicato dal citato autore. Probabilmente 
è questo un distintivo del maschio , cosa che si osserva anche 
in molte altre specie. 

13. Cetopsis gobioides, Kner. Icht. Beit. Sitzb. Ak. Wien Bd. 26, 
pag. 37, fig. 16. 

Rio Beni. 

14. Vandellia Balzami, n. sp. — D. 8. A. 8. P. 8. V. 6. 
Capo molto appiattito , largo quanto lungo , poco più lungo 

dell'altezza del corpo, che (caudale esclusa) ò contenuta 14 volte 
nella lunghezza totale. L' occhio rotondo a orlo libero, è situato 
verso r estremità del muso ; il suo diametro è contenuto 5 volte 
nella lunghezza del capo e 2 V3 nello spazio interorbitale. L'an- 
golo opercolare è armato da uncini relativamente robusti poco 
curvi , che sono situati in due gruppi , uno al subopercolo ed 
uno più numeroso all' angolo superiore dell' opercolo. I barbigli 
sono grossi e brevi, lunghi la metà del capo. Le pettorali pic- 
cole, lunghe poco meno del capo, hanno 8 raggi. Le narici sono 
ovali e molto vicine all'orlo anteriore dell'occhio; esse misurano 
la metà del suo diametro. La bocca ci presenta forma parti- 
colare, ben rappresentata nella figura data da Cuv. e Val. a 
Tav. o47 per la Vandellia cirrhosa ; essa è inferiore, total- 
mente priva di denti, il labbro inferiore presenta un' insenatura 



24 A. PERUGIA 

al suo orlo anteriore. Sul vomere spinto molto innanzi si ve- 
dono 8 denti ricurvi verso l' interno , dei quali i due mediani 
sono i più lunghi e robusti, misurando circa 1 mm. e gli altri 
decrescono gradatamente, i due esterni essendo molto piccoli. 
L'apertura branchiale è stretta e si apre immediatamente in- 
nanzi alle pettorali. Il corpo depresso verso il capo, si arrotonda 
fino davanti alla dorsale ed alla anale per terminare poi appiat- 
tito fino alla base della caudale. Le ventrali sono più brevi e 
strette delle pettorali, situate al terzo posteriore del corpo poco 
distanti dall' anale. Questa comincia sotto la metà della dorsale, 
conta 8 raggi distintamente articolati , alti come quelli della dor- 
sale e due terzi della lunghezza del capo. La caudale è incavata, 
con i raggi esterni leggermente prolungati ed eguali tra loro. 

Il colore generale (nell' alcool) è bruno sul dorso e giallastro 
sul ventre. Sul dorso si vede una minutissima punteggiatura 
nera che si estende anche sui raggi di tutte le pinne. La cau- 
dale è gialla. 

Rio Beni. Missioni Mosetenes. 

Secondo quanto dice il Gùnther nella Introduction to the study 
of Fishes, questi pesci vivrebbero parassiti nella cavità bran- 
chiale dei grandi siluridi. 

1 0. Trichomycteriis laticeps, Kner, Sitzber. Akad. Wiss. Miinchen, 
18G3, pag. ^^8. — Gùnther, Cat. Fish. V, p. "Ilk. — Pygidiuìn 
laticeps, Eigenm. et Eigenm. Proc. Gal. Acad. 1889, pag. 5L 
— Soutli. Am. Nematognathi, pag. 334. 

Rio Beni. 

Un giovane esemplare lungo cent. 10. 

1(). IVIacrodon trahira, Miill. u. Trosch., Horae Icht. II, pag. 6, 
Tav. 3, fig. "ì. 

Reyes. 

17. Curìmatus gilberti, Quoy et Gaim. Voy. Uran. pag. 219, 
Tav. 48, fig. 1. — Cuv. Val. XXII, pag. 16. 

Alto Beni. 

18. Curìmatus spìlurus, Gthr. , Cat. Fish. V, pag. 208. 
Reyes. 

Vn piccolo individuo lungo cent. 8 corrisj)onde perfettamente 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 25 

alla diagnosi data dal Gùntiier per questa specie, sia per il nu- 
mero dei raggi delle pinne e delle squame della linea laterale, 
che per la colorazione argentea con larga fascia dorata che 
Unisce alla base della caudale in una macchia rotonda nera. 

19. Prochilodus reticulatus, Cuv. Val. XXII, pag. 92. — Kner, 
Denk. Akad. Wien. Voi. XVII (1859), pag. 147. 

Alto Beni. 

20. Leporinus frederici (Bloch). — Salmo frederici, Bloch, Tav. 
378. — Leporinus frederki, Cuv. Val. XXII, pag. 25. — Cu- 
rimatus aciitidens, Val. in d'Orb. Voy. Amer. Mer. Tav. 8, fig. 1. 
— Leporinus frederici^ Giinth., V, p. 306 e A. B. Ulrey South. 
Amer. Characinidae, pag. 261. 

Alto Beni. 

21. Tetragonopterus maximus, Steind., Sitzber. Ak. WienBd. 72, 
1875, pag. 43, Tav. 7 cf^ 9 . — Tetragonopterus aiosa, Gùnther, 
Ann. M. N. H. (4) 1876, Voi. XVII, pag. 399. — Tetragonopterus 
maximus, Ulrey, South Am. Characinidae, pag. 276. 

Alto Beni. 

22. Tetragonopterus abramis, Jen. — Zool. Beagle, pag. 123, 
Tav. 23, fig. 1. 

Rio Madidi. 

23. Tetragonopterus nigripinnis. Per. Ann. Mus. Civ. Genova, 
Ser. 2.% X (XXX), Aprile 1891, pag. 643. — Tetragonopterus ano- 
malus, Steind., Sitzber. Ak. Wien Band 100, Luglio 1891, pag. 369, 
Tav. 3. — Tetragonopterus nigripinnis, Ulrey (1. e), p. 273. 

■ Reyes. Rio Beni. 

2L Aphiocarax (Chirodon) alburnus, Gthr., P. Z. S. 1869, pag. 
424, fig. 2. — Eigenm. et Eigemn. Proc. U. S. Nat. Mus. 1891 
(XIV), pag. 55. — Ulrey A. B. (1. e), pag. 292. 

Rio Beni. Missioni Mosetenes. 

Di questa specie il Gùnther da una brevissima descrizione, alla 
quale non è forse inutile aggiungere alcuni dati. 

Nei nostri esemplari, il più grande dei quali misura cent. 9 , 
la linea laterale fora soltanto le prime 1 1 squame. Negli esem- 
plari più piccoli (cent. 6) il capo forma il quarto del corpo, nei 
maggiori esso è contenuto 4 ^/^ nella lunghezza totale. 



26 A. PERUGIA 

Il colore generale è aurato, la fascia laterale argentea poco 
marcata. I raggi centrali della caudale nerastri. 

Gli esemplari avuti dal Giinther provenivano dal Perù. 

25. Chalcinus angulatus, Spix. Pise. Bras. pag. 67, Tav. 34. 
— C.nemalurus, Kner, Denk. Ak. Wien, XVIII (I860), pag. 13, 
Tav. 1, fig. 1. 

Reyos. 

26. Cynodon vulpinus, Spix. Pis. Bras. Tav. 26. 
Rio Mamoré. 

27. Cynodon gibbus, Spix, 1. e. Tav. 27. 
Rio Mamoré. 

28. Anacyrtus microlepis, Reinh. Vidensk. Meddel. Nat. Kjòben. 
1879. 

Rio Mamoré. 

29. Anacyrtus gibbosus (L.) — Giinth., Cat. Fish., V. p. 346. 
Rio Beni. 

30. Anacyrtus humeralis (Val.). — Gùnther, Cat. Fish., V, 
pag. 348. 

Reyes. Rio Beni. 

31. Xiphoramphus faicatus (Bloch). — Muli. u. Trosch. Horae 
Ichth. 1, pag. 17. 

Rio Beni. 

32. Wlyletes maculatus, Kner. — Beitràge z. Fam. d. Chara- 
cinen, Denk. Ak. AVien Bd. 18, pag. 26, Tav. 2, fig. 5. 

Reyes. Rio Beni. 

33. Serrasalmo spilopleura, Spix. Pise. Bras. p. 72, Tav. 29. 

34. Serrasalmo maculatus, Kner. Denk. Ak. Wien Bd. XVlIII, 
pag. 41, Tav. 4, fig. 10. 

Rio Madidi. 

3o. Belone (Potamorrhaphis) taeniata , Gùntlicr. Cat. Fish. VII, 
pag. 236. 

Rio Madidi. 

Il Giinther ebbe questa specie dal Brasile. Il Museo Civico di 
Genova ne possiede un secondo esemplare inviato dal Balzan da 
Villa Maria, Rio Paraguay. L' esemplare del Rio Madidi misura 
cent. 22. 



DI ALCUNI PESCI BOLIVIANI 27 

36. Sternarchus curvirostris? BouL, P. Z. S. 1887, p. 282, 
Tav. 24. 

Rio Beni. Missioni Mosetenes. 

L' esemplare clie ho sott' occhio si lascia difficilmente ricon- 
durre ad una delle tre specie a muso tubulare ricurvo fino ad 
ora conosciute dell' America del Sud. 

La specie la più vicina è il curvirostris, Boulenger , ma da 
questa differisce il nostro esemplare per 1' altezza del corpo e 
la lungliezza del muso che è molto più breve. Delle altre due 
specie Voxìjrhynchus, Muli, e Trosch. ha la caudale peduncolata 
e r anale termina ad una certa distanza da essa. Il mormyrus, 
Steind. ha il muso molto più largo, quasi uguale in tutta la 
sua lunghezza. Della caudale 1' autore non parla essendo en- 
trambi gli esemplari mutilati. 

Darò una breve descrizione del nostro esemplare. 

Il muso si prolunga in un tubo ricurvo, la cui lunghezza dalla 
sua estremità al centro dell' occhio è uguale allo spazio che da 
questo corre all'apertura branchiale. La bocca è piccolissima, 
poco più del diametro dell' occhio. L' apertura anale si apre al- 
quanto dietro alla perpendicolare di questo. L'anale principia 
sotto l'apertura branchiale, si unisce alla caudale e consta di 
170 a 180 raggi. L'altezza del corpo è il sesto della lunghezza 
totale. Le squame della linea laterale sono più grandi di quelle 
del dorso, che a loro volta sono maggiori delle piccolissime del 
ventre. 

Colore bruno con screziature chiare. Lunghezza dell' esemplare. 
mm. 120. 

I due esemplari del Boulenger misurano mm. 125 e proven- 
gono dall' Ecuador. 

37. Sternopygus carapus (L.). — Gymnolus carapo Lin. Syst. 
Nat. I, pag. 427. 

Rio Beni. Missioni Mosetenes. 



VIAGGIO DI LEONARDO FEA 

IN BIRMANIA E REGIONI VICINE 



LXXYII. 



EINIGE NEUE TERMITOPHILE MYRMEDONIEN AUS BIRMA (^) 
VON E. WASMANN S. I. 

{Mìt Figuren im Texte.) 

Von Herrn Dr. R. Gestro wurden mir nachtràglich noch mit 
einer Serie von Myrmedonia termiticola. Gestro (Ann. INIus. Civ. 
Gen, (2) VI, 1888, p. HO) noch einige neue mit dieser nahe 
vervvandte Arten, die gleichfalls von L. Fea in Gesellschaft von 
Termiten gesammelt wurden, zur Ansicht gesandt. Die Termiten- 
art ist leider nicht beigegeben ; vielleicht ist es eine der von mir 
im letzten Bande der Annali (p. 6!25) beschriebenen Species, 
was jedoch , da die speciellen Fundorte verschieden sind , niclit 
mit Sicherheit angegeben werden l^ann. 

Bei den zwei folgenden Arten ist wie bei M. (ermiticola der 
Kopf sparlici! , der Thorax mittelmàssig dicht (oder dicht) und 
grob, die Flùgeldecken stets dichter als der Thorax und ebenso 
grob punktirt ; der Hinterleib ist ebenfalls wie bei lenniUcola 
an der Basis weitlàufig ])unktirt, gegen die Spitze glatt. Die 
Fùhler sind einfarbig, so lang odor wenig liinger als Kopf u. 
Halsschild. 

1. Myrmedonia (Rhyuchodoìiia) termìtophila , Wasm. n. sp. 
(Fig. 1, Fiihler, Fig. 3, Thorax). 



(') Fortsetzung der Arbeit « Neue Termitophilen u. Termiten aus ludien » (Ann. 
Mus. Civ. Gen. (2) XVI (XXXVI) 1896, p. 613-630 und (2; (XXXVH) 1896, p. 119-152. 



NEUE MYRMEDONIEN 



29 



Nigro-picea^ nitida:, punctata, capite nigi'o, antennis, thorace, pe- 
dihus et abdominis basi rufo-brunneis; 
M. I^termiticolae , Gestro affinis, ejusdem 
magnitudinis, color is et sculpturae , sed 
differ t: antennis (Fig. 1) multo tenuio- 
ribus, fortius serratis , rufis, apice m 
versus haud incrassatis sed attenuatis , 
«r/.'^4-10 oblongo-conicis, latitudine tr lente 
longioribus; thorace (Fig. 3) profunde 
longitudinal iter canaliculato et prope mar- 
ginem lateralem longitudinaliter impresso, 
fortius punctato; elytris densius punctatis. 
8 mm. 

Mas. : Capite nitido, abdomine prorsus 
inermi, segnmito ultimo dorsali apice emargiìiato. 

Trotz ihrer grossen Ahnlichkeit mit M. termiticola. Gestro ist 
(liese neue Art an den viel dilnneren Fuhlern, deren Glied 4-9 




Fig. 1. — Myrmedonia ter- 
mitophila. 



ir- 




Fig. 2. - Myrmedonia ter?nUicola. 

lang dreieckig und um ein Drittel langer als breit ist, und an 
der tiefen, durchgehenden Langsrinne des Halsschildes sofort zu 
unterscheiden, sowie audi durch das giinzliche Fehlen von Ge- 
schlechtsauszeichnungen auf dem Hinterleibsrucken des </. — 




Pig. 3. - Myrììiedonia 
termitophila. 



Fig. 4. - Myrmedonia Fig. 5. - Myrmedonia 

termiticola. termitaria. 



Bei termiticola sind die Fiihler (Fig. 2) viel dicker, Glied 4-9 
fast quadratiseli; das Halsschild (Fig. 4) hat bei beiden Geschlech- 
tern nur ein Langsgriibchen an der Basis. — Von M. Feae, 
Wasm., mit welclier M. termitophila eine gewisse Ahnlichkeit in 



30 E. W ASM ANN 

der Bildung von Fùhler u. Halsschild besitzt, unterscheidet sie 
sich sofort (lurch die Liinge der Fùhler, die den Hinterrand des 
Halsschildes iiberragen, und durch die viel geringere Grosse. 

Rangoon, Birmania, L. Fea ! 1887. Museo Civico (Jenua. Das 
einzige Exemplar befand sich mitten unter einer Serie von M. ter- 
miticola; trotzdem ist namentlich wegen der ganz abweichenden 
Fùhlerbildung an der specifischen Verschiedenlieit beider Arten 
nicht zu zweifeln ; auch der Fundort (die terrnilicola sind samtlich 
aus Bhamò) ist verschieden. 

Dagegen scheint rnir nach dem jetzt vorliegenden Material die 
M. termilobia, Wasm. (Ann. Mus. Civ. Gen. {"1) XVI, 189G, 
p. 622), von der mir damals nur ein -Z' vorlag, mit M. terrni- 
licola durch vollkommene Uebergange verbunden zu sein und 
muss daher als Synonym zu derselben gestellt werden. Die Be- 
schreil}ung bezog sich auf ein besonders kleines und lielles (imma- 
tures?) Exemplar; mehrere der mir jetzt vorliegenden Exemplare, 
die sich im iibrigen nicht von termiticola trennen lassen , sind 
(mit Ausnahme des stets schwarzen Kopfes) ebenfalls gelb wie 
terrnitobia; auch in der Fùhlerbildung finden sich einige schwache 
Variationen. Dass die Dorsalauszeichnungen beim e/" von termi- 
ticola bezùglich der Starke ihrer Entwicklung variiren, bemerkt 
bereits Gestro in seiner Beschreibung von termiticola ; daher 
kònnen auch die diesbezùglichen Unterschiede von tcrwitobia 
keinen specifischen Werth besitzen. 

Der Diagnose von termiticola. Gestro ware daher beizufùgen: 

Variai corpore flavo,, capile tantum niyro, antennis panilo minus 
compressis et minus dilatatisi statura minore, characleribus sexua- 
iihus maris minus evolutis (M. terrnitobia, Wasm.). 

2. Myrmedonia (Rhynchodonia) termitaria, Wasm. n. sp. (Fig. 5, 
Thorax des e/"). 

Picea, ìiilida, punctata, capite nigro, thorace et elijtrorum humeris 
■rufescentibus, antennis pedibusque ru/is. M. termiticolae , (iestro 
similis colore et sculptura, sed paullo major, ante?inis brevioribus 
(articulis penullimis dislincte transversis) , tho?'ace multo latiore 
{longitudine plus dimidio latiore), aìigidis posticis rolundalis {hand 
obtusis), abdomine fortius (sed aeque parce) punctata. Long. 8,5 mm. 



NEUE MYRMEDONIEN 



31 



Mas: Thorace fortius piuiclalo^ longitudinaiUer canal Icidato , 
lateribus longitudinaliter impressis; abdommis segme?i(o ultimo 
dorsali apice leviter emarginato ; antennis fortius serratis. 

Fem. : Thorace subtilius punctato^ hand canal iculato „ aequaliter 
convexo_, lateribus vix impressis; antennis minus serratis. 

1 c/' (Teinzò, Birmania, L. Fea ! Mai 1886), u. 1 9 (Garin 
Cliebà, Birmania, L. Fea! Mai-Decemb. 1888) aus dem Mus. 
Civ. Gen. lagen vor. Dariiber dass dieselben von M. termiticola 
specifisch verschieden sind, hege ich besonders wegen der ver- 
schiedenen Halsschildform und der mangelnden Dorsalauszeich- 
nungen des Hinterleibs beim a^ keinen Zweifel ; dass jedoch die 
beiden als </ u. 9 von termitaria beschriebenen Formen zu 
einer Art gehoren , ist bloss wahrscheinlich , da die zwischen 
ihnen bestehenden Unterschiede in der Halsschildsculptur und 
Fiihlerbildung derartig sind, wie sie bei manchen anderen Myr- 
medonien zwischen ^ u. 9 derselben Art vorkommen. Auch ist 
das 9 et was anders gefàrbt, indem Thorax, Schultern u. Naht 
der Fliigeldecken heller roth sind als beim d^. 



VIAGGIO DI LEONARDO FEA 

IN BIRMANIA E REGIONI VICINE 



LXXYIII. 



NOUVELLE ESPECE CAVERNICOLE DE LA FAMILLE DES BLATTAIRES 
PAR I. BOLIVAR 



Spelaeoblatta gen. nov. 

Statura parva. Caput oblongum, elongatum. OciUi nulli. Antennae 
valde elongatae. Palporum max. articulus ullimus apicem versus 
incrassatus, apice truncato-rotundatus. Pronotum antice valde ar- 
cuatum, postice Inmcatum. Elytra subcornea, haud venosa, lobi- 
formiaj, subquadrata et lateralia. Metanolum angulis posticis dis- 
tincte productis. Alae nullae. Femora subtus parum spinosa. Tibiae 
multispinosae, supra rotundatae atque biseriatim spinosae. Tarsi 
elo?igatij apice subtus haud areolati. Arolio nullo. Abdomen seg- 
mentis ultimis doì'salibus angustis, transversis. Lamina supraanalis 
IriangulariSj, apice rotundata. Segmentum ventrale ultimum valvulis 
iìistructum. Cerci imperfecte articulati, apice aculeati. 

Corps oblong. Téte étroite et assez allongée , cachée sous 
le pronotum, ne laissant apercevoir qu'une très petite partie 
du vertex; les yeux manquent complétement ; les scrobes des 
antennes sont assez grandes et arrondies et le troisième article 
de ces organes est un peu plus long que le deuxième , confor- 
mùment aux observations de feu Stai et de Mr. Brunner qui 
ont démontré que cet article est plus long que le deuxième cliez 
le Périplanòtides aptòres ou Ijrachyptères , relation qui subsiste 
pour les deux sexes d'une mème espèce lorsque l'un d'eux est 



SPELAEOBLATTA 



ailé Tautre étant aptère ; les antennes sont du reste très longues 
et lines et leur premier article est grand et presque cylindrique 
bien qu'un peu atténué à la base et les doux suivants sont 
allonges et un peu plus longs pris ensemble que le premier , les 
suivants jusqu au premier tiers sont courts et subglobuleux , 
devenant insensiblement coniques et plus longs que larges dans 
le reste jusqu'à Textrémité. Tous les articles, à l'exception 
toutefois des premiers , sont pubescents. Mandibules fortes et 
brunàtres. Palpes maxillaires grèles et assoz longs, avec les 
articles basilaires courts et glojjuleux , le troisième cylindrique 
et allonge , étant plus long que le quatrième qui est épaissi 
vers l'extrémité et plus long que le cinquième, celui-ci est 
conique et plus gros vers l'extrémité , subarrondi au bout et 
couvert de longs polls disposes tout autour. Palpes labiaux 
triarticulés , à dernier article subcylindrique et arrondi à Tapex. 

Pronotum légèrement convexe, avec le bord antérieur arqué 
en demi cercle et le postérieur tronqué ou très légèrement 
sinueux au milieu , les angles latéraux sont arrondis. Mesonotum 
avec le bord postérieur un peu convexe. Metanotum sinué 
postérieurement avec les angles postérieurs saillants. Elytres 
très courts, latéraux, ne dépassant presque pas le bord posté- 
rieur du mesonotum, de consistance cornee et sans nervations. 
Ailes nulles. 

Pattes longues et grèles; les hanches de la première paire 
offrent à l'extrémité du bord inférieur un lobe saillant obtus. 
Cuisses antérieures comprimées et légèrement fusiformes, plus 
longues que les jambes correspondantes qui à leur tour sont plus 
courtes que les tarses de la méme paire , cette relation change 
dans les pattes suivantes, les jambes intermédiaires étant aussi 
longues que les cuisses et les postérieures plus longues qu'elles, 
tandis que les tarses des intermédiaires ont presque la longueur 
des tibias correspondants et ceux des postérieurs sont plus 
courts que les jambes. Toutes les cuisses sont épineuses infé- 
rieurement, mais les épines sont très peu nombreuses, elles ont 
en outre des polis épars et du coté dorsal elles sont armées 
d'une épine apicale. Les jambes portent deux series d'épines 

Ann. del Mus. Civ. di St. JSiat. Serie 2.», Voi. XVUI (14 Giugno 1897J 3 



I. HOLIVAR 



du coté externe qui est arrondi et se terminent ])ar de longs 
éperons, les jambes postérieures sont visiblement arquées. Les 
tarses sont iilifbrmes et le premier article est aussi long dans 
les pattes iritermédiaires et plus long dans les autres que les 
autres articles du tarse réunis. X^arolium manque de méme 
que les aires ajiicales des articles. 

Abdomen ovale avec le bord posterieur des premiers arceaux 
dorsaux un ])eu sinueux au milieu. Les derniers arceaux sont 
très courts et tbrtement transverses. La plaque suranale est 
grande, en triangle arrondi et entière. Dernier segment ventral 
très large à la base mais fortement rétréci jusqu a I'insertion 
des valves, celles-ci plus longues que larges. Cerques longs' et 
forts, aplatis, à premier article grand et conique, le reste 
imparfaitement articulé est termine par une longue et forte épine. 

C'est en étudiant au microscope les jambes de cette petite 
espèce que je me suis rendu compte de la disposition terminale 
de ces organes , disposition qui est essentiellement la mème que 
celle que Ton trouve chez d'autres espèces, mais qui pent offrir 
des variations qui méritent peut étre d'etre suivies avec méthode 
car il est probable qu'elles puissent étre d'interét pour la ca- 
ractérisation de certains groupes. 

De méme que le genre Nocticola milii qui ne renferme que 
deux espèces de l'ile de Luzon et qui sont aussi cavernicoles , 
ce nouveau genre manque d'arolium aux tarses , caractère qui 
permet de ranger les deux genres l'un à coté de l'autre et les 
séparer du reste des Périplanètides. Cette distinction à part, ils 
rentreraient dans la division 1 ' du Sijstème des Orthoplères de 
Mr. Brunner (pag. 34) « Tibiae supra ìnseriatim spinosae » et 
dans la sous division 2' par leurs jambes arrondies du coté exté- 
rieur, d'autant que je peux en juger par les exemplaires presque 
uniques da genre Noclicola et le seul exemplaire du Spekicublalla 
que j'ai pu examiner. La nouvelle coupe taxonomique (ju'il 
faudrait ajouter au tableau des Periplanetidae pourrait encore 
se caractériser par le manque des yeux ou la disj)Osition très 
simple qui en offrent ces organes dans les autres (Nocticola 
Simom Boi.), ainsi (juo par le racourcissement des élytres , 



SPELAEOHLATTA 35 

le manque d'ailes et la disposition particulière des cerei; ces 
organes offrent comme je l'ai dit ailleurs {Ann. de la Soc. ent. 
de France 1892, p. 33) une grande facilitò à se detacher restant 
en place le premier article seulement , le reste étant imparfai- 
tement articulé bien que les articulations soient assez visibles 
dans quelques cas {Spela eoblaUa). 

La forme de la téte, qui est oblongue et assez allongée, celle 
des palpes maxillaires, du pronotum et des élytres (ces derniers 
manquent tout à fait dans les 5 9 ^^u Nocficola), ainsi que la 
disposition du bord posti' rieur du metanotum , tronqué chez les 
Nocticola et assez profondement sinué avec les angles postérieurs 
saillants dans le SpelaeohlaUa et finalement la forme des pieces 




Spelaeoblatta Gestrot. 



anales et des cerques caractérisent ce nouveau genre et justitient 
sa formation. Il ne renferme qu'une seule espèce qui habite dans 
les cavernes de Birmanie et que je me fais un devoir de dédier 
au savant sous-directeur du Musée Civique de Génes Mr. le 
Dr. Gestro à qui je dois sa connaissance. 



ó6 I. «OLIVAR 

Spelaeoblatta Gestro! sp. n. 

Colore pallido. Eli/tra lohiformia, lateralia^ subquadrata, extus 
distiìicle rolundala, poslice oldique lì'uncata el siibslnuata , pone 
medium mela?ioti Iiaud exlensa. Lamina supraanaiis transversa , 
trigona, postice rotundata, integra. Valvulis geni'alibus iongioribus 
quam latioribus. Pedihus teslaceis Q . 

Long, corporis 9™'", 5, 

Loc. Caverne de Jadò, Garin Asciuii Gheba, 1200-1300 m. 
Janvier, 1888. Provenant du vovaf^c de Mr. L. Fea. 



MATERIALI PER LO STUDIO DELLE HISPIDAE 
DI R. GESTRO 



I. 

ENUMERAZIONE DELLE HISPIDAE DI SUMATRA. 

Fra i recenti esploratori che recarono maggiore contributo 
allo studio della fauna dell'Arcipelago Malese il Dottore Elio 
Modigliani tiene un posto distinto e le collezioni zoologiche ri- 
portate dai suoi viaggi, e generosamente donate al Museo Civico 
di Genova, attestano' ampiamente la sua attività e la sua non 
comune attitudine al ricercare. 

Occupato in questi ultimi tempi ad ordinare i materiali ento- 
mologici della sua ultima spedizione a Sumatra (^), rimasi sor- 
preso della grande quantità di Hispidae da lui radunate e, trat- 
tandosi di un gruppo che ha da qualche tempo le mie preferenze, 
mi nacque il desiderio di studiarle e di pubblicarne un elenco. 
Quasi nello stesso tempo mi furono comunicate altre Hispidae 
della stessa provenienza e mi trovai in tal modo ad aver sott' oc- 
chio una serie di specie piuttosto ragguardevole, che mi suggerì 
r idea di dare al mio lavoro un maggiore sviluppo dal lato fauni- 
stico, pubblicando una lista generale delle Hispidae sumatrane. 

Ecco in che modo ebbe origine questo catalogo. Esso ha dunque 
per prima base la bella raccolta del Modigliani , alla quale iio 
aggiunto le specie raccolte da Odoardo Beccari nel 1878 (^) e 



(I) Fra i Batacchi indipendenti. Viaggio di Elio Modigliani pubblicato a cura 
della Società Geografica italiana. Roma 1892. 

(^) Le specie raccolte dal Dott. Beccari in Sumatra nel 1878 furono già citate nel 
mio lavoro : Note entomologiche. II Materiali per lo studio delle Hispidae malesi 
e papuane (Questi Annali, serie 2.' voi. II, 1885, p. 153). 



38 R. GESTRO 

quelle del grande Museo di Leida e dei musei privati di II. Ober- 
thùr di Rennes e E. Dolirn di Stettino. 

I luoglii dove il Dott. Beccari ha fatto le sue collezioni sono 
specialmente il Monte Singalan, Ajer Mantcior, Kaju Tanam e 
Sungei Bulu, nella parte occidentale di Sumatra (^). 

II maggior numero di specie riportate dal Modigliani sono di 
Pangherang Pisang , sulla strada fra Siboga e il lago Tolja ; 
molte furono prese nella foresta di Si-Rambé presso lo stesso 
lago ; altre a Balighe sulle sue sponde e a Siboga , Padang e 
Benculen. 

Le specie della collezione Dohrn provengono da due luoghi, 
Soekaranda e Liangagas , ambedue spettanti alla Residenza di 
Delhi (2). 

Quelle di Oberthiir sono per la più gran parte di Marang e 
di Liwa nella porzione S. 0. di Sumatra. 

Infine nel materiale del Museo di Leida trovo citati il distretto 
di Rawas, le residenze di Tapanuli e dell'Alto Padang e qualche 
altro luogo ; ma più frequentemente Tandjong Morawa (N. 0. 
Sumatra;. 

Le ricerche del Dottore Modigliani non si sono limitate alla 
sola Sumatra e sono noti gli splendidi risultati scientifici che egli 
ha ottenuto dall' esplorazione di alcune delle isole allineate lungo 
la sua costa occidentale, cioè Nias, Mentawei ed Engano (^). Le 
Hispidae appartenenti a queste faunule insulari ho voluto com- 
prenderle nel mio catalogo , ma non so se questa annessione , 
giustificabile da considerazioni puramente geografiche, zoologica- 
mente sia per intero ammissibile. È vero che non poche sono 
le specie comuni a Sumatra e a queste isole minori ; ma è pur 



(1) In questi stessi Annali (1.» serie, voi. XIV, 1879, p. 169) trovasi qualche breve 
cenno su questi punti esplorati dal Beccari. 

(') Questi due nomi, cosi stampati sui cartellini della collezione Dohrn, non li 
trovo nelle più recenti carte olandesi ; forse essi corrispondono a Soeka Randej 
e Liang llagan. 

(') Le memorie in cui sono illustrate le collezioni zoologiche che il Modigliani 
ha riportati» dai suoi viaggi, si trovaiiu nei voliiini XXIV a XXXVII di questi 
Annali. 



HISFIDAE 39 

noto che esistono a Nias, a Mentawei e ad Engano elementi non 
sumatrani , e che la fauna di queste isole per certe specie si 
collega a quella delle Andaman e delle Nicobar {^). Dalle Hispidae 
possiamo, a questo riguardo, attingere poca luce, perchè è dif- 
ficile che un gruppo cosi limitato ci fornisca criteri! sufficienti 
per attribuire note caratteristiche alla fauna di una data regione ; 
però ho già notato in un mio precedente lavoro {^) il fatto cu- 
rioso che in mezzo ai materiali entomologici radunati dal Modi- 
gliani a Engano e a Mentawei , benché ricchissimi di specie e 
di esemplari, non esiste una sola forma a spine. Questa completa 
assenza di specie spinose avrebbe forse un significato più impor- 
tante , se anche Nias si trovasse nelle stesse condizioni , invece 
di possedere due His^pa ed un Monochirus. D'altra parte non si 
conoscono , per quanto io mi sappia , Hispidae delle altre isole 
che costituiscono questa catena che va dalle Nicobar fino alla 
remota Christmas, eccetto una delle Andaman, che spetta al 
genere Gonophora (^). 

Il materiale che ho avuto a mia disposizione per redigere 
questa nota sulle Hispidae sumatrane si compone di 87 specie, 
delle quali le 40 seguenti vengono descritte per la prima volta 
come nuove. 



CaUispa fulva. 
Wallacea spectabiiis. 
Botryonopa nitidicollis. 

— crassicornis. 

— nobilis. 

— Tohae. 
Hispopìia Dolimi. 
Anisodera tuberosa. 



Anisodera testacea. 

— humilis. 

— Candezei. 
Gonophora aemula. 

— cariosa. 

— oenoptera. 

— fulva. 

— diluta. 



(') Vedasi a questo proposito V interessante introduzione ai « Rettili e Batraci 
di Engano » del Dott. Vinciguerra in questi Annali (Serie 2.% voi. XII (XXXII) 
1892, p. 517) e quella di Thomas ai Mammiferi delle Mentawei (1. e. Serie 2.1, voi. 
XIV (XXXIV), 1S95, p. 660). 

{-) Nota sulle Hispidae raccolte dal Dott. Elio Modigliani nelle isole Mentawei 
(Questi Annali, Serie 2.» voi. XVI (XXXVI) 1896, p. 327). 

(s) Gonophora Musoni, Baly. 



40 



R. r, ESTRO 



(ìonopkora {Lachnispa) bicolor. 
Dislolaca dimidiata. 

— xanlhosticta. 

— lucida. 
Prionispa distincta. 
Ilispa aspera. 

— hasalis. 

— be Hula. 

— intactilis. 

— debilis. 

— Beccarli. 

— Kerimii. 



Ilispa tra pa. 

— Modiglianii. 

— Oberlhilrii. 

— leptacantha. 

— vulgaris. 

— nemoralis. 

— tribulus. 

— torva. 
Manterii. 

— ferox. 

— horrifìca. 

— longicuspis. 



Non Ò a meravigliarsi se quasi la metà delle specie sono 
nuove , quando si pensi che questo gruppo di Fitofagi è stato 
finora assai trascurato e che il genere Jlispa, il quale è quello 
per l'appunto che fornisce il maggiore contingente di novità, non 
è dei più facili. Infetti a chi intraprende lo studio di questo 
genere si apre un cammino irto davvero di spine. Le specie sono 
difficili a definirsi, a descriversi e, quel che è peggio, a riferirsi 
a quelle già conosciute, parte delle quali sono caratterizzate in 
modo insufficiente (\). In certi casi non e' è altra via sicura che 
r esame dei tipi e pur troppo questi sono talvolta introvabili. 
Nulla di strano quindi che qualcuna delle specie che ho già 
descritto nei miei lavori precedenti , o che sto per descrivere 
adesso, si riconosca più tardi appartenere a forme già note. Ren- 
derà adunque un beneficio alla scienza colui che, avendo la for- 
tuna di trovare i tipi che a me non è riuscito di confrontare, 
vorrà correggere le inesattezze in cui io possa essere involon- 
tariamente caduto. 

Per rendere più chiare le mie descrizioni ho aggiunto alcune 
figure che riproducono le parti in cui risiedono i caratteri dif 
ferenziali più importanti e specialmente l'armatura del protorace, 



(') Nell'opera: « Schreiirk's Reisen unti Korsrlnuijroii ini Aniur-Lande » sono 



descritte min vonti 
inservibili. 



di Iflspa: 



nu'sU' descrizioni sono 



HISPIDAE 41 

che qualchevolta è un buon aiuto per riconoscere le specie. I 
disegni talora sono resi espressamente un po' schematici e in 
più (li un caso ho sacrificato anche alla prospettiva perchè la 
conformazione di qualche parte riesca meglio visiì)ile. 

Prima di procedere all' enumerazione delle specie , devo por- 
gere le più vive grazie ai signori Prof. Aurivillius del Museo di 
Stockholm, Dott. E. Dohrn, E. Fleutiaux, R. Oberthur, J. R. H. 
Neervoort van de Poli, C. Ritsema del Museo di Leida e G. Se- 
verin del Museo di Bruxelles, i quali hanno largamente contri- 
buito al mio lavoro, sia inviandomi intere collezioni , sia comu- 
nicandomi preziosi esemplari tipici. 

Oallispa, ÌUly. 

1. Callìspa elegans, Balv, Entom. monthl. Magaz. XIII, 1876, 
p. 12G. — Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Serie, II, 1885, 
p. 156. — Ibid. ±^ Serie, XVI, 1896, p. 328. 

Ajer Mantcior, Agosto 1878, 0. Beccari. Un esemplare. — 
Liangagas (Residenza di Delhi), Collez. Dohrn. Un esemplare. 

Abita anche P. Pinang e le isole Mentawei ; in questo ultimo 
luogo ne furono raccolti varii individui dal Dott. Modigliani , a 
Sereinu (Sipora) in Maggio e Giugno 1894, i quali hanno tutti 
la larga macchia apicale degli elitri un poco più limitata. 

2. Callìspa pusilla, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, 
XVI, 1896, p. 328. 

Sereinu (Sipora), isole Mentawei, Maggio e Giugno 1894. 
Dott. E. Modigliani. 

3. Callispa fulva, n. sp. — CalUspa, n. sp.. Gestro, Ann. Mus. 
Civ. Genova, 2.^ Serie, XVI, 1896, p. 328. 

Ovato-elongata, fulva, nitida, anlennis fiiscis, prothorace trans- 
verso, later ibus suhparallelis, anlrorsimi rotundatis, disco vage 
irregulariter punctalo, elytris apice infuscatis, punctato-striatis, in- 
terslitiis pone hurneros obsolete transverse plicatis. — Long. 5 millim. 

È lucente e di un colore fulvo, coli' apice degli elitri appena 
leggermente scuro. Il capo è liscio. Le antenne sono brune. Il 
protorace è molto più largo che lungo, coi lati quasi paralleli , 



4-2 R. GKSTRO 

che vanno arrotondandosi largamente in avanti e col disco scol- 
pito di un piccolo numero di punti sparsi irregolarmente. Gli 
elitri sono convessi, fortemente puntato-striati e gli interstizii al 
didietro delle spalle presentano alcune pieghe trasversali poco 
marcate. 

Questa specie deve mettersi da vicino alla pusil/a; ma ne dif- 
ferisce per la statura molto maggiore, per la tinta nera apicale 
degli elitri più limitata e meno intensa , pel protorace molto 
meno punteggiato, per gli elitri più convessi, più compressi dietro 
gli omeri e ivi con pieghe trasversali negli interstizii. 

Isole Mentawei: un esemplare di Si Oban, Aprile 1894 e uno 
di Sereinu (Sipora), Maggio 1894, viaggio Modigliani. Nell'ul- 
timo la metà basale delle antenne è rossastra e il nero apicale 
degli elitri è quasi scomparso. 

4. Callispa brevicornis, Baly, Trans. Entom. Soc. Lond. 1869, 
p. 365. — Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Serie, VI, 1888, p. 654. 
— Gestro, ibid. 2.'-^ Serie, X, 1890, p. 232. 

Foresta di Si-Rambé, dicembre 1880. Un esemplare. 
Questa specie trovasi anche a Pulo Penang e fu raccolta dal 
sig. L. Fea sull' alto Iravadi in Birmania. 

AVallacea., Baly. 

5. Wallacea apicalis, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Ser., 
XVI, 1896, p. 329. 

Un esemplare del Museo di Leida , che porta l' indicazione : 
« Tandjong Morawa Serdang (N. 0. Sumatra) Dr. B. Hagen ». 
ditierisce dal tipo per il protorace un po' più fortemente pun- 
teggiato e per la tinta nera apicale degli olitri che si estende 
un po' più in avanti. 

Il tipo fu raccolto dal Dott. Modigliani nelle isole Mentawei. 

6. Wallacea marginata , Gestro , Ann. Mus. Civ. Genova , 2.'' 
Serie, XVI, 189(1, p. 330. 

Sereinu (Siporaì, Isole Mentawei, Maggio e Giugno 1894. 
Dott. E. Modigliani. 

7. Wallacea inornata, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.'' Serie, 
XII, 1892, p. 792. 



HISPIDAE 4f^ 

Isola d' Engano , Bua Bua, Maggio e Giugno 1891. Dottor 
E. Modigliani. 
8. Wallacea spectabilis, n. sp. 

Elongata, depressa^ nitida, capile prolhoracerpie fulvis, anlennis 
nigris, eiytris nigris basi fulva; subtus, cum pedibus, fulvo-testacea. 
— Long. 8 ^/^ millim. 

Il capo presenta una finissima linea mediana longitudinale e 
punti finissimi visibili soltanto a forte ingrandimento ; le antenne 
sono piuttosto robuste e superano di poco la base del protorace; 
esse sono nere , coi primi quattro articoli lucenti e gli altri 
opachi. 11 protorace è un poco più largo che lungo, subquadran- 
golare, leggermente più largo in avanti che alla base ; il mar- 
gine anteriore è alquanto sinuato da una parte e dall' altra e 
la sua parte mediana è un poco sporgente ; gli angoli anteriori 
sono largamente arrotondati , i posteriori presentano una piccola 
smarginatura immediatamente prima del dente ; i lati sono leg- 
germente riflessi. Il disco è levigato, ma da un lato e dall'altro 
della linea mediana si osserva un' area allungata occupata da 
punti grossi e irregolarmente distribuiti ; altri grossi punti esi- 
stono sui lati ove la superficie è alquanto incavata. Lungo il 
margine basale, di fronte allo scudetto, esiste una fossetta pro- 
fonda trasversale. Lo scudetto è liscio e fulvo come il capo ed 
il protorace. Gli elitri alla base, tolti gli omeri , sono fulvi , nel 
resto neri ; essi sono più larghi del protorace e un po' più di 
tre volte e mezzo lunghi quanto esso; sono depressi, quasi pa- 
ralleli e ciascuno termina arrotondato ; la sutura all' apice è 
munita di un piccolo dente acuto e il margine apicale prima di 
questo dente presenta una sinuosità ; il margine laterale è riflesso 
e quasi solcato ; la superficie è longitudinalmente solcata e i solchi 
sono scolpiti di punti subquadrati fitti , gli intervalli sono elevati 
e formano altrettante coste liscie, delle quali la quinta e la sesta 
sono unite insieme in corrispondenza della sporgenza omerale e 
la quarta si congiunge alla sesta prima dell' apice. Il corpo al 
disotto ed i piedi sono fulvo-testacei. 

Il solo esemplare che ha servito per la descrizione fu raccolto 
nella foresta di Si-Rambé in Dicembre 1890. 



44 R. GESTRO 



Botryonoi>a, Blanch. 



9. Botryonopa spectabilis, Baly, Cat. Hisp. p. 93. 

Questa specie, Indicata di Sumatra dal Baly, si trova pure a 
Pulo Penang e nel Museo Civico di Genova se ne conserva un 
bell'esemplare di questa provenienza raccolto nel Febbraio 1889 
dai signori L. Fea e Ti. T.oria, 

10. Botryonopa nitidicollis, n. sp. 

FAongata, depressa, nilida, fulva, anlennis nigris, elytrorum 
ti'ienle apicali cijaneo, geniculis fuscis; prolhorace transverso, an- 
trorsum rolundato, ìiitido, disco punclalo antice laevi; elytris ordi- 
nalim punctalis, intcrstitiis minutissime et obsolete punclulatis. — 
Long. 15-17 miU. 

Questa bella specie si distingue facilmente dalle altre per il 
protorace molto lucente. Il corpo è depresso , di colore fulvo 
chiaro, colle antenne nere e la porzione terminale dogli elitri 
(circa il terzo apicale) di un beli' azzurro splendente. Il capo è 
scolpito di punti sottili , con un solco longitudinale mediano ed 
uno trasversale dietro agli occhi. Le antenne sono nere in tota- 
lità , cogli ultimi cinque articoli opachi ; in qualche esemplare 
sono picee alla base. Il protorace è più largo che lungo , arro- 
tondato in avanti , coi lati poco arrotondati e sinuati immedia- 
tamente prima dell' angolo posteriore che sporge in un piccolo 
dente aguzzo. Il disco è abbastanza convesso, sopratutto in avanti, 
dove è anche perfettamente levigato e privo di punti ; mentre 
questi occupano a un dipresso i due terzi posteriori e sono ir- 
regolarmente sparsi , nò molto grossi nò })rofondi e scarseggianti 
nel mezzo. GH elitri sono lunghi, piuttosto de})rcssi , coi lati pa- 
ralleli , poco allargati in addietro e terminano arrotondati e leg- 
gerissimamente smarginati all' angolo suturale che è armato di 
un piccolo dente. Ciascuno ha undici serie molto regolari di punti 
subquadrati, che diventano un poco jiiccoli all' apice. La prima 
di queste serie è brevissima. Gli interstizii sono molto legger- 
mente convessi e con un buon ingrandimento appaiono anche 
linamente jìunteggiati. il coyyo infcriornicntc ("• lurrnte ; i jìiedi 



HISPIDAE 4-5 

sono robusti e i femori, speciuhnente gli anteriori, incrassati, 
e muniti inferiormente di un piccolo dente. 

Soekaranda, Gennaio 1894. Collezione del Dott. Dolirn e del 
Museo Civico di Genova. 

11. Botryonopa crassicornis , n. sp. 

Elongata depressa,, pallide fulva, nitida, anlennis brevibus, eras- 
sis, articulo primo brevi crasso pallide fulvo, 2-3 piceis, ceteris 
nigris opacis; prothorace transverso lateribus subparallelis, inedia 
basi depresso, sparsirn punctato, apice laevi; elytris triente apicaii 
cyaneis, elongntis, medio modice dilatatis, ad apicem attenuatis, 
ordinatim punctatis, interslitiis tenuissime et obsolete rugulosis. — 
Long. 19 ^/^ mill. 

È di un colore fulvo slavato, colle antenne, fatta eccezione dai 
tre primi articoli , nere e col terzo apicale degli elitri azzurro. 

Il capo è percorso da una linea longitudinale impressa ed è 
trasversalmente solcato in addietro ; sui lati e dietro agli occhi 
presenta pochi punti irregolari. Le antenne sono notevolmente 
più corte e più inspessite di quanto si osservi generalmente nelle 
altre specie di questo genere : il che giustifica il nome che le 
ho assegnato di crassicornis. Il primo articolo è del colore del 
resto del corpo ; i due successivi, molto meno crassi del primo, 
ma assai corti , sono picei ; gli altri , più allungati e cilindrici, 
sono neri opachi. Il protorace è più largo che lungo, arrotondato 
in avanti , i lati sono quasi paralleli e appena leggermente conver- 
genti in avanti ; l' angolo posteriore sporge in un piccolo dente, la 
base, davanti allo scudetto, presenta una depressione larga fovei- 
forme abbastanza profonda; il disco è mediocremente convesso, 
liscio affatto nella parte anteriore, con punti sparsi irregolarmente 
sul resto e un poco più fitti sui lati e alla base. Lo scudetto 
è piuttosto allungato , triangolare e liscio. Gli elitri sono molto 
lunghi , leggermente allargati a cominciare dietro gli omeri 
e fino circa al terzo apicale ; di là in poi sono leggermente atte- 
nuati ; r apice è arrotondato e molto leggermente smarginato 
prima dell' angolo suturale , che porta un piccolo dente. Sulla 
porzione terminale dell' elitro si osserva una leggera depressione 
trasversale. I punti subquadrati sono ordinati in serie regolari 



46 K. 'i ESTRO 

e verso 1' apice impiccioliscono. Gli interstizi sono piani e soltanto 
mostrano una leggera tendenza alla convessità nella porzione 
apicale; osservati colla lente essi appaiono finamente rugosi. 
Il corpo inferiormente è del colore delle parti superiori , ma 
leggermente più carico ; soltanto le unghie dei tarsi sono nere. 

Questa specie è differentissima dalla precedente , per (juanto 
abbia con essa qualche punto d'affinità nella colorazione e nei 
caratteri del protorace. 

La tinta generale è più sbiadita di quella della nilidkollh e 
r azzurro sulla porzione terminale degli elitri è più scuro e meno 
splendente. Le antenne sono, come si è detto nella descrizione, 
molto più corte e più crasse; il protorace ha i lati meno arro- 
tondati; gli elitri sono di diversa forma, cioè attenuati all'apice 
e più lunghi ; la loro scultura è anche meno forte e gli inter- 
stizii , sotto la lente invece di apparire punteggiati , appaiono 
rugulosi. Anche le ali, per quanto si può giudicare da una 
piccola porzione che sporge dall' apice degli elitri , sono più scure 
in questa specie che nella nitidicollu. Inoltre nella crassicornis 
i piedi sono meno robusti , coi femori meno rigonfii. 

Soekaranda, Gennaio 1894. Un esemplare. Collezione Dohrn. 

12. Botryonopa nobìlis, n. sp. 

Elongata, subparallela, depressa, sanguinea, antennis nigris, pro- 
thorace opaco, elytris obscure cyaneis, nitidis; sublus rufa, pedibus, 
femorum basi excepla, nigro-piceis. — Long. 14 mill. 

Capo, protorace e scudetto d'un rosso sanguigno, il protorace 
opaco, le antenne nere, gli elitri azzurro oscuro lucente; corpo 
inferiormente rossastro , coi piedi , tolta la base dei femori , 
nero-picei. 

Il capo è longitudinalmente puntato-rugoso , trasversalmente 
solcato dietro gli occhi. Il protorace è quasi tanto largo come 
lungo, arrotondato in avanti , coi lati paralleli, leggermente on- 
dulati , gli angoli posteriori armati di un dente minuto preceduto 
da una piccola sinuosità , il disco abbastanza convesso , scolpito 
nella porzione posteriore e sui lati , di punti irregolari allungati, 
privo di punti sul davanti, colla traccia poco evidente di una 
linea impressa longitudinale mediana, assai sottile. iGl elitri in 



HISPIDAE 4-7 

addietro sono moderatamente allargati e terminano arrotondati 
con una breve sinuosità prima della spina suturale. Sul dorso 
sono piuttosto depressi e fortemente puntate-striati. Le serie di 
punti sono regolari ; i punti sono quasi quadrati ; gli intervalli 
diventano convessi soltanto sui lati e all'apice, dove i punti sono 
separati da pieghe trasversali. Il corpo al disotto è lucente; i 
piedi sono robusti ed i femori rigonfii e tutti armati al disotto 
di un dente. 

Farmi che questa specie possa avvicinarsi alla li. cìjanipennis, 
Baly, di Singapore, per quanto io possa arguirlo dalla descrizione 
dell' autore. Però evidentemente si tratta di due specie distinte, 
perchè la nohilis ha il capo nitido, e non opaco, longitudinal- 
mente rugoso e non grossolanamente puntato e perchè in nes- 
suno dei quattro esemplari da me esaminati trovo traccio di nero 
sul vertice. Inoltre nella descrizione del Baly non si dice che i 
punti del protorace siano allungati, né si fa cenno delle costule 
trasversali che si trovano fra punto e punto negli interstizi!, sui 
lati e suir apice degli elitri. Infine il Baly nota che i femori 
posteriori sono inermi , mentre nella nohilis essi sono dentati 
come quelli delle due paia precedenti. 

Soekaranda , Gennaio 1894. Collezione Dohrn e del Museo 
Civico di Genova. 

13. Boiryonopa Tobae, n. sp. 

Elongata^ si ih de pressa, cùmaharma, nitida, prothorace opaco, 
antennis ìiigris, elylrorwìt, quadrante apicali viridi-cijaneo; corpore 
subtus, prosterno excepto, et pedibus nigris nitidis. — Long. 14-- 
17 mill. 

Il colore superiormente è di un rosso cinabro, più o meno 
sbiadito secondo gli esemplari , e che probabilmente nell' insetto 
fresco sarà stato più vivace ; questa tinta è più intensa sul pro- 
torace e gli elitri portano sul quarto apicale una fliscia verde- 
cianea metallica. Il capo ha sul vertice alcune leggere rugosità 
irregolari e nel m.ezzo una linea impressa longitudinale sottile. 
Le antenne sono interamente nere. Il protorace è un poco più 
largo che lungo , più stretto in avanti che alla base , coi lati 
anteriormente arrotondati e con una piccola sinuosità prima del 



48 K. GESTRO 

dente dell'angolo posteriore ; il margine anteriore è leggermente 
arrotondato , il posteriore è bisinuato e nel mezzo della base 
esiste una leggera depressione trasversale ; la supei-ficie è molto 
opaca, quasi vellutata; nel mezzo del disco vi è appena la traccia 
di una breve linea longitudinale, ai lati della quale si osservano 
punti grossi ma pochissimo profondi, allungati, poco fìtti e ir- 
regolarmente distribuiti; la parte anteriore del disco ed i lati 
sono privi di punteggiatura. Lo scudetto è liscio. Gli elitri sono 
più larghi del protorace, paralleli, arrotondati all'apice e sinuosi 
prima dell' angolo suturale, il quale è munito di un dente acuto 
molto piccolo. La scultura consta , come nelle altre specie , di 
punti disjiosti regolarmente in serie longitudinali ; i punti sono 
subquadrati ; gli interstizi! sono leggermente elevati e convessi 
soltanto all'apice, li corpo al disotto è nero lucente, eccettuato 
il prosterno che ha lo stesso colore del protorace. Il metasterno 
è scolpito di strie trasversah fitte e finissime; l'addome è mi- 
nutamente punteggiato. I piedi sono neri. 

Questa specie , affine alla speclahilis^ Baly, di Sumatra e di 
Pulo Penang, ne differisce per la statura minore e per la di- 
versa colorazione ; infatti la spectabilis ha le parti inferiori ed 
i piedi rossastri e la tinta cianea apicale degli elitri estesa per 
un maggiore tratto. Inoltre nella spectubilis il vertice presenta 
un solco longitudinale invece di una linea assai sottile, il pro- 
torace è subquadrato, assai meno opaco, colla linea longitudinale 
mediana più marcata e la punteggiatura molto più forte ed estesa 
anche ai lati. Nella Tohae gli interstizii degli elitri all' apice 
sono più elevati. 

Cinque esemplari di questa specie furono raccolti nella foresta 
di Si-Rambé (regione del Lago Toba), nel Dicembre 1890. 

Ne ho esaminato un sesto che ebbi in comunicazione dal Museo 
di Leida e che proviene dalla parte occidentale di Sumatra, 
« Groot Mandeling, Tapanoeli » (Tapanuli). 

Hispopria , Baly. 

14. Hispopria Modigliani!, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, "^.^ 
Serie, XVI, ]8<)(1. p. ;i30. 



HISPIDAE 49 

Sereinu fSipora) , Isole Mentawei , Maggio - Giugno 1894. 
E. Modigliani. Due esemplari. 

lo. Hispopria Dohrni, n. sp. 

Oblonga, depressa, nitida, supra sanguinea, subtiis 7iigro-picea, 
antennis nigris; prothoracis lateribus obsolete crenalis; elylris crasse 
regulariter punctatis, interstitiis alternis paulo elevatis. — Long. 
12 mill. 

Corpo al disopra lucente, d' un rosso sanguigno. Capo scolpito 
di punti sottili e di un solco longitudinale mediano, che termina 
in addietro, al livello del margine posteriore degli occhi , in una 
fossetta. Antenne nere, un poco più lunghe della metà del corpo. 
Protorace più largo che lungo, più largo in avanti che alla base, 
con una specie di strangolatura al margine anteriore, interrotta 
dalla parte mediana leggermente elevata di questo margine ; 
lati leggermente ed irregolarmente crenati ; disco liscio lungo 
la linea mediana e lungo il margine anteriore, scolpito di punti 
grossi ed irregolari nel resto. Scudetto semi-elittico, liscio e 
leggermente infossato nel mezzo. Elitri larghi , leggermente e 
gradatamente dilatati in addietro, smarginati all' angolo suturale 
che è armato di una piccola spina; superficie scolpita regolar- 
mente di punti grossi subquadrati , disposti in serie duplici se- 
parate da un intervallo leggermente elevato. Il corpo al disotto, 
fatta eccezione dal pro- e mesosterno , è nero-piceo lucente. 
I piedi pure sono nero-picei e i femori anteriori sono molto 
rigonfii e armati internamente di un dente assai robusto. 

Soekaranda (Residenza di Delhi), Gennaio 1894. CoUez. Dohrn 
e del Museo Civico di Genova. 

Dedico questa specie al Dott. Enrico Dohrn, al quale devo il 
piacere di aver potuto esaminare e descrivere molte belle forme 
di Hispidae sumatrane. 

Estig-meiia, Hope. 

16. Estigmena chinensis, Hope, Coleopt. Man. III, p. 17o, 
t. 2, f 1. — Baly, Cat. Hisp. p. 100, t. 7, fìg. 7. 

Sumatra N. 0., Tandjong Morawa, Serdang. Dr. B. Hagen. 
— Un esemplare del Museo di Leida. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie ■2.^ Voi. XVIII (14 Giugno 1897) 4 



50 R. GESTRO 



Aiiisodoi-a, Jìalv. 



17. Anisodera Guerinii, Baly, Cat. Hisp. p. 1G8, tav. 7, fifr. 8. 
— Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Ser., VI, 1888, p. Ooo. — (iestro, 
ibid., 2.^ Ser., X, 1890, p. 233. 

Tandjong Morawa, Dr. Hagen e Lampong, J. C. van Hasselt. 
Museo di Leida. Soekaranda e Liangagas. Collez. Dolirn. 

Gli esemplari sumatrani, confrontati con quelli della Birmania 
e del Pegù posseduti dal Museo Civico di (ienova, mostrano la 
scultura degli elitri leggermente meno marcata. 

18. Anisodera tuberosa, n. sp. 

Late elongala, supra fusca subopaca, subtus nigro-picea nitida, 
antennis nigris; prothorace subquadrato, lateribus paraUelis bisi- 
nualis, disco punctato-rugoso, utrinque bituberculato et longitudina- 
liter excavato; elytris tenue punctatis et for titer costatis. — Long. 
171/2 mill. 

Questa specie è del gruppo della Guerinii, Baly, ma è facil- 
mente riconoscibile per il corpo più largo, pei tubercoli del pro- 
torace più marcati, per gli elitri colla punteggiatura più sottile 
e le coste molto più marcate e per varii altri caratteri. \\ ap- 
punto per le sue particolarità salienti che mi sono deciso a 
descriverla, benché io sia d' avviso che in regola generale debbano 
evitarsi le descrizioni di nuove specie sopra esemplari unici. 

Il capo è puntato-rugoso e longitudinalmente solcato nel mezzo ; 
le antenne sono robuste, nere, coi primi cinque articoli lucenti 
ed i seguenti opachi. Il protorace è quasi cjuadrato, ben poco più 
stretto in avanti che alla base , col margine anteriore un poco 
sporgente e arrotondato , i lati fortemente bisinuati , sopratutto 
in avanti, il disco con punti fitti e leggermente rugoso special- 
mente sui lati ; su ciascun lato della linea mediana esistono , 
l'uno dietro l'altro, due tubercoli lisci allungati e all'esterno di 
questi vi è una depressione lineare abbastanza profonda. Lo scu- 
detto è liscio. Gli elitri sono larghi, poco dilatati dietro gli omeri 
e arrotondati all' apice ; la loro punteggiatura si compone di 
punti sottili, allineati in serie vicino alla sutura, più numerosi e 
confusi verso i lati e l'apice. Ciascun elitro ha tre coste salienti 



HISPIDAE 51 

che ne percorrono quasi l'intera lunghezza ; la prima parte dalla 
base e raggiunge quasi V apice , ma è quasi interrotta per un 
tratto corrispondente al terzo medio; la seconda, che è la più 
sporgente, corre dalla base fino quasi all'apice, cessando però 
un poco prima della precedente e al terzo medio si incurva leg- 
germente verso la sutura ; la terza, ossia la più esterna, è poco 
marcata alla base, e all' apice si trova quasi a livello della prima. 
Yi sono inoltre altre due coste , solamente esistenti suU' apice , 
una fra la seconda e la terza e 1' altra all' esterno della terza. 
Il corpo inferiormente ed i piedi sono lucenti e di un nero piceo. 
L' unico esemplare da me esaminato appartiene alla collezione 
Dohrn e proviene da Liangagas. 

19. Anìsodera fraterna, Baly, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Ser., 
VI, 1888, p. 655. -^ Gestro, ibid., ±^ Ser., X, 1890, p. 233. 

Liangagas. Collezione Dohrn. Un esemplare. 

Gli esemplari tipici provengono dalla Birmania e dal Tenas- 
serim (Viaggio di L. Fea). 

Fu anche raccolta nella penisola di Malacca, a Perak, Gunong- 
Bubù (1100 m. Vm)' ^^1 Doherty, secondo esemplari comuni- 
catimi da R. Oberthiir. 

20. Anisodera scutellata, Baly, Cat. Hisp., 1858, p. 102. 
Questa specie, che fu descritta sopra un esemplare di Giava, 

trovasi anche a Malacca e a Sumatra. Della prima provenienza 
ho esaminato un esemplare della collezione Oberthiir ; di Sumatra 
ho potuto vedere i seguenti: Tandjong Morawa, Dr. B. Hagen, 
Museo di Leida ;Batu Pantjeh, collezione Oberthiir; Soekaranda, 
collezione Dohrn e Museo Civico di Genova. 

Generalmente è di tinta più chiara che le altre Anìsodera e 
sul fondo chiaro risalta bene lo scudetto nero e lucente. E di 
corpo largo ed è anche piuttosto grande, raggiungendo i mag- 
giori esemplari da me studiati, i 21 millimetri. 

21. Anisodera lucìdiventris, Guér. Rev. Zoologiq. 1840, p. 333. 
— Baly, Cai Hisp. p. 104. — Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 
2.^ Ser., XVI, 1896, p. 332. 

Koetoer (Sumatra). Un esemplare del Museo di Leida. 
Questa specie iigura nell'opera « Midden-Sumatra », p. 180, 



52 R. GESTRO 

sotto il nome di A. Candezci, Chaj). in litt. ; ma la Candezei, 
di cui ho visto il tipo, conservato nel Museo di Bruxelles, è ben 
diversa. 

Abita anche Giava. 

22. Anisodera testacea, n. sp. 

Elongata, testacea, opaca^ suhtus picea nitida,, antemns rufescen- 
tibus; protorace longitudine panilo latiori, anlrorsuni leviter angu- 
stalo, lateribus parum rolundalis, disco crasse sed haud crebre 
punclatOj, basi dejyresso, elytris punclato-slriatis, tenue costatis, punctis 
apice crebrioribus et lenuiorihus. — Long. 13 ^2 ''^^M- 

Appartiene a quel gruppo delle jhiisodera in cui il protorace 
è cilindrico e non ha i lati angolosi. La specie cui più si avvi- 
cina è la lucidiventris, Guér., ma se ne distingue facilmente per 
la tinta testacea , per il protorace più corto e meno cilindrico, 
cogli angoli anteriori non sporgenti, con punti più grossi e più 
sparsi e per gli elitri più fortemente punteggiati, colle coste 
meno marcate e non smarginati all' angolo suturale. Il capo p 
longitudinalmente solcato ; le antenne sono robuste , rossastre , 
non attenuate all' apice, cogli ultimi sei articoli opachi. Il pro- 
torace è appena sensibilmente più largo che lungo ; poco più 
stretto in avanti che alla base, coi lati leggermente arrotondati 
nel mezzo e con lieve traccia di sinuosità sopratutto in addietro ; 
il disco è depresso nel mezzo alla base e scolpito di grossi punti 
sparsi poco regolarmente e un po' scarseggianti nel mezzo presso 
il margine anteriore. Gli elitri sono lunghi , ])oco allargati in 
addietro , arrotondati all' apice e con un minutissimo dente al- 
l' angolo suturale, i loro punti grossi e allineati in serie, si fanno 
più piccoli ed irregolarmente disposti, all'apice. Ciascun elitro 
ha due coste i)Oco robuste ; la prima comincia circa al primo 
terzo basale e cessa prima di raggiungere 1' apice ; 1' altra (la 
più esterna) comincia dall' omero e cessa un po' al di là della 
prima. Vi sono poi altre coste poco marcate alla base presso la 
sutura , e sull' a])ice. 

L' unico esemplare tipico proviene da Sarawak, Viaggio Doria 
e Beccari. Esso ha la sutura alla base ed il margine esterno 
degli elitri sottilmente orlati di nero. 



HISPIDAE 53 

Un altro esemplare che ebbi in comunicazione dal Museo di 
Leida coli' indicazione : N. 0. Sumatra, Tandjong Morawa, Ser- 
dang, Dr. B. Hagen, non ha queste traccio di nero sulla sutura 
e sul margine laterale, ma concorda esattamente per il resto con 
quello di Sarawak. 

TS. Anìsodera humilis, n. sp. 

ELongata, supra fusca opaca, subtus ìiigro-picea ìiitida, abdominis 
segmentis uUimis dilutioribus, prothorace aeque Lato ac longo, late- 
ribus antrorsum ievissime rolundalis, disco sat crasse sed sparsim 
et irregul'iriter punctalo; elytris postice perparum amplialis, apice 
rotuìidatis, pimctalo-striatis; costis parum elevatis, sutura {interdum 
basi tantuìiì) nigrescente; pedibus nigro-piceis. — Long. 10 72-16 
millim. 

Anche questa specie, va riferita al gruppo distinto dal protorace 
non angoloso ai lati ed ha affinità colla testacea, dalla quale però 
si riconosce senza stento per il colore e per la forma del pro- 
torace più corto e più largo in avanti. 

Ha il capo solcato per il lungo ; le antenne robuste, d' un ros- 
sasti'o cupo, non attenuate all' apice. Il protorace è tanto lungo 
come largo, coi lati leggermente arrotondati in avanti e paral- 
leli alla base ; il disco è alquanto elevato sul davanti e presenta 
alla base nel mezzo una depressione ; la sua scultura si compone 
di punti abbastanza grossi, ma poco fitti e distribuiti assai irre- 
golarmente ; più radi e più sottili in avanti che in addietro. Lo 
scudetto è lucente e più scuro. Gli elitri in addietro si allargano 
pochissimo e all' apice sono arrotondati ; all' angolo suturale hanno 
un minutissimo dente. La loro scultura non presenta caratteri 
molto importanti ; i punti sono abbastanza grossi e all' apice 
impiccioliscono e si fanno più fitti cessando di essere allineati 
in serie regolari. Delle due coste più marcate, la prima comincia 
ad un dipresso al terzo basale e cessa un poco prima dell' apice, 
la seconda , o più esterna , parte invece dall' omero e percorre 
quasi r intera lunghezza dell' elitro. Traccio di coste più brevi 
si vedono alla base e all' apice. Il corpo inferiormente è nero 
piceo assai lucente, come anche i piedi; gli ultimi segmenti del- 
l' addome sono di tinta più chiara e 1' ultimo è alutaceo. 



54 K. GESTRO 

Ho esaminato di questa specie parecchi esemplari raccolti a 
Soeka randa e a Liangagas e conservati nelle collezioni del 
Dott. Dohrn e del Museo Civico di Genova. Essi variano notevol- 
mente nella statura oscillando fra 10 V2 ^ 16 millim. ; ma non 
posso trovare caratteri per separare i pili grandi esemplari dai 
piccoli. D' altronde nelle Anisodera si osservano sovente queste 
differenze individuali, le quali unite anche a poca costanza in 
certe altre particolarità, per esempio nella forma del protorace, 
concorrono a rentlere assai difficile lo studio di questo genere. 

h' Anisodera delle isole Mentawei , Sereinu (Sipora) Maggio 
1894, viaggio Modigliani, da me riferita alla lucidivenlris, Guér. (\), 
spetta piuttosto alla humilis, per quanto il suo prolorace presenti 
punti un poco più grossi e più radi. La lucidivenlris di cui, per 
cortesia del Sig. Neervoort van de Poli, ho sott' occhio un esem- 
plare col cartellino scritto dal Baly, ha il protorace più lungo, 
coi lati paralleli, cogli angoli anteriori un poco sporgenti e gli 
elitri smarginati all' angolo suturale. 

24. Anisodera Candezei (Chap, in litt. ), n. sp. 

EloìKjala, supra testacea vel fasca, opaca, subtus ohscurior, nitida, 
antennis validis, prothorace aeque longo ac lato, lateribus parallelis, 
anguiis anticis suhlobatis, disco basi depresso, cariniUa media lon- 
gitudinali antica abbreviata praedito, irregulariter et sparsim punc- 
tato, margine anteriore punctis elongatulis ; elytris tenue punclato- 
striatis et costulatis, punctis apice crebrioribus. — Long. 13 V2-I6 V2 
millim. 

È di un colore ora testaceo ora bruno e opaca ; al disotto è 
un po' più scura e lucente. Capo longitudinalmente solcato. An- 
tenne robuste. Protorace tanto lungo come largo, coi lati paral- 
leli, col margine anteriore leggermente sporgente in avanti e 
un poco arrotondato e cogli angoli anteriori un poco sporgenti 
ed espansi quasi a guisa di lobo. Il disco è convesso sopratutlo 
in avanti e alquanto depresso nel mezzo alla base ; nella sua 
metà anteriore presenta una carena longitudinale ben marcata, 
che non raggiunge il margine ; la sua jiuntcggiatura è irrego- 

(') Ann. Mus. Civ. Genova, .'.» Serie, XV], 1890, p. :i32. 



HISPIDAE 55 

lare, più fitta sui lati e sparsa nel mezzo ; alcuni punti lungo 
il margine anteriore sono allungati. Lo scudetto è liscio, a lati 
paralleli e ad apice arrotondato. Gli elitri sono lunghi , vanno 
gradatamente, ma moderatamente, allargandosi dopo gli omeri 
e si ristringono di nuovo all' apice, ove terminano arrotondati e 
muniti di un minuto dente all' angolo suturale. I punti di cui 
sono scolpiti non sono né grossi né profondi e disposti in serie 
regolari , tolto che suU' apice ove si fanno più piccoli , più fitti 
e irregolari. Ciascun elitro porta alcune costule poco marcate, 
una delle quali, che corrisponderebbe al quinto interstizio, co- 
mincia circa al terzo basale e arriva fino al punto ove 1' apice 
si fa declive ; 1' altra comincia dall' omero e giunta al terzo 
basale , si fa più marcata e corre tino in vicinanza dell' apice. 
Vi sono, oltre a queste, altre due costule, più brevi, che si tro- 
vano sul quarto apicale e che alternano colle due ora descritte. 
Il corpo inferiormente è liscio ; i piedi sono robusti. 

Questa specie è affine alla lucìdiventris^ Guér., ma ha le an- 
tenne più corte, il protorace meno densamente punteggiato e gli 
elitri differentemente foggiati all' apice. 

Ne ho esaminato quattro esemplari che variano molto nella 
statura, tutti della collezione Cliapuis e appartenenti al Museo 
di Bruxelles. Uno di questi porta l' indicazione : « Anisodera 
Candezei, Chap. Sumatra. » 

!25. Anisodera obscura,. Gestro. Not. from the Leyd. Museum, 
XIX, 1897, p. 67. 

Loeboeg Rajah , A. L. V. Hasselt. Un esemplare del Museo 
di Leida. 

26. Anisodera elongata, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* 
Serie, II, 1885, p. 163. 

Questa specie distintissima fu scoperta dal Dott. Beccari sul 
Monte Singalang (Sumatra occid.) nel Luglio 1878; e non l'ho 
ritrovata in nessuna delle ricche collezioni da me ora esaminate. 

GrOiioplioi'a, Baia'. 

27. Gonophora Wallacei , Baly, Cat. Hisp. Brit. Mus. 18o8, p. 109. 
— Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Ser., II, 1885, p. 165. 



56 R. GESTRO 

Un esemplare del Lago Toba appartenente al Museo eli Leiila 
e raccolto dal Dr. B. Hagen. In questo esemplare la linea nera 
mediana del protorace è appena accennata , gli elitri sono ros- 
sastri soltanto sul terzo basale e neri sul resto e l'addome, in- 
vece d' esser nero è intensamente giallo. 

!28. Gonophora suturella, Baly. Cat. Hisp, Brit. Mus. I808, p. HO. 

Un esemplare di Pangherang-Pisang , Ottobre 1890 e due di 
Padang. Il Dott. Modigliani 1' aveva già raccolta a Siboga nel- 
r aprile 1896. Oltre a questi ho potuto esaminarne uno di Liang- 
agas appartenente alla collezione Dohrn e alcuni altri di Marang 
e di Kroe (S. 0. Sumatra), W. Doherty 1896, della collezione 
Oberthiir e del Museo Civico di Genova, nonché uno di Malacca. 

Riferisco questi esemplari alla suturella^ per quanto, nella 
colorazione, non corrispondano perfettamente ai caratteri indicati 
dall' autore e che riscontro in un individuo di Tji Solak gentil- 
mente comunicatomi dal Sig. Van de Poli. Nessuno di essi ha 
la sutura e 1' apice estremo degli elitri neri e due presentano 
la linea nera mediana sul protorace come la Wallacei. La colo- 
razione però anche nella Wallacei e in varie altre specie di 
Gonophora è facile a variare. 

Se poi le G. Wallacei e suturella siano realmente due specie 
distinte, riesce un po' difficile a stabilirsi. Il Baly stesso (1. cit.) 
descrivendo la suturella dice : Very closely allied to the first 
species {Wallacei), but nevertheless, I think , distinct. Forse le 
differenze risiedono negli elitri un poco più stretti e nelle antenne 
leggermente più sottili nella mlurella. 

29. Gonophora incerta, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.=' 
Ser., XVI, 1896, p. 332. 

Isole Menta vvei : Si-Oban , Aprile , Sereinu (Sipora) Maggio , 
1894. Viaggio del Dott. E. Modigliani. 

30. Gonophora haemorrhoidalis (Web.) Observ. ent. p. 64. — 
Baly, Cat. liisj). lìrit. Mus. 1S;)8, p. 112. — Gestro, Ann. Mus. 
Civ. Genova, 2.--^ Ser., II, 1885, p. 167. 

Il Dott. Moiligliani ha raccolto molti esemphiri di questa specie 
a Pangherang-Pisang nell'Ottobre 1890 ed uno a Padang. Essi 
variano nella colorazione ; alcuni hanno suji-li elitri soltanto una 



HISPIDAE 57 

piccola traccia di rosso alla base e all' apice ; altri hanno invece 
un largo tratto della base di questo colore ; le antenne in alcuni 
sono quasi nere, in altri rossiccie. 

Questa comunissima Gonophora era già stata raccolta in Su- 
matra, ad Ajer Mantcior e a Sungei Bulu nel 1878 dal Dott. Bec- 
cari e trovasi pure a Giava, a Borneo, a Malacca e a Singapore. 
Dal Museo di Leida mi fu comunicata una serie abbastanza nu- 
merosa di esemplari raccolti dal Dr. B. Hagen a Tangiong 
Morawa, SerJang (N. 0. Sumatra) e molti altri ne ho visto nella 
collezione Oberthiir (Marang, S. 0. Sumatra^ e Batu Pantjeh) e 
nella collezione Dohrn (Soekaranda e Liangagas;. 

Due esemplari dell' isola Nias, raccolti in Agosto 1886 a Hill 
Zabobo, dal Dott. Modigliani, differiscono da quelli di Sumatra 
per le antenne interamente dello stesso colore del protorace e 
per le carene degli elitri poco ondulate. A questa varietà locale 
do il nome di niasensis. 

31. Gonophora aemula, n. sp. — G. haemorrhoidalisj, Gestro, 
Ann. Mus. Civ. Genova, ±^ Serie, XVI, 1896, p. 333. 

G. haemorrhoidali (Web.) valde affhm, sed ely/ris apice magis 
rolimdatisj, carinis supra haud undulatis^ carina inter7nedia haud 
iìiterrupta praecipue distingue nda. — Long. 5-6^/, mill. 

Gli esemplari di questa specie da me riferiti dapprima ad una 
varietà della G. haemorrhoidalis {}), risultarono, dopo più attento 
esame, distinti per caratteri specifici abbastanza importanti. 

La G. aemula si riconosce facilmente dalla haemorrhoidalis per 
gli elitri che in questa sono più troncati all' apice, mentre nella 
prima terminano più arrotondati ; per le carene che nella aemula 
non sono affatto ondulate, e per la seconda di queste che non 
presenta alcuna interruzione. Aggiungerò che la scultura è più 
grossolana che nella specie di Weber e che le pieghe trasversali 
degli interstizii sono più marcate. Queste differenze le ho rica- 
vate dal confronto di numerosi esemplari di G. aemula con altret- 
tanti di G. haemorrhoidalis. 

La colorazione è molto variabile. In alcuni esemplari gli elitri 

Q) Vedi : Nota sulle HisjH'iac raccolte dal Dott. Elio Modigliani nelle isole Meu- 
tawei (1. e. p. 333). 



58 R. GESTRO 

sono neri , tolto il terzo basale ; in altri il nero si limita alla metà 
posteriore, oppure si riduce a due larghe maccliie, una per ciascun 
elitro, situate dopo la metà; in qualche caso finalmente vediamo il 
nero quasi affatto scomparso, o rappresentato da una traccia con- 
fusa apicale di bruno. I femori posteriori non hanno traccia di nero. 
Fu raccolta in grande quantità a Sereinu e a Si-Oban (Isole 
Mentawei) dal Dott. Modigliani. 

32. Gonophora orientalis, Guér., Iconogr. Règn. Anim. Ins. 
p. 280. — Baly, Cat. p. 113. 

Sumatra, Dott. Ploem. Museo di Leida. Un esemplare. 

Abita anche Giava e Borneo. 

L' esemplare di Singapore , Viaggio Doria e Beccari , che io 
avevo creduto appartenere a questa specie (^), deve essere invece 
riferito alla G. cariosa. 

33. Gonophora cariosa, n. sp. 

Late elongaia, postice modice amipliata, depressa, nitida, capite 
testaceo vitta occipitali \l -formi nigra, antennis nigris articulo basali 
intiis testaceo, prothorace nigro, utrinque testaceo vittato, crebre 
punctato, elytris nigris testaceo maculatis, tricostatis, costa exteriore 
■medio interrupta^ interstitiis crasse et irregulariter pimctato-foveo- 
latis et transversim costulatis. Long. 6 ^1^ mill. 

Il corpo è piuttosto largo e depresso. Il capo è liscio, di colore 
testaceo e presenta sul vertice una striscia nera che si biforca 
a guisa di una lettera V, i cui rami vanno a raggiungere il 
margine posteriore dell'occhio. Le antenne sono piuttosto lunghe, 
nere, colla parte interna del primo articolo testacea. Il protorace 
è corto, trasverso , abbastanza convesso , nero, con una striscia 
testacea per ciascun Iato che dall' apice raggiunge la base ; i 
suoi lati vanno leggermente convergendo dalla base all'apice e 
all' angolo anteriore sono fortemente smarginati. Il disco presenta 
nel mezzo una linea longitudinale liscia stretta, fortemente sol- 
cata e ai lati di questa linea la superficie è densamente puntato- 
rugosa. Gli elitri sono neri coi margini basale ed apicale testacei 
e ciascuno ha due macchie discoidali e due marginali dello stesso 

(') Ami. Mus. Civ. Genova, '2." .Ser. , li, 1885, !>. Iil7. 



HISPIDAE 59 

colore. Le tre coste sono ondulate e 1' esterna è interrotta nel 
mezzo ; gli interstizii sono scolpiti da punti e da fossette assai 
larghe e profonde, separate da costule trasversali , che formano 
insieme alle coste longitudinali una specie di reticolatura irre- 
golare e molto marcata , specialmente sul terzo mediano del- 
Telitro. La superficie inferiore del corpo ed i piedi sono di un 
testaceo pallido. I piedi sono corti e robusti e le tibie anteriori 
sono dilatate, compresse e angolose nel loro margine superiore. 

Questa specie si deve porre in vicinanza dell' orientalis^ Guér.; 
ma si distingue da essa con grande facilità. Neil' orientalis il 
protorace è più corto, ha i lati in avanti angolosi e il disco nel 
mezzo meno punteggiato, mentre una delle caratteristiche della 
curiosa è appunto quella dei punti del disco molto fitti e più 
regolari del solito. Gli elitri poi della orientalis, sono meno de- 
pressi e meno larghi all' apice ed hanno una scultura molto 
regolare e somigliante a quella della maggior parte delie altre 
specie ; mentre nella curiosa V irregolarità della scultura, le grosse 
fossette e le robuste costule trasversali che si uniscono a rete 
colle carene longitudinali , danno alla specie un' impronta tutta 
speciale. I piedi lìdll' or icntaiis sono più lunghi e meno robusti. 

Non si può confondere colla Dowringii, Baly, che ha in co- 
mune coli' orientalis, la forma e la scultura del protorace (^) ; 
mentre la curiosa appunto in questi due caratteri differisce 
grandemente dall' orientalis. 

Dobbiamo al Dott. Modigliani tre esemplari di questa bella 
specie, raccolti a Balighe sul lago Toba. Un quarto, proveniente 
da Liangagas , 1' ho visto fra i ricchi materiali riportati da Su- 
matra dal Dott. E. Dohrn. 

Un esemplare privo d'antenne, preso a Singapore nel 1865 
dal Marchese Giacomo Doria e che erroneamente avevo dapprima 
riferito alla G. orientalis, Guér. (^), credo spetti invece a questa 
specie ; in esso le tibie anteriori sono più sottili ed hanno la 



(') Baly (Cat. of Hisp. p. 113) descrivendo la G. Bowringii dice: « Very nearly 
to G. orientalis, with which it exactly agrees in the form and sculptu- 
ring of its thorax ». 

n Ann. Mus. Civ. Genova. 2.^ Ser. II, 1885, p. 167. 



60 R. GESTRO 

forma consueta ; per cui le tibie anormali degli esemplari di 
Balighe pare rappresentino un carattere sessuale secondario. 

Nel materiale sumatrano che mi fu comunicato dal ]\Iuseo di 
Leida, esiste un individuo di Tandjong Morawa raccolto dal 
Dott. B. Ilagen, che ])resenta qualche leggera differenza dal tipo. 

34. Gonophora ìntegra, Baly, Cat. Hisp. Brit. Mus. 1858, 
p. 114. — Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, II, 1885, 
p. 167; 2.- Serie, XVI, 1896, p. 333. 

Questa specie, che è una delle più comuni , fu trovata nume- 
rosa dal Modigliani nella regione del Lago Toba, nella Foresta 
di Si-Rambé, a Pangherang Pisang e a Doloc Surugnan. Era già 
stata raccolta in quantità dal Dott. Beccari a Tcibodas (Giava) 
e a Sumatra sul Monte Singalang e a Sungei-Bulu. Ho anche 
esaminato gli esemplari del Museo di Leida provenienti da 
Tangion Morawa e raccolti dal Dott. B. Hagen; quelli della 
collezione Oberthiir, di Marang (S. 0. Sumatra) e di Batu Pantjeh 
e quelli di Soekaranda e di Liangagas riportati dal Dolirn. 

In questa lunga serie di individui gli elitri ora sono intera- 
mente nero-cianei , ora hanno la base dello stesso colore del 
protorace e del capo. 

Gli esemplari delle Isole Mentawei , raccolti dal Dott. Modi- 
gliani a Sereinu e a Si-Oban nel 1894, sono più robusti di 
quelli di Sumatra , hanno gli elitri leggermente meno larghi 
air estremità , colla tinta testacea estesa fino a tutta la metà , 
invece d' essere limitata ad uno stretto lembo basale, e costitui- 
scono una varietà distinta clie chiamo insidana. 

35. Gonophora basalis, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, ''2.^ Serie, 
II, 1885, p. 168. 

Raccolta per la prima volta a Lubu Solassi, nell'ottobre 1878 
dal Dott. Beccari. 

Pangherang-Pisang, ottobre 1890, Dott. Modigliani. Due esem- 
plari. — Liwa (Sumatra S. 0.) 900-1400 m. , W. Doherty, 
7 Agosto 1890. Un esemplare ricevuto dal sig. R. Oberthùr. — 
Alcuni esemplari di Liangagas e Soekaranda , della collezione 
Dohrn e del Museo Civico di Genova , hanno la tinta rossastra 
basale deirli elitri ridotta ad un lembo assai stretto. 



HISPIDAE 6 1 

30. Gonophora oenoptera, n. sp. 

Etongala, subdepressa nifa, iiitida, antennis fiiscis basi rufis, 
apice albescentibus, elytris vinaceis, tricarinatis, carina exteriore 
medio obsoleta^, inlerslitiis pimctis crassis^ subquadralis in ordinibus 
birds dispositis et transverse costulatis; sicbtus cum pedibus pallide 
fulva nitida. — Loìig. 4 ^j^ mill. 

Il capo ed il protorace sono rossastri; il primo è liscio. Le 
antenne hanno i due articoli basali rossastri, i seguenti bruni 
e gli ultimi tre rivestiti di una pubescenza biancastra. Il proto- 
race è più largo che lungo ; i lati sono paralleli e leggermente 
sinuosi nella metà posteriore ; verso la metà arrotondati e spor- 
genti, e quindi convergenti in avanti e smarginati; il margine 
laterale , orlato di scuro , è minutamente segiiettato. Il disco è 
convesso; dal mezzo della base partono due depressioni oblique 
divergenti , larghe e molto profonde , che raggiungono quasi il 
margine laterale; nel mezzo del disco si osserva un solco lon- 
gitudinale che parte dalla base , ma non raggiunge 1' apice , e 
vi sono poclii punti grossi ed irregolarmente sparsi. Lo scudetto 
è dello stesso colore del protorace. Gli elitri hanno una tinta 
vinacea; si ristringono un poco dietro gli omeri e poi vanno 
gradatamente , ma moderatamente , allargandosi verso 1' apice. 
Ciascuno porta tre robuste carene longitudinali , delle quali la 
più esterna è poco sporgente nel tratto corrispondente circa al 
terzo mediano. Gli interstizii sono percorsi , ciascuno , da una 
doppia serie di punti (tripla alla base del secondo) e questi sono 
grossi subquadrati e separati a paia da cos tuie trasversali. 
Le parti inferiori del corpo ed i piedi sono di una tinta fulva 
sbiadita. 

La G. oenoptera è senza dubbio molto affine alla integra, Baly ; 
però i due esemplari da me studiati sono ben distinti per la 
statura notevolmente minore, per forma più delicata , pel solco 
mediano del protorace meno marcato e per la colorazione molto 
diversa. 

Soekaranda, Gennaio 1894. Collezione Dohrn. 

37. Gonophora rufula, Gestro, Not. from, the Leyd. Museum, 
XIX, 1897, p. 68. 



b2 R. GESTRO 

Distretto di Rawas , Maggio 1878. Un esemplare del Museo 
di Leida. 

Perak, Doherty. Tre esemplari conservati nella collezione Ober- 
thiir, un po' più grandi del tij)0. 

38. Gonophora fulva, n. sp. 

Elongata subdepressa, fulva, nitida, capite ìii(/ro, fronte picea, 
anlennis nigris; subtus nigra, prosterno, meso- et metasterni parte 
media, abdominisque basi picescentibus, pedibus nigris, fernoribus 
anticis subtus piceis. -- Lo?ig. 6 ìnill. 

Per la forma del corpo si avvicina alla G. integra, Baly; da 
questa però si distingue facilmente non solo per la colorazione, 
ma specialmente per la conformazione del protorace, per la sua 
diversa scultura, per gli elitri alquanto più larghi alla base e per 
le costule trasversali dei loro interstizii meno robuste. Il capo è 
nero colla fronte picea, e in mezzo agli occhi porta un' impres- 
sione ben marcata triangolare. Le antenne sono nere, lunghe 
circa come nell' integra, gradatamente e leggermente ingrossate 
verso l'apice. Il protorace è più largo e più trasverso che nel- 
r integra; i suoi Iati per circa tre quarti sono quasi paralleli e 
leggermente arrotondato-angolosi in avanti; ma nel quarto an- 
teriore il protorace si ristringe subitamente , per cui esiste in 
questo punto una sinuosità profonda, mentre neW integra si 
osserva che in avanti i lati sono per un tratto notevole obliqui 
e assai meno sinuosi. E pure diversa la scultura, perchè nella 
fulva la depressione basale che rimonta verso i lati è più pro- 
fonda e più circoscritta e da ciascun lato del solco mediano i 
punti sono più grossi e invece di essere sparsi come nell' integra, 
sono disposti regolarmente in fondo ad un solco foggiato ad S- 
Gli elitri sono un poco più larghi alla base che quelli dell' in- 
tegra e ne differiscono pure perchè le costule trasversali dei loro 
intervalli sono assai meno elevate. Il corpo inferiormente è nero, 
tolto il ])rosterno, la porzione mediana del meso- e del metasterno 
e la base dell' addome, clie sono picei. I piedi sono neri, eccet- 
tuata la parte inferiore dei femori anteriori. 

Tre esemplari di Pangherang-Pisang, uno dei quali differisce 
dagli altri per avere il capo interamente fulvo come il protorace 



HISPIDAE 63 

e gli elitri. Un individuo di Batu Pantjeh esiste nella collezione 
Oberthùr. 

Alcuni esemplari della collezione Dohrn, raccolti a Soekaranda 
e a Liangagas , sono di un colore tendente più al rosso e le 
parti inferiori invece d' essere picee sono fulvo rossastre ; diffe- 
renza di colorazione, d'altronde ben poco importante, che può 
dipendere dal modo di conservazione; nel resto essi concordano 
perfettamente col tipo. 

39. Gonophora dilula, n. sp. — pallida. Gestro (nec Baly) Ann. 
Mus. Civ. Genova, "1.^ Ser., II, 1885, p. 169. — Elongaia de- 
'pressa, fulva, nitida, antennis ìiigris articulo primo piceo; sublus, 
pectore excepto, fusca, pedibus nigris, femoribus anticis basi piceis. 
— Long. ^/^ mill. 

G. pallidae, Baly, valde a//ìnis, sed colore prothoracisque f'ornta 
et sculptura praecipue diversa. 

L' unico esemplare di questa specie posseduto dal Museo Civico 
r ho riferito dapprima (loc. cit.) alla G. pallida, Baly, facendone 
però notare la differenza nella colorazione. Ora , avendo avuto 
in comunicazione, per cortesia del sig. Neervoort van de Poli e 
R. Oberthùr varii esemplari della pallida, Baly, rilevo che esi- 
stono differenze non solo di tinta ma anche di forma e di scul- 
tura. La diluta è di un fulvo più intenso, le sue antenne sono 
nere col primo articolo piceo ; le parti inferiori del corpo sono 
nere e lo sono pure i piedi , tolto la parte inferiore dei femori 
delle due prime paia e le tibie anteriori. Le antenne sono al- 
quanto più brevi ; il protorace è più corto e più trasverso , coi 
lati più fortemente sporgenti ed arrotondati prima della metà 
e più profondamente sinuati dietro la sporgenza ; col solco me- 
diano del disco più profondo e coi punti ai lati di questo solco 
meno numerosi. I piuiti degli elitri sono più marcati e le costule 
trasversali degli interstizii più robuste. 

Sumatra occidentale, Ajer Mantcior, Agosto 1878. 0. Beccari. 
Dopo che avevo compiuto la descrizione di questa specie , ne 
ricevetti tre esemplari dal Museo di Leida provenienti dalla 
parte N. 0. di Sumatra (Tangion Morawa, Serdang) e raccolti 
dal Dott. B. Hagen, i quali concordano pei loro caratteri col tipo. 



64 R. GESTRO 

40. Gonophora pallida, Baly, Cat. Hisp. 1858, ]). II;). 

Liwa (Sumatra S. 0.), 900-1400 m. «-/m. Agosto 1890, Do- 
herty. — Marang (Sumatra S. 0.) 1890, Doherty. — Batu 
Pantjeh. Un esemplare di ciascuna di queste tre località. Collez, 
Oberthùr. Il Doherty V ha pure raccolta nella ])enihola di Ma- 
lacca, a Perak, e trovasi anche a Singapore. 

Ladini spa, ii. subgi'n ('). 

Subgenus gen. Gonophorae proximum, sed elijiris pilosuUs, cosici 
secimda abbreviata, costis prima et tertia conjunclis praecipue di- 
versum. 

Antenne cilindriche , molto leggermente e gradatamente in- 
spessite dalla base all' apice ; i due articoli basali sono quasi 
ugualmente lunghi , ma il primo è alquanto più inspessito ; il 
terzo è un poco più lungo del secondo, il quarto è quasi uguale 
al precedente ; gli altri vanno decrescendo in lunghezza. Il pro- 
torace è trasverso, coi lati arrotondati e smarginati presso gli 
angoli anteriori; nel mezzo del disco è munito di una sporgenza 
longitudinale a guisa di carena, la quale è liscia e non raggiunge 
né la base nò 1' apice ; su ciascun lato vi è una carena, che 
parte quasi dall' angolo anteriore e descrivendo un arco va a 
raggiungere quasi il posteriore; questa carena forma il limite 
interno di una depressione ampia e abbastanza marcata. Gli elitri 
sono muniti di peli bianchi fini, particolarità che mi pare nuova 
per la tribù dei Gonophorini; alla base sono più larghi del pro- 
torace e in addietro si allargano moderatamente , terminando 
arrotondati e ben diversamente da quelli delle vere Gonophora, 
nelle quali esiste sempre, più o meno marcato, un angolo late- 
rale posteriore ; ciascuno ha tre coste ; l' interna arriva fin quasi 
air apice, ove si congiunge colla terza ; la seconda cessa ad una 
notevole distanza dall' apice e la terza presenta nel mezzo una 
grande interruzione. Gli intervalli fra le coste sono muniti di 
una serie triplice di punti. I piedi sono corti e robusti. 

fM Xocxvrj, lanugo; Hispa. 



HISPIDAE 6 b 

Questo sottogenere, per quanto molto atìine a Gonophora, 
pure, sia pei suoi caratteri , sia per la sua facies, ne differisce 
forse più che il genere Distolaca. Esso comprende due specie , 
ambedue scoperte dal Dott. Modigliani. 

41. Gonophora (Lachnispa) Modiglìanii, Gestro. — Gonophora 
Modiglianii, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, XII, 
1892, p. 793. 

Isola d' Engano, Bua Bua, Giugno 1891. Viaggio Modigliani. 

42. Gonophora (Lachnispa) bicolor, n. sp. 

Late el,ongata, postice farimi ampliata, nitida, albo pilosula, rufa, 
antennis nigris, articulis primo piceo, Iribus uUimis rufescentibus, 
elytris, basi excepta, cyaneis. — Long. 6 ^/a mill. 

Il corpo è molto più largo che nella Modiglianii. Il capo ed 
il protorace sono rossastri ; il primo è liscio. Le antenne sono 
nere, coli' articolo basale piceo e i tre ultimi alquanto rossastri. 
Il protorace é più largo che nella Modiglianii; le sue carene sono 
bene sviluppate , ma i punti , tanto nel mezzo del disco , come 
nelle depressioni laterali sono più radi. Gli elitri alla base sono 
rossastri come il protorace e come lo scudetto ; in tutto il resto 
cianei. Essi sono più larghi, più corti e meno stretti alla base 
che nell' altra specie ; l' interruzione nella costa esterna è pari- 
mente assai grande e i punti degli intervalli non sono molto 
regolari. Il corpo interiormente è rossastro , col petto piceo e 
r addome munito di pubescenza bianca ; i piedi sono rossastri e 
più robusti che nelF altra specie. 

Padang, 1890. Dott. E. Modigliani. Un esemplare. 

IM[ic]:*ispa, , n. subgen. 

Descrivendo varii anni or sono (*) le Gonophora sinuata e mi- 
nuta, facevo notare che esse formano un gruppo speciale. A 
questo gruppo devesi pure riferire la G. vulnerata {^) recente- 
mente scoperta dal Dott. L. Loria nella Nuova Guinea. Le tre 
specie hanno in comune la statura assai piccola, i primi articoli 



(') Ann. Mus. Civ. Genova, 2.» Ser., H, 1885, p. 170 e 171. 

(') Ann. cit. 2.» Ser. XIV, 1895, p. 705. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie i.\ Voi. XVlll (M Giugno 1897j 



66 R. GESTRO 

(Ielle antenne rigonfii, quasi globosi, il protorace trasverso, molto 
dilatato e arrotondato in avanti e gli elitri larghi all' estremità 
e coi lati sinuosi dietro gli omeri. Queste particolarità, unite ad 
una facies caratteristica, mi pare siano sufficienti per assegnare 
a queste specie un posto distinto in un apposito sottogenere , 
cui do il nome di Micrùpa, alludendo alle dimensioni notevol- 
mente piccole di queste (lonophora. 

Subgenus generi Gonophorae valde affine, sed antennis articulis 
duobus basalihus crassiusculis subglobosis, protkorace magis trans- 
verso, antrorsum valde dilatato et rotundato, elytris pone liurneros 
sinuatis et pone medium dilatatis, praecipue discrepans. 

Le specie che compongono questo sottogenere, sono di piccola 
statura ; la maggiore raggiunge soltanto 4 mill, e la più piccola 
è appena 2 ^5 niill. Il corpo è piuttosto largo e depresso e gli 
elitri sono notevolmente larghi all' estremità. Le antenne sono 
di lunghezza variabile ; nella sinuata raggiungono circa il terzo 
anteriore dell'elitre, nella vulnerata sono più lunghe. I primi due 
articoli sono più spessi degli altri, quasi globosi, uguali fra di 
loro in lunghezza, e di color ferrugineo, mentre i seguenti sono 
di un giallo pallido e solo nella vulnerata V ultimo è scuro ; gli 
articoli terzo e quarto sono di assai poco più lunghi del prece- 
dente e uguali fra di loro ; verso V apice le antenne vanno leg- 
germente ingrossando. Il protorace è trasverso , coi lati molto 
allargati e arrotondati in avanti ; il disco è convesso e presenta 
una sporgenza longitudinale mediana e una tubercoliforme per 
ciascun lato. Gli elitri sono più larghi del protorace, dilatati dopo 
la metà e largamente arrotondati all' apice ; ciascuno presenta 
tre carene longitudinali , delle quali l' esterna subisce , dopo la 
metà, una breve interruzione. Gli intervalli fra le carene pre- 
sentano una doppia serie di punti, più meno regolari, separati 
da costule trasverse spesso assai robuste. I piedi sono brevi e 
robusti. 

Due delle specie di Micrispa somigliano fra di loro per la co- 
lorazione, che consiste di un fondo nero con macchie giallastre; 
la terza si scosta alquanto dalle altre perchè è giallastra con 
tinta nera soltanto marginale 



HISPIDAE 67 

43. Gonophora (Klicrispa) minuta, Gestro. — Goiiophora minuta. 
Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, ^.* Ser., II, 1885, p. 171. 

Ajer Mantcior, Sumatra, Agosto 1878, 0. Beccari. 

Questa specie si distingue facilmente dalla sinuata. Gestro di 
Giava, per il colore, per il protorace meno punteggiato, coi tu- 
bercoli laterali più sporgenti e per gli elitri più regolarmente e 
meno fortemente scolpiti. 

Un esemplare di Soekaranda della collezione Dolirn, un poco 
più piccolo e alquanto diversamente colorato, deve probabilmente 
riferirsi a questa specie ; ma il suo stato di conservazione non 
permette di poterlo identificare con sicurezza {}). 

r>istola,ea, Baly. 

Di questo genere non si conoscono finora che poche specie 
descritte (^) ; ma senza dubbio nei Musei ne esiste buon numero 
di inedite. Io stesso ne ho osservate parecchie appartenenti alla 
collezione del Sig. Neervoort van de Poli e da lui gentilmente 
comunicatemi, le quali verranno descritte nella terza parte di 
questo mio lavoro. Altre furono riferite erroneamente alle Goìio- 
phora, il che si spiega facilmente tenendo conto della difficoltà 
di separare questi due generi. 

Durante questo mio studio dei materiali radunati dal Modi- 
gliani , ho dovuto riesaminare varie delle specie di Gonophora 
descritte da me precedentemente e mi sono nati dubbi intorno 
alla giusta posizione generica di alcune di esse. Qualcuna ap- 
punto, credo dovrà essere ascritta piuttosto al genere Distolaca, 



(') La Micrispa vulnerata. Gestro {Oonopliora vulnerata. Gestro. Ann. cit. S.» Se- 
rie, XIV, 1895, p. 705), raccolta a Moroka, Nuova Guinea Britannica, nel Luglio 1893 
dal Dott. L. Loria, è facilmente riconoscibile dalle altre per la statura minore, 
per le antenne più lunghe , per gli elitri più larghi e per la depressione fovei- 
forme che questi presentano dopo la metà. 

(-) Distolaca Whitei, Baly di Borneo, D. apicalls, Baly di Selebes, D. bimaculata. 
Chap, delle Filippine, D. podagrica. Gestro e D. insulaHs, Gestro delle isole Men- 
tawei. Le altre specie inedite da me osservate sono malesi, ma alcune apparten- 
gono alle Molucche (Amboina, Halmahera). Secondo il Kraatz (Deutsche Entomol. 
Zeitschr. 1895, p. 191) questo genere si estenderebbe anche all'Africa; infatti le 
Odontota 4-picntata, Guér. e O. fossulata, Guér. verrebbero da lui ascritte alle 
Distolaca. 



68 R. GESTRO 

ma confesso di trovarmi imbarazzato a stabilire i limiti fra Distolaca 
e Gonophoì'ci, benché, per estrema cortesia del Sig. Yan de Poli , 
io abbia sott' occhio il tipo della Dislolaca Whilei di Baly (^). 

Chapuis dopo aver detto (^) che le Dislolaca si riconoscono 
facilmente al loro aspetto , dovuto alla forma del pronoto e 
degli elitri e dopo aver descritto il protorace, che, secondo lui, 
« presente une sculpture non moins remarquable », finisce col 
concludere che : « il est peut-étre plus difficile d'indiquer un 
bon caractère distinctif entre les deux genres , car malgré nos 
recherches , nous ne pouvons signaler que la longueur relative 
des premiers articles des antennes ; chez les Gonophora, le 3.^ 
article est notablement plus long que le k."", tandis que chez 
toutes les espèces de Distolaca que nous avons etudiées, le 3.® 
et le 4.^ articles sont égaux. Cependant la forme est beaucoup 
plus allongée dans les Gonopìiora, le pronotum ne présente pas 
la sculpture si constante chez les Distolaca. » 

Il carattere del terzo articolo delle antenne notevolmente più 
lungo del quarto è ben lungi dall' esser costante ; lo troviamo 
bene indicato in alcune Gonophora (per esempio : G. Wallacei, 
suturella, insignis), mentre in altre (G. haemorrhoidalis, orientalis, 
integra, pallida, ecc.), il terzo ed il quarto sono uguali o quasi 
uguali in lunghezza. 

La presenza di un solco longitudinale mediano sul disco del 
protorace e di un tubercolo o di una carena più o meno lunga 
su ciascun lato di esso, che il Chapuis indica come scultura co- 
stante nella Dislolaca, si riscontra pure in varie Goìiophora. 



(') Baly (Catalogue of Hispidae) nelle diagnosi dei varii generi, a pag. X, dice 
che nelle Distolaca le antenne hanno il primo articolo breve ed il secondo più 
lungo del primo (« articulo primo 6rei/i, secando ilio longiori »). Però nella tavola 
li, ove sono figurati i dettagli della Distolaca IVhitci , osserviamo (flg. 12 a) che 
r articolo primo è più lungo del secondo, cioè tutto a rovescio di ciò che è scritto 
nel testo. 

Nel tipo della D. Whitel da me esaminato, la testa, per r esame dell'apparecchio 
boccale, fu un po' sciupata ed è rientrata nel protorace ; per cui la base delle 
antenne non si può osservare molto bene; tuttavia si vede abbastanza per poter 
accertare che il primo articolo è piuttosto più lungo (per quanto di poco) del 
secondo e ciò darebbe ragione alla figura e torto al testo. 

(^) Genera des Coléoptères, voi. XI, Paris 1875, p. 306. 



HISPIDAE fi9 

Per conto mio assegnerei alle Distolaca soltanto le forme a 
elitri più stretti e meno depressi e col protorace meno largo alla 
base. La Gonophora unifasciata. Gestro, della parte S. E. di Se- 
lebes dovrebbe perciò passare nel genere Distolaca. Anche la 
G. rugicollis. Gestro , e la maculigera. Gestro, sono da ascriversi 
alle Distolaca piuttosto clie alle Gonophora. La D. podagrica^ 
Gestro, forma aberrante per la struttura dei piedi del primo 
paio nel maschio, è intermedia fra l' uno e V altro genere ; però 
r ho ascritta al genere Distolaca per la configurazione del suo 
protorace, mentre per gli elitri piuttosto larghi e depressi po- 
trebbe passare per una Gonophora. 

44. Distolaca dimidiata, n. sp. 

Elongata^ depressa^, nitida, rufa, subtus dilutior, antennis nigrisj 
articulo basali piceo, elytrorum dimidio apicali nigro; prothorace 
parce et crasse punctato, elytris bicarinatis, interstitiis transverse 
costulatis et punctis crassis in ordinibus binis dispositis praeditis. 
— Lotig. 5 V2 tnillim. 

E rossastra, colla metà posteriore degli elitri d' un nero lu- 
cente e colle antenne nere, tolto il primo articolo che è piceo. 
Il capo è liscio ; il protorace è trasverso, coi lati arrotondati in 
avanti e leggermente sinuosi in addietro; lungo il margine an- 
teriore corre un solco ben marcato ; il disco è convesso ; dal 
mezzo della base partono due forti depressioni oblique divergenti ; 
i punti sono scarsissimi nella parte anteriore del disco ; più nu- 
merosi nel fondo delle depressioni basali e nella fossetta esterna 
limitata dalla carena incurva laterale. Gli elitri alla base sono 
un poco più stretti che all' apice e nel mezzo leggermente dila- 
tati ; air apice sono largamente arrotondati, col margine minu- 
tamente crenulato ; sono molto fortemente scolpiti e ciascuno 
porta due robuste carene, che corrono dalla base all' apice senza 
interruzione. Gli intervalli fra queste carene sono occupati da 
una doppia serie di punti subquadrati larghi e profondi, special- 
mente nella metii posteriore ; ogni copia di questi punti è sepa- 
rata dalla precedente e dalla seguente per mezzo di robuste 
coste trasversali ; ma siccome i punti di un paio non si trovano 
sempre allo stesso livello, ne viene che le costule trasversali sono 



70 R- GESTRO 

talvolta un ])o' irregolari. Alla base dei secondo intervallo, ma 
per breve tratto, la serie dei punti è tri))la. La tinta nera della 
metà apicale, nel mezzo sporge alquanto in avanti. Il corpo 
inferiormente ed i piedi sono di un rossastro un poco più sbia- 
dito di quello delle parti superiori. 

È un po' più grande della Wliitei, Baly della quale ho sot- 
t' occhio il tipo, e ne differisce non solo per la colorazione, ma 
principalmente pel protorace meno stretto alla base , })er gli 
elitri più larghi, molto più fortemente ed irregolarmente scolpiti 
e muniti di due sole carene. 

Gli esemplari di questa specie, rappresentata nelle collezioni 
del Dott. Dohrn e del Museo Civico di Genova, provengono da 
Soekaranda e da Liangagas. 

45. Distolaca xanthosticta, n. sj). 

Etongata parallela, /lavo-ferruginea , nitida, antennis nigris, 
apicem versus rufescentibus, proihorace obsolete fusco maculato, 
elytris nigris, marginibus basali et amicali maculisque qualuor, in 
costa discoidali prima sitis, flavis; subtus, cum pedibus, flavo testa- 
cea. --■ Long. 5 millim. 

Questa specie ha la stessa forma della /). maculigera Q), alla 
quale, benché diversa affatto nella colorazione, si avvicina mol- 
tissimo per l'insieme dei suoi caratteri. Il capo è, come il pro- 
torace, di un colore giallo ferrugineo e porta nel mezzo del 
vertice una macchia nerastra poco bene definita. Le antenne sono 
nere e nella loro ultima porzione tendono al rossastro. Il pro- 
torace è un poco più largo che lungo e un poco più largo alla 
base che in avanti , coi lati arrotondati ; il dorso è convesso , 
con un solco longitudinale mediano, ciie ha ai suoi lati in avanti 
una fossetta piccola tonda; con una doppia depressione obliqua 
alla base e un' altra depressione allungata foveiforme su ciascun 
lato. Le due fossette anteriori, la base nel mezzo e la depressione 
laterale sono tinte poco distintamente di bruno. Lungo il mar- 
gine anteriore si osserva un solco scolpito nel suo fondo di grossi 



(•) Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, t'.'' Serio, VI, 1S88, p. 131: X, 1890, p. 23() (sub 
aonophora). 



HISPIDAE 71 

punti e pochi grossi punti esistono pure nelle depressioni oblique 
basali. Gli elitri sono lunghi, paralleli , obliquamente troncato- 
arrotondati all'apice; il margine apicale è finissimamente seghet- 
tato ; ciascuno ha tre coste, delle quali la prima è la più svilup- 
pata e le altre due sono soltanto marcate alla base e all' apice ; 
la terza oltrepassa di poco V omero , mentre la seconda , più 
sporgente di essa, si spinge più in addietro, quasi fino alla metà; 
nel tratto corrispondente all' interruzione delle due coste esterne 
si osserva una larga depressione. Gli intervalli fra le coste sono 
occupati da grossi punti disposti in doppia serie e separati da 
grosse pieghe trasversali. Le coste sono più sporgenti e più ta- 
glienti che nella macidigera. Il colore degli elitri ù nero ; però 
tanto il margine basale come 1' apicale (e questo più largamente) 
sono orlati di giallo ; inoltre ciascuno porta sulla prima costa 
quattro macchie gialle , la prima situata immediatamente sulla 
base e le altre tre a un dipresso a uguale distanza 1' una dal- 
l' altra. Di queste maccliie le due posteriori sono più allungate. 
Le parti inferiori del corpo ed i piedi sono di un giallo testaceo. 

Tre esemplari di questa specie furono raccolti a Pangherang- 
Pisang neir Ottobre \ 890 ed uno a Padang. Nella collezione 
Dohrn è rappresentata da esemplari di Soekaranda. Trovasi pure 
a Perak, Penisola di Malacca (collezione Neervoort van de Poli). 

46. Distolaca lucida, n. sp. 

Valde elongata, sub -parallela,, tiitida^ capite prothoraceque nigro- 
piceiSj antennis nigris, articulis duobus basalibus rufo-piceis^ quatiior 
ultimis albidis; elytris obscure cyaneis, tricarinatis^ carina exteriori 
medio longe interrupta; subtus nigro-picea^ nitida, abdominis lale- 
ribus albo-pilosis; pedibus fulvis. -- Lo7ig. 5 ^^ millim. 

È molto allungata. Il capo ed il protorace sono lucenti e di 
un nero piceo ; le antenne sono piuttosto lunghe e raggiungono 
circa il terzo basale degli elitri ; esse vanno leggermente ingros- 
sando dalla base all' apice ; i loro due articoli basali sono piceo- 
rossastri, i seguenti neri e i quattro ultimi biancastri. Il proto- 
race è un poco più largo che lungo e poco più stretto in avanti 
che alla base, i lati sono arrotondati; il disco è convesso; nel 
mezzo porta un solco longitudinale poco marcato, che non rag- 



72 R. GESTRO 

giunge né la base né 1' apice ; in avanti e lungo la linea me- 
diana è liscio, nel resto scolpito di punti scarsi, grossi ed irre- 
golari ; dal centro della base , che è trasversalmente depresso, 
partono due depressioni che si spingono un po' obliquamente in 
avanti e sono separate da una larga depressione laterale per 
mezzo di una linea sporgente. Lo scudetto è nero e liscio. Gli 
elitri sono di un cianeo scuro; soltanto l'apice ha un sottile orlo 
bruno poco appariscente ; sono stretti, circa quattro volte lunghi 
quanto il protorace ; il margine laterale si fa rientrante sotto 
la sporgenza omerale, ed è leggermente sinuoso verso la metà ; 
r apice è arrotondato. Ciascun elitro ha tre carene : due interne 
molto elevate, specialmente alla base e una esterna soltanto 
sviluppata alla base e nel quarto apicale , mancante nel resto. 
Gli intervalli fra le carene sono occupati da grossi punti sulj- 
quadrati disposti in doppia serie e separati da pieghe trasversali 
poco elevate ; nel secondo intervallo, alla base, la serie è tripla. 
Il corpo al disotto è di un nero piceo, lucente, coi lati dell'ad- 
dome coperti di peli fini bianchi. I piedi sono fulvi. 

Questa specie, molto distinta, è fondata sopra un unico esem- 
plare raccolto nell'Ottobre 1890 a Pangherang-Pisang dal Dott. 
Modigliani. 

47. Distolaca decorata, Gestro. Notes from the Leyd. Museum, 
XIX, 1897, p. 70. 

Silago, Giugno 1877. Un esemplare del Museo di Leida. 

48. Distolaca insularis, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* 
Serie, XVI, 1896, p. 334. 

Isole Mentawei, Si-Oban, Aprile 1894. Dott. E. Modighani. 

49. Distolaca podagrica, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* 
Serie, XVI, 1890, p. 338. 

Sereinu (Sipora), Isole Mentawei, Maggio- Giugno 1894. Dott. 
E . Modigliani. 

Onoocepliala , Chkvk. 

50. Oncocephala angulata, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 
2.* Serie, 11, 188.'), pag. 172. — Oncocephala sp. Midden-Sumatra, 
IV, 6, 1887, pag. 180. 



Pangherang-Pisaiig , Pea-Ragia , Balighe , Ottobre 1890; Pa- 
dang. Numerosi esemplari. 

Il Baly considera questa specie come fondata sopra differenze 
sessuali e come sinonimo della bicristata. Chap. Per quanto os- 
sequente air autorevole parere del rimpianto monografo , io 
osservo che su circa una quarantina di esemplari che ho sot- 
t' occhio, non ne trovo uno solo che abbia la statura e gli elitri 
conformati come nella bicristata; tutti sono più piccoli e hanno 
gli elitri più dilatati all'apice e coll'angolo esterno apicale molto 
più sporgente. Altri sei esemplari di differenti provenienze (Tan- 
djong Morawa, Rawas, Surulangun ) comunicatimi dal Museo di 
Leida, presentano tutti gli stessi caratteri. 

Questa specie fu già raccolta in Sumatra ad Ajer Mantcior e 
a Sungei Bulu nel 1878 dal Dott. Beccari e nell' isola Nias nel 
1886, dal Dott. Modigliani. 

Do^wnesia, Balv. 

51. Downesia sumatrana, Gestro, Notes from the I.eyd. Museum, 
XIX, 1897, p. 70. 

Tangiong Morawa, Serdang, Dott. B. Hagen. Museo di Leida. 

Questa Downesia è interessante come primo elemento Indo- 
malese in un genere che finora era soltanto rappresentato nella 
sottoregione Indo-cinese. 

JMonocliirvis , Chap. 

o!2. Monochirus moestus, Baly, Ann. Mus. Civ. Genova, "ì.^ Serie, 
VI, 1888, p. (liS^-ì. - Gestro, ibid. 2.^ Serie, X, 1890, p. 245. 

In un genere le cui specie sono tanto affini 1' una all' altra , 
qualche parola di confronto è preziosa per poter giungere ad 
una sicura determinazione. Ciò manca affatto nella descrizione 
del Baly e riesce difficile di separare il suo moestus dal vicinis- 
simo multispinosus Germ. Ho paragonato i due esemplari tipici 
del Baly con alcuni di Somerset (Capo York) che furono dal 
Chapuis riferiti al multispinosus e pare che questi ultimi abbiano 
il corpo un poco più allungato e più stretto che il moestus; non 
ho però trovato altre differenze importanti. Ad ogni modo, più 



74 R. GESTRO 

per la distribuzione geografica che per altra ragione, riferisco 
alla specie di Baly i miei numerosi esemplari di Sumatra, i quali 
furono raccolti dal Modigliani a Pangherang-Pisang in massima 
parte e pochissimi a Siboga, Balighe e Pea Ragia. Nella ricca 
serie figurano esemplari di differente stat .ra, alcuni interamente 
neri, altri cogli elitri leggermente tendenti all'azzurro. 

Il Dott. Modigliani lo ha trovato pure nell' isola Nias, a Ba- 
wolovalani, nel Maggio 1886. 

Del 31. multispinosus il Museo Civico possedè molti esemplari, 
raccolti da L. M. D'Albertis a Somerset (Capo York), nell'isola 
Yule e sul Monte Epa {^) e dal Dott. Loria nella Nuova Guinea 
britannica a Kapa-Kapa, Rigo e Hula. 

Il M. caUicanthus^ Bates, di Formosa , di cui esiste un esem- 
plare tipico nel Museo Civico , è ben distinto dal muUispinosus 
per le antenne più crasse e per le spine degli elitri più robuste 
e più corte. 

Il M. nigrocyaneus (Hispa nigrocyanea) Motsch. è ridescritto 
(sotto il genere Hispa) dal Fairmaire (Ann. Soc. Ent. France , 
6.« Sér., IX, 1889, p. 83). 

Ir*rion.ispti, Chah. 

53. Prionìspa fulvicollis, Guér., Voy. de la Coquille, Zool. 1830, 
li. Col. p. i41. — niiida. Chap. Gen. Coleopt. XI, p. 338. Atl. 
t. 129, fig. (i. 

Sumatra, Mùller. Museo di Leida. — Soekaranda, Gennaio 
1894. Collez. Dohrn — Sumatra, Museo Civico di Genova. 

54. Prionispa subopaca, Chap., Genera Col. XI, p. 338, in nota. 
Cuneifoniiis, subopaca, rufa; atdemiis ru/ìs, articulis quatuor 

ultimis brevibus adpressis iiigìis; elijlris nigro-fuscis, regioìie scu- 



(') Nella mia nota che ha per titolo: Materiali per lo studio delle Hispidae ma- 
lesi e papuane (questi Annali, XXII, 1885) ho espresso l'opinione (pag. 173) che 
due esemplari del Monte Epa differissero dal nndtlsplnosus; ma avendoli ora rie- 
saminati, trovo che non vi è ragione per separarli da questa specie. Nella stessa 
occasione ho osservato un' altra specie, raccolta parimente nella Nuova Guinea 
meridionale, che è molto distinta dalle altre e di essa darò la descrizione nella 
terza parte di questo lavoro. 



HISPIDAE 75 

tellari, uiargine posl-humeraii apicalique rufescentibus, angiUo api- 
cali externo in triangulo valido acuto porrcelo^ disco luberculo 
magno aiiisque minoribus praedito. — Long. 7 ^/g mill. 

La descrizione originale è estremamente concisa e in essa non 
è fatto menomamente cenno di un carattere distintivo importante 
che si riferisce all' angolo apicale esterno degli elitri , il quale 
nella fuluicolliSj, Guér. {nitida. Chap.) è semplicemente armato 
di una robusta spina (fig. 1), mentre nella specie presente si 
dilata in un' espansione triangolare (fig. 2). Ho potuto farmi 
un' idea esatta dell' insetto soltanto dopo aver ricevuto dal Museo 
di Bruxelles un tipo, che ha il cartellino scritto dall' autore stesso. 
Questo tipo misura soltanto 7 mill, ed ha le antenne incomplete ; 
tuttavia i miei esemplari si riferiscono indubbiamente alla specie 
da esso rappresentata. Io credo che una descrizione più minu- 
ziosa di questa Prionispa non sarà inutile. 

Il colore è rossastro , meno gli ultimi quattro articoli delle 
antenne e gli elitri^ che sono nero-brunastri ; gli elitri però hanno 
una leggera traccia di rossastro presso lo scudetto e sono tinti 
dello stesso colore lungo il margine laterale ed apicale. 

Il capo è scolpito di grossi punti e la carena frontale è ro- 
busta. Le antenne hanno i primi sette articoli lucenti e gli 
ultimi quattro opachi , questi sono molto più corti, strettamente 
avvicinati fra di loro e un poco più larghi dei precedenti ; dimo- 
doché r antenna all' apice appare lievemente ingrossata. Il pro- 
torace è quasi cjuadrato, coi lati dritti e paralleli , leggermente 
e brevemente arrotondati in avanti , coi margini laterali sottil- 
mente orlati di scuro e irregolarmente crenulati, col disco con- 
vesso e tutto fortemente puntato rugoso, con una linea liscia 
longitudinale mediana solcata e poco appariscente. Gli elitri sono 
larghi, dilatati in addietro e assai notevoli per 1' angolo apicale 
esterno , il quale sporge in una robusta espansione a forma di 
triangolo a vertice aguzzo. L' angolo omerale è assai sporgente 
e bifido; il margine laterale è crenulato; il disco è convesso e 
leggermente depresso lungo la sutura; densamente punteggiato 
in serie lungo la sutura e confusamente nel resto e munito di 
un grosso tubercolo conico e aguzzo circa alla metà dell' elitro 



76 R. GESTRO 

e di pochi altri più piccoli alla base e all' apice. Il corpo infe- 
riormente ed i piedi sono uniformemente rossastri e più lucenti 
che il disopra. 

Questa specie è differentissima dalla fulvicoUis, Guér. {nitida. 
Chap.), la quale ha il capo meno punteggiato, gli ultimi articoli 
delle antenne più lunghi e meno strettamente avvicinati , il 
protorace più corto e più largo e gli elitri muniti ali angolo 
esterno apicale di una robusta spina, ma non triangolarmente 
espansi. 

Soekaranda, Gennaio 1894. Collezione Dohrn e del Museo Ci- 
vico di Genova. 

In due esemplari di Perak (Malacca), raccolti da W. Doherty, 
che il Museo Civico deve a R. Obertliiir, la tinta rossastra dei 
margini laterale ed apicale degli elitri è più estesa, compren- 
dendo anche l'espansione triangolare dell' elitro; e in essi anche 
la punta del più grosso tubercolo è rossastra. 

Il tipo della specie proviene da Pulo Penang. 

00. Prìonispa distincta, n. sp. 

CuneiforiHÌs_, mbnitida, testacea, antennis obscure ru/is, articulis 
quatuor ultimis nigris opacis, elytris nigris, margine apicali testaceo, 
angido apicali externo in triangulo valido apice ohtuso poi'recto, 
disco tuberciilo magno aliisque minoribus praedito; pedihus pallide 
flavis. — iMug. 5 ^/g - 6 ^/g mill. 

Questa graziosa specie è di un colore testaceo ; le antenne 
sono rossastre cogli ultimi quattro articoli neri opachi ; gli elitri 
neri, ad eccezione di un orletto apicale testaceo e i piedi gial- 
lastri. Il capo è fortemente punteggiato e munito di una carena 
mediana assai robusta. Gli ultimi quattro articoli delle antenne 
sono più corti e un poco più larghi dei precedenti. Il protorace 
è un poco più largo che lungo, coi lati leggermente convergenti 
in avanti , gli angoli anteriori alquanto sporgenti ed acuti e il 
margine laterale irregolarmente ondulato ; il disco è convesso e 
fortemente puntato rugoso. Gli elitri sono larghi, dilatati in ad- 
dietro e terminanti all' angolo apicale esterno in una robusta 
espansione a forma di triangolo col vertice ottuso (fig. 3). Il 
margine laterale è crenulato. Il disco densamente puntato-rugoso, 



HISPIDAE 77 

porta circa alia metà un tubercolo robusto conico ed alla Ijase 
ed air apice altri tubercoli più piccoli. 

La P. disUncta ò molto diversa dalla subopaca. Chap., princi- 
palmente per la statura minore, pel colore, per i quattro ultimi 
articoli delle antenne meno stipati, pel protorace più corto e coi 
lati meno paralleli , e per gli elitri non punteggiati , ma pun- 
teggiato-rugosi, colla sporgenza omerale non bifida, e coU'espan- 
sione apicale esterna non terminata in punta aguzza. 

Gli esemplari che hanno servito alla mia descrizione furono 
raccolti dal Dott. Modigliani nella Foresta di Si-Rambé. In alcuni 
di essi gli elitri , invece di essere del tutto neri , hanno traccie 
di tinta bruna lungo il margine laterale e sul disco. 



Fig. 1. - p. fulvicolUs. Fig. 2. - P. subopaca. Fig. 3. - P. dlstincta. 

Le figure qui unite faranno apprezzare meglio le differenze 
che passano fra le tre specie sopracitate, in quanto alla confor- 
mazione degli elitri. 

L' isola di Sumatra non conta finora che tre specie di Prionispa, 
genere rappresentato soltanto da poche forme tutte malesi, ad 
eccezione di una che abiterebbe Batchian , nelle Molucche (}). 
Un fatto strano è che due di queste specie, la gemmata, Baly, 
di Batchian e la pulchra, Gorham , del Kina Balu , sono di un 
verde metallico, tinta assai rara nel gruppo delle Hispidae. 



(') I.e specie di PHonispa finora note sono le seguenti : 

1. PHonispa fulvlcoUis, Guér. — nitida. Chap. . . Giava e Sumatra. 

2. P. subopaca. Chap Pulo Penang, Malacca 

Sumatra. 

3. P. disUncta, Gestro Sumatra. 

4. P. pulchra, Gorham. — pulchella Whitehead . . Borneo. 

5. P. gemmata, Baly Batchian. 



78 R. GESTRO 



r*latypria, Guér. 



56. Platypria echinogale, Gestro, Not. from the Leyden Museum, 
XIX, 1897, p. 71. 

I tre esemplari che mi hanno servito per la descrizione appar- 
tengono al Museo di Leida e provengono da Tangiong Morawa 
(N. 0. Sumatra), da Benculen e da Padang sulla costa occidentale 

Un c|uarto di Liangagas (Residenza di Delhi) facente parte 
della collezione Dohrn , è un poco più piccolo dei precedenti e 
ne differisce anche pel protorace non scuro nel mezzo e per gli 
elitri colle coste nere; non presenta però altri caratteri differen- 
ziali più importanti e perciò non può considerarsi che come una 
semplice varietà della specie. 

Finalmente un quinto esemplare della collezione Obertliùr, 
colla semplice indicazione : « Sumatra Dohrn » ha una traccia 
di colore piceo sulla porzione basale delle prime coste. 

57. Platypria dimidiata, Chap. Ann. Soc. Ent. Belg. XX, 1877, 
p. 49. 

Un esemplare di Tandjong Morawa, Serdang (N. 0. Sumatra) 
raccolto dal Dr. B. Hagen e appartenente al Museo di Leida, 
differisce dal tipo per la statura un po' minore, le antenne fulve 
e il margine apicale degli elitri sottilmente orlato di giallo. Fra 
tre esemplari della collezione Dolirn, raccolti a Soekaranda e a 
Liangagas, concordanti per la, statura con quello del Museo di 
Leida, e rappresentanti, senza dubbio, una sola specie, due hanno 
le antenne fulve, il terzo ha il primo articolo rossastro, i quattro 
seguenti quasi neri coli' estremo apice rossastro, e gli altri fulvi. 
Di questi tre esemplari uno solo ha il margine apicale degli 
elitri nero come il tipo e gli altri due lo hanno con un leggero 
orletto chiaro. Io non tengo conto di queste differenze , tanto 
più che spesso nelle Hispidac esistono notevoli variazioni di colo- 
razione nella stessa specie, e credo di non errare riportando i 
quattro esemplari alla P. dimidiata. 

Questa specie è stata pure raccolta nella Foresta di Si-Rambé 
dal Dott. Modigliani e i duo individui da lui riportati differiscono 



HISPIDAE 79 

anche di più dal tipo, perchè hanno gli elitri interamente neri, 
senza alcuna traccia di tinta rossastra alla base. 

Per chi abbia, anche superficialmente, osservate le Hispidae, 
non sono nuovi gli esempii di s})ecie in cui gli elitri ora sono 
interamente neri, ora tinti di rossastro per un tratto più o meno 
esteso alla base {Goìiophora integra^ G. haemorrhoidalis , ecc.) ; 
quindi anche i due esemplari del Modigliani possono riferirsi alla 
dimidiata. Essi hanno ambedue il margine apicale orlato di chiaro 
e le antenne coi primi sei articoli neri e gli altri fulvi. Assegno 
a questa varietà il nome di atrata. 

La Platijjyria dimidiata non vive soltanto a Malacca (da dove 
proviene il tipo) e a Sumatra, ma trovasi anche a Giava, secondo 
un esemplare della collezione Oberthùr, raccolto nel 1891 dal 
Doherty a Kalipari (Prov. Passeruan) fra 300- bOO m. ^ [ i^-^. 

Hispella, Chap. 

Al giorno d' oggi si nota una tendenza ad abbondare nella 
creazione di nuovi generi, forse non sempre giustificati da un'im- 
mediata utilità ; mentre da altra parte si da talvolta minore 
importanza di quel che si dovrebbe a certe divisioni, che in pra- 
tica sono di grande aiuto per il riconoscimento delle specie. Tale 
sarebbe il caso del sottogenere Hispella fondato da Chapuis per 
comprendere quelle Hispa in cui i primi articoli delle antenne 
sono armati di spine. 

Ora considerando che alcuni generi sono stabiliti sopra carat- 
teri anche meno importanti di questo e d'altronde trovando assai 
giovevole per il lavoro di determinazione lo smembramento di 
un genere , in questi ultimi anni aumentato di molte specie e 
certamente in via di arricchirsi sempre di più, parmi ragionevole 
che le Hispella sieno elevate allo stesso rango delle Hispa. 

Chapuis (^) divide le Hispella in due sezioni, cioè : I. Anten- 
narum articulo uno basali spinato, IL Antennarum articulis non- 
nullis basalibiis spinalis. Alla prima si riferisce il sottogenere 



(') Espèces inédites de la tribù des Hispides. U. (Annales de la Société Entomo- 
logique de Belgique, voi. XX. 1877, p. 50). 



80 li. GESTRO 

Pseudispella, Kraatz (') ; alla seconda apparterrebbero le fli- 
spella p. (1. 

Subgen. F»seii<iispella, Kraatz. 

Deutsche Entom. Zeitschr. 18<)o, H. I, p. 198. 

o8. Hispella (Pseudispella) nigritula, Bohem. — llispa nkfrUula, 
Bohem. Eug. Res. p. ''Mò. 

Ho potuto confrontare gli esemplari del Museo Civico col tipo 
di Boheman , che mi fu cortesemente comunicato dal Museo di 
Stoccolma. 

Questa specie fu raccolta dal Dott. Modigliani a Siboga nel 
1886 e nel 1890-91 in grande quantità a Padang e in pochi 
esemplari a Pangherang-Pisang e a Benculen. In questa nume- 
rosa serie la dimensione è molto variabile. 

Altri luoghi di Sumatra ove questa Hispella fu rinvenuta, sono : 
Liwa (Sumatra S. 0.), da 900 a 1400 m. Vm • Dolierty, Agosto 

(') Hispinae von Togo (Deutsche Eutomologische Zeitschrift, 1895, Heft I, p. 198). 

Il Redattore del « Zoological Record » del 1895 (Ins. p. 220) ha citato erronea- 
mente : «Hispella, n. subg. of Hispa, p. 198, for H. spinicornis. n. sp. W. Africa, 
p. 199; Kraatz, Deutsche ent. Zeitschr. 1895 », mentre doveva dire: Pseudispella, 
n. subg. of Hispa, j). 19S; Kraatz etc.; perchè il genera Hispella nella memoria 
del Dott. Kraatz è semplicemente citato a p. 199 e fu fondato da Chapuis nel 1875 
(Genera des Coléoptères, XI, p. 334). 

Due altri errori trovansi a pagina 219 (Ins.), e 223 (Ins.), ove il redattore attri- 
buisce due Distolaca e una PlatypHa a Jacoby, mentre queste specie sono descritte 
dal Kraatz. 

A proposito di errori, mi occorre di segnalarne un' altro che può essere d' im- 
piccio allo studioso di Hispldae, mettendolo su falsa strada. Neil' opera « Schrenck's 
Reisen und Forschungen im Anmr- Lande » il Motschulsky descrive, con frasi 
quasi sempre insufficienti, una ventina di Hispa, e fra queste anche l' H. Per- 
rotetU, Guér. (p. 238). Meno male se egli si fosse contentato di riprodurre testual- 
mente la descrizione di Guérin ; invece descrive la specie a modo suo e le attri- 
buisce un carattere che non ha, cioè quello dell'articolo basale delle antenne 
armato di spina. Da ciò ingannato, riportai un giorno la Perrotett al genere 
Hispella e soltanto m'accorsi dell'errore quando vidi che Chapuis (Ann. Soc. Ent. 
Belg.. XX 1877, p. 55) 1' annovera fra le Hispa. Questo errore tu meglio riconfer- 
mato dopo aver ricevuto da R. Oberthiir un esemplare di H. Perrotetl coli' indi- 
cazione ex typls e dal R. Museo Zoologico di Torino un altro esemplare della col- 
lezione DeJean raccolto dallo stesso Perrotet, sui quali potei riscontrare che gli 
articoli basali delle antenne sono inermi. Siccome ciò che occorse a me potrebbe 
anche accadere ad altri che consultasse il citato lavoro, ho creduto bene di rile- 
vare che V Hispa che Motschulsky descrive sotto il nome di Perrotetil., Qaér. 
non ha nulla a fare con questa specie, e che non ò neppure una vera Hispa, ap- 
partenendo invece, pel carattere delle antenne spinose, alle Hispella. 



HISPIDAE 81 

1890. Collezione Oberthùr. — Lìangagas (Residenza di Delhi). 
Collezione Dohrn e del Museo Civico di Genova. — Surulangun, 
Aprile 1878 (Sumatra Exped.). Un esemplare citato nel « Midden- 
Sumatra » a pag. 181 coli' indicazione : « Hispella, spec, (très- 
voisine mais probablement distincte de cey Ionica, Motsch.). » 
La ceylonica, Motsch. è una vera Hispella perchè ha varii degli 
articoli delle antenne armati di spine; mentre la nigritula spetta 
al sottogenere PseudispeUa, avendo soltanto il primo articolo 
spinoso. 

Sotto lo stesso appellativo di nigritula furono descritte due 
differenti specie di Ilispa, cioè quella di Boheman succitata, di 
Giava, ed una di Guérin (Rev. Zoolog. 1841, p. 11) del Senegal. 
Ora elevando il sottogenere Hispella al grado di genere, il dop- 
pio impiego di questo nome scompare. 

Il tipo della Hispella (Pseudispella) Fleutiauxi, Baly (^) del 
Cambodge, che il Sig. Fleutiaux, colla sua consueta amabilità, 
mi ha concesso di esaminare è molto somigliante a quello della 
H. nigritula, Boh. 

Quanto alla H. parmda, Motsch., di Batavia, che fa pure parte 
del sottogenere Pseudispella, creilo non sarà facile averne un' idea 
esatta senza l' ispezione del tipo. 

HISPA, LiNN. 
Subgen. I>icla,clisi>a (*). 

La prima divisione istituita dal Chapuis nelle Hispa p, d. 
comprende le specie distinte per il carattere « Antico pronoti 
ììiargine inermi » , rappresentate in Europa dalla comune H. te- 
stacea, L. Io ritengo sia praticamente utile di assegnare un nome 
a questo gruppo di specie in cui il protorace è armato soltanto 
delle spine laterali {^). 



(') Hispa FLeutiauccU Baly, Ann. Soc. Ent. France, 6.« Sèrie, IX, 1889, p. 491. 

(■2) dls, Ms ; >t}.cc§og, ramus ; Hispa. 

Q) A questo sottogenere, fra le altre specie, appartiene anche VH. dama. Chap. 
(Ann. Soc. Ent. Belg. XX, 1877, p. 52). La lettura della descrizione di questa specie 
mi aveva fatto nascere il sospetto che VH. abdominalis, Baly (Ann. Mus. Civ. Ge- 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2. a, Voi. XVIII (16 Giugno 1897) U 



82 R. GESTRO 

ìil). Hispa (Dicladispa) aenescens, Baly, Journ. Asiat. Soc. Beng. 
LV, 188G, p. 412. — Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Ser., 
X, 1890, p. 248. 

Il Dott. Modigliani ha raccolto questa specie in varii luoghi di 
Sumatra : Siboga, Baligho, Pangherang-Pisang e in grande quan- 
tità a Padang. Generalmente 1' ai)ice dei femori soltanto è ros- 
sastro, ma in qualche esemplare tutto il femore è di questo 
colore. Essa figura anche nella collezione Dohrn , rappresentata 
da esemplari di Soekaranda e di Liangagas. 

Abita il Pegù ed il Bengala. Gli esemplari Sumatra ni sono 
meno bronzati degli Indiani e tendono piuttosto al cianeo. 

Subgen. Hispa.. 

60. Hispa Balyi, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.'* Ser., X, 
1890, p. 250. — dhcoidalis, Baly, ibid. , 2.^ Ser. , A'I, 1888, p. 664. 

Foresta di Si-Rambé, Dott. E. Modigliani. Un esemplare che 
differisce dal tipo ])er le spine del protorace poco visibilmente 
appendiculate. Altri esemplari dello stesso luogo differiscono dal 
tipo per le antenne ad articoli fulvi, tolti i due basali, per il 
protorace nero marginato di bruno, o quasi interamente bruno, 
per lo scudetto bruno (e non nero) e per le spine laterali del 
protorace un poco più corte e con traccia quasi insensibile di 
appendici. In quattro esemplari di Pangherang-Pisang (Modi- 
gliani) il protorace è interamente bruno chiaro. Queste differenze 
da principio io aveva supposto che potessero avere un valore 
specifico ; ma 1' esame diligente dei varii esemplari mi ha per- 
suaso che essi non possono considerarsi che come semplici varietà. 
La variabilità di forma e dimensioni delle spine del protorace 
che si verifica frequentemente negli individui di una stessa 
specie, costituisce una seria difficoltà nella determinazione. Degli 
esemplari in questione alcuni hanno lo stelo comune delle tre 



nova, 2.» Ser., vi, 1888, p. 601) fosse sinouimo di H. dama. Chap. : iu seguito il 
confronto dei due tipi ha tolto di mezzo ogni dubbio. 

Il tipo di Chapuis, che ebbi in comunicazione dal Museo di Bruxelles, porta 
l'indicazione Indie or.; l'esemplare descritto dal Baly e conservato nel Museo Ci- 
vico di Genova, è di Bhamó (Alta Birmania) viaggio Fea. 



HISPIDAK 83 

spine laterali ])iù corto e più largo , in altri la spina anteriore 
(delle tre laterali) è più corta e più avvicinata al punto di 
comune inserzione ; varia anche la lunghezza delle spine. 

Il protorace interamente bruno si osserva anche in un esem- 
plare di Tandjong ÌMorawa del Museo di Leida. In uno di Liv^'a 
(S. 0. Sumatra), Dolierty, collezione Oberthùr, il disco del pro- 
torace presenta nel mezzo due macchie nere. 

È anche da notarsi che negli esemplari in cui il protorace da 
nero accenna a passare al bruno , comincia a manifestarsi una 
traccia di bruno anche sul margine apicale degli elitri ; traccia 
che si va facendo più marcata in quelli il cui protorace è del 
tutto bruno, come si osserva per esempio in alcuni di Soeka- 
randa e Liangagas appartenenti alla collezione Dohrn. 

Abita anche Giava (coli. Oberthùr). 

La specie è fondata sopra esemplari birmani. Nella descrizione 
del Baly si legge: « femoìibus inermibus » e poi « legs unarmed » , 
il che è inesatto perchè nel tipo stesso di quest' autore i femori 
inferiormente sono armati di piccole spine. 

61. Hispa nigripennis, Motsch. Schrenck. Reis. II, 1860, p. 239. 
— Ritsema, Midden -Sumatra, IV, 6. Coleopt. 1887, p. 181. 

Ebbi dal Museo di Leida tre esemplari col nome di //. nigri- 
penniSj Motsch. e siccome la descrizione originale di questa 
specie è molto concisa, credo non sarà inopportuno di farne 
seguire una un poco più minuziosa. 

Oblonga, ni fo- ferruginea^ nitida^ elytris nigris margine apicali 
fuscOj, inter dura ad suturam fusco maculalis; antennis lenuibus, 
fusciSj, articulis duobus basalibus obscurioribus ; prothorace omnino 
rufo ferrugineo^ vel nigro bimaculalo, transverso, anlice utrinque 
bispinosOj spinis basi conjunctis, margine laterali trispinoso, spinis 
duabus aniicis basi conjunctis, postica breviori et valde remota, 
disco fere plano, punctulato et albo-piloso, transversim bisulcato , 
plaga inedia traìisversa subelevata sparsim punctata; scutello laevi; 
elytris punctato-striatis, spiìiis discoidalibus longis robustis, margi- 
nalibus longioribiis cum minoribus alternantibus, apicalibus brevibus; 
pedibus flavo- ferrugineis, femoribus subtus spinulosis. — Long. 
5 V2 ^^iiii- 



84 K. GESTRO 

Capo rosso-ferrugineo; antenne gracili, un poco più lunghe 
della metà del corpo, brune coi due primi articoli generalmente 
più scuri. Protorace rosso-ferrugineo, talvolta unicolore, talvolta 
con due macchie nere; più largo che lungo, coi lati, dietro l'in- 
serzione delle spine , quasi paralleli , e alquanto sinuosi prima 
della base ; spine nere all' apice ; quelle del margine anteriore 
due per parte, saldate insieme alla base, l'anteriore più corta; 
quelle dei lati in numero di tre, le due anteriori più lunghe e 
setigere sostenute da un breve stelo comune, la posteriore molto 
più corta, semplice e molto discosta dalle precedenti ; disco piano 
con due impressioni trasversali , fra le quali esiste uno spazio 
allungato un po' elevato e in parte liscio ; tutto intorno a questo 
spazio il disco è finamente e densamente punteggiato e presenta 
peli sottili bianchi ; lo spazio elevato invece non ha che pochi 
punti più grossi e sparsi nel mezzo, ove si osserva pure la traccia 
di un leggero solco longitudinale. Scudetto rosso-ferrugineo, liscio. 
Elitri neri, lucenti, con un orlo apicale bruno esistente in tutti 
i numerosi esemplari da me esaminati, e qualche volta con al- 
cune macchie brune poco appariscenti disposte lungo la sutura ; 
fortemente striato-punteggiati, più regolarmente verso la sutura 
che sui lati ; spine discoidali lunghe e robuste , marginali più 
lunghe che le discoidali e alternanti con spine brevissime e 
gracili, apicali molto corte ; 1' ultima spina del margine laterale 
(alla quale seguono le spine apicali) è generalmente più lunga 
e più robusta di quelle che la precedono. Corpo al disotto rosso- 
ferrugineo, i)ie(li giallo-ferruginei, coi femori armati inferiormente 
di alcune spine piccolissime. 

Questa specie è molto affine alla Bal.yij, Gestro (discoidolis, 
Baly nec Chap.) , ma si riconosce facilmente, sopratutto dallo 
spazio elevato del disco del protorace, il quale invece d'essere 
completamente liscio porta alcuni grossi punti e dalla terza spina 
laterale del protorace che è staccata e discosta dalle due ante- 
riori. Inoltre nella nigripennis le spine del protorace hanno per 
lo più soltanto l'apice nero, mentre nella lìahji e nelle sue 
varietà sono sempre in totalità, o quasi, nere. 

I luoghi dai quali provengono gli esemplari da me avuti in 



HISPIDAE 8b 

esame, oltre a quelli citati nell'opera « Midden-Sumatra », sono: 
Tandjong Morawa, Serdang, Dott. B. Hagen, Museo di Leida; 
Soekaranda, Gennaio 1894, collezione Dohrn; S. 0. Sumatra: 
Marang e Liwa , W. Doherty ; Malacca: Perak W. Doherty, 
collezione Oberthiir. 

62. Hispa ramuligera, Chap., Ann. Soc. Ent. Belg. XX, 1877, 
p. 53. 

Ne ho esaminato un esemplare della collezione Oberthiir, pro- 
veniente da Liwa (Sumatra S. 0.) e raccolto da W. Doherty in 
Agosto 1890, ad un'altitudine fra i 900 e i 1400 m. Vm • 

Fu descritta sopra esemplari di Malacca. 

63. Hispa aspera, n. sp. 

Oblonga , rufa, nitida^ sublus dihuior , antennis nigris^ apice 
fuscis, elytris, basi excepta nigris ; prothorace valde transverso sub- 
opaco, punctulato, (ransversini bisulcalo, spatio inter sulcos elevato 
laevi, margine antico utrinque bispinoso spinis basi connexis, antica 
breviore appendiculata , margine laterali 4-spinoso, spinis basi 
conjimctis postica brevi; elytris crasse pimctato-striatis, spiìiis dis- 
coidalibus, basalibus exceptis, longis, validis, marginalibus longis et 
apicalibus brevibus cuni brevioribus alternantibus. — Long. 5 mill. 

Capo , protorace, scudetto e circa il quarto basale degli elitri 
rossastri; parti inferiori del corpo più chiare. Antenne nere cogli 
ultimi articoli bruni. Protorace molto più largo che lungo, quasi 
esagono ; disco piano , quasi opaco , densamente e minutamente 
punteggiato, con due impressioni trasversali molto marcate e lo 
spazio compreso fra esse elevato e liscio. Le spine del margine 
anteriore sono due per parte saldate insieme alla base ; l' ante- 
riore è più corta e jiresenta sul davanti circa alla sua metà una 
piccola appendice. Le spine laterali sono quattro, tutte saldate 
alla base in uno stelo comune, robusto e piuttosto largo ; le tre 
anteriori sono più lunghe e la seconda di esse un po' più lunga 
delle altre, la posteriore invece è circa di un terzo più corta 
delle precedenti. Tutte queste spine sono ampiamente tinte di 
nero nella loro porzione apicale. Le spine che coprono la parte 
basale rossastra degli elitri sono corte , dello stesso colore del 
fondo, a punta nera, le altre sono nere lunghe robuste ; le mar- 



86 R. GESTRO 

ginali sono pure assai lunghe, ma alternano con altre brevissime 
come si verifica anche per quelle del margine apicale, le quali 
però sono molto più brevi delle laterali. 

La specie con cui la presente ha maggiore afiinità è la spinosa, 
Web. (^): se ne distingue però facilmente per lo spazio trasverso 
del protorace compreso fra i due solciii, più elevato e liscio, per 
la terza spina del margine laterale più corta e per la quarta 
avvicinata alle altre tre ; mentre nella spinosa lo spazio suddetto 
è punteggiato come il resto del disco, la terza spina è general- 
mente molto più corta delle altre e la quarta è assai più discosta 
dalle precedenti. 

Gli esemplari da me esaminati provengono da Marang (S. 0. 
Sumatra) e da Perak (Malacca) e furono raccolti da W. Doherty; 
essi appartengono alla collezione Oberthùr. Nella collezione Dorhn 
esiste un esemplare di Soekaranda che ha le spine laterali del 
protorace assimmetriche , perchè in quelle del lato destro si os- 
serva che le due anteriori sono più divaricate e che la terza è 
più breve delle precedenti. 

64. Hispa spinosa, Weber, Observ. entom. I, 1801, p. Go. 

Questa specie fu descritta dal Weber sopra esemplari prove- 
nienti da Sumatra. Nei copiosi materiali sumatrani , sia raccolti 
dal Modigliani , sia avuti in comunicazione da varie parti , non 
sono riuscito a trovare un solo esemplare che corrisponda a 
quelli appartenenti al Museo di Bruxelles e determinati da Cha- 
puis col nome di H. spinosa, Web. Con questi concordano invece 
perfettamente numerosi individui raccolti a Sarawak Borneo dai 
sig.' G. Boria e 0. Beccari. Questi ultimi furono in un mio pre- 
cedente lavoro (^) riferiti, per erronea determinazione non fatta 
da me, alla cladophora, Guér. 

(')l). Hispa basalis, n. sp. — Hispa basalis, Baly, in coli — 
Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, li, 188ìi, p. 176. 

Ohlonga, fulva, elytris nigris dense cinereo-tomentosis, aniennis 
fuscis apice fulvescentibus; prothorace Iransverso, disco traJisvosim 

(') Ilo coti froii tato ;^li «scMuplari di //. aspcra con varii del Musco ili Hruxclles 
dctcìMuiiiati da riuii)uis come spinosa Web. 
(1) Aun. Mus. Civ. Oeuova, 2." Serie, li, 1S8:>, y. 176. 



HISPIDAE 87 

fn-impresso, crebre punctulato et breviter albo-piloso^ margine antico 
utrinque bispinoso, spinis basi conjunctis, antica apice bifurcata 
postica appendicul((ta, margine laterali trispinoso^ spinis duabus 
anticis longioribus, basi conjunctis^ appendiculatis, tertia multo bre- 
viari simpUci; spinis omnibus apice summo nigris; elytris regula- 
riter et parum profimde punctatis, spinis discoidalibus retrorsum 
parum incurvatisi marginalibus longioribus^ apicalibus brevioribus 
decrescentibus. — Long, o mill. 

Conservo a questa specie il nome che essa porta nella colle- 
zione del Baly (^), per quanto poco adattato. 

Questa specie appartiene alla divisione di Chapuis: II. Pronoti 
margine antico spinulato. — B. Pronoto distincte, interdum par- 
cius piloso. — C. Spinulis pronoti append iculatis vel setiferis. 

Si distingue facilmente pel tomento fitto cinereo che riveste 
gli elitri e per la loro scultura poco marcata e piuttosto regolare. 

Capo liscio , longitudinalmente solcato in mezzo agli occhi ; 
antenne coi due primi articoli picei, i seguenti più chiari e i tre 
(o quattro) ultimi fulvicci. Protorace più largo che lungo-, molto 
ristretto in avanti, coi lati quasi paralleli e leggermente sinuati 
in addietro ; disco quasi piano, con due impressioni trasversali 
ben marcate, rivestito di peli fini bianchicci sdraiati, densamente 
e minutamente punteggiato; margine anteriore munito, da una 
parte e dall' altra, di due spine riunite insieme alla base, delle 
quali la posteriore perpendicolare al piano del disco e munita 
all' apice di due piccole appendici, e l' anteriore rivolta obliqua- 
mente in alto e in avanti e biforcata alla sua estremità ; margine 
laterale armato di tre spine : le due anteriori più lunghe , fuse 
insieme alla base, appendiculate all'apice, e rivolte obliquamente 
in alto e alquanto in avanti, la posteriore libera, semplice, molto 
più corta e diretta quasi orizzontalmente all' infuori. Tutte queste 
spine sono leggermente tinte di nero al loro apice. Lo scudetto 
è largo, arrotondato all' apice e dello stesso colore fulvo delle 
altre parti del corpo. Gli elitri sono neri, ma rivestiti di un 
tomento fittissimo che li rende aftatto cinerei. Oltre a questo 

(1) Vedi questi Annali, -2.' Serie, II, 1885, pag. 176. 



88 R. GESTRO 

tomento sono pure muniti di peli biancastri finissimi e abbastanza 
lunghi. Sono regolarmente , ma poco profondamente, puntate- 
striati e i punti sono subquadrati. Le spine sono nere; quelle 
del disco più corte alla base e all'apice, più lunghe nel mezzo; 
quelle marginali più lunghe delle discoidali , eccetto che nel 
margine apicale, ove vanno decrescendo dall'esterno all' interno. 

In uno dei tre esemplari da me studiati le antenne sono quasi 
del tutto nere e le punte delle spine del protorace sono tinte 
di nero per un maggiore tratto ; ma non si tratta che di una di 
quelle variazioni individuali facili ad osservarsi fra le Ilispa. 

La specie fu scoperta dal Dott. Beccari sul Monte Singalang 
(Sumatra occidentale) nel Luglio del 1878. Più tardi (1891) il 
Dott. Modigliani ne riportò due esemplari dalla Foresta di Si- 
Rambé. 

66. Hispa bellula, n. sp. — Hùpa bellula, Baly, in coli. — 
Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Serie, II, 18813, p. 176. 

Oblongaj, subnitida, rufo- ferruginea, elytris nigris; antennis piceis 
apice dilutiore; prothorace transverso, transversim bi-impresso, te- 
nuissime albo piloso, punctis latis sed parum profundis praedito, 
margine antico utrinque bispinoso, spiìiis basi conjunctis, antica 
apice bifurcata, postica appendiculata; margine laterali k-spinoso, 
spinis lì'ibiis basi conjunctis, duabus anticis longioribus, appendi- 
culalis, tertia multo breviari simplici, quarta libera brevissima; 
omnibus his spinis apice infuscatis; elytris irregulariter et crasse 
punctato-strialis , spinis discoidalibus inaequalibus , marginalibus 
longioribus cum brevioribus alternantibus. — Long. 4 mill. 

Anche questa specie appartiene, come la precedente , alla di- 
visione citata (II, B. C.) di Chapuis. 

Capo liscio , longitudinalmente solcato nel mezzo ; antenne 
lunghe circa quanto i due terzi del corpo, picee, coli' apice più 
chiaro. Protorace più largo che lungo, molto più stretto in avanti 
che alla base, coi lati, dietro l'inserzione delle spine, paralleli 
e leggermente sinuati e gli angoli posteriori molto prolungati 
all' infuori. Disco quasi piano, con due impressioni trasversali ; 
tutto scolpito leggermente e confusamente di punti larghi ma 
poco profondi e sparso di finissimi peli bianchi sdraiati. Le due 



HISPIDAE 89 

spine (per ciascun lato) del margine anteriore sono fuse insieme 
alla base ; 1' anteriore, un poco più breve, è biforcata all' apice e 
rivolta obliquamente in alto e all' innanzi ; la posteriore è ap- 
pendiculata un po' al disopra della metà e diretta quasi verti- 
calmente al piano del disco. Le spine del margine laterale sono 
in numero di quattro, tre anteriori fuse insieme alla base, una 
posteriore libera ; delle tre anteriori le prime due sono molto 
più lunghe , quasi uguali fra di loro, appendiculate e rivolte 
alquanto obliquamente in alto e in avanti ; la terza è semplice, 
breve e diretta orizzontalmente e in addietro; la quarta è bre- 
vissima ed esile, lontana dalle precedenti e un po' rivolta in 
avanti. Queste spine sono piuttosto ampiamente tinte di scuro 
air apice Lo stelo in cui si fondono alla base le tre anteriori 
è largo e depresso. Gli elitri sono irregolarmente e grossolana- 
mente puntato-striati ; le spine discoidali sono robuste ; più lunghe 
nel mezzo, meno alla base e all'apice; le marginali sono più 
lunghe delle discoidali e alternanti una lunga con una brevissima. 

Monte Singalang (Sumatra occ.) Luglio 1878; un esemplare 
raccolto dal Dott. 0. Beccari. — Si-Rambé , Marzo 1891; un 
esemplare raccolto dal Dott. E. Modigliani. 

67. Hispa intactilis, n. sp. 

Ohlongcij, suhnitida, rufo-ferrugmea, milennis piceis, prothoracis 
disco medio et spinis, elytrisque nigris; pedibus flavo-ferrugineis; 
prothorace transverso^ disco crebre punclato-ruguloso et tenue allo 
piloso^ transversim bi-impresso^ spinis validis^ omnino nigris, an- 
ticis utrinque diiabus basi connexis, anteriore apice bifurcata^, po- 
steriore appendiculataj, lateralibus utrinque quatuor, duabns anticis 
longioribus-appendiculatis^ cum tertia breviore et simplici basi con- 
junctis, quarta libera brevissima; sculello rufo-ferrugineo, apice 
infuscalo; elytris crasse punctato-striatis, spinis discoidalibus validis, 
inaequalibuSj, marginalibus longioribus cum minoribus alternantibus, 
apicalibus brevibus. — Long. 5 Va ^'^M- 

H. bellulae a/fìnis sed statura majori, antennis panilo crassio- 
ribus articulo basali breviari, prothoracis disco magis crebre punc- 
tato, impressione antica minus profmida, spinis validioribus, omnino 
nigris, praecipue distincta. 



90 R. GESTRO 

Questa specie è molto affine alla beUula; perciò invece di 
ripetere i caratteri che con essa ha in comune, credo più utile 
di accennare soltanto quelli per cui ne differisce. L7/. intaeiilis 
è notevolmente più grande della beUuIa, le sue antenne sono 
un poco più robuste, coli' articolo basale alquanto più corto. Il 
protorace ha il disco tinto di nero nel mezzo, con scultura più 
densa, la depressione trasversale anteriore è molto meno mar- 
cata e le spine sono più robuste e interamente nere. 

Pangherang-Pisang, Marzo 1891, E. Modigliani. Un esemplare. 

68. Hispa Perraudierei , Baly, Ann. Soc. Ent. France, 6.*^ Sér. 
IX, 188'), p. k\)ì. 

Liangagas, collezione Dohrn. Due esemplari. Questi hanno gli 
elitri più fortemente scolpiti che quelli del tipo , con qualche 
traccia poco appariscente di macchie brune e coli' apice più am- 
piamente orlato di giallo ; ma l' ispezione dell' esemplare tipico, 
gentilmente comunicatomi dal Fleutiaux , mi mette in grado di 
riferirli senza esitare alla specie cocincinese. 

69. Hispa debilis, n. sp. 

Elongala, jlam-ferruginea, nitida, antennis fulvis, articulis duo- 
bus basalibus fuscisj, elylris, marginibus exceptis, nigris, disco lineis 
aliquis fuscis inconspicuis ìiolato; frothorace transverso, disco crebre 
punctato-ruguloso, margine antico utrinque bispinoso, spinis basi 
connexis, lateribus trispinosis, spinis duabus anticis basi connexis, 
postica breviore libera; spinis omnibus apice summo infuscato; eiytris 
crasse punctato-striatis et subclathratis, spinis nigris, marginalibus 
mediis et apicalibus exceptis; discoidalibus inaeqiialibus, margina- 
libus longioribus cum brevioribus alternantibìis, apicalibus brevibus; 
corpore subtus cum pedibus dilutiore. — Long, h mill. 

È per dimensioni e per aspetto somigliante all'//. Perraudierei, 
Baly. 

Capo e protorace di colore giallo ferrugineo , antenne fulve 
cogli articoli basali più scuri , lunghe circa tre quarti della 
lunghezza totale del corpo. Protorace più largo che lungo, a 
disco piano, trasversalmente bi-impresso e tutto punteggiato- 
ruguloso; col margine anteriore armato nel mezzo, da una jiarte 
e (hiir altra, di due spine fuse insieme alla base, dello quali 



HISPIDAE 9 1 

r anteriore è un po' più corta e rivolta obliquamente in alto e 
la posteriore è verticale al piano del disco. Lati muniti di tre 
spine, delle quali le due anteriori , quasi uguali fra di loro in 
lunghezza, sono sostenute da un breve stelo comune e la poste- 
riore, molto più corta, è libera. Tutte queste spine sono dello 
stesso colore del protorace ed hanno appena l' estremo apice 
tinto di scuro. Lo scudetto è triangolare ad apice arrotondato, 
giallo-ferrugineo, alutaceo. Gli elitri sono neri , coi margini ba- 
sale , parte media del laterale e apicale giallo-ferruginei ; inoltre 
sul disco si osservano traccie poco appariscenti di linee brune. 
Le spine discoidali sono lunghe e robuste, frammiste ad altre 
minori ; le marginali sono più lunghe e alternanti con altre più 
corte e più tenui , le apicali sono più corte. Queste spine sono 
nere, ad eccezione di quelle del margine basale, di alcune 
della parte media del margine laterale e di quelle dell' apice , 
le quali sono gialle ad apice nero. 

Si distingue facilmente dalla Perraudierei per il protorace 
tutto ruguloso senza area discoidale liscia, per le tre spine la- 
terali non fuse tutte insieme alla base e per gli altri caratteri 
enumerati nella descrizione. 

Liangagas e Soekaranda. Due esemplari della collezione Dohrn. 

Un esemplare della collezione Oberthùr, raccolto da W. Do- 
herty sul Gunong Bubu (Perak) a 1100 m., ha le antenne più 
scure che nel tipo, 

70. Hispa xanthospila. Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, ^2.^ Ser., 
X, 1890, p. 261. 

L' unico esemplare sumatrano da me osservato proviene da 
Tandjong Morawa, Serdang (Dott. B. Hagen) e appartiene al 
Museo di Leida. Esso differisce dal tipo, che fu scoperto dal Fea 
sui Monti Garin, per minore statura, per le macchie gialle discoi- 
dali degli elitri meno accennate e per le spine apicali di questi 
gialle a punta nera ; tuttavia non credo di poterlo considerare 
come una forma distinta, e neppure mi spinge a farlo la diffe- 
renza di habitat^ perchè non è questo il primo caso di specie 
del continente indiano che si ritrovano nelle isole della Sonda. 



92 R- GESTRO 

71. Hispa trifìda, Chap. Ann. Soc. Ent. Belg. XX, 1877, p. oo. 
— Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Ser. , II, 1885, p. 176. 

Alcuni esemplari raccolti a Pangherang-Pisang (1890-91) dal 
Dott. Modigliani. Di altri due di Sumatra, Hoedjoeng, della col- 
lezione Oberthiir , uno ha il protorace brunastro. Xe ho visto 
pure uno di Tandjong Morawa del Museo di Leida ed uno di 
Soekaranda della collezione Dolirn. 

Nella serie abbastanza numerosa di esemplari da me esami- 
nata, trovo che la posteriore delle tre s})ine laterali del ])rotorace 
ha sempre verso T apice una leggera incurvatura all' innanzi. 

Questa specie abita anche Malacca, Giava e Borneo. 

7!2. Hispa Beccarii, n. sp. 

Oblonga, fulvo- ferruginea, nitida, subtus curn pedibus pallldlor, 
elytris nlgris; antennis nigris apice dilutioribus, articulis duobus 
basalibus picels; prothorace transverso, crasse et crebre punctato, 
linea media longitudinali laevi subelevata, margine antico utrinque 
bispinoso, spinis basi connexis antica breviore, margine laterali tri- 
spinoso, spinis duabus anticis e ramusculo sat longo orientibus, 
postica breviore libera; elytris crebre, crasse et irregulariter punctato- 
rugosis, punctis pilo teìiui albo decumbente praedilis, spinis mar- 
ginalibus paucis , longis , margine apicali 4-spinoso, spinis longis 
decrescentibìis, suturali brevissima. — Long. 4 -/a millim. 

Capo, protorace e scudetto fulvi tendenti al ferrugineo, parti 
inferiori del corpo e piedi più chiari. Antenne lunghe un poco 
più della metà del corpo e piuttosto sottili. Protorace (lig. 4) 
un poco più largo che lungo, a disco 
quasi piano , percorso nel mezzo lon- 
gitudinalmente da una linea liscia leg- 
germente elevata e scolpito di punti 
grossi e fitti. Le spine del margine 
Protorace. anteriore sono due per parte , tuse m- 

sieme alla base in un brevissimo stelo 
e l'anteriore è molto più breve dell'altra; le laterali sono tre, 
delle quali le due anteriori, quasi uguali fra tU loro, sono soste- 
nute da uno stelo comune abbastanza lungo e la posteriore ò 
mollo i»iù breve e liln-ra. Tutte queste spine sono leggermente 




HISPIDAE 93 

scure air apice. Lo scudetto è largo, triangolare, ad apice arro- 
tondato. Gli elitri hanno le spine discoidali lunghe e robuste ; 
le marginali sono più lunghe ancora e fra 1' una e l' altra non 
vi è affatto traccia di spine minori ; le apicali sono pure lunghe, 
soltanto in numero di quattro e leggermente decrescenti ; T ul- 
tima di esse, cioè la suturale, è brevissima. 

L' Hispa Beccar u è facilmente riconoscibile per le due spine 
laterali del protorace sostenute da uno stelo piuttosto lungo, per 
la mancanza assoluta negli elitri di spine brevi marginali inter- 
mediarie alle più lunghe e per le spine apicali scarse e lunghe. 

Fu scoperta sul ]\Ionte Singalang (Sumatra occ.) nel Luglio 
1878 dal Dott. Odoardo Beccari. 

Questa specie porta un nome ben noto e caro agli studiosi 
della fauna e della flora dell'Arcipelago Malese e della Papuasia. 

73. Hispa Leonardi , Ritsema, Tijdschr. v. Ent. XIX , 1875 
p. 48. 

Questa specie raccolta a Atcin dal Sig. L. Ritsema, e di cui 
ho potuto esaminare il tipo gentilmente comunicatomi dal Museo 
di Leida, è molto bene caratterizzata dall'armatura del suo pro- 
torace (fig. o). Le due spine anteriori sono molto corte, robuste 
e fuse insieme in una base larga e 
compressa e le quattro laterali sono 
pure corte e sostenute da una espan- 
sione larga e depressa del margine la- Fig. 5. - mspa Leonardi. 
ferale. Gli elitri hanno le spine mar- 
ginali brevi e robuste e le discoidali , piuttosto che spine, sono 
tubercoli conici aguzzi. 

74. Hispa Kerimii , n. sp. 

Oblonga, lata, flam- ferruginea, subnitida, prothorace nigra, opaco, 
piceo marginato, crebre punctato-rugoso et breviter albo-piloso, viltà 
media picea laevi et linea inedia impressa longitudinali, antice 
utrinque bispinoso, spinis basi connexis, antica brevioi'i, margine 
laterali trispinoso, spinis basi conjunctis, duabus anticis inter se fere 
aequalibus, leviter incurvis, terlia multo breviari, omnibus his spinis 
flavo- ferrugineis, fusco variis; scutello nigro opaco; elylris nigris, 
subnitidis, latis, crasse striato-punctatis, spinis discoidalibus validis. 





94 R. GESTRO 

marginalibus longioribus, cum minoribus alternantibns, retrorsum 

sat incurvalis. — Imìkj. o millim. 

Capo giallo-ferrugineo , tinto di nero sul vertice , antenne di 

lunghezza quasi uguali alla metà del corpo e dello stesso colore 

del capo. Protorace (fig. 6) più largo che lungo, nero, opaco coi 
margini ))icei ; disco quasi piano, jjoco 
profondamente, ma densamente puntate- 
rugoso, con peli delicati bianchi ; munito 
nel mezzo di un' area alhmgata liscia, 

Fig. 6. - mspa Kerimii. P^^^^' ^" P^' ^^l^tata in addietro e non 
Protorace. raggiungente la base e percorsa da una 

leggera linea longitudinale ; in avanti armato, da ciascuna parte, 
di due spine fuse insieme alla base, dirette in alto e un po' in 
avanti, delle quali l'anteriore è più corta; sui lati di tre spine che 
partono da uno stelo comune largo e corto, le due prime quasi 
uguali fra di loro in lunghezza , un po' contorte e dirette oriz- 
zontalmente e un po' all' innanzi, la terza (o posteriore), molto 
più corta, dritta e rivolta alquanto in addietro. Tutte queste spine 
sono giallo-ferruginee e macchiate di bruno all' apice e alla base. 
Lo scudetto è nero , opaco. Gli elitri sono molto larghi e forte- 
mente striato-puntati ; le loro spine discoidali sono robuste e 
leggermente incurvate in addietro ; le marginali sono un poco 
più lunghe che le discoidali, anche esse incurvate in addietro 
e fra 1' una e l' altra si osserva una spina minutissima e molto 
corta ; le apicali sono molto più brevi delle altre. Il corpo infe- 
riormente ed i piedi sono giallo-ferruginei. 

Questa specie si distingue focilmente dalle altre pel corpo 
largo e per il protorace nero opaco, marginato di piceo e colla 
striscia mediana liscia, picea del disco. 

Ne ho osservato tre esemplari , dei quali due raccolti a 
Pangherang-Pisang dal Dott. Modigliani e 1' altro di Liangagas 
appartenente alla collezione Dohrn. 

L' Hispa di Surulangun citata nel « Midden-Sumatra » (pag. 
181) sotto il nome di ramuUgna, Chap., non ha nulla a fare 
con questa specie, appartenendo a tutt' altra divisione, ed è cer- 
tamente uguale all'//. Kerimii. 



HISPIDAE 95 

Ho il piacere di assegnare a questa bella ITispa il nome di 
Abdul Kerim , che fu di prezioso aiuto al Modigliani nelle sue 
ricerche zoologiche. 

7o. Hispa trapa, n. sp. 

Oblongcij, ferruginea, nitida, antennis basi obscurioribus, elytris 
nigris limbo basali ferrugineo maculaque apicali picea; prothorace 
transversa, disco irregulariter punclulato, ante basini transverse 
profunde impresso, spinis longis, apice infuscatis, anticis utrinque 
duabus basi connexis, lateralibus tribus basi connexis, quarum 
postica longiore; scutello triangulari, apice lato, rotundato, laevi, 
medio foveolato; elytris irregulariter crasse punctatis, ad sutwam 
punctato-striatis; spinis disco idalibus, praecipue mediis, longis, mar- 
ginalibus longioribus cum brevioribus alternantibus, apicalibus bre- 
vioribus decrescent ibus, cmn minoribus quoque alternantibus. — 
Long. 5 millim. 

Di colore ferrugineo, colle antenne un poco più scure alla 
base. Protorace più largo che lungo, coi lati, dietro l'inserzione 
delle spine laterali, paralleli ; disco piano, con una depressione 
trasversale profonda dinanzi alla base e con punteggia,tura fine 
e irregolarmente distribuita; spine lunghe, scure all'apice, le 
anteriori due per parte unite alla base , delle quali 1' anteriore 
un po' più corta ; le laterali in numero di tre partono da una 
base comune, la quale però emette un breve ramo per sostenere 
le due anteriori ; di queste due la prima è di poco più breve 
che la seconda ; la posteriore è più lunga delle altre due ; in 
uno dei due esemplari da me esaminati, questa spina dal lato 
destro ha l'apice leggermente incurvato in avanti, mentre quella 
del sinistro è dritta ; nell' altro esemplare sono affatto dritte 
simmetricamente. Lo scudetto è triangolare, coli' apice largamente 
arrotondato ed ha nel mezzo una fossetta ben marcata. Gli elitri 
sono neri, ma alla base presentano un orlo ferrugineo, che si 
prolunga anche un poco dietro lo scudetto lungo la sutura ; 
inoltre sull' apice hanno una macchia larga picea poco evidente, 
ma esistente nei due esemplari ; i punti di cui sono scolpiti si 
dispongono in serie regolare soltanto lungo la sutura; le spine 
discoidali sono lunghe, specialmente quelle del mezzo e della 



9G R. GESTRO 

serie più vicina alla sutura : quelle del margine laterale sono 
più lunghe delle discoidali e alternano con altre spine corte un 
po' più della metà ; le apicali sono corte e vanno decrescendo 
dall'esterno all'interno, alternando anche esse con spine minori. 
Il corpo inferiormente è ferrugineo e i piedi sono leggermente 
più chiari. 

Ajer Mantcior (Sumatra occ.) Agosto 1878. 0. Beccari. — 
Tangiong Morawa, Serdang (N. 0. Sumatra) Dott. B. Hagen. 
Museo di Leida. 

76. Hispa Modiglianii, n. sp. 

Oblonga, rufa, sub nitida, antenìiis nigris, apice diluiioribus, 
a^Hicido basali piceo, elytris nigris; protìtorace transverso, disco 
albo pilosulo, crebre et sat crasse punctalo-ragoso, linea media ab- 
breviata laevi sulcata, margine antico utrinque bispinoso spinis basi 
connexis, margine laterali 3 -spinoso spinis basi connexis, postica 
breviore; omnibus his spinis brevibus validis, apice nigris; elytris 
punctato-striatis et subcostatis, spinis marginalibus longis cum bre- 
vioribus alter nantibus, apicalibus brevissimis numerosis. — Long. 
G '/^ millim. 

Tinta generale rossastra , meno gli elitri che sono neri e le 
antenne nere, col primo articolo piceo e gli ultimi brunastri. 
Il protorace è trasverso, col disco quasi opaco, densamente pun- 
tato-rugoso dapertutto, eccetto che sopra una linea mediana lon- 
gitudinale liscia e solcata che non raggiunge nò 1' apice né la 
base ; le due impressioni trasversali esistono, ma 1' anteriore è 
poco marcata. Le spine sono corte e piuttosto robuste, tinte di 
nero all' apice ; quelle del margine anteriore sono due per parte 
fuse insieme alla base e l'anteriore è di poco più breve dell'altra; 
quelle del margine laterale sono tre riunite insieme alla l)ase 
in un largo e brevissimo stelo , le due anteriori più lunghe e 
quasi uguali fra di loro, la terza più breve delle precedenti circa 
della metà. Gli elitri sono striato-puntati abbastanza regolarmente 
e alcuni degli intervalli, specialmente il !2.°, il 4.° e il C.°, sono 
alquanto elevati a guisa di coste. Le spine discoidali sono abba- 
stanza lungiie specialmente nel mezzo ; le marginali più lunghe 
delle discoidali, sono poco numerose, j)ercht> fra Luna e l'altra* 



HISl'IDAK 97 

si trovano due o tre spine minori ; le apicali sono numerose, 
tutte corte e poco aguzze, dimodoché somigliano piuttosto ad una 
serie di piccoli denti anziché a spine. 

Paragonando gli esemplari di questa specie con quelli del 
Museo di Bruxelles determinati dal Chapuis come spinosa, Web.. 
risultano le seguenti importanti ditìerenze. Nella ModigUanii le 
spine del protorace sono più corte ; le laterali sono tre invece 
di quattro e fuse in un peduncolo molto più breve ; la depres- 
sione trasversa anteriore del disco è poco marcata ; le spine late- 
rali lunghe degli elitri sono meno numerose e quelle del margine 
apicale sono anche più corte e non alternano con altre spinule 
esili. 

L' esemplare tipico fu raccolto dal Dott. Modigliani a Pan- 
gherang-Pisang nel 1891 ; gli altri da me esaminati variano per 
la lunghezza delle spine toraciche, ma non si possono specifica- 
mente separare. Essi furono riportati dai seguenti luoghi: Padang, 
1890, E. Modigliani; Monte Singalang (Sumatra occ.) Luglio 
1878, Dott. 0. Beccari. — Soekaranda e Liangagas, Gennaio 
1894, collez. Dohrn. — Tangiong Morawa , Serdang, Dott. B. 
Hagen, Museo di Leida. — Marang (Sumatra S. 0.) 1890, e 
Liwa (Sumatra S. 0.) alt. 900-1400 m. Vm , Agosto 1890, W. 
Doherty, collez. Oberthùr. — Bawolovalani (Isola Nias), Maggio 
1886, Dott. E. Modigliani. — Perak (Malacca) W. Doherty, 
collezione Oberthiir. Gli esemplari di Malacca hanno le spine del 
protorace più lunghe di quelle del tipo. 

77. Hispa Oberthlirii, n. sp. 

Oblonga, r ufo-fulva, nitida; subtus dilutior, antennis elylrisque, 
basi excepta, nigris; protliorace transverso, disco plano, transversim 
bisulcato, crebre et tenue punclato, lineis tribus longitudinalibus 
brevibus subelevatis, margine antico utrinque bispinoso, spinis basi 
conjunctis, antica breviore, margine laterali trispinoso, spinis duabus 
anticis longioribus, basi connexis, fere aequalibus, tertia brevissima; 
omnibus his spinis apice nigris; scutello opaco, alutaceo; elytris 
crasse irregulariter punctato-striatis et subclathratis, spinis discoida- 
libus et marginalibus longis, his cum brevissimis alter nantibus, api- 
calibus brevibus. — Long, o millim. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie "2.', Voi. XVIII (18 Giugno 1897) 7 



98 K. GKSTRO 

Il capo, il protorace e la base degli elitri per un quarto o per 
un terzo della loro lunghezza, sono di un rosso fulvo. Le antenne 
sono nere, ma in qualche esemplare più chiare e tendenti al 
ferrugineo. Il protorace è molto largo e corto , col disco piano 
percorso da due solchi trasversali ben marcati e con tre lineette 
brevi longitudinali mediane leggermente elevate (') ; la sua 
superficie è densamente scolpita di piccoli punti. Il margine an- 
teriore è armato da una parte e dall' altra di due spine abba- 
stanza lunghe fuse insieme alla base , delle quali V anteriore è 
più corta; le spine del margine laterale sono in numero di tre: 
due anteriori quasi uguali fra di loro e uguali in lunghezza circa 
ai due terzi del protorace (misurato nella sua massima larghezza), 
e una posteriore molto più corta poco discosta dalle precedenti 
e libera, oppure, in qualche esemplare tanto avvicinata alle altre, 
da apparire quasi sostenuta dallo stesso stelo comune. Le spine 
del protorace sono , più o meno ampiamente , tinte di nero al- 
l' apice. Gli elitri hanno le spine della base corte, dello stesso 
colore della parte su cui sono impiantate e appena coli' estrema 
punta scura ; le omerali sono nere colla base fulva, le altre tutte 
nere ; quelle del mezzo del disco sono molto lunghe, tanto come 
le marginali, ma vanno raccorciandosi verso 1' apice ; le marginali 
decrescono gradatamente dalla base in addietro alternando con 
spine brevissime e le apicali sono molto corte. 

Ajer Mantcior e Sungei Bulu (Sumatra occ.) Agosto 1878, 
0. Beccari. — Tandjong Morawa, Serdang, Dott. B. Hagen, 
Museo di Leida. — Soekaranda e Liangagas, collez. Dohrn e del 
Museo Civico di Genova. — Marang (S. 0. Sumatra) e Perak 
(Malacca) W. Doherty , collez. Oberthùr. 

78. Hispa leptacantha , n. sp. 

Oblonga, ferruginea, siibnitida, suhtus paUidior, anfenuis nigris 
apice dilulioribus, elytris, limbo angusto basali exceplo, nigris; pro- 
thorace transverso, disco crebre punctato-rugidoso, transverse bi-im- 
presso, margine antico utrinque bispinoso, spinis basi conjunctis. 



(I) La presenza di queste tre lineette discoidali elevate, si verifica pure neU'fl^. 
Manterti. la qual(> è pero molto diversa dalla specie presente. 



HISPIDAE ' 99 

lateribiis trispinosis, spinis duahus anlicis longioribm bast connexis, 
postica brevi libera; oììinibus his spinis gracilibus, apice infuscatis; 
elytris punctato-striatis, spinis discoidalibus^ basalibus exceptis, et 
margiìialibus valde elongatis, apicalibus brevioribus decrescentibus, 
his et marginalibus cum brevioribus alternantihus. — Long. 3 72 
miUiin. 

È di colore ferrugineo, cogli elitri neri, eccettuato uno stretto 
lembo basale. Le antenne sono nere coli' apice più chiaro. Il 
protorace è molto più largo che lungo, coi lati, dietro l' inser- 
zione delle spine laterali, paralleli e leggermente sinuosi ; il disco 
è fittamente puntato-ruguloso, con due impressioni trasversali e 
lo spazio intermedio alle medesime alquanto elevato ; le spine 
sono piuttosto lunghe e poco robuste , tinte di nero all' apice ; 
quelle del margine anteriore sono due per parte fuse insieme- 
alla base , V anteriore più corta dell' altra ; quelle del margine 
laterale sono tre , le due anteriori riunite insieme alla base e 
quasi uguali fra di loro in lunghezza , la posteriore molto più 
breve e libera. Gli elitri sono grossolanamente e poco regolar- 
mente scolpiti di punti quasi quadrati , disposti in serie longi- 
tudinali ; le spine discoidali , fatta eccezione dalle basali , sono 
molto lunghe, non escluse quelle che si inseriscono sul limite 
della parte apicale declive ; le marginali sono anche un po' più 
lunghe delle discoidali, incurvate in addietro e qualche volta un 
po' sinuose e alternanti con altre più corte ; le apicali sono assai 
più brevi, decrescenti e anche esse alternanti con altre più corte 
e più esili. L'ultima spina, situata nel secondo interstizio (a par- 
tire dalla sutura) e sulla porzione declive terminale dell' elitro, 
è molto lunga e diretta obliquamente in addietro. 

Questa specie deve porsi in vicinanza della Oberthitrii, dalla 
quale però si distingue per il protorace senza le tre lineette 
elevate e per la lunga spina apicale degli elitri ; dalla Modiglianii, 
cui pure è affme, differisce pel protorace senza linea liscia me- 
diana, per le sue spine più lunghe e più gracili, per quelle 
discoidali e laterali degli elitri più limghe e per le apicali pure 
più lunghe e non a guisa di denticeli. 

Alcuni esemplari di questa specie furono raccolti in Sumatra, 



100 K. GESTRO 

nella foresta di Si-Rambé (1890-1)1) dal Dott. Modigliani. Un 
esemplare, preso pure dal Modigliani, a Pangherang-Pisang , 
ha la tinta fondamentale più tendente al rossiccio e estesa per 
un maggior tratto sulla base degli elitri. Un altro dell' isola Nias 
(Lelemboli, Agosto 1886, viaggio Modigliani) è un po' più piccolo, 
ha la porzione tiasale degli elitri ferruginea e le antenne inte- 
ramente di questo colore. 

Riferisco anche a questa s|)ecie un esemplare del Gunong Bubu 
(Perak) raccolto da W. Doherty e appartenente alla collezione 
Oberthùr, il quale però differisce alquanto dal tipo per la statura 
un poco maggiore, per gli elitri interamente neri e per le spine 
anteriori e le due laterali più lunghe del protorace quasi del 
tutto nere. 

79. Hispa vulgaris, n. sp. 

Oblonga, rufa, suhnitida, subtus cum pedibus pallidior, antennis 
eiyirisque nigris; prothorace tramverso, disco irregulai'iter punclato, 
lineis tribus longitudinalibus abbreviatis obsolete elevatis, spinis sat 
longis, dimidio apicali mfuscatis; margine antico utrinque bispt- 
nosOy spinis basi conjunctis antica breviore^ lateribus trispinosis, 
spinis basi connexis postica hreviore, interdum libera; elytris crasse 
pimctato-strintis, spinis discoidalibus longis validis^ margmalibus 
longioribus cimi brevioribus alternantibus, apicalibus brevissimis, 
haud numerosis. — Long. 5 ^/g millim. 

È di tinta rossastra, che può variare passando più o meno al 
ferrugineo, colle antenne e gli elitri neri. Il pro to race è molto 
più largo che lungo; il suo disco presenta nel mezzo tre lineette 
corte poco elevate; la punteggiatura è più fine nello spazio 
fra queste linee, più grossa nella depressione basale ; le spine 
anteriori, duo per parte, sono fuse insieme alla base e l'anteriore 
è più corta dell' altra , le laterali sono tre, due più lunghe ed 
una molto più breve, unite tutte insieme alla l)ase, oppure in 
qualche caso soltanto le due anteriori ; la terza allora rimane 
libera, però avvicinata molto alle precedenti. Tutte le spine , 
meno la posteriore delle laterali , hanno per lo più tinta di 
scuro la metà apicale. Gli elitri sono armati di spine discoidali 
robuste e lunghe, eccetto quelle della parte basale; le marginali 



HISPIDAE 101 

pure lunghe, alternano con altre brevi, le apicali sono brevissime, 
a guisa di piccoli denti e poco numerose. 

Questa specie è, fra le Ilispa della collezione Modigliani, quella 
che è rappresentata dal maggior numero di esemplari , i quali 
presentano molte differenze individuali ; tuttavia è sempre pos- 
sibile separarli da quelli delle //. Modiglianii e leptacantha, con 
cui la presente ha molta affiinità. Infatti la vulgaris non ha la 
linea liscia mediana sul protorace come la Modiglianii, e invece 
presenta tre lineette elevate ; inoltre le spine corte apicali dei 
suoi elitri sono meno numerose : dalla leptacantha differisce pure 
per la scultura del protorace , per le spine degli elitri meno 
lunghe e sopratutto per quelle apicali molto più brevi. 

I numerosi esemplari da me esaminati furono tutti presi nella 
Foresta di Si-Rambé dal Dicembre 1890 al Marzo 1891. 

80. Hispa nemoralis, n. sp. 

Oblonga, rufo-ferruginea, nitida, antennarum basi fusca, elytris 
nigris; prothorace tfrmsverso, disco crebre punctato-ruguloso, tenue 
albo piloso, spiìiis brevibus, validis, apice summo nigris, anticis 
utrinque duabus basi connexis, lateralibus tribus e basi lata orien- 
tibus, fere horizontalibus et leviter incurvis, postica paulo breviore; 
elytris crasse et irregulariter punctato-striatis, spinis discoidalibus 
et marginalibus validis, his cum brevissimis alternantibus, apica- 
libiis brevibus cum minoribus quoque alternantibus. — Long. 4 Y^ 
millim. 

D' un rosso ferrugineo , cogli elitri neri. Le antenne hanno 
generalmente i primi quattro o cinque articoli più scuri dei se- 
guenti e il primo è qualche volta macchiato di rossastro. Capo 
punteggiato. Protorace più largo che 
lungo, coi lati, dietro l' inserzione delle 
spine laterali , piuttosto fortemente si- 
nuosi ; disco fittamente punteggiato- 
ruguloso ; spine corte , robuste , colla 

. . Fig. 7. - Hispa nemoralis. 

punta tmta di nero ; le anteriori . m Protorace. 

numero di due per parte , sono unite 

insieme alla base e la prima è un po' più corta della poste- 
riore ; le laterali sono tre, impiantate sopra una base comune 




102 R. (tESTRO 

corta e larga, le prime due quasi uguali fra di loro in lunghezza, 
la posteriore di poco più corta delle altre ; tutte e tre presen- 
tano leggere incurvature e si trovano in un piano quasi orizzon- 
tale. Gli elitri sono irregolarmente e grossolanamente puntate- 
striati ; le spine discoidali sono robuste, impiantate sopra una 
base conica piuttosto marcata, e abljastanza lunghe, tolte quelle 
della base e dell' apice ; le marginali sono un poco più lunghe 
delle discoidali, anche esse robuste e alternanti con altre spine 
estremamente minute ; le apicali sono corte ma pure robuste e 
alquanto disuguali. Il corpo inferiormente è rosso-ferrugineo, coi 
piedi un poco più chiari. 

Questa specie è ben distinta per le spine dei lati del protorace 
corte, leggermente incurve e orizzontalmente dirette. 

Alcuni esemplari furono trovati dal Dott. Modigliani a Pan- 
gherang-Pisang e nella foresta di Si-Rambé nel 1891. — Solok, 
un esemplare, Museo di Leida. 

81. Hispa trìbulus, n. sp. 

Oblonga, ferruginea, subnilida, antermarum basi nigro-picea\ 
elytris, limbo cmgusto basali excepto, tiigris; prolhorace transverso 
disco transverse biimpresso, inaequaliter pimctato ruguloso, linea 
media longitudinali, sublaevi, sulcata, spinis anticis utrinque duabus 
basi connexis antica breviore, spinis lateralibus tribus basi conjunctis, 
postica breviore; elytris latis, irregulariter punctato-striatis, spinis 
validis armatis, marginalibus discoidalibus longioribus et cum mi- 
noribus alternantibus, apicalibus brevibus. — Long, b V3 vnillim. 

H. nemorali valde affinis, sed prothorace aliter sculpto, spÌ7ns 
lateralibus longioribus quartini postica breviore, elytris latioribus 
caeterisque differ t. 

È di colore ferrugineo colle antenne nero-picee alla base e gli 
elitri neri tolto uno stretto orlo basalo. Si distingue dalla ncmo- 
ralis, cui è molto affine , per la scultura del protorace , che è 
meno fìtta e meno regolare, per le due depressioni trasverse del 
disco ben marcate, mentre nella we;/?om/« l'anleriore quasi non 
esiste, e per la presenza di una linea mediana longitudinale liscia 
e leggermente solcata ; le spine sono un poco più lunghe e delle 
tre laterali la posteriore è meno lunga che la corrispondente 



If ISPIDA?: 103 

della nemoralis. Gli elitri sono più larghi ; fra le spine lunghe 
marginali vi sono altre spine minori, ma non tanto piccole come 
nella nemoralis; inoltre queste spine minori invece di essere iso- 
late sono per lo più accompagnate da una o due spinule minute. 

Due esemplari di questa specie da me osservati provengono 
ambedue da Pangherang-Pisang (viaggio Modigliani). In uno di 
essi la tinta ferruginea basale si continua lungo il margine la- 
terale formando ad esso un sottile orlo poco appariscente. 

8:2. Hispa torva, n. sp. 

Oblonya, flavo- ferruginea, subnitida, antennis basi fuscis, elytris, 
basi marginibusque laterali et apicali exceptis, ìiigris; prothorace 
transverso, disco irregulariter punctato, spatio medio elevato sub- 
arcuato, spinis anticis utrinque duabus basi conjunctis antica bre- 
viore, lateribus trispinosis, spinis basi connexis, anticis longioribus 
postica multo breviore, omnibus his spinis haud validis, apice 
summo infuscatis; scutello flavo-ferrugineo, apice fusco- fasciato; 
elytris crasse et irregulariter punctato-striatis, spinis discoidalibus 
validis maequalibus, marginalibus longioribus cum brevioribus alter- 
nantibus, apicalibus brevissimis. — Long. 4 V3 milUm. 

Capo e protorace di un giallo ferrugineo , antenne coi primi 
tre articoli bruni , piceo-rossastri ; protorace più largo che 
lungo, coi lati, dietro l' inserzione delle spine laterali, paralleli 
e leggermente sinuosi; disco con punteggiatura ineguale, depresso 
trasversalmente dinanzi alla base e con uno spazio mediano ele- 
vato quasi a forma di arco aperto in avanti. Le spine sono 
abbastanza lunghe, poco robuste e appena tinte di scuro all' e- 
stremo apice ; quelle del margine anteriore sono due per parte, 
unite insieme alla base , e quella davanti è notevolmente più 
corta della posteriore ; le laterali sono tre, pure riunite alla base, 
delle quali le due anteriori sono lunghe e quasi uguali fra di 
loro in lunghezza e la posteriore è molto più corta. In un esem- 
plare questa spina è un pochino discosta dalle due precedenti, 
in un altro è più ravvicinata ad essa ; ma la differenza è insi- 
gnificante. Lo scudetto è giallo ferrugineo con una fascia stretta, 
angolare, scura all'apice. Gli elitri sono neri, ma la base, l'apice 
e la parte mediana del margine laterale hanno un orlo ferru- 



104 R. GESTRO 

gineo. Le spine discoidali sono abbastanza lunghe e robuste e 
frammiste ad altre più corte e i^iù delicate ; le marginali sono 
più lunghe delle discoidali e alternano con spine minori ; le 
apicali sono brevissime e di coloro ferrugineo come la porzione 
di margine su cui sono inserite. Il corpo inferiormente ò di co- 
lore ferrugineo e i piedi sono più pallidi. 

Nelle spine del protorace questa specie ha una certa rassomi- 
glianza colla leptacantha, ma nel resto differisce molto da essa. 

Ne ho esaminato due esemplari raccolti dal Dott. Modigliani 
a Pangherang-Pisang nel 1891. 

83. Hispa Manterii, n. sp. 

Oblonga, rufo- ferruginea, mbnitida, antennis piceis, articulo 
basali dUuliore, elytris nigris; prothorace transverso, opaco, disco 
plano, obsolete punctato et breviter albo-pilosulo , lineis tribus lon- 
gitudinalibus subelevatis, antice utrinque bispinoso, spina antica 
profunde bifurcata, margine laterali quadrispinoso, spinis tribus 
anterioribus basi connexis, tertia breviore, quarta libera minutissima, 
inter duni obsoleta; omnibus his spinis apice ?iigris; elytris crasse 
punctato-slriatis, spinis discoidalibus inaequalibus , ìtiarginalibus 
longioinbus cum mi?ioribus alternantibits, apicalibus breuissimis. — 
Long. 4 72" -^ millim. 

Appartiene al gruppo di Chapuis : II. Pronoti margine antico 
spinulato. — B. Pronoto distincte, interdum parcius piloso. — 
C^. Spinulis pronoti simplicibus. 

Capo rosso-ferrugineo ; antenne un poco più lunghe della metà 
del corpo , nero-picee , o picee , col primo articolo un po' più 
chiaro degli altri. Protorace del colore del ca})0, più largo che 
lungo; il disco è quasi piano, con punteggiatura superficiale e 
con peli fini e brevissimi ; nel mezzo ha una linea longitudinale 
liscia, leggermente elevata e da un lato e dall' altro di questa 
e circa a metà fra essa e il margine laterale, si osserva un' altra 
linea elevata alquanto obliqua ; in questo modo il disco appare 
provvisto di tre coste longitudinali (una mediana e due laterali 
oblique) , le quali , sono poco sporgenti e poco appariscenti , 
ma esistono in tutti gli esemplari. Vi è pure sul disco una 
depressione trasversa l)asale l)en marcata. Le spine anteriori sono 



HISPIDAE 103 

(lue per ciascun lato saldate insieme alla base ; la posteriore è 
rivolta in alto quasi verticalmente al 



piano del disco, l'anteriore, un poco più > Vvj m 

corta, diverge molto dall' altra e si di- '*^-<5::X ) V /^ 



rige in avanti presentando una pro- —s ^ 

fonda biforcatura. Le spine laterali sono ^^^^^ -^ 

j. ,, 1,1 1.1 Fig. 8. - Hispa Manter-il 

m numero di quattro , delle quali le protorace, 

tre prime unite insieme alla base, e di 

queste le due anteriori (sostenute da un prolungamento dello 
stelo comune) sono più lunghe, uguali fra di loro e dirette 
leggermente in alto e in avanti e la posteriore è molto più corta 
e rivolta lateralmente. La quarta infine è situata in addietro, 
libera , ma piccolissima e alle volte appena visibile ; in alcuni 
esemplari esiste da un lato e manca dall' altro. Le spine hanno 
la stessa tinta del disco , ma il loro apice è nero. Lo scudetto 
è rosso ferrugineo, un po' infossato all'apice. Gli elitri sono neri; 
le loro spine discoidali sono più lunghe nel mezzo del disco che al- 
trove; le marginali sono più lunghe delle discoidali e alternanti con 
spine brevissime ; le a])icali sono tutte molto corte. Il corpo infe- 
riormente è rosso-ferrugineo e i piedi sono di tinta più sbiadita. 

Padang e Benculen , E. Modigliani ; alcuni esemplari. Altri 
due di Pangherang-Pisang e di Siboga presentano gli elitri sot- 
tilmente orlati di bruno, ma corrispondono pel resto al tipo. 

Nel Museo di Leida è rappresentata da esemplari provenienti 
da Tandjong Morawa, da Surulangun e dal Distretto di Rawas. 
Nella collezione Oberthùr ne esistono due raccolti da W. Doherty 
a Marang (S. 0. Sumatra) e a Perak (Malacca). L' ultimo di 
questi ha la quarta spina laterale del protorace bene sviluppata 
e l'orlo bruno marginale degli elitri più marcato che negli altri 
esemplari. Ne ho pure osservato due di Liangagas, della col- 
lezione Dohrn. 

Ho dedicato questa specie, in attestato d' amicizia, al giovane 
e zelante entomologo sig. Giacomo Mantero. 

84. Hispa ferox, n. sp. 

Oblonga, r ufo-ferruginea, suhìiitida, antennis basi panilo infu- 
scalis, elijlris nigris, prothorace transverso, opaco, disco subplano 



106 R. GESTRO 

punctata, ante basin transverse sulcalo, linea media longitudinali 
laeoi subelevata, anlice ulrinque bispinoso, spina antica apice bifur- 
cata, margine laterali quadrispinoso, spinis tribus anterioribus inter 
se fere aequalibus, basi connexis, quarta libera breviore; om?iibus 
his spinis apice nigris; elytris crasse punctato-slriatis, spinis discoi- 
dalibus longis validis, marginalibus longioribus cum minoribus 
allernanlibus, apicalibus brevioribus. — Long. 4 Vg nnllim. 

H. Manterii, proxima, sed prolhoracis sculplura et spinis late- 
ralibus omnino diversis, elytris panilo angustiorihus spiiiis apica- 
libus longioribus, coeterisque discrepans. 

In una prima separazione superficiale delle specie, questa Hispa 
era stata messa assieme alla precedente, ma riesaminandola in 
seguito con maggiore attenzione, ho trovato che si trattava di due 
specie distinte. Infatti V H. ferox, per quanto affine alla Manterii, 
non può confondersi con essa, come dimostrerò esponendone i 
caratteri differenziali. 

L'H. ferox ha il corpo alquanto più stretto. La colorazione è 
uguale a (juella della Manterii, però le antenne sono di un giallo 
ferrugineo, un po' più scure alla base. Il protorace non ha sul 
disco che una linea mediana longitudinale poco marcata ; le sue 
spine anteriori non presentano differenze apprezzabili, ma le la- 
terali sono affatto diverse ; infatti le prime tre sono quasi del 
tutto uguali in lunghezza fra di loro, mentre nella Manterii la 
terza è molto più corta delle due precedenti ; inoltre in questa 
lo stelo comune si prolunga in modo da formare quasi un so- 
stegno speciale per le due prime, ciò che non accade nella ferox, 
dove uno stelo jnù corto e più largo abbraccia meglio la l)ase 
di tutte e tre le spine ; la quarta nella ferox è assai più svilup- 
pata che nella Manterii, nella quale questa spina è appena visi- 
bile. Le spine marginali degli elitri sono qui un poco più lunghe 
che nella specie precedente e anche alquanto meno incurvate ; 
le apicali i)OÌ si distinguono per essere piuttosto lunghe, mentre 
in tutti gli esemplari della Manterii da me esaminati esse sono 
brevissime. 

Pangherang-Pisang, Marzo LS'Jl, E. Modigliani. Un esemj)lare. 

85. Hispa horrifica, n. sp. 



HISPIDAE 107 

Oblonga, fulvo -<Mstanea, nitida, suhtus, cum pedibus, ferruginea; 
prothoì-ace transversOj, disco crebre punctato, linea media lo7igiiudi- 
nali laevi, canaiiculata, margine antico utrinque bispinoso, spinis 
basi conjiinctis av.tica breviore bifida, lateribus trispinosis, spinis 
duabus anticis longioribus e ramusculo unico orientibus, antrorsum 
oblique directis, postica breviore libera; elytris punctato-striatis, in- 
lerstitis subelevatis, spinis discoidalibus apice infuscatis, marginalibus 
et apicalibus cum brevioribus allernantibus. — Long. 4 V2 '^nillim. 

È una delle poche specie che hanno, come la pungens. Boh., 
la platyprioides. Gestro, la Manlerii, Gestro e la ferox, Gestro, 
le spine anteriori del protorace trifide. 

È di un colore fulvo tendente al castagno. Le antenne sono 
più chiare. Il protorace è ])iù largo che lungo, coi lati sinuosi 
dietro l' inserzione delle spine laterali ; disco scolpito di punti 
larghi poco profondi e fitti e percorso nel mezzo da una linea 
longitudinale liscia canaiiculata ; le spine anteriori sono due per 
parte , unite insieme alla base , la posteriore perpendicolare al 
piano del disco e più lunga dell' anteriore, che è rivolta obbli- 
quamente in avanti e profondamente bifida. Le spine laterali 
sono tre, delle quali le due anteriori, più lunghe, sono sostenute 
da uno stelo comune e rivolte obliquamente in avanti e la po- 
steriore è molto più corta, libera e rivolta in addietro. Gli elitri 
sono puntate-striati e alcuni degli interstizii, specialmente quelli 
più vicini alla sutura, sono leggermente elevati. Le spine discoi- 
dali sono scure all'apice ed, eccettuate quelle della base, sono 
abbastanza lunghe. Quelle del margine laterale sono più lunghe 
delle discoidali, piuttosto numerose ed alternano con spine esilis- 
sime ; le apicali sono meno lunghe delle laterali e anche esse 
alternanti con spine minori. 

Questa specie differisce dalla Manlerii, cui s' avvicina , princi- 
palmente pel colore, per le antenne più corte e più robuste, per 
le due spine anteriori dei lati del protorace dirette più in avanti 
e per quelle dell' apice degli elitri più lunghe. 

L' unico esemplare sul quale è fondata la mia descrizione 
appartiene alla raccolta del Dott. Dohrn e fu preso a Soekaranda 
nel Gennaio 1894. 



108 R. GESTRO 

8(;. Hispa longìcuspis, n. sp. 

Elongata, rufo-ferrugiitea^ subnitida, anlennis nigris, elytris basi 
excepla nigro-cyaneis; prothorace transverso, margine antico utrimjue 
bispinoso, spinis longis basi connexis, lateribus Irispinosis spinis 
basi connexis, duabus antei'ioribus longis, postica multo breviore, 
spinis omnibus tenue appendiculatis, basi excepta, nigris, laterali 
postica tantum flavo- ferruginea, summo apice nigro; elytris crasse 
punctato-striatis, spinis discoidalibus longis inaequalibus, margina- 
libus longioribus cìim brevioribas alternantibus, apicalibns brevissi- 
mis; corpore subtiis cum pedibus dilutiore. — Long. 7 ^/g millin. 
Questa bellissima specie, che è una delle più grandi, fa parte 
del grappo II, B^, D di Ohapuis (^) insieme alle //. cladophora, 
Guér. e //. bipartita, Guér. 

È di forma allungata e di un colore rossastro-ferrugineo, coi 
tre quarti posteriori (talvolta anche più dei tre quarti) d' un 
nero tendente al violaceo. Il capo è un poco più chiaro, liscio ; 
le antenne sono nere. Il protorace è molto più largo che lungo, 
con due depressioni trasversali, leggermente e confusamente 
punteggiate, separate da una sporgenza liscia, alquanto inarcata; 
il margine anteriore è armato nel mezzo , da una parte e 
dall'altra, di due spine unite insieme alla base, delle quali la 
posteriore è molto lunga e quasi verticale al disco e l'anteriore 
un po' meno lunga e diretta obliquamente in avanti. Le due 

coppie di spine sono inserite molto 
vicino luna all'altra. Ciascun lato 
del protorace porta tre spine fuse 
in uno stelo comune , che si al- 
lunga per sostenere le due ante- 

Fig. 9. - Hispa longìcuspis . . ^ , ^ . 

Protorace. ^'^ori , mentre la posteriore e mse- 

rita alla base di esso. Di queste 

tre spine le due anteriori sono molto lunghe (la prima dritta 

e l'altra leggermente incurvata), la posteriore invece è molto 

più corta e rivolta in addietro. Tutto le spine del protorace 



fi n. Pronott margine antico spiniilato. - 15'. Pronoto glabro. - D. ^plnulif 
pronoti appendiculatis vel setiferis. 




HISPIDAE 109 

sono munite di appendici molto piccole e sono nere eccettuata 
la loro base ; soltanto la posteriore delle laterali è priva d' ap- 
pendici e ha di nero appena V estremo apice. Lo scudetto è 
triangolare, ad apice arrotondato e leggermente scuro. Gli elitri 
sono fortemente puntato-striati, coi punti larghi, quasi quadrati, 
separati da pieghe trasversali ; le loro spine sono del tutto nere, 
eccettuate quelle della parte basale rossastra che hanno la base 
della stessa tinta e quelle corte che guerniscono il margine 
basale, che hanno soltanto la punta nera. Le spine discoidali 
sono disposte in tre serie , la prima formata di spine minute , 
le altre due di spine molto lunghe specialmente nel mezzo ; le 
marginali sono anche più lunghe delle discoidali, ma le più 
lunghe sono poche e fra 1' una e 1' altra per lo più se ne tro- 
vano tre molto più corte e sottili. Le spine apicali sono molto 
corte, ma piuttosto robuste. 

Questa specie , dal corpo piuttosto allungato , è vicina alla 
cladophora, Guèv.; da, essa, però si rico- 
nosce con molta facilità sopratutto per- ^ ^J \i/^ /^ 
che le spine del suo protorace sono più ^^"C^ w/ J'<:y^ 
lunghe, con appendici molto meno svi- ^v f^ 
luppate e quelle del margine anteriore 
sono più vicine fra di loro. Ciò, del resto, /'"'^- V^' : ^^^^"' '^f ^'5- 

^ ' ' phora Guer. — Protorace. 

risulterà chiaramente dal confronto delle 

due figure. Inoltre nella longicnspis la statura è maggiore e le 
spine marginali degli elitri sono più lunghe e alternanti con 
altre assai più corte. 

Alcuni esemplari di questa specie scoperta dal Dott. Modigliani, 
furono raccolti a Pangherang-Pisang , altri nella foresta di Si- 
Rambé. Oltre a questi ebbi campo di osservarne due della col- 
lezione Oberthùr, dei quali uno pure di Sumatra (Hoedjoeng) e 
r altro di Perak (Malacca) W. Doherty. 

87. Hispa bipartita, Guér. Yoy. Coquil. Zool. 1830, II, p. 141. 
— Ritsema, Midden-Sumatra, lY, 1887, p. 180. 

Soekaranda e Liangagas, collezione Dohrn e del Museo Ci- 
vico di Genova. — I.ebong, Maggio 1878, Sumatra Exp. ; Tan- 
djong-Morawa, Serdang, Dott. B. Hagen, Museo di Leida. — 



110 R. GESTRO 

Sumatra S. 0. Liwa, 900-1400 m. W. Doherty 1890. — Malacca, 
Perak, W. Doherty, collez. OLerthur. — Giava, Museo Civico di 
Genova. 

Pochi degli esemplari h;inno il terzo della base degli ehtri 
rosso ; nella maggior parte al 
\ li II i\r il tinta rossa si limita ad un tratto 

' //^,^ più breve e in qualcuno ad uno 
f< stretto lembo basale ; ma queste 

differenze nella colorazione , come 

Fig. 11. - Htspa bipartita Guér. .,..,, , , 

Protorace. SI e già notato , non lianno alcuna 

importanza. 
Questa specie si distingue facilmente dalla longicuspis per l'ar- 
matura del protorace, di cui unisco una figura. 



11. 



ELExMENTI PER LO STUDIO DEL GENERE PLATYPRIA. 

In due lavori da me pubblicati sulle llispidae (}) si trovano 
citate e descritte alcune specie di Platypria e siccome per la loro 
determinazione non ebbi altro aiuto che le descrizioni del Gué- 
rin (^), mi nacque il dubbio di essere incorso in qualche inesat- 
tezza ed il desiderio di rettificarla per mezzo dell' esame dei tipi 
di quest' autore. Disgraziatamente le mie indagini per ritrovarli 
riescirono del tutto infruttuose ; però non ho a pentirmi di es- 
sermene occupato, perchè, se non raggiunsi il mio scopo, ebbi 
in compenso la comunicazione di ricchi materiali, che mi posero 
in grado di farmi un' idea più precisa di certe specie, che la sola 
lettura di una descrizione non mi avrebbe permesso di apprezzare 
a dovere. 

Fra questi materiali, trovai per me particolarmente interessanti 
quelli del Museo di Bruxelles, che contengono i tipi di Chapuis ; 
e quelli del Museo di Parigi, fra i quali rinvenni una specie non 

(') Ann. Mus. Civ. Genova, 2.' Ser.. VI, 1888. p. 178 e 2.- Serie, X. 1890. pp. 215- 
217. 
(^) Rev. Zoolog. 1840, pp. 139-112. 



HISPIDAE 1 1 1 

ancora descritta , mi furono pure d' aiuto mercè le loro serie 
numerose di esemplari. 

Dallo studio di queste collezioni sono risultati alcuni appunti, 
che forse non sarà inutile rendere di pubblica ragione; ma prima 
di farlo mi incombe il grato obbligo di attestare la mia ricono- 
scenza alla Direzione di questi due grandi Istituti. 

Il genere Platypria comprende una diecina di specie della re- 
gione Orientale , alcune delle quali spettanti alla sotto-regione 
Indo-malese; le forme africane hanno aspetto differente e man- 
cano dell'espansione laterale posteriore degli elitri ; per cui non 
sarebbe forse inopportuno lo smembramento di questo genere, 
già da me proposto in altra occasione Q-) , in due sottogeneri , 
cioè Platypria per le specie Orientali e Dichirispa per le 
Africane. 

1. Platypria erinaceus, Illig. Mag. Ins. Ili, p. 169. — Guér. 
Rev. Zoologiq. 1840, p. 141. 

Ho esaminato una lunga serie di esemplari del Museo di Pa- 
rigi , provenienti tutti da Pondichery, cioè precisamente dallo 
stesso luogo indicato dal Guérin, e raccolti da Perrotet. Essi 
corrispondono alla descrizione di Guérin ; in alcuni però le spine 
del margine posteriore degli elitri sono sette invece di otto ; 
differenza di poca importanza perchè il numero delle spine è 
soggetto a variare e non è raro il caso di incontrare assimme- 
tria fra un elitro e l'altro. 

Due esemplari del Museo di Bruxelles, raccolti dal P. Garden 
a Barway, differiscono dai precedenti per più marcata pigmenta- 
zione ; in essi infatti osserviamo che le due strisele dorsali ros- 
sastre del protorace sono più scure, con aggiunta di nero ; che 
i tubercoli discoidali degli elitri sono più marcati e circondati di 
nero alla base. Anche le spine del margine omerale sono nere. 
Inoltre la scultura degli elitri è più forte. Le spine del margine 
posteriore in un esemplare sono nove per parte e due di esse, 

■ (') Ann. Mus. Civ. Genova, 2.' Serie. X, 1890, p. 229. 



H2 R. GESTRr» 

sull'elitro destro, sono saldate insieme e libere soltanto alla loro 
estremità ; nell' altro esemplare 1' elitro sinistro ha nove spine 
al margine posteriore e il destro soltanto otto. 

Considero questi due esemplari come varietà dell' erinaceus, 
Ciuér. e assegno loro il nome di var. bengalensis. 

"2. Platypria echidna, Guér. Rev. Zoolog. 1840, p. 18'J. 

Nella numerosa serie del Museo di Bruxelles , ottenuta da 
Barway (P. Cardon), alcuni esemplari sono di un rossastro più 
carico, altri più ciliari. Le quattro macchie del protorace ora 
sono piccole . ora aumentano in larghezza e in qualche caso si 
uniscono in modo da formare due striscie longitudinali. 

Gli esemplari del Museo di Parigi sono in parte di Bombay 
e ve ne ha uno del Sikkim e uno del Tonchino. Quest' ultimo 
è alquanto più piccolo degli altri , dai quali difierisce pure per 
la colorazione ; però non si può separare specificamente da essi. 

3. Platypria erethizon, n. sp. 

Rufo-ferruginea, suhnitida, prothoracis disco opaco, maculis dua- 
bics utrinque et inedia antica nigris, lobis pallidiorihuSj, 6-spinosis, 
spina quarta basi utrinque appendiculala, elytris striato-punclatis, 
spinis tuberculisque discoidalibus nigris, lobis basi nigris, antico 
6-spinoso, sed basi utrinque spinula minuta armato, postico 4-spi- 
noso. Subtus /lavo- ferruginea, pedibus pallidioribus. — Long. G 
million . 

È di un colore rossastro-ferrugineo. Le antenne, molto lunghe 
e sottili, sono giallo-ferruginee , coi primi e gli ultimi articoli leg- 
germente più scuri. Il protorace (tìg. l!2) è trasverso, opaco, con 
punti fitti sui lati e alla base, trasver- 
salmente impresso alla base e con quat- 
tro macchie discoidali nere, una me- 
diana anteriore e due per lato disposte 
longitudinalmente e quasi confuse in- 

V\g. Vi.- Platypria erethizon . ^i , t , , i . v x- x 

Frotorace. siomo. Il lobo laterale e di tmta pui 

chiara e armato di sei spine, delle quali 
la prima è, come al solito, })revissima e la sesta è pure breve ; 
delle altre le più lunghe sono la terza e la quarta e questa è mu- 
nita alla base di due spine appendicolari. Gli elitri sono striato- 




HLSPIDAE 113 

puntati e alcuni de^jli interstizii sono elevati a guisa di coste. 
Le spine e i tubercoli discoidali sono neri. Il lobo marginale 
anteriore, largo e poco arrotondato all'apice, presenta una larga 
macchia nera che manda diramazioni alle spine di cui è armato, 
tranne che all' ultima. Queste spine sono in numero di sei, ma 
alla base del lobo, tanto in avanti come in addietro, se ne os- 
serva una minutissima ; per cui in realtà il lol^o sosterrebbe 
otto spine, sei lunghe e due brevissime. Il lobo posteriore, ugual- 
mente macchiato di nero, porta quattro spine, l'anteriore ros- 
sastra e le altre nere. Al lobo tengono dietro due altre spine 
nere e poi altre tre decrescenti , ma abbastanza robuste, di co- 
lore giallo come il margine apicale che le sostiene. Il tratto di 
margine laterale compreso fra le due espansioni e la relativa 
spina sono gialli. 

Questa specie è un po' più piccola dell' echidna , Guér. ; ha 
le antenne più sottili e più lunghe ; il protorace differentemente 
macchiato, colla quarta spina del lobo bi-appendicolata alla base ; 
il lobo anteriore dell' elitro più largo e meno arrotondato all'apice 
con due spinule supplementari oltre alle sei, il lobo posteriore 
4-spinoso e le spine apicali più lunghe e più robuste. 

È affine all' acanthmi^ ma più piccola, il protorace è più stretto, 
differentemente colorato, col lobo laterale meno largo, le spine 
più lunghe e 1' ultima più discosta dalla precedente ; le spine 
del margine apicale degli elitri sono più lunghe e più robuste. 

Non ho visto di questa specie che un solo esemplare, che ap- 
partiene alla collezione del Museo di Parigi e porta la seguente 
indicazione : « Mines du Haut Song-Chai. Rabier. !2o8-95. » 

4. Platypria hystrix, Fabr. Suppl. Entom. System. 1798, p. 
116. :^-3. — Guér. Rev. Zoolog. 1840, p. 140. — digitata. Gestro, 
Ann. Mus. Civ. Genova, 2.^ Serie, VI, 1888, p. 178. 

Per la identificazione dei numerosi esemplari da me avuti in 
esame, ne ho preso come termine di confronto due, determinati 
da Chapuis e appartenenti al Museo di Bruxelles. Tanto la de- 
scrizione di Fabricius come quella di Guérin sono assai inadatte 
a dare una giusta idea della specie. Fabricius dice del torace... 
« linea media abbreviataque laterali nigris » ; Guérin : « deux 

Ann. del Mus. Civ. di 6t. Nat. Serie 2.% Voi. XVin {26 Giugno 1897; b 



114 R. GESTRO 

taches noires en arriére sur le corselet » . Ora io osservo in tutti 
gli individui una linea mediana che non raggiunge l'apice e che 
in avanti si biforca e su ciascun lato di essa una lineetta più 
corta, talvolta puntiforme. In alcuni esemplari queste tre linee 
sono benissimo definite, in altri più confuse o anche riunite in- 
sieme. Qualche volta vi è pure una macchietta nera nel mezzo 
del margine anteriore, che può anche unirsi alla striscia mediana. 
Nella descrizione di Fabricius il lobo laterale del protorace è 
indicato come 5-spinoso, perchè evidentemente , la prima spina, 
quella più vicina al capo, che è molto piccola, ò sfuggita all'au- 
tore. Della dilatazione anteriore degli elitri non è fatto alcun 
cenno ; il Guérin invece le attribuisce sei spine, mentre nei due 
esemplari del Chapuis sunnominati e in tutti gli altri da me 
osservati e che indubbiamente appartengono alla stessa specie, 
la dilatazione anteriore dell' elitro porta costantemente cinque 
spine. 

La specie, sempre più piccola della ccliklna, varia per la mag- 
giore minore abbondanza di nero sugli integumenti. 

Gli esemplari del Museo di Bruxelles fanno parte delle raccolte 
del P. Garden e provengono da Barway. Altri provenienti dal 
Tonchino, dal Siam e dall'Istmo di Kra e comunicatimi dal Museo 
di Parigi sono più scuri e più ricchi di nero dei precedenti. In 
qualcuno di essi le striscio nere del protorace si fondono e si 
estendono invadendo buona parte ilei disco. Nelle collezioni dello 
stesso istituto esiste pure un esemplare dei M.*' Preanger (Giava) 
da riportarsi senza dubbio alla stessa specie. 

L' esame di tutto questo materiale mi porta a considerare la 
mia P. digitala come uguale alla Itijslrix , sinonimia che già il 
Baly (') aveva supposto potesse esistere. 

5. Platypria ericulus, Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, i>.* Serie, 
X, 1890, p. 1247. 

Questa specie a fondo giallo molto chiaro, con grande sovrab- 
bondanza di nero sul protorace e sugli elitri, è alfine alla ìiystrix. 
Nella descrizione ho erroneamente accennato a cinque spine nel 

(') Auu. Soc. Eat. France, 6.» Sèrie, IX, 1SS9, p. 490. 



HISPIDAE 1 1 5 

lobo (lei protorace, mentre in realtà sono sei ; la prima ò minu- 
tissima e ditìicilmente visibile perchè molto accostata al protorace. 

6. Platypria ecliinogale, Gestro, Not. from the Leyd. Museum, 
XIX, 1897, p. 71. 

Tre esemplari del Museo di Leida, di Tandjong Morawa, Ben- 
culen e Padang. 

Un esemplare di Liangagas (Flesidenza di Delhi) della collezione 
Dohrn , ha il protorace senza traccia di scuro sul disco e gli 
elitri interamente neri , salvo il margine apicale e il tratto di 
margine laterale compreso fra le espansioni. 

Si distingue facilmente dalla ìiystrix, Fabr. per la colorazione 
e per i lobi del protorace più stretti, colle spine più lunghe. 

7. Platypria dimidiata, Chap. Ann. Soc. Ent. Belg., XX, 1877, 
p. 49. 

Questa specie differisce molto dalle precedenti per la sua co- 
lorazione. Chapuis })arlando del lobo anteriore degli elitri, lo dice 
armato di quattro spine ( « spinulis 4 longis et nigris armato » ) ; 
però nel suo tipo, che mi fu comunicato dal Museo di Bruxelles, 
osservo una quinta spina posteriore, la quale, benché molto più 
corta delle altre , è visibilissima. E però da aggiungersi che 
questa quinta spina alle volte si riduce a poco e che in qualcuno 
degli otto esemplari da me esaminati se ne osserva appena una 
debole traccia. 

Della distribuzione geografica di questa specie, delie sue va- 
riazioni di colore e della bella varietà atrata raccolta a Sumatra 
dal Dott. Modigliani, mi sono già intrattenuto a pag. 79 di questo 
mio lavoro. 

Le due specie finora conosciute delle Filippine, PI. longispina. 
Chap, e PI. subopaca. Chap. (Ann. Soc. Ent. Belg., XIX, 1876, 
pp. XXVII e XXVIII) , sono molto distinte da tutte le altre e 
facilmente riconoscibili 1' una dall' altra , perchè la prima ha i 
lobi del protorace più lunghi e più stretti, la scultura degli 
elitri più fitta e sulla metà posteriore di questi presenta un'area 
comune, quasi circolare, scura, circoscritta da spine nere. 



116 R, GESTRO 

Se lasciamo in disparte le specie africane, che rappresentano 
un gruppo distinto, potremo disporre le Piali/pria nel modo 
seguente : 

I. Antenne coite e robuste. 

P. erinaceus, Illig. PondicLery, JJarvvay. 
II Antenne lunghe e sottili. 

A. Lobo anteriore degli elitri G-spinoso. 

P. ec/iiclna, Guér. Bom])ay, Barvvay, Sikkiin, Toiicliino, Birmania, 

Pegù, M." Garin. 
P. acanthion. Gestro, Monti Garin. 
P. erethizon, Gestro, Tonchino. 

B. Lobo anteriore degli elitri 5- spinoso. 

P. hìjstrix, Fabr. (digitata, Gestro). Barway, Istmo di Kra, Siam, 

Tonchino, Birmania, M." Garin, Giava. 
P. ericalus, Gestro, Monti Garin. 
P. echinogale, Gestro, Sumatra. 
P. dimidiata, Ghap., Malacca, Sumatra, Giava. 
P. longispina, Chap., Filippine. 
P. sahopaca, Chap., Filippine. 

III. 

DESCRIZIONI DI NUOVE SPECIE DI IIISPIDAE. 

Nel preparare il mio lavoro sulle Hispidae di Sumatra, mi 
sono capitate sott' occhio varie specie della raccolta del Museo 
Civico di Genova che erano tuttora indeterminate, e avendo tro- 
vato che alcune di esse spettavano a forme non ancora conosciute, 
mi è sembrato meglio di descriverle, piuttosto che mantenerle 
in collezione con nomi inediti. Da altra parte i signori R. Oberthiir, 
G. Severin e Neervoort van de Poli mi avevano gentilmente 
comunicato una quantità di specie pure nuove e mi sono servito 
anche di questi preziosi materiali per redigere quest' ultima 
parte del mio lavoro. 

1. Callispa splendidula, n. sp. 

Ovato-elongata, supra viridi-cyanea, nitidaj antennis nigris^ pro- 
thoracis disco medio tenne et sparsim pwictulalo , later ibus crasse 



HISPIDAE 117 

et crebre punctalis, clyfris (uigìistatis, puh.ctato-sfriatis; sublus cum 
pedibus nigì'o-picea, nitida, abdomine tarsisque fidvis, prosterni 
lateribus crasse et crebre punctatis. — Long. 4 '/g miUim. 

Questa specie è ben distinta pel suo corpo stretto. Al disopra 
è di un verde cianeo splendente, al disotto è nero-picea, eccet- 
tuato r addome che è fulvo. Il capo presenta punti finissimi , 
visibili soltanto coli' aiuto di una buona lente ; le antenne sono 
nere robuste, un poco più lunghe del capo e del protorace presi 
insieme, col secondo articolo più lungo del primo. Il protorace 
è molto più largo che lungo , coi lati quasi paralleli e appena 
leggermente convergenti in avanti, arrotondati agli angoli ante- 
riori, col margine anteriore bisinuato e alquanto elevato nel 
mezzo; il disco presenta nel mezzo punti finissimi e irregolarmente 
sparsi, i lati sono longitudinalmente incavati e scolpiti di punti 
grossi e fitti. Scudetto largo, quasi semicircolare e liscio. Elitri 
stretti, coi lati quasi paralleli ; arrotondati all' apice ; sopra ab- 
bastanza convessi e un poco compressi dopo gli omeri ; regolar- 
mente puntato-striati, cogli interstizii piani, tolto sui lati, ove sono 
molto leggermente elevati. I piedi sono nero-picei , coi tarsi fulvi. 

Brunei, Borneo N. E., collezione Oberthùr e Museo Civico di 
Genova. 

Si conosce un'altra Callispa di Borneo, la C. Wliiteij, la quale 
però è ben distinta dalla presente. 

2. Distolaca nigrovittata, n. sp. 

Eloìigata, flava, nitida, antennis fuscis, elytrorum sutura vitta- 
que lalerali nigris. — Long. 4 Vs villini. 

È di un colore giallo , colle antenne brune. Il capo è liscio. 
Il protorace è di una tinta un poco più carica e tendente alquanto 
al ferrugineo ; un poco più largo che lungo , quasi ugualmente 
largo in avanti come alla base, coi lati leggermente arrotondati 
nel mezzo e leggermente sinuosi in addietro ; col disco convesso, 
liscio sulla linea mediana che è un poco elevata, grossolanamente 
ed irregolarmente punteggiato sul resto della superficie. Scudetto 
liscio. Elitri moderatamente convessi e alquanto depressi lungo 
la sutura , più larghi del pro torace , paralleli e arrotondati al- 
l' apice ; ciascuno è munito di tre coste, delle quali V esterna è 



H8 R. GESTRO 

poco marcata ; negli intervalli fra le coste vi è una doppia serie 
di grossi punti, separati da pieghette trasversali. L'intervallo fra 
la sutura e la prima costa e quello fra la seconda costa e il 
margine laterale sono tinti di nero ; per cui si hanno tre striscie 
nere , una mediana e due laterali , le quali cessano a poca di- 
stanza dall' apice. La superficie inferiore del corpo ò d'un giallo 
ferrugineo ; i tarsi sono più scuri, brunastri. 

Per le dimensioni può avvicinarsi all' apical is, Baly ; ne diffe- 
risce però molto , non solo per la colorazione , ma anche pel 
protorace meno largo e più fittamente scolpito e per gli elitri 
muniti di tre coste (invece di due) , assai meno elevate e non 
taglienti. 

L' unico esemplare che mi ha servito per la descrizione pro- 
viene da Amboina, e fu raccolto dal Doherty. Esso appartiene 
alla collezione del Sig. Neervoort van de Poli. 

3. Distolaca manicata, n. sp. 

Elongata^ fulva, nitida, antennis nigris, prothorace crasse et ir- 
regulariler sed parce punctato , elytris obsolete 4-coslatis , margine 
laterali anguste apice amplius nigro-limbatis, abdomine piceo, pe- 
dibus brevibus validis, tibiis tarsisque nigris. — Long. 5 7^ niillim. 

Di colore fulvo. Capo largo, liscio, antenne nere, leggermente 
e gradatamente inspessite verso l'apice. Protorace quasi quadrato, 
arrotondato agli angoli anteriori, coi lati paralleli e leggermente 
bisinuati, convesso sopratutto in avanti, con pochi punti grossi 
e sparsi assai irregolarmente lungo il margine anteriore , nel 
mezzo e sui lati e colle carene laterali poco marcate. Esso è 
fulvo come il resto, ma il suo margine laterale è sottilissima- 
mente orlato di scuro. Lo scudetto è triangolare e liscio. Gli 
elitri sono più larghi del protorace e tre volte juù lunghi di 
esso ; paralleli, col margine leggermente dilatato dietro gli omeri 
e ciascuno con quattro coste pochissimo sporgenti; lintervallo fra 
la sutura e la prima costa ò occupato da una serie unica di 
punti, gli altri da una serie duplice. I punti sono grossi, molto 
avvicinati e separati a paia da leggere pieghe trasversali. Il mar- 
gine laterale è orlato di nero e questo orlo , stretto alla base , 
in addietro si allarga per rico]irire una maggiore jiorzione del 



mSPIDAE 119 

margine apicale. L'addome è piceo, come pure le due paia poste- 
riori di piedi ; le tibie e i tarsi sono neri in tutte e tre le paia. 

Questa specie è molto distinta per la forma e per la scarsa 
punteggiatura del suo protorace , per gli elitri a quattro coste 
poco sporgenti e per i piedi corti e robusti. 

Essa è di Giava e l'unico esemplare tipico appartenente alla 
collezione del Sig. Neervoort van de Poli, porta sul cartellino 
la seguente indicazione : « Tji Solak. Wynkoopsbaai (Grelak) » . 

4. Distolaca munda, n. sp. 

Fdongaki siibdepressa^ rufa, nitida, antennis fuscis, articulis ba- 
salibus dilutioribus, elytris bicarinatis, basi excepta, nigris. — Long. 

Capo liscio, antenne brune coi primi articoli più chiari. Pro- 
torace trasverso, più stretto alla base che all'apice, coi lati ar- 
rotondati nel mezzo e appena sinuati in addietro ; disco convesso 
senza traccia di solco mediano , liscio nel mezzo , fortemente 
punteggiato nelle depressioni all' esterno delle carene laterali e 
con pochi e grossi punti obliquamente situati ai lati della linea 
mediana e pochi altri aggruppati presso la base. Scudetto liscio. 
Elitri neri , col terzo basale rossastro come il resto del corpo ; • 
più larghi che la base del protorace, paralleli, pochissimo dilatati 
in addietro , coli' apice arrotondato e minutamente crenulato ; 
ciascuno è munito di due robuste carene , convesse alla base , 
taglienti nel resto ; gli interstizii sono scolpiti di una doppia serie 
di fossette larghe, profonde, quadrate, separate a paia da piccole 
coste trasversali. Superficie inferiore del corpo e piedi fulvi. 

Dalla D. Whitei, Baly, che abita parimente Borneo e di cui 
ho il tipo dinanzi a me, differisce sopratutto per la forma del 
pro to race e per gli elitri leggermente dilatati in addietro e mu- 
niti di due sole carene. 

Brunei N. E. Borneo ( Waterstradt). Due esemplari della colle- 
zione Yan de Poli. 

5. Distolaca tersa, n. sp. 

Elongata, subdepressa, fulva, nitida, antennis brevibus, crassiu- 
sculis, nigris, articulo primo rufo, elytris bicarinatis, nigris, basi 
late fulvis. — Long. 5 millim. 



120 R. GESTRO 

Questa specie è affine alla precedente, dalla quale differisce 
per i seguenti caratteri. Il colore è un poco più chiaro. Le 
antenne sono notevolmente più corte e più robuste, nere, col 
primo articolo rossastro. Il protorace è più largo e più corto, 
meno stretto alla base , le sue carene laterali sono meno mar- 
cate e le depressioni che stanno all' esterno di esse meno pro- 
fonde. Gli elitri sono pure più larghi e la tinta fulva della base 
è molto più estesa, occupando quasi la metà anteriore. 

L' unico esemplare che mi fu comunicato dal Sig. Van de 
Poli proviene dall' Isola Banguey (a Nord di Borneo). 

G. Distolaca Vandepollii , n. sp. 

Eùmyaittj subdepressa j, fulva, nitida^ anlennis nigris j, arliculo 
primo dilutiore, prothoracis lateribus rotundatis, ante basini valde 
sinuatiSj, elytiHs bicarinatis^ apice nigris, abdomiìie piceo_, geniculis 
tarsisque fuscis. — Long. 4 ^/^-^i millim. 

Questa specie , a differenza delle due precedenti , ha soltanto 
r apice degli elitri nero , mentre nelle altre due gli elitri sono 
neri in gran parte ; inoltre in queste tutta la superficie inferiore 
del corpo è unicolore, mentre la Vandepollii ha. l'addome piceo. 
Il protorace è meno trasverso, meno stretto in avanti e più 
profondamente sinuato prima degli angoli posteriori. La prima 
costa degli elitri è più regolarmente parallela alla sutura e il 
primo intervallo, quello cioè fra la sutura e la prima costa è 
un poco più stretto. Le fossette degli interstizii sono meno 
larghe e meno profonde. 

Isole Palawan (Waterstradt). Due esemplari della collezione 
Van de Poli, cui la specie è, in segno di gratitudine, dedicata. 

7. Distolaca moliiccana, n. sp. 

Elongata , suhdcpressa , pallide flava, nitida, anlennis valid is , 
nigris, articulo primo rnfo-ferruginco; capite lato, prothorace sub- 
quadrato, lateribus late rotundatis, disco valde convexo_, elytris bica- 
rinatis, basi excepla, nigris, corpore subtus pallide flavo, abdominis 
apice piceo, geniculis tarsisque infuscatis. — Long, ^i V4 millim . 

Questa piccola specie è di un giallo sbiadito. Ha un capo molto 
grande ; le antenne sono incomplete, ma a giudicare dalla parte 
che ne è rimasta conservata, appaiono assai robuste. Il protorace 



HISPIDAE 121 

è (juasi tanto largo quanto lungo e quasi ugualmente largo alla 
base come all' apice ; i lati sono largamente e moderatamente 
arrotondati ; il disco è molto convesso sopratutto in avanti ; le 
sue carene laterali poco marcate ; due o tre punti si trovano 
nel mezzo ai lati della linea mediana, altri stanno sui lati e nel 
fondo di due depressioni oblique basali. Lo scudetto è liscio. Gli 
elitri, gialli soltanto nel quarto basale e neri nel resto, sono 
più larghi del protorace , paralleli , arrotondati e poco distinta- 
mente crenulati all'apice ; ciascuno ha due carene molto marcate 
e gli interstizii sono scolpiti di grossi punti disposti in due ranghi 
e di costule trasversali. Il corpo inferiormente ha lo stesso colore 
delle parti superiori, però l'addome è piceo all'apice, le ginoc- 
chia sono leggermente tinte di rossastro e i tarsi sono bruni. 

Questa specie è molto distinta per la sua piccola statura, pel 
suo grosso capo e per la forma del protorace , molto convesso 
e molto liscio. 

Il tipo fu raccolto da AV. Doherty a Dodinga (Isola di Halma- 
hera) e fa parte della collezione Van de Poli. 

8. Promecotheca opacicollis, n. sp. 

Eloìigata, parallela^, subdepressa, capite, antennis, arliculo basali 
piceo excepto, prolhoraceque ìiigris, hoc subopaco, teìiue punctulato 
et striolato, scutello flavo, elytris cyaneis nitidis , triente basali pal- 
lide flavis; subtus, cum pedibiis, flavo ferruginea, abdominis late- 
nbus fuscis. — Long. 10 72 'millim. 

Capo nero, longitudinalmente solcato fra gli occhi ; con alcuni 
finissimi punti e poche leggere strie trasversali. Antenne gracili, 
quasi uguali in lunghezza alla metà del corpo , nere col primo 
articolo piceo. Protorace nero , quasi opaco , di poco più lungo 
che largo, leggermente più largo alla base che all' apice, forte- 
mente rotondato-dilatato nel mezzo dei lati , abbastanza profon- 
damente solcato alla base ; disco un po' elevato longitudinalmente 
nel mèzzo, con punti finissimi, con alcune depressioni irregolari 
e con strie sottili e fitte sui lati. Scudetto giallo, arrotondato al- 
l' apice e minutamente punteggiato. Gli elitri sono paralleli , 
quattro volte più lunghi del protorace, lucenti, d'un colore az- 
zurro-violaceo scuro, col terzo basale giallo-pallido; essi sono 



1*22 R. GESTRO 

quasi totalmente scolpiti di rughe trasversali, che mancano sol- 
tanto alla l)ase e lungo la sutura ; alla base vi sono punti disposti 
per breve tratto in serie longitudinali e gli interstizii fra queste 
serie sono un poco elevati e convessi. L' apice degli elitri è mu- 
nito di lunghi peli giallastri. Il corpo inferioi-mente ed i piedi 
sono giallo-ferruginei ; soltanto l'addome ("• nerastro sui suoi lati. 

Questa specie pare vicina alla Reicldi, Baly (*), la quale se- 
condo r autore , potrebbe essere una varietà della coeruieipennis 
di Blanchard. Però, senza parlare delle differenze di colorazione, 
osserverò solo che Baly dice che il pro to race (nella sua Reichii) 
è liscio splendente e non punteggiato, mentre nella nuova specie 
è punteggiato, striolato e quasi opaco. La Reichii e la coeruiei- 
pennis sono indicate di Vavao, gruppo delle Isole Tonga (Isole 
degli Amici), la opacicollis proviene dalle Nuove Ebridi. 

L'unico esemplare, tipo della specie, lo ebbi nel 189!2 dal 
Sig. H. Deyrolle. 

9. Wlonochirus Albertisii, n. sp. 

Oblo/iyusj aler, elylris nigro-coeruLeis nitidis ; capile raguloso , 
antennis nigris, articulis quincfue ultimis incrassotis^ pube fidvescente 
indutis; prothorace transverso ^ later ibus medio dilata to-rotundatis , 
disco crebre pimctato-ruguloso et pilis flams decumbentibus vestito, 
linea media longitudinali glabra tratisuerse rugulosa, spinis anticis 
antrorsum directis ; elytris irregulariter et crasse punctato-rugosis, 
spinis discoidalibus crassis et brevibus, marginalibus longioribus. 
— Long. 5 V2 ^"^'ll'''"^- 

È nero cogli elitri tendenti all' azzurro, ma in un esemplare 
quasi affatto neri. Il capo è ruguloso con pochi peli giallastri 
non eretti. Le antenne hanno i cinque ultimi articoli ingrossati 
e rivestiti di una pubescenza fulva; la spina dell'articolo l)asale 
è robusta, lunga quanto gli articoli secondo e terzo presi insieme 
e appena sensibilmente incurvata verso 1' apice. Il protorace è 
più largo che lungo, più stretto all' apice che alla base, coi lati 
dilatati e arrotondati nel mezzo ; il disco è quasi piano, fon due 
solchi trasversali poco marcati, uno circa alla metà e l'altro 

f) Trans. Eat. Soc. Lond. 18C9, p. 371. 



HISPIDAE 123 

presso la base , questo più evidente del primo ; è densamente 
puntato-rugoso e rivestito di peli giallastri sdraiati , dapertutto, 
eccetto che lungo una linea mediana che è glabra e scolpita di 
rughe trasversali ; le spine sono robuste ; quelle del margine 
laterale dirette quasi orizzontalmente all' esterno e quelle del 
margine anteriore rivolte quasi orizzontalmente in avanti. Lo 
scudetto è opaco e alutaceo. Gli elitri sono grossolanamente e 
irregolarmente puntato-rugosi ; le spine del disco sono molto 
corte e robuste e quelle del margine laterale più lunghe e quasi 
dapertutto uguali. I femori anteriori sono armati inferiormente 
di una o due spine. 

Questa specie non si può riferire alle australiane descritte dal 
Chapuis (Ann. Soc. Ent. Belg. XX, 1877). Per i caratteri sopra 
esposti essa si distingue facilmente dalle altre ; ma sopratutto si 
riconosce per le spine anteriori del protorace dirette quasi oriz- 
zontalmente in avanti e non verticalmente in alto (carattere che 
si verifica bene esaminando l' insetto di profilo) ; queste spine 
inoltre si trovano ambedue in un piano che , rispetto a quello 
che passa verticalmente per l' asse longitudinale del corpo , è 
parallelo, e non obliquo come nelle altre specie. 

Nuova Guinea, Fiume Fly, 1876-77, L. M. D'Albertis. Quattro 
esemplari. 

Sono lieto di dedicare questa nuova specie a Luigi Maria 
D'Albertis , cui spetta 1' onore di essere penetrato per il primo 
nel cuore della Nuova Guinea. 

10. Hispella brachycera, n. sp. 

Obloìiga, nujni, dUndo-pilom, spinis piceis, apice nigris, anlennis 
brevibus crassis, arìicidh 1-6 8upra spinosis, primo spinula longa 
basi 4-appendiculata, caeleris spinula simplici ; prothorace opaco^, 
crebre ruguloso-punctulato, margine antico iitrinque bispinoso, spinis 
basi coìinexis j, valde divaricatis, antica sursmn incurva^ later ibns 
3-spinosis spinis longis tenuibus basi connexis, postica longiore; 
elytris nitidis, serìato-functatis, spinis longis tenuibus armatis. — 
Long. 3 Vé"^ millim. 

Nera, opaca, cogli elitri lucenti e vestita di peli bianchi fini, 
radi. Antenne corte , molto robuste e ingrossate gradatamente 



124 R. GESTRO 

verso r apice ; il primo articolo è armato al disopra di una 
spina molto lunga e leggermente incurva , la quale porta alla 
sua base quattro brevi spinule, il 2.", 3.", 4.°, o.° e 6.° sono 
muniti al disopra di spinule semplici decrescenti in lunghezza. 
Il pro to race è più largo che lungo , molto minutamente e den- 
samente punteggiato-ruguloso ; le sue spine sono picee ad apice 
nero , lunghe e gracili ; due per parte si trovano sul margine 
anteriore unite insieme alla base ; di queste la prima fa quasi 
un angolo retto al punto di inserzione colla posteriore, si dirige 
quasi orizzontalmente in avanti e poi si incurva in alto; sui lati 
ve ne sono tre unite insieme alla base, delle quali la posteriore 
è la più lunga e si incurva leggermente in avanti. Gli elitri sono 
piuttosto stretti e armati di spine lunghe tanto sul disco come 
sui margini. 

La Ilispella bracliycera , la ramosa, Gyll. e la stijgia. Chap., 
formano un gruppo di specie affini, ma molto facilmente ricono- 
scibili r una dall' altra. 

La ramosa, Gyll. ha la spina del primo articolo delle antenne 
trifida, ma coi ramuscoli in cui si divide non situati nello stesso 
piano; nella stygia. Chap, la stessa spina è munita al disopra 
di tre ramuscoli situati tutti in uno stesso piano antero-posteriore ; 
nella brachycera, è munita di quattro spinule brevi tutte inserite 
alla sua base. Questo carattere della spina dell' articolo basale 
delle antenne basterebbe da solo per distinguere le tre specie ; 
ma ve ne sono altri. Nella stygia le spine del protorace sono un 
poco più robuste e notevolmente più corte che nelle altre due 



Fig. 13. - //. ramosa. Fig. 11. - stygia. Fig. 15. - brachycera. 

Spine anteriori del protonico. 

specie ; inoltre la posteriore delle tre laterali è libera e discosta 
dalle precedenti, mentre nelle altre sono tutte e tre unite insieme 
alla base. Nella ramosa (tìg. 13) lo duo spino del margine ante- 



HISPIDAE 125 

riore unendosi insieme formano un angolo acuto ; nella ^lygia 
(fig. 14) l'angolo è meno aperto e le spine sono dirette obliqua- 
mente in avanti; nella brachycera (fig. 15) l'angolo è quasi retto 
e la spina anteriore si rivolge, formando una larga curva, in alto. 
La stygia o la rmnosa hanno tutte e due le antenne più lunghe 
e più gracili, mentre nella brachycera sono corte e robuste. 

Cheta Xagpore, Nowatoli, R. P. Cardon, Agosto - Settembre 
1896. — Solan, vicino a Simla, Lakhat 1896, collezione Oberthùr 
e del Museo Civico di Genova. 

11. Hispa (Dicladispa) aerea, n. sp. 

Oblonya, nitida, fusco aerea, prothorace fere aeque lonyo ac lato, 
laleribus medio parum ampliato, opaco, inaequcditer sparsim pimc- 
tato j, pone medium fere impunctalo , utnnque ó-spinoso , spiiiis 
quatuor anticis longis basi connexis, postica brevi libera, elylris 
nitidis, pone humeros palilo arnplialis, ir regular iter punctalo-strialis, 
spinis discoidalibus acutis longis, marginalibus longioì'ibus. — Long. 
3 ^/^ mill ini. 

È una piccola specie, dal corpo non molto largo e dagli elitri 
piuttosto convessi e può mettersi in vicinanza della megacantha. 
Gestro; questa però differisce da tutte le altre specie per l'esa- 
gerata lunghezza delle spine tanto del protorace come degli elitri. 

È di un bruno scuro bronzato, col disco del protorace più 
cupo e opaco e gli elitri splendenti. Le antenne sono un poco 
più chiare, tendenti al rossastro e hanno gli ultimi cinque arti- 
coli leggermente inspessiti. Il protorace è quasi tanto lungo come 
largo, col disco piano, trasversalmente impresso alla base, scol- 
pito nella metà anteriore di pochi punti irregolarmente sparsi, 
larghi, ma poco profondi e quasi privo di punti in addietro; su 
ciascun lato vi sono cinque spine, delle quali le quattro anteriori 
sono lunghe, robuste, leggermente incurvate, unite insieme alla 
base e situate in diversi piani , mentre la posteriore è libera , 
molto più breve e diretta quasi verticalmente in alto. Gli elitri 
sono puntate-striati presso la sutura e più irregolarmente scol- 
piti sui lati ; le loro spine discoidali sono piuttosto lunghe ; le 
marginali più lunghe di esse e le apicali vanno molto legger- 
mente decrescendo. 



126 R. GESTRO 

L' unico esemplare su cui è basata questa distintissima specie 
r ho avuto dal Museo di Bruxelles e proviene da Barway, ove 
fu raccolto dal P. Cardon. 

1^. Hispa platyacantha, n. sp. 

Late ublo)i(j(i^ supra nigra, subopaca, maculis aliquis ferrugineis 
notata^ anlennis flavo- ferruginei^, prothorace transverso, crebre punc- 
tato et albo-pilosulo, areis tribus longiludinalibus laevibus, spinis 
anticis utrinqup duabus, brevibus validis compressis, basi connexis, 
lateribus trispinosis, spinis validis brevibus horizontalibus; elglris 
latis lateribus basi leviter dila talis , crasse et crebre irregulariler 
punclato-rugosis, disco tiiberculis conicis validis praedilo, spinis mar- 
ginalibus brevibus talis depressis subtriangularibus, margine apicali 
minute denticulato ; subtus cum pedibus flavo ferruginea, pectore 
nigro. — Long. 5 ^4 millim. 

È fra le specie più strane e una delle meglio caratterizzate 
per le sue spine corte, larghe e appiattite. 

Il corpo è piuttosto largo, di colore nero e quasi opaco. Il capo 
in mezzo agli occhi ha qualche macchia ferruginea ed è finissi- 
mamente ruguloso ; le antenne sono ferruginee , coi due primi 
articoli leggermente più scuri e in lunghezza sono un poco meno 
della metà del corpo. Protorace più largo che lungo, leggermente 
macchiato di ferrugineo nel mezzo e alla base delle spine late- 
rali, densamente punteggiato e con tre aree longitudinali })rive 
di punti ; spine nere, le anteriori due per parte, corte, robuste, 
larghe e compresse alla base e saldate insieme per un buon 
tratto; le laterali in numero di tre, corte, robuste, dirette oriz- 
zontalmente air esterno e saldate insieme per la base dilatata ; 
di esse la mediana è poco più lunga che le altre. Scudetto trian- 
golare, ad apice ottuso, nero, opaco, alutaceo, con una macchia 
tonda ferruginea. Elitri larghi, neri, col margine laterale, comin- 
ciando dal terzo basale, ferrugineo e con alcune macchie di questo 
colore, poco appariscenti, sul disco; spine discoidali sostituite 
da grossi tubercoli conici. I lati alla base sono leggermente di- 
latati e presentano una leggera espansione, che rammenta in 
certo modo quella delle Platypria; questa espansione sostiene 
quattro spine corte, larghe, quasi triangolari e appiattite, alter- 



HISPIDAE 127 

nanti con spinale minutissime e altre spine ugnali si continuano, 
in piccolo numero e discoste l'una dall'altra, sul margine late- 
rale. Il margine apicale, invece di spine, presenta piccolissimi 
denti. I piedi e la superficie inferiore del corpo , tolto il petto 
che è nero, sono giallo-ferruginei. 

Questa specie fu raccolta nel 1890 da W. Doherty alle Miniere 
di rubini, nell'alta Birmania, ad un'altitudine fra i 1^00 e i 
!2300 m. 7m • Gli esemplari del Museo Civico sono dovuti alla 
generosità del Sig. R. Oberthùr. 

13. Hìspa orophila, n. sp. 

Oblomja, rufa, supra subnilida, anlennis eUjtrmiue, triente basali 
exceplo , nigì'is j prothorace Iransverso , disco opaco irreguiariler 
pimctato^ Iransversim bi-impresso, linea media longitudinali impressa 
lenui, margine antico utrinque bispinoso, spinis basi connexis^ late- 
ribus Irispinosis spinis inter se subparallelis, duabus anticis fere 
aequilongis, postica panilo breviore; omnibus his spinis sat validis, 
apice nigricantibus ^ anticis lateralibiis approximatis ; elytris lai is , 
crasse et crebre punclato-rugosis, subasperatis^ spinis basalibus bre- 
oissimis^ marginalibus longis cuni brevioribiis alternantibus; corpore 
subtus nitido,, abdoniine punclulato. — Long. 6 V5 tnillim. 

È una fra le grandi ed è molto distinta per le spine del pro- 
torace e per la scultura degli elitri. 

Il capo è, come il protorace, rossastro, longitudinalmente sol- 
cato in mezzo agli occhi ; le antenne sono nere. Protorace più 
largo che lungo, disco quasi piano, con due impressioni trasver- 
sali, opaco con pochi peli bianchi finissimi, con punti irregolari 
e poco profondi, con una linea mediana longitudinale impressa, 
sottile e con alcune finissime strie trasversali nel mezzo del mar- 
gine anteriore. Le spine anteriori (fig. 1 6) . . 
sono in numero di due per ciascun lato, "^^^^^^k—- y^^<^ 
sostenute da uno stelo breve, ma robusto ^^ C^ 
e le due paia sono inserite a molta di- <L:^r-r_-z_j 
stanza l' una dall' altra e dirette obli- ^'^^- i^- " -^'^^^ orophiia. 

Protorace. 

quamente in avanti e all'esterno; delle 

due spine l'ariteriore è più breve. Le spine laterali sono tre, 

non molto lunghe, ma abbastanza robuste e allargate alla base ; 



128 R. GESTRO 

le (lue anteriori sono quasi uguali fra di loro in lunghezza e 
di queste la seconda è leggermente incurvata all'apice ; la terza 
è un poco più corta delle due precedenti. Queste tre spine, per 
quanto riunite insieme per mezzo della dilatazione basale, sono 
discoste fra di loro alla base e decorrono quasi parallele ; tale 
disposizione, unita a quella delle spine anteriori molto lontane 
fra di loro e per conseguenza molto avvicinate alle laterali, costi- 
tuisce un ottimo carattere distintivo per questa specie. Lo scu- 
detto è della stessa tinta del protorace, triangolare, a punta 
ottusa, opaco, alutaceo. Gli elitri sono larghi, quasi lucenti, neri, 
eccettuato il terzo basale che è rossastro ; la loro caratteristica 
scultura si compone di punti fitti e grossi disposti in serie e di 
rughe che rammentano quasi le asperità di una lima. Le spine 
discoidali alla base sono brevissime, rossastre come il colore del 
fondo e solo colla punta scura, quelle degli omeri, più lunghe, 
sono nere, come pure sono nere quelle più lunghe, ma scarse, 
del resto del disco ; le marginali superano in lunghezza le discoi- 
dali e alternano irregolarmente con altre brevissime ; le apicali 
sono molto corte e più ottuse all' apice. Il corpo inferiormente 
ed i piedi sono rossastri. 

Monte Kina-Balu, Borneo settentrionale. Collezione Oberthùr 
e del Museo Civico di Genova. 

U. Hispa minax, n. sp. 

Ohlonga, nitida,, rufa, antemiis nigris articulo Imsali jìiceo lincio^ 
sequenlibus apice piceis, apicalibus fulvescentibus , elytris, basi ex- 
cepta, nigris; prothorace transverso, disco punctato-rugoso , medio 
longiludinaliler tenue impresso, margine antico utrinque bispinoso, 
spinis basi conjunctis, laleribus trispinosis spinis subhorizontalibas, 
anticis duubus basi coìinexis, postica libera breviore; elytris crebre 
et crasse punclato-striatis, spinis discoidalibus, basi et apice exceptis, 
longis, margiìialibus longioribus, relrorsum incurvatisi cimi niino- 
ribus alternantibus, ante apicem abrupte abbreviatis, apicalibus bre- 
vissimis dentifoj-mibus. — Long. 5 V2 'tnillim. 

E di colore rossastro cogli elitri neri, tolta la loro base. Le 
antenne sono lunghe, nere, col primo articolo tinto largamente 
di piceo, i seguenti picei soltanto all' apice e gli ultimi quattro 



HISPIDAK '1 29 

fulvicci. Protorace più largo che lungo , coi lati sinuosi dietro 
l'inserzione delle spine laterali, il disco puntato-rugoso e una 
esile linea impressa longitudinale mediana. Spine del margine 
anteriore due per parte, unite insieme alla base, l'anteriore un 
po' più corta della posteriore ; spine laterali tre , dirette quasi 
orizzontalmente all'esterno, le due anteriori unite insieme alla 
base e quasi uguali fra di loro in lunghezza, la posteriore libera, 
poco discosta dalle precedenti e molto più corta di esse. Scudetto 
largo, triangolare, ad apice ottuso, alutaceo. Elitri piuttosto larghi, 
colle spine discoidali mediane lunghe , verticali ; le marginali , 
molto più lunghe delle discoidali e un poco incurvate in addietro, 
alternano con spinule minori e poco prima dell' apice diminui- 
scono improvvisamente di lunghezza ; le apicali sono brevissime 
e ridotte a piccoli denti piuttosto fitti. 

Questa specie è ben caratterizzata sopratutto dalla lunghezza 
delle spine marginali e dal loi-o brusco accorciarsi in vicinanza 
dell' apice. 

Brunei , Borneo settentrionale , collezione R. Oberthùr. 

15. Hispa Severinii , n. sp. 

Ohlonga, flavo-ferruginea, subnitida, antennis obscurioribus, pro- 
llioracis disco macula media antica vittaque uirinque longitudinali 
basi intus dilatata, nigris; scutello apice nigro; elytrorum spinis 
discoidalibus piceis, marginalibus, duabus apicalibus exterioribus 
exceptis, flavis smnmo apice fusco ; prothorace transverso, medio 
longitudinaliter , basi transversim impresso, basi et lateribus crebre 
punctato, margine antico uirinque bispinoso , spinis basi connexis, 
lateribus trispinosis, spinis duabus anterioribus basi covmexis inter 
se fere aequalibus, postica breviori libera; elytris crasse seriatim 
punctatis, punctis latis irregularibus crebris, spinis aliquis discoida- 
libus mediis longis, caeteìHs minoribus, marginalibus longioribus, 
apicalibus brevioribus decrescentibus. — Long. 7 millim. 

É una specie di grande statura e ben distinta. Il capo è giallo- 
ferrugineo un po' macchiato di nero sul vertice ; le antenne sono 
di una tinta un poco più scura e più lunghe della metà del 
corpo. Il protorace è di poco più largo che lungo, coi lati mo- 
deratamente sporgenti nel mezzo, con una linea impressa longi- 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie i.», Voi. XVJU (28 Giugno 1897) y 



130 R. GESTRO 

tudinale mediana e una depressione trasversa basale. Il disco 
presenta una macchia nera nel mezzo, dietro al punto d'inserzione 
delle sjjine anteriori e, per ciascun lato, una striscia nera sottile 
che alla base e internamente si dilata, andando la dilatazione 
dell' una quasi ad incontrare quella dell' altra ; le striscio nere 
e la porzione del disco all' esterno di esse presentano grossi 
punti, fitti, ma poco profondi, nonché alcuni peli corti biancastri ; 
il tratto mediano del disco circoscritto dalle due striscie è invece 
liscio e opaco. Le spine del margine anteriore sono due per 
ciascun lato , fuse insieme alla base e dirette in alto ; la jioste- 
riore un po' più lunga dell' altra ; quelle del margine laterale 
sono tre, due anteriori unite insieme alla base, quasi ugualmente 
lunghe e dirette obliquamente all' esterno e un poco in avanti, 
una posteriore molto più corta e libera. Lo scudetto è alutaceo 
e ha r apice tinto di nero. Gli elitri sono scolpiti di punti sub- 
quadrati, molto grossi e stipati, disposti in serie presso la sutura, 
irregolari sui lati ; nel mezzo del disco vi sono poche spine molto 
lunghe che vanno decrescendo verso la base e verso 1' apice ; 
esse sono di colore piceo ; le spine marginali sono molto lunghe 
e di colore giallo coli' estremo apice scuro ; soltanto due che si 
trovano all' angolo apicale esterno sono picee come le discoidali. 
Le spine brevissime che guerniscono il margine basale e quelle 
del margine apicale sono gialle a punta scura. 

Barway, Pére Cardon. Due esemplari avuti dal Museo di 
Bruxelles. 

Sono lieto di fregiare questa bella specie col nome del mio 
ottimo amico G. Severin , V egregio Conservatore del Museo di 
Bruxelles. 

16. Hispa gonospila, n. sp. 

Oblonga, lata^ flavo- ferruginea, nitida, antennis flavis, prothoracis 
disco utrinque maculis duahus approximatis, longitudinaliler positis, 
nigris ornato, elytris plagis humerali et apicali exteriori, spinisque 
discoidalibus nigris, spinis marginalibus inter plagas nigras apica- 
libusque flavis, subtus flavo-f'erruginea, abdomine palUdiore, meta- 
sterni lateribus nigris. Prothorace transverso, tenue picnctato-ruguloso 
et breviler albo-piloso, linea media laevi, spinis a/iticis utrinque 



HISPIDAE 131 

cluabus hast connexis, anteriore multo longiore antrorsum directa, 
margine laterali trispinoso_, spinis basi corijunctis, anterioribus lon- 
(jioribus inter se fere aequalibus, tertia breviore redimca; elytris 
latisj costulalis, interstitiis punctis crassis subquadratis in ordinibus 
binis dispositis, subclathralis, spinis discoidalibus brevibus inaequa- 
libuSj manjinalibus lomjioribus, apicalibus brevissinm. — Long. 6 
millim. 

Questa specie, che, si può dire, ha quasi una sovrabbondanza 
di note caratteristiche, per il corpo largo e le quattro macchie 
nere angolari degli elitri, colle spine marginali corrispondenti 
pure nere , rammenta molto le Platypria e dovrebbe chiamarsi 
platy pi-io ides, se questo nome non fosse già preoccupato. 

Il capo ed il protorace sono di un giallo ferrugineo ; le antenne 
sono gialle e più lunghe della metà del corpo. Il protorace è più 
largo che lungo, coi lati al davanti della base delle spine laterali 
molto convergenti e in addietro della medesima quasi paralleli 
e leggermente sinuosi; il disco è leggermente puntato - rugoso , 
con scarsi peli bianchi e finissimi ; esso presenta nel mezzo un'area 
stretta longitudinale liscia percorsa da una linea impressa sottile 
e su ciascun lato di questa, due macchie nere poco ben definite 
e quasi unite insieme. Le spine del margine anteriore sono due 
per ciascun lato, fuse insieme alla base, 
r anteriore molto più lunga , quasi il 
doppio della posteriore e diretta quasi 
orizzontalmente in avanti, la posteriore 
verticale. E degno di nota che queste 
due paia di spine sono molto avvicinate Fig. n. - mspa gonospuu 
fra di loro e che le anteriori sono fra Protorace, 

loro parallele. Le spine laterali sono in 

numero di tre, sostenute da uno stelo comune ; le prime due quasi 
uguali fra di loro e dirette obliquamente all' infuori e un poco in 
avanti ; la terza assai più corta , rivolta in addietro e curva a 
guisa di uncino (fig. 17). Tutte queste spine sono di un colore 
più pallido del resto del protorace , coli' apice estremo tinto di 
nero. Gli elitri sono larghi, scolpiti abbastanza regolarmente di 
costole poco marcate, fra le quali corre una doppia serie di punti 




l;3^ R. riKSTRO 

larghi subquadrati separati a paia da jìieghe trasversali. Le poche 
spine discoidali sono nere , brevi e molto ineguali fra di loro ; 
le marginali sono più lunghe delle discoidali e piuttosto larghe 
e un po' depresse alla loro base ; esse sono nere nella regione 
omerale e all' angolo apicale esterno, cioè nei tratti corrispondenti 
alle macchie nere angolari degli elitri ; le spine intermedie alle 
nere sono interamente gialle come pure lo sono le apicali ; queste 
però gono brevissime. 

Barway, Pére Garden. Un esemplare ricevuto dal Museo di 
Bruxelles e un altro della stessa provenienza gentilmente comu- 
nicatomi dallo stesso Istituto. 

17. Hispa Atkinsonii, n. sp. 

Anguste oblonga, pallide flava, nilidaj, antemiis piceis, prothorace 
transverso, disco crebre punctalo-ruguloso et hreviler alho-piloso, 
linea media longitudinali laevi subelevata, nigro bivittato , antice 
utrinque bispinoso, spinis basi connexis, margine laterali trispinoso, 
spinis duabus anterioribus basi conjunctis, tertia breviori libera; 
elytris crasse pwictatis, punctis lalis subquadratis, in ordinibus sat 
regularibus dispositis, spinis discoidalibus nigris, ad humeros et ad 
apicem longioribus, interdum macula nigra basali cinctis, margina- 
libus longioribus et apicalibus flavis. Subtus pallide flava, pectoris 
lateribus nigro tinctis ; pedibus longis et tenuibus. ■ — Long. 4 Va 
millim. 

È di un colore giallo sbiadito. Il capo presenta, fra gli occhi, 
qualche sottile e rarissimo punto ; le antenne sono esili e lunghe, 
raggiungendo circa i due terzi della lunghezza del corpo, e di 
colore piceo col })rimo articolo tinto di rossastro. Il protorace è 
trasverso , col disco segnato da due striscio longitudinali nere , 
leggermente bi-impresso in senso trasversale sopratutto alla base, 
e tutto densamente punteggiato-ruguloso, eccetto che sopra una 
linea longitudinale mediana un poco elevata e poco marcata. Le 
spine anteriori sono in numero di due per parte, saldate insieme 
alla base e semplici ; l' anteriore di poco più corta che la poste- 
riore e le due coppie sono molto distanti 1' una dall' altra. Le 
spine laterali sono tre, delle quali la jìrima e la seconda (ante- 
riori), quasi uguali fra di loro, sono sostenute da uno stelo co- 



HISPIDAE 1 33 

mune breve e la terza ò libera e più corta delle altre. Lo scudetto 
è liscio ad apice arrotondato. Gli elitri sono scolpiti di punti 
larghi e quasi quadrati disposti abbastanza regolarmente in serie 
longitudinali e molto ^'icini fra di loro. La sutura ò nera per un 
breve tratto alla base. Le spine discoidali sono nere ; tre di esse 
situate longitudinalmente dietro gli omeri ed altre tre disposte 
quasi parallelamente al margine apicale, sono più lunghe delle 
altre. Le brevi spine che guerniscono il margine basale sono 
gialle a punta scura, le marginali e le apicali sono tutte gialle, 
le prime più lunghe delle altre. Talvolta le spine discoidali sono 
circondate alla base da una macchia nera, che può estendersi e 
congiungersi colle macchie vicine per formare una striscia. Cosi 
in un esemplare vi è una striscia nera che, passando sempre per 
la base delle spine, parte dall' omero, decorre per un tratto pa- 
rallela al margine laterale e va poi, incurvandosi, a finire alla 
spina che sta presso la sutura, circa al terzo posteriore dell' elitro. 
I piedi in questa specie sono lunghi e gracili. 

Questa specie può mettersi in vicinanza della melanosticla , 
Baly (^), di cui ho sott'occhio il tipo per gentilezza del Sig. Fleu- 
tiaux ; però ne differisce per importanti caratteri. Nella melano- 
slicta il colore è più scuro e piuttosto un giallo-ferrugineo ; le 
antenne sono un po' meno esili; il protorace è più largo, con 
uno spazio liscio trasversale sul disco ; le spine sono alquanto 
più robuste, tinte di nero all' apice e 1' anteriore del paio ante- 
riore è biforcata. Gli elitri sono più irregolarmente scolpiti, la 
loro sutura non è nera alla base ; tutte le loro spine sono più 
corte e più robuste e le marginali sono più numerose. 

Gli esemplari da me descritti provengono da Mungphu (Sikkim 
centrale) e mi furono gentilmente inviati nel 1890 dal rimpianto 
E. T. Atkinson, alla cui memoria la specie è dedicata. 

h'H. melanosticta, Baly proviene da Hué (Annam). 

18. Hispa Dohertyi, n. sp. 

Obloìiga,, ferruginea, nitida, prothoracis basi plus vel minus in- 
fuscata, elytrorum spinis discoidalibus, humeralibus et margiìialibus 

(') Ann. Soc. Entom. France, 6.^ Sèrie, IX, 1889, p. 492. 



134 R. GESTRO 

posticis nifjris, marginalibus anticis el apicalihus flavis; prothorace 
traiisvcrso ^ punclalo , Iransversim hisulcato , inter sulcos subLaevi , 
spinis anticis utrinque duabuSj, basi connexis , lateralibus tribus, 
quarum duabus anticis e basi communi orientibus^ tertia libera 
brcviore ; elytris punctato-striatis , inlerslitiis suturae proximis sub- 
elevatis et pallide flavis; subtus obscurior , pedibus pallidioribus , 
pectore ìiigro. — Long. 4V5 millim. 

Di colore ferrugineo, lucente. Protorace qualche volta nerastro 
alla base, più largo che lungo, a disco quasi piano, punteggiato, 
con due impressioni trasversali e lo spazio compreso fra esse 
quasi liscio ; le spine del margine anteriore due per parte fuse 
insieme alla base, delle quali 1' anteriore più corta ; le spine la- 
terali in numero di tre e di queste le due anteriori, più lunghe, 
unite insieme alla base e la posteriore libera, ma poco discosta 
dalle precedenti. Scudetto largo, arrotondato all' apice, infossato 
nel mezzo. Elitri puntato-striati , con alcuni interstizii, quelli più 
vicini alla sutura elevati a guisa di coste e giallo pallidi ; le 
spine discoidali sono nere e la tinta nera si estende più meno 
largamente intorno alla loro base ; le omerali sono pure nere ; 
le marginali invece, eccettuate quelle del terzo posteriore, sono 
gialle e di questo colore sono pure le apicaii. Dal disotto della 
sporgenza omerale parte una striscia nera più meno marcata, 
che si dirige obliquamente in addietro e cessa verso la metà. Il 
corpo inferiormente è più scuro che al disopra e il petto è nero : 
i piedi sono di un ferrugineo più sbiadito. 

Alta Birmania, Miniere di rubini, fra 1200 e 2300 m. Vm. 
Dobbiamo alla generosità del Sig. R. Obertliùr alcuni esemplari 
raccolti dal noto viaggiatore e valente ricercatore di insetti Sig. 
W. Dohertv, cui la specie è dedicata. 

19. Hispa pugnax, n. sp. 

Oblonga, nigra, nitida, antennis, articulis dnobus basalibus ex- 
ceplis, abdomiìie pedibusque fulvis; capite piceo, medio longiludina- 
liler sulcato, prothorace transverso, disco, spatio medio angusto 
brevi excepto, crebre punctata, albo-pilosulo, spinis anticis utrinque 
duabus basi connexis, lateralibus tribus, quarum duabus primis basi 
connexis, postica breviore libera; elgtris crebre seriato-punclatis, 



HISPIDAE 135 

spinis discoidalibus sat longis^ marginalihus longwribus apice parum 
dccrescentibus. — Long. 4 Vs millim. 

Questa specie è di corpo piuttosto stretto, nera, lucente. Capo 
piceo ; antenne lunghe più della metà del corpo, coi primi due 
articoli neri e gli altri fulvi. Protorace più largo che lungo, coi 
lati quasi paralleli ; disco scolpito di punti molto fitti, tolto uno 
spazio mediano corto e stretto che è liscio ; le spine anteriori due 
per parte, unite alla base ; le laterali tre, delle quali le due prime 
sostenute da un brevissimo stelo comune, e dirette un poco obli- 
quamente in alto e in avanti e la posteriore libera, d' una metà 
circa più corta delle precedenti e rivolta all'esterno. Lo scudetto 
è largo, triangolare, a punta ottusa e a superficie alutacea. Gli 
elitri sono scolpiti di punti grossi e fitti allineati in serie ; le 
spine discoidali , eccettuate quelle della base , sono lunghe ; le 
marginali sono più lunghe ancora, non alternanti con spine mi- 
nori, e le apicali sono un poco più corte delle marginali e gra- 
datamente decrescenti. Il corpo inferiormente è nero, ma l'addome 
ed i piedi sono fulvi. 

Alta Birmania, Miniere di rubini, 1200 a 2300 m. Vm. Doherty 
1890. Collezione Oberthùr e del Museo Civico di Genova. 



RES LIGUSTICA E 

XXVI. 

DI ALCUNI PESCI NUOVI PEL GOLFO 1)1 GENOVA 

NOTA ui ALBERTO PERUGIA 



L' ittiofauna marina ligure fu accuratamente studiata da varii 
zoologi , fra i quali , per limitarmi ai più recenti , rammenterò 
il Canestrini che pubblicò nel 1861 un catalogo dei pesci del 
Golfo di Genova (Archivio per la Zoologia, l'Anatomia e la Fisio- 
logia, Voi. I, 1861) e nel medesimo giornale varie monografìe 
di singole famiglie (•). 

Più tardi il Vinciguerra, illustrando esemplari conservati nelle 
collezioni del Museo Civico di Genova aumentò notevolmente il 
numero delle specie registrate dal Canestrini (^) ; ma non per- 
tanto si può dire • che questo campo di investigazioni sia del 
tutto esaurito. Le solerti ricerche del sig. B. Borgioli j)repa ni- 
tore del Museo della R. Università, che da molto tempo si oc- 
cupa instancabilmente a raccogliere animali della Liguria, hanno 
fatto si che egli venne in possesso in questi ultimi anni di pa- 
recchie forme interessanti e rare, tra cui alcune nuove per il 
nostro golfo. Le più importanti di queste furono acquistate dal 
Museo Civico e concorsero a dare sempre maggiore pregio alla 



(') 1 Pleuronettiili del Golfo di Genova. - ì Gobii del Golfo di Genova (Voi. 1. 1861). - 
I Blenniai, Anarrhichadini e CallioDÌinini del Golfò di Genova. - 1 Gadidi e Ma- 
crouridi del Golfo di Genova (ihid., voi. II, 1802). 

(-) Vinciguerra. - Appunti ittiologici sulle oolh'zioni del Museo Civico di Ge- 
nova. Il — Intorno ai Macrtims del Golfo di Genova (.\iiiiali Mus. Civ. Genova, 
Voi. XIV, 1879, p. 609, Tav. II). 

Id. Ajìpunti ittiol. etc. VII. Sopra ;ilcuiii pesci nuovi pel Golfo di Genova il. cit. 
Serie •^.», Voi. II, 1885, p. lUl). 



PHSCI NUOVI PEL GOLFO DI GENOVA 137 

sua collezione di pesci liguri , già tanto ricca. K appunto di 
queste novità ittiologiche del mare ligustico che io intendo tàr 
cenno in questa breve nota. 

Raja undulata Lac. 

Nel Giugno dello scorso anno fu pescato a Santa Margherita 
un bell'esemplare di questa specie, nuova per il nostro Golfo. 

Dentex gibbosus (Raf.). 

Di questa specie ritenuta sinonimo del D. vulgaris dallo 
Steindachner e dal Day, quale adulto del D. filosus dal Vinci- 
guerra e dal Belletti e specie distinta dal Trois, dal Doderlein 
e dal Giglioli, questione del resto non ancora ben risoluta, fu 
preso un esemplare a Santo Stefano al Mare nell'Ottobre 1889. 
Nello stesso anno ne vidi altri due sul mercato di Genova, e 
nel Novembre del 1896 ne fu pescato uno a Camogli, che ora 
è conservato a secco nelle collezioni di questo Museo Civico e 
del quale do qui le misure : 

Lunghezza totale Cent. 87 

» del capo « ^1 

» della pettorale .... » 16 

Diametro dell' occhio » 4 V2 

Altezza del corpo » 27 

» » 3.° raggio dorsale . . » 7 

Confrontando i rapporti di queste misure con quelle di esem- 
plari di D. vulgaris di eguali dimensioni, troviamo che il rapporto 
tra la lunghezza del capo e il diametro dell'occhio è ben diverso, 
poiché in questi la lunghezza del capo essendo eguale, il diametro 
dell' occhio non è che di cent. 2 ^j^. Da questo fatto credo poter 
arguire che sia da escludere del tutto l' ipotesi che il D. gibbosus 
sia r adulto mostruoso del D. vulgaris. 

Smaris insidiator, Cuv. & Val. 

Nel Dicembre 1890 fu preso un esemplare di questa specie, 
nuova per il nostro Golfo. 

Sargus cervinus, Cuv. .V: Val. 

Questo pesce, comune a Tenerifta, più raro sulle coste Porto- 
ghesi (Steindachner), poco frequente in Sicilia (Doderlein) . era 
ignoto nell'alto Mediterraneo ; soltanto nel Settembre dell'anno 



138 A. PERUGIA 

scorso il Museo Civico ne ebbe un bellissimo esemplare pescato 
nel Golfo di Genova. Esso misura: 

Lunghezza totale Cent. 41 

Altezza del corpo » 18 

Lunghezza del capo » 11 

Diametro dell' occhio » 2. 75 

Lunghezza della pettorale ... » 14 
» 4.* spina dorsale ... » 5. 50 
Formola delle pinne e della linea laterale. 
D. 11-13 A. 3-12 LI. 60 LI. 9/16 Denti 12/8. 
Questo esemplare, benché adulto, ha ben marcate le 4 fascio 
nere verticali sui fianchi, che distinguono ({uesta specie. 
Scorpaena ustulata, Lowe. 

Ricordo questa specie indicata per la prima volta dal Belletti 
da Nizza , soltanto per dirla altrettanto comune a Genova quanto 
a Nizza. 

Ruvettus pretiosus, Cocco. 

Specie rammentata dal Golfo di Genova da varii autori; ma, 
credo, riportandosi sempre all' unico ed antico esemplare conser- 
vato nel Museo zoologico della R. Università di Genova. 

L' esemplare pescato presso Sestri Levante Vìi Dicembre 1896 
ed acquistato dal Museo Civico, è certamente' il primo preso nel 
Golfo da molti anni a questa parte. Esso misura : 

Lunghezza totale 1. 10 

del capo .... 0. 25 
Diametro dell' occhio .... 0. 4. 
Luvarus imperialis, Raf. 

Un grande esemplare, lungo metri 1 . 60 fu pescato a Chiavari 
nel Luglio 1892. 
Echeneis holbrookii, Gùnth. 

Da Camogli nell'Agosto 1895 si ebbe un individuo di questa 
specie lungo cent. 37. Il suo disco misura cent. 9 ed è com- 
posto di 21 lamelle. Presenta distinta la fascia nera orlata di 
bianco, che dalla ]ìunta del muso corre sui fianchi fino alla base 
della caudale. 



PESCI NUOVI PEL GOLFO DI GENOVA 139 

Schedophilus medusophagus, Cocco. 

Nelle collezioni del Museo Civico trovai due esemplari di 
questa rarissima specie con indicazione di provenienza dal Golfo 
di Genova. 

Sono individui adulti e benché da lungo temjio conservati in 
alcool, presentano ancora traccio della colorazione e le macchie 
brune sparse irregolarmente sui fianchi. 

Gobius Knerii, Steind. 

Alcuni esemplari di questo Gobius furono presi a S. Pietro 
della Foce (Genova). È specie citata soltanto delle coste Dalmate. 

Blennius Rouxi, Cocco. 

Il sig. Borgioli ebbe quest' anno un esemplare di questa specie 
non trovata fino ad ora nel nostro mare. 

Crenilabrus coeruleus, Risso. 

R generalmente ammesso oggi da tutti gli ittiologi che il 
C. coeruleus non sia che una varietà del C. ruelanocercus , o più 
probabilmente individuo di sesso differente. Avendo avuto occa- 
sione di osservare dei bellissimi esemplari del coeruleus sul 
nostro mercato, ne darò la descrizione dei colori , non alterati 
dall' azione dell' alcool. 

Il colore è azzurro intenso sul dorso, con macchie azzurre nella 
regione caudale. La parte toracica ha delle sfumature azzurro 
argentato ; una striscia celeste parte dalla mascella inferiore , 
biforcandosi contorna V occhio e va all' orlo posteriore del preo- 
percolo seguendone 1' orlo inferiore. La dorsale spinosa è azzurra, 
la molle verdastra con grandi macchie celesti. L' anale ha alla 
sua base una fascia rossa e negli interspazi dei raggi una mac- 
chia azzurra. Pettorale rossastra con la punta celeste. Caudale 
a base chiara con numerose macchie rotonde celesti ed orlata 
di azzurro cupo quasi nero. 

Wlolva vulgaris, Flem. 

Nell'Ottobre del 1896 ne fu pescato a Savona un esemplare 
lungo metri 1,4*2. 

Di questa specie esiste nel Museo Zoologico della R. Università 
fli Genova un esemplare con indicazione di provenienza dal Golfo 
di Genova. Il Museo Civico ne possiede un bellissimo preso a 



140 A. PERUGIA 

Borgo di Gaeta. Dagli indiviflui del nostro golfo si può desu- 
mere che questo Gadoide si spinge accidentalmente nell' alto 
Mediterraneo. 

Scopelus caninianus, Cuv. Sa Val. 

Il sig. Borgioli ebbe un bellissimo esemplare di questa specie 
nuova per il nostro Golfo, dai pescatori di Cornigliano. 

Belone Cantrainii, Cuv. t^- Val. 

Un esemplare da Cornigliano pescato nel Giugno 189o. 

Questa specie è rappresentata nel Museo Zoologico della R. 
Università di Genova e nel H. Museo di Firenze da esemplari 
provenienti dal Golfo di Genova; ma è specie rarissima per il 
nostro mare. 

L' esemplare del Museo Civico è lungo Cent. 89 

Capo e becco » !25 

Diametro dell' occhio » "2 ^^ 

Pettorale » 6. 

Colore del dorso azzurro acciaio, ventre argenteo, pinne verde 
chiaro con fascia oscura all' orlo ; porzione anteriore della dor- 
sale nerastra. 

Ranzania truncata, Nardo. 

Nel Luglio del 1891 fu preso a Camogli un esemplare di 
Ranzania. Disgraziatamente i pescatori ne avevano levato la 
pelle ed è questa soltanto ed in poco buono stato che il Museo 
Civico potè avere per mezzo del sig. Borgioli. Per altro a questo 
abile ed ingegnoso tassidermista riusci ancora di prepararla cosi 
bene, che ora il raro campione, nuovo |)er l'ittiofauna ligure, 
fa ottima mostra di se nella collezione di questo istituto. 

Circa nella medesima epoca il sig. A. Valle, aggiunto al Ci- 
vico Museo di Trieste mi scriveva essere stato preso in quel 
golfo un altro esemplare, ora conservato a secco nelle collezioni 
di quello stabilimento. Per mia esperienza posso notare il fatto 
piuttosto strano che questa forma, essenzialmente pelagica trovata 
in varie e lontane regioni, è più comune che altrove nell' Adria- 
tico, lo ne ebbi in dieci anni circa, cinque esemplari. A questo 
proposito mi sia permesso fare un'osservazione. Il l).""" V. Carus, 
nel suo Prodi'onuis Faunae Mediterraneae, cita tra gli autori che 



PESCI NUOVI PEL GOLFO DI GENOVA 141 

registrano la Ranzania dall' Adriatico e specialmente da Trieste 
il Graeffe (che per quanto mi consta non vide di Ranzania che 
l'ultimo esemplare da me avuto nel 1881 e da me donato al- 
l' egregio amico Dott. Steindachner per il Museo di Vienna) e di- 
mentica il mio Elenco dei pesci dell' Adriatico, dove la Ranzania 
è anche figurata (^ ) e dal quale quanti si occuparono in seguito 
dell' ittiofauna Adriatica attinsero lautamente e molte volte senza 
citare la. fonte da dove provenivano le loro indicazioni. 

Ophichthys hispanus (Belletti). 

Specie nuova per il Golfo di Genova, indicata di Nizza dal 
Moreau. 

Petromyzon fluviatilis, L. 

Anche questa è specie nuova per il nostro mare. I nostri 
esemplari provengono da Sestri Levante ; altri ne ebbe il sig. Bor- 
gioli da Cornigliano nei Gennaio e Febbraio. 

(') ciò che d'altronde ha fatto pure per il Lvvarus imperialis. 



ON SOME NEW PHALANGERS OF THE GENUS PSEUDOCHIRUS 
BY OLDFIELD THOMAS 



By the kindness of the autliorities of the Museo Civico, Genoa 
I have been permitted to examine some mammals obtained by 
Dr. Loria in the district of the Yanapa river, British New Guinea. 
Examples are present of the rare species Dendrolagus dorianus, 
Dorcopsis macleayi and Phascologale wallacei , intergrading spe- 
cimens of both dark and light forms of Phalanger orientalis, and 
finally three skins of a new Pseudochirus allied to Ps. albertlsi. 
In working out the last named , two other Pseudochiri in the 
British Museum, received since the publication of the Catalogue 
of Marsupials , prove to need description. 

The British Museum has been most generously presented with 
a du})licate series of tliese interesting mammals. 

By Dr. Loria's desire , the new species discovered by him is 
named in memory of his deceased sister. 

1. Pseudochirus corinnae, sp. n. 

General external appearance above strikingly like that of Ps. 
alberlisi. Indeed the resemblance is so great that at first sight 
the two animals appear to be identical, many and essential as 
their detailed differences are. General colour of l)ack rather 
lighter and more silvery, especially where it borders on each 
side the dark dorsal line. Ears longer, closely hairy to their edges 
outside, but entirely without the long black hairs with which 
they are tufted in Ps. alberasi; lower part of their outer edge 
with a yellowish spot. Undersurface of body dirty rufous or 
fulvous grey, little defined ; without mesial white markings. 
Hands^ feet and tail not or scarcely darkening terminally ; indeed 
the digits are lighter than the metapodials , though there are 



ON SOME NEW PHALANGERS 143 

some black hairs at tlie bases of the claws. Terminal half of tail 
naked and very coarsely shagreened along its under surface. 
Centre of chest with a skin gland. 

Skull with the zygomata much less strongly and abruptly 
thrown out in the orbital region than in Ps, albertisi. Nasals 
longer and less strikingly broadened behind. Interorbital region 
also less broadened in front, its edges raised into ridges similar 
in character to those of the allied species, but viewed in profile 
they are less high opposite the centre of the orbits. Bullae 
conspicuously smaller than in Ps. albertisi, scarcely inflated at all. 

Teeth. Anterior upper incisors very long ; i^ rather shorter 
horizontally than in albertisi, but still longer than /^. Canine 
longer than any of the four teeth nearest to it, twice the heiglit 
and four times the bulk of the small anterior premolar next 
succeeding it ; — in albertisi the canine and first premolar are 
of about the same size. Molars rather larger than in the allied 
species. 

Below , the anterior incisors are quite different to those of 
albertisi, being long and straight, without the peculiar concavity 
of the upper edge characteristic of that species. A single inter- 
mediate unicuspid tooth present on each side. Other teeth as 
usual. 

Dimensions of an adult male, in skin : 

Head and body (c) 310 ; tail (c) 320 ; skull, basal length 63.5; 
greatest breadth 41 ; nasals 23 X H-o; interorbital constriction 
7; palate breadth outside m- 20. Vertical height of i^ 0.3; 
horizontal length of ^^ 2.7; height of canine 3.4; combined 
lengths of ms^-^ 13. Length of i^ 11, of ms^-^ 17.5. 

Hab. Mountains of Vanapa, British New Guinea. 

Co-types, two males, precisely similar to each other, in the 
Genoa and British Museums. Collected and presented by Dr. 
L. Loria. 

In spite of its superficial resemblance to Ps. albertisi, this 
species may be readily recognized by the absence of the mar- 
ginal bristles to the ears, by its uniform dull fulvous belly, b} 
its narrower nasals, smaller bullae, the length and straightness 



ì^^ OLDKIKIJ) THOMAS 

ut' both upper and lower anterior incisors, and by tlie marked 
difference in the size of the u{)per canine and anterior pre- 
molar. 

^. Pseudochirus albertisi coronatus, subsp. n. 

Similar in essential characters to the typical form, but the 
fur of the body enormously lengthened (hairs of back 30 to 
3o mm. long), the coloration deeper, richer and more coppery, 
the brown of the hands, feet and tail darkened to shining black, 
and the dorsal line extending on to the crown of the head, where 
it trifurcates and forms a sort of cross. On the undersurface , 
instead of a white mesial patch , sharply defined , th(^ lighter 
colour is little defined , and strongly suffused with fulvous 
brown. 

Cranially there is only available a young skull of coronatus 
for comparison with old ones of lypicus, but the posterior part 
of the nasals and the interorbital region just behind them are 
so very much narrower than in typiciis that it seems unlikely 
they would ever have attained the remarkable breadth characte- 
ristic of that form. Tliis difference is so great that if it is not 
reduced with age the two animals would have to be considered 
as different species. The teeth seem to be essentially similar 
in form , and also , allowing for their unworn and uncrushed 
state, in size. 

Dimensions of the type, a young sjiecimen in skin : 

Head and body (c) 250 ; tail (c) 220 mm. Skull, basal length 
48.5; greatest breadth 32.2; nasals 17 X 8; horizontal length 
of posterior upper premolar 4.5; of molars ^ - ^ combined 13.5. 

Hab. Arfak Mountains, N. W. New Guinea, at 2000 metres 
altitude. 

Type. Brit. Mus. 94. 2. 14. 4. Collected b\ Mr. Burke. 

The British Museum possesses a specimen of the typical Pn. ai- 
bertisi from Moeri also in the Arfak mountains at about 1000 m. 
altitude. At these two altitudes Mr. Biirke also collected specimens 
respectively referable to Phalanyer orientalis lypicus (1000 m.i 
and Ph. o. veslitus, M.Edw. (2000) wiioso differences in pelage 
are verv similar to these found in the two Pseudoc/tiri. 



ON SOME NEW PHALANGERS 145 

3. Pseudochirus cupreus, sp. n. 

Size decidedly larger than in Ps. albertisL General colour 
uniform dark coppery, very similar to that of Ps. cdbertisi co- 
ronatus. Dorsal streak , although distinct , not strongly marked , 
not reaching forwards on to the crown, and soon ending poste- 
riorly. Ears with the marginal part of their inner , as well as 
the whole of their outer surfaces well clothed with woolly hairs, 
among which there are a few longer black bristles, but these 
are both fewer and shorter than in Ps. albertisi. Under surface 
with irregular patches of white on the chest and in the inguinal 
region, the belly dull butty grey. Limbs darkening terminally, 
the hands and feet black. Tail at its base very thickly hairy and 
coloured like the body, but terminally, on the part which is naked 
below, it is very thinly haired above as well, becoming gra- 
dually practically naked at the extreme tip. The hairs on this 
terminal part are black. Naked part below tip very coarsely 
shagreened. 

Skull much larger and heavier than in the species above re- 
ferred to. Nasals less markedly narrowed in front and expanded 
behind than in Ps. albertisi. Interorbital space broad in front , 
rapidly narrowing to a well defined waist ; supraorbital ridges 
almost obsolete in front of the waist, but behind, on the brain- 
case, they coalesce into a high median sagittal crest, a coalescence 
wliich has not taken place in the oldest skulls of Ps. albertisi 
or corinnae liefore me. Bullae well swollen , botli below and 
behind. 

Teeth, apart from their greater size, agreeing fairly with those 
of Ps. albertisi, although the upper canine is rather larger than 
the premolar behind it, and the lower incisors are rather larger 
and less concave above. Molars very large and massive. 

Dimensions of the type, an adult male, in skin : 

Head and body (c) 425 ; tail (c) 330. Skull, basal length (c) 
70; greatest breadth 47; nasals 23.5 X 11.8; interorbital con- 
striction 7.2; palate breadth outside 7n^ 22.3, inside tn^ 13.6. 
Horizontal length of i^ 3.5, of jo^ 5.5, oi ms'^-^ 16. 

Hab. Mount Owen Stanley, British New Guinea. 

Ann. del Mies. Civ. di St. Nat. Serie -2.% Vol. XVUI (20 Luglio 1897) 10 



140 OLDFIELD THOMAS 

Type. Brit. Mus. No. 90. 1. "25. 4. Purchased of Mess." 
Mc. Ilwraith and Co. 

This fine sjiecies, of which the British Museum possesses two 
examples, may be readily distinguished from its allies by its 
large size, dark colour, naked tail tip, different supraorbital 
ridges, and heavy teeth. 



DI ALCUNI PESCI RACCOLTI NELL' ALTO PARAGUAY 
DAL Cav. Guido Boggiani. 

NOTA 1.1 ALBERTO PERUGIA 



li Museo Civico di Genova ha recentemente ricevuto una bella 
collezione zoologica dal Cav. Guido Boggiani , noto per i suoi 
viaggi neir alto Paraguay, da lui stesso valentemente illustrati. 

Il Boggiani dopo un soggiorno di tre anni e mezzo in quelle 
regioni, tornò in Italia con una splendida raccolta etnografica, 
che ora appartiene al Museo preistorico di Roma (^) e dovendo 
in seguito recarvisi di nuovo, per scopi commerciali, si propose 
di dedicare una piccola parte del suo tempo anche allo studio 
della fauna. Egli si è mostrato abile raccoglitore ed acuto os- 
servatore anche in questo genere di ricerca, come aveva provato 
di esserlo per la parte etnografica e ciò è largamente attestato 
dai materiali ora pervenuti al Museo Civico. 

Trovasi fra questi una serie di pesci, limitata per numero di 
specie, ma molto interessante perchè due di esse sono nuove 
per la scienza e di queste una richiede V istituzione di un nuovo 
genere. 

Questi pesci furono tutti raccolti a Puerto 14 de Mayo, di- 
partimento di Bahia Negra, nel Chaco boreale. 

Lieto che a me sia toccato la buona ventura di inaugurare 
con questa breve nota lo studio delle collezioni del Boggiani , 
faccio voti che questo distinto esploratore perseveri nelle sue 
indagini zoologiche e che gli arrida la sorte. 

Genova, dal Museo Civico, 2U Luglio 1897. 



(') Vedi la prefazione del Dott. G. A. Colini al bel libro del Boggiani: 1 Caduvei 
(Roma, Loescher 1895). 



148 A. PERUGIA 



Bog-giania, n. g. 

D. 21, 11. A. 3,8. P. 17. V. 1, 5. LI. 39. 

Capo grosso a muso breve, completamente nudo, le squame 
della nuca minutissime, cessando alla regione occipitale. 

Bocca larga, il mascellare estendendosi fino sotto alla metà 
dell' occhio , il quale è grande , con il suo diametro quasi pari 
alla lunghezza del muso. Labbra grosse carnose. 

Preopercolo ed opercolo a orlo liscio. 

Denti conici, piccoli, in più serie alle mascelle. Senza denti 
al palato. 

Narici piccolissime all' estremità del muso. 

Membrana branchiostega unita all' istmo. 

Processi interni degli archi branchiali molto brevi, con piccoli 
aculei. 

Questo nuovo genere, che ho il piacere di dedicare al suo 
scopritore, ha per tipo la specie seguente. 

1. Boggìania ocellata, n. sp. 

La lunghezza del capo è un terzo della lunghezza totale , 
r altezza del corpo un quarto. La dorsale principia sopra 1' a- 
pertura opercolare. Ha la parte spinosa molto più estesa della 
molle contando essa 21 spine e la molle soltanto 11 raggi, 
i cui ultimi sono i più lunghi. Le spine della dorsale ed i 
primi raggi molli di essa sono alti quanto la lunghezza del 
muso. L' anale consta di 3 spine e 8 raggi molli , la prima 
spina è situata {)recisamente sotto 1' ultima spina dorsale. Le 
])ettorali e le ventrali sono pari in lunghezza e pari alla distanza 
dalla punta del muso all'orlo del jìreopercolo. La linea laterale 
subcontinua fora 24 squame nel suo percorso superiore eia nel- 
l' inferiore. Squame cigliate. 

Colore generale grigio. Un ocello ovale nero orlato di bianco 
sui raggi superiori della caudale. 

Un esem{)lare lungo 27 cent. 

Questo individuo, che credo poter ritenere rappresentante di 
un nuovo genere di Croniide molto atline alle Crenicic/tla , si 



r^Esci dell'alto Paraguay 149 

distingue da queste per la forma generale del corpo molto più 
arrotondato, a capo depresso ed a squame molto più grandi di 
quelle che ci presentano le Crenicichla. 

2. Erythrìnus unitaeniatus , Spix. 

3. Tetragonopterus argenteus, Cuv. 

4. Bryconops melanurus, Steind. 

0. Anacyrlus (Roeboides) microlepis, Reinh. 

6. Serrasalmo rhombeus, Lin. 

7. PImelodus maculatus, Lac. 

8. Hypoptoma Guentheri, Blgr. 

Boulenger (Proc. Zool. Soc. Lond. 1895 & Trans. Zool. Soc. 
Lond. Voi. XIV, Part. II, 1896), descrive sotto questo nome la 
specie che egli crede erroneamente figurata e descritta dallo 
Steindachner quale hilohatum Cope , la quale non è , secondo il 
Boulenger, che il thoracatus Gùnther. L' Eigenmann nella sua 
synopsis sotto questo ultimo nome confonde le tre specie di 
questo genere , per le quali il Boulenger propone ora i se- 
guenti nomi ; 

H. thoracatus, Gùnth. ^= hilohatum. Cope. 

» Guentheri, Blgr. = hilohatum, Steind. 

') Steindachìieri , Blgr. = thoracatus, Steind. 

9. Plecostomus Commersonii (Val.). 

10. Chaetostomus vlttatus, Steind., Denk. Akad. Wien, Voi. 43, 
p. 15, Tav. II, iig. 5, 5 a. 

Di questa specie cosi distinta per la sua colorazione, trovo un 
piccolo esemplare lungo cent. 3, che presenta distinte le fascio 
brune su un fondo giallo chiaro. 

11. Brycon microlepis, n. sp. — D. II. A. 28. LI. 84. 

Capo un quarto della lunghezza totale (caudale compresa) e 
quasi eguale all' altezza del corpo misurata sotto al principio 
della dorsale. Diametro dell' occhio eguale allo spazio interorbi- 
tale, un po' meno della lunghezza del muso, e contenuto tre 
volte e mezzo in quella del capo. Bocca piuttosto ampia, il ma- 
scellare si estende a metà dell' orbita. Denti in tre serie all' in- 
termascellare ; la prima di piccoli denti conici, la seconda di 
piccoli tricuspidi, la terza di 4 denti tricuspidi più grandi; il 



11)0 A. PERUGIA 

mascellare è munito di minuti denti conici. Al mandibolare vi 
sono l'2 grandi denti multicuspidi con alcuni più piccoli agli 
angoli. La dorsale , non molto alta , è un po' meno che la 
distanza dalla punta del muso all' orlo del preopercolo , uguale 
allo spazio che la divide dalla piccolissima adiposa. L' anale è 
lunga il doppio e alta metà della dorsale. Le pettorali arrivano 
alla base delle ventrali, che sono piccole. 

Colore acciaio sul dorso, argenteo sul ventre; 8 a 10 linee 
ondulate nere vanno dal dorso al ventre. Macchia all' omero 
indistinta. Caudale con una larga striscia nera al centro. Anale 
orlata di nero; le altre pinne trasparenti. 

Lunghezza dell'esemplare cent. 15. 



STUDI SUGLI ARACNIDI AFRICANI 

DEL Prof. P. PAVESI 



IX. 
ARACNIDI SOMALI E GALLA 

RACCOLTI DA DON EUGENIO DEI PRINCIPI RUSPOLI 



Ebbi in graziosa comunicazione , dal Museo civico di Genova 
e dal prof. C. Keller del Politecnico di Zurigo , gli aracnidi 
raccolti da don Eugenio dei principi Ruspoli ne' suoi ultimi due 
viaggi in Africa. 

Com' è noto (^) , la prima spedizione di quest' audacissimo 
esploratore, finito tragicamente a Gubala Ginda fra gli Amhara- 
Burgi, nel cui cimitero riposa la salma, fu compiuta dall' 8 luglio 
al J.'' dicembre 1891, partendo da Bèrbera per l'Ogaden e ritor- 
nandovi, dopo aver traversato due volte l' Uebi-Scebeli e veduto 
dai monti Audò la valle del vero Ueb , tributario del Giuba. Il 
suo illustre compagno di viaggio Keller ha molto contribuito alle 
raccolte zoologiche; ma d' aracnidi poco riportato. 

La seconda è stata in questo assai più proficua, per aver durato 
maggior tempo ed essersi inoltrata quasi ai laghi centrali sulla 
via dell' Ueb e del Daua , indi all' Omo , percorrendo anche pa- 
recchie volte il grande Ganana da Marre, che il principe ribat- 
tezzò Magala re Umberto, a Barderà, dove un assassinio africano 



(') G. Marinelli, Commemorazione di don Eugenio dei principi RuspoU (con 
ritratto, carte e schizzi), Firenze 1895; E. Millosevich, Don Eugenio RuspoU - 
Discorso commemorativo (con ritratto , schizzo generale degli itinerari ed 
un' appendice astronomica), Roma 1895. 



152 p. PAVESI 

s'era non molto prima consumato sulla persona del celebre barone 
von dar Decken, e d'onde mosse le sue gloriose campagne il 
cap. Bottego col Grixoni. In un anno, dal 6 dicembre 1892, 
lasciando nuovamente Bèrbera, al h dicembre 1893, data infausta 
per la morte del principe, e di poi, fino al 3 febbraio 1894, 
dal resto della spedizione, scesa frettolosamente, fra mille peri- 
pezie, a Brava sull'oceano Indiano, fu messo insieme un mate- 
riale preziosissimo. Non poco devesi allo stesso don Eugenio , 
specie quello delle escursioni da Girma ad Hauacio e da Coromma 
al Bissan Abbaja, da lui scoperto e che merita il cambio di nome 
in lago Ruspoli, anche per non confonderlo col vicino Abbaia nel- 
r alto Ganale Guddà ; però giustizia vuole si attribuisca il più alle 
ricerche del compianto botanico bolognese dott. Domenico liiva, 
che, insieme col secondo sig. Luigi Lucca, salvò scritti e raccolte 
e trasportò ogni cosa in Italia. 

Le due spedizioni Ruspoli diedero un' ottantina di specie 
d' aracnidi ; ma non erano da sperarsi grandi novità. Anzitutto 
la fauna dell'Africa centrorientale è simile dall' alto Egitto ai 
grandi laghi, da questi allo Zambesi, ed ha alquanto di comune 
con quella dell'Arabia meridionale ; paesi molto investigati , si 
che numerose sono le pubblicazioni anche intorno agli aracnidi. 
Io pure vi ho contribuito il meglio che ho potuto , illustrando 
gli aracnidi d'Assab e Massaua raccolti dal co. Bouturlin : dello 
Scioa dal march. Orazio Antinori : della Somalia dall' ing. Luigi 
Bricchetti-Robecchi : della regione del Giuba dal cap. Bottego 
durante gli anni 1892-93: d' Inhambane da Carlo Fornasini: 
dell' alto Zambesi dal rev. Luigi Jalla. 

Tuttavia le spedizioni Ruspoli recano vantaggio al nostro ramo 
di scienza , sia per complemento della corologia di specie note , 
che per la scoperta di sessi finora sconosciuti di altre e di specie 
nuove, le quali sommano ad 8, con 2 generi nuovi; risultato 
tutt' altro che spregevole, se lo mettiamo in confronto con quello 
delle anteriori o contemporanee predette spedizioni italiane, delle 
francesi, tedesche ed inglesi. 

Osservo che di queste specie d' aracnidi appartengono 7 a 
scorpioni, 1 a pseudoscorpioni, '> a sol})ughe, 5(1 a ragni, 2 ad 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 153 

opilioni, 8 ad acari. L'ordinamento loro, seguito nella presente 
memoria, potrebbe per avventura far credere che io non conosca 
non voglia adottare le classificazioni più recenti , almeno per 
quanto riguarda i gruppi sistematici superiori. 

So benissimo in vece che nel Sìstetna acarologico del Ca- 
nestrini {'■), dove ha fatto tesoro della proposta dell' Haller (^) 
e degli interessantissimi lavori di molti biologi, gli Acari sono 
elevati al grado di classe. Ne giustificano la separazione dagli 
aracnidi p. d. la morfologia e l'embriologia, presentando essi 
indistinti i metameri e fasi di sviluppo , talora complicatissime , 
cioè larve esapode e ninfe perfino di tre sorta. Cionullameno e 
zoologi e la maggioranza degli specialisti aracnologi sono di 
contrario avviso. Cosi il Bernard (^) li ritiene senz'altro aracnidi, 
arrestati nello sviluppo, larve fisse, direi stasi di aracnidi, pro- 
babilmente ragni ; ed il Pocock (*) li conserva al grado di ordine 
in quella sua sezione Holosomata degli Arachnida Lipoclena, cui 
ascrive inoltre pseudoscorpioni ed opilioni; infine il Wagner ("), 
pur interpretando diversamente dal Bernard la loro divergenza 
dal primitivo tipo, ossia considerandoli forme « degenerate » dal- 
l' ipotetico Protarachnoìi, ò bene esplicito nel dichiararli « indub- 
biamente » aracnidi. Ai quali acari già il Thorell C^), costruendo 
r albero filogenetico de' suoi aracnidi Thoracopoda^ avvicinava 
lo stipite dei pseudoscorpioni, da cui sarebbero derivati gli opilioni 
e tutti gli altri ordini , tranne le solpughe ; e poco più tardi il 
Ray-Lankester ('^) formava la serie ascendente de' suoi Lipo- 
branchia con acari , opilioni , pseudoscorpioni e solpughe , 

(') In Atti R. 1st. Veneto se. lett. arti (7) II, 1890-91, p. 699; ripubblicato in 
Prospetto dell' Acarofauna italiana, parte V, Padova 1892. 

(2) Die Mundtheile und die systematische^Stellung der Milben, in Zool. Anz. IV. 
1881, p. 380. 

(3) Some Observations on the Relations of the Acaridae to the Arachnida, in 
.lourn. Linn. Soc. London Zool. XXIV. 1892. 

(«) Morphology of the Arachnida, with ISotes on the Classification of the Group, 
in Ann. a. Mag. Nat. Hist. (6) XI, 1893, p. 1, tav. I-II. 

(5) Contributions to the Phylogenie of the Arachnida — On the Position of the 
Acarina, ibid. (6) XV. 1895, p. 285 (trad, dall'originale tedesco in .lenaische 
Zeitschr. f. Naturwiss. XXIX. 1894, p. 123). 

(6) Etudes scorpiologiques, in Atti Soc. ital. sc. nat. XIX, 1877, p. 86. 

(J) Limulus an Arachnid 1 , in Quart. Journ. Micr. Sc. XXI, 1881, p. 647. 



15/i p. PAVESI 

quest'ultime separate dal Pocock per crearne la sezione Myce- 
tophora. 

Quanto alla classificazione di ciascuno degli ordini, rappresentati 
nelle raccolte Ruspoli, non vale la pena di occuparsi che dei 
ragni per il più gran numero delle specie loro. E però aggiungo 
che non ignoro, anche su questo proposito, come alle classifica- 
zioni precedenti ed in particolare a quella del Tliorell (^), per 
la grande importanza sistematica data dal Bertkau (-) a certi 
organi inframamillari e metatarsali, altre le si sostituirono, con 
diversa disposizione dei sottordini e delle famiglie. Lo stesso 
Thorell (^), criticando i postulati dell' aracnolo,o:o di Bonn, ne ha 
proposta una nuova , ancora modificata nell' ultimo suo volume 
sui ragni birmani ('') ed il Simon (^) , seguendo le idee del 
Bertkau, quella che ora svolge nella seconda edizione della sua 
Hisloire naturelle des Araignées (^). 

Per Thorell l'ordine dei ragni è suddiviso nei sottordini Pa- 
ì'allelodontes, costituito dalla tribù (^) Terrilelarlae, e Antiodontes, 
con le tribù Cavitelariae^ Pseudoterritelariae, Tuhitelariae^ Retite- 
lariae, Orbitelariae, Citigradae^ Laterigradae, Saltigradae; per Simon 
nei sottordini Theraphosae di 3 famiglie e Araneae verae, com- 
prendenti le sezioni delle Cribellatae con 8 famiglie , e delle 
Fxribellatae con 30 famiglie , divise nelle sezioni llaploggnae ad 
organi sessuali semplici da Theraphosae ^ ed Entelogynae con 
claustro sormontato da un'epigina, più o meno complicata, ma 



('; On European Spiders I. Revdetc of the Genera in Nova Acta Rejr. Soc. Sc. 
Upsala (3) vn. 1869, estr. p. 12, 44 e seg. 

O Versuch einer natitrl. Anordnung der Spinnen, in Arch. f. Naturg. XLIV 
Jahrg. I. 1878, p. 351 ; Veber das Crlbellum und Calamistricm. Eln Beitrag zur 
Histol. Biol. u. Systemattk der Spinnen, ibid. XLVlll Jahrg. I. 1882, p. 316. 

(^) On D^. Bertkuii's Classification of the Order Ara near or Spiders, in Ann. a. 
Mag. Nat. Hist. 1886, p. 325-26. 

C) Descr. Catalogue of the Spiders of Burma preseri\ hi the Brit. Mi(seu7n, 
London 1895. 

('■) Etudes sur les Arachnides de l'Yemen, in Ann. soc. entom. France 1890, 
p. 79 e seg. 

(«) Tom. 1, Paris 1892-95; II, fas. 1, Paris 1897. 

(') 1 sistematici considerano universalmente la tribù quale gruppo subordinato 
della famiglia e non del sottordine, ossia quale sottofamiglia. Questo significato 
« permutaro non licet ». 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 155 

evidentissima. Anche il Pocock (^) ha tentata nel frattempo una 
classificazione dei ragni sul criterio della posizione delle filiere, 
persistenti alla metà del ventre o migrate all'estremità posteriore 
dell'addome, istituendo i gruppi delle Mesothelae e delle Opisto- 
thelae; quest'altro poi suddiviso in Mygalomorphae {=: Paralle- 
lodontes Thor. = Theraphosae Sim.) ed Arachnomorphae (= Antio- 
dofites Thor. =: Araneae verae Sim.). Tutti insomma cominciano 
la serie coi migalidi e simili e la chiudono cogli attidi ; ma non 
s' accontano nella disposizione e nella formazione delle famiglie 
intermedie. 

Né io voglio })er ora entrare nella discussione e mi sono qui 
attenuto alla classificazione aracnologica seguita nel 1880, fin 
dal primo de' miei Studi sugli aracnidi africani, all' unico scopo 
di poter stabilire più facilmente le comparazioni coi precedenti ; 
ho accettato soltanto 1' estensione maggiore o minore di qualche 
famiglia e la ragionevole sostituzione di alcuni nomi generici o 
specifici in omaggio alla legge di priorità. 

Pavia, dal Laboratorio zoologico della R. Università, 2(j Aprile 1897. 



(1) I-'i phis till s and its hearing l'pon the ciassijlration of Spiden 
a. Mag. Nat. Hist. (6)'X. 1S92, p. ;^14. 



156 



Ord. SCORPIONES 

Fain . AND li C T O N I D A E 

1. Buthus hottentotta (Fabr.) 1793. Entom. Nys/. II, p. 430, 
sub: Scorpio. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 3 (495). 

Parecchi nell'Elba (13 febbraio 1893), di Magala re Umberto 
(marzo-aprile) e di Dolo (aprile). 

H. Buthus conspersus, Thor. 1877. Eludes scorpioL, p. 41 (115). 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Somalia, p. 4. 

Due nell'Ogaden (1891). 

3. Parabuthus liosoma (Hempr. Ehr.) 1829. Vorlàuf. Ueh. yiord- 
Afrtka. Scorp., p. (10) 357; Sijmb. phys. Scorp. , tav. II, fig. 6, 
sub: .\ndroctonus (Prionurus) leiosoma. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa e Abiss., p. 96 e nota 1; Aracn. Somalia, p. 4. 

Parecchi , uno nell' Ogaden col solito IV segmento codale 
bruno (1891), altri di Dolo (aprile 1893), e due senza indica- 
zione di località (2.° viaggio). 

4. Lepreus vittatus, Thor. 1877. Etur/es scorpioL, p. 47 (121). 

Sin. — Cf. Pavesi, .\racn. Zambesi, p. 2, sub: Uroplectes. 

Vn ad. con due striscia longitudinali nere assai evidenti e ben 
separate dalla mediana testacea, mancante però di palpi e coda, 
nell'Ogaden (1891); altri due più giovani, var. nigrimanusVoc. 
1890 (P. Z. S., p. 130, tav. XIV, fig. 2) del Lepreus Fischer i Karsch 
(Miinch. entom. Mitth., p. 124) a Debain snllTeb (23 febbraio 
1893) e Medo-Erelle (luglio). 

Il tipo vittatus era di Catl'reria, il Fischer/ di Brava (Somali), 
I'd MIT. nigrimanus dì Mombas; scorpione trovato anche nel Massai, 
ad Itala, ecc. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 157 

5. Lepreus carinatus, Pocock 1890. Kevis. of Scorpions of the 
fam. Buthidae, with Descr. of some South-African Species^ P. Z. S. , 
p. 129, tav. XIII, %. 3. 

Sin. — Cf. Kraepelin, Nachtr. zu Theil I Revis. Scorp. 1895, p. 16. 

Due esemplari di Dolo (aprile 1893) e Bela (giugno). 

Soltanto 16 denti (invece di 24-27) ai pettini; fascie longitu- 
dinali nere dell' addome larghissime, senza le laterali testacee o 
gialle ; sulle zampe appena accennate le macchie nerastre ; mano 
e Y segmento codale bruni, anziché neri. Le misure corrispon- 
dono esattamente a quelle rilevate dal Pocock sul tipo del Museo 
britannico, ch'era maschio, tranne la mano lunga 2,5 millim, 
invece di 1,9. 

Fam. PANDINIDAE 

6. Pandinus africanus (Linn.) 1754. Miis. Rey. Adolph. Frid., 
p. 84, sub : Scorpio. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aì^acn. Somalia, p. 4. 

Una grande femmina verde-glauca, con 19 denti ai pettini, 
intermedia fra subsp. belUcosus L. Koch e subtypicus Kraep. {Revis. 
Skorp. Il, p. 69), neirOgaden (1891). Un grossissimo maschio 
bellicosus L. K. a mano liscia, senza dentature sul margine in- 
terno, con 14 denti ai pettini, di Arigalgalù (1 agosto 1893); 
altra femmina subtypicus Kraep. a mano assai granulosa e for- 
temente dentellata al margine interno, con 16 denti ai pettini, 
sui monti Audò (7 febbraio 1893); ed un giovane subtypicus 
forma Broteas hirsulus L. Koch {Aegypt. u. Abyss. Arachn. 1875, 
p. 8, tav. I, fig. 3), che Kraepelin riferisce allo stesso africanusL., 
il quale, se giovane, è molto peloso sui palpi e specialmente sulla 
mano, esemplare di Bela (giugno), avente però brune le zampe, 
tranne i tarsi, e 20 denti ai pettini. 

7. Opisthacanthus asper (Peters) 1861. Ueb. die von ihm in 
Mossambique ges. Skorp., Monatsber. Akad. Berlin, p. 513. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Inhambane, p. 5 (538) — Add. Simon, Arachn. Afr. 
équat. ej:p. Teléhi, 1890, p. 130 (54): Kraepelin, Revis. Skorp. II. 1894, p. 126: 
id. shoì-p. in Deutsch-Ost-Afrika. IV. 1895, p. 4. 



1S8 p. PAVESI 

Vn solo con 8 denti ai pettini, bolla velenifera e tarsi testaceo- 
rossastri, sterno, coscie e ventre testacei, rosso-bruno nel resto, 
di flergliesa (settembre 1893). Specie caratteristica dell' Africa 
centrorientale (Massai, Chilimangiaro, Mossambico, Delagoa, lago 
Rodolfo). 

Ord. PSEUDOSCORPIONES 
Fara. CHELIFEEIDAE 

8. Atemnus Letourneuxi, Simon 1881. Descr. d' Arac/m. nouv. 
d'Afrique (Chernetes de la basse Egypte), p. 1:2, sub: Chelifer; 
Arac/in. de l'Yemen^ Ann. Soc. entom. Fr. 1890, p. 121 (4o). 

Un esemplare a Bela (giugno 1893) « oculis nullis ». 
Specie dell'Arabia meridionale e comune in tutta la regione 
desertica del nord -Africa (Simon). 

Ord. SOLIFUGAE 
Fam. GALEODIUAE 

9. Galeodes arabs, C. L. Koch 1848. Die Arachn. XV, p. 85, 
fig. 147G. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 7 e 97, A7^acn. Giuba, p. 4 (496), At^acn. Ho- 
malia. p. 5, sempre sub : graecus C. K. — Add. Pocock, Notes of the Sollfv.gae 
BHt. Mus. in Ann. a. Mag. Nat. Hist. (6) XVI. 1895, p. 77. 

Una femmina ad. nelV Ogaden (1891), altre a Dolo (22 maggio 
1893). 

Esteso dall'Asia minore ad Aden , dall' Egitto all'Algeria , al 
Nilo bianco, alla Somalia (Pocock). 

Oaiieiitiis (') n. g. 

Tuber oculiferum anlice selis duabus laeviter bulbosis munitum. 
Digitus fìxus brevior quam basin mandibulaì'u/n, denùbus iniquis 
armatus. Palpi robusti, longi. Ungues glabri, tarsi I unguibus 
carentes; rnetalarsi IV subtus spinosis, tarsi septem-articulati. 

(') Noni, projir. mythul. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 159 

Zeriae Simon 1879 (^) hoc genus valde a/fine videtur, sed 
spinis metatarsorum IV distinguitur; qua re Zeriam melius coUigit 
Solpugae. Setis ante ocidis, ut in Galeode, Solpuga differì; 
unguibus glabris, ctateris notis a Galeode remoturn est. Typus: 
C. Raspolli n. 

10. Canentis Ruspolii, n. sp. 

Testacea, cephal olhoracis lateribus, vitlis tribus mandibularum , 
palpormn tibia metatarsoque, parce femore ///, annulo lato distale 
femoris et lateribus tibiae IV brunneis; parte cephalica antice la- 
tiore quam longiore, stria media profunda; oculis diametrum circa 
sese disjunctis; palporum metatarso prope apicem fortiter attenuato; 
pedibus 4. 3. 1. 2; digito fixo mandibularum in parte antica den- 
libus 5, secundo maxima, primo et quinto aequalibus, palporum 
tibiis et metatarsis subter seriebus chablis spinis brevibus , meta- 
tarso IV spinis 4-5 gracilibus in serie unica, armatis. 

Long. corp. mandib. incl. 28 mill. Mas ignotus. 

Una sola femmina fra Lugli e Barderà nel febbraio 1893. 

Colore testaceo, coi lati del cefalotorace , tre linee sulla base 
della mandibola (due superiori, una esterna), tibia e metatarso 
dei palpi , faccia anteriore del femore III , la metà distale del 
femore ed i lati della tibia IV, bruno più o meno intenso ; tuber- 
colo oculare nero. Parte cefalica corta e larga, circa ^/g più Jarga 
al davanti della lunghezza, ad angoli ottusi, con stria longitu- 
dinale mediana profonda , tutta cosparsa di piccole , brevissime 
spine. Tubercolo oculare largo, trasversale, occhi discosti fra loro 
poco meno di un diametro. Mandibole lunghe 6 mill., a base 
robusta, vestita di setole disuguali ; dito fisso un po' più breve 
della base, compresso, orlato al margine superiore, inferiormente 
armato di un dente mediocre, poco lontano dalla punta, seguito 
da uno massimo e questo da tre crescenti , il 5.° quasi uguale 
al 1.", poi da due serie parallele di quattro denti granulosi ; 
dito mobile vestito lateralmente da setole forti , armato di tre 
dentin il primo cuspidato davanti, il secondo piccolissimo presso 

(') Classification des Galéodes, p. 118. 



160 p. PAVESI 

la base del terzo, grosso poco più del primo. Palpi lunghi 23 
mill.; trocantere con una spina mediana superiore; femore com- 
presso e dilatato all'apice, appena setoloso; tibia e metatarso con 
fini setole di sopra e due serie lineari di brevissime , robuste 
spine cornee alla faccia inferiore ; metatarso fortemente attenuato 
verso r estremità (come in Solpuga flauescens C. Koch , cui so- 
miglia alcun poco pel colore). Zampe lunghe I. lo, II. 14, III. 
17, IV. 30 mill; I gracili, semplicemente setolose, II spinosis- 
sime al metatarso e tarso , III anche alla tibia ; metatarso IV 
armato di sotto da una serie mediana di 4-5 spine cornee, gra- 
cili , non molto più lunghe delle setole , 1' apicale più lunga e 
forte. Mancano pettini stigmatici. Addome ovato senza disegno 
caratteristico. 

11. Rhax termes, Karsch 1885. Verz. der in das Massai- Land 

4 

ges. Myr. u. Arachn., in Jahrb. Hamburg. Anst. II, p. 136, fig. 6. 

Due femmine ed un maschio ad. a Dolo e Malcaré (maggio 1893). 

Nota finora di Longido; non ha che fare con l'ornata Poe. 
1895 (Solif. Brit. Mus., p. 93, tav. IV, fig. "2) di Mombas e su- 
bito se ne distingue per la mancanza degli anelli nerastri alle 
zampe e ai palpi; la femmina ha gialli i tergiti IV, V, Vili e 
IX, gli altri bruno-neri. 

12. Paracleobis Rivae, n. sp. 

Fulvo-testaceaj femoribus ad apicem_, tibiis ad basin, metatarsis 
et tarsis palporum exceptis, brunneis; abdomine supra infuscato; 
stria media cephalica profunda, tuberculum oculoruin attingente; 
metatarsis pedum maxillarium spinosis; femoribus IV robustioribus; 
spinis metatarsorum II-III validis. 

Long. max. corp. 18 mill. Mas ignotus. 

Tre femmine di Dolo (aprile 1893) e Bela (giugno). 

Colore fulvo-testaceo, tranne il tubercolo oculare nericcio, le dita 
mandibolari rosso-brune, l'estremità distale del femore, la basale 
della tibia, il tarso e quasi tutto il metatarso dei palpi, che ha 
soltanto un piccolo anello basale testaceo, bruno-neri, i tergiti 
dell' addome leggermente bruni. Parte cefalica non più lunga 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 161 

della larghezza, trapezoidale, con stria mediana evidentissima, 
raggiungente il tubercolo oculare , cosparsa di brevi setole , le 
marginali più fitte ed alcune lunghe, spinose. Tubercolo oculare 
recurvo al margine posteriore , preceduto da spine disordinate ; 
occhi discosti circa un diametro. Mandibole robuste alla base , 
irte di spinette alla faccia superiore; dito mobile con la punta 
molto arcuata in su, due grandi denti a metà lunghezza, il se- 
condo maggiore e preceduto da un dente piccolissimo, staccato ; 
dito immobile molto più corto della base, compresso, a cresta 
tagliente, serie dei denti, che comincia poco lontano dalla punta, 
formata da due grossi e curvi in dietro , seguiti da uno piccolo , 
poi da uno grosso come i primi, ma più corto, in fine quattro 
denti alternati grossi e piccoli. Palpi robusti, metatarso e tarso 
lunghi quanto la tibia , femore e tibia ingrossati nella seconda 
metà, trocantere con una spina apicale posteriore, femore prov- 
veduto di setole rigide, tibia anche di alcune spinette, tarsi spi- 
nosi, con spine in due serie parallele, le posteriori più brevi e 
robuste. Femore del IV paio di zampe robustissimo, tibie II-III 
con una spina terminale, spine dei metatarsi II-III forti e cornee. 
Ultimi segmenti ventrali setiferi. 

Per il metatarso spinoso dei palpi è piuttosto vicina all'a^/an- 
tica (Sim.) 1879 {Classif. des Galéodes, p. 132, sub: Gluvia) del 
Capo "Verde, che alla dorsalis Latr. mediterranea, creata tipo del 
nuovo genere Paracleobis Poe. ; pel colore s' approssima molto 
alla P. Balfouri Pocock 189S {Notes on some of the Solifugae 
Brit. Mus., p. 9o) di Socotra, che ha però bruna soltanto l'estre- 
mità distale del protarso del palpo e pallido il tarso , nonché 
altri caratteri distintivi, essendo di gruppo dorsalis. 

13. Ceroma ornatum, Karsch 1885. Verz. in Massai-Land ges. 
Myr. u. Aradin., p. 137, fig. 8-9. 

Una femmina a Giari Buie (settembre 1893), con le tre serie 
di macchie sui tergiti meno staccate che nel tipo dell' altipiano 
di Longido (viaggio Fischer). 



Ann. del Mus. Civ. di St. iXat. Serie 2.% Voi. XVIII (12 Agosto 1897J 



162 p. PAVESI 

Ord. ARANEAE 

Fam. EPE I II IDA E 

14. Nephila obsoleta, Gerst. 1873. Gliederlh. Sansibar in v. d. 
Decken's Reise in Ost-Afrika, III. ii, p. 498. 

Due femmine ad. di Dunonati (8 agosto 1893) e Giofa (set- 
tembre). Ne resta sempre ignoto il maschio e la specie è stata 
descritta su altra femmina ad. di Dafeta nei Tschagga, non mai 
più riveduta. 

15. Nephila sumptuosa, Gerst. 1873. Gliederth. in v. d. Decken's 
Reise in Ost-Afrika, III. ir, p. 501, tav. XVIII, fig. 12. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 6 (198); Aracn. Somalia, p. 5. 

Molte femmine ad. e giov. nell' Ogaden (1891), regione del- 
l' Uebi (febbraio-marzo 1893), Bela (giugno), da Bela a Medo- 
Erelle e Gellago (luglio), Herghesa (settembre), Banas (gen- 
naio 1894). 

16. Argiope trifasciata (Forsk.) \11^. Descr. Anim., p. 85, sub: 
Aranea. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. tunis., p. 45 (321): AìHicn. Inhambane, p. 8 (541) ; Aracn. 
Scioa, p. 9 = A. aurelia auct. 

Due femmine di Medo Erelle (luglio 1893) e Giari Buie (set- 
tembre). Ne ho molte anche del Cairo (viaggio Panceri 1873). 

17. Arachnura scorpionoides , Vinson 1863. Aran. Réim. Maur. 
et Madagascar, p. 291, tav. XIII, figg. 1-1 a. 

Sin. — Mapalocrota caudata Keyserling 1S63, Beschr. never Orbit., p. 82, 
tav. Ill, figg. 6-11 (fig. caudae mala). 

Afacliniirsi scorpionoides Thorell 1875, Spid. from N. Caledonia, 
Madagascar and Reunion, p. 137 : Lenz 1880, Beitr. sur Kenntn. Splnnenfauna 
Madagascar, p. 393. 

Una sola femmina di Hauacio (agosto 1893, colorata come il 
tipo Vinson dell' isola Maurizio. Vive anche alla Riunione ed a 
Madagascar; è nuova pel continente africano, ovunque rarissima, 
ignoto il maschio. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 163 

18. Larinia mitis, n. sp. 

Cephalothorace angusto^ in parte cephalica convexo, fulvo-testaceo, 
vitta inedia fusca^ lanceolata^ oculos poslicos attingente notato; oculis 
mediis fere aequalibus^ anlicis a lateralibus plusquam sese disjunctis; 
maxillis labioque brunneis; pedibus sai validis, fulvo-testaceis^ pa- 
tellis omnibus et tibia I supra fusco-lineatis, femoribus infra nigro- 
punctulatis; abdomine sub-ovaio vel rliomboidali, villa lata dorsali 
fusca a vitta flava albomarginala longitudinaliler persecta^ ventreque 
post rimam epigastris Lineis tribus nigris, ornatis. 

Long. corp. 9 mill. Mas ignotus. 

Una femmina adulta nella valletta dell'Elba (13 gennaio 1893). 

Cefalotorace stretto, alto e convesso nella parte cefalica, fulvo- 
testaceo, con fascia mediana bruna, lanceolata davanti, che parte 
dalla fossetta e raggiunge gli occhi posteriori ; strie cefaliche 
leggermente fosche e angolo del clipeo bruno. Occhi mediani 
uguali , formanti trapezio press' a poco lungo quant' è largo da- 
vanti, i posteriori contigui, gli anteriori discosti circa due dia- 
metri e più vicini fra loro che ai laterali; laterali contigui in 
linea appena recurva coi mediani. Mandibole robuste, convesse, 
fulvo-testacee , fulve alla base. Mascelle e labbro hviinì , con mar- 
gine bianco. Sterno nerastro , a macchie testacee intorno al 
margine, una mediana anteriore, rotonda con due punti neri 
in mezzo. Palpi testacei, più scuri all'estremità. Zampe non 
molto lunghe (I. 11, II. 9, III, 6, IV. 9 Va mill), né gracili, 
armate di numerose spinette cornee, lunghe poco più del dia- 
metro degli articoli , alcune sorgenti da punti neri ; fulvo-testacee, 
con l'estremità di coscio e trocanteri bruna, patelle brune alla 
base, percorse di sopra da una linea mediana fosca, nel I paio 
continuata sul mezzo della tibia, tutti i femori al di sotto, e spe- 
cialmente alla faccia posteriore, punteggiati di nero. Addome 
lungo 6 mill., largo Vs f^ella lunghezza, subovato, poco convesso 
di sopra e piano di sotto , subacuminato di dietro e davanti , 
sormontante il cefalotorace, con larga fascia dorsale fosca, divisa 
pel lungo da una fascia giallognola marginata di bianco e coi 
quattro punti impressi neri ; fianchi a macchiettine cretacee , 
ventre con tre linee parallele nere, la mediana meno distinta, 



164 p. PAVESI 

raggiungenti le filiere brune; pubescenza bianca e nera. Epigina 
bruna, più larga della lunghezza, con davo depresso ed appena 
più lungo dello scapo a due eminenze imbutiformi. 

Per la forma dell' addome, ovoidale breve, è del gruppo ano- 
malo puhiventris Sim., quindi assolutamente diversa dalla c^/om 
Aud. d'Egitto e simili di altre regioni africane, tutte con addome 
lungo, come nella longissima Sim. di Zanzibar. Per le zampe 
ricorda V epeiroides (Argiope) Cambr. di Palestina, che appartiene 
però ancora al gr. chloris ed ha punteggiata di nero la faccia 
inferiore delle zampe, non soltanto i femori, ecc. La specie più 
affine n'è la decens Blkw. del S. E. Africa equatoriale, dalla quale 
differisce per avere gli occhi mediani quasi uguali ; anzi credo 
che la Larinia, da me segnalata nello Scioa (p. 18) sotto il 
nome di decens, sia piuttosto questa ed in tal caso il maschio non 
sarebbe ignoto, bensì descritto fin dal 1883. 

19. Epeira striata, Bòs. Lenz 1895. Osl-afrikan. Spinnen ges. 
Stuhlmann, p. 19, tav. II, figg. 24-25; p. 20, tav. II, figg. 26, 
sub: similis. 

a. Forma striata — Un maschio ad. da Giacorsa a Banas 
(gennaio 1894); 

b. forma similis — Una femmina ad. nell' Ogaden (1891); 
e. forma intermedia mihi — Due maschi ad, , uno della 

regione dell' Ueb (febbraio-marzo 1893), l'altro di Gellago (luglio) 
ed una femmina ad. di Medo Erelle (luglio). 

Questi esemplari mi persuadono che la similis non è una specie 
distinta dalla striata. I maschi hanno due macchie bianche e ro- 
tonde nel campo scuro della base dell'addome, come la prima, 
ma piccole e, dopo la linea ondulata, che limita al di dietro 
questo campo, le striature della seconda, parimenti di essa il 
ventre pallido e molto spiccati gli anelli alle zampe, sopratutto 
sulle tibie I-II. La femmina ha le dette macchie bianche più 
evidenti, ma non grandissime ed in campo scuro, seguito dalle 
strie trasversali, al ventre la macchia nera, limitata di bianco 
dietro 1' epigina, come in similis tipo; la femmina medesima è 
alquanto più piccola di quella dell' Ogaden. L' epigina ne sembra 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 165 

Uguale. Le differenze avvertite dagli aracnologi amburghesi fra 
r epigina delle due specie sono insignificanti ; anche nei maschi 
il « retinaculum » del bulbo è molto dentato , appena dentato , 
quasi mutico, ecc. 

Poiché r^". cinerea Lenz 1886 {Beitr. Spinnenfaima Madaga- 
scar's, p. 390, tav. X, fig. 13) è stata descritta su femmina 
molto giovane, ne ritengo probabilissima la sinonimia e quest' ul- 
timo nome avrebbe la priorità; se pure tutte non andranno 
riferite alla mossainhicana Pavs. 1891 (Aracn. d'Inhambane, p.S 
[542] ), come la similis ha per patria Quelimane e Bagamoio ; 
forse ancora alla Kerstenii Gerst. 1873 (in Deckens Reise Ost- 
Afrika, III. ii, p. 492) di Mosci, ritrovata a Daimbi (Pavesi 1883 
Aracn. Scioa, p. 10). 

20. Epeira semlannulata, Karsch 1879. Wesiafrikan. ArachnideUj, 
in Zeitschr. ges. Naturwiss. LII, p. 334. 

Sin. — E. annulata, Simon 1884. Arachn. ree. Khartoum,!^. 14, tav. I, flg. 7 ; 
Bòsenberg u. Lenz, Ostafrikan. Spinnen, p. 21 

Un giov. maschio ad Aloi (agosto 1893) di questa specie ab- 
bastanza variabile anch' essa, con interrotte e quasi scomparse 
le linee trasversali nere della seconda metà dell'addome, e an- 
nuiate di bruno-nero soltanto il lY paio di zampe. 

Diftusa nell'Africa tropicale dall'Atlantico (Congo, Sierra Leena) 
all'oceano Indiano (Abissinia mer., Sudan, Mozambico, Baga- 
moio, ecc.). 

21. Epeira nautica, L. Koch 1875. Aegypt. u. Abyss. Arachn., 
p. 17, tav. II, fig. 2. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 13 ; Aracn. Assab e Massaua, p. 4 (200) sub : 
E. Redii; Aracn. Somalia, p. 6. 

Una femmina e due maschi giovani di Magala re Umberto 
(marzo-aprile 1893). 

22. Epeira Petersii, Karsch 1878. Ueb. der in Mossaìnbique ges. 
Arachìi., p. 320, tav. II, fig. 2. 

Una femmina incompletamente sviluppata e malconcia di Her- 
ghesa (settembre 1893); l' epigina non è evidente, l'addome porta 



166 p. PAVESI 

nella metà posteriore 3 tubercoli per lato, figurati e non descritti 
dal dott. Karsch. 

23. Gasteracantha lepida, Cambr. 1870. Notes coli. Arachn. 
Penins. Sinai a. African borders of the Red Sea, in P. Z. S. 
p. 821, tav. L, fig. 2. 

Sin. - Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 1 (496 . 

Alquante femmine ad. e giov. di Malcaré (maggio (1893), 
Bela (giugno), deserto di Banas e Gellago (luglio), Hauacio 
(agostoj, Herghesa (settembre). 

24. Cyphalonotus larvatus, Simon 1881. Descr. Arachn. nouv. 
d'Afrique, p. o, sub: Pollys; Hist. nat. Araignées, 2.^ ed. I, p. 893. 
Di Hauacio (agosto 1893) un solo maschio ad., sesso tuttavia 
sconosciuto. 

Maschio. — ■ Lo riferisco alla sola specie, finora indicata 
di Zanzibar (viaggio Raft'ray), per le zampe gracili , le anteriori 
lunghissime, nonché per gli angoli dorsali tritubercolati dell'ad- 
dome, le 3-4 serie di piccoli tubercoli geminati alla parte poste- 
riore, la macchia fosca centrale quasi rombica sul fondo cinericcio 
e venato di fosco. Ha la lunghezza totale di o mill.; eminenza 
acuii fera occupante tutta la larghezza della fronte, occhi mediani 
in trapezio più largo davanti, i posteriori appena più grossi, i 
laterali piccolissimi e quasi contigui; mandibole gracili, molto 
lunghe, divergenti all'estremità; pai/ri brevissimi, con due lunghe 
setole sull'estremità della patella, tibia larga, sporgente in fuori 
ed all' innanzi , tarso interno con processo cilindrico basale, ter- 
minato in uncino, bulbo con due processi ottusi a metà e breve 
stilo all'apice; zampe I. 16, H. 13, IH. 8, IV. 11 mill., tibial. 
b, metatarso I. 2, finamente aculeate, tibia II più robusta di 
quella delle altre zampe, a due terzi strozzata e quivi armata 
d' un gruppo di tre fortissime spine, seguito da una isolata in- 
terna nera, coscio I e IV con un processo, nella I apicale esterno, 
uncinato e rosso-bruno, nella IV mediano, volto in dietro ed in 
basso, conico, testaceo; addome normale, lungo 3 mill., non al- 
tissimo come nella femmina, anzi alto appena 2/3 della lunghezza, 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 167 

quasi piano al dorso, declive nella parte posteriore, granuloso, 
nerastro ai lati, fianchi testacei, ventre fosco. 



Fam. THERIDIDAE 

25. Lathrodectus geometricus, C. L. Koch 1841. Die Arachniden, 
Vili, p. 117, fig. 684. 

Sin. — Lathrodectus geometricus Thorell 1875. Sptd. Caledonia, Madag. 
a. Reunion, p. 138, tav. XXV, fig. 4; Simon 1884. Arachn. ree. à Khartoum^p. 21. 

Una femmina var. § Tlior. da Girma ad Hauacio (agosto 1893). 
Specie diffusa in Africa (Abissinia, Mozambico), nella sotto- 
regione malgascia, neotropica, ecc. 

Fam. SCYTODIDAE 

26. Scytodes humilis, L. Koch 1875. Aegypt. u. Abyss. Arachn., 
p. 28, tav. IV, fig. 1. 

Due giovani femmine da Lugh a Barderà (aprile 1893); specie 
finora segnalata dell' Amasen. 

27. Scytodes univittata, Simon 1882. Arachn. de l'Yemen mérid., 
in Ann. Mus. Civ. Genova XVIII, p. 38 (242). 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Somalia, p. 6 — Add. Simon 1885, Faune arachnol. Asie 
mérid. II. Arachn. ree. à Ramnad, p. 38; id. 1890 Arachn. de l'Yemen in Ann. 
Soc. entom. France, p. 88 (12); Thorell, Primo saggio sui ragni birmani, p. 81. 

Maschio e femmina di Dolo (aprile 1893) « fascia lata cepha- 
lothoracis » di questa specie variabile , diffusa dallo Yemen al- 
l' Indostan (Sim.) , in Birmania (Thor.) e Somalia (Pavs.), della 
quale credo ancora ignoto il 

Maschio. — Ha zampe più lunghe e robuste della femmina; 
femore I, come in altre specie africane {major Sim. 1886 del 
Senegal e della Riunione := thoracica Vins. 1863 non Latr.), 
fra i peli, armato inferiormente da due serie ben discoste di 
spine nere, brevi e crescenti, alcune curve, non raggiungenti 
r apice dell'articolo; metatarso III pure armato da una sola serie, 
anteriore, di piccole spine crescenti e sempre più sottili, che 
divide i lunghi peli. Palpi testacei, con l' estremità degli articoli 



168 p. PAVESI 

bruna; corti, a tibia lunga quant' è larga, ovata, tarso globoso 
alla base, prolungata in punta lunga il doppio, pelosa, con due 
griffi; bulbo subgloboso alla base, poi cilindrico e terminato in 
una spina nera, brevissima, all'orificio dello stilo. 

Fam. AGALENIDAE 

28. Agalena lepida, Cambr. 1876. On Egypt. Spici., p. 5d8. 
Una femmina incompletamente sviluppata di Aloi ed altra più 

giovane di Salolè (agosto 1893). Specie finora conosciuta soltanto 
dell'Alto Egitto. 

Fam. DRASSIDAE 

29. Chiracanthium aculeatum, Simon 1884. Arachn. ree. à Khar- 
toum far Vossion, p. 26, tav. I, fig. 5. 

Due maschi ad. nella regione dell' Ueb (fe1jbraio-marzo 1893) 
e del Sagan od Omo a Gubala Ginda (dicembre). Sono identici a 
quello del Sudan egiziano per l'armatura del palpo e del femore II, 
quindi diversissimi dal molle L. Koch 1875 dei Bogos. 

30. Heradida 4-maculata, Pavesi 1895. Aracn. Giuba, ^p. 16 (508). 
Un solo giov. maschio al lago (Abbaja) Ruspoli in novembre 

1893, che, essendo imperfettamente sviluppato, non mi concede 
di completare la descrizione della specie con quella del sesso 
maschile. 

31. Aphantaulax Albini (Aud.) 1825-27 in Savigny, Deser. de 
l'Egypte, 2.* ed. XXII, p. 385, Aracn. tav. V, fig. 8, sub: Clubiona. 

Sin. — Micaria, Albini L. Koch 1866. Drass. fas. 1, p. 55, tav. HI, lìg. 39-41 
(sp. invisa Cambridge Egypt. Spid., p. 628). 

Un maschio ad. di Coromma (ottobre 1893), che non ha evi- 
dente la macchia semilunare bianca alla base dell' addome , ma 
le sole a metà. 

32. Castaneira micaria, Simon 1886. Mat. pour servir d la faune 
des Arachn. du Senegal, p. 378, sub: Tylophora; Hist. nat. .Arai- 
gnées, 2.* ed. II. 1897, p. 167. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 169 

Una femmina quasi perfetta della selva di Salmoreto sull' Tebi 
Scebeli (23 gennaio 189o), che riferisco alla specie finora indicata 
del Senegal, e tosto riconoscibile dalle altre dell'Africa orientale 
per le zampe II. III. IV lineate di nero. 

33. Castaneira venustula (Pavesi) 1895. Aracn. Giuba, p. 1 9 (511), 
sub: Tylophora. 

Una femmina ad. da Girma ad Hauacio (agosto 1893). 

Film. DYSDERIDAE 

34. Ariadne insidiatrix (Forsk.) in Aud. 1825-27. Descr. Egypie, 
2.=^ ed. XXII, p. 308, Aracn. tav. I, tìg. 3, sub: Ariadna. 

Sin. — J^riadne insidiatrix, Walckenaer 1837, Ins. apt. 'ì, p.2Pl; Cambridge 
1876, On Egypt. Spid., p. 517. 

Una sola femmina ad. di Hauacio (agosto 1893), di specie vi- 
vente anche in Italia (Thorell) ed in Egitto (auct.). 

Fani. THERAPHOSIDAE 

35. Leptopelma dubia, Karsch 1878. Ueh. die in Mossambique 
ges. Arachn., p. 314, tav. I, figg. I-la. 

Una femmina da Gellago a Girma (luglio 1893) con le man- 
dibole testaceo-brune, come cefalotorace e zampe, anziché nere. 

36. Harpactira constricta, Gerst. 1873. Gliederth. in v.d. Decken's 
Reise in Ost-Afrika III. ii, p. 486 9 ; p. 487, sub: chordata J' . 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Zambesi, p. 3. 

Una femmina giovane di Medo-Erelle (luglio 1893) e tre maschi 
ad. di Sammané (gennaio), Conso (novembre), Gubala Giuda 
(dicembre) di diversa grandezza, da 20 a 30 mill., sebbene tutti 
completamente sviluppati, uguali per la forma della spina del 
bulbo e dello sperone apicale della tibia I, gracile, curvato e 
subarticolato a metà. 

37. Harpaxotheria ectypa, Simon 1889. Descr. d'espèces afric. 
nouv. de la famille des Avicularidae, p. 13. 



170 p. PAVESI 

Due maschi, uno più piccolo dell'altro, ma parimenti adulti, 
a Coromma (ottobre 1893). Specie finora segnalata soltanto 
d'Abissinia (viaggio Raffray). 

38. Thelechoris Karschii, Bos. u. Lenz 189o. Oslafrikan. Spinneyi, 
p. 3, tav. II, fig. 31 -31 a -31 6. 

Una sola femmina, incompletamente sviluppata e malconcia, 
della regione dell' Ueb (febbraio-marzo 1893). Specie finora co- 
nosciuta di Kihengo (viaggio Stuhlmann). 

Fam. HETEROPODIDAE 

39. Selenops aegyptìaca (Aud.) 1825-27 in Savigny, Descr. de 
l'Egypte, 2.* ed. XXII, p. 394, Aracn. tav. YI, fig. 6. 

Sin. - Cf. Pavesi, A7'acn. Scloa, p. 100 e nota 1; Aracn. Assab e Massaua. p. 3 
(199); Aracn. Somalia, p. 9; Aracn. Zambesi, p. 3. 

Tre femmine di Dolo (aprile 1893) e Aloi (agosto). 
Yive in Siria ed in quasi tutta la regione etiopica dall' Egitto 
al Madagascar e Senegal. 

40. Sparassus Walckenaerii (Aud.) 1828-27 in Savigny, Descr. 
de l'Egypte, 2.* ed. XXII, p. 390, Aracn. tav. VI, fig. 1, sub: 
Philodromus. 

Sin. - Cf. Pavesi, Aì^acn. Tunisia, p. 364 ; Aracn. Scioa, p. 95 ; Coli. Bricchetti. 
p. 2 (123); Aracn. Assab e Massaia, p. 2 (198) e 4 (jOO) sub: ArgelasU: Aracn. 
Giuba, p. 21 (513); Aracn. Somalia, p. 9. 

Una femmina giov. di Dubuluh (20 dicembre 1893). 
Yive in molte località africane (Abissinia ecc.), oltre che in 
Arabia e nella regione mediterranea. 

41. Sparassus (Olios) fascìiventris, Simon 1880. Révis. de la 
fam. des Sparassidae, p. 86, sub: Oiios. 

Due maschi ad., uno più piccolo dell'altro, di Dimti (7 marzo 
1893) e Bela (giugno). 

Specie descritta su femmina di Zanzibar (viaggio Raffray), alla 
quale riferisco questi maschi pel disegno caratteristico dell'addome, 
avendo al dorso un;i semplice linea mediana nera nella seconda 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 171 

metà, seguente la figura lanceolata della prima, ed al ventre 
una fascia longitudinale bruna, che comincia al davanti della 
rima epigastrica, gradatamente attenuata all' indietro e non rag- 
giungente le filiere , anzi separatane da un solco trasversale 
cutaneo. 

Maschio. — Cefalotorace (lungo 7-9, largo 6-8 mill.) a fronte 
più stretta, pubescenza fulva più fitta tra gli occhi mediani e 
laterali posteriori, setole al davanti del clipeo, più lunghe e nere 
agli angoli di esso, brevi ed in gruppo fra gli occhi laterali. 
Palpi robusti , rosso-bruni ; femori armati di 1 spina mediana 
prebasale , 1 preapicale , 2 brevi apicali , accompagnate ai lati 
da 1 forte e lunga; patella un po' più lunga che larga, con 1 
spina esterna a metà; tibia lunga come la patella, crescente, 
armata di 2 spine interne vicine e 2 esterne fra loro più staccate , 
con angolo esterno mucronato, nero, un po' in dentro continuato 
da una robusta apofisi, rosso-bruna, più lunga dell'articolo, 
ensiforme, ottusa all'estremità, diretta innanzi ed in basso, un 
po' curva in dentro; tarso largo, più lungo di patella e tibia, 
rosso-bruno a pubescenza fulva ; bulbo ovoidale lungo, nero, con 
apertura dentata, giallognola, sotto il margine del tarso. 

42. Sparassus (Midamus) longipes, Simon 1884. Arachn. ree. 
à Khartoum^ p. 9, tav. I, fig. 13-lo. 

Un solo maschio ad. a Bidduara (settembre 1893;. 

Il gen. Midamus Sim. 1880 è stato soppresso dallo stesso autore 
{Hist. nat. Araignées, 2.* ed. II, 1897, p. 35 e 46), rifondendolo 
con Sparassus WBÌQk. 1805, al quale unisce pure Olios W. 1837. 

Fani. THOMISIDAE 

43. Tibellus Vossioni, Simon 1884. Arachìi. ree. à Khartoum, 
p. 10, fig. 4. 

Una sola femmina nel deserto fra Errer-es-Saghir e Milmil 
(gennaio 1893). 

Il tipo del Sudan egiziano era maschio. 

Femmina. — Distinguesi per i palpi lunghi, armati di una 



17^ p. PAVESI 

spina interna a metà della tibia, tre intorno alla base del tarso, 
che è testaceo-rossastro, e per l' epigina cuoriforme, che cuopre 
davanti le vescicole seminali ed ai lati della punta ottusa ha gli 
orifici vulvari. Gli occhi laterali posteriori sono, come nel maschio, 
straordinariamente « reculés » . 

44. Thanatus rubicundus, L. Koch 1875. Aeyypt. u. Ahyss. 
Arac/m., p. (Il, tav. VI, fig. 3. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa.p.hl: A>'rtcn. Gii/T/a, p. 23 (515); Aracn. Somalia, 
p. 9, sub : FabricU. 

Una sola femmina, imperfettamente sviluppata, da Gel lago ad 
Arigalgalù (luglio). 

Questa specie, che ha forse per sinonimo il T/i. africanus Karsch 
1878 di Zanzibar, e credo anche il rhombiferens Aud. nec Walck. 
d' Egitto, è rappresentata m tutte le mie collezioni da esemplari 
incerti. 

45. Thomisus albus (Gmelin) 1778, in Linneo Syst. nat. ed. 13.^, 
I. V, p. 2'J61, sub: Aranea. 

Sin. — Cf. Pavesi, A7-acn. tunis., p. 89 (365); Aì-acn. Lihambane, \). 18 (551). 

Una giov. femmina di Bidduara (settembre 1893). 
Specie difìusa dall' Europa settentrionale al Transvaal (Simon, 
Arachn. ree. dans l'Afrique australe 1896, p. "ìtì) ed altrove. 

4(). Thomisus daradìoìdes, Simon 1890. Arachn. de l'Yemen, in 
Ann. Soc. entom. Fr., p. 106 (30). 

Due femmine ad. fra Ettoke e Bidduara e di Giofa (settembre 
1893). 

Specie finora conosciuta dell'Arabia meridionale, ben distinta 
pel triangolo nerastro limitante lo spazio oculare bianco. In questi 
esemplari , una macchia bruna alla faccia anteriore del femore 
e della tibia I rammenta V alholiirlus Sim. 1884 di Cartum, che 
però le ha anche al II paio di zampe e manca della linea nera 
alla fronte, mentre ù irsuto come gli Ileriaeus. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 173 

47. Tmarus Piochardi, Simon 1866. Suiiquelq. Araign. d' Espagne, 
in Ann. Soc. entom. Fr., p. ^84, tav. IV, fig. 10, sub: Thomisus; 
Arachn. de France, II. 1875, p. 261 ; Arachn. de l'Yemen, p. 107 (31). 

Due femmine da Salolé a Girma e di Hauacio (agosto 1893) 
con tubercolo addominale poco prolungato. 

Specie mediterranea e nuova per l'Africa continentale, quan- 
tunque già nota della regione zoologica etiopica (Aden). 

48. Monaeses griseus, n. sp 

Cephalothorace tibia cum palella I multo hremore, testaceo- fusco, 
punctis nigris et alhomarmorato; ipedihus inermibus, testaceis, I et 

II parts antice nigro^unctulatis ; ahdomine triplo longiore quam 
latiore, griseo, vittis duabus dorsalibus obscurioribus , ventre vitta 
longitudinali fusca. 

Long, corporis 6 mill. Mas ignotus. 

Una femmina di Salolé (9 agosto 1893). 

Cefalotorace lungo 2, largo 1 mill., molto più breve della tibia 
e patella 1, un po' meno anche della sola tibia I, testaceo-fosco, 
con punticini neri sparsi e spruzzato di bianco, specialmente ai 
lati , formandovi quasi una fascia ; clipeo proclive , pressoché 
orizzontale , alto come la lunghezza del quadrilatero mediano 
degli occhi. Occhi neri, i mediani anteriori più piccoli di tutti, 
i laterali sopra eminenze mamillari bianchiccie, prima serie retta, 
seconda leggermente recurva, mediani in trapezio alquanto più 
stretto davanti. Mandibole brevi, testaceo-fosche, con alcune piccole 
setole nere alla faccia anteriore. Sterno, labbro e mascelle testacee. 
Palpi brevi, testaceo-foschi. Zampe I (10 mill.), II (9), IV (5), 

III (4), inermi, finamente pelose agli ultimi articoli, testacee di 
sotto, le posteriori con alcuni punticini neri al di sopra, le I e li 
grigie al davanti per molti punti neri di diversa grandezza, sul 
metatarso più grossi ed uno formante anello all'apice dell'articolo. 
Addome lungo 4 V2 mill. , il triplo della larghezza, tronco davanti, 
corrugato e conico alla parte posteriore oltre le filiere, grigio, 
con due fascio dorsali più scure e ondulate ai lati del campo 
mediano, entro le quali tre paia di punti oblunghi neri, altri 
sui fianchi ed alla base di setole dell'appendice codale; fascia 



174 p. PAVESI 

ventrale mediana stretta, ])runo-chiara, fra due biancliiccie, pun- 
teggiate nel senso della lunghezza. Epùjina piccola , in lamina 
rosso-bruna, cuoriforme, tronca all'apice posteriore, seguito da 
due punti. Filiere testaceo-fosche. 

Del tipo paradoxus Lucas 1849 {Expl. Alg. Artic. I, p. 193, 
Arachn. tav. XI, fig. 1) e più somigliante a questo che al pu- 
stulosus da me descritto {Aracn. Giuba, p. o 13-^1) su altra fem- 
mina deir alto Ganale Guddà. 

49. Synaema diana (Aud.) 1825-27 in Savigny, Descr. de l'E- 
gypte, 2.^* ed. XXII, p. 399, Aracn. tav. VII, fig. 1, sub: Thomisus 
(nec Th. diana Walck.). 

Sin. — Diaea diana, Cambridge 1876. On Egypt. Spid., p. 5S0. 

fcsjiiaenia diana, Simon 188-.'. Arachn. de l'Yemen ìnérld., p.20 224); 
Hist. nat. Araiffnées, 2.' ed. I, fas. 4. 1895, p. 1036. 

Una sola femmina a Medo-Erelle (luglio 1893) della specie 
trovata, oltre che nell' Egitto, anche ad Aden, ecc. 

50. Synaema imitatrix (Pavesi) 1883. Aracn. Scioa, p. 59, 
sub: Diaea. 

Una femmina a Coromma (ottobre 1893). 

51. Xysticus jugalis, L. Koch 1875. Aegypl. ìi. Abyss. Arachn., 
p. 63, tav. VI, figg. 4 -4 a. 

Un solo maschio, incompletamente sviluppato, ad Hauacio 
(agosto 1893), come maschio era il descritto dell'Amasen, restan- 
done ignota tuttora la femmina. 

Fam. LYCOSIDAE 

52. Tarentula tarentulìna (Aud.) 1825-27 in Savigny, Descr. de 
l'Egypte, 2.* ed. XXII, p. 363, Aracn. tav. IV, fig. 2, sub: Lycosa. 

Sin. — Cf. Pavesi, Ai-acn. Inftambane, p. 25(558); Arac/i. Ga^&a, p. oO (552) ; 
Aracn. Somalia, p. 10. 

Parecchie femmine e maschi ad. e giov. di Berta Biscei (19 
febbraio 1893), regione dell' Ueb (febbraio -marzo) , Magala re 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 175 

Umberto (14 marzo), questa con ventre testaceo in vece di nero, 
Aloi, fra Girma e Hauacio (agosto), Herghesa (settembre). 

Ho un maschio anche di Nkole nell'Africa centrale (race, 
Emin-Casati). 

33. Ocyale atalanta, Aud. 182o-^7 in Savigny, Descr. de l'E- 
gypte, 2.* ed. XXII, p. 374, tav. 4, fig. 10 (mala). 

Sin. — Dolomecles ocyale Walckenaer 1837, Ins. apt. I, p. 353. 

Trochosa. lactea L. Koch 1875, Aegypt. u. Abijss. Arachn,, p. 80, 
tav. VU, fig. 6. 

Trochosa virulenta. Cambridge 1876, On Egypt. Spia., p. 600. 
Ocyale atalanta Simon 1886, Arachn. du Senegal, p. 358. 

Un solo maschio dell' Uebi Scebeli (1891). Specie sparsa in 
tutta l'Africa dal basso Egitto all'Abissinia, dalla costa orientale 
all' occidentale (Sierra Leona, Congo), tipo del genere Ocyale 
Aud. non auct., secondo Simon loc. cit. p. 3o7. 

Fam. CTENFDAE 

54. Anahita nigritarsis, n. sp. 

Cephalothorace longiore quam tibia IV paris, antice longe atte- 
nuato^ rufo-brmmeOj, vittis tribiis incerte albo-piiosis ornato; clypeo 
oculis mediis antice hand latiore; oculis mediis posticis majoribus 
quam reliquis^ linea secunda oculorum laevissime procurva; sterno 
tuberculis binis, minimis, posticis; mandibulis fulvo-pilosiSj, ad sulci 
unguicularis marginem inferiorem Iridenlatis; tibia palporum tnaris 
subtus tuberculo apicali, extus apophisi laminare, nigra, infra cur- 
vata, bulbo unco medio forte, stylo longo arcuato interne munitis; 
pedibus rufo-brunneis, exceptis coxis femorumque lato inferiore 
testaceis, metatarsis et tarsis nigris; abdomine inverse ovato, testaceo- 
fitsco, vittis lateralibus in parte antica, quatuor macularum paribus 
in parte postica, nigris. 

Long. corp. 15 ìnill. Foemina ignota. 

Un solo maschio ad. di Hauacio (agosto 1893). 

Cefalotorace lungo 8 mill., più lungo della tibia IV, largo in 
massima 6 a livello del III paio di zampe, ovato, assai attenuato 
e declive all' innanzi, non molto convesso, stria mediana abba- 



ì7Cì p. PAVESI 

stanza lunga, rosso-bruno, più scuro nelle strie mediana e rag- 
gianti, liscio, con una fascia mediana e le laterali vagamente 
coperte di peli l)ianclii. (Uipeo alto come il diametro degli ocelli 
anteriori. Occhi della prima linea mediocri, appena separati; 
mediani posteriori più grandi di tutti, scostati mezzo diametro; 
laterali anteriori un })o' ovali , piccoli , molto più vicini ai mediani 
posteriori e formanti con essi la seconda linea, leggermente 
procurva; laterali posteriori in linea recurva coi rispettivi me- 
diani ; quadrilatero dei mediani più largo al di dietro. Sterno più 
lungo che largo, con due piccoli tubercoli a livello delle coscie 

III, testaceo in mezzo, rosso-bruno ai lati. Mandibole rosso-brune, 
vestite di peli fulvi, divergenti all'apice, tridentate al margine 
inferiore del solco unguicolare, i due denti verso l'articolazione 
dell' uncino vicini fra loro, il terzo più staccato. Labbro non più 
lungo della larghezza, né raggiungente la metà delle mascelle, 
rosso-bruno ; mascelle dritte, parallele, testacee, rossastre all' in- 
terno. Palpi fulvo-testacei , a tarso bruno, vestito di peli fulvi ; 
abbastanza lunghi e robusti , femore con una serie superiore di 
spine lunghe e brevi, un paio apicale in mezzo a due spine 
laterali, l'interna più forte; patella armata di spine, con un 
tubercolo inferiore rosso-bruno ed un' apofisi apicale esterna la- 
minare, curva in basso, tronca all' estremità, nera; bulbo grande, 
munito di un processo a metà del lato esterno ed uncinato in 
alto, più uno stilo lungo, attenuantesi, che gira al margine in- 
terno del tarso. Zampe robuste, 4. 1. 2. 3 (I. 32, II. 28, III. 26, 

IV. 34 mill.), rosso-brune, tranne che alle coscie ed alla faccia 
inferiore dei femori testacee, nere ai metatarsi e tarsi ; tibie an- 
teriori armate al di sotto da quattro })aia di forti spine. Addome 
inversamente ovato, tronco al davanti , testaceo-fosco punteggiato 
di nero, con una lunga macchia fusata, testacea, sulla linea 
mediana del dorso, due fascio laterali nere nella metà anteriore, 
seguite da quattro paia di macchie nere, le prime rotonde, le 
successive lineari trasversali; ventre testaceo-fosco, epigastrio 
testaceo con rima nera. Filiere fosche. 

Se Ctenm vividus Blkw. 1865 {Aran, from East Central Africa, 
p. 337) fosse una Caloctenea, questa Anaìùta potrebb' esserne il 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 177 

maschio ; ma , nel (lul)bio , la tengo distinta specificamente e la 
credo nuova del genere anche per l'Africa orientale. 

Fam. PISAURIDAE 

55. Nilus obtongus, n. sp. 

Cephalothorace aeque lato atque longo^ olivaceo, villis albis sub- 
marginalibus parallelis usque ad anguhmi dypei; mandibulis te- 
staceis pedibusque teslaceo-olivaceis concoloribus; abdomine oblongo, 
viltà dorsali lata olivaceo-f'usca albo-lineolala et vittis lateralibus 
niveis ornato. 

Long. corp. 9 V2 '"'>^^^- ^(■'■^ ignotus. 

Una sola femmina, incompletamente sviluppata, di Gubala Ginda 
(dicembre 1893). 

Cefalotorace lungo 4 mill, ed altrettanto largo a metà, ristretto 
al davanti dell'inserzione delle zampe I, testaceo-olivastro , con 
una stretta fascia bianca submarginale, estesa per tutta la lun- 
ghezza lino all'angolo del clipeo, e due brevi lineette bianche, 
parallele , dietro gli occhi laterali della seconda serie ; clipeo 
assai più largo della serie posteriore degli occhi e poco meno 
alto della lunghezza del quadrilatero mediano. Occhi entro 
macchie nere, in due serie recurve, 1' anteriore più breve e più 
recurva della posteriore; occhi anteriori più piccoli, quasi equi- 
distanti, i laterali piccolissimi ed ugualmente discosti dai mediani 
della I e II serie; occhi laterali posteriori più grossi di tutti 
diretti all' indietro ; quadrilatero mediano un po' più stretto al 
davanti. Mandibole robuste , divergenti verso Y apice, armate di 
3 denti rossi , uguali , a metà del margine posteriore del solco 
unguicolare, 2 disuguali in basso del margine anteriore , che è 
vestito di lunghi peli arruffati ; uncino rosso. Labbro testaceo- 
verdastro; mascelle testacee, a margine anteriore ottuso; sterno 
testaceo, largamente marginato di nericcio ai lati. Palpi giallo- 
gnoli , spinosissimi , le più lunghe spine all' apice della patella 
e sulla tibia , 4 piccole all' apice del femore. Zampe abbastanza 
robuste, quasi uguali (I. 17, II. 17, III. 16, IV, 18 V2 mill), 
armate di numerose e forti spine su tutti gli articoli , nella tibia 

Ann. del Mus. Civ. ai i>t. Nat. Serie •?.\ Voi. XYIII (13 Agosto 1897) \i 



178 p. PAVESI 

e nel tarso anche inferiormente , testaceo-olivastre , più pallide 
alla faccia inferiore della prima metà ed al tarso, senza traccia 
d'anelli. Addome oblungo, largo meno della metà della limghezza, 
con la base un po' incavata sormontante il cefalotorace, ornata 
(li una larga fascia dorsale bruno-olivastra, che comprende 3 o 
4 paia di lineette bianche ed è limitata da due fascie laterali 
bianchissime ; ventre testaceo-fosco come le filiere. 

Sebbene incompletamente sviluppato, le dimensioni triple, la 
forma oblunga dell'addome, la mancanza della striscia bruna 
sulle mandibole, d'ogni traccia d'anelli alle zampe e della solita 
macchia fusata alla base dell' addome, servono a distinguerlo dal 
N. curlus Cambr. 1876 {On Egypt. Spid., p. 596, tav. LX, 
fig. 13) di Alessandria d'Egitto, pure descritto su esemplari 
immaturi e tipo del gen. Nilus Cambr. (loc. cit.). Questo è riferito 
dall' autore ai licosidi , quale transizione fra Ctcnus e Dolomedes, 
neir aspetto simile al Dolomedes fimbrialus C. K. ; credo che ora 
debbasi mettere nella nuova famiglia dei {)isauri(li di Simon 
{Arac/m. de l'Yemen 1890, p. 8^2-6), costituita appunto da Pi- 
saura Sim. {Ocìjale auct. excl. Aud.), Dolomedes W., Podophlhalma 
Br. Cap. già tipo della famiglia podoftalmidi di Cambridge, ecc. 

56. Podophlhalma bayaonniana, Br. Capello 1886. Descr. de 

algunas sp. arac/in. de possessÒes portug. do uliramar^ p. 13, tav. 
II, fig. 1, sub: Bayoniana. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Inhambane. p. 20 (553); Aracn. Scioa, p. 77. 

F*. aflìnìtata Cambridge 1877, 07i some new Sp. Aran, and Remarks 
on the Fam. Podophthalmldes a. Dlnopides in P. Z. S., p. 569. 

Una sola femmina da Gellago a Girma (luglio 1893). I peli 
bianchi del cefalotorace formano due fascie submarginali continue, 
come in P. Ellioti Cambr. 1877 dell' India. 

57. Tetragonophthalma bilineata, Pavesi 1895 (20-30 luglio) 
Aracn. Giuba, p. 32 (;)2/i). 

Sin. — T. Stulilmanni , Hos. u. Leiiz 1895, Ostafrik. Spinnen. p. 13, fav. 11, 
figg. 19-19 rt. 

Due femmine fra Salolé e Girma e da Girma ad Hauacio 
(agosto 1893). 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 179 

Io r ho descritta sopra esemplare raccolto nell' alto Ganale 
Guddà dal cap. Bottego ; Busenberg e Lenz su femmina di Zan- 
zibar, raccolta dal dott. Stiihlmann ; è difficile stabilire la priorità, 
mancando la data precisa della pubblicazione degli aracnologi 
amburghesi. 

Fam. OXYOPIDAP: 

58. Peucetia arabica, Simon 1882. Arachn. de l' Yemen mérid. 
in Ann. Mus. civ. Genova, p. 1:2 (216); Arachn. de l' Yemen m 
Ann. Soc. entom. Fr. 1890, p. 113 (37). 

Una femmina ad. di Hauacio (agosto 1893), per i tubercoli 
spinosi della vulva , le mandibole unicolori , i punti rossi e 
bruni dei femori, ecc. identica alle descritte di Aden, ritrovate 
a Suez. 

59. Peucetia fasciventris , Simon 1890. Arachn. de l'Yemen in 
Ann. Soc. entom. Fr., p. 113 (37). 

Cinque maschi e femmine ad. e giov. di Debain nell' Ueb (23 
febbraio 1893), nel deserto di Banas (luglio), a Coromma (ottobre- 
novembre). Nuova per l'Africa continentale. 

Quanto alle femmine, solo sesso descritto, non serbo dubbio di 
determinazione per la presenza e forma delle corna vulvari , 
dentate all' apice ; però il campo mediano del ventre è verde 
pallido senza fascia purpurea e la giovane di Banas va priva 
anche delle linee nere alle mandibole. 

Maschio. — L'esemplare della stessa località e raccolto 
insieme con questa giovane, come quello ad. di Debain, hanno 
la fascia purpurea ventrale , sul dorso dell' addome tre paia di 
macchie bianche in campo rosso , limitato da linee bianche , ai 
fianchi una linea testacea ; mancano di stria anteriore alle man- 
dibole, presente nelle femmine ad., hanno testaceo-verdognoli i 
trocanteri delle zampe, accenni di anelli su queste, particolar- 
mente ai capi del metatarso ; palpi brevi , testacei , con 2 grandi 
aculei vicini, sorgenti l'uno all'estremità distale della patella, 
l'altro alla basale della tibia, tarso ovato, nero, setifer , con 



180 p. PAVESI 

r apofisi esterna del bulbo perpendicolare , genicolata , gracile 
alla base , ottusa all' estremità. 

È del gruppo striala Karsch 1878 {Ueb. einige im Zanzibar- 
gebiete erbeut. Arachn. in Zeitschr. ges. Naturwiss., p. 317, tav. 
YIII, fig. 6) dell'Africa orientale (Simon laps, «occidentale»), 
ma con corna vulvari alquanto diverse; pel sistema di colora- 
zione somiglia alla Lucasi Yins. 1863 delle is. mascaregne, man- 
cante però di corna vulvari, come la transvaalica Simon 1896. 

60. Peucetia Dumontii (Vinson) 1863. Aran. Réim. Maur. ei 
Madagascar, p. 31 e 299, tav. XIII, fig. 2, sub: Sphasus. 

Maschio e femmina ad. sull'Elba (13 febbraio 1893), per la 
vulva del gr. virescens Cambr. 1872 {Sjyid. of Palestine a. Syria, 
p. 314). 

Descritta dell' is. Maurizio , io ne ho una femmina anche di 
Nkole nell'Africa centrale (race. Ij^min-Casati). 

61. Oxyopes flavipalpis (Lucas) 1858. Arachn. Voy. au Gabon, 
p. 388 , tav. XIII , fig. 3 , sub : Sphasus. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 34 (5;'C). 

Due femmine ad. dell' Ueb (febbraio-marzo 1893) e di Dolo 
(aprile). 

Fam. ERESIDAE 

62. Stegodyphus Hildebrandti (Karsch) 1878. Ueb. einige im 
Zanzibargeb. erb. Arachn., p. 319, tav. Vili, fig. 7, sub: Eresus. 

Sin. — Cf. Pavesi, A)-acn. Scloa, p. 81, sub : S. initnosarum; Aracn. Somalia, p. 10. 

Una sola femmina di Debain nella valle dell' Ueb (23 febbraio 
1893) con disegno addominale indistinto. 

Diffuso dallo Scioa al Capo di Buona Speranza (Simon, Arachn. 
rèe. dans t'Afrique australe 1896, p. 220, sub: gregarius). Ho 
già provato ciie il gregarius Cambr. 1889 (On some fiew Sp. a. 
a new Gen. of Araneidea in P. Z. S. jì. 42, tav. II, figg. 4-5) 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 181 

è sinonimo del mimosarum Pavs. 1883, come questo iìeW I lilde- 
brandti Karsch 1878. 



63. Palpimanus gibbulus, L. Dufour 1820. Descr. de six Arac/m. 
nouv., p. 364, tav. LXIX, fig. o. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aì-acn. Uinis.. p. 101 (377). 

Una femmina nel deserto di Banas (luglio 1893). 

Abita , oltre la regione mediterranea e l' Asia ( Yemen , 
India), gran parte dell'Africa (Tunisia, Algeria, Abissinia), anche 
centrale (Nkole , race. cap. Casati); da non confondersi coi 
P. transvaalicus, capensis e globulifer Sim. (Descr. d'espèces nouv. 
de l'ordre Araneae 1893, p. 312-13) dell'Africa australe. 



Fam. ATTIDAE 

64. Hasarius Adansonii (Aud.) 1825-27 in Savigny, Descr. de 
l'Egijple, 2.^ ed. XXII, p. 404, Aracn. tav. VII, fig. 8, sub: Attus; 
p. 406, tav. VII, fig. 13, sub: Attus tardigradus. 

Sin. — Salticus capito Lucas 1839 in Barker-Webb et Berthelot, Hist. nat. 
Canaries, II. 2, Arachn. p. 27, tav. VII, flg. 8. 

Attus nìgro-fuscus Vinson 1863, Aran. Reunion etc. p. 59 e 302, 
tav. X, flg. 8. 

I^lexippus Adansonii Simon 1869, Monogr. Attides d'Europe^ 
p. 644 (178) excl. sin. Salticus oraniensis Luc; Cambridge 1876, On Egypt. 
Spiders, p. 622 ; Thorell 1892, Ragni indo-malesi, p. 426. 

HIasarius Adansonii Simon 1871, Révis. Attid., p. 330; id. 1885 
Faune arachn. Asie mérid. 11. Arachn. ree. à Ramnad, p. 30; id. 1890 Arachn. 
Afrique Oi-ient. équat. expéd. Téléhi, p. 129 (53) ; Thorell 1895 S.pid. of Burma, 
p. 393. 

JEris niveipalpis Gerstaecker 1873, Gliederth. in v. d. Decken's 
Reise in Ost-Afrika, p. 477. 

Tre maschi e femmina da Lugh a Barderà (aprile 1893), di 
Malcaré (maggio) e Bidduara (settembre). 

Specie già nota di molte località etiopiche (Tunisia, Algeria, 
Senegal, Egitto, Chiìimangiaro, isole Sansibar, Maurizio) e di 
altre parti della paleogea. 



18^ P- PAVESI 

C:)l). Menemerus balteatus (C. L. Koch) 1846. Die Arachn. XIII, 
p. 68, fig. H33 c/ sub: Marpissa; ibid. p. 70, fig. 113o 9 
sub : M. dissimilis part. ? 

Sin. — Attiis iiiuscivorus Vinson 1863, Aran. Reunion etc., p. 17 e 301, 
tav. X, fig. 1. 

IVlarpissB balteata L. Koch 1875, Aeovpt. n. Abyss. Arachn., p. 88. 

Una femmina di Bela (giugno 1893). 

Sparso su tutte le coste d'Africa tropicale (Abissinia, Se- 
negal, ecc.), nel Yemen, all'isola Riunione, Maurizio eil altrove. 

66. Wlogrus leucochelis, n. sp. 

Cephalothorace brunneo, parte cephalica nigra rufo-piiosa, tho- 
racica viltis marginalibus latis niveo-pilosis ornata; piiis oculorum 
rufis, cìypei longissimis niveis; mandibulis niveo-pilosis; palpis 
brevibus, nigro-ciliatis, tibia ad angulum exteriorem apophisi^ ar- 
ticiUo breviore^, antice directa, apice lineata, inslructa; abdomine 
albo, vitta dorsali mediana integra, rufo-pilosa, postice lineis an- 
gulatis ìiigris persecta; ventre testacea, vitta longitudiìiali lata nigra. 

Long. corp. 8 mill, circiter. Foemina ignota. 

Un solo maschio ad. a Magala re Umberto in marzo 1893. 

Cefalotorace con incavo mediano alla congiunzione della parte 
cefalica piana e la toracica declive; bruno, nella parte cefalica 
nero-violaceo e vestito di peli fulvi adagiati all' innanzi , ai lati 
della toracica nuda una larga fascia di peli bianchi, che comincia 
dall'occhio posteriore; peli degli occhi fulvo-rossastri, del clipeo 
lunghi, convergenti verso la linea mediana e bianchissimi. Man- 
dibole verticali, robuste, rosso-brune, vestite sulla faccia anteriore 
di peli bianchissimi, brevi e meno folti verso l'uncino. Mascelle 
e labbro rosso-bruni col margine testaceo. Sterno nero. Zampe 
testaceo-rossastre, le I nere verso l' apice del femore, nella tibia 
e nel metatarso, le II soltanto alla tibia, con numerosi aculei, 
pelo fulvo e bianco, specialmente alla base del femore, fascio 
di peli più lunghi e neri sotto la tibia I. Palpi brevi, rosso- 
bruni, con peli fulvi e ciglia lunghe nere alla base del femore, 
ai lati della tibia e sopra il tarso ; tibia crescente, quasi più larga 
della lunghezza, armata all'angolo di un' apofisi inferiore, più 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 183 

breve dell'articolo, diretta all' innanzi, con uncino apicale un 
po' curvo all'indentro; bulbo rosso-bruno, sporgente all'interno 
e al davanti. Addome ovato , bianco ai lati , con fascia dorsale 
integra, nerastra, coperta di pelurie fulva e traversata alla parte 
posteriore da due o tre linee angolari nere ; ventre testaceo, con 
larga fascia longitudinale mediana nera. Filiere superiori testacee, 
inferiori rosso-brune. 

Molto atìine al praecincdis Simon 1890 [Arachn. de l'Yemen, 
p. 117 — 41); ma distinta per la mancanza della cintura od arco 
bianco trasversale sulla parte cefalica, l'apofisi tibiale del palpo, 
anziché assai più lunga, più breve dell'articolo, le mandibole a 
pelo bianco, la fascia longitudinale nera del ventre, le dimensioni 
un po' maggiori. Si scosta anche di più dal fuluoviUalus Sim. 
188:2 {Arachn. de l'Yemen mérid., p. 215-11) e dalle altre specie 
di Mogriis. 

G7. Thìene imperìalis (W. Rossi) 1847. Neue Art. Arachn. k. k. 
Mus. Wien, pag. 12, sub: Attus. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 101 ; Aracn. Giuba, p. 35 (527), sub: orbicu- 
laris. — Thorell, Ragni indo-malesi 1892, IV. ii, p. 387. 

Maschio e femmina di Magala re Umberto (aprile 1893) e 
Hauacio (agosto). 

Diffuso in molte parti della paleogea dalla Birmania alla re- 
gione mediterranea ed in Africa (Tunisia, Egitto, Abissinia), an- 
che centrale (nel Caragua race. cap. Casati). 

68. Thiene bucculenta (Gerst.) 1873. Gliederth. in v. d. Decken's 
Reise in Ost-Afrika, p. 475, tav. XVIII, fig. 4, sub: Phidippus. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 35 (527). 

Un maschio ad. fra Lugh e Barderà (aprile 1893). 

Tanto quelli raccolti dal cap. Bottego che questo, a differenza 
della descrizione e figura di Gerstaecker, presentano addome 
attenuantesi all' indietro , superiormente alla base una fascia 
mediana testacea, alla parte posteriore due punti ed una piccola 
striscia trasversale bianca ; ciò malgrado, non li ritengo di altra 
gspcie nuova. 



184 p. PAVESI 

69. Thiene orbicularis (Gerst.) 1873. Gliederih. in v. d. Decken's 
Reise in Ost-Afrika, p. 476, sub : Phidippus. 

Sin. — Excl. Pavesi, Afctcn. Giuba, p. 35 (527) = Imperlalù! W. Rossi. 

Un maschio ad. al lago (Abbaja) Ruspoli (novembre 181)3), 
per fascia frontale bianca divisa, striscia longitudinale mediana 
del torace fra le laterali , striscia nera nella seconda metà del- 
l' addome, un po' diversa dalla descrizione dell'unico maschio 
di Wanga, mentre in tutto il resto conviene. 

Ord. OPILIONES 
Fani. PHALANGIIDAE ( Plagiostethi) 

70. Egaenus pachylomerus, Simon 1879. Descr. d'Opiliones nou- 
veaux, p. 1 (13). 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 87. 

Quattro femmine ad. e giov. di Hauacio (agosto 1893), Her- 
ghesa e Bidduara (settembre) , Coromma (ottobre). Specie finora 
segnalata dell' Abissinia interna (viaggio Raffray) e dello Scioa 
(viaggio Antinori). 

Fam. EPEDANIDAE (Mecostethi^ 
A-mlxara, (') n g. 

Truncus inveisse ovatus, antice sinualus et dentibus quinque pro- 
ductis (2. 1 . 2) armatus. Scutum dorsuale sulcis distinctis in areas 
sex divisum, primus inter cephalothoracem et abdomen procurvus. 
Areae liberae abdominis serie transversa dentium munitae. Tuber- 
culum oculiferum ante medium partis cephalothoracicae positum, 
sat latum, supra utrinque in spinam erectam elevatum. Spiracula 
minuta in sulco pone coxas IV paris. Palpi corpore breciores, 
parte tibiale non longiore quam patellare, gracileSj spinosi. Tarsi 
pedum I ex 5, alii ex 6-7 articulis constant. 

(') Noni, propr. fjt'Ut. aethiop. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 185 

Generi Bupares Tliorell 1889 (i) hoc valde affine, sed nu- 
mero dentium margini^ antici cephalothoracis, tuberciUo oculorum 
angustiore palpisque gracilioribus; a Sidama mihi 1895 {^) luber- 
culo oculorum laliore, altiore et spinis erectis armato, distinguitur. 
Typus: A. grata , n. 

71. Amhara grata, n. sp. 

Supra nigra, vitta submarginali scuti dorsualis, punctis in areis 
transversis et per tuberculmn oculorum fascia media retroducta 
fulvo-testaceis, infra parte ventrali rufo-brunnea, late nigro-margi- 
?iata; tuberculo oculorum in spinas duas breves elevato, triplo latiore 
quam altiore; scuti areis transversis et liberis abdominis serie den- 
tium, postice majorum, armatis; coxis trocanteribusque pedum fuloo- 
testaceis, IV paris supra nigro-maculatis , reliquis articulis nigri- 
cantibus. 

Long, trunci 4 mill. 

Un solo esemplare di Giari Buie (settembre 1893). 

Tronco lungo 4 mill. , convesso nelF addome, regione sopranale 
nascosta; sopra nero, finamente punteggiato di fulvo-testaceo 
neir area cefalica , più grossolanamente nelle trasversali dello 
scudo , con una fascia submarginale dentata all' interno e che 
oltrepassa la metà dello scudo medesimo, nonché una fascia, che 
comprende il tubercolo oculare e gli giunge al di dietro , dello 
stesso colore. Scudo lungo poco più di 2 '/a mill, e largo altrettanto 
posteriormente, strozzato a livello del III paio di zampe, sinuoso 
al margine anteriore , il cui dente esterno è più robusto degli 
altri ; nella parte addominale meno convesso e dentato sempre 
più fortemente al margine posteriore di ogni area trasversa. 
Tubercolo oculare più vicino al margine anteriore dello scudo 
che al primo solco procurvo, trasversale, visto di fronte largo 
il triplo dell'altezza; spine o cornetti soproculari conici, brevi, 
non più lunghi dell'altezza del tubercolo, paralleli. Occhi neri, 
piccoli, ai lati di esso e discosti fra loro tre diametri. Aree libere 



(') Aracn. artrogastri birmani, p. ir>6 (682). 
(») Aì-acn. del Giuba, p. 38 (530). 



186 P. PAVESI 

dell'addome appena recurve, dopo la terza ripiegate al di sotto , 
armate di spine presso il margine posteriore e vieppiù crescenti ; 
ventre rosso-bruno, nerastro ai lati. Mandibole hvexì; 1." articolo 
cilindrico, granuloso, grigio, mano finamente granulosa e fulvo- 
testacea, dita testacee. Palpi testacei nel 1." articolo, grigiastri 
negli altri, quasi neri alla base del femore; femore armato di 
1 piccola spina apicale interna e di 4 maggiori e uncinate al 
margine infero-esterno; patella strozzata poco innanzi della base, 
con i2 spine interne preapicali ; !2 spine più lunghe alla tibia , 
interne ed assai discoste fra loro ; tarso con un paio di spine 
finissime al di sotto ed uncino più breve dell' articolo , pallido , 
con un punto nero alla base. Zampe 4. 1. :2. 3 (I. 7, li . . , 
III. 7, IV. 10 mill), fulvo-testacee alle coscie e ai trocanteri, tro- 
canteri del IV paio in parte neri al di sopra, agli altri articoli 
nerastre, punteggiate di testaceo e con anello nero basale nel 
femore; coscia IV piramidata, granulosa allo spigolo antero- 
superiore; tarso I di 5 articoli, il calcagno lungo come la somma 
dei due seguenti, tarso III di 6, IV di 7, il calcagno lungo quasi 
come la somma dei tre seguenti, il penultimo più piccolo di tutti. 

Ord. ACARI 

Fani. TROMBIDIIDAE 

7:2. Trombidium tinctorium (Linn.) 1767. Sijsi. nat. XIII. i, 
p. 1025, n. 20, sub: Acarus. 

Six. — Of. Pavesi, Araca. Scioa, p. 102; Aracn. Giuba, p. 11 (533); Aracn. So- 
malia, p. 11. 

Molti esemplari suU' Ueb (febbraio -marzo 1893), a Dimti 
(7 marzo) e Malcaré (maggio). 

Fani. ARGASIDAE 

73. Ornithodoros Savignyi (.Vud.) 1825-27. Descr. de l'FAjypte. 
2." ed. XXII, p. 426, Aracn. tav. IX, fig. 5, sub: Argas. 



ARACNIDI SOMALI E GALLA 187 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 102; Aracn. Giuba, p. 11 (533); Aracn. So- 
malia, p. 11. 

Cinque ad. e giov. di Borta Biscei (18 febbraio 1893), Mal- 
caré e maggio), Hauacio (agosto). 



Fam. IXODIDAE 

74. Hyalomma devium, C. L. Koch 1844. Sysl. Uebers. Zecken, 
p. 2!22, n. 16 ; Uebers. Arachn. sysl. IV, p. 47, tav. VI, fig. 24 9 . 

Una femmina nel!' Ogaden (1891) della specie segnalata sol- 
tanto dell'Africa meridionale e descritta su questo solo sesso. 

75. Amblyomma bimaculatum (Denny) 1843. Descr. of six sup- 
posed nein Sp. of ParasiWs, \). 312, tav. XVII, fig. 1 9 , sub: Ixodes; 
P- '^13, tav. XVII, fig. 2 c/^, sub: /. hippopotamensis. 



Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 12 (534). 

Una femmina ad. di Banas (gennaio 1894). 



76. Amblyomma marmoreum, C. L. Koch 1844. Syst. Uebers. 
Ordii. Zecken, X. i, p. 224; Uebers. Arachn. syst. IV. 1847, p. 54, 
tav. Vili, fig. 29 c^. 

Un solo maschio senza indicazione di località nel 1893; anche 
Koch non descrive che questo sesso e ne dà per patria l'Africa 
meridionale. 

77. Amblyomma hebraeum, C. L. Koch 1844. Syst. Uebers. Zecken, 
X. i, p. 22o; Uebers. Arachn. syst. IV. 1847, p. 63, tav. X, 
fìg. 36 c/^ 

Due maschi a Girma (agosto 1893). 

La disposizione delle macchie, descritte in vece dal Koch qual 
colore fondamentale, è quella della specie ; ma esse sono cupree 
marginate di giallo ed a riflessi metalHci, come nel venuslum Koch 
1847, anziché giallo-zolfine come in hebraeum. Ho osservato in 
altri issodi questo bell'effetto, che mi ricorda le piume ottiche 
di uccelli. 



188 P. PAVESI 



Fam. RHIPISTOMIDAE 



78. Dermacentor pulchellus, Gerst. 1873. Gliederth. in v. d. 
Decken's Reise in Ost-xVfrika, III. ii, p. 4G7, tav. XVIII, fig. 2. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Giuba, p. 13 (535); Aracn. Somalia, p. 11. 

Un solo maschio nel deserto fra Errer-es-Saghir e Milrnil 
(gennaio 1893). 

79. Rhipidostoma Leachii (Aud.) 182o-27 in Savigny, Descr. de 
l'Egyple, "l.^ ed, XXII, p. 428, Aracn. tav. IX, %. 9, sub: Ixodes. 

Sin. — Cf. Pavesi, Aracn. Scioa, p. 9t'. 

Un maschio a Coromma (ottobre 1893). 



HERBARIUxM CAMILLAE DORIAE 



II. 

Prodromo ad una flora dei bacini Pontino 
ED Ausonio e dei monti limitrofi 

PER A. BEGUINOT 



Credo di essere nel vero se asserisco che quella parte della 
Provincia di Roma che va sotto il nome di Campagna Romana (^), 
è forse la sola che botanicamente sia bene esplorata e studiata. 
Delle regioni che sono a nord e sopratutto a sud e ad est di 
essa, si può dire che se ne sa ancora molto poco e le notizie 
che se ne hanno, sparse qua e là in parecchi libri , non bastano 
a dare un concetto adeguato della vegetazione che loro è 
propria. Fra queste è quella regione costiera che spiccandosi 
dal Promontorio di Astura , corre ininterrottamente lungo la 
linea littoranea , passando traverso ad una zona ricca di paludi, 
di laghi e di stagni, che fa capo a Terracina e di qua si dilunga 
fin presso a Sperlonga ai piedi degli Ausoni. 

Ed ancor meno si conosce di quell' altra regione finitima a 
questa, che dipartendosi dalla costa s' interna nel paese, la quale 
raggiunge a nord le pendici meridionali dei monti Laziali, ad est 
e sud quelle dei Lepini e degli Ausoni, dove dolcemente, dove 

(') Per Campagna Romana s'intende queUa vasta estensione di territorio che 
circonda la città di Roma, e si prolunga svai-iatamente per circa 50 km. di raggio, 
limitata a nord dal gruppo trachitico della Tolfa, a sud dal Promontorio di Astura, 
ad est dal gruppo vulcanico dei Laziali, ad ovest dalla sponda marina. 



190 A. BEGUINOT 

rapidamente, elevandosi dal livello del mare ad altezze a volte 
umili a volte considerevoli. 

La scarsità delle cognizioni floristiche e la difficoltà di procu- 
rarsi i libri dove sono depositati parcamente ed in modo incom- 
pleto i tesori di questa splendida flora, m' indussero a farla og- 
getto di alcune escursioni, e di riunire in un unico corpo quanto 
fino ad ora ci è noto intorno ad essa. 

La prima, difficile questione che si affaccia e s' impone a chi 
imprende un lavoro di questo genere è quella dei confini ; franca 
quindi la spesa di vedere come I' abbia risolta. 

Nella florula presa da me a studiare, si possono distinguere tre 
principali regioni: quella del piano in grande parte paludosa e 
ricca di laghi , terminata ad ovest ed a sud dalle sabbie littoranee : 
quella sub-montana o dell' olivo , a boschi almeno nel versante 
sud rari di quercie e castagni, che sono comuni e spessi e bellis- 
simi in quello nord : finalmente quella montana o del faggio che 
è esclusiva delle vette Lepine ed Ausonie dai mille metri circa 
air insù. 

Astraendo, per non aumentare la mole del lavoro e le diffi- 
coltà delle ricerche , dai Laziali , che formeranno soggetto di 
altro studio , e da quella parte delle paludi Pontine che oltre 
il fiume di Astura si spinge fin verso a Nettuno, la quale se- 
condo alcuni dei geografi è la naturale continuazione del bacino 
Pontino, le tre regioni corrispondono geograficamente a tre 
distinte zone : la prima al bacino imbrifero Pontino nel senso 
stretto della parola, che si apre alla base dei gruppi Laziale- 
Lepino -Ausonio, dei quali raccoglie ed impaluda le acque che 
gli spiovono da numerosi rigagnoli : le altre due , da una parte 
al sistema Lepino- Ausonio che limita nettamente il bacino Pon- 
tino da nord-est a sud-ovest, dall'altra parte al Promontorio 
Circeo residuo di uno sviluppo costiero parallelo all' attuale costa. 

La prima regione, o quella del piano, consta propriamente 
di due bacini, divisi tra loro dal protendersi degli Ausoni nel 
mare presso Terracina: quello Pontino limitato, come si è detto, 
dallo spiovente Laziale e Lepino- Ausonio ed a nord per comodità 
e convenzione, dal fiume Astura the non lungi dal mare raccoglie 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 



191 



le acque di numerosi ruscelli Laziali e le gitta presso il capo omo- 
nimo, e quello di Fondi circoscritto dallo spiovente sud Ausonio. 
Ambedue i bacini sono terminati da una zona littoranea caratte- 
rizzata da un cordone di dune, da una serie di laghi allineati lungo 
la costa, salmastri o di acqua dolce, e dalla omogenea, caratteristica 
vegetazione dei tumiUeti che in questa parte del littorale romano 
assume un enorme, insolito sviluppo. In questa zona dal lato della 
maggiore prominenza nel mare s'eleva isolato il Promontorio Circeo, 
il quale in qualche modo e per la sua posizione e per la sua 
costituzione geologica , riepiloga in gran parte la vegetazione 
del piano e quella submontana o dell" olivo. Ecco , sbozzati un 
po' all' ingrosso , i confini e le principali regioni botaniche in 
cui è limitata e ripartita la llorula presente. 

wScendendo a qualche più minuto particolare , credo utile di 
attenermi, modificandolo a mio modo di vedere, al profilo dato 
dal Gravis (^) che rappresenta ulteriori suddivisioni delle zone 
precedenti (^). 





I 


n 


in 


w 




M 


^ 


^m 


^ 




9 




Da questo profilo si rileva che la regione del piano può es- 
sere divisa: 

in una zona palustre propriamente detta che è formata 
dalle Paludi Ponfine e da quelle di Fondi; 

in una zona dei boschi di castagno e quercie e da varie 
altre essenze minori, paludosi, qua e là interrotti da stagni ed 
acquitrini ; 



(') A. Gravis. — Une herborisation dans les marais Pontins, p. 10. 

(2) M. Mare; I Zona delle dune; II dei laghi; III dei boschi: IV delle pa- 
ludi p. d.; S. linea delle sorgenti; V a. Zona dell'olivo; V b. della quercia; 
VI e. dei faggi: V] d. Zona scoperta. 



192 A. BEGUFNOT 

in una zona lacustre che comprende i laghi Pontini e quello 
di Fondi ; 

in una zona marittima con la caratteristica vegetazione (^). 
La regione submontana , alla sua volta è capace di dividersi : 

in una zona dell' olivo o del coltivato, dove V opera e l' in- 
lluenza dell' uomo ha modificato ed un po' alterato la facies 
della vegetazione; 

in una zona della quercia e del castagno , in boschi men 
belli e men frequenti di quelli del versante nord, distinti dai 
precedenti per la mancanza o scarsità di essenze piccole. 
Finalmente la regione montana può anch' essa suddividersi : 

in una zona del faggio con la caratteristica , monotona ve- 
getazione delle faggete subappennine : 

in una zona attorno alle vette scoperta , dove s' avanza 
isolato qualche raro individuo rachitico di faggio , brulla e roc- 
ciosa. 

In quest' ultima parte si trova non raramente quella stazione 
di sassi mobili che è contemporaneamente una stazione preferita 
da alcune determinate specie. 

Dirò subito che con i confini adottati, non ho inteso di fare 
né la Flora Pontina propriamente detta, né quella Lepina od 
Ausonia: della Ponfina se ne conosce ancora molto poco, della 
Lepina ed Ausonia ho messo assieme , per le ragioni che dirò, 
quanto si sa del versante meridionale e nuli' altro. 

Ulteriori ricerche estese a ciascun gruppo preso a sé, parti- 
colareggiate, autorizzeranno a fare una di quelle fiore o magari 
tutte, e le conclusioni fitogeografiche, amo dire di qualche va- 
lore, non emergeranno se non quando saranno studiate a fondo, 
come fino ad ora non si è fatto , ciascuna di quelle contrade. 
Intanto a giustificazione di quello che può sembrare nuovo 



(') Anche iu questa zona oltre alle piante erbacee vegetano numerosi frutici 
e suffrutici caratteristici del dominio floristico mediterraneo, e qua e là qualche 
albero isolato, ma riserviamo il nome di boschi alla riunione di grandi essenze 
o dove almeno queste prevalgono sulle piccole o minori. — Cosi nella vegetazione 
delle dune o tumuleti, o dumeti come la chiama il Baldacci, abbiamo larga rap- 
presentanza tanto della macroflora nel senso largo della parola, quanto della 
microflora, con tutti i termini di passaggio dall'uno all'altro estremo. 



FLORA DEI HAC'INI PONTINO E AUSONIO 19^8 

nella nota presente, cioè la inclusione del bacino di Fondi e 
del versante sud dei Monti Ausoni tino ad ora in grande parte 
esclusi dal dominio della Flora Romana, dirò che i confini bota- 
nici di una data flora per riuscire naturali devono avere una so- 
lida base geografica, quindi su di essi non ha alcun valore qualsiasi 
delimitazione politica ancorché passata nell' uso ed accomodata 
nella coscienza dei più. Se la Provincia di Roma non vuole in- 
terrompersi da questo lato al fiume Amaseno che separa net- 
tamente i Lepini dagli Ausoni , conviene includervi tutto lo 
sviluj)po Ausonio che trova il suo confine naturale nel corso 
del Liri dapprima ed in quello del Garigliano di poi fino alla 
sua confluenza col mare. A questo conduce un semplice ma 
intelligente sguardo su una carta geografica ed il ponderato 
esame dei luoghi. Se invece a Terracina o nei dintorni , come 
fino ad ora s' è fatto , si volessero trovare i limiti botanici per 
la Flora Romana a quel modo che se ne trovano i politici , si 
perverrebbe a due inconvenienti diversi : anzitutto ad includervi 
per la stessa ragione una parte arbitraria degli Ausoni , quanta 
ve ne entra politicamente nella Provincia, e poi ad escludere il 
bacino di Fondi col lago omonimo che è assolutamente omologo 
al bacino Pontino, da cui è separato dagli ultimi bassi contraf- 
forti Ausoni che si avanzano in direzione sud nel mare. Parago- 
nando a due a due le regioni, si può dire che il bacino Pontino 
sta a quello di Fondi , come il sistema Lepino sta a quello 
Ausonio : a questo paragone ci porta la grande analogia della 
flora, la identica dispersione ed aggruppamento delle specie ed una 
sorprendente omogeneità della costituzione geologica del suolo. 
Del resto la necessità di sistemare la Flora Romana secondo 
confini naturali, senza preconcetti e senza convenienze politiche, 
non fu intesa per primo da me : breve ma chiaro fu espresso 
lo stesso concetto dal Dott. A. Terracciano a proposito della 
flora di questi monti , già da qualche anno : nuova ne è però 
l'applicazione fino a qui intentata da altri. Siccome però, come 
torno a ripetere , non ho voluto fare propriamente la flora di 
nessuna di queste tre regioni, ho riunito, valendomi di un altro 
concetto che geograficamente ha anch' esso una base , quanto 

Ann. del Mui. Civ. di St. Nat. Serie •2.\ Voi. XVIII (17 Agosto 1897) 13 



194 A. BEGUINOT 

tino ail ora si sa, e coi miei materiali e con quei d'altri, dei 
versante meridionale di esse. Quindi ho ammesso nel mio cata- 
logo soltanto quelle specie che nelle due zone da me stabi- 
lite , la submontana e la montana , vegetano nel versante sud 
Lepino- Ausonio che prospetta il bacino Pontino da un lato e 
quello di Fondi dall' altro. Come estremo confine sud da questo 
lato ho preso per comodità Sperlonga ai piedi degli Ausoni a 
breve distanza dal mare. 

In questa maniera si è riuscito ad ottenere un quadro ciie 
non è proprio piuttosto di questa che di quella zona, ma che 
mostra o tenta di mostrare la varia ed interessante distriijuzione 
geografica della stessa specie in diverse zone limitrofe , e dove 
questa specie si arresti e quella forma o quell' altra specie la 
sostituisca, e dove la omogeneità della costituzione del terreno 
porti un' omogeneità nella vegetazione e viceversa , ed il con- 
trasto tra la vegetazione marina e quella submontana ed il 
prevalere della montana, e finalmente per chi si accinga alla 
flora completa di uno di questi gruppi, la differenza tra i due 
versanti dipendentemente dalla diversa influenza del mare. Così 
forse per la })rima volta in un lavoro che si occupa di Flora 
Romana è dato, a chi vi getti uno sguardo, formarsi una idea 
della distribuzione di alcune specie invadenti più aree e dovunque 
largamente rappresentate, della localizzazione di alcune di esse 
in tratti circoscritti , e della successione delle specie o delle 
forme dalle riarse arene del mare, alle paludi fiorenti per ogni 
dove, alle specie lentamente, a grado a grado progredenti verso 
r alto in regioni sempre più elevate. 

Quanto ai materiali di cui mi sono valso, sono sopra tutto di 
due sorta : materiali raccolti da me oppure conservati in Erbarii , 
come raccolti da altri e da me visti, e materiali ricordati in 
libri vecchi e nuovi, che non sono pochi e qui a Roma non 
sempre facili ad aversi. In questo ordine di idee , debbo dire 
anzitutto che occasione al lavoro furono ai)punto le ricche rac- 
colte che il marchese Giacomo Doria ed il sig. Stefano Sommier 
ebbero occasione di fare negli ultimi di Maggio del 1893 da 
Terracina al Circeo. Il loro itinerario si svolse sopratutto attorno 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 195 

a Terracina, toccando più particolarmente i bassi monti Ausoni 
che si allungano ila Terracina a Fondi , e quindi attraverso a 
queir imponente accumulo di sabbia che usano qui chiamare 
lumukll, visitando il Circeo ed i fiorenti piani che gli sottostanno. 
Le raccolte studiate dal Sommier e conservate religiosamente 
neir Herbarium CamiUae Doriae constano di circa 650 specie , 
alcune interessantissime , nuove per la regione o per la Flora 
Romana, una nuova per la scienza, la varietà Circae della splen- 
dida Cpwtowrm Cineraria. Il ricco materiale, messo gentilmente 
a mia disposizione dal March. Giacomo Doria, forma per la sua 
mole e per il suo pregio la base della presente modesta contri- 
buzione alla Flora Romana. 

Allo scopo di fare la conoscenza personale di questa inte- 
ressante iiora, invaghito dalla ricchezza delle raccolte suddette, 
r anno decorso visitai la regione , sviluppando più che potei 
r itinerario toccato dai miei predecessori. Due viaggi vi feci : 
uno ai primi di Maggio in compagnia dell' amico Teodoro 
Ferraris, il secondo in Luglio avanzato, da solo. Visitai con pro- 
fitto sopratutto nel Luglio la lussureggiante e mal nota fiora del 
bacino di Fondi, con il lago ricchissimo di piante nel suo centro 
ed il brullo e bianco semianfiteatro di monti da Terracina a Sper- 
longa. In ambedue le escursioni attraverso alla vegetazione fitta 
di Erica, Rosmarinus^, Phyllirea, Dapìtne, Helianthemunij, Cistus ecc., 
qua e là interrotta da stagni o canali che si perdono nel mare, 
ho asceso V erto e scosceso Promontorio Circeo tutto a balze ed 
a dirupi, isolato in fondo alle paludi, contro il cui versante sud 
va a frangersi V onda del Tirreno. 

Sebbene la fiora di questo monte non sia tanto ricca, almeno 
quanto fu asserito, tuttavia la visita ne è interessante ed indispen- 
sabile, e se ne sente nell' animo un grande conforto. — Note- 
vole in questo monte è la differenza che intercede tra i due 
versanti : nell' uno il bosco denso , ma a piccole essenze, intrica- 
tissimo, con le piante sopratutto le xerofile caratteristiche della 
regione submontana , e quello meridionale , nu lo , brullo dove 
s' arrampica e domina una vegetazione prettamente marina, im- 
prontata a tipi del sud d' Italia. 



lUG A. BEGUINOT 

Maggiore messe di specie belle e rare danno i sottostanti 
piani attorno a Paola, sebbene il lago sia povero di vegetazione 
forse perchè salmastro, forse perchù con troppa cura è continua- 
mente nettato a causa della pesca. 

Un anno prima , nell' Aprile avanzato , movendo da Anzio , 
avevo erborizzato attorno ad Astura , il cui promontorio \)er 
convenzione abbiamo })reso con il fiume omonimo come contine 
nord : sebbene la tìora abbia molti punti di contatto con quella 
di Terracina, non vi è cosi bene accennata quella fisionomia meri- 
dionale nei tipi o nei gru})pi di specie che è spiccatissima nel Circeo 
e nel bacino di Fondi. Nello stesso anno, nel Luglio, movendo da 
Paliano per Segni , esploravo nei Lepini il monte Lupone, forse 
primo tra i botanici a toccare quella vergine, bellissima cima; 
e quindi per Montelanico e Carpineto nell'Agosto, il Monte Capreo 
ed il Monte Semprevisa che parecchi anni fa esplorava accura- 
tamente il Prof. E. Rolli. L' anno di poi tornavo sul Monte 
Lupone a scopo di completare le raccolte dell' anno prece- 
dente ('). 

Sebbene il più delle specie appartengano al versante che 
prospetta la valle del Sacco , ho voluto qui ricordarne alcune 
poche che vegetano o sulla vetta o immediatamente al disotto, 
in quella regione che di solito i faggi lasciano libera e scoperta. 

È questa la zona la più caratteristica e la meglio differenziata 
dalle altre : poche specie vi giungono dal piano e la prevalenza 
di tipi appenninici è a prima vista manifesta. Qualche specie 
però ne scende in basso in quella regione che abbiamo chia- 
mata submontana e scomparendo in tutto il tratto che separa i 
Lepini dal Circeo , la vediamo ricomparire sulle roccie Circel- 
liane alla parca ombra dei densi boschi del versante setten- 
trionale. 



(') Le ricche raccolte fatte su questi monti liuo ad ora trascurati dai botanici 
romani fuorché dal KoUi, tanto da me quanto dal Marchese Giacomo Doria e dal 
Sig. Sommier, saranno rese di pubblica ragione tra breve, in una florula a cui 
attendo da qualche anno. — In questo Prodromo, non aggiungo che poche specie 
all'esiguo catalogo che ne tessè con fila eterogenee il Dott. A. Terracciauo, ri- 
servandomi di pubblicare il resto nel futuro lavoro che porterà un notevole con- 
tributo alla Uora di (juesto gruppo. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 197 

In questa maniera il materiale dei Sig. Boria e Sommier si è 
venuto aumentando di specie ed arriccliendo di località. Le mie 
escursioni portarono il numero delle specie a circa 1000, il più 
poderoso catalogo che fino ad ora sia stato messo assieme per 
la illustrazione di una parte della Provincia Romana. 

Se non che ho voluto a quel po' che mi pareva di aver com- 
piuto, aggiungere quello che molti altri pel passato avevano 
fatto. 

Questi materiali li ho attinti direttamente dai libri, cercando 
nel controllo dei sinonimi e nella critica della determinazione di 
procedere con ogni rigore. Però in nessun caso ho potuto ve- 
dere, con mio vivo dispiacere, ^gli autotipi che gli corrisponde- 
vano, e me ne duole giacché il mio tenue lavoro non può riu- 
scire completo quanto lo avrei desiderato. Fu appunto in causa 
di ciò che io ho esteso le mie ricerche bibliografiche fin dove 
sono potuto giungere : e credo ed oso dire di essere riuscito 
a citare quasi tutti gli autori, clie si interessarono della fiora 
presente. 

Cosi da Teofrasto che parla della vegetazione del Circeo chia- 
mandolo un monte boscoso, dopo un' interruzione di secoli mi 
sono incontrato all' epoca del risorgimento degli studi botanici 
coi nomi del Mattioh , del Bauhin, del Triumfetti, del Barrelier, 
del Sabbati , che contribuirono in varia misura alla illustrazione 
di questa parte della nostra Provincia. Col Barrelier (tacendo 
di altri minori) mi sono trovato con l' ultimo dei prelinneani : il 
primo Linneano è il Maratti Lettore dei semplici all' Archigmnàsìo 
romano, il quale emerge sugli altri e pel numero delle specie 
e per una certa dose di critica che non gli deve essere mancata, se 
gli errori molti e grandi della sua opera si devono piuttosto 
attribuire a chi ne ha curata la pubblicazione. E col Maratti me 
ne sono venuto al nostro secolo che ha dato il maggior numero 
di studiosi alla flora Romana, quali il Sebastiani, il Mauri e 
due i cui nomi ricorrono frequentemente in questo lavoro : 
primo quello della contessa Fiorini Mazzanti di Terracina, che 
con assiduo lavoro e paziente e passionata ricerca illustrò questa 
parte della nativa provincia come forse pochi ai di nostri sa- 



198 A. BEGUINOT 

prebbero fare per la propria ; secondo (juello del Prof. Ettore 
Rolli , che cinquanta anni or sono visitava i Monti Lepini tino 
allora intentati e ne riportava ricca messe di piante, di cui solo 
una parte e la più piccola è edita. Recentemente a questi due 
va unito il nome benemerito di Nicola Terracciano, che a varie 
riprese portava le sue ricerche ai Monti Ausoni, })rima di lui 
appena sfiorati dal Tenore e dal Notarianni (^). 

Valendomi come meglio ho potuto di questi lavori e di altri 
che ])er brevità non cito, fra i (juali un catalogo inedito, che devo 
alla cortesia del sig. E. Chiovenda studioso della flora della 
Provincia, spero di avere completato il mio elenco, sopratutto 
per le località da noi non visitate, quali le Pontine dalla contessa 
Mazzanti , e le Ausonie da N. Terracciano. E con le località si 
è venuto aumentando il numero delle specie, che ha raggiunto 
la cifra di 1305; sebbene non poche, sulle quali sono ben lon- 
tano da assumere qualsiasi responsabilità, debbano essere radiate, 
sia per avvenute confusioni di etichette negli erbari, o semplice- 
mente per errore di determinazione. Anzi per alcune di esse , 
quali molte del Maratti e qualcuna del Gravis, àehho dire che 
non le ho ammesse nella numerazione progressiva poiché appar- 
tengono indiscutibilmente ad altro dominio floristico. Rivisitando 
quelle regioni , spero di completare anche per mio conto il 
quadro, ricercando tutte o quasi tutte quelle specie che gli au- 
tori ricordano, sopratutto quelle che a loro parvero critiche, e 
furono in vario modo interpretate. Il presente lavoro adunque 
non è che un tentativo e come un abbozzo di altro ben mag- 
giore, su cui si ha da tornare sopra, alla prima occasione, con 
forze nuove e con preparazione migliore. Sebbene restio alle 
stampe, ho voluto che anche questo abbozzo vedesse la luce , 
non credendolo addirittura inutile sia come base, sia come punto 



(') si può dire che le conoscenze floristiche di questi monti si basino tutte sul 
primo volume delle P ere gH nazioni botaniche in Terra di Lavoro di Nicola Ter- 
racciano, e su qualche altro scritto minore del medesimo : conoscenze più ampie 
e sicure che non quelle dei monti Lepini, ma non per questo complete. — Pei 
monti Ausoni resta ancora metà del lavoro da fare. Alla flora di essi gli altri e 
noi poco abbiamo aggiunto, e tutte le nostre citazioni si riferiscono a quel- 
l'ultimo tratto che si estende da Terracina a Fondi ed a Sperlonga lungo il littorale. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 199 

di partenza per successive ricerche, e come un mezzo di avvi- 
cinarsi alla meta, se non di toccarla : e come tale deve essere 
preso, sicuri di aver fatto cosa molto più utile che non un ca- 
talogo isolato di specie rare o critiche della regione come si 
usa fare in questi casi, e come si fa da un pezzo per la flora 
della Provincia di Roma. 

In ultimo, sento 1' obhhgo di esprimere la mia viva, profonda 
gratitudine a due che mi hanno dato all' opera conforto : il 
Sig. Stefano Sommier che ha voluto rivedere e sottoporre al 
suo esame alcune determinazioni dubbie o critiche ed al quale 
non sono mai ricorso invano e per consiglio e per aiuto, ed il 
Marcliese Giacomo Doria che ha voluto mettere a mia disposi- 
zione il prezioso materiale circelliano, non che curare la presente 
pubblicazione negli Annali del Museo Civico di Storia Natu- 
rale di Genova. 

Koma, 15 Giugno 1897. 



LIBRI CONSULTATI 



Mattioli P. A, — I discorsi sui sei libri di Dioscoride — Venezia, 1581. 
Bauhinius C. — Prodromus Theatri Botanici — Basileae, 1671. 
De-Honuphriis F. — Stirpium nomina, hoc est plantarum omnium quae 

Romae in Phavmacopolio et claustro SS.""" Trinitatis in M. Pincio 

expositae — Romae, 1682. 
Triumfetti 6. B. — Observationes de hortu ac vegetatione plantarum cum 

novarum stirpium historia, iconibus illustrata — Romae, 1685. 
Baruelerius I. — Plantae per Galliam, Hispaniam , et Italiam obser- 

vatae, et iconibus aeneis exibitae : op. posth. — Parisii. 1714. 
MoRisox R. — Plantarum historiae universalis Oxoniensis — Oxonii, 1715. 
Sabbati L. — Hortus Romanus iuxta systema Tournefortianum — Romae, 

1770, torn. I-V. 
BoNNELLi G. — Hortus Romanus ecc., tom. I-VIII — Romae, 1772-1793. 
Tenore M. — Prodromo della Flora Napolitana — Napoli, 1811. 

— — Flora Napolitana, ossia descrizione delle piante indigene del 
Regno di Napoli ecc. — Napoli, 1811. 

— — Florae Napolitanae Sj'Uoge, sistens plantas omnes in regno 
neapolitano usque adhuc detectas — Neapoli, 1830 (in folio). 



:2()() A. BEGUINOT 

Sebastiani F. — Romanarum plantarum fasciculus primus — Romae, 1813. 

— — Romanarum plantarum fasciculus alter — Romae, 1815. 
Sebastiani F. , Mauri K. — Florae Rornanae prodromus , exibens cen- 

turias XII plantarum ecc. — Romae, 1818. 
Mauri E. — Romanarum Plantarum Centuria XIII — Romae, 1820. 
Maratti I. F. — Flora Romana - op. post. — Romae, 1822. 
Fiorini-Mazzanti E, -- Appendice al Prodromo della Flora Romana — 

Nuovo Giornale dei Letterati di Pisa, voi. 17, p. 110. a. 1828. 

— — Notizie sopra poche piante da aggiungersi al Prodromo della 
Flora Romana — Giornale Arcadico di Roma, t. 18, p. 161, a. 1833. 

Bertoloni a. — Flora Italica sistens plantas in Italia et in insulis circum- 
stantibus sponte nascentes - voi. I-X ~ Bononiae, 1833-1854 (fl. 
phaner.l. 

Sanguinetti P. — Centuriao tres, i)rodromo Florae Romanae addendae — 
Romae, 1837. 

— — Florae Romanae prodromus alter — Romae, 18G4. 

Rolli E. — Romanarum plantarum Centuria XVIII (Bozze di stampa di 

un articolo mai pubblicato). 
Ponzi G. — Storia naturale dell' Agro Pontino — Roma, 1865. 
Parlì^tore F. — Flora Italiana: descrizione delle piante che crescono 

spontanee o vegetano come tali in Italia a nelle isole — Firenze, 18.50- 

1873, voi. I-X (coi continuatori). 
Cesati, Passerini e Gibellt. — Compendio della Flora Italiana, voi. I-II, 

1884-86. 
TERKACCfANO N. — Relazione intorno alle peregrinazioni botaniche fatte 

nella Provincia di Terra dì Lavoro, voi. I-IV — Caserta, 1872-78 

— — Intorno ad alcune piante della Terra di Lavoro - Atti 
della Regìa Accademia delle Scienze fisiche e matematiche di Napoli, 
a. 1891, ser. 2.\ voi. IV, n. 2. 

Pasquale G. A. — Notizie botaniche relative alle provincie meridioiuili 
d'Italia, ibidem, 1881, an. XX, p. 218. 

— Su di una nuova stazione della Vallisaerla spiralis nelle Provincie 
meridionali d' Italia — Atti del R. Istit. d' Incorag. di Napoli, voi. I, 
n. 6, a. 1881. 

Gravis A. — Une herborisation dans les marais Pontins - Gand, 1884. 

Berti T. — Paludi Pontine — Roma, 1884. 

Warion — Notes sur quclqucs plantos romainos - Bull. Soe. Bot. Frane. 

t. XIII, p. 309. 
Pirotta R. — Sulle Isoetes dell' Agro Romano - Malpighia, voi. I, p. 67, 

a. 1886. 
_ _ Anibrosinia Bassii L. - Boll. Soc. Bot. Ital., a. 1893, pag. 2S8 

(proc. verb,). 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 201 

Abbate E. — Flora, in Guida della Provincia di Roma, 2/ ediz. voi. I, 
p. 176-235. 

GiBEM.r G. e Belli S. — Rivista critica delle specie di « Trifolium » Ita- 
liane ecc. delle sez. Calycomorphum Presi, e Cryptosciadum Celak, 
Torino, 1892. 

VoGLiNO — Brassicae quaedam italicae, e ditioue praesertim Florae Roma- 
nae — Malpighia, voi. H, p. 344, a. 1888. 

Terracciano a. — Scirporum species e sectione Isolepldum - Malpighia, 
voi. ir, p. 422, a. 1888. 

— — Intorno al Gon. Eleocharls ed alle specie che Io rappre- 
sentano in Italia - Malpighia, voi. II, p. 273, a. 1888. 

— — Quarta contribuzione alla Flora Romana - Nuovo Gior- 
nale Botanico Ital. , (n. ser.), voi. I, p. 129, a. 1894. 

Chiovenda e. — .Sopra alcune piante rare o critiche della Flora Romana - 
Bull. Soc. Bot. It , p. 295 e 386, a. 1892. 

— — Sopra alcune piante nuove per la Flora Romana - 
Ann. Reg. 1st. Bot. di Roma, voi. VI, fase. I, a. 1895. 

— — Piante nuove o rare da aggiungersi alla Flora Romana - 
Malpighia, p. 90, a. 1897. 

SoMMiSR S. — Centaurea Cineraria, C. cinerea, C. Busambarensis e Iacea 
cinerea laciniata flore purpureo - Nuovo Giornale Bot. Ital. (n. ser.), 
voi. I, n. 2, p. 81, il. 1894. 

Arcangeli G. — Compendio della Flora Italiana, ed. 2.% Torino, 1894. 

Fiori A. e Paoletti G. — Flora analitica d' Italia. Voi. I, part. I. - Pa- 
dova, 1896. 

— — Iconographia Florae Italicae: fase. I, II - Padova, 1895-96. 
Zoppi G. — Carta Idrografica d'Italia: Liri-Garigliano, Paludi Pontine e 

Fucino, con atlante - Roma, 1895. 
Beguinot a. — Di alcune piante nuove o rare per la Flora Romana - 
Bull. Soc. Bot. It. p. 30-37, a. 1897. 

— — Nuove specie e nuove loealitA, per la Flora Romana - Bull. 
Soc. Bot. It., p. 116-122 e 209-214 a. 1897. 



202 A. BEGUINOT 



POLYPODIACEAE. 
Opliiog-lossuiii L. 

1. 0. vulgatum L. — Nella selva di Terracina, presso la Scafa di 

Ponte: Ohio venda. 

Osmuiicla. L. 

2. 0. regalis L. — Nei luoghi umidi del litiorale, presso il lajro di 

Fondi: Tenore, FI. Nap. I, p. 302 et Syll., p. 13S; Terracciano 
N. Relaz. I, p. 199 - Paludi pontine: Sang. FI. Rom., p. 8 12 - 
Nei piani sotto monte Circeo e presso il lago di Paola. Chiov. ; 
Doria! Sommier! Beguinot ! 

Oeteracli Adans. 

3. C. officinarum W. — Monte Circeo: Abbate, Guida Prov. Rom., 

2.' ediz., I, p. 235; Gravis, Une herborisation dans les marais 
Pontins, p. 27; Beg. ! — Nei monti Lepini lungo la via da Cori 
a Norma: Gravis, p. 0; Abbate, Guida, I, p. 231; Terrac. A. 
Contrib. IV alla Flora Romana, p. 137 - Terracina: Dor. ! 

I*olyi>odiuiii L. 

4. P. vulgare L. — Monte Circeo nei boschi (vers, sett.): Beg.! 

A-spidivim S\v. 

5. A. aculeatum Sw. — Monte Circeo, nel versante settentrionale: 

Gravis, p. 27; Abbate, Guida, I, p. 235. 

p. angulare W. — Luoghi ombrosi del monte delle Fate : Ter- 
rac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 186. 

TVeplii-otlium Mu.i.. 
(■). N. Thelipteris Stremp. Monte Circeo nei boschi: Dor.! Som.! 

7. N. Filix-Mas Stremp. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. 

A. Contrib. IV, p. 180. 

8. N. rigidum De.sv. B. pallidum Tod. — Monte Cii-ceo nei boschi 

(vers, sett.): Dor.! Som.! Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 203 

Oss. — Ho avuto occasione di parlare di questa varietà nel 
Boll. Soc. Bot. It., p. 30, an. 1897, dove facevo notare come essa 
riescisse nuova per la Provincia di Roma, e fosse finora conside- 
rata come eselusiva delle Isole Italiane, mentre si trova anche 
nel continente, ma in località la cui iiora ha molti punti di con- 
tatto con quella insulare. Nella Flora Analitica d' Italia dei 
Sig." Paoletti e Fiori , è dato delle Alpi Apuane , di Napoli 
e Calabria. 

C;*^stoptei-i.s Bernh. 

9. C. fragilis Bernh. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. 198 - 
Norma Ira le rocce calcaree, e verso Bassiano: Evers. e 
monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. Conlrib. IV, 
p. 186 e p. 138. 

Aspleiiivinx L. 

10. A. obovalum Viv. — Itri a monte Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. 198. 

11. A. marinum L. — Fenditure delle rocce alla Torre di Paola, 

nel Promontorio Circeo: Abbate, Guida, I, p. 234; Fiori e 
Paoletti, FI. Anal, d' Ital. voi. I, par. I, p. 12; fìg. 29. 

Oss. — Né io che vi sono stato due volte, in due epoche dif- 
ferenti, né i Sig. Doria o Sommier, abbiamo avuto la fortuna di 
incontrare questa rarissima specie, per quanto ve la cercassimo 
con attenzione. Secondo gli autori , é specie propria delle Isole 
di Corsica, Sardegna, Capraia e Pantelleria: per essa ho da 
ripetere quello che ho scritto per il Nephrodium : che la flora 
del Circeo ha intimi rapporti con la flora delle Isole. 

12. A. Trichomanes L. — Nei Lepini da Cori a Norma: Gravis, p. 6; 

Abbate, Guida, I, p. 231 ; Terrac. A. Conlrib. IV, p. 137 - 
Monti di Terracina ('): Dor.! Som.! — Monte Circeo nei 
boschi presso il Semaforo : Beg. ! 



(') Inteudiamo per monti di Terracina gli ultimi bassi contrafforti Ausoni che 
dipartendosi dal nucleo centrale di cui la vetta più elevata è il Monte delle Fate, 
vanno in direzione sud verso il mare, e coronano Terracina ed i suoi dintorni. 
— A questi succedono i monti di Fondi che ad anfiteatro circondano il bacino 
omonimo raggiungendo di nuovo la costa presso Sperlonga. Degli uni e degli altri, 
quando genericamente, quando particolarmente non abbiamo ricordati che i 
nomi delle alture che mandano le acque in questo bacino, vale a dire il versante 
sud di essi. 



i()4 A. BEGUINOT 

]'.i. A. Ruta- muraria L. — Nei monti di Terracina: Dor.! Som.! 

14. A. Adiantum nigrum L. — Monte Circeo nei boschi (vers, sett.): Dor.! 

Som.! Bet^! 

Soolopen.dr'iiim Smith 

15. S. vulgare Alt. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6; Terrac. 

A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 231 - Presso il 

lago di Fondi: Beg. ! 

16. S. Hemionitis Sw. — In umbrosis udis « Sermoneta »: Sang. FI. 

Rom., p. 848; Abbate, Guida, I, p. 231. 

Adiantum. L. 

17. A. Capillus- Veneris L. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6; Ab- 

l)ate. Guida, I, p. 231; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 - 
Monte Circeo nei boschi: Dor.! Som.! 

I*teris L. 

18. P. aquilina L. — Via tra Cori e Norma: Gravis, p. 6; Abbate, 

Guida, I, p. 231: Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 - Boschi 
sotto m. Circeo: Gravis, p. 19 e nelle dune fra Terracina e 
m. Circeo: Gravis, p. 22 - Piani di Paola: Dor.! 

01ieilaM.th.es Sw. 

19. C. odora Sw. — Monti di Terracina: Abbate, Guida, I, p. 232. 

EQUISETACEAE. 
Equisetum. L. 

20. E. arvense L. — Luoghi umidi, paludosi sotto m. Circeo: Dor.! 

21. E. Telmateja Ehrh. — Terracina: Dor.! Som.! 

22. E. ramosissimum Desf. — Fondi: Terrac. N. Relaz. I, p. 200 - 

Terracina: Dor.! Som.! - Sulle macerie lungo la via di Gaeta: 
Beg.! 

Oss. — La ubicazione di questo Equisetum nelle macerie di 
una strada polverosa ed aridissima non potrebbe essere più anor- 
male, almeno pei concetti che ci siamo fatti intorno alla vita di 
queste piante. La meraviglia aumenta, quando si osserva che 
la strana stazione non ha punto cambiato od alteralo l' asjietto 
od il portamento della pianta, nò il rigoglio normale. 

23. E. hyemale L. — Piani umidi, ac(|UÌ<i'inosi sotto m. Circeo: J^eg. I 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO ^205 

Oss. — Il comp. della Flora It. dell'Arcangeli (2.'* ediz.) p. 10 
lo dà deir Italia superiore fino alla Toscana. Nella Prov. di Roma 
ad indicarvelo è primo il Maratti, FI. Rom. II, p. 382, dove in 
verità non è facile distinguerlo dal volgarissimo E. 7-amosissimum 
per la diagnosi incompleta e per i sinonimi. Sebastiani e Mauri 
lo trascurano. Sanguinetti FI. Rom. , p. 839 lo indica di nuovo, 
senza precisare la località: Fiori e Paoletti, FI. Anal. d'Ital., 
voi. I, par. I, p. 21 lo citano del Lazio: in località - littoranee 
nessuno fino ad ora l'aveva raccolto. 

LYCOPODIACEAE. 
Selag-i nella Spr. 

24. S. denticulata Lk. — Itri a m. Faito: Terrae. N. Relaz. I, p. 197 

(sub Lycopodio) - Monte Circeo (vers, sett.): Gravis p. 27; 
Abbate, Guida, I, p. 235: Dor.! Som.! 

Isoetes L. 

25. I. Hystrix Dur. — Lungo le sponde dei canali e dei fossi sotto 

m. Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235. 
var. subinermis Dur. — Nelle stesse località: Dor.! Som.! 
20. I. Duriaei Bory — Sotto m. Circeo nei luoghi umidi: Abbate, Guida, 
I, p. 235. 

MARSILEACEAE. 
Pilularia L. 

27. P. globulifera L. — In aquis palustribus : Maratti, Flora Romana II, 

p. 394. 

Oss. — Benché non sia precisata la località, si può supporre 
che siano intese anche le Paludi Pontine , dove certamente ha 
da essere. Nella Provincia fu anche trovata a Maccarese e Civi- 
tavecchia : Sang. Fi. Rom. , p. 840. 

Salvi ni a Mich. 

28. S. natans Ali. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 393 - 

Fondi, nelle acque limpide, lentamente scorrenti: Ten. FI. 
Nap. I, p. 309 et Syll., p. 140 (sub Marsiled) - Fondi alla 
fontana di Vitruvio: Terrae. N. Relaz. I, p. 197 - Fiume 



^200 A. BEGUINOT 

Portatore presso ponte Badino, e nelle paludi sotto m. Cir- 
ceo : Beg. ! 

IVIar.siloa L. 

29. M. quadrifolia L. — Nei canali e nei fossi alle Paludi Pontine: 

Sany. FI. Rom. p. 840. 

CONIFERAE. 
I*iiiu.^ L. 

30. P. halepensis Mill. — Itri nell' andare a Sperlonga e lungo la 

discesa di S. Andrea: Terrac. N. Relaz. I, p. 1G9. 

CuLj>i*e.ssus L. 

31. C. sempervirens L. — Nei boschi presso il mare a Fondi: Ten. 

FI. Nap. V, p. 270 et Syll., p. 137. Naturalizzata! 

Juniperus L. 

32. J. macrocarpa S. et S. — Terracina : Fior, in Pari. FI. It. IV, 

p. 78 - Monte Circeo: Gravis, p. 22; Dor.! 

33. J. phoenicea L. — Fondi: Ten. Fl. Nap., V, p. 283 et Syll., p. 133 

(var. B) ~ Presso Sperlonga lungo la spiaggia: Terrac. N. 
Relaz. I, p. IGO - Monte Circeo : Fior, in Bert. FL It. X, p. 385 ; 
Gravis, p. 20-27; Abbate, Guida, 1, p. 234; Chiov ; Beg.!- 
Fra Terracina e m. Circeo nel littorale : Dor. ! Som. ! 

GNETACEAE. 

Ephedra, L. 

31. E. vulgaris Rich. — Nei colli sassosi marittimi a Fondi: Ten. 
FI. Nap. V, p. 283 et Syll., p. 138; Pari. Fl. It. IV, p. 102. 

>XO]VOCOT"i^LEA.E. 

POACEAE. 

Oi-yza Ai.. Br. 

35. 0. clandestina Al. Br. - Fossi e canali di Fondi: Pasquale, Rend. 
Acc. Se. Fis. Mat. di Napoli, 1881, p. 218. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "207 

Oss. — Questa pianta fino a poco tempo fa era sfuggita alle 
ricerche fotte nel dominio della flora Romana intesa negli antichi 
limiti. Pel primo ebbi la fortuna nell'Agosto del 1895 di rin- 
venirla sulle sponde dei laghi Lattanzi detti anche di Selva piana, 
in quel d'Anticoli (^) e poco dopo fu segnalata in più luoghi del 
littorale da altri ; è pianta molto più diffusa di quello che gene- 
ralmente non si creda {^). 

80. P. minor Retz. — Terracina: Dor.! Som. I 

37. P. paradoxa L. — Terracina nel littorale: Fior, in Bert. FI. It. I, 

p 341; Dor.! Som.! Beg.! 

38. P. tuberosa L. — Littorale da Terracina al Circeo: Fior, in Bert. 

FI. It. I, p. 340; Dor.! Som.! - Itri nell'andare alla Civita: 
Terrac. N. .Relaz. I, p. 187. 

39. P. coerulescens Desf. — Sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

-A^ntlxoxantliiim. L. 

40. A. odoratum L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

F*lileviiii L. 

41. P. pratense var. nodosum L. — Monte Circeo nei boschi (vers, sett.): 

Beg.! 

42. P. Michelii All. = Phalaris alpina Pers. — Nelle montagne di 

Fondi: Micheli, in Ten. FI. Nap. I, p. 19. 

43. P. arenarium L. — Littorale di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, 

p. 361 ; Dor. ! Som. ! — Presso ponte Badino e Torre Astura 
(Nettuno): Beg.! 
f. pusìllum Nobis. — con la specie, nelle stesse località. 

Oss. — Merita di essere messa in rilievo questa forma di 
Phleum distintissima dal tipo col quale cresce frammista : Culmi 
simpliceSj, ascendeìUes , vix poUicares, loti vaginis laxis inflatis, 
duabus superioribus spicas involucrantibus tedi. 

(') Beguinot a. — Di alcune piante nuove o rare per la Flora Romana - Bull. 
Soc. Hot. Ital. p. 31, an. 1897. 

(') I miei esemplari, come osserva il Cbiovenda (Cfr. Malpighia, 1897, p. 108) 
sono muniti di bellissime pannocchie esterne, mentre negli esemplari raccolti a 
Maccarese ed alla Magliana le panocchie sono tutte nascoste o seminascoste 
entro le guaine fogliari inferiori. I numerosi saggi raccolti non differiscono in 
nulla da esemplari inviatimi dal Trentino dal Sig. Gelmi. 



"lOS A. HEGUINOT 

Per il portamento si avvicina al P. crypsoides Urv. L' ho sempre 
raccolta assieme al tipo anche ad Ostia , Anzio , Nettuno , ecc. - 
Forse quest' aspetto proprio ad alcune forme di Plileum avrà 
indotto Desfontaines (FI. Atl. I, p. 63) a riportarle al Gen. Cnjpsis 
(C. arenaria) e Monti (Cat. Stirp. agri Bon. prod. p. 48) a chiamarlo, 
Gramen phalaroides, marilimum, mmimum. Vi accennano in parte 
anche i Sig. Fiori e Paoletti, FI. Anal. d'Ital., voi. I, par. I, 
p. 58, quando scrivono : pannocchia spesso brevemente sporgente 
dalla guaina superiore. 

44. P. tenue Schrad. — Liltorale da Terracina al Circeo: Fior, in 

Bert. FI. It. I, p. 362; Dor.! Som.! 

Aloj>ecur*us L. 

45. A. pratensìs L. — Fra Terracina e ponte Badino: Chiov. 

Oss. — Specie rara nel dominio della Flora Romana : si trova 
anche a Viterbo (Macchiati !). 

46. A. bulbosus L. — Liltorale di Terracina: Beg.! 

47. A. utriculatus Pers. — Littorale di Terracina e di m. Circeo: 

Fior, in Bert. FI. It. I, p. 376; Dor.! Som.! Beg.! - Fra 
Terracina e Fondi: Chiov. 

LyS-euin L. 

48. L. Spartum L. — Nel littorale di Fondi: Ten. Syll., p. 12. 
Oss. — È specie propria dell' Italia inferiore : manca nella 

centrale. 

Sesleria. Scoh. 

49. S. tenuifolia Schrad. var. Circeana Nobis — M. Circeo nelle rupi sotto 

la vetta (vers, sett.): Beg.! — Folia linearia, parum firma, 

glaberrima, mucronata, longa, spicam subaequantia aut 

superantia: spica oblongo-cylindracea longa (3-4 cm.) 

laxaque, saepe basi interrupta: locustae longiuscule pedi- 

cellatae. 

Oss. — Questa specie dai monti più alti del Romano, dove 

io l'ho raccolta (Ernici, Simbruini , Autore, ecc.) adattandosi a 

vivere in un monte che s' eleva di poche centinaia di metri al 

disopra del livello del mare, nel dominio tjuindi di un'altra llora, 



F1,(>RA DKI lUCINI I'ONTINo K AI'SONK) 'il»'.) 

ha camljiato in tal modo il suo poi'tatiiento e qualcuno dei suoi 
caratteri, che mi ha indotto a tenerla distinta dal tij)0, da cui 
differisce per le foglie lunghissime che in alcuni esemplari rag- 
giungono la spica in altri la superano, per le guaine non scom- 
poste in fili tanto sottili e tanto tenui come nella specie di 
montagna , per le spighe allungate, rade, con fiori abbondanti , 
distanti, portati da pedicelli piuttosto lunghi. Non è improbabile 
che la specie trovata anche in alcune isole, come in quelle di 
Capri, ecc., sia rappresentata da questa varietà insigne. Si con- 
fronti quanto ho scritto su questa varietà in Bull. Soc. Bot. It. 
p. 110-117, a. 1897. 

."0. S. nitida Ten. -- Uri a m. Fallo: Terrac. N. Relaz. I, p. 192. 
Oss. — Differisce dalla mia varietà della specie precetlente per 
avere questa le foglie strettissime, convolte, coi margini lisci e 
non seghettato-scabri , nv la guaina membranosa, ecc. ecc. 

51. S. argentea Savi. — Sommila della Seniprevisa: Evers, in Terrac. 

A. Contri!.. IV, p. 185; Beg.! 

Setaria, P. de B. 

52. S. verticillata PB. — Terracina nelle arene marit. : Beg.! 

53. S. glauca PB. — Presso il lago di Fondi: Beg.! 

Panicum. L. 

54. P. Crus- Galli L, — Lago di Paola, lago di Fondi: Beg.! 

55. P. repens L. — Littorale di Terracina: Fior. Giorn. Lett. Pisa, 

t. 17, p. 112, in Beri. FI. It. I, p. 430 ed in Pari. FI. 
It. I, p. 120 - Ces. Pass. Gib. FI. It. I, p. 44; Arcang. 
FI. It. 2." ed., p. 31 - Terracina, ponte Badino, littorale 
di Fondi : Beg. ! 

Oss. — Questa specie per prima scoperta dalla Sig.'"'' Contessa 
Fiorini Mazzanti, è fra le più caratteristiche della vegetazione di 
questa parte del littorale romano. Verso il Circeo scompare, né 
credo sia stata segnalata in altri luoghi della Provincia. E una 
di quelle tante piante che Terracina ha in comune con le isole 
di Sardegna e Corsica e che saltuariamente percorrono la costa 
occidentale d' Italia , facendosi però più rare, o mancando addi- 
rittura mano a mano che progrediscono verso il settentrione. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.% Voi. XVIII (17 Agosto 1897) U 



•ilio A. HKGUINOT 

13ig"itaria S«;op. 

56. D. sanguinalis Scop. — Terracina nelle arene: Beg.! 

var. ciliaris (Retz.) Pari. -— D. ciliaris Fior. App. Prod. FI. 
Rom., p. 8, n. 6 = D. ciliari^ var. '?■ Beri. FI. It. I, 
p. 415 = Panicum sanguinale var. 3. A. Trin. Spec. ^rani. 
fase. 12. 

Nelle vigne e negli oliveti di Terracina: Fior, in Pari. 
FI. It. I, p. 126. 

Oss. — Questa varietà, erroneamente ritenuta come specie da 
alcuni autori, è assai difficile a circoscrivere: i vecchi autori 
facendone specie o varietà, hanno cercato di mettere in rilievo 
il carattere della irsuzie o della villosità delle due glume o di 
una di esse (var. ,3. Bert. , 1. e.) carattere variabilissimo e di poco 
momento. Meglio di tutti il Pari., 1. e. trova che la varietà non 
differisce dalla specie che per avere la prima la paglietta del 
fiore neutro fornita di lunghe ciglia ispide , sebbene esemplari 
di Terracina (1. e.) inviatigli dalla Fiorini Mazzanti formino il 
passaggio fra la oarietà e la specie offrendo dei peli setosi nel posto 
che occupano le ciglia. Per mio conto debbo dire che esemplari 
raccolti neir identica località , secondo il Sommier a cui furono 
da me inviati , furono riportati alla specie e non alla varietà. 

Trag"!!» Hall. 

57. T. racemosus Hall. — Astura: Marat. FI. Rom. II, p. 309 (sub 

CenchroJ. 

Oynodon Rich. 

58. C. Dactylon Pers. — Terracina nella città, presso S. Felice Circeo: 

Beg. ! 

I^actyloeteiiiviiii Willd. 
5Vt. D. aegyptiacmn \\ . — Terracina: Fiorini-Mazzanti-Cfr. Chiovenda, 
Malpigliia, p. HO, a. 1807. 

A-iicli'opog-oii L. 
60. A. Ischaemum L. - Monte Circeo e nei monti di Terracina: Beg.! 
til. A. hirtus L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. T, p. 
lOV): Dor.! Som.! Beg.! 



FLORA DKI BACINI PONTINO K AUSONIO ^21 I 

02. A. pubescens Vis. - Monti di Terracina: Dor.! Som.! 

/: diffusa Terr. A. — Monte S. Angelo so\)Vt\ Sezze: Evers, in 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 139, e 18.5. 
08. A. distachyus L. — Monte S. Angelo sopra Sezze (Lepini) e sotto 

il villaggio: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 148 e 185 

- Monti di Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

Sorg-lxum. Vers. 

ò4. S. halepense Pers. — Paludi presso Terracina: Fior, in Bert. FI. 
It. I, p. 475 - Sotto S. Felice Circeo: Beg.! 

Sacclxai'iiin L. 

65. S. Ravennae L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 367 
(sub Andropof/one)\ Pari. FI. It. I, p. 136 (sub EriaatlioJ. 

Imperata Ctr. 

6G. I. cylindrica PB. — Littorale di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, 
p. .333; Sang. FI. Rom., p. 61 (sub SaccharoJ; Abbate, Guida, 
I, p. 232 - Da Terracina a m. Circeo: Dor.! Som.! - Da 
Terracina al lago di Fondi: Beg.! - Sperlonga nelle arene: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 188. 

Ai'uiitlo L. 

67. A. Donax L. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6: Abbate, 

Guida, I, p. 230; Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.37 ~ Terra- 
cina: Gravis, p. 14. 

68. A. Pliniana Turr. — Nei luoghi umidi presso il lago di Fondi : 

Terrac. N. Relaz. I, p. 189. 

IPhrag-mitej!!; L. 

69. P. communis Trin. — Paludi Pontine. Fior, in Bert. FI. It. I, 

p. 742 (sub AruiidineJ - Paduli presso Terracina: Gravis, 
p. 17 - Lago di Paola, laghetto di ponte Badino, lago di 
Fondi: Beg. ! 

Aiiipelodesmos Lk. 

70. A. tenax Lk. — Monte Circeo, sopratutto nel vers, sett.: Seb. et 

Mauri, FI. Rom., p. 43; Sang. FI. Rom., p. 104; Gravis, 
p. 26-27; Abbate, Guida, I, p. 234; Dor.! Som. ! Beg.! - Ter- 
racina nei monti: Fior, in Bert. FI. It. I, j). 740 - Civita 



-2\'2 A. HKGIJINOT 

liics.so Uri: Ten-ic. .N. Rela/.. I, [>. 19.") - Nei Lepiui lungo 
la via da Cori a Norma: (iravis, p. i'>: Ahhat^, I. c. I, p. 231 : 
Terrac. A. Contrib. IV, ]). I:i7. 

Oss. — Locusfae bi-triflorae, bicolores, (■oenUesrenlea aul purpu- 
rascentes : An A. fenax , [3 bicolor Kunth? Esprimo questo dubbio 
per i saggi che ho raccolti a m. Circeo : ])er gli altri non so dire 
nulla. Solamente aggiungo che nel monte <'■ predominante o forse 
esclusiva questa forma, mentre nei monti presso Tivoli, nel monte 
Gennaro ecc., domina quella ;i spigliette virescenti che seccando 
divengono giallastre. 

Cala.inapi'i'oiSitiw Adaxs. 

71. C. Epigejos Roth. - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

A-Illlliopllilil IlltST. 

72. A. arenaria Lk. — Littorale di Terracina, Circeo , ecc. ; Fior, in 

Bert. FI. It. I, p. 754; Sang. FI. Rom., p. 107; Gravis, 
p. 22; Abbate, Guida, I, p. 332; Dor. ! Som.! Beg. I — Arene 
liti, di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 189. 

Ag'ro.sti.s Kunth. 

73. A. alba L. vai-, genuina Gr. Godr. - Presso il lago di Fondi, e 

presso S. Felice Circeo: Beg.! 

74. A. verticillata Vili. — Terracina: Dor.! Som.! Beg.\ 

75. A. vulgaris With. — Terracina, nella via di Gaeta: Beg.! 

76. A. pallida DC. — Terracina: Woods - Cfr. Chiovenda, Malpighia, 

p. 109, a. 1897. 

Sporol>olus ìi. Bk. 

77. S. pungens Kth. — Dovunque nel littorale da Fondi a Paola: Beg. ! 

Oasti-itliuiix P. nr. H. 

78. G. lendigerum Gaud. — Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

I*olypog:on Desf. 

79. P. monspellensis Desf. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, 

p. 380 - Monti di Terracina: Gravis, p. 13; Abbate, 
Guida, I, p. 232; Terrac. A. Contrib. IV, p. 144; Dor. ! Som.! 
Beg. ! - Fondi presso il lago : Bcg. ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 213 

80. P. marìtimus W. — Littorale di Terracina e di Fondi: Ten. Syll., 

p. 12; Fior, in Bert. FI. It. I, p. 381 ; Sang. FI. Rom., p. 47; 
Dor.! Som.! Beg.! - Presso m. Circeo: Dor.! Som.! 

Oss. — Esistono tutte le forme di passaggio, da quelle in cui 
la guaina superiore è poco dilatata e distante dalla pannocchia, 
a quelle in cui è dilatata e rigonfia e l'avvolge alla base. 

Lag-ux-us L. 

81. L. ovatus L. — Nel littorale da Terracina al Circeo: Fior, in 

Bert. FI. It. 1, p. 729; Dor.! Som.! Beg.! 

Stipa L. 

82. S. tortilis Desf. — Itri alla Civita (m. Ausoni): Terrac. N. Relaz. I, 

p. 188 - Monti di Terracina: Dor.! Som.! 

83. S. Aristella L. — Monte Circeo nei boschi (vers, sett.): Beg.! 

M-iliuim L. 

84. M. multiflorum Cav. — Terracina, dovunque: Dor.! Som.! 

var. frutescens Terrac. A. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze: 
Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, j). 140 e 18o(sub Piptathet^oJ. 

Coi*yiiephoi"ii!-i P. i>k H. 

85. C. articulatus PB. — Littorale di Terracina: F'ior. in Beri. FI. Ii.I, 

[t. ini (sub Aira). 

.Vii-a L 

^'(S. A. caryophyllea L. — Littorale di Terracina e di m. Circeo: Fior, 
in Bert. FI. It. I, p. 456; Sang. FI. Rom., p. .58; Dor.! - 
Lago di Paola : Beg. I 

87. A. capillaris ^ ambigua D. Nrs. — Nelle stesse località della pre- 
cedente: Dor.! Som.! Beg. I 

A.'^'eiia Paki.. 

8S. A. pratensis L. — Itri a S. Nicola tra i cespugli ed a Campello: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 102. 

Oss. — Questa stazione per una specie che cresce nei pascoli 
elevati delle Alpi e degli Apennini, è fra le più basse e le più 
vicine al mare che io conosca. 

8'.». A. sterilis L. — Terracina: Dor.l Som.! 



214 A. BEGUINOT 

00. A. fatua L. — Uri nei seminati alla Civita ed a Campello: Terrac. 

X. Relaz. I, p. 192. 

01. A. barbata Brot. — Tei-racina: Dor.! Som.! Beg.! - M. Circeo. Beg.! 
'.'2. A. sativa L. — Presso il Iago di Fondi - suhspontanea - Beg. I 

Ai*rlxeiiatlieruiii P. dn li. 

03. A. elatius M. ei Iv. — Uri nei prati a Campello. Terrac. A. Relaz. 
I, p. 102. 

'X'i-isetiJ.iin Pari,. 

01. T. aureum Ten. = Ave7io condensata Lk. — Fondi: Ten. Syll,, 
p. 17 - Terracina, lungo le vie ed i luoghi calpestati: Fior. 
Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 112, ed in Bert. FI. It. I, p. IVA- 
Sang. FI. Rom., p. 77; Abbate, Guida, I, p. 232; Dor.! 
Som.! Beg.! 

Oss. — Questa specie ampiamente rappresentata nell' Italia 
meridionale e nelle isole, trova a Terracina il limite settentrio- 
nale della sua diffusione : nel restante della Provincia è sostituita 
dall' affine Triseium neglectum R. et S. che giunge lino in Liguria 
(Cfr. Pari.. Fi. It. I, p. ^267). 

05. T. neglectum R. et S. — Terracina e j)re.ss() m. (Circeo: Sang. Fi. 

Rom., p. 70; Orsini, Fior, in Beri. FI. It. I, p. 714; 
Abbate, Guida, I, p. 232 (sub Avena); Dor.! Som.! 

Holeus L. 

06. H. lanatus L. — Litt. di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 41S - 

Monte Circeo: Dor.! Som.! - Lago di Paola: Beg.I 

JVloliea L. 

07. M. ciliata L. — Terracina: B'ior. in Bert. FI. It. I, p. 488 - Itri 

alla Civita (m. Au.soni): Terrac. N. Relaz. I, p. 102 - 

Monte Circeo: Beg.! 
98. M. maior S. et SI. — Monti di Terracina: Dor.! Som.! Be<^.\ - 

Monte Circeo: Beg.! 
00. M. minuta L — Presso Terracina: Fior, in Beri. FI. It. I. p. 107 

rd in PhH. fi. II., p. 305; Sang. FI. Rem., \k •KI; aI.- 

I.alc. (luida. I. p. 232: ChioA . 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 21o 

Oattxl^rosa, P. di; H. 

iOU. C. aquatica Vii. — Luoghi umidi presso il lago di Paola: Eeg. ! 
Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, [i. 442 (sub Atra). 

Olyoex-ia L'. J5k. 

101. G. fluitans K. JJr. — Terracina nei paduli: Gravis, p. 17 - Lungo 

la via da S. Felice Circeo al Iago di Paola: Dor.! Som.! Beg.! 
Monte Circeo fonte della Bagnara: A. Terrac. - Cfr. Chio- 
venda, Malpighia, p. Ili, a. 1897. 

102. G. plicata Fries. — Monte Circeo, campi fra Madonna della Mola 

e Torre Vittoria: Terrac. A. Cfr. Chiovenda, Malpighia, 
p. Ili, a. 1807. 

Seleroclxloa P. de B. 

103. S. divaricata Lk. — Littorale da Terracina a m. Circeo: Fior. 

Giorn. Let. i^isa, t. 17, p. 112 (sub Festuca), in Bert. FI. 
It. I, p. 816 (sub Tritico) ed in Pari. FI. It. I, p. 470; 
Sang. FI. Rom., p. 71; Ces. Pass. Gib. Fl. It. I, p. 69; 
Arcang. Fl. It. 2." ed., p. .52; Dor.! Som.! Beg.! - Fondi: 
Ten. Syll., p. 15 (sub Festuca). 

104. S. maritima Lk. — Terracina; Seb. et Mauri, Fl. Rom., p. 69: 

Sang. Fl. Rom., p. 70 (sub Tritico). 

105. S. rigida Panz. — M. Circeo: Mauri in Bert. Fl. It. I, p 524 (sub 

Poa) ~ Littorale da Terracina a m. Circeo: Dor.! Som.! Beg. I 

106. S. hemipoa Guss. — S. Felice Circeo: Sang. Fl. Rom., p. 751 

(sub Tritico). 

107. S. dura PB. — Lungo la via da Terracina a Gaeta": Beg.! 

I*oa L. 

108. P. annua L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 5.S1 : Dor.! 

Som. ! 
var. campana Terr. N. — Fondi nel Salto: Atti Reg. Accad. 
Se. Fisic. e Matem. Napoli 1891, v. IV, n. 2. 

109. P. bulbosa L. — Monti di Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 144; Abbate, Guida, I, p. 232. 
HO. P. trivialis L. — Terracina nei prati: Fior, in Bert. Fl. It. I, 

p. 539: Dor.! Som.! 
111. P. attica Boiss. et Held. — Monte Circeo: Dor.! Som. I 



21 ft A. BEGUINOT 

Erag-rosti* P. de B. 
112. E. pilosa PB. — Terracina, presso il lago di Fondi: Be<s.\ 
11;^. E. maior Host. — Negli stessi luoghi della precedente: Heg.! 

Brixa L. 

114. B. minor L. — Littorale da Terracina a m. C'irceo: Fior, in Bert. 

FI. It. I, p. 502; Dor.! Som.! ~ Paludi jìresso Torre 
'Astura : Beg. ! 

115. B. maxima L. — Terracina: Fior, in Bert. F\. It. I, ]>. .")»)(') : Doi. ! 

Som.! Beg.! 

r>actylis L. 

IIG. D. glomerata L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 195 - 
Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 
var. hìspanica Koch. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze: E vers, 
in Terrac. A. Contrih. IV, p. 139 e 185. 

Cynoi^urus Kunth. 

117. C. cristatus L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, p. .585 - 

Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

118. C. echinatus L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. 1, p. 587; Dor. 1 

Som.! 

K-oelei'ia, Peus. 

110. K. villosa Pers. = Aira pubescensYnhì. — Terracina: Mauri, in 
Bert. FI. It. I, \^. 439; Sang. FI. Rom., p. 56; Abbate, 
Guida, I, p. 12:^?; ib. e Monte Circeo: Dor.! Som.!- Arene 
liltoranee a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 122. 

120 K. phieoldes Pers. — Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

121. K. collina Terr. N — Fondi a Portella : Atti Reg. Accad. Se. fisic 
e Matem. Napoli, 1891, voi. IV, n." 2 fìg. 

O.s'.s. — Con ulteriori studi, visitando quelle belle contrade, 
spero di potere dire qualcosa di più certo intorno a questa 
Koderia, elevata a tipo specifico. Fino da ora però, dalla diagnosi 
e dalla figura annessa , esprimo i miei dubbi che veramente sia 
specie distinta. Pare a me piuttosto una varietà caratterizzata 
sopratutto dalla facies diversa della paimocchia che T- ampia ed 
aperta e dal caule lungamente radicante in basso; i caratteri 
fiorali sono presso a ])Oco gli stessi che nel tipo variabilissime. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO '217 

JMoliuia ScHHANK. 

122. NI. serotina M. et K. — Fondi: Ten. Syll., p. l.~) (sub Festuca). 

l<^e>^tuca L, 

12:;. F. duriuscula Guss. var. '? Puri. — Uri a m. Faito: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 1«J5. 

124. F. arundinacea Schreb. — Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

125. F. elatior L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I , \). (317 - Itri 

alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 19.5. 

Vulpia L. 

120. V. uniglumis Dum. — Terracina: Sang. FI. Rom., p. 92 (sub 
Festuca); Abbate, Guida, I, p. 232 - Presso Ponte Badino: 
Beg.! 

127. V. ligustica Lk. - Presso ponte Badino: Beg.! 

128. V. myuros Gm. — Terracina: Fior, in Bert. P^l. It. I, p. f,37. 

? bromoides L. — Monte Circeo : Dor. ! Som. ! 

V sciuroides (Gmel.) — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

(hs. — Quest'ultima v;irietà non fu, a quanto so, fino ad 
ora segnalata nella Provincia e riesce quindi nuova. 

129. V. ciliata Lk. — Monti di Terracina: Beg.! 

loO. V. Michelil Rchb. — Terracina: Mauri in Bert. FI. It. 1, p. 630 
(sub Festuca) ed in Pari. FI. It. I, [». 117 (sub Arellinia). 

Ri'oiiiiis Pari,. 

131. B. maximus Desf. el var. Gussonii Pari. — La specie e la varietà 

sono comuni a Terracina : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

132. B. madritensis L. — Terracina : Dor. ! Som. ! Beg. ! - M. Circeo : Beg. I 

133. B. asper L. fil. - Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, [>. 194. 

134. B. erectus Huds. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 194. 
13,5. B. pannonìcus Kumm. et Sendt. -- Itri nel monte S. Nicola: Ter- 
rac. N. Atti, 1. e, p. 9. 

(hs. — Ommesso sino a (|ui nei Compendii della Flora Italiana, 
neir ultimo dei Sig." Fiori e Paoletti comparisce per la prima 
volta come vai'ietà y '1^1 />'• ''i'''cfi(s, caratterizzata dalle foglie e 
^•uaine Ijrevenientc pubescenti e ciliate. 



218 A. BEGUINOT 

SSeri'aialcus 1'arl. 

136. S. racemosus Pari. - Itri alia Civita: Terrac. N. Reluz. I, [>. 194 - 

Monte Circeo : Dor. ! Som. ! 

137. S. mollis Pari. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 668; Dor.l 

Som.!-- Monte Circeo: Dor.! Som.! 

138. S. Intermedius Pari. — Fondi: Ten. Syll., p. 17 - Monte Circeo: 

Dor.! Som.! 

139. S. macrostachys Pari. — Terracina: Dor.! Som.! 

Oss. — Xon trovo indicata questa specie in nessuna delle Flore 

della Provincia Romana e nelle diverse contribuzioni che ho potuto 

consultare: la ritengo (juindi nuova per la nostra Flora. Si veda 

quanto ho scritto intorno a questa specie in Bull. Soc. Bot. It., 

p. 117, a. 1897. 

Lolium L. 

140. L. perenne L. — Terracina, nelle vie: Fior, in Beri. FI. It. I, 

p. 758 - Monte Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 
fi composltum Sm. — Arene mariti, presso Terracina: Beg.! 

Oss. — I saggi da me raccolti nelle arene , hanno rami 
ascendenti-eretti, mai radicanti, radice esile, til )rillosa, annua (?). 
Evidentemente si tratta di im adattamento alla vita nelle arene. 

141. L. itallcum A. Br. — Terracina: Dor.! Som.! 

142. L. multiflorum Gaud. — Arene mariti, a Terracina: Beg.! 

143. L. temulentum L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 197. 

Ca.tai>ofliixii» I.K. 

144. C. lolìaceum Lk. — Littorale di Terracina e di m. Circeo: Fior. 

Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 113, ed in Bert. Fl. It. I, p. 818: 
Sang. Fl. Rom., p. 71 (radici di m. Circeo): Abbate, Guida, 
I, p. 235 (m. Circeo); Dor.! Som.! 

C^raudiuia, P. do H. 

145. G. fragllis PB. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 725 

(sub Avena)- Terracina e m. Circeo: Doi-. ! Som.! - Presso 
il lago di Paola : Beg. ! 

Braoliypociiiiiii I'. de )'.. 
1 16. B. ramosum R. S. - Fondi, nel m. Cnciiru/zo: Tei-i-ac N. Relax,. I. 
|). 195 - Terracina, nei monti : Dor. ! Som. I 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 219 

147. B. pinnatum PB. -- Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 1<)6 - 
Circeo : Dor. ! Som. ! - Monti di Terracina : Beg. ! 

118. B. dlstachyon R. et S. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 196 - Terracina, m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! - Ter- 
racina, nel muro del castello: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 652 
(sub Festuca). 
var. monostachyon Pari. — Monte Circeo: Beg.! 

A$>-r'oi>A^niiir P. de B. 
1 t'.i. A. repens PB. — Monte Circeo : Dor. ! Som. ! - Littorale da Terra- 
cina a P'ondi: Beg.! 

150. A. junceum PB. — Terracina: ¥\ov. in Bert. Fi. It. I, p. 709 (sub 

Tritico) — Littorale di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 196 - Litt. da Terracina a Fondi : Beg. ! 

Ti'iticiiiu P. DE B. 

151. T. villosum PB. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 196 - 

Terracina : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

A-e^ùlops L. 

152. A. ovata L. — Terracina: Dor.! Som.! - Presso S. Felice Circeo: 

Beg. ! - Lago di Paola : Beg. ! 

153. A. triaristata, W. — Terracina: Dor.! Som.! 

154. A. triticoides Reg. =rr Triticum vulgarì-ovatum Godr. Gren. — 

Terracina: Fiorini - Cfr. Chiovenda, Malpighia, p. 112, 
a. 1897. 

HEordeiiiix L. 

155. H. bulbosum L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 196 - 

Terracina: Dor.! Som.! 
1.56. H. murinum L. — Monte Circeo (vers, sett.): Gravis, p. 27; Abbate, 
Guida, I, p. 235 - Terracina: Dor.! Som.! 

157. H. maritimum With. — Norma (m. Lepini): Marat. Fl. Rom. I, 

p. 81 - Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 780 - 
Presso il lago di Paola : Beg. ! 

158. H. Gussoneaiium Pari. — Selve arenose di Terracina : Fiorini - 

Cfr. Chiovenda, Malpighia, p. 112, a. 1897. 

Lepturus K. Br. 
1.59. L. incurvatus Trin. — Astura: Marat. Fl. Rom. II, p. 371 (sub 
Aeyilope) - Macchia di ponte Badino e Tori-e < )levo]a : 
Beg. ! - Monte Circeo : Dor. ! Som ! 



220 A. BECxUINOT 

IDO. L. filiformis Trin. — 'IViraciiia: Fior, in Bavy. Fl. It. I, p. 766 
(sub Rotboellia). 

CYPERACFAE. 
Oyperus L. 

161. C. distachyos All. Ad littora Circaei: Fiorini-Mazzanti — Terracina, 

fuori di Porla Napolitana alla Mola: Rolli - Cfr. Chiovenda, 
Malpighia, p. 107, a. 1897. 

162. C. longus L. — Terracina, nei luoghi umidi del littorale: Fior. 

in Bert. Fl. It. I, p. 270: Dor.! Som.! 

163. C. badius Desf. — Acquitrini sotto m. Circeo: Dor.! Som.! -- 

Stagno di ponte Badino e presso il lago di Paola: Beg.! 
161. C. fuscus L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. Fl. It. 1, p. 262 - 
Presso il lago di Fondi : Beg. ! 

Oalilea Paiu,. 

16.5. G. mucronata Pari. — Arene littorali presso Sperlonga: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 184 -- Presso Terracina: Beg.! - Sotto m. Circeo: 
Dor. ! Som. ! - Presso Toi're Astura : Beg. ! 

16<>. S. nigricans L. = S. muc.ronatus L. — Terracina: Fior, in Bert. 
Fl. It. I, p. 248 ~ Arene litt. a Sperlonga: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 184 -- Sotto m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

Clacliixm F- IJrown. 
167. C. Mariscus R. Bi-. - Presso Terracina: Dor.! Som.! - Spendo 
del lago di Fondi : Beg. ! 

Eleoeliai.*Ì!-< K. Hkown. 
J68. E. palustris H. Br. — Paludi Pontine a Ponte Bianco: De Notari>, 
ed in più luoghi al lago di Paola: Beg.! - Promont. Circeo. 
.stagni di Terracina, ecc. ecc.: Terrac. A. ('). 

169. E. uniglumis Lk. ~ Torre Olevola e lago di Paola: Terrac. A. 1. e. 

170. E. multicaulis Dieti-. — Fonte Bagnara al Proni. Circeo: Terrac. A. 

1. e: Arcang. Comp. Fl. Ital., 2." ed., [i. 79 - Piscina 
Carceri : Chiov. 
\ai-. Mariana Terr. A. — Lago di Paola. 

(') TKRRArriANn A. Iiilorim ;il jreii. l-.lrurluiris .•(•<■. \l.iliii>;liia . voi. n, 18S7. 
p. 273 e seg. 



FLORA DKI UACIXI PnXTIXO E AUSOXio 5221 

ITI. E. acicularis R. Br. — Rara nelle fonti al Pfom. Circeo: Terrac. A. 
1. e; Arcati^-. FI. Hai. 2." ed., p.79; FI. An. d'It. Fior, e 
Paci. voi. I, par. I, p. 121 : fig. 426 - In ima l'onte presso 
il lago di Paola: Beg.! 

Hcii*pii>< L. 

172. S. Savii Seb. et Manri. — Piani nmidi sotto ni. Circeo: Dor.! 

Som.! - Presso il lago di Paola: Beg.! ~ Presso Torre 
Astura : Beg. ! 
var. nervosus Boeck. — Proni. Circello verso la Piscina Ma- 
noia: Terrac, A, (pro specie) ('). 

173. S setaceus L. — var. clathratus Rclih. -- Al Salto di Fondi: 

Terrac. N. 

174. S. supinus L. — var. minimus Boiss. - Tra S. Felice Circeo e 

la macchia di Teri-acina a Piscina di Campo di Croce, via di 
Fonte Bagnara, pressi di Piscina Manoia: Terrac. A. 1. e. 

175. S. lacustris L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 281 - 

Paludi presso Terracina : Gravis p. W>: Dor.! Som.! - Lago 
di Fondi : Beg. ! 

176. S. Holoschoenus L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 284 - 

ih. e sotto m. Circeo verso Paola: Dor.! Som ! Beg.! - Pa- 
ludi presso Torre Astnra : Beg. ! 
var. T Bert. FI. It. I, p. 281 — : Scirpus romanus I.. — Ter- 
racina: Fior, in Bert., 1. e. 

BLolbr-esia, Wii.ld. 
K. caricina W. — Paludi presso Terracina: Gravis p. 17. 
Oss. — Non spendo parole per dire che questo genere deve 
essere radiato dalle piante della Flora Romana. 

Con dubbio è accettato anche nella Flora Analitica d' Italia 
dei Sig." Fiori e Paoletti: a me pare piuttosto die non si possa 
dubitare della erroneità della determinazione. Molte delle specie 
del predetto Sig."" Gravis meritano conferma. 

Carex L. 

177. C. divisa Huds. — Terracina, nei pascoli; Fior, in Bert. FI. It. 

X, p. 52 ~ Itri a Campello ed alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, 

(') Terracciano a. Scirporuìn species e sectione Isolepidum ecc. Malpighia, 
voi. II, 1887, p. 422 e seg. 



:2:2:> a. ukiìuinot 

p. i85 ~ Paludi presso Terracinu: Gravis, \>. 17 — Presso 
ponte Badino: Beg.! - Fra 'J^errac e Fondi: Cliiov. - 
Monte Circeo: Doi'. ! Som. I 
J78. C. setifolia Godr. — Xei l)oschi sotto ni. Circeo verso Paola: 
Doi'. ! Soni.! 

(fss. — Io non lio raccolto questa specie, la quale da taluni 
è considerata come varietà della precedente : però come specie 
compare in uno scritto del Sommier (*) come raccolta nella Ma- 
remma Toscana , e nei Saggi delì'JIerbarium Camillae Doriae v 
mantenuta per tale. Nella Provincia di Roma, fu già raccolta a 
Corneto. 

Nella Flora Analitica d'Italia dei Sig.'"' Fiori e Paoletti è fatta 
sinonimo di C. chaetophyUa Steud. , la quale non sarebbe che una 
varietà della C. divisa Huds., ma a distribuzione molto più ampia 
quale non appare nella Flora Italiana del Prof. Arcangeli dove 
passa per specie molto più limitata di quello che in realtà sia. 

179. C. vulpina L. — Paludi Pontine: Sang. FI. Roin., p. Su3 - Torre 

Astura e Ninfa (Lepini): Marat. FI. Rom. II, p. 320 - 
Paludi presso Terracina: Gravis, p. 17 - Piani umidi sotto 
m. Circeo: Dor.! Som.! - Presso il lago di Paola: Beg.! 

180. C. muricala L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! - Paludi Pontine: 

Orsini, in Bert. FI. It. X, p. 63. 

181. C. divulsa Good. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. X, p. 61; 

Beg.! -- Monte Circeo: Dor.! Som.! 

182. C. paniculala L. — Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 131, ed in Bert. FI. It. X, p. 66 (Mauri); Sang. FI. 
Rom., p. 804; Abbate, Guida, I, p. 232 - Piani sotto monte 
Circeo: Dor.! Som.! 

183. C. distachya Desf. — Monte Circeo: Cliiov.; Beg.! (vers. sett.). 
LSI. C. tomentosa L. — Boschi tra le rovine di Circe e la casa dei 

pescatori, presso il lago di Paola: Chiov. 

185. C. verna L. — Stagno di ponte Badino: Beg.! 

186. C. Halleriana Asso. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

187. C. hispida Schlt. — Falde meridionali del Circeo sotto S. Felice 

presso la riva del mare: Rolli -- Torre del Fico presso il 

(') S. SoMMiEU. Seconda gita a Capalbio. - nuli. soc. Hot. Ital. 1S9-2, p. 3i)5. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "l'olii 

mare: Torrac. A. - Cfr. ("hioveiui;j , Maljiijahia, j). 108, 
a. 1897. 
188. C. basilaris .lord. — Monte Circeo pre-sso il Semalbro: ('liiov. — 
CIV. Penzig, Malpighia, p. 281, a. 1888. 

O.s-.s. — Questa Carex rarissima nel dominio della Flora Ita- 
liana, fu qui raccolta nel 1893 pel primo dal Sig. Chiovenda . 
né da altri più ritrovata nò qui né altrove : stando alla sua 
determinazione, riesce una novità per la Flora Romana. 

18'.». C. pallescens L. ~- Paludi Pontine: Marat. FI. Kom. II, p. 79:.^ 
IviO. C. strida Good. - Paludi presso Terracina: Gravis, p. 16 - Fra 
S. Felice Circeo e Torre Vittoria: Chiov. 

191. C. acuta L. - Paludi Pontine: Marat. Fi. Rom. II, p. 327; 

Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 131, ed in Bert. FI. It. X, 
p. 138 - Terracina: Sang-. FI. Rom., p. 812: Abbate, Guida, I, 
p. 232 - Paludi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

192. C. microcarpa Bert, in Mor. — Lago di Fondi : Ten. FI. Naj). V, 

p. 254. 

193. C. pendula Huds. -— C. maxima Scop. — Fondi: Ten. Syll., p. 133- 

Rive dei canali Pontini: Fior, in Bert. FI. It. X, p. 147. 

194. C. strigosa L. — In paludibus turfosis, Fondi: Ten. Syll., p. 133. 

195. C. serrulata Biv. :== C. recurva Huds. — Monti di Terracina: Fior. 

in Bert. FI. It. X, p. 132 - Itri a Campello: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 185 ~ Monte Circeo: Chiov.; Dor. ! Som.! Beg. ! — 
Terracina a ponte Badino: Beg.! 
C. limosa L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 325. 

Oss. — Da escludersi dal dominio della Flora Romana : errore 
insigne. 
190. C. flava L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 322. 

Os,s. — I sinonimi corrispondono alla specie Linneana. Pro- 
babilmente trattasi dell'affine C. Oerfer^' Ehrh. , da alcuni consi- 
derata come varietà della precedente , che scende abbastanza in 
basso e si spinge anche nell'Italia meridionale. Io però non l'ho 
raccolta in Provincia che sopra i 1000 m. , quindi nel dominio 
della Flora submontana. Anche di questo autore molte specie e 
moltissime località abbisognano di ulteriore conferma. Questa 
avvertenza vale in particolare modo per il gen. Carex, che è il 
genere più gravido di confusioni e di errori. 



V. P.KGIlNnT 






Molile Circeo : ]>oi'. I 


Som. 


. 


'eiTcaciua : Pai-l. FI. 


Ital. 


II , 



±ì>\ 

l'.iT. C. depauperata Good. 

I'.t8. C. extensa Good. — Terraciua : Pai-l. FI. Ital. II, ji 

Dor. I Som.l 
l'.iVi. C. punctata Gand. — Pres.so lo stajiiio di ponte Badino e j)re.s.^o il 

la^o di Paola : Beg. ! 
•,'0i>. C. distans L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 326 - 

Piani sotto m. Circeo: Dor.! Som.! - Lago di Paola: Beg.! - 

Terracina presso ponte Badino: Beg.! 

201. C. sylvalica Hnds. — Macchia di Terracina: Beg.! 

202. C. paludosa Good. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 131, in Bert. FI. It. X, p. ltd ~ Sang. FI. Rom., 
p. 812. 

203. C. riparia Curf. — Paludi presso Terracina: Gravis, p. 10: Dor.! 

Som.! - Presso il lago di Paola: Beg. I 

204. C. hirta L. — Terracina: Dor.! Som.! -- Stagno di ponte Badino: 

Beg.! 

TYPHACEAE. 
Typlia, L. 

205. T. angustifolla L. — Terracina, negli stagni: Gravis, \u 16: 

Dor.! Som.! 

Sparg-anivim. L. 

20;>, S. ramosum Huds. — Piani umidi, lungo i ruscelli sotto S. l'elice 
Circeo: Dor.! Som.! Beg.! -- Lago di Fondi: Beg.! 

207. S. simplex Huds. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 

p. 107 - Sang. FI. Rom., p, 818, 

NAJADACEAE. 
F*ota.nxo«L^eton. L. 

208. P. natans L. — Lago di Fondi: Ton. FI. Nap. II, p. 106 et 

Syll., p. 25 - Paludi Pontine : Fior, in Bert. FI. It. II, p. 224 - 
Stagni di Terracina: Sang. F'I. Rom., p. 138; Gravis, 
p. 1(> — Stagno presso ponte Badino: Beg.! - Paludi sotto 
m. Circeo: Dor.! Som.! 

201», P. fluitans Roth. — Fiumi e fossi delle Paludi Pontine: Fior. 
Giorn. Let. Pisa, t, 17, p. 111. 

210. P. lucens L. — Lago di Fondi: Tea. FI. Na]). III, p. ItT; Beg.! - 
Canali Pontini: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 161; Sang. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 225 

FI. Rom., p. 138; Pari. FI. It. Ili, p. 032 - Paludi presso 
Terracina : Gravis, p. 16. 

211. P. perfoliatus L. — Lago di Fondi: Beg.! 

212. P. densus L. - Lago di Fondi: Ten. Syll., p. 25. 

21.'!. P. crispus L. — Paludi presso Terracina: Gravis, p. 16 — Paludi 
sotto m. Circeo: Dor.! Som.! - Stagno presso ponte Badino: 
Chiov. ; Beg. ! - Lago di Fondi : Beg. ! 

214. P. acutifolius Lk. in R. et S. — Paludi presso Terracina: Gravis, 

p. 16. 

215. P. pusillus L. — Paludi presso Terracina: Gravis, p. 10. 

210. P. trichoides Ch. et Schl. = P. compy-essus All. — Lago di Fondi: 
Ten. Syll., p. 25. 

217. P. pectinatus L. — Lago di Fondi: Ten. Syll., p. 25; Beg.! - 

I\iludi Pontine: Fior, in Bert. Fl. It. II, p. 238 - Paludi presso 
Terracina: Sang. Fl. Rom., p. 130 - ib. e lago di Paola: 
Gravis, p. 10 e p. 28. 

Zaiiniclxellia L. 

218. Z. palustris L. — Paludi presso Terracina: Gravis, [i. Pj. 
2P'. Z. pedicellata Fi-ies. — Paludi tra Terracina e Fondi: Chiov. 

K-uppia, L. 

220. R. maritima L. — Stagni marittimi, salsi presso Terracina: Seb. et 
Mauri: Fl. Rom., p. 83; Sang. Fl. Rom., p. 139 - Lago 
di Fogliano : Rolli , in Pari. Fl. It. Ili, p. 651 - Lago di 
Paola sulle sponde, comunissima: Gravis, p. 28; Beg.! - 
Lago di Pondi, nell'emissario dei canali: Gravis, p. 17. 

Oss. — Tutti gli esemplari che ho raccolti al lago di Paola, 
sulle cui rive forma praticelli erbosi , hanno , dopo la fioritura, 
una spira lassa , allungata , a giri poco numerosi ; secondo il 
Comp., Fl. It., 2.*^ ed., p. 101, dell'Arcangeli, dovrebbe avere 
peduncoli avvolgentesi in spira serrata ed a giri numerosi. Della 
determinazione non dubito , poiché la specie fu studiata anche 
da S. Sommier; la forma tuttavia merita ulteriori dilucida- 
zioni. - Sang. Fl. Rom., p. 139, dice con evidente ambiguità 
di questa specie: vaginis supremis, flores post anthesim longe pe- 
dunciUatos, involucrantibus. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie -2.», Voi. XVIII (18 Agosto 18^7) 15 



4iì6 A. HELiUlNoT 

IVa-jas L. 

'22Ì. N. major Ali. — Canali Pontini: Fior, in Bert. FI. It. X, p. 2'.»5 - 
Lago di Fondi : Beg. ! 

I*osi<ioriia, L. 

222. P. oceanica Del. = P. caulini Kon. — Comune lungo tutto il litlo- 

rale , ma sterile : Beg. ! — Rovine di bagni [)re.sso il lago 
di Paola: Gravis, p. 28. 

Zostei'a L. 

223. Z. nana Roth. — Lago salmastro di Paola: Gravis, p. 2S. 

Cymodocea Konig. 

224. C. nodosa Asch. — Sperlonga, presso la torre: Terrac. \. Relaz. I, 

p. 172 (sub Zostera). 

LEMNACEAE. 
Ibernila J^. 

22.5. L. trisulca L. — Nei fossi presso Terracina: Gravis, p. 10. 

226. L. gibba L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 316. 

227. L. minor L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 315 - 

Presso Terracina: Gravis, p. 16 - Fossi e canali da Terra- 
cina a m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

228. L. polyrhiza L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. Il, p. 316 - 

Sermoneta: Sang. FI. Rom., p. 17: Abbate, Guida, I, p. 231. 

TVolfia IIORKEL. 

229. W. arhiza Wimm. — Piscina Carceri: Chiov. 

ARACEAE. 
A.nilbr*osiiiia Bas. 

230. A. Bassi! L. — Dintorni di Terracina: Chierici, in Pirot., Bull. Soc. 

Boi. It. 1893, p. 288; Fiori e Paol. FI. Anal. d'Italia voi. I, 
par. I, p. 150. 

A-risanim L. 

231. A. vulgare Targ. — Monte Circeo: Seb. et Mauri, Fi. Rom., p. 298 - 

Terracina: Sang. FI. Rom., p. 788 (sub Aro); Abbate, 
Guida, I, p. 232. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "HI 

232. A. proboscideum Savi. — Nei boschi a Sermoneta e Norma: Sang. 

Cent, tres, p. 129, e FI. Rom., p. 787; Abbate, Guida, I, 
p. 231. 

Bìa,i*um. ScuoxT. 

233. B. tenuifolium Schott. — Itri, fra i sassi, Campello: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 172. 

Arixin. L. 

231. A. italicum Mill. — Lepini, nella via da Cori a Norma: Gravis, 
p. 6; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 - Terracina: Gravis, 
p. 14 e 18 — Monte Circeo presso il Semaforo: Beg.! 

23."). A. maculatum L. -- Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 173. 

r>raoixiicialus Schott. 
230. D. vulgaris Schott. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6; Ter- 
rac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 230. 

Aooms L. 

A. Calamus L. — Paludi di Terracina: Gravis, p. 16. 

Oss. — Questo genere per la Flora Romana non è dato che 
dal Gravis. Fino a qui era noto per molte località del setten- 
trione d' Italia, ma secondo Fiori e Paoletti, Fi. Anal, d' Italia, 
voi. I, par. I, p. 147 si troverebbe anche in Puglia e quindi nel 
dominio della Flora del mezzogiorno della nostra penisola. La 
località tuttavia citata dal Gravis merita ulteriore conferma. 

PALMAE. 
Olxamaerops L. 

237. C. humilis L. — Monte Circeo: Seb. et Mauri, FI. Rom., p. 135; 
Marat. FI. Rom. II, p. 378; Sang. FI. Rom., p. 295; 
Gravis, p. 26; Pari. FI. Ital. II, p. 270; Abbate, Guida, I, 
p. 234; Fiori e Paol. FI. Anal. d'It. voi. I, par. I, p. 144; 
Dor.! Som.! Beg.! 
'i> arborescens Pers. — Presso la vetta del Circeo: Beg.! 

Oss. — È largamente rappresentata nel Promontorio Circeo, 
nel suo versante meridionale, sopratutto lungo il crinale del monte 
verso la vetta : qui riparano in luoghi inaccessibili alle capre, splen- 
didi campioni di questa specie, i quali si elevano di qualche deci- 
metro dal suolo, quasi quanto gli individui sottoposti alla coltura : 



"I-IH A. BEGUINOT 

questo fatto fu già osservato dal Parlatore, 1. e. Gli individui che 
sono brucati dalle capre , vivono stentati , come arrestati nello 
sviluppo , e tendono a scomparire. Il Maratti 1. e. indica della 
stessa località una Chamaerops contraddistinta dalla precedente 
per questi caratteri: frondibus palmatis, stipitibus inermibus. Non 
è improbabile che si riferisca alla varietà da me riportata alla 
Ib arborescens Pers. ; dalla breve descrizione non r dato argo- 
mentare di più. 

ALISMACEAE. 
A-lisma, L. 

238. A. Plantago L. — Paludi presso Terracina: P'ior. in Bert. Fi. It. IV, 

[). 281; Gravis, p. 16 -- Paludi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 
fi lanceolatum Rchb. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, 
[). 281 -- Presso il lago di Fondi: Dor.! Som.! Beg.! -- 
Fossi e paduli sotto m. Circeo: Beg.! 

239. A. ranunculoides L. — Salto di Fondi: Ten. Syll., p. 55; Pari. 

FI. It. Ill, p. 597 -- Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, 

p. 286 e Pari. 1. e. (sub Baìdellia); Fior, in Bert. FI. It. 

IV, p. 282. 

Oss. — È una specie che ci ricorda le fiorenti paludi del centro 

e del nord d' Italia : non mi consta che scenda più in basso nel 

continente, mentre vegeta nelle isole di Sicilia, Sardegna, Corsica ; 

le paludi Pontine e gli stagni di Fondi sono fra i posti più 

avanzati di questa specie. 

A. repens Lam. — Fondi, nei luoghi inondati: Notarjanni, in Ten. 
Syll., p. 55 et FI. Nap. Ill, p. 403. 

Oss. — Questa rarissima specie fu raccolta dal Xotarjanni 
una sola volta, e dopo di lui non più da altri ritrovata ; manca 
nei vecchi come nei moderni Compendii della Flora Italiana. 
Prima di imi)rendere ulteriori ricerche , converrebbe sincerarsi 
colla ispezione dell' autotipo Tenoreano, della bontà della specie, 
e che cosa il Tenore intendesse con quel nome. 

l>aiiia,soiiiuiii Juss. 

240. D. stellatum Rich. --^ Alisma Damasonium L. — Paludi di Fondi: 

Ten. Syll., p. 55 et FI. Nap. Ili, p. 402 -- Paludi Pontine : 



FLORA DEI BAOINI PONTINO E AUSONIO 229 

Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 28 1 ed in Pari. FI. U. Ili, p. m-2 - 
Paludi presso Terracina: Sang. FI. Rom., p. 296 - Ruscelli 
lungo le vie ed i fossi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

Sa.g'ittai'ia L. 

vn. S. sagittaefolia L. — Paludi Pontine : Marat. FI. Rom. II, p..385; 
Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 167; Sang. FI. Rom., p. 428. 

212. B. umbellatus L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 403. 

HYDROCHARIDACEAE. 
Vallisiieria L. 

243. V. spiralis L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 350 - 

Sotto Sermoneta: Sang. FI. Rom., p. 827; Abbate, Guida, I, 
p. 231 - Canali di Fondi (Acqua chiara, Vetere): Pasquale, 
in Rend. Ac. Se. Fis. e Mat. Nap. 1881, p. 218 - Lago 
di Fondi, nell' emissario: Gravis, p. 17. - Emissario Canneto 
presso le case dei Pescatori, abbond. : Beg.! ; Arcang. Comp., 
FI. It. 2." ed. , p. 109 ; Fiori e Paol. FI. Anal, d' It. vol. I, 
par. I, p. 159. 

Hycli'ocliax'is L 

244. H. Morsus-ranae L. — Paludi di Fondi: Ten. FI. Nap. IV, p. 183 

e Syll., p. 58 - Fondi alla Fontana di Vitruvio: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 170 - Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, 
p. 361 ; Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 168, in Bert. FI. It. X, 
p. .375, ed in Pari. FI. It. Ili, p. 584 ; Sang. FI. Rom., p. 317 - 
Nei fossi e canali lungo la via da Terracina a S. Felice Circeo: 
Gravis, p. 16; Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — Anche per questa specie , abbondantissima dovunque 
un po' di acqua ristagni, le Paludi Pontine e quelle di Fondi 
rappresentano , salvo qualche rara eccezione , V estremo confine 
sud di una pianta largamente diffusa nelle regioni più setten- 
trionali. 

Elodea Michx. 

E. canadensis Michx. — Paludi Pontine: Gravis? a. 1888? Cfr. Chiov. 
Malpighia, p. 105, a. 1897. 



230 A. HEGFJINOT 

Oss. — Non ammetto nella numerazione progressiva questo 
genere, poichr nella citazione del Cliiovenda sono contenute due 
diverse inesattezze : anzitutto il Gravis ha visitato le Paludi Pon- 
tine non già nel 1888, ma nel 1883, ed i ricordi del suo viaggio 
« Herborisation dans les marais Pontins » sono stampati a Gand 
nel 1884. Ma, ciò che è più grave, il Gravis non dice di avere 
trovato, come vuole il Chiovenda, questa specie in alcun luogo 
delle Paludi Pontine mentre ne ha visto esemplari poveri e 
patiti nel Giardino Botanico di Napoli , ed esemplari vigorosi 
nella Villa Nazionale. 

JUNCACEAE. 

L-ìVlxvlIsi L. 

215. L. Forsterii DC. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 18:^ - 
Monte Circeo: Dor.! Som.! 

246. L. campestris DC. — Monte Circeo: Dor.! Som.! - Arene presso 

ponte Badino : Beg. ! 

Juncus L. 

247. J. effusus L. — Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! - Presso 

il lago di Fondi : Beg. ! 

248. J. conglomeratus L. var. compactus Hop. — Fondi: Ten. PI. Nap. III. 

p. H19 et Syll., p. 52. 
240. J. obtusiflorus Ehrh. — Piani .sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

250. J. silvaticus Reich. — Acquitrini presso il lago di Paola: Dor.! 

Som. ! 
var. divaricatus Desf. — Paludi da Terracina a Fondi , più 
frequente del tipo : Beg. ! 

Oss. — Ho comunicato al Sig. Sommier questa varietjì : 
sembragli trattarsi di ./. s/r/atns rt lagenarms, ma per la con- 
fusione che regna in questa sezione di Junchs, ha qualche ilubbio 
sulla sua determinazione. Consultando le opere riguardanti la Flora 
Romana, osservo che (juesta varietà viene riferita al ./. silvaticus 
e gliela mantengo. Del resto ulteriori studi e ricerche decideranno. 

251. J. lamprocarpos F]hrh. — Paludi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

252. J. striatus Sclioush. in E. JMey. — Presso il lago di Paola: Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 231 

Oss. — La determinazione di questo Juncus la devo al signor 
Somniier: ma è dubbiosa perchè i saggi sono troppo giovani. 

25: ^>. J. aculus L. — Terracina, nelle paludi: Gravis, p. 16 ~ Acqui- 
trini presso Paola : Beg. ! 

254. J. bufonius T.. — Terracina: Sang. FI. Rem., p. 285. 

var. hybridus Bert. - Sotto m. Circeo nei paduli: Dor.! Som.! 

Beg.! 
var. foliosus Desf. — Paludi sotto m. Circeo: Beg.! 

255. J. capitatus Weig. — Luoghi inondati sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

Beg. ! - Presso Torre Astura : Beg. ! 

DIOSCOREACEAE. 
Tana. US L. 

256. T. communis L. — Itri a Campello ed alla Civita: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 179 - Monti Lepini, via da Cori a Norma: Gravis, 
p. r>; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 2.S0 - 
Terracina e m. Circeo: Dor.! Beg.! 

ASPARAGACEAE. 
Ftxisoixs L. 

2.57. R. aculeatus L. — Boschi umidi presso ponte Badino e boschi sotto 
m. Circeo: Gravis, p. IP. 

Asparaft-us; L. 

25S. A. acutifolius L. — Arene presso Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, 
p. 152; Dor.! - Dune fra Terracina e m. Circeo: Gravis, 
p. 19 e 22; Terrac. A. Contrib. IV, p. 141: Abbate, Guida, L 
p. 232 - Presso il lago di Paola: Beg.! 

F*olvs'OMiatTxin. L. 

259. P. Gussonìi Pari. — Itri a Campello e m. Faito: Terrac. N. 

Relaz. L P- 180. 

Smilax TouRN. 

260. S. aspera L. — Monti Lepini, nella via da Cori a Norma: Gravis, 

p. 6; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 230 - 
Presso Terracina: Gravis, p. 14; 'Dor.! - Monte Circeo: 
Gravis, p. 22; Abbate, 1. e. p. 235. 



23'2 A. BEGUINOT 

LILIACEAE. 
I^ilium. L. 

'2(}l. L. candidum L. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. I>ett. Pisa, 1. 17, 
p. 118, in Bert. Fl. It. IV, p. 68 - Terracina: Gravis, 
p. 14: Abbate, Guida, I, p. 232. 

202. L. bulbiferum L. — Itri nel Catascone a Cam pel lo: Terrac. N. 
Relaz. I, p. J8(». 

2(53. L. Martagon L. — Monti Lepini sul ni. Lupone presso la vetta: Bep.! 

Oss. — Riesce nuovo per questi monti : 1' ho raccolto abl.>on- 
ilante anche a monte Autore. 

Oniitliog-aluiii L. 

2()1. 0. divergens Bor. — Fra Terracina e ponte Badino: Chiov. 

265. 0. umbellatum L. — Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. Contrib. 

lY, p. 1 44 : Abbate, Guida, I, p. 232 ~ Monte Circeo (vers, 
sett.): Gravis, p. 27; A])bate, 1. c. p. 235. 

266. 0. tenuifoliuin Guss. — Nei luoghi erbosi al cacume del monte delle 

Fate: Terrac. N. , in Terrac. A. Contrib. IV, p. 183. 
2()7. 0. collinum Guss. — var. serotinum Terrac. A. = var. P Rolli, 

Rom. pi. Cent. XVIII, p. 134-135 - Sommità della Sem- 

pre\isa: Rolli, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 183. 
268. 0. pyrenaicum L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 18(). 
260. 0. iiarbonense L. — Monti di Terracina: Beg.! -- Monte Circeo: 

Dor. ! Som. ! 

Soilla, L. 

270. S. marìtìma L. — Fondi: Ten. Syll., p. 51 - Monti Ausoni, alle 

falde del Cucuruzzo: Terrac. N. Relaz. I, p. 181 - Monti di 
Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. Contrib. IV, p. 141: 
A libate, Guida, I, p. 232. 

271. S. autumnalis L. — Arene presso Terracina: Beg.! 

Bclle^'allia Ìj.w. 

272. B. romana Relih. — Terracina: Fiorini, (beri». Roni.I) Cfr. Cliio- 

venda , .\nn. 1st. Bot. Roma, voi. VI, 1S<)5, p. 6: Gravis, 
p. 14 (sub Ili/aciniJio). 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 233 

]\j;ix.sca.i*i L. 

27.'>. M. comosum Mill. — Terracina e m. Circeo: Sang, (iierb. Rom. !) 
Cfr. Chiov. Ann. 1st. Bot. Roma, voi. VI, p. 7 - Terracina: 
Gravis, p, 13; Terrac. A. Contrib. IV, p. Ili; Abbate, 
Guida, 1, p. 232: Chiov. - Monte Circeo: Gravis, p. 26; 
Abbate, 1. e. p. 234. 

271. M. racemosum Mill. — Monti Lepini, nella via da Cori a Norma : 
Gravis, p. 6 ; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, 
p. 230 - Monti da Terracina a Fondi: Gravis, p. 13; Abbate, 
1. e, p. 232 -- Dune da Terracina a m. Circeo: Gravis, p. 22. 

275. M. neglectum Guss. in Ten. — Monte delle Fate, pei siti erbosi: 
Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 183 -- Fra Terra- 
cina e ponte Badino: Chiov. 

27(3. IVI. commutatum Guss. — Terracina : Mauri, in Bert. FI. It. IV, p. 167 
ed in Pari. FI. It. II, p. 504 : Sang. FI. Rom., p. 279; Abbate, 
Guida, I, p. 232 - Monte Circeo presso il Semaforo: Chiov.; 
Beg. ! 

Oss. — Nei saggi da me raccolti , le foglie non superano lo 
scapo come induce a credere la diagnosi del Bertoloni, Le, e 
dell'Arcangeli in Comp. FI. It. 2.' ediz. p. 133, invece ne sono 
{)iù brevi, come le descrive il Sanguinetti 1. e. 

A-lliviin, L. 

277. A. triquetrum L. — Terracina, e nei boschi presso ponte Badino: 

Gravis, p. 14 e 18 - Piani sotto m. Circeo: Dor.! Som.!- 
Presso Torre Astura : Beg. ! 

278. A. pendulinum Ten. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 182. 
27*..». A. roseum L. — Terracina, e nel m. Circeo: Dor.! Som.! 
[j bulblferum Bert. - Monte Circeo : Beg. ! 

280. A. subhirsiitum L. — Fondi: Orsini, in Bert. FI. II. IV, p. 48 -- Monte 

delle Fate : Terrac. N. , in Terrac. A. Contrib. IV, p. 184 - 
Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. 1. e, p. 144; Abbate, 
(xuida, I, p. 232; Beg.! 

281. A. trifoliatum Cyr. — Lago di Fondi presso la Torre del Pesce: 

Chiov. 

282. A. paniculatum L. — Monte Circeo, nei boschi (vers, sett.) e nei 

monti di Terracina : Beg. ! 



234 A. HEGTINOT 

Oss. — Secondo il parere del Sommier, i saggi comunicatigli 
si avvicinano molto per il portamento air.4. tenuifloruìn Ten., 
da alcuni considerato come varietà del precedente. 

283. A. commutatum Guss. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. 

Colliri)). IV, p. 145. 

284. A. Ampeloprasum L. — Terracina: Abbate, Guida, I, p. 232 - 

Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Aspliodoline Rchh. 

285. A. lutea Rchb. = Asphodeìus ìuteus L. — Monte Circeo, sulle 

rupi: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 118, in Bert. FI. It. IV, 
p. 117 ed in Pari. FI. It. II, p. 589; Abbate, Guida I, p. 2,35; 
Dor.! Som.! Ferraris! - Monti Lepini da Cori a Rocca- 
massima: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 133 e 184, e 
sul cacume del monte Semprevisa: Evers, in Terrac. 1. e. — 
Vetta di m. Lupone: Beg.! 

Oss. — E una di quelle specie che diffuse nella regione mon- 
tana dei nostri subapennini nelle roccie presso le cime, scendono 
non di rado in basso e nel nostro caso si spingono sul Circeo 
nel dominio di flora ben diversa. 

A-spliodelus ToiJitN. 

286. A. ramosus Gouan. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. V\. It. IV, 

p. 121; Gravis, p. 6 e 13; Terrac. A. Contrih. IV, p. 137 - 
Monti Lepini, nella via da Cori a Norma: Gravis, p. 6; 
Abbate, Guida, I, p. 230. 

E*halaiig"iiiiii Schkeh. 

287. P. Liliago Schreb. — Monti Ausoni, Itri alia Civita: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 182. 

COLCHICACEAE. 
Verati'um Tocr\. 

288. V. album L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 183. 

AMARYLLIDACEAE. 
J^tex'ulbei'gria W. et Kir. 
280. S. lutea Gawl. in R. et S. — Piani di Pastena presso Fondi : 
Ten. Syll., p. 49; Pari. Fl. It. Ill, p. '.'5. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO '^^^ 

F*aii<ii*atixim L. 

290. P. maritimum L. — Littorale di Terracina: Fior. Giorn. Arcad. 

t. 18, p. 18.-Ì, in Bert. VI It. IV, p. 23; Sang. FI. Rom., 
p. 267; Gravis , p. 24 ; Beg. ! - Arene litt. a Sperlonga : 
Terrac. N. Relaz. I, p. 179. 

291. N. poeticus L. — P'aggeta di Campo di Mele presso Fondi: 

Ten. Syll., p. 4S. 

292. N. Tenorii Pari. — Monte Circeo presso il Semaforo nei muricciuoli 

e tra le roccie: Chiov. Malpighia, p. 106, a. 1897. 

Oss. — I Sig." Doria e Sommier avendo nella stessa località 
raccolto un Xarcmus già in frutto , ne coltivarono i bulbi , e 
non ne ottennero che il N. Tazzeltalj. Anch'io ho raccolto qui 
un Narcissus, ma anche esso in frutto, quindi lascia molti dubbi 
sulla sua determinazione. Gli esemplari da me esaminati con- 
servati neìVHerborium Camillae Doriae della località suddetta , 
portano di pugno del Sommier il nome di .V. TazzeWt. 

IRIDACEAE. 
0!i*oeiis L. 

298. C. Imperati Ten. — Itri nei campi a Campello : Terrac. N. Relaz. I, 
p. 179. 

294. C. suaveolens Bert. — Nei colli calcarei presso Fondi: Notarjanni, 
in Ten. Syll., p. li - Gole di Itri: Guss. in Bert. FI. It. I, 
p. 208; Terrac. N. Relaz. 1, p. 179 - Monti di Terracina: Fior, 
in Bert. 1. e. ed in Pari. FI. It. Ili, p. 231 — Monte Circeo 
presso il Semaforo: Abbate, Guida, I, p. 23.5: Beg.! 

Itomulea Marat. 

29,5. R. Bulbocodium Seb. et Maur. — Arene litt. da Terracina al 
in. Circeo: Gravis, p. 23; Som.! Beg.! 

296. R. ramiflora Ten. — Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235. 

297. R. Rollìi Pari. — Arene marittime presso ponte Badino: Beg.! 

Oss. — Come faceva osservare testé nel Bull. Soc. Bot. It., p. 32 
a. 1897, l'area di diffusione di questa specie è molto più estesa 



236 A. BEGIIINOT 

che non si creda ; la località di Terracina è per ora la più me- 
ridionale che io conosca. 

298. R. Columnae Seb. et Mauri — Litt orale di Terracina: Fior, in 
Bert. FI. It. I, p. 224. 

Grlaclioliiw L. 

209. G. segetum Gawl. =z G. communis L. — Campi da Terracina a 
m. Circeo: Dor.! Som.!; Monti di Terracina presso il palazzo 
di Teodorico: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 228; Beg.! 

Ii-i-s L. 

;^0(». I. fiorentina L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 2:U ed in 

Pari. FI. It. Ill, p. 272. 
•SOI. I. olbiensis Henon = /. germanica h. suaveolens Terrac. >,'. 
= /. suaveolens Terr. A. = /. germanica in Abbate, Guida, 
I, p. 21 H = /. Chamaeiris ? olbiensis (Henon) Fiori e Paol. — 
Fondi nel monte delle Fate: Terrac. N., Atti Reg. Accad. 
Scienz. fis. e mat., Napoli, a. 1891. 
Oss. — Terra celano N. la ritiene semplicemente come varietà 
ilella /. gennankd e come tale è pubblicata negli Atti dell' Accad. 
di Scienze Fisiche e Mat. di Napoli, lavoro non citato dal Chio- 
venda, Malpighia, p. 106, a. 1897. Ne ho visti numerosi esemplari 
conservati nell' Herbarium Camillae Doriae, raccolti dal march. 
G. Doria sul m. Gennaro. Nella Flora Analitica d' Italia dei 
Sig.'' Fiori e Paoletti passa come varietà della /. Clumtaeiris. 

IX_ipliioii Fari,. 
302. X. Pseudoacorus Pari. — Paludi presso Terracina e nei l)Oschi 
umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 10 e p. 18 — Paludi 
presso Paola ecc. Dor.! Som.! - Uri nel Cataseonc a Cam- 
pello: Terrac. N. Relaz. I, p. 17(j. 

ORCHIDACEAE. 

X-«ÌlllO<lOVUllX SWAKTZ. 

.'^03. L. abortivum Sw. — Nella macchia da Terracina a m. Circeo : 
Ferraris ! 

Cex>liiiliviitliei*ii, lÌKii. 
."U) 1. C. ensifolia Ridi. — Monte Circeo, lungo la via pel Semaforo: Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "2^37 

Epipaotis Rich. 
305. E. palustris Cr. — Luoghi acquitrinosi presso il lago di Paola: Beg.! 

Listei-a n. liu. 
30(j. L. ovata Br. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. 173. 

I*la.ta,ntlxex'a, IJich. 
307. P. bifolia Rch. - Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 174. 

Serapias L. 

30S. S. Lingua L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 002 - 
Presso Torre Astura : Beg. ! — Lago di Paola : Beg. ! 

309. S. longipetala Poli. — Presso Terracina e negli erbosi presso il 

lago di Paola: Dor.! Som.! Beg.! 

310. S. cordigera L. — Terracina: Sang. FI. Rom., p. 728; Abbate, 

Guida, I, p. 232 - Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 174 - Luoghi umidi sotto m, Circeo: Beg.! 

A-eeras R. Br. 

311. A. anthropophora Br. — Fondi: Ten. Syll., p. 130; Pari. FI. It. 

Ili, p. 140 - Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. 1, p. 174 - 
Monti di Terracina: Fior, e Woods, in Terrac. A. Contri b. IV, 
p. 184 ~ Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Aiiaeaiixptis Rich. 

312. A. pyramidalis Rich. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 174. 

Ordii s L. 

313. 0. papilionacea L. — Negli erbosi presso il lago di Paola: Beg.! 

314. 0. morio L. — Presso il lago di Paola: Beg.! 

315. 0. longicornis Poir. — Nei monti presso Fondi: Ten. FI. Nap. I, 

p. 280 - Monte Circeo jiresso il Semaforo: Chiov. 
310. 0. ustulata L. — Monte delle Fate nei luoghi erbosi: Terrac. N., in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 181. 

317. 0. tridentata Scop. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 181 ~ Monte Circeo: Beg.! 

318. 0. italica Poir. = 0. undulatifoUa Biv. — Monti di Terracina: 

Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 131, in Bert. FI. It. IX, 
p. .538 ed in Pari. FI. It. Ili, p. 480 - Monte Circeo: Sang. FI. 
Rom., p. 726 (vers, sud); Gravis, p. 26; Abbate, Guida, I, 



:238 A. HEGUINOT 

p. 234 2H5 ~ Monti di Terracina e Fondi: Gravis, p. 13; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 144. 
319. 0. tephrosanthos Vili. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 
3'JO. 0. provincialis Balb. - f>- paucifiora Lindi. — Erbosi del m. delle 

Fate: Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 181. 

321. 0. laxiflora Lam. = 0. ensifolia Vili. — Fondi nei pascoli: Ten. 

Syll., p. 130 - Luoghi umidi presso Torre Olevola: Dor.! 
Som.! Beg.! 

322. 0. pseudosambucina Ten. = 0. bracteata Ten. = 0. Romana Seb. 

Monti di Terracina: Ten. FI. Nap. II, p. 284-28.'). 

323. 0. maculata L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 555. 

Ophrys J... 

324. 0. aranifera Huds. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 175 - 

Dune da Terracina a m. Circeo: Gravis, p. 22. 

325. 0. exallata Ten. — Monte Circeo presso Semaforo: Chiov.; Beg.! 

326. 0. apifera Huds. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 175, 

327. 0. arachnites Host. — Gole di Itri: Ten. Syll., p. 131 - Itri a 

Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 175. 

328. 0. Bertolonii Moret. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 175. 

329. 0. myodes Jacq. — Itri nei boschi della Civita: Terrac. N. Relaz. I, 

p. 175 — Monte delle Fate a 1100 m. In Atti ecc. 1. e, ed in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 181. 

330. 0. Speculum Lk. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. 1. p. 175. 

331. 0. lutea Cav. -— Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 176. 

MOIVOOHL A.3J: YD E AK. 

SALICACEAE. 
Salix L. 

332. S. cinerea L. - Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 312 - 

Lago di Fondi: Chiov. - Terracina e piani di m. Circeo: 
Dor.! Som.! 

333. S. triandra L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. X, p. 334 - 

Lago di Fondi: Chiov. 

BETULACEAE. 
A-lnuLS TouRx. 
331. A. glutinosa Gaertn. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. X, 
p. 164 — Terracina: Dor.! Som.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO TÒ'Ò 

QUERCACEAE. 
Cavpiiins TouRN. 
335. C. Betulus L. — Piani sotto m. Circeo nei boschi : Beg. 
330. C. Duinensis Scop. — Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 167. 

Ostrya Mich. 

337. 0. carpinifolia Scop. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 107. 

Cory In s Tourn. 

338. C. Avellana L. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. N. Relaz. I, 

p. 167. 

Fag-us Tourn. 

339. F. sylvatlca L. — Itri sulla vetta di m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, 

p. 166 - Sotto la vetta della Semprevisa e di m. Lupone, 
nel versante meridionale: Beg.! 

Qixei'cixs TouRN". 

340. 0- Robur L. — Boschi di m. Circeo: Gravis, p. 19; Abbate, Guida, I, 

p. 234 - Presso Terracina: Gravis, p. 14; Abbate, I. e. I, 

p. 232; Dor.! Som.! Beg.!-Via da Cori a Norma : Gravis, 

p. 60; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137. 
a. pedunculata W. — Lago di Paola: Chiov. 
?. sessiliflora Sai. — Monti di Terracina: Sang. FI. Rom., p. 281 - 

Itri nel Catascone a Campello : Terrac. N. Relaz. I, p. 167. 

341. 0- Farnetto Ten. — Terracina nella macchia di Decima: Rolli, in 

Pari. FI. It. IV, p. 184 - Salto di Fondi: Ten. Syll., p. 131. 
242. Q. Cerris L. — Fondi: Ten. Syll., p. 135 - Itri nel Catascone 
a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 167 — Terracina: Mauri, 
in Bert. FI, It. X, p. 214 - Monte Circeo (vers, sett.) : Gravis, 
p. 26; Abbate, Guida, I, p. 234. 

343. 0- Ilex L. — Itri alia Civita ed a S. Nicola: Terrac. N. Relaz. I, 

pag. 167 -- Boschi di m. Circeo: Gravis, p. 19 e p. 26; Ab- 
bate, Guida, I, p. 234 ; Beg. ! - Terracina : Gravis, p. 6 ; Abbate, 
1. c. p. 232; Dor.! Som.! -Via da Cori a Norma: Gravis, 
p. 0; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, 1. c. I, p. 230. 

344. 0- suber L. — Fondi: Ten. Syll., p. 135 -- Itri nell'andare a 

Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 234 - Terracina: Gravis, 



240 A. liEGUINOT 

p. 14; Abbate, Guida, I, p. 232 - Monte Circeo: Gravis, p. 20, 
e p. 19; Abbate, 1. c. p. 234. 
345. 0- pseudosuber Santi — Fondi: Ten. Syll., p. 1:^5 - Boschi di 
Terracina: Mauri, in Pari. Fl. It. IV, p. 190. 

URTICACEAK. 
Tlxelig-onvnn L. 

340. T. Cynocrambe L. — Terracina: Gravis, p. 13: Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 144; Abbate, Guida, 1, p. 232: Dor.! Som.! 

XJrtioa TouitN. 

347. U. membranacea Poir. — Via da Cori a Norma : Gravis , p. ; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. .30 - 
Terracina : Gravis, p. 14 ; Dor. ! 

348. U. dioica L. — Via tra Cori e Norma: Gravis, p. 6; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 230 -Terracina: 
Dor. ! Som. ! - Boschi umidi presso ponte Badino : Gravis, p. 18. 

349. U. urens L. — Presso Terracina: Gravis, p. 14. 

F*arietaria. Tourn. 

350. P. officinalis L. — Via da Cori a Norma: Gravis, p.O; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 137 - Terracina nella via di Gaeta: Beg.! 

351. P. diffusa M. et K. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 230. 

Caiiiialbis Tourn. 

352. C. saliva L. — Lago di Fondi, subspontanea: Beg.! 

Hvmiulixs I.. 

353. H. Lupulus L. — Fondi nelle siepi presso la fontana di Vitruvio: 

Terrac. N. Relaz. I, \\. 100 - Monte Circeo: (iravis, p. 20; 
Abbate, Guida, I, p. 235 - Via da Cori a Norma: Gravis, 
p. 0; Terrac. A. Contri)). IV, p. 137; Abbate,!, e. p. 230. 

XJlmixs ToL'RN. 

354. U. campeslris L. — Monte Circeo: Dor.! 

?. suberosa l'^hrh. — Presso Terracina: Gravis, p. 14. 

1-i^ÌOUS TOLRN. 

355. F. Carica L. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 0; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 230. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 241 

Celtis ToURN. 

350. e. australis L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 160. 

EUPHORBIACEAE. 
Euplxorlbia. L. 

357. E. Preslii Guss. — Terracina: Sang. FI. Rom., p. 700; Abbate, 

Guida, I, p. 232 - Lago di Fondi: Pasquale, Rend. Acc. 
Se. Fis. Mat. Nap. 1881, p. 218. 

358. E. Chamaesyce L. ?• canescens L. — Presso Fondi: Pasquale, 1. s. e. 

p. 218. 
35V>. E. Peplis L. — Arene litt. a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 163 — Presso Terracina e presso la Torre di Paola: Beg.! 

360. E. palustris L. - Paludi Pontine : Fior, in Bert. FI. It. V, p. 95 - 

Terracina: Chiov.; Beg.! - Presso il lago di Paola e Torre 
Astura: Beg.! 

361. E. pubescens Vahl. — Paludi Pontine: Fior, in Pari. FI. It. IV, 

p. 482 — Terracina e presso m. Circeo: Dor.! Som.! 

362. E. verrucosa L. — Selve di Astura: Marat. FI. Rom. I, p. 345. 

363. E. dulcis L. — Selve presso il monastero di Fossa Nova: Barrelier, 

p. 6, le. 834 - Selva Mesia: Marat. Fi. Rom. I, p. 343. 

Oss. — Specie abbastanza rara e localizzata per la Flora Ro- 
mana. Alle due località qui citate aggiungo quella di Acqua 
Traversa nei boschi umidi presso Roma, dove si può dire abbon- 
dante, ma sparsa qua e là in individui isolati. Questa località, 
da quanto mi consta, non è citata da nessuno. 

364. E. spinosa L. — Monte Circeo, e ad Astura: Marat. FI. Rom. I, 

p. 342 - Itri alla Civita e nell'andare a Sperlonga : Terrac. N. 
Relaz. I, p. 163. 

365. E. helioscopia L. — Vigneti di Terracina: Gravis, p, 23; Dor.! 

366. E. Peplus L. — Terracina: Gravis, p. 14; Som.! -- Monte Circeo: 

Som.! Beg.! 

367. E. peploides Gouan. — Arene presso Terracina: Beg.! -- Presso 

m. Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235. 

368. E. exigua L. — Terracina: Sang. FI. Rom., p. 792; Abbate, 

Guida, I, p. 232; Som.! 
.369. E. falcata L. — Terracina: Dor.! Som.! 
370. E. Myrsinites L. — Selve di Astura: Marat. FI. Rom. I, p. 347. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat, Serie 2.*, Voi. XVIII (19 Agosto 1897) Iti 



-IkH A. HEGUINOT 

Oss. — Questa determinazione è probabilmente errata : questa 
Euphorbia esiste nella Provincia Romana nei monti, ed io l'ho 
raccolta in abbondanza a m. Autore. E probabile che si tratti di 
uno scambio con l' alfine E. higlandulosa Desf. che è specie che 
scende anche nel littorale, ma fino ad ora non segnalata per la 
Flora Romana. Il Rolli (herb. Rom. !) determina per E. Mijrsinites, 
la E. liarrelieri. 

371. E. pìnea L. — Monte Circeo: Seb. et Mauri, in Bert. FI. It. V, p. 50; 

Sang. FI. Rom., p. 793; Dor.! Som.! Beg.! (presso S. Fe- 
lice Circeo); Abbate, Guida, I, p. 235 - Sperlonga: Terrac. 
N. Relaz. I, p. 103. 

372. E. Barrelieri Savi — Fra Terracina e m. Circeo, nelle arene del 

mare: Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — Riesce nuova per la Flora Romana, dove non fu prima 
d'ora raccolta. (Confr. quanto ho scritto in Bull. Soc. Bot. It.. 
p. 33, a. 1897). Alla località suddetta ne aggiungo alcune altre 
citate dal Chiovenda, Malpighia, p. 104, a. 1897: Spiaggia di 
Fiumicino: Sebastiani - Monte Circeo: Fior.; A. Terrac. -Mac- 
chia di Terracina: Rolli; A. Terrac. 

373. E. Paralias L. — Arene marittime presso Astura: Marat. FI. 

Rom. I, p. 343 - Terracina: Sang. Fi. Rem., p. 793; Abbate, 
Guida, I, p. 232 - Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 163. 

374. E. terracina L. — Abbondantissima in tutto il littorale; m. Circeo: 

Marat. FI. Rom. I, p. 340; Dor.! Som.! - Littorale di Ter- 
racina: Sebastiani, Mauri, Barbieri, Fiorini, Orsini, in 
Bert. FI. It. V, p. 50; Sang. FI. Rom., p. 792; Baruffi, in 
Pari. FI. It. IV, p. 536; Gravis, p. 24; Abbate, Guida, I, 
p. 232 - Littorale di Fondi: Beg.! -di Sperlonga: Terrac. 
N. Relaz. I, p. 164. 
= Tithymalus marinus, folio retuso, Terracinensis: Barre- 
lier, p. 0. Icon. 833 (porto di Terracina). 

375. E. serrata L. - Gole di Itri alla Civita: Ten. Syll., p. (J'S - 

Itri alla Civita ed a S. Marco: Terrac. N. Relaz. I, p. 161; 
Arcang. Comp. FI. It., 2.» ed. p. 195. 

376. E. dendroides L. — Selva di Astura: Marat. FI. Rom. I, p. 347 — 

Ai piedi di m. Circeo Seb. et Mau. FI. Rom., p. 16S; Sang. 
FI. Rom., p. 794; Gravis, p. 26 e 27; Abbate, Guida, 1, 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 243 

p. 232 ; vers, merid. tra Torre del Fico e T. Moresca : Beg. ! 

Dor.! Som.! — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, 

p. 74 ed in Pari. FI. It. IV, p. .553; Gravis, p. 13: Terrac. 

A. Contrib. IV, p. 144; Abbate, 1. c. p. 232; Dor.! Som.! 

Beg.! - Monte S. Angelo sopra Sezze: Evers, in Terrac. A., 

1. c, p. 138. 
=- Tithy inalo dendroide: Mattioli, in Comm. a. 1581, p. 781 

(m. dl Terracina). 
=r Tithymalas dendro/des, inaiar et verior, Italicus: Barre- 

lier, 1. c. , p. 5, Icon. 910 (presso Terracina). 

O.S.S. — Fra Torre del Fico e Torre Moresca, nel versante meri- 
dionale del monte Circeo, vegetano i più robusti individui di questa 
specie, dell'altezza di circa tre metri, dall'ampia ombrella inchinata 
dal mare alla terra per l'azione del vento , dai rami divaricati , 
lunghissimi, da arieggiare un vero e proprio albero (Cfr. Gravis, 
1. e). In altre località, come nel versante settentrionale del monte, 
e nelle roccie presso Terracina, in mezzo ad altri frutici, iner- 
picato sulle roccie da cui sbuca fuori , coi rami esili e flessibili , 
torna ad essere un arbusto nano , rachitico e non tocca mai il 
metro di altezza. 

377. E. Cyparissias L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 82. 

378. E. amygdaloides L. -^^ E. sylvatica L. — Selva Mesia (Pai. Poni.): 

Marat. FI. Rom. I, p. 348 - Terracina: Fior, in Bert. FI. 
It. V, p. 98. 

379. E. Characias L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 101: ib. e 

Monti di Fondi: Gravis, p. 13; Chiov. - Presso il Palazzo di 
Teodorico : Beg. ! — Via da Cori a Norma : Gravis , p. ; 
Abbate, Guida, I, p. 230; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137. 

JMercurialis L. 

380. M. annua L. — Terracina : Fior, in Pari. FI. It. IV, p. 587; Gravis, 

p. 14 ~ Monte Circeo: Beg.! 

Ci'ozoplxora Neck. 

381. C. tinctoria A. Juss. — Nei vigneti e nei campi presso il lago di 

Fondi: Beg.! 

Ftioiiius L. 

382. R. communis L. — Terracina: Marat. FI. Rom. II, p. 344. 



:244 A. BEGUINOT 

Oss. — Probabilmente inselvaticliito: da altri non più ritrovato. 
Calli ti'iclxe L 

383. C. stagnalis Scop. — Acquitrini presso Terracina : Gravis, p. 1«5 - 

Sotto ni. Circeo: Dor.! Som.! 

384. C. platycarpa Ivutz. — Fondi nei paduli presso il lago : Beg. ! 

385. C. verna Kutz. = Corispermum oerticillatutn Mar. ( — Sermoneta: 

Marat. FI. Rom. I, p. 3 - Paludi Pontine: Fior, in Beri. 
FI. It. I, p. 27; Sang. FI. Rom., p. 3 - Paludi di Terra- 
cina: Gravis, p. !<) - Stagno di ponte Badino: Cliiov. - 
Paludi sotto S. Felice Circeo : Beg. ! 
380. C. obtusangula Le Gali. - Paludi presso m. Circeo: Dor.! Som.! 
Beg. ! 

Oss. — Fino ad ora era conosciuta solamente per Maccarese. 
Cfr. Pirotta, Malpighia, I, p. 137; Arcang. FI. It. ^2.=^ ed. p. 198. 

387. C. pedunculata DC. = C. verna s minima — Paludi Pontine: 

Fior, in Bert. FI. It. I , p. 27 - Fossi e paduli di Terracina : 
Gravis, p. 16 - ib. e sotto m. Circeo: Chiov. 

388. C. autumnalis L. fil. ■=^ Corispermum angusti folium Mar.? — Sermo- 

neta: Marat. FI. Rom. I, p. 3 — Paludi Pontine: Seb. et Mauri, 
FI. Rom., p. 2 - Sermoneta e Terracina : Sang. FI. Rom., 
p. 4; Abbate, Guida, I, p. 231. 

Oeratophyllum. L. 

389. C. submersum L. — Stagno di ponte Badino : Cbiov. 

390. C. demersum L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 334 - 

Terracina: Gravis, p. 16 — Lago di Fondi: Beg.! 

POLYGONACEAE. 
Folyg-onum L. 

391. P. convolvulus L. — Nelle vie e nelle arene presso Terracina: 

Beg. ! 

392. P. amphibium L. — Paludi presso Terracina: Gravis, p. 16 -Stagno 

di ponte Badino: Beg.! 

393. P. Persicaria L. — Lago di Fondi, Paola ecc. ecc.: Beg.! 

391. P. lapathifolium L. — Rive dei canali Pontini: Fior, in Bert. F^l. 

It. IV, p. 370. 
395. P. serrulatum Lag. Sulle sponde presso lo sbocco del tiunie 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 245 

Acquachiara (Fondi): Terrac. N. Relaz. I, p. 160 — Fossi 
presso Torre Olevola: Beg.! 

396. P. aviculare L. — Terracina presso la città : Beg. ! 

397. P. maritimum L. — Littorale di Terracina: Gravis, p. 26; Dor.! 

Som.! ~ Litt. di Fondi: Beg.! - Litt. di Sperlonga: Terrac. 
N. Relaz. I, p. 160. 

F^uiuex: L. 

398. R. Hydrolapathum Huds. = R. aquaticus Sm. — Paludi Pontine: 

Marat. FI. Rom. I, p. 280 - Sponde dei fiumi Pontini: Fior. 
Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 118; Sang. FI. Rom., p. 291 - 
Paludi di Terracina: Gravis, p. 16. 

399. R. conglomeratus Murr. — Presso m. Circeo: Dor.! - Terracina: 

Beg. ! 

400. R. pulcher L. — Terracina : Dor. ! Som. ! 

401. R. crispus L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 237 - 

Lago di Fondi : Beg. ! 
var. elongalus (Guss.) = R. crispus L. var. 1^. Bert. 1. e. =^ var. e. 
Rom. et Sch. Syst. veg. par. 2, p. 1422 = R. e lonr/atus Gnss. 
PI. rar., p. 150, t. 28 et FI. sic. prod. I, p. 443; Ten. FI. 
Nap. Ill, p. 389 et Syll. , p. 182 = R. crispus L. p. elon- 
gatus (Guss.) Arcang. Comp. , Fl. It., 2.* ed., p. 204 - Presso 
il lago di Paola: Beg.! 

Oss. — Le Here romane da me consultate non fanno parola 
di questa varietà, propria all' Italia meridionale : stante la sua 
diffusione fu certamente raccolta, e sempre confiisa col tipo. Da 
({uesto si distingue per il caule semplice o subsemplice, per i 
tepali esterni di cui uno solo ha callo alla base, e per i tepali 
interni fruttiferi ovali, intierissimi. Cfr. Beguinot, Bull. Soc. Bot. 
It, p. 119, a. 1897. 

102. R. sanguineus L. — Sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

403. R. bucephalophorus L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. IV, p. 245: 

Beg.! - Dune e boschi sotto S. Felice Circeo: Gravis, p. 19 
e 23 — Monte Circeo: Gravis, p. 14: Dor.! Som.! 

404. R. Acetosa L. = R. pseudo-acetosa Bert. — Itri a Campello: Terrac. 

N. Relaz. I, p. 161. 
105. R. acetosella L. — Presso il lago di Paola: Beg.I 



2/|(i A. 15EGUIN0T 

AMARAATACEAE. 
A.ma.ira.iitu.s L. 

406. A. Blitum L. — Terracina : Dor.! Som.! -- Lago di Fondi : Beg. ! 

407. A. albus L. — Terracina nei luoghi calpestali : Beg. ! 

408. A. deflexus L. — Terracina nelle vie : Beg. ! - Monte Circeo : Dor. ! 

PHYTOLACCACEAK. 
I*liytolacca, L. 

400. P. decandra L. — Fra Coi-i e Norma nei Lepini: Gravis, p. 0: 
TerriK;. A. Contri!). IV, p. l.ST; Abbate, Cuida, I, p. 230. 

CHENOPODIACEAE. 
Olbione Gaertx. 
Ho. 0. portulacoides Moip — Stagni salsi di Terracina: Fior, in Bert. 
FI. It, X, p. 411 (sub AtripUce). 

A.tx*iplex L. 

411. A. rosea L. — Litt. di Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 116; Beg.! 
112. A. bastata L. — ?• triangularis W. — Arene i)resso Terracina: 

Sang. Cent, tres, p. 43 e FI. Rom. , \). ."583 (excl var.): 

Abbate, Guida, I, p. 232. 

413. A. patula L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. II. X, j.. HO. 

Beta, L. 

414. B. inaritima L. — Castellone , nelle jtaludi Pontine (?) : Fior, in 

Bert. FI. II. III, p. 46. 

Cli.eiioi>ocli villi L. 

11.5. C. olidum Curt. — Arene di Terracina: Beg.! 
116. C. murale L. — Terracina: Gravis, p. 14: Doi-. ! - Sulla Toifo 
Olevola : Beg. ! 

417. C. polyspermum L. — Presso il lago di Fondi: Beg.! 

418. C. urbicum L. — Terracina nelle vie presso la città: Beg. I 
NO. C. album L. — Terracina: Fior, in Bert. Fi. It. III, p. .31. 

420. C. botryoides Sm. — Sabbie lungo il liuinr Aequaehiara [iresso 
iM.iidi: Tcrrac. N. Rela/. I, p. 150. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 247 

Salicox'iiia L. 

421. S. fruticosa L. — Stagni salsi di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. I, 
p. 18. 

Salsola, L. 
122. S. Kalì L. — Litt. di Terracina: Reg.! 

423. S. Tragus L. — Litt. di Terracina: Sang. Cent. tres. , p. 42 e 

FI. Rom., p. 214 - (\astellone: Fior, in Bert. FI. It. Ili, p. 54. 

424. S. Soda L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

DAPHNACEAE. 
Thymelaea, Tourn. 

425. T. hirsuta Endl. — Dune fra Terracina e m. Circeo: Gravis, p. 22 - 

Monte Circeo: Som.! — Tra la Batteria ed il Faro: Chiov.; 
Beg.! 

Oaplxiie L. 

42<ì. D. Gnidium L. — Fondi : Ten. Syll. , p. 56 — Fondi al Ciicuruzzo ed 
a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 161 - Litt. di Terracina: 
Fior, in Beri. FI. It. IV, p. 342: Beg.! Dune e boschi da 
Terracina a m. Circeo: Gravis, p. 19 e 22 — Monte 
Circeo : Dor. ! Som. ! 

427. D. collina Sm. — Iiri: Ten. Syl. , p. 56 — Terracina: Fior, in 

Bert. FI. It. IV, p. 341 - Monte Circeo (vers, sud e nord): 
Gravis, p. 26 ; Abbate, Guida, I , p. 233 ; Dor. ! Som. ! Beg. ! 

O.s.s. — Questa bella specie, oltre che nel Circeo dove è abbon- 
dantissima, sopratutto nel vers, settentrionale, si ritrova anche 
a Castel Fusano, Ostia, da cui passa in Toscana nei monti della 
Maremma, e più rara a Terracina da cui passa al sud della 
Penisola , spingendosi a Creta sotto il nome di Daphne sericea 
Vahl. leggermente alterata nei suoi caratteri, pure nel fondo 
rimanendo la stessa (^). 

LORANTHACEAE. 
"Viscum. L. 

428. V. album L. — Itri a Campello (sul P. Mahaleb e sul Pero): 

Terrac. N. Relaz. I, p. 117. 

(') Baldacci a. Risultati botanici del viaggio compiuto in Creta nel 1893 — 
Malpighia, a. IX, p. 89 (degli estratti). 



2A8 A. BEGDINOT 

Loraiithufi» L. 

129. L. europaeus L. — A Campello presso Itri, sulle Querele: Terrac. 
N. Relaz. I, p. ]17. 

SANTALACEAE. 
Osyris L. 

430. 0. alba L. — Litt. di Terracina e del Circeo nelle dune: Fior, in 

Bert. FI. It. X, p. 340: Dor.! - Itri alla Civita ed alla discesa 
di S. Andrea, Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 162 - 
Monte Circeo, vers, merid. : Bej?. ! 

Thesium L. 

431. T. ramosum Ehi'li. = T. llnopìiyllum Auct. - Itri alla Civita; 

Terrac. N. Relaz. I, p. 162. 

432. T. divaricatum Jan. in M. et K. — Itri alla Civita: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 162. 

ARISTOLOCHIACEAE. 

A-ristolocliia L. 

433. A longa L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 162. 

434. A. rotunda L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 643 - 

Monte Circeo: Gravis, p. 27: Abbate, Guida, I, ]». 235; Dor. 1 
Som. ! 

CYTINACEAE. 
Oytinus L. 

435. C. Hypocistis !.. — Terracina nelle macchie: Fior, in Bei-t. FI. It. X. 

p. 28 1; Gravis, p. 22; Dor. I Som.! Beg.! - Monte Circeo: 
Dor.! Som.! — Tra il Semaforo e la vetta, e presso il lago di 
Paola tra le rovine di Circe e la casa dei pescatori: Chiov. 

Os.s. — Gli esemplari da me raccolti in abbondanza a Terra- 
Cina, parassiti sul V. viUosm hanno brattee e fiori rossi o ros- 
seggianti. Quindi con ogni probabilità andrebbero riferiti alia 
var. kentiesinus Guss. Testé fra S. Severa e Civitavecchia in una 
gita in compagnia del march. G. Doria, abbiamo trovato parassita 
sul (l. //ìons/)('/i('/isis un Cijlinn^ con fiori e brattee giallastri , il 
quale sarebbe per 1' appunto il tipo. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 249 

RANUNCULACEAE. 

Clematis L. 

436. C. Flammula L. p. angustifolìa Jacq. 

= var. ?. Bert. FI. It. V, p. 476 et Amoen. Ital., p. 236. 

= var. A, B. Ten. FI. Nap. I, p. 309 et Syll. , p. 264 - C. 

= var. maritima Morie. Ven. I, p. 234. 

= maritima Lin. Sp. pi., p. 767. 

= caespitosa Scop. FI. Carn. ed. 2, t. I, p. 384. 

Oss. — Ho raccolto questa specie con la varietà, cosi a San 
Felice Circeo come a Terracina. Negli esemplari circeani il caule 
è lungo, esile, la pannocchia rada, i fiori distanti, portati da lunghi 
peduncoli, mentre in quei di Terracina la pannocchia ò densa, i 
fiori ravvicinati con un portamento che ricorda la C. Vitalba L. 
Distrihuisco queste due forme in due sottovarietà. 

a. elata Noi». — Presso S. Felice Circeo nella via per Paola: 

Beg.! 
3- rontr-acia Nob. — Terracina nella via per Gaeta : Beg. I 

437. C. Vitalba L — Littorale di Terracina, boschi amidi presso 

ponte Badino, e litt. del Circeo: Gravis, p. 18 e 22. 

Thalietrum L. 

4.38. T. flavum L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 486: Dor.! 

A-iiemoiie L. 

4.39. A. coronaria L. Monte Circeo: Gravis, p. 27: Abbate, Guida, I, 

p. 234 (vers. sett.). 
440. A. hortensis L. - Via da Cori a Noi-ma: Gravis, p. ."") : Terrac. 

A. Contrib. lY, p. 136 - Monte Circeo: Abbate, Guida, I. 

p. 232: Gravis, p. 26; Som.! Beg.! 
111. A. apennlna L. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 5; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 1.36 ~~ Boschi sotto m. Circeo: Gravis, p. 19; 

.\bbate. Guida, I, p. 234. 

442. A. aestivalis L. - Terracina nei pascoli del littorale e presso 
S. Felice Circeo : Beg. I 



250 A. HEGUINOT 

Oss. — Determinazione dubbia , [ìoicliò i saggi raccolti non 
Iianno frutti maturi. 

FS>a,uiiiiculus L. 

443, R. peltatus Schrk -- R. aquatilis I.. = R. Pantothrix DC. — 

Paludi Pontine: Marat. FI. Roni. I, p. 411; Fior, in Bert. 

FI. It. V, p. 573 - Paduli presso Terracina: Fior, in Bert. 1. e; 

Gravis, p. 15; Chiov. 
var. submersus Fr. — Ruscelli sotto m. Circeo: I)or. ! Som.! - 

Presso Torre Astura : Beg. ! 
= Ranunculus aquaticus, foeniculi folio. — Paludi Pontine 

presso Sermoneta: Barrelier, 1. e. p. 57, le. 5B('). 
441. R. trichophyllus Chaix. — Fossi e ruscelli lungo le vie ed i cami>i 

sotto m. Circeo: Beg.! - Presso Terracina: Gravis, p. 15. 

445. R. Flammula L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 403. 

446. R. Lingua L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 403. 

447. R. ophioglossifolius Vili. ~ Paludi Pontine: Fior. Giorn. Let. Pisa, 

t. 17, p. 123, in Bert. FI. Tt. V, p. ."00; Sang. FI. Rom., 
p. 414 ~ Paludi sotto S. Felice Circeo: Dor.! Som.! 

5c elatus Nob. - Caulis longus, folia longe petiolata : fovea 
magni ■= Stirps aquatica., uhi aqua toto anno permaìiit = 
Paludi presso il lago di Paola, e presso Torre Astura negli 
stagni : Beg. ! 

,J pusillus Nob. — Caulis pusillus, tenuis, uni-bipollicaris, 
foliis exiguis, fere sessilibus: flores minores quam in pre- 
cedente =■ Stirps amphibia, in inundatis quae aestate 
exsiccantur = Inondati presso Torre Olevola : Beg. ! 

448. R. Ficaria L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 509 — Lago 

di Paola: Chiov. 
440. R. lanuginosus L. = R. umbrosus 'Veu. — Monte Circeo: Som.! - 
Vetta di m. Faito presso Itri : Terrac. N. Relaz. I, p. (iti. 

450. R. chaerophyllos L. — Tra la lastra di S. Vito e il campo di Grano: 

Chiov. — Monte Circeo: Beg.! 

451. R. garganicus Ten. - P- Tenorii Terr. N. — Fondi nel m. delle 

Fate: Terrac. N. Atti 1. e. ed in Terrac. A. Contril». IV, 
p. 144 e 146. 

452. R. illyricus L. — Itri a m. Faito ed alla faggeta di Canuto di Mele: 

Terrac. N. Rela/. I, p. t)6. 

453. R. neapolitanus Ten. — Dintorni di m. Circeo dal Piano di Or- 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 251 

landò al Telegrafo; da S. Felice Circeo alla Mola; alla 
macchia Giacchetti: Terrac. A. in Chiov.Bull.Soc.Bot.lt., 
p. 299, a. 1892 - Via da S. Felice Circeo al lago di Paola: 
Beg.! 
var. pauciflorus Terr. N. — Fondi nell'andare a Lenola per 
la vecchia via: Relaz. I, p. .3. 

Oss. — L' esemplare che ho raccolto presso a poco nella stessa 
località citata dal Chiovenda, differisce dal R. Alene Willk. 
sopratutto per la forma delle foglie e per i fiori più grandi. 
Però non conosco il tipo del R. neapolitanus Ten. ed inoltre 
r esemplare è senza frutti : lo riferisco tuttavia dubitativamente 
a questa specie fino a nuove ricerche. Per la forma delle foglie 
si avvicina ad un Ranunculus raccolto fra i sassi in vetta al 
Monte Soratte. 'SqìV Herbarium Carnillae Doriae ho visto un esem- 
plare che il Sommier dubita trattarsi di R. heucherifollus Presi., 
ma che forse non è che il /?. neapolùanus Ten. nel senso del 
Chiovenda. L'esemplare r in frutto e manca di foglie radicali e 
di fiori. 

I.j4. R. Thomasiì Ten. — Monte Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. ()5 
455. R. Aleae Willk. — Terracina: Som.! -- Presso il lago di Paola: 

Beg. : 
■156. R. repens L. = R. repens var. i^. Terr. N. — P'ondi presso il canale 

Acqua chiara: Relaz. I, p. 3 — Tei-racina : Dor.! 

457. R. Philonotis Ebrh. — Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

Presso Torre Astura: Beg. ! ~ Terracina e ponte Badino : Beg. ! 

458. R. muricatus L. - Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 567 - 

Nimfa : Marat. FI. Rom. I, p. 400 ~ Presso Terracina : Gravis, 

p. 14; Dor.! Som.! - Piani sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

f. depressa Terr. A. — Luoghi paludosi presso Torre Olevola : 

Beg. ! 

Oss. — Questa forma cresce in più luoghi promiscuamente al 

tipo ed è difficile segnarle confini precisi : cresce dal piano ai 

monti , e non è propria della regione montana o submontana , 

come vuole il Terracciano. 

450. R. sceleratus L. — Margini del lago di Fogliano: Rolli, in Chiov. 
Bull. Soc. Bot. It., p. 383, a. 1892 - Terracina, nelle pa- 
ludi: Gravis, p. 16. 



252 A. BEGUINOT 



Nii-ella L. 



460. N. damascena L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. V, p. 135; 

Dor.! Som.! ~ Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

461. N. arvensis L. — Arene litt. presso Terracina: Fior. Giorn. Let. 

Pisa, t. 17, p. 123, in Bert. Fl. It. V, p. 136; Sang. Fl. 
Rom., p. 412; Beg.! 

Delphinium L. 

462. D. Staphysagria L. — Sermoneta: Marat. Fl. Rom. I, p. 301 - 

Fondi: Ten. Syll., p. 76. 

Oss. — Specie rara nel dominio della Flora Romana: ne lio 
visto un hello esemplare raccolto da A. Terracciano presso l'e- 
missario del lago di Albano, e conservato yìqW llcrbariurn Camillae 
Doì'iae. 

NYMPHAEACEAE. 
IVympliaea L. 

463. N. alba L. — Paludi Pontine: Marat. Fl. Rom. I, p. 3S2: Fior. 

in Bert. Fl. It. V, p. 330; Brocchi, in Seb. et Maur. Fl. Rom., 
p. 26; Sang. Fl. Rom., p. 408 - Lago di Fondi: Ten. Fl. 
Nap. IV, p. .308 et Syll., p. 74; Terrac. N. Relaz. I, p. ^S?^; 
Beg. !- Presso Terracina:. Gravis, p. 15 - Stagno di ponto 
Badino e sotto m. Circeo, negli acquitrini: Beg.! 

Nupliar Sm. 
164. N. luleum Sm. - Paludi Pontine e Nimfa: Marat. Fl. Rom. I, 
p. ;i82; Fior, in Bert. Fl. It. V, p. 332; Brocchi, in Seb. et 
Maur. Fl. Rom., p. 26; Sang. Fl. Rom., p. 408- Lago di 
Fondi: Ten. Fl. Nap. IV, p. 308 et Syll., p. 74; Terrac. N. 
Relaz. I, p. <58;Beg. ! - Presso Terracina: Gravisi, p. 15 - 
Stagno di ponte Badino, e sotto m. Circeo nelle paludi: Beg.! 

PAPAVERACEAE. 
I*apavor* L. 

-165. P. hybridum L. - Presso il lago di Fondi: Beg.! 

466. P. apulum Ten. — Luoghi erbosi del m. delle Fate: Terrac. N., 

in Terrac. A. Contrib. IV, ]>. 148. 
167. P. Rhoeas li. — Terra(;ina: Fior, in Hert. Fl. It. V, [>. :{25 - 
Monte Circeo: Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO ^2^'é 

Grlaixciuin. Scop. 

468. G. flavum Crantz. = G. luteum Scop. — Arene presso Terracina : 

Fior, in Bert. FI. It. V, p. ;U3; Dor.! Som.! - Sperlonga: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 68 - Presso Torre di Paola: Beg.! 

Oss. — Nel maggio del 189() raccolsi nella suddetta località 
due esemplari di un (Haiicium, che quanto ai caratteri offerti 
dalle foglie e dal suo portamento, sarebbe da riferirsi a (ì. phoe- 
niceiim Crantz. non ancora indicato del Romano. Però questi 
due saggi non hanno né petali, né silique, e quando vi tornai 
nel luglio non raccolsi altro che il (ì. flavum; conservo però 
questi due esemplari diversissimi dal tipo per ulteriori studi {}). 

Fuiuavia L, 

469. F. officinalis L. — Terracina: Dor.! Som.! 

470. F. capreolata L. — Lago di Fogliano: Marat. FI. Rom. II, p. Ili - 

Terracina: Dor.! Som.! Gravis, p. 23 - Itri presso le siepi: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 69 - Tra Cori e Norma: Gravis, p. 5: 
Terrac. N. Contrib. IV, p. 136. 

471. F. agraria L. — Terracina: Dor.! Som.! 

BRASSICACEAE. 

JMattlxiola E. Br. 

472. M. Incana R. Br. — Terracina nelle rupi : Fior, in Bert. FI. It. VII, 

p. 99 ed in Pari. FI. It. IX, p. 795; Sang. FI. Rom., p. 510; 
Gravis, p. 13; Abbate, Guida, I, p. 231 ; Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 143. 

473. M. sinuata R. Br. — Litt. del Circeo : Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 

p. 166, in Bert. Fl. It. VII, p. 101 (sub Cheirantho) , ed in 
Pari. Fl. It. IX, p. 799; Sang. Fl. Rom., p. 511. 

474. M. tricuspidata R. Br. — Littorale di Astura: Marat. FI. Rom. II, 

p. 87 (sub Cheirantho), ed in Pari. Fl. It. IX, p. 802. 



(') Qui ed altrove nel littorale Romano merita di essere ricercato attentamente 
un genere nuovo per la Flora Romana, Hypecoum 2if0cumbens, scoperto nel maggio 
decorso nelle arene marittime fra Ladispoli e Torre Flavia dal march. Giacomo 
Doria. 



254 A. HEGUINOT 



IVastvii'tivim lì. ì',n. 



475. N. officinale R. Br. — Terracina nelle paludi: Gravis, p. 16; Dor.! 

Som.! - Piani sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 
.'j. siifolium Steud. = N. officinale var. b. Terr. N. — Fondi nel 
Salto: Relaz. I, \). 3 - Fonte della Bagnara presso il Pro- 
montorio Circeo e nei campi fra la Madonna della Mola e 
Torre Vittoria: Terrac. A., in Chiov. Boll. Soc. Bot. It. 
p. 380, a. 1892; Beg.! - Presso il lago di Fondi: Beg.! 

476. N. ampliibium R. Br. — Paludi Pontine : Fior, in Bert. FI. It. VII, 

p. 13 — Terracina: Gravis, p. 16 ed in Pari. FI. It. IX, p. 905. 

477. N. anceps DC. — Presso la foce dei canali Pontini: Fior, in 

Bert. FI. It. VII, p. 10, ed in Pari. FI. It. IX, j). 90 1. 

A-ralbis L. 

178. A. Turrita L. — Presso il Semaforo del m. Circeo: Chiov. 

179. A. verna R. Br. — Fondi: Orsini, in Bert. FI. It. VII, }). 118- Uri a 

Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 72- Terracina: Gravis, p. 12, 
in Pari. FI. It. IX, p. 878 - Tra Cori e Norma: Gravis, p. 5; 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 130 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 
Beg.! 

480. A. hirsuta Scop. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 125; 

(h'avis, p. 12; Dor.! Som.! Beg.! - Tra Cori e Norma: Gravis, 
p. 5; Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.36 - Monte Circeo: Dor.! 
Som.! Beg.! (vers, sett.) - Presso il lago di Paola: Beg.! 
var. sagittata DC. — Monti di Terracina : Gravis , p. 12 ; 
Abbate, rUiida, I, p. 231; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143. 

481. A. rosea DC. — Roccie presso il Semaforo di m. Circeo: Chiov. 

Cardami no L. 

182. C. parviflora L. — Campi umidi di Fondi: Ten. FI. Nap.V, p. 59 

et Syll., p. 92, in Pari. FI. II. IX, p. 824 - Paludi Pontine: 
Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 125 ed in Pari. 1. e; Sang. 
FI. Rem., p. 506; Ces.Pass.Gib.Comp.il, p. 817; Arcang. 
Comp. 2." ediz., p. 260. 

183. C. hirsuta L. — Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, 

p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231; Dor.! Som.! - Monte 
Circeo: Dor.! Som.! Beg. ! - Lago di Paola: Beg.! 

484. C. pralensis L. — Tra S. Felice e Torre Vittoria: Chiov. 

485. C. amara L — P>oscbi umidi presso ponte Badino : Gravis, p. 18. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 2oO 

C. granulosa Ali, — Nella selva di Terracina presso la Scafa di 
Ponte nelle selve: Chiov. Malpighia, p. 90, a. 1807. 

Oss. — Con molta probabilità la C. amara, data dal Gravis, 
(' da riferirsi a questa specie : in qualunque molo il Chiovenda 
dimentica di citarlo. 

4SG. C. impatiens L. - Paludi da Terracina a Fondi: Beg.! 
M^alcolmia R. Br. 

487. M. parviflora DC. — Vigneti presso Terracina : Gravis , p. 23 - 
Dune da Terracina al Circeo : Beg. ! 

488 M. litorea R. Br. — Comune nel littorale di Terracina, nella for- 
mazione delle dune: Marat. Fi. Rom. II, p. 87; Fior. Giorn. 
Arcad., t. 18, p. 166 (sub CheiranthoJ, in Bert. FI. It. VII, 
p. HO, ed in Pari. FI. It. IX, p. 949; Sang. FI. Rom., 
p. 512 ; Dor. ! Som. ! - Io T ho rinvenuta abbondante presso 
ponte Badino -- Come esclusiva del litt. di Terracina la citano: 
Ces. Pass. Gib. Comp. voi. II, p. 815 ed Arcang. Comp., 
2.' ediz., p. 262. 

Sis7^^ll^.lbrilln^ L. 

4Sy. S. officinale Scop. — Terracina : Dor. ! Som. ! - Monte Circeo e 
presso il lago di Paola: Beg.! 

490. S. Thalianum Gay. in Gaud. — Monti di Terracina: Gravis, p. 12; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231 - 
Monte Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

491. S. Allìaria Scop. — Terracina: Gravis, p. 14, in Pari. FI. It. IX, 

p. 985: Beg.! 

Ei'ysiinnra L. 

492. E. lanceolatum R. Br. — Monte Faito presso Itri : Terrac. N. 

Relaz. I, p. 73. 

493. E. australe Gay. — Presso Terracina: Gravis, p. 14. 

Oonx'ing-ia, Rchb. 

494. C. orientalis Andrz. =::: Bì^assica orientalis L. — Monte Circeo: 

Marat. FI. Rom. II, p. 90, in Pari. FI. It. IX, p. 946 (sub 
ErysimoJ. 

Brassioa. L. 

49.5. B. campestris L. — Itri a S. Marco: Terrac. N. Relaz. I, p. 74. 
496. B. fruticulosa Cyr. — Terracina: Fior, in Bert. FI. II. VII, p. 160; 



'ioG A. HEGUINOT 

Sanp:. (herb. Rom.) — Monte Circeo: Sang. FI. Rom., p. 517 — 
Torre del Fico: Voglino, Malpighia, voi. Il, p. 344; Abbate, 
Guida, I, p. 233. 

497. B. incana Ten. — S. Felice Circeo: Sang. (herb. Rom.); Cent. 

ties., p. <)4 e FI. Rom., p. 517, in Pari. Fl. It. IX, p. 981 - 
Torre del Fico al Precipizio, Torre di Paola, fra le rupi 
presso il mare al Prom. Circeo: Yoglino 1. s. e; Arcang. 
Comp. 2.a ed., p. 207: Abbate, Guida, T, p. 233. 

Sina-pis L. 

498. S. arvensis L. — Arene litt. tra Terracina e m. Circeo: Dor.; 

I>iplota,xi« DC. 

499. D. erucoides DC. — Terracina: Dor.! Som.! 

500. D. tenuifolia DC. — Terracina: Dor.! Som.! 

Eruca, DC. 

501. E. satìva Lam. — Fra Terracina e Fondi : Chiov. 

H'a.phaxiuH L. 

502. R. sativus L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

503. R. Landra Mor. in DC. — Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

R-apistrum Desv. 

504. R. rugosum Ali. — Campello presso Itri: Terrac. N. Relaz. I, 

p. 70 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

505. R. orientale L. — Sponde dei canali Pontini : Ten. Fl. Nap. V, 

p. 45 et Syll., p. 89; Fior. Giorn. Let. Pisa, 1. 17, p. 124; 
Sang. FI. Rom., p. 491 (anche a Terracina) (sub Mi/agi'ó). 

Calcile L. 

50G. C. maritima Scop. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. VI, p. 014; 

Dor.! - Arene litt. a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 70. 

fi latifolia Poir. = integri folia Boiss. — Litt. di Terracina: 

Fior, in Bert. 1. e. VI, p. 610; Sang. FL Rom., p. 491; 

Rolli, in Chiov. Bull. Soc. Bot. It. p. 408, a. 1802; Beg.! 

Oss. — Questa varietà prima che dal Chiovenda, era già citata 
per la Flora Romana dal Bertoloni , da esemplari trasmessigli 
dalla Fiorini-Mazzanti. Questa nel Giorn. Aroad. t. 18, i). 101, 



FLORA DEI BACINI l'ONTINO E AUSONIO ^57 

indica di Terracina una varietà sinuali folia , la quale deve essere 
compresa e rientrare nelle variazioni del tipo. 

Ci'aiiilbo r.. 

C. maritima L. — Monte Circeo: Marat. I''l. Rom. II, p. 00. 

Oss. — Probabilmente si tratta della specie precedente sotto 
questo genere : dalla diagnosi non si può arguire nulla . meno 
ancora dai sinonimi. Il gen. Cramhe , proprio del mezzogiorno 
d' Italia, non fu mai rinvenuto nella Provincia di Roma. 

Liiiiaria L. 

."OT. L. annua L. — Roccie o boschi sotto la vetta di in. Cii'ceo 
(vers, sett.): Beg.! 

Bei'tei'oa DC. 

508. B. obliqua DC. — Terracina: Fior, in Bert. FI. Tt. VI, p. .'')0 1 : 
Pari. FI. II. IX, p. 781. 

Alvssiiin. L. 

.500. A. maritìmum Lam. = Koniga maritima Smith. — Terracina: 
Masquillieri, Orsini, in Bert. FI. It. VI, p. 482: Gravis, p. 14: 
Pari. FI. It. IX, p. 754; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; 
Abbate, Guida, I, p. 231; Som. ! Beg. ! - Monte Circeo: Beg. ! 
= Thlaspi linifolium., minus, oineritium, flore albo: Bar- 
relier, p. 41, le. 008, n. 1 — Terracina, nella via che va 
a Piperno. 

510. A. calycìnum L. — Luoghi sassosi del ni. delle Fate: Terrac. N., 

in Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.50 - Itri a m. Faito : Terrac. N. 
Relaz. I, p. 71 - Monti di Terracina: Gravis, p. l'J, in Pari. 
FI. It. IX, p. 752: Abbate, Guida, I, p. 231: Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 143 - Dintorni di Norma e verso Bassiano: 
Evers. in Terrac. A. 1. e. p. 138 e 150. 

I>ral>a L, 

511. D. verna L. ^^ Eroghila vulgaris DC. — Monte Circeo: Chiov. 

Coolxlearia L. 

512. C. officinalis L. — Monte Circeo: Marat. FI. Rom. II, p. tÌ8. 

513. C. Armoracia L. — Selva di Astura: Marat. 1. e, II, p. 00. 

Ann. del Mus. CU-, di St. Nat. Serie 2.», Voi. XVm (20 Agosto 1897) 17 



:2;)8 A. MEGTIIN(ÌT 

<hs. — (Questa seconda specie è stata anche trovata spontanea 
presso le mura di Castel Porziano. Cfr. Chiovenda, Malpighia , 
p. 90, a. 1897. L'altra specie al)bisogna di conferma, non essendo 
indicata di altr;i località per la nostra Flora. 

Tlila,.«i>i L. 

.514. T. praecox var. italica Chiov. =■- T.praecox ? apenninus Terrac. A. 
Monte delle Fate verso i 101»0 m.: Terrac. N., in Teri-ac. A. 
Contrib. IV, p. 143 e 149. 

Oss. — L' abbondante materiale raccolto nei m. Simbruini, e 
testé dal March. Giacomo Doria nei m. Lepini in più luoghi, 
spero mi permetterà di pronunziarmi in un prossimo lavoro su 
queste forme, che per ora accetto senz'altro. 

515. T. montanum L. — Monte Faito presso Itri ed alla Civita: Terrac. N. 

Relaz. 1, p. 70. 
510. T. perfoliatum L. — Luoghi erbosi del m. delle Fate: Terrac. N., 

in Terrac. A. Contrib. IV, p. 148. 

517. T. alilaceum L. — Paludi Pontine nel margine dei canali : Fior. 

Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 124, in Bert. FI. It. VI, p. 538, 
ed in Pari. FI. It. IX, p. 695; Sang. FI. Rom., p. 501. 

Caj>sella,. 

518. C. Bursa-pastoris L. — Terracina: Gravis, p. 15. 

P rubella Gib. Pirot. — Monte Circeo alla Batteria: Terrac. A., 
in Chiov. Bull. Soc. Bot.It., p. 404, a. 1892 - Presso S. Fe- 
lice Circeo: Beg.! 

Oss. — Questa varietà non ha caratteri sufficienti , come crede 
il Chiovenda, per comparire come specie. Cresce promiscuamente 
col tipo e nel maggiore numero dei casi non si sa se si tratti 
di questo o della varietà. 

Hutelxinsia il. I'.r. 

519. H. petraea R. Br. — Itri a Camjìello : Terrac. N. Reiaz. I, ]). 71. 

X^epidiuiu L. 

520. L. sativum (i Incisum Tei'r. A. — Al tumuleto di Paola presso 

la Casina Giacchetti e nella macchia omonima: Terrac. A.. 
in Chiov. Bull. Soc. Bot. 11., p. 40.5, a. 1892. 



FLORA DEI 11\('INI PONTINO K AUSONIO ^oH 

521. L. campestre R. Br. — Itri alla Civita presso il Santuario: 

Terrac. N. Relaz. I, p. 71. 
r)2'2. L. Draba L. — Via di Gaeta presso Terracina: Beg.! 

523. L. gramlnifolium L. — Terracina: Dor.l - Monte Circeo: Beg.! 

Ilbei'is L. 

524. I. pinnata Gouan. — Monte Circeo: Marat. FI. Roni. II, p.7], in 

Pari. FI. It. IX, p. 725. 

525. I. umbellata L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 71. 

Biscutella L. 

.52r). B. didyma L. — Arene presso ponte Badino: Beg.! - Presso Sper- 
longa: Terrac. N. Relaz. I, p. 70. 
var. lyrata L. =- B. maritima Ten. — Terracina : Fior. Giorn. 
Let. Pisa, t. 17, p. 125, in Bert. FI. It. VI, p. 525; Sang. 
FI. Rom., p. 494; Gravis, p. 14; Chiov.; Dor.! Som.! Beg.! - 
Torre di Paola: Beg.! 
var. apula L. — Fondi : Terrac. in Pari. Fl. It. IX, p. 650 (pro 
specie). 

527. B. laevigata L. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 70. 

528. B. saxatllis DC. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 70 - 

Monte Lupone sulla vetta : Beg. ! 

Ooronopus Hall. 

529. C. procumbens Gil. = Senebiera coronopus Poir. — Paludi Pon- 

tine: Fior, in Bert. Fl. It. VI, p. 532, ed in Pari. Fl. It. 
IX, p. 657 - Presso Terracina: Beg.! 

Oalepina Adans. 

530. C. Corvini Desv. — Paludi Pontine al margine dei canali: Fior. 

in Bert. Fl. It. VI, p. 601 - Terracina: Gravis, p. 14, in 
Pari. Fl. It. IX, p. 1027; Beg.! - Tra Cori e Norma: Gravis, 
p. 5; Terrac. A. Contrib. IV, p. 136. 

M.ya,g"riiin L. 

531. M. perfoliatum L. — Terracina: B'ior. in Bert. Fl. It. VI, p. 610, 

ed in Pari. Fl. It. IX, p. 1034. 

]Bu]3.ias R. Bb. 

532. B. Erucago L. — Terracina, nelle vigne: Fior, in Bert. Fl. It. 

VI, p. 618; Gravis, p. 23 - Monte Circeo: Dor.! 



:2GU A. HKGIINDT 

CAPPARIDACEAE. 
Oapparis \j. 

533. C. rupestris S. et Sm. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Y, 
|i. ;i03; Beg.! — Via tra Cori e Norma: Gravis, p. .">: 
Terrae. A. Contri b. IV, p. 136. 

RFSEDACEAE. 
Fteseda L. 

."i.'il. R. alba L. = R. su/fruticulosa L. — Terracina: Fior, in J'ert. FJ. 
It. I, p. 30 - Itri alia Civita: Terrae. N. Reiaz. I, p. 7t - 
Presso il lago di Paola: Beg.! 

535. R. Phyteuma L. — Itri: Ten. Syll., p. 67. 

POLYGALACEAE. 
I*olyg-ala L. 

536. P. vulgaris L. — Itri alla Civita, ecc. : Terrae. N. Relaz. I, p. 78. 

537. P. flavescens DC. — Campello presso Itri: Terrac. N. Relaz. I, p.78. 

538. P. monspeliaca L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, ji. 78. 
.539. P. major .Jac. - Vetta di m. Lujwne: Beg.! 

CISTACEAE. 
Oistvis L. 
.540. C. vlllosus L. = C. incanm L. — Litt. di Terracina: Fior, in Bert. 
FI. It. V, p. 342 - Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Abbate, 
Guida, I, p. 231 -- Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

541. C. salvifolius L. - Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 348 - 

Presso ponte Badino: Beg.! - Dune di Terracina e boschi 
sotto m. Circeo: Gravis, p. 19 e p. 22; Abbate, Guida, I, 
p. 233 - Monte Circeo : Dor. ! 

542. C. monspellensis L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, p. .340 - 

Monte Circeo: Gravis, p. 26-27; Abbate, Guida, I, p. 232; 
Chiov.; Dor.! Som.! Beg.! -- Da Itri a Sperlonga: Terrac. 
N. Relaz. I, p. 75. 

Heliaiithomum. GAKRT>f. 

543. H. halimifolium W. - Fondi: Ten. Syll., p.74, in Pari. Kl. It.V, 

p. .595 - Spei'Ionga nel littorale: Terrac. N. Rela/. 1. p. 75 - 



FLORA DEI BACINI l'ONTIN<ì E AUSONIO !26 1 

Terracina: Fior, in Beri. FI. It. V, p. 352; Rolli, in Pari. 
1. e. - Dune tra Terr, e m. Circeo : Gravis , p. 19 e 22 
(anche nei boschi sotto il monte): Chiov. ; Dor.! Som.! Beg.! 

541. H. guttatum Mill. — Macchie e dune di Terracina: Fior, in Bert. 
FI. It. V, p. 3(37; Dor.! Som.! Beg.! - Monte Circeo: Dor.! 
Som.! 

545. H. vulgare Gaertn. =^ //. obscurum Pers. — Colli aridi, soleggiati 
a Fondi: Ten. FI. Nap. IV, p. 317 et Syll., p. 75 - Terra- 
cina : Fior, in Bert. FI. It. Y, p. 383 - Monte Circeo : Dor. ! 
Som. ! 

516. H. polyfolium DC. (sub var. a et ,5). — Nei monti tra Itri e Fondi: 
Ten. FI. Nap. IV, p. 321, et Syll., p. 321 - Uri a m. Faito: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 77. 

547. H. thymifolium Pers. =; //. viride Ten. == H. Barre/ieri Ten. — 

Monti di Terracina e m. Circeo: Fior. Giorn. Let. Pisa, 
1. 17, p. 122, ed in Bert. FI. It. V, p. 376; Sang. FI. Rom., 
p. 400 ~ Civita in quel d' Itri : Terrac. N. Relaz. I, p. 75. 
fi glutinosum Pers. — Monte Circeo: Gravis, p. 26; Abbate, 
(xuida, I, p. 233; Chiov.; Dor.! Som.! Beg.! - Terracina: 
Dor.! Som.! - Civita presso Itri: Terrac. N. Relaz. I, p. 75. 

548. H. arabicum Pers. = H. Savii Bert. — Monte Circeo : Sang. 

Cent, tres., p. 76 e FI. Rom., p. 407, in Pari. Fl It. V, p. 646. 

Oss. — Riferisco -dlV Hclianthemu.iìt arabicuin, la specie Ber- 
toloniana //. Savii, che il Sanguinetti tiene distinta come specie 
a sé. Il carattere offerto dai semi non regge come già notò il 
Gussone nella Addenda et emendanda della sua Synopsis florae 
Siculae^ II, p. 834. Le altre particolarità sono di poca impor- 
tanza e si riscontrano anche nel tipo. Cf. Parlatore Fl. It. V, 
p. (;48. 

51'.». H. laevipes Pers. — Terracina: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 105, 
in Bert. Fl. It. V, p. 354, ed in Pari. Fl. II. V, p. 652 ; Sang. 
Fl. Rom., p. 405; Dor.! Som.! -- Monti di Terracina: Beg.! 

550. H. Fumana Mill. — Terracina nei monti: Seb. et Mauri, Fl. Rom., 
\K 177; Sang. Fl. Rom., p. 405; Beg.! - Civita presso Itri: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 77 ~ Monte Circeo: Dor.! Som.! 



262 



VIOLACEAE. 
Viola L. 

551. V. canina L. — Lago di Paola: Chiov. - Monte Circeo: Som.! 

552. V. sylvatica Fr. — Boschi umidi presso ponte Badino, e boschi 

sotto m. Circeo: Gravis, p. 18 e 19. 

DROSERACEAE. 
Orosera L. 

D. rotundifolia — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 230. 
D. longifolia L. — id. id. id. 

Oss. — Queste due specie non sono indicate che dal Maratti, 
ma nessuno erbario le possiede : andrebbero ricercate attenta- 
mente nelle paludi, dove è probabile che siano, specialmente 
e forse esclusivamente, la prima. Fino a prova contraria però è 
dato di dubitarne; gli è per questo che non le ammetto nella 
numerazione progressiva. 

A.l<irovaii<la L. 

553. A. vesiculosa L. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 239. 
Oss. — Questo genere dato per la Provincia di Roma dal solo 

Maratti, e non più da altri segnalato, fu ritrovato da me nel 
piccolo lago Lattanzi in territorio di Anticoli, dove è raro. — 
Cfr. Bull. Soc. Bot. It, p. 35, a. 1897. 

DIANTHACEAE. 
Grypsophila L. 

554. G. saxifraga L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 78 - 

Terracina: Dor.! Som.! 

555. G. prolifera L. — Terracina: Beg.! 

Saponaria L. 

.550. S. officinalis L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 534. 
I>ianth.u.s L. 

.557. D. velutinus Guss. — Terracina: Sang. FI. Rom., p. 333; Gravis, 
p. 12; Abitate, (ìuida, I, p. 231 ; Doi'.! Som.! - -Monte Circeo: 
Dor.! Som.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 263 

558. D, Carthusianorum L. — Monte Circeo: Rolli, in Pari. FI. It. IX, 

p. 255, nei boschi: Beg. ! - Falde del Cucuruzzo presso Fondi: 
Terrac. N. Relaz. I, p, 79, in Pari. 1. e. - Monte Sant'Angelo 
sopra Sezze: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139. 
var. Balbisii Tanf, in Pari. — Sezze, fra le rupi del m. Sant'An- 
gelo: Evers, in Terrac. 1. e. 

559. D. Armeria L. — Monte Circeo, nei l)Oschi (vers, sett.): Beg.! 

560. D. caryophyllus L. — Terracina e m. Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

var. longicaulis Ten. (pro sp.). — Uri alla Civita lungo la discesa 
di S. Andrea: Terrac. N. Relaz. T, p. 79 - Terracina: 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.50; Dor.! Som.! ~ Monte Sant'An- 
gelo sopra Sezze: Evers, in Terrac. A. 1. e. 

Silene L. 

561. S. gallica L. — Terracina: Beg.! ~ Monte Circeo: Dor.! Som.! 

562. S. hispida Desf. — Terracina: Dor.! Som.! 

563. S. nocturna I,. — Terracina : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

/; uniflora Nobis. — Erbosi presso il Palazzo di Teodorico , 
sopra Terracina. Cauli lunghi da 5 ad 8 cm., semplici, eretti, 
uniflori, raramente bitlori, fiori applicati all'asse: pianta 
pusilla. 

O.S.S. — La specie tipica dai rami lunghi, dicotomi, multitìlora, 
con caule decumbente, prostrato è l'identica di quella che si 
ritrova a Roma, comune lungo la via fra Porta S. Giovanni e 
Porta Maggiore , e che erroneamente , va riferita alla var. hra- 
chypelala Rob. et Cast. I petali nei saggi esaminati da me, e 
poi dal Sommier, sono costantemente exerti, come nel tipo: ed 
(■• parere di quest' ultimo che non si tratti che di questo. 

564. S. sericea Ali. — Litt. di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, 

p. 581, ed in Pari. FI. It. IX, p. 370; Gravis, p. 23, 
Chiov. ; Beg.! - Littorale di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 79 ~ Litt. di m. Circeo: Dor.! Som.! 
.565. S. pendula L. — Monti di Terracina, nelle siepi : Fior, in Bert. FI. 
It. IV, p. .582, ed in Pari. Fl. It. IX, p. 368; Gravis, p. 12 - 
Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 80. 
f. leplnensls Terrac. A. — Fra le roccie sotto Norma, e verso 
Bassiano: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 138 e 153. 



204 A. HEGUINOT 

Oss. — 11 ricco materiale raccolto in ambedue i versanti Lepini 
tanto (la me (juanto dal march. Giacomo Doria , permetterà di 
pronunziarmi intorno a molte di queste forme create dal Terrac- 
ciaiio a spese di specie polimorfe, in un jirossimo lavoro. 

5(50. S. fruticosa L. — Falde meridioiiuli del Cuciirii/,z(i lucs.so Fondi: 
'l'ciTac. N. Relaz. I, p. 80. 

567. S. italica Pers. — Itri : Terrac. N. Relaz. I, \>. SO. 

568. S. catholica Alt. — Terracina: Bert, in Pari. FI. li. IX, [.. HO. 
500. S. paradoxa L. — Ilii alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, \>. SO. 

S. mollissima S. et Sm. = CucuhaUis mollissiinas L. (?) — Monte 
('itceo: Marat. FI. Rom. I, p. 311. 

570. S. nicaeensis Ali. — Litt. del Circeo: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 

p. 105, in Bert. FI. It. IV, p. 625, ed in Pari. FI. It. IX, 
p. ;39t -- Terracina: Sani;-. FI. Rom., p. 310, in Pari. 1. e: 
Abbate, Guida, I, \). 231 -- Foce del hijjo di Fondi: Terrac. 
N., in Pari. IX, p. 301. 
.571. S. cucubaliis Wib. =:^ ^S'. infìnta Sm. — Terracina: P'ior. in Bert. 
p. 031, ed in Pari. FI. It. IX, p. 344; Dor. ! - Presso il lago 
di P'ondi: Beg-.! 

572. L alba Mill. - TeiTacina: Dor.! - Pi-esso il Iago di Paola: Bcg. ! 

573. L. coronarla Lam. — Campi presso m. Circeo: Fior, in Beri. FI. 

It. IV, p. 735, in Pari. FI. It. IX, ]>. 150. 

571. L. Githago Lam. — Nei seminati ad Itri: Terrac. N. Relaz. I, 

p. SI - Terracina: Dor.! 

575. L. Coelirosa Desv. — Presso il lago di Paola a pie' del Circeo: 

Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 120, in Pari. FI. It. IX, 
p. 140; Sang. FI. Rom., p.352; Abi)ato, Guida, I, p. 231. 

576. L. laeta Ait. = - L. rorsica Sahs. — Fondi: Ten. Syll.. ]i. 65. 

577. L. Flos-cuciili L. — Fra Lenola e Fondi; Trnac. N.. in Pari. FI. 

II. IX, [.. 103 -- Terracina: Dor.! -- Lago di Paola: Beg.! 

l>i'vi>i* L. 

.578, D. spinosa L. — Monti di Terracina: Mauri, in Iteri. l''l. II. Ili, 
p. 504; Sang. FI. Rom., [.. 252 -- Presso Serviglia (0- i"'''»r. 
Giorn. Let. Pisa, l. 17, p. 117. 



FLORA DEI HACINI PONTINO E AUSONIO "IÌOS 

570. C. manticum L. — Tert-acina: Sang. FI. Rom., ]>. .'i")] — Monte 
Circeo: Rolli, in Pail. FI. It. IX, p. 511; Abbate, (iuida, 
I, p. 234 - p]rl)oyi pressfo il lago di Paola: Beg.! 

5S(>. C. viscosum L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Eeg. ! 

581. C. brachypetalum Desf. in Pers. — Terracina: Sang. FI. Rom., 
p. 34'.); Abbate, (iuida, I, p. 231 - Uri: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 82 -- Lestra di S. Vito: Chiov. 
vai', viscidum Gren. — Luoglii aridi del m. delle Fate: Terrac. 
N., in Terrac. A. Contrib. lY, p. 144 e 15(3 ~ Attorno a 
Norma e verso Bassiano: Evers, in Terrac. A. 1. e, p. 138. 
var. luridum Boiss. — Dal monte Circeo a Gaeta: Terrac. A. 
Contrib. II, p. 116. 

.■)82. C. semldecandrum L. — Erbosi del m. delle Fate: Terrac. N., in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 141 e 156 -- Terracina, nelle vigne: 
Gravis, p. 23, in Pari. FI. It. IX, p. 481. 

58.!. C. campanulatum Viv. — Terracina: B'ior. in Bert. FI. It. IV, p. 756 - 
Norma, nei luoghi aridi ed erbosi: Evers, in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 154 - Dune da Terracina a m. Circeo: Dor.! 
Som.! Beg.! 

584. C. alpinum L. e. pumilum Terr. N.— Itri a m. Faito: Relaz. I, p. 82. 

585. C. arvense L. — S. Felice Circeo : Sang. FI. Rom., p. 771 ; 

Seb. et Mauri, FI. Rom., p. L58; Pari. FI. It. IX, p. .501 -- 
Macchie littoranee e boschi sotto m. Circeo: Gravis, \). 21 
e 23; Abbate, Guida, I, p. 234. 
vai", hirsutum Terr. A. — Erbosi del m. delle Fate a 1100 m.: 
Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 154. 

Mlalacliiuiax Fu. 
o^C). M. aquaticum Fries. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 31 I, 
in Pari. FI. It. IX, p. 168 ~ Presso Terracina: (xravis, 
p. 14 - Luoghi umidi ed acquosi a Fondi : Terrac. N. 
Relaz. I, p. 82, e Pari. 1. e. 

Stellarla L. 
.587. S. media Vili. — Terracina: Dor.! Som! 
A.x'eiiarla L. 

588. A. serpyllifolia L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 6(51, 
ed in Pari. FI. It. IX, p. 548; Dor.! Som.! Beg.! 



:266 A. BEGUINOT 

3 leptoclados Rchb. — Norma e Bassiano: Evers, in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 138 - Monte delle Fate: Terrac. N. , in 
Terrac. A. 1. c. p. 145 e 155. 

Mioeliriiig'ia L. 

.580. M. trinervia Clairv. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 81 
(suft Alsine) - Terracina : Gravis, in Par). Fl. I(. IX, p. 1551 -- 
Monte Circeo: Dor.! Som.! 
var. pentandra r^ay. — Vigneti di Terracina: C^ravis. p. 'SA. 

Alsiiie Wahl. 
.590. A. tenulfolia Cr. — Paludi Pontine: Gravis, in Pari. Fl. It. IX, 
p. 585 - Dune e vigneti presso Terracina: (irravis, p. 23; 
Beg'.! - Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 81. 
var. hybrida Vili. — Monte delle Fate: Terrac. N,, in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 156. 

591. A. verna P- diffusa Nob. = Alsine verna ■^- latialis Terr A. — 

Sommità della Semprevisa: Rolli ; Evers, in Terrac. A. Con- 
trib. IV, p. 1.56 - Monte Lupone: Beg.! 

Oss. — Le forme di questa Alsine che si possono raccogliere 
nella Prov. di Roma vanno ripartite nelle forme diffusa Nob. 
e caespitosa (Guss.). Riferisco VA. verna [1 latialis alla mia .4. diffusa 
perchè, pur corrispondendo in tutto ai caratteri diagnosticati dal- 
l'autore, ha anch'essa fusto e peduncoli pubescenti, con peli 
glandulosi nell'apice, sopratutto al disotto del ealice non che 
nel calice stesso. In più luoghi poi, come a Monte Viglio sopra 
Fillettino, a M. Autore tra Livata e S. Donato in compagnia 
del March. Giacomo Doria, nel M. Scalambra ecc., ho raccolto 
wii Alsine che deve riportarsi all'/t. caespitosa (tuss. , dai cauli 
esili, rattratti, fortemente cespitosi, non divaricati, cauli e pe- 
duncoli pubescenti-glandulosi. 

Sag-iiia L 

592. S. apetala L. — Cori nei Lepini: Gravis, in Pari. Fl. It. IX, 

p, 569 - Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Abbate, (xuida, I, 
p. 231; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143 - Monte Circeo tra la 
Batteria ed il Faro : Chiov. ; Dor. ! Som. ! 
var. Y arenarum Nob. — Arene da Terracina a m. Circeo, e 
presso Torre Astura: Beg. ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 267 

Oss. — Distribuisco in questa maniera le forme di tale Sagina 
che si possono raccogliere nella Prov. Romana: 

a. ruderalis Nob. — Pianta caespitosa, procumbens, fere glabra: 
folia line arias lib ulaf a , setula terminali aristulata. 

p. intermedia Nob. — Pianta minus caespitosa, saepius simplex, 
erccta, pubescens, pilis interdum g landa lifer is. 

T- arenarum Nob. — Pianta pusilla, caule sitiiplici, erecta, nuni- 
quam radicans, pilosula: folia mutica ut in Sagina maritima, 

Oss. — La prima forma è pianta propriamente ruderale , ed 
è assai comune a Roma, dove ruderi vecchi e nuovi non man- 
cano: la seconda cresce generalmente nei luoghi arenosi, talvolta 
in società con altre piante pratensi, e l'ho di molti luoghi della 
Provincia. L'ultima è forma propria delle arene marittime, ridotta 
in tutte le sue parti, col caule esile, i fiori più piccoli delle due ante- 
cedenti , mai cespitosa. Quest' ultima forma fa passaggio alla vera 
S. maritima indicata del Romano dal solo Solla, ma che tuttavia 
è dubbio se questa specie veramente vi alligni. 

.593. S. procumbens L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, p. 243, ed 
in Pari. FI. It. IX, p. .%6. 

594. S. subulata Wimm. — Nei praticelli dei boschi sotto m. 'Circeo: 

Gravis, p. 21 ~ Vetta di monte Lupone, e del m. Sem- 
previsa (Lepini): Beg. ! 

Oss. — Alcuni saggi hanno fiori piegati a gancio come nella 
5. procumbens. 

!«»Ijei*g'U-la L. 

595. S. arvensis L. Vigne di Terracina: Gravis, p. 23. 

S^pei'griilavia Pers. 

596. S. ialina Prest. — Nelle arene marittime presso la Lestra di Campo 

di grano: Chiov. 

PORTULACACEAE. 
Portulaca L. 

597. P. oleracea P. — Terracina nelle arene: Dor. ! Som. ! Hg^. ! 



268 A. BEGLINOT 



I'AKMiX^ CIIIACKAK. 
Hei-iiiiiriii, L 

598. H. hirsuta I^. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

599, H. glabra L. — Itri a in. Faito: Terruc. N. Relaz. I, p. 107. 

Coi-i-i;^-i<>la, L 

(300. C. littoralis li. — Sabbie presso Terracina: Fior. 'tÌoi-h. Lett. Pisa, 
t. 17, p. 117; Sanjj. Fl. Rom., p. ^nS ~ Paludi Pontine: 
Fior, in Bert. Fl. It. Ill, p. 5()1. 

^^clel•alltllu.s L. 

(301. S. annuus L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, ]». 107. 
Illeeelbi'um. L. 

602. I. verticillatum L. — Luoghi arenosi presso la macchia di Terra- 
cina: Beg. ! 

Oss. — Specie rara nel dominio della Flora Romana: fu rac- 
colta dal Rolli, nella macchia di Mattone tra Nettuno ed Astura; 
è indicata dal Maratti della pianura delle Due Torri. — La nuova 
località estende di molto l'area di distribuzione di questa specie. 
Cfr. Chiovenda, Malpighia, p. 1)8, a. 1897. 

I*olyearpoii Lokf. 

003. P. tetraphyllum L. tìl. — Terracina, ponte Badino, presso il lago 
di Fondi ecc.: Chiov. : Dor. ! Som. ! Beg. ! -- ?^lonle Tirceo: 
Dor. ! Som. ! 
p. alsinaefolium DC. — Sebbene non sia indicalo per località 
della nostra llorula, il Chiovenda. .Malpighia, p. 9,3, a. 1897, 
lo dà comune in tutto il litorale Romano. 

TAMARICACEAE. 
Tamax'i-v L. 

001. T. africana Poir. - Terracina, nei hioghi umidi littoranei: Fior, 
in Bert. Fl. It. IH, |>. lOC; (O-avis, p. 17: Cliiov.; Dor.! Som.! 
Bea-.! 



FLORA DEI HACINI PONTINO E AUSONIO "iti") 

HYPERICACEAE. 

Hypericum L. 

0U5. H. Androsaemum L. — Boschi presso il lago di I-'ondi : Ueg. ! — 

Astura: Marat. FI. Rom. II, p, 179. 
60(). H. hircinum L. — Paludi Pontine: Fior. (TÌorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 123; Sang. Fi. Rem., p. 618 - Itri nel Catascone a 

Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 84. 
607. H. perforatum L. — Terracina: Dor.! Som.! — Monte Circeo: 

Beg. ! 
(')(»8. H. australe Ten. = //. linear ifbliuni Vahl. — Fossi umidi alle radici 

di m. Circeo, in compagnia della Sig. Fiorini e del Sig. Mauri : 

Ten. FI. Nap. V, p. 74; Sang, in Bert. Fi. It. Vili, p. 823; 

Dor. ! Som. ! Beg. ! — Macchia del lago di Paola: Rolli, in 

Pari. FI. It. V, p. 522. 
var. albiflorum Terrac. N. — Fondi nel Salto: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 4. 
()()9. H. montanum L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 84. 
niO. H. perfoliatum L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Vili, p. 328; 

Dor. ! - Monte delle Fate : Terrac. N., in Terrac. A. Coutrib. 

IV, p. 158 - Sotto m. Circeo: Dor.! Beg.! 

MALVACEAE. 
]>Ia.lva L 

OIL M. eretica Cav. = M. althaeoides "Willd. — Terracina e m. Circeo: 
Sang. Mauri, Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 26] , ed in Pari. 
FI. It. V, p. 39; Sang. FI. Rom., p. 533: Abbate, Guida,!, 
p. 233 ; Dor. ! Som. ! Beg. ! 
var. hirsuta DC. — Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 126. 

612. M. silvestris L. — Itri alla Civita : Terrac. N, Relaz. I, p. 83 -- Ter- 

racina: Dor. ! Som. ! 
var. suffruticulosa Terrac. A. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze : 
Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139 e 158. 

613. M. nìcaeer.sls AH. — Terracina : Dor. ! Beg. ! - Presso S. Felice 

Circeo : Beg. ! 

614. M. microcarpa Desf. — Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 23 L 



270 A. MRGMINOT 

Lavatei'a I.. 

015. L. punctata All. — Terracina Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 270, ed 
in Pari. Fl. It. V, p. (>7; Dor. ! Som. ! - Monte Circeo: Dor. ! 
Som.! Beg.! 

616. L. eretica L. — Terracina e m. Circeo: Dor. ! Som. ! 

A-ltliaea, L. 

617. A. hirsuta L. — Nelle siepi a Fondi: Ten. Syll., p. '.t7 - Itri a 

Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 83. 

618. A. officinalis L. — Fondi alla lontana di A'itruvio e lungo il fiume 

Acquacbiara: Terrac. N. Rela/. I, p. 83 — Littorale da Fondi 
al Circeo, dovunque: Beg.! 

Hilbiseui** L. 

610. H. pentacarpus L. — Paludi del porto di Astura ed a Fogliano: 
Marat. Fl. Rom. 11, p. 100. 

620. H. Trionum L, — Presso il lago di Fondi, luoghi arenosi umidi: Beg. ! 

A-lbutiloii Gaertn. 

621. A. Avicennae Gaertn. = Sida abutilon L. — Paludi Pontine: Fior. 

Giorn. Arcad., t. 18, p. 166, in Bert. Fl. It. VII, p. 245 ed in 
Pari. Fl. It. V, p. 118; Sang. Fl. Rom., p. 537 - Fondi alla 
Fontana di Vitruvio: Terrac. N. Relaz. 1, p. 114. 

GERANIACEAE. 
Oeraiiium L' Herit. 

622. 6. sanguineum L. — Monte Farcino (Lepini): Evers, in Terrac. A. 

Contri)). IV, p. 138 e 158 -- Macchia di Terracina: Beg. ! 

623. G. maororrhizon L. — Sonnino (Ausoni): Marat. Fl. Rom. II, p. 100. 

624. 6. rotundifolium L. — Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. A. 

Conlril). IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231 ; Dor.! Som.! 

625. 6. molle L. — Erbosi nelle dune da Terracina al Circeo : Gravis, p. 23. 

626. G. dissectum L. — Terracina, nelle vie e nelle arene: Fior, in 

Bert. Fl. It. VII, p. 230; Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231; Beg.! 

627. G. columbinum L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. Fl. II. VII, 

p. 237; Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p. 1 13; Abbate, 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO Ì7 1 

(iiiida, I, p. 2'M (arene): Dor.! Som.! Bey.! - Itri a 
Campello: Terrac. A. Relaz. I, p. 86 - Monte Circeo: Dor. ! 
Som. ! 

()28. G. Iiicidum L. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. N. Re- 
laz. I, p. S(3 - Monti di Terracina: Gravis, p. 12: Ter- 
rac. A. Coutrih. ]\, p. lUì: Abbate, Guida, I, p. 231. 

620. G. Robertianum L. — \igneti di Terracina: Gravis, p. 2.'^; Doi-. ! 
Monte Circeo: Dor. ! 

Ei-odiuiii L'Hehit. 

t).SO. E. moschatum L' Herit. — Presso Terracina: Gravis, p. 15. 

(>:>]. E. clcutarium L' Herit. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. 
A. Contrib. l\, p. 145 e 158 (f. a et p) - Dune da Terra- 
cina al Circeo: Gravis, p. 23; Dor.! Som.! 

Ó32. E. laciniatum W. — Comune nelle arene marittime da Terra- 
cina al m. Circeo; Porto di Badino al canale Pio: Ten. Syll., 
p. 95 (var. B); Pari. FI. It. V, p. 232 (excl. var.); Fior, in 
Bert. FI. It. YII, p. 187; Dor.! Som.! Beg.! - Monte Circeo: 
Abbate, Guida, I, p. 234. 

633. E. Bolrys Bert. — Terracina: Sang. FI. 'Rom., p. .526; Chiov. 

634. E. malacoides Willd. — Monti Lepini tra Cori e Norma : Gravis, 

p. 5; Terrac. A. Contrib. IV, p. 136 - Monti di Terracina 
e presso la città: Gravis, p; 12 e 15, Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 136; Abbate, Guida, 1, p. 231; Beg.! - Monte Circeo: 
Dor. ! Som. ! ~ Astura: Marat. FI. Rom. II, p. 08. 

Oxalis L. 

635. 0. corniculata L. — Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. 

A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231; Dor.! - 
Monte Circeo : Beg. ! 

Linum L. 

636. L. nodiflorum L. — Monti di Terracina prospicienti al mare : Fior. 

in Beri. FI. It. Ill, p. 557, ed in Pari. FI. It. V, p. 276; 
Dor.! Som.! Beg.! - Itri: Wanderlinden , in Bert. 1. e. - 
Lenola presso Fondi: Terrac. N. Relaz. I, p. 83. 

637. L. maritimum L. — Terracina: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 164, 

in Bert. FI. It. Ili , p. ,554, ed in Pari. FI. II. V, p. 280; Sang. 
FI. Rom., p. 258 ~ Acquitrini presso ponte Badino : Beg. ! 



272 A. HEGUINOT 

()o8. L. gallicum J.. — Terracina : Dor.! Som,! - Monte Circeo: Dor.! 

Som. ! Jieg-. ! 
6.'i^». L. strictum L. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relax. I, p. S3 - 

Attorno a Norma e verso Bassiano: Evers, in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 137 e 157 - Monte Sant'Ang-elo sopra Sezze: 

Evers, in Terrac. 1. c. p. 13^) e 157. 
^ cimosum (xr. Godr. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som. I 
Y axillare (h\ (lodr. — Terracina e m. Circeo: Dor. ! Som. ! 
GtO. L. tenuifolium L. — Terracina jiresso il tempio di Nettuno: Marat. 

I<'1. Rom. I, p. 235 - Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 82. 
641. L. angustifolium Huds. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! lìeg.l 
012. L. usitatissimum L, — Lairo di Fondi: Chiov. -Terracina: Beg.! 

IF{-a<liola Rth. 

043. R. linoides Gm. — Macchia di Mattone presso Astura: Rolli, 
in Pari. FI. It. V, p. 320 - Arene sotto m. Circeo: Dor.! 
Som. ! 

RUTACEAE. 
Tritoli lii>< L. 

Oli. T. terrestris L. — Terracina nelle arene: Dor.! Som.! Bee.! 

liuta Ad. Jcss. 

045. R. graveolens L. (var. h) - Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 88. 
646. R, Chalepensis L. =: R. angustifolia Pers. — Rupi di Terracina: 

Masquillieri , Fior. Mauri, in Bert. FI. It. IV, p. 415 - Itri 

alla Civita lungo la rotabile: Terrac. N. Relaz. I, [). 88. 

Monti di Terracina : Gravis, p. 12 : Terrac. A. Contrib. W, 

p. 113; Abbate, Guida, I, p. 231. 

047. R. bracteosa DC. — Rupi di Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

ERICACEAE. 
A.i'lb Vitus L. 

048. A. Unedo L. — Fondi: Ten. FI. Nap. Ill, p. 184 et Syll., p. .58- 

Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 138 — Boschi umidi 
presso ponte Badino: Gravis, p. 18 - Boschi sotto m. Circeo 
(vers, sett.): Gravis, p. IO; Dor,! Som.! Beg.! 



FLORA DEI HAOINI PONTINO E AUSONIO ^273 

Erica L. 

019. E. multiflora L. — Fondi: Ten. Syll., p. 56 -- Itri alla Civita ed a 
Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 138 - Dune da Terracina a 
Fondi : Terrac. A. Contrib, IV, p. 173 - Dune da Terracina a 
m. Circeo, comunissima: Fior, in Bert. FI. II. IV, p. 325; 
Rolli, in Pari. FI. It. VITI, p. 701; Dor.! Som.! Beg.! - 
Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 233; Dor. ! Som. ! Beg. ! - 
Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 139 e 173. 

650. E. scoparla L. — Dune littoranee da Terracina al Circeo con la 

precedente: Rolli, in Pari. FI. It. Vili, p. 704; Dor. ! Beg. ! - 
Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 234 (vers. sett.). 

Oss. — Queste due eriche, sopratntto la prima, sono fra le più 
largamente rappresentate nella formazione della duna o lumulelo^ 
ed in alcuni luoghi da se sole la costituiscono : appartengono al 
tipo degli arbusti a foglie aciculari, a fiori primaverili effimeri, 
riuniti in grandi associazioni di individui. Assai più rara r la 
specie seguente : 

651. E. arborea L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IV, p. 822, ed in 

Pari. FI. It. VIII, p. 705: Gravis, p. 22 - Itri alla Civita 
ed a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 138 -- Boschi sotto 
m. Circeo: Gravis, p. 19 — Presso il Semaforo: Chiov. ! 

OLEACEAE. 
Olea L. 

652. 0. europaea L. — Sezze e Cori (Lepini): Marat. FI. Rom. I, p. 7 - 

Monti di Terracina e Fondi: Gravis, p. 12; Terrac. A. Con- 
trib. IV, p. 144 - Itri alla Civita : Terrac. N. Relaz. I, p. 139 - 
Monte Circeo sulle rupi : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

.Tasmimim. L. 

653. J. officinale L. — Presso Fondi: Terrac. N. in Pari. FI. It. Vili, 

p. 151. 

Phyllirea L. 

6.54. P. variabilis Timi), et Lor. — Nella regione delle dune presso 
Terracina: Abbate, Guida, l, p. 231. ed a m. Circeo (vers, sett.), 
p. 234. 
Ann. del Mvs. Civ. di St. Nat. Serie 2.», Voi. XVIII (21 Agosto 1897) IS 



;274 A. BEGUINOT 

a latifolia L. — Presso Pipeino: Marat. Fl. Rom. I, p. T - 
Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib, IV, 
p. 144 - Fra Terracina e ponte Badino: Chiov. 

? media L. — Littorale di Terracina e Circeo: Fior, in Bert. 
FI. It. I, p. 40: Gravis, p. 22; Beg.! - Itri alia Civita: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 139. 

w angustifolia L. — Piperno: Marat. Fl. Rom. I, p. - Spiaggia 
di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. i:-!9. 

Gen. l^i^ixstx*iiirL li. 
655. L. vulgare L. — Monte Circeo: Fior, in Bert. Fl. II. I, p. 38, ed 
in Pari. Fl. It. VIII, p. 162; Dor.! 

Fraxiiius L. 

650. F. Ornus L. — Monti di Terracina : Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 53 
ed in Pari. Fl. It. VIII, p. 166 - Monte Circeo: Dor. ! Som. ! : 
Abbate, Guida, I, p. 234 (vers, sett.): Beg. ! (vers, merid.). 

657. F. excelsior L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. I, p. 51 - Monte 
Circeo: Seb. et Mauri Fl. Rom., p. 336: Sang. Fl. Rom., 
p. 18, in Parl.Fl.lt. VIII, p. 1()<); Abbate, Guida, I, p. 234 
(vers. sett.). 

ASCLEPIADACEAK. 
Oynancliiim. R. Hr. 

058. C. Vincetoxicum Br. in Wern. = V. offi,cmale Moench. - Bri a 
Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 140. 

GENTIANACEAE. 
Ohlora, L. 

659. C. perfoliata L. — Terracina: Fior, in Pari. Fl. It. VI, p. 7.32; 

Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p. 144: Dor. ! Som. ! 

Beg.! - Acquitrini sotto m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 
060. C. imperfoliata L. fil. — Monti da Terracina a Fondi : Gravis, p. 12: 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 144 - Luoghi arenosi, umidi, presso 

il lago di Fondi: Beg.! 

Os.s. — Nel correggere le l)Ozze del presente lavoro, mentre 
mi accingeva a ripetere quanto comparirà nel prossimo HoUet. 
della Soc. Bot. It. come continuazione di una mia nota precedente. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "27 D 

apprendo da un lavoro del Chiovenda sulla Malpùjhia che fra le 
piante da aggiungere alla Flora Romana vi è la C. imperfoliala Lin. 
fil. In quella nota dico che questa specie è dubbia per la Corsica , 
che manca in Sardegna, e fino a qui non fu trovata nel continente. 
La riferiva con dubbio ad una delle tante forme create a spese 
del tipo polimorfo della C. imper [oliata L. e precisamente alla 
C. intermedia Ten. che più le si accosta per il carattere delle 
foglie. Non conoscendo il tipo della C. imperfolìata L. fil. mi rimetto 
alla determinazione del Chiovenda, e quindi a quella del Gravis 
che credevo errata. Avverto però clie nei miei esemplari le foglie 
superiori sono leggermente connate alla base ; quindi per questo 
carattere non corrispondono esattamente al tipo della C. imperfo- 
liata, come gli esemplari raccolti dal Chiovenda. La sua asserzione 
che la località del Gravis, la quale è presso a poco la mia, sia 
fuori della nostra Provincia, dopo quanto ho scritto nella pre- 
fazione, non ha alcuna ragione di essere: i confini botanici di 
una data regione debbono essere naturali , quindi nel maggior 
numero dei casi non possono collimare con quei politici. 

Er^'tUraea Peus. 

66L E. Centaurium Pers. — Terracina: Dor.! Beg.! 

662. E. pulchella Fr. — Terracina, e nei piani sotto m. Circeo: Dor.! 

Som. I 

663. E. maritima Pers. — Terracina: Fior, in Pari. FI. It. VI, p. 741 - 

Sotto m. Circeo: Dor. ! Som. I 

IMenyantlies L. 

664. NI. trifoliata L. — Paludi presso Sermoneta e Sezze: Abbate, Guida, 

I, p. 231. 

IjimnantlLerinxm. Gm. 

665. L. peltalum Gm. = Menyanthes nymphoides L. = Willarsia nym- 

phoides Rom. et Schult. — Lago di Fondi: Ten. Syll., p. 36; 
Ces. Pass. Gib. FI. It. voi. II, p. 389: Arcang. Comp. 
2.^ ed. p. 371 - Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 
p. 162 (f. Sisto), in Bert. FI. It. II, p. 408 ed in Pari. FI. 
It. VI, p. 787: Sang. FI. Rom., p. 182; Ces. Pass. Gib. 1. e; 
Arcang. 1. e. 



!27t) A. HEGUINOT 

CONVOLVUJ.ACEAK. 
Oonvolvulixs L. 

600. C. Cneorum L. — Presso Terracina: JNIarat. FI. Roin. I, p. 1 15. 

Oss. — Questa specie non è indicata che dal Maratti ; va ri- 
cercata con attenzione poiclir non ò improbabile che si ritrovi 
nella nostra Provincia. 

667. C. Cantabrica L. — Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 141 - Ter- 

racina: Fior, in Pari. FI. It. VI, p. 805. 
var. quinquefidus Terrac. N. — Itri alla Civita nell'andare a 
S. Nicola: Terrac. N. Relaz. I, p. 141. 

668. C. lineatus L. - Presso Terracina (<), non lontano dal Tempio di 

Nettuno: Marat. FI. Rom. I, p. 148. 

Oss. — Il Chiovenda , Malpigiiia , p. 102, a. 1897, cita 
questo Convolvulus di Porto di Anzio e di S. Severa tino a 
Civitavecchia, dove anche io 1' ho raccolto nel Maggio di questo 
anno in compagnia del March. Giacomo Doria abbondantemente. 
Egli però trascura di citare tre autori che già lo indicano del 
Romano: il Maratti, 1. e; il Barrelier (C. marinus , repens , 
angusto et oblongo folio, flore f)urpurascente: le. 1132, ex litore 
romano), ed il Triumfetti Obs. p. 91, fig. (C. serpens, maritimus, 
spicaefolius: ex lit. rom. Herb. Bonon.) Cfr. Bertoloni : FI. It. II, 
p. 444. 

66\t. C. althaeoides L. ^ C. italicus Gn^i^. - Fondi: Ten. Syll., p. 28- 
Terracina, lungo le vie e sulle rupi: Fior, in Bert. FI. II. II, 
p. 440, in Pari. FI. It, VI, p. 814; Seb. et Mauri. FI. Rom., 
p. 98; Marat. FI. Rom. I, p. 144: Dor.! Som.! Beg.! 
var. tenuissimus (S, et. Sm.) -= C. tenuissimus Auct. rom. — 
Terracina: Sang. FI. Rom., p. 193: Gravis, p. 12; Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 144; Abbate, Guida, I, p. 232 - Itri a S. Marco 
nell'andare a Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 141 - 
Monte Circeo via per il Semaforo: Beg.! 

(') n Maratti qui ed in altri luoghi cita « Ansìnui ». K (orse siuonimo di .\nxur 
(Terracina) oppure è il nome latino di Anzio? Inolino a credere piuttosto alla 
seconda che alla prima interpretazione; ma nel dubbio l'ho presa per Terrncina, 
tanto più che i latini chiamavano l'Anzio attuale, Antluni. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO ^77 

Oss. - Tengo questo Convolvulus per varietà e non per specie 
come fanno i più, tra cui gli autori dei recenti compendii della Flora 
Italiana. — Studiando l'abbondante materiale raccolto dame, e 
quello raccolto dal Sommier e Doria , conservato nell' erbario di 
(|uest' ultimo, sono convinto che non si hanno caratteri per farne 
una specie, ed a stento se ne trovano per mantenerlo a varietà. 
Varia il numero dei fiori: saggi che si potrebbero per la gran- 
dezza della corolla e per il tomento delle foglie, riferire al 
C. lenuissimus hanno generalmente due fiori. Sul tomento non 
si può fare maggiore assegnamento, poiché talvolta anche nel 
C. tenuissimus si hanno individui glabri et quae nudi, laete virenles 
(Cfr. Bert. 1. e), per 1' appunto come il vero C. allhaeoides, spe- 
cialmente quegli individui che crescono lungi dal mare , a cui 
riferisco come sinonimi C. noti argenteus, folio Allheae, Bocc. Recher. 
et obs. nat, p. 191, e C. atrovirente folio, Cupani, Hort. Cath. , 
p. 57 et Sup. alt., p. 20, non che con tutta probabilità il C. hir- 
sutus Ten. FI. Nap. I, p. 60, sotto il quale nome è nella Fi. 
Rom. di Sebastiani e Mauri. Esemplari che più di -iutti si ac- 
costano alla varietà li ho raccolti sulle rupi del Circeo (vers, 
sett.) e sono in generale individui poco sviluppati ed assai mi- 
seri, e dipendentemente da questo arresto od impedimento di 
sviluppo, i peduncoli sono unifiori, sebbene con eccezione, e la 
corolla è più piccola del tipo : caratteri coi quali nessuna specie 
può fondarsi. Neil' Herb. Camillae Doriae, dei saggi raccolti a 
Terracina, alcuni sono determinati dal Sommier per C. allhaeoides, 
altri portano sull'etichetta di pugno del medesimo l'osservazione, 
che quei saggi fanno passaggio alla var. tenuissimus. Anche il 
Parlatore, FI. It. VI, p. 815, era venuto alla stessa conclusione. 

67U. C. arvensis L. — Terracina : Dor. ! Som. ! Beg\ ! 
var. micrantha. Col tipo, ma più raro: Beg. 

Oss. — Dopo quanto ho scritto su questa varietà nei Bull. Soc. 
Bot. It., p. 30, a. 1897, debbo aggiungere che presso Roma, poco 
oltre la Basilica di S. Paolo, nel mese di giugno di questo anno 
ho ritrovato abbondantemente questa forma attaccata dalla The- 
eaphora, in cui non raramente qualche fiore , sebbene avesse 
alterata la simmetria fiorale, era risparmiato dal parassita. 



278 A. BEGUINOT 

Questo a conferma di quanto già osservai. Molto più frequente 
era il caso di vedere nello stesso fiore qualche antera col fila- 
mento ridotto immune dall' ospite , insieme a stami con antere 
fortemente attaccate. Non lo direi un caso di nanismo (Mas- 
sai, in litt.) poiché nella località citata ambedue le forme, 
quella normale e quella attaccata vegetano l'una accanto all'altra 
con lo stesso rigoglio, e per di più la corolla è quasi egualmente 
sviluppata in ambedue. 

671. C. Soldanella L. — Comune nelle arene marittime: Terracina: Fioi-. 

in Bert. FI. It. Il, p. 452, in Pari. FI. It. VI, p. 797; Gravi.^, 
p. 24; Dor. ! Som. ! Beg. ! - Spiaggia di Sperlonga: Terrao. 
N. Relaz, I, p. 141 ~ Presso il lago di Paola: Beg. ! 

672. C. siculus L. — Sui margini dei monti di Terracina: Fior. Giorn. 

Let. Pisa, t. 17, p. 115; Sang. FI. Rom., p. 103; Pari. FI. II. 
VI, p. 808; Abbate, Guida, I, p. 232: Arcang. Comp. 2.» ed., 
p. 374. 

673. C. tricolor L. — Presso il monte di Cori (Lepini): Marat. FI. 

Rom. I, p. 146. 
Os.s. — Probabilmente si tratta di scambio con il C. nieonan- 
thm H. et L., da taluni ritenuto varietà del precedente, che nel 
Romano r dato del Viterbese. 

Ipomoea L. 

671. I. sagittata L. — Presso la foce del lago di Fondi: Pascpiale, Rpiid. 
Ac. Scienz. tis. e Mat. Nap. 1881, p. 218, in Pari. Fi. It. VI. 
p. 795 ed in Arcang. Comp. 2.» ed. p. 374. 

BORRAGINACEAK. 
Oerinthe 1>. 

675. C. aspera L. — Terracina: Fior, in Beri. FI. It. Il, p. .320; Gravis, 

p. 14 - Piani sotto m. Circeo: Dor. I Som. 1 - Via da Cori 
a Norma: Gravis, p. 5: Terrac. A. Conti-il». IV, p. 1.37. 

676. C. maculata M. B. — Terracina: Fior, in Pari. FI. It. IV, j). 946. 

JEoliiiiiii !.. 

(i77. E. italicum L. — Terracina: Dor.! 

(')7S. E. vulgate L. — TcM'racina , sulle rupi niarinr: Doi'.I Som.! Heg. 1 

t>79. E. calicinum Rum. rt Schult. = E. pnrvifiorum Mooch. — Rupi di 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO "27^ 

Terracina: Wanderlinden, in Bert. FI. It. II, p. 354; Fior, in 
Pari, F). It. IV, p. 597; Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. 
VI, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 232; Ces. Pass. Gib. Fl. It. 
vol. II , p. 374 ; Dor. ! Som. ! Beg. ! 

680. E. plantagineum L. — Terracina: Fior, in Pari. Fl. It. VI, p. 9.")2; 

Dor.! - Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 142. 

LitliospermuiM. L. 

681. L. purpureo-coeruleum L. — Lepini, via da Cori a Norma: Gravis, 

p. 5 ; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 ; Abbate, Guida, I, p. 230 - 
Terracina: Som, ! - Presso il lago di Paola: Beg. ! 

682. L. arvense L. -Terrac. : Fior, in Bert. Fl. It. IV, p. 922; Dor.! Som.! 

h. incrassatum Guss. — Itri alla Civita sulla spianata presso 
il Santuario: Terrac. N. Relaz. I, p. 143. 

Oss. — All'evidenza fu già dimostrato dal Prof. Pirotta {^) 
che non si tratta che di una mostruosità dovuta al fatto che un 
carpidio incassato sul pedicello è ridotto seminifero, il quale da 
supero diventa semiinfero. Il carattere desunto dal colore dei 
fiori non regge , come già dimostrò il Prof. Caruel. 

683. L. apulum Wahl. — Monte Circeo: Rolli, in Pari. Fl. It. VI, p. 924 - 

Tra la Batteria e il F'aro . nel vers, merid. : Chiov. ; Dor. I 
Som. ! Beg. ! 

Oss. — E una delle piante caratteristiche del littorale della 
Provincia, poiché non la si ritrova che in località ad immediata 
vicinanza del mare ; e nello studio da noi fatto , per quanto 
incompleto, si può rilevare come manchi assolutamente nei vicini 
monti Lepini e forse anche negli Ausoni, che pure si protendono 
moltissimo nel littorale. Vegeta anche a Civitavecchia. Cfr. Seba- 
stiani e Mauri, Prod. 

jMyosotis L. 

684. M. palustris Witt. — Presso il Iago di Fondi : Terrac. N. Relaz. I, 

p. 143, in Pari. Fl. It. VI, p. 865; Beg.! - Piani sotto 
m. Circeo : Dor. ! Som. ! 

685. M. intermedia Lk. — Terracina: Dor.! Som.! - Monte Circeo: Beg.! 

var. hispida Schlecht. — Terracina: Gravis, p. 14 - Lestra 
di S. Vito: Chiov. 

(') R. Pirotta. Sul Ltthospermum Incrassatutn Guss. Malpighia. voi. I, p. 291. 



2<S() A. I^EGCINOT 

GS6. B. officinalis L. — Nei Lepini, via da Cori a Norma: Gravis, i». 5; 
Terrac. A. Contrih. IV, p. 137: Abbate, Guida, I, j). 2.'-!(i - 
Terracina: Dor. ! 

(i87. A. italica Relz. — Terracina: Fior, in Pari. Fl. It. VI, p. S<):i: 
Som.! - Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 142 (var. C). 

688. A. undulata L. — Terracina, e nei boschi sotto m. Circeo: Gravis, 
!>. Ile 10 - Lestra Montanari: Chiuv. 

OSI). A. hy brida Ten. — Itri alla Civita sulla spianata presso il San- 
tuario: Terrac. N. Relaz. I, p. 142. 

Lycoi>sis L. 

690. L. variegata L. — Dune da Terracina a ni. Circeo: Dor.! Som.! 

Beg. ! 

Synipliytuni L. 

6'.tl. S. officinale L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. Fl. It. II, p. 31.5 - 
Presso Sezze ( — -S'. orientale'^) Marat. Fl. Rom. I, p. 129 - 
Fondi : Terrac. N. Relaz. I, p. 143, in Pari. Fl. It. V], p. 879. 
var. purpureum Smith. — Paludi Pontine: Orsini, in Bert. Fl. 
It. II, p. 315; Seb. et Mauri, Fl. Rom., p. 93; Sang. Fl. Rom., 
p. 174. 

692. S. tuberosum L. - Paludi l*ontine: Fior, in Pari. Fl. It. VI, p. 881 - 

Terracina: Gravis, p. 14. 

O.Tiiog'lossu.m L. 

693. C. pictum Ait. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! - Presso 

S. F'elice Circeo : Beg. ! 

691. C. Columnae Ten. — Itri nel Catascone a Cam[)ellu: Terrac. N. 

Kflaz. I, p. 143. 

695. C. cheirifolium L. — Monte Circeo: Marat. Fl. Rom. I, p. 127. 

SOLANACEAE. 

696. D. Stramonium L. = S. foetidvAn AH. — Terracina: Fior, in Bert. 

Fi. It. II, p. 607, ed in Pari. Fl. It. VI, p. 677; Dor. ! Som. ! - 
Nei Lepini da Cori a Norma: Gravis, p. 5; Alil>ato, Guida, I, 



FLORA DKI MACINI PONTINO E AUSONIO :2S 1 

p. 230; Terrac. A. Contriti. IV, p. IH? -- r.itlorale Circeano: 
Dor, ! Som. ! Beg. ! 

Hyoi-icìaniiis!» L. 

6*.>7. H. albus L. - Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, [•. (ill. ed in 
Pari, FI. It. IV, p. 670; Gravis, p. 12; Abbate, Guida, I, p. 282: 
Terrac. A. Contrib. VI, p. 1 KS; Beg.! - Monte Circeo: Dor.! - 
Lago di Paola: Beg.! -- Sperlonga nel calare alla spiaggia: 
Terrac. N. Relaz. I, p. I 1 1. 

6US. H. niger L. — Monte Circeo presso S. Felice: Beg.! -- (Raro). 

Solaiiiarix L. 

t)09. S. dulcamara L. — Terracina : Fior, in Bert. FI. It. II, p. 632, ed in 
Pari. FI. It. VI, p. 687; Gravis, p. 16; Dor. ! -- Fondi alla 
Fontana di Vitruvio: Terrac. N. Relaz. I, p. 145. 

700. S. nigrum li. — Terracina : Dor. ! Beg. ! — Abbazia di F'os.sa 

Nuova presso Piperno: Marat. FI. Rem. I, p. 163. 
var. miniatum M. K. — Presso il lago di Fondi : Beg. ! 

701. S. Sodomaeum L. — Terracina, presso l'antica via Appia: Fior. 

(xiorn. Let. Pisa, t. 17, p. 115, in Bert. FI. It. II, p. 637, ed 
in Pari. FI. It. IV, p. 680; Abbate, Guida, I, p. 232; Sang. 
FI. Rom., p. 189 - Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 130 e 173; Ces. Pass. Gib. FI. It, 
vol. II, p. 365; Arcang. Comp. 2." ed. p. 389. 

Oss. — È una delle piante più caratteristiche del paesaggio 
della Flora .Tonica, ed in generale possiam dire della Flora del 
mezzogiorno d' Italia, in luoghi non lontani dal mare, e nelle isole. 
Terracina è fra i posti più avanzati di questa specie , sebbene 
allontanandosi dal mare, si spinga anche più in su, traverso ai 
Lepini per Sezze, e quindi forse per i Laziali si ritrovi vicino a 
Roma nelle siepi , sebbene rara : quivi trova 1' estremo confine 
nord della sua diffusione. 

Lycivim L. 

702. L. europaeum L. - Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, p. 640, 

ed in Pari. FI. It. IV, p. 702; Sang. FI. Rom., p. 181; Abbate, 
Guida, I, p. 232 — Siepi ad Itri: Terrac. N. Relaz. I, p. 115. 

I*l:iysalis I... 

703. P. Alkekengi L. — Itri a Faito: Terrac. N. Relaz. 1, [k 144. 



28!2 A. HEGUINOT 

SCROFULARIACEAE. 
"Verlbascuiii L. 

704. V. Blattaria L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. IV, p. 180; Beg. ! 

705. V. sinuatum L. — Nei Lepini tra Cori e Norma : Gravis , p. 6 ; 

Abbate, Guida, I, p. 230; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 - 
Presso Terracina: Gravis, p. 14 - Presso ponte Badino: Beg. ! 

Sei'olularia I.. 

700. S. peregrina L. — Terracina: Gravis, p. 11: Dor.! Som.! — 

Monte Circeo : Doi'. ! Som. ! Beg. ! 
707. S. trifoiiata L. — Presso Terracina: Gravis, p. 14. 

Oss. — Questa specie manca nel continente, essendo propria 
(Ielle isole di Sardegna e Corsica e <li altre isole minori. Da 
altri lino ad ora non fu ritrovata nel Romano; credo trattisi di 
scambio con altra specie. 

70S. S. Scoponi Ho[). ,i grandidentata Ten. — Monte delle Fate nei luoghi 
ombrosi: Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 174. 

700. S. aquatica L. — Terracina: Dor.! Som.! — Sponde del fiume 
Portatore a ponte Badino, e presso il lago di Fondi: Beg. I 

710. S. canina L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. VI, p. 3'.>5, ed in 

Pari. Fl. It. IV, p. .564. 

A^ntirrliiiium J^. 

711. A. Orontium L. — Terracina: Beg. ! — Monte (Circeo: Dor. ! Som. I 

712. A. calycinum Lam. — Nei m. Lepini, tra Giulianello e Ninfa: Evers, 

in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139 e 174 - Terracina: Dor. ! 
Som,! - Monte Circeo presso S. Felice: Beg.! 

(hs. — Vj specie abbastanza comune attorno a lioma, e in (juesta 
regione non rara, ma specie assai bene distinta dall'.!. Oroìttinm L. 
La corolla è costantemente più grande, circa il doppio: (juesto 
carattere aveva già messo in rilievo il Bert. Fl. It. VI, j). ^^78. 
dove scrive : « circa Romam passim occurrit coroUis grandio- 
ribus » . Certamente accenna a questa specie , tuttavia la tiene 
unita air.t. Oronliutn. Varietà ne fanno Gussone, Syn. 11. sic. II, 
p. 1^6; Ces. Pass. (iib. Comp. Fl. It. II, p. ;}4() ; Arcang. Comp. 
:2.* ed. p. 39(). Sangninetti, Fi. Rom. , p. 475, Sebastiani e 



FLORA DEI lUriNI PONTINO E AUSONIO 283 

Mauri, FI. Rom., p. 204, ne tanno tutta una cosa con A. Orontium. 
Questi ultimi però nella diagnosi in qualche modo vi alludono 
dove dicono « segmentis calicinis coroUam aequantibus » perocché 
nel vero .1, Orontium, le lacinie calicine sorpassano di molto la 
corolla. 

Il Sommier negli esemplari raccolti a Terracina, di cui mi 
sono valso , la considera come buona specie , e come specie a 
sé, la tiene il Terracciano 1. e. che ne fa la diagnosi. In questa 
però va corretto quanto dice intorno alla grandezza della corolla 
rispetto al calice, la quale è costantemente (almeno nei saggi di 
Terracina e di più luoghi del Romano) più lunga delle lacinie 
calicine. La nostra specie è quindi quella che più si avvicina alla 
diagnosi Tenoreana ed alla fig. I, t. Ili del Sabbati nel suo Hoì'tm 
tlnnianiis. 

713. A. tortuosum Bose. — Fondi: Terrac. N., in Fari. FI. II. IV, p. ti5(t - 

Rupi di Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

Linaria .luss. 

714. L. Cymbalaria Mill. — Via da Cori a Norma: Gravis, p. 6: 

Abbate, Guida, I, p. 230; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 - 
Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in Terrac. 1. e. p. 175. 

715. L. pilosa DC. = Antirrhinum pilosum h. — Terracina, nelle fes- 

sure delle roccie: Fiorini, Mauri, in Bert.Fl.lt. VI, p. 341; 
Sang. FI. Rom., }). 172; Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 175; Dor.! Som.! - Fondi: Orsini, in Pari. FI. It. IV, p. 617 
- Sperlonga, sulle mura: Terrac. N. Relaz. I, p. 146 - 
Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 130 e 175 - Tra Cori e Norma: Gravis, p. 6; At)- 
bate. Guida, I, p. 232: Terrac. A. 1. e. - Monte Circeo: 
Seb. et Mauri FI. Rom.. p. 202; (vers, sett.) (xravis, p. 27; 
Abbate, 1. e. p. 235; Dor.! Som. !; (vers, merid.) abbond. sulle 
rocce: Chiov. ; Beg.! - Lago di Paola: Chiov. 

716. L. spuria Mill. — Terracina: Dor.! Som.! 

717. L. commutata Bernh. in R(ihb. r= L. graeca h. var. crinita (Mab.) 

Terrac. A. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 130 e 175 - Monte Circeo: Dor. ! 
Som. ! 



^84 A. BEG 11 NOT 

TIS. L. vulgaris .Mill. — Terraciiia : Fioi-. in lievi. FI. It. VI, p. 369 
(8ub Anf ir rhino) ed in Purl. Fl. II. IV, \>. (mO. 

710, L. Ilnifolia Cliav. — Aslura : Maral Fi. Rum. II, p. .")() («uh An- 
tirrliino). 

720. L. simplex DC. = Antirrhinum hipimctatum L. — Nei canii)i 

presso Sennino : Marat. FI. Rom. II, p. 17. 

Oss. — Dubito (Iella presenza di queste due Linarie nella 
Prov. di Roma : durante un secolo né qui , né altrove , furon 
trovate da altri che dal Maratti. 

721. L. Pelisserlana Mill. — Monte Circeo: Dor.! Som.! - Dune da |)onte 

Badino a Torre Olevola: Beg.! 

722. L. purpurea Mill. — Nei Lepini da Cori a Norma: Mravis, p. ti; 

Abbate, Guida, I, p. 230: Terrac. A. Contrib. IV, p. 137 -- 
Monte Circeo (vers, sett.), ma rara: Beg.! 

723. L. chalepensis Mill. — Terracina: Dor.! Som.! 

Oratiola L. 

724. G. officinalis L. — Fondi: Ten. ¥\. Nap. Ili, p. 17 - Terracina: 

Fior, in Bert. ¥\. It. I, p. 113, ed in Pari. Fl. It. IV, p. 540 - 
Piani paludosi sotto m. Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

I>ig-ita,liì-!i L 

725. D. lutea L. — Presso S. P'elice Circeo: Beg. ! 

720. D. ferruginea L. — Presso Fondi : Ten. in Pari. Fl. It. IV, p. 53S. 

Veronica L. 

727. V. Beccabunga L. — Paludi presso Fondi: Beg.! 

728. V. Anagallis L. — Paludi Pontine: Marat. Fior. Rom. I, p. 14 - 

Presso il lago di Fondi: Chiov. - Paludi presso Terracina: 
Dor. ! Som. ! Beg. ! s 

729. V. intermedia Guss. — Paludi di Terracina e di Fondi, più comune 

della precedente: Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — Questa specie, che potrebbe essere niente altro che 
una varietà della polimorfa V. Anaga/Jis, ò più frequente del tipo, 
diffuso in tutta la Provincia e nei dintorni immediati di Roma. 
11 silenzio che fanno intorno ad essa i botanici Romani, vuole 
due spiegazioni che ulteriori ricerche decideranno : o che la si è 
confusa col tipo, o])pure questa forma ha una diffusione limitata 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO Ì85 

nelle località esplorate da noi, o tutto al più nelle Paludi l*ontinc, 
che meritano di essere più ampiamente ricercate e studiate. 

730. V. anagallioides Guss. — Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

731. V. Chatnaedrys L. — Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 148. 

732. V. officinalis L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

733. V. montana L. — Boschi umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 18 - 

Lago di Paola : Chiov. 
731. V. spicata L. — Uri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, p, 147. 

735. V. serpyllifolia L. - Presso m. Circeo: Dor.! Som.! 

736. V. alpina L. — Sezze: Marat. FI. Rom, I, p. 12. 

737. V. arvensìs L. — Vigneti di Terracina: Gravis, p. 23; Dor.! 

Som.! - Lastra Montanari nelle dune: Chiov. - Monte 
Circeo: Dor. ! Som. ! 

738. V. agrestis L. — Terracina: Dor. ! Som. ! 
73'.». V. Cymbalaria Bod. — Terracina : Dor. ! Som. ! 

740. V. hederaefolia L. — Presso S. Felice Circeo: Beg.! 

Bax'tsia L. 

741. B. Trixago L. — Astura: Marat. FI. Rom. II, p. IO - Terracina 

e m. Circeo : Dor. ! Som. ! 

742. B. viscosa L. — Paludi Pontine: Marat., 1. e. p. 39 -- Piani sotto 

m. Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

743. B. latifolia S. et Sm. — Salto di Fondi: Ten. in Pari. FI. It. IV, 

p. 481 (sub Parentuncellid). 

Odontites Haller. 

744. 0. lutea Stev. — Salto di-Fondi: Ten. Syll., p. 86 - Terracina: 

Fior, in Bert. Fi. U. VI, p. 294, ed in Pari. FI. It. IV, p. 461. 

Ftlxiiiaiitliix* L. 

74.5. R. Alectorolophus Poli. — Uri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 149. 

OROBANCHACEAE. 

Oi'obanclie. 

746. 0. canescens Presi. — Uri a Campello ed a S. Nicola: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 149. 

747. 0. pruinosa Lap. - Terracina: Som.! 

748. 0. minor Sm. — Monte Circeo: Dor.! Som.! - Monti di Terra- 

cina : Beg. ! 



286 A. BEGUINOT 

740. 0. concolor I)nl)y. — Presso '1 erracina : Sang. FI. Rom., p. 470. 
K-opsia DiJM. 

750. K. Mutelii Schul. — Tiri a Campollo: 'JVrrac. N. Relaz. T, p. HO 

(sul I Pheliped). 

LAMIACEAE. 
Lavaiiclula. 

751. L. Stoechas L. — Monte Circeo: Marat. ¥\. Rom. II, p. 15 - Presso 

Fondi: Ten. Syll., p. 81 - Sperlonga, dalla spiaggia alla 
Madonna della Spiga: Ten. 1. e; Terrac, N, Relaz. I, p. 150. 

752. L. spica L. — Sperlonga, nei vigneti presso i colli: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 150. 

M^entlia L. 

758. NI. rotundifolia L. = M. macrostachya Ten. — Paludi Pontine: 
Fior, in Bert. FI. It. VI, p. 91. - Terracina: Som.! 

7.54. M. sylvestris L. s. undulata Willd. — Fra Giulianello e Ninfa: 
Evers in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139. 

755. M. piperita L. — Ninfa: Marat. FI. Rom. II, p. 20. 

756. M. aquatica L. — Terracina nelle paludi: Gravis, p, 10 - Sponde 

del fiume Portatore presso ponte Badino : Beg. ! 

757. M. Pulegium L. — Terracina: Som. ! - Presso ponte Badino: Beg. ! 

fi tomentosa (Sm.) — Fra Giulianello e Ninfa: Evers, in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 139. 

Lyeopus L. 

758. L. europaeus L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 130 - 

Piani umidi sotto m. Circeo : Beg. ! 

759. L. exaltatus L. fil. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. I, p. 131; 

Sang. FI. Rom., p. 9: Pari. FI. It. IV, p. 75. 

700. T. Serpyllum L. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I. p. 152. 

701. T. striatus Vahl. = Thymum hircinum Jtaiicum Barrelier, 1. c. 

p. 21, I, 387 - Monti presso « Castrum Terracinae ». 
762. T. vulgaris L. — Rupi di Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 
].. 124, in Bert. Fl. It. VI, p. 210: Sang. Fl. Rom., p. 440; 
Pari. FI. It. IV, p. 96; Dor. ! Som. ! Beg. ! -- Monte Circeo: 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 287 

Sang. 1. e: Abbate, Guida, I, p. 235; Beg.! — Monte 
Sant'Angelo sopra Sezze : Terrae. A. Contrib. IV, p. 139. 
var. B. amiclaeus Ten. — Monti lungo la via da Fondi a Por- 
tella : Ten. FI. Nap. V, p. 2.-). 
703. T. capitatus Benth. Uri a S. Marco, Sperlonga: Terrae. N. 

Relaz. r, p. 1.52. 

Hatureja L. 

764. S. montana L. — Monte Circeo: Som.! 

765. S. Juliana L. — Rupi marittime presso Terracina : Mauri , in 

Bert. FI. It. VI, p. 44, in Pari. FI. It. IV, p. 112: Dor. ! Som. ! 
Beg. ! - Astura: Marat. FI. Rom. II, p. 11 — Monte Circeo: 
Dor. ! Som. I 
var. canescens Guss. — Monte Circeo : Terrae. A. Contrib. 
IV, p. 177 - Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, in 
Terrae. A. 1. e. 

766. S. graeca L. — Rupi di Terracina: Fior, in Pari. FI. It. IV, p. 117: 

Beg. ! - Monte Circeo: Dor. ! Som. ! Beg. ! 

var. tenuifolia (Ten.) — Rupi e muri di Terracina, più frequente 
della specie : Fior, in I^arl. I. e. ; Sang. Cent, tres., p. 85 
e FI. Rom., p. 442 (pro specie) ; Abbate, Guida, I, p. 232 - 
Monte Circeo : Beg. ! -- Attorno a Norma e verso Bassiano : 
Evers, in Terrae. A. Contrib. IV, p. 138. 

var. hirsuta Car. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze : Evers, in 
Terrae. A. Contrib. IV, p. 139 e 178. 

Oa,la.iiii]i.tli.a, Benth. 

767. C. Clinopodium Benth. — Monte Circeo : Dor. ! - Nei boschi del 

versante sett. : Beg. ! 

768. C. parviflora Lam. = Thymus nepeta Smith. — Terracina: Fior. 

in Bert. FI. It. VI, p. 221: Som.! - Monte Circeo: Beg.! - 
Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Terrae. A. Contrib. IV, 
p. 139. 

769. C. officinalis Mnch. — Sezze, nei prati tra Giulianello e Ninfa: 

Evers, in Terrae. A. Contrib. IV, p. 178 -- Presso Fondi tra 
il paese ed il lago : Beg. ! 

770. C. Aclnos Clairv. var. pallescens = Thymus pallescens Ten. — 

Monte delle Fate: Terrae. N., in Terrae. A. Contrib. IV, 
p. 178. 



288 A. HEGUINOT 

771. C, patavina Host. — Littorale presso ponte Badino: Be^-. ! (C Aci- 

nos var. ?) 

Melissa. L. 

772. M. officinalis L. — Terracina: Fior, in Bert. FJ. It. VI, p. 630; 

Dor. ! Som. ! ~ Siepi della via da S. Felice Circeo al lago 
di Paola : Beg. ! 

Salvia L. 

773. S. officinalis L. — Itri a m. Faito e nel Catascone a Campello: 

Terrac, N. Relaz. I, p. \TA. 

774. S. Horminum L. — Terracina: Marat. FI, Rom. I, p. 23. 
UT). S. viridis L. — Terracina: Marat. FI. Rom. I, p. 23. 

77(3. S. haematodes L. =^ S. Barrelieri Ten. = 6^. Tenorii Spreng. — 
l'aludi Pontine, presso Sezze e Piperno: Marat. FI. Rom. I, 
p. 23; Seb. e Mauri, FI. Rom., p. 8 (sub. var. ^); Abbate, 
Guida, I, p. 231 - Gole di Itri: Ten. Syll., p. 8; Terrac. N. 
Relaz. I, p. 1.51 — Vie e dintorni di Terracina: Fior, in Bert. 
FI. It. I, p. 141; Sang. FI. Rom., p. 9; Dor.! Som.! - 
Monte Circeo : Seb. e Mauri 1. e. (var. a) ; Pari. 1. e. ; Sang. 
1. e. ; Abbate, 1. e. , p. 235 ; Dor. ! Som. ! Beg. ! 
. = Horminum sylvestre maculatum tuberosum — ^'ia da 
Piperno a Sezze - M. Circeo, nella via che da S. Felice 
conduce al mare: Fr. de Honufriis, Stirpium nomina ecc. 
p. 10 cum tab. 
= Horminum sanguineum Asphodeli radico — Monte Circeo: 
Triumfetti, Obs. p. 71 cum tab. 

777. S. virgata Ait. — Fra Terracina e Fondi: Chiov. 

778. S. verbenaca L. — Paludi Pontine presso Mesa: Mauri, in Bert. 

FI. It. I, p. 147 - Terracina: Gravis, p. 14; Dor. ! - Presso 
la torre del Pesce al lago di Fondi: Chiov. 
? horminoides (Pourr.) = S. multi fida S. etSm. — Terracina: 
Fior, in Bert. FI. It. I, p. 150. 

R-osmai'iims L. 

77'.). R. officinalis L. — Tra Itri e Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 152 - Fra Terracina e Fondi : Chiov. - Dune litt. da 
Terracina a m. Circeo, dovunque, abbond. : Gravis, p. 22: 
Beg. ! — Monte Circeo dal mare alla vetta: Chiov. -Via tra 
Cori e Norma: Gravis, p. (> : Abbat*^, Guida. I. \\ 2:^0: 
Terrac. A. Coni rib. TV, ]>. 137. 



FLORA DEI HAC.'INI PONTINO E AUSONIO ^8'J 

IVepeta, L. 

7.S(). N. Glechoma P.enth. — Macchie presso il lago di Paola: P>eg-. ! 

Oss. — Trascrivo l' osservazione del Sig. Sommier, che ha 
studiato questa specie : è una forma, esile, con fiori ìtieiio miìnerosì 
e più piccoli che nel tipo. 

Scutellax'ia L. 

781. S. galericulata L. — Littorale di Astura: Marat. FI. Rom. II, p. 86. 

Oss. — Specie rara nel dominio della Flora Romana. L' ho 
raccolta abbondante sulle sponde del lago Lattanzi (Anticoli) e 
non so citare altra località per la nostra flora. 

13i'uiielltv L 

782. B. vulgaris L. — Terracina: Fior, in Beri. FI. It. VI, p. 251: Dor. ! - 

Presso il lago di Paola: Beg. ! 

783. B. grandiflora L. — Itri, nei boschi della Civita ed a (\-(m])e]lo: 

Terrac. N. Relaz. P p. 1.53. 

IVlelittis L. 

781. M. Melissophyllum L. -~= M. yrandifìora Smith. - Uri a Campello: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 152. 

Siclei'itis L. 

785. S. romana L. — Terracina: Dor. ! Som. ! — Monte Circeo: Beg. ! 

Miai'i'ulbiiiiii Neck. 

786. M. vulgare L. — Terracina : Dor. ! Som. ! 

787. M. candìdissimum L. — Itri alla Civita ed a S. Nicola: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 154. 

Tietoniea, L. 

788. B. officinalis L. — Campi paludosi sotto m. Circeo: Beg'.! 

Staohy!;! L. 

789. S. hirta L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VI, p. 156 

ed in Pari. FI. It. IV, p. 186; Dor. ! Som. ! - Monte Circeo: 
Dor.! Som.! - Presso il Semaforo: Chiov. 

790. S. recta L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 154 - 

Monte Circeo: Som.! Beg.! 
kiììi. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.', Voi. XVII] (21 Agosto isy?) la 



'290 A. HIiGUlNOT 

791. S. maritima L. — 'I'erracina : Fior, in liert. Fl. It. VI, p. 161: 

Sang-. Fl. Rom., p. 458 ; Abbate, Guida, I, p. 232. 

792. S. palustris L. — Sermoneta: Marat. Fl. Rom. II, p. 26 - Ter- 

racina: Fior, in Bert, Fl. It. VI, p. 145, ed in Pari, Fl, It. 
IV, p, 179 - Sponde del flume Portatore presso ponte Ba- 
dino: Beg-, ! 

793. S. arvensis L. — Campi presso Sonnino: Marat. Fl. Rom. II. 

\). 27 - Terracina: Fior, in Hert. Fl. It. VI, p. 1.^)8, ed 

in Pari. Fl. It. IV, p. 183. 
7'.>1. S. Heraclea Ali. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. l.^l. 
795. S. germanica L. — Itri a S.Nicola: Terrac, N. Relaz. I, p. 1.51 - 

Terracina e monte Circeo: Dor.! Som.! 

La.iiiiuiii Uenth. 
79(3. L. flexuosuiti Ten. — Monte Circeo al Semaforo: Chiov. 
797. L. longiflorum Ten. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 153. 
79S. L. amplexicaule L. — Terracina, dovunque: Dor.! Som.! Beg,! 

799. L. bifldum Cyr. — Terracina: Gravis, p. 14: Beg.! 

800. L. purpureum L. — Terracina : Beg. ! 

Ballota Benth. 

801. B. nigra L. — Nei Lepini a Sezze, e fi'a Giulianello e Ninfa: 

Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139 e 180 -- Terracina 
e monte Circeo: Dor. ! Som, ! 

Ir*rasiixiii. 

802. P. majus L. — Rupi marittime presso Fondi: Ten. Syll., p. 80 - 

Terracina: Ball, in Pari. Fl. It. VI, p. 129 — Fra Terracina e 
Fondi: Chiov, ; Dor. ! Som,! - Lepini, tra Cori e Norma: 
Gravis, p. ; Abbate, Guida, I, p. 230 ; Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 1.37 — Monte Circeo (vers, sett.): Gravis, p. 27 -- 
Torre di Paola: Abbate, Guidn, I. p. 234; i>eg. ! 

Teuci'iviiM. L. 

SO;j. T. Scorodonìa L. — Monte Circeo : Som. ! 

SOI. T. fruticans L. — Presso Fondi: Ten, Fl. Nap. II, p. 7, et Syll., 
p. 8(j (Notarjanni) - Rupi marittime presso Terracina: Fior, 
in Bert. Fl. It. VI, p. 19; Ces. Pass. Gib. Comp. II, p. 324 : 
Arcang, Comp. 2.» ediz. p. 442; Chiov.; Dor, ! Som. ! Beg. ! - 
Monte Circeo: Marat. Fl. Rom. II, j). 0; Seb. e Mauri, Fl. 



FLORA DEI BACINI PONTINO K AUSONIO !^9 1 

Rom., ]i. 1S«>; Sang'. FI. Rom., p. 41(); Abbate, (iuida. 1, 
p. 23.5. 
.Sa5. T. Marum L. — Monte Circeo: Marat. FI. Rom. TI, p. <>. 

Oss. — Specie propria delle Isole di Sardegna e Corsica, e di 
altre minori dell'Arcipelago Toscano: manca nel continente, e 
nel Romano non è indicata che dal Maratti. Non dubito che la 
pianta che egli chiama T. Marimi lo sia in realtà : anche i sino- 
nimi che cita, tanno credere che alludesse a questa specie, che 
del resto il Maratti doveva bene conoscere, essendo fra le offici- 
nali più in uso di quei tempi. NeH7/or/ws Romanus, t. Ili, tab. 90, 
ve ne è una figura abbastanza buona, e le piante quivi figurate 
sono in grande parte di provenienza della Provincia. Questa specie 
quindi, merita di essere ritrovata nel nostro littorale, essendovi 
qualche probabilità della sua presenza. 

806. T. flavum L. — Rupi marittime presso Terracina: Fior, in Bert. 

FI. It. VI, p, 32, ed in Pari. FI. It. IV, p. 298; Dor.! Som.! 
Beg. : 

807. T. Scordìum L. — Luoghi paludosi , tra Terracina e il lago di 

Fondi : Beg. ! 
^ scordioides Schreb. — Fondi : Terrac. N. Relaz. I, p. 155. 

808. T. Chamaedrys L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 155 ~ 

Terracina e nel m. Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235; Dor. ! 
Som. ! 

809. T. Polium L. — Littorale di Terracina : Mauri, Fiorini, in Bert. FI. 

It. VI, p. 38 ed in Pari. FI. It. VI, p. 302; Beg. ! - Monte 
Circeo: Dor.! Som.! - Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 155. 

y- capitatum (L.) — Littorale di Terracina e del Circeo: P'ior. 
Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 124 (pro specie). 

P pseudohyssopus Schreb. — Dune da Terracina al Circeo: 
Gravis, p. 22. 

= P. marinwn dasyphyllum, gnaph aloide s, flore albo. - Lit- 
torale da Terracina al Circeo : Barrelier 1. e. le. 1047, p. 34. 

810. T. montanum L, — Monte Lupone, comunissimo sulla vetta: Beg.! 

Oss. — È specie da aggiungere alla bella e variata flora di 
questi monti, dove non era stata fino ad ora raccolta. 



!à92 A. HK(H-|N-(>I 

81 i. A. Iva Sclireb. — Terracina e nel ni. Circeo: l)or. ! Som. I 

812. A. reptans L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VI, p. 10. 

813. A. Chamaepltis Schreb. — Terracina: P'ior. in Bert. FI. It.VI, p. 12 

ed in Pari. Fi. It. lY, p. .315; Beg.! 

VERBENACEAE. 
Vitex 1>. 

814. V. Agnus-castus L. — Fondi nelle siepi e ad Itri: Terrac. N. 

Relaz. I, p. l."JO — Littorale di Terracina : Fior, in Bert. FI. 
It. VI, p. 456, ed in Pari. FI. It. VI, p.336: Seb. e Mauri, 
FI. Rom. p. 199; Sang. FI. Rom., p. 462; Ces. Pass. Gib. 
Comp. vol. II, p. 827: Abbate, Guida, I, p. 232; Dor. ! Som. ! 
Beg.! (via per Gaeta). — Littorale di Fogliano: Marat. 
FI. Rom. II, p. 5<>. 

Verbena L. 

815. V. officinalis L. — Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235; Beg.! 

ACANTHACEAE. 
A-canthus L. 

SIO. A. mollis L. — Monti di Terracina, comune: Gravis, p. 12; Terrac. 
A. Contrib. IV, p. 144; Abbate, Guida, 1, p. 232; Dor. ! Som. ! 
Beg. ! -- Monte Circeo , ma più raro : Gravis , p. 27 (vers. 

sett.); Abbate, 1. e. p. 235. 

GLOBULARIACEAE. 
Ololbvilai'ia L. 

817. G. vulgaris L. — Gole di Itri: Ten. Syll., p. 19 -- Itri a m. Faito: 

Terrac. N. Relaz. I, p. 141 -- Monte delle Fate negli erbosi: 
Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p, 180. 

818. G. bellidifolia Ten. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. 111. 

TTRICULARIACEAE. 
Utriciilaria L. 

819. U. vulgaris L. F'iume Sisto: Fior. Giorn. Arcad., r. 18, j». 101: 

Sang. FI. Rom., p. 8 - Piscina Carceri: Chiov. 



FLORA OKI BACINI PONTINO E AUSONIO ÌiD3 

PRIMULACEAE. 
ITottonla L. 

820. H. palustris L. - Paludi di Fondi: Ten. FI. Nap. Ili, p. lOP - 

Lago di Fondi: Ten. SylL, p. 28, in Pari. FI. It. VITI, 
p. 605 - Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., t, 18, p. 162, 
in Bert. FI. It. II, p. 412, in Pari. FI. It. Vili, p. 605; Sang. 
FI. Rom., p. 180: Ces. Pass. Gib. Comp. voi. II, p. 406. 

Cyelamen T^. 

821. C. repandum i>. et Sm. — Boschi sotto m. Circeo, e nel monte 

(vers, sett.) : Gravis, p. l'.> e 27; Abbate, Guida, I, p. 235; 
Beg.! - Dune da Terracina al Circeo: Gravis, p. 22; Chiov. 

Lysimaclaia Tourn. 

822. L. vulgaris L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. II, p. 415 - 

Presso il lago di Fondi, e lungo le sponde del fiume Por- 
tatore presso ponte Badino : Beg. ! 
82.3. L. nummularia L. — Terracina, e piani umidi sotto m. Circeo: 
Dor. ! Som. ! 

A-sterolinuin Hoff. et Lk. 

824. A. Linum-stellatum Hofif. et Lk. - Comune nella vegetazione dei 

tumuleti da Terracina al m. Circeo: Beg.! 

A-iiag-allis TouRN. 

825. A. arvensis L. — Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. 

IV, p. 1 14 ; Abbate , Guida , I , p. 232 ; Beg. ! - Monte 
Circeo: Dor. ! Som. ! Beg, ! 
p Monelli L. = A. coerulea. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. 
It. II, p. 425; Gravis, p. 12; Terrac. A. 1. e; Abbate, Guida, 
1, p. 232 - Monte Circeo: Abbate, 1. e. p. 233. 

Centuncixlvis L. 

826. C. minimus L. — Luoghi arenosi umidi del littorale da ponte 

Badino a Torre Olevola, raro: Beg.! 

Samoluiai TooBN. 
«27. S. Valepandi L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 1.30 - 
Terracina negli ac(|uitrini : Dor. ! Som. ! Beg. I 



294 A. BEGUINOT 



PIJJMBAGINACEAE. 

Ssstatice W. 

828. S. Limonium L. — Littorale Ira Astura e Civitavecchia: Marat. 

Fl. Rom. I, p. 233. 

829. S. minutiflora Guss. — Monte Circeo, nelle rupi esposte al mare : 

Dor. ! Som. ! 

830. S. psiloclada Boiss. in DC. — Rupi marittime presso la Torre di 

Paola : Beg. ! 

Oss. — Debbo la determinazione di (juesta specie al Sig. Sonimier, 
che con squisita gentilezza ha voluto rivedere le determinazioni di 
specie che mi lasciavano dubbi, e che era nell' impossibilità di 
risolvere. Questa interessante specie è da aggiui]gere alle Statice 
della Flora Ilomana. Cfr. Beguinot, Bull. Soc. Bot. It. p. :209, 
a. 1897. 

831. S. globulariaefolia Boiss. — Rupi di Terracina: Sang. V\. Rom., 

p. 255; Abbate, Guida, I, p. 232. 

8.S2. S. vlrgata W. =^ S. oleaefnlia DC. =- S. reticulata L. ^ 5. dicho- 
tnma Ten. — Sui margini calcarei lungo la strada da Por- 
tella a Terracina : Ten. Fl. Nap. Ili, p. 351 et SylL, p. 48. — 
Terracina sulle rupi prospicienti il mare : Fior. Giorn. 
Arcad., t. 18, p. 164, in Bert. Fl. It. Ili, p. 517; Sang. Fl. 
Rom., p. 2.54; Rolli, in Pari. Fl. It. Vili, p. 582; Abbate, 
Guida, I, p. 232; Dor.! Som.! Beg.! — Rupi Circelliane: Dor. I 
Som. ! Monte Sant'Angelo sopra Sezze : Evers, in Terrai. 
A. Contrib. IV, p. 1.30 e 180. 

8.33. S. minuta L. •= S. ma?- hnens is Quss. — Monte Circeo (vers, sud): 
Abbate, Guida, I, p. 234. 

831. S. caspia W. — Rupi di Terracina presso la porta Napolitana: 
Sang. Fl. Rom., p. 2.55; Abbate, Guida, 1, p. 232. 

F*luiiilba.;;»:o Toukn. 

835. P. europaea L. — Monte Sant'Angelo sopra Sezze: Kvers, in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 13'.» e I8(t -- Monte Circer): 
I)or. ! Som. ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 295 

PLANTAGINACEAE. 
I*Ian.tag-o L. 

836. P. arenaria W. et K. — Dune del littorale da Terracina al lapo 

di Fondi, abbastanza comune: Beg. ! 

837. P. Psyllium L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, p. 170 - Munti 

di Terracina e Fondi: Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 144; Abbate, Guida, I, p. 232; Dor.! Som.! - Monte 
Circeo: Dor. ! Som. ! Beg. ! 

8.38. P. maritlma L. — Littorale di Terracina: Sang. FI. Rom., p. 31; 
Gravis, p. 22; Abbate, Guida, I, p. 232 - Fondi: Ten. Syll., 
p. 23; Beg. ! - Presso m. Circeo: Dor. ! Som. ! - Littorale 
di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 150. 
P apennina Terr. A. = var. B. Rolli, Rom. pi. cent. XVIII, 
p. 23 — Monte della Semprevisa e M. Lupone, nei luoghi roc- 
ciosi, al disopra della Faggeta : Beg. ! (= P. serpentina All. ?) 

830. P. Lagopus L, — Terracina nel littorale, e nelle parti basse dei 
monti, sopratutto lungo la via per Gaeta : Fiorini, Wanderlin- 
den, Masquillieri , in Bert. FI. It. II, p. 165; Gravis, p. 12; 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 144; Abbate, Guida, I, p. 232; Dor. ! 
Som. ! Beg. ! 

840. f. pseudo-caulescens Nob. 

Rhyzoma longo tractu sursara protractum in caulem (?) 
f'oHatutn (8-10 cm.): fbliia inter se distantibus (*) — Lungo 
la via di Gaeta, presso la Porla Napoletana : Beg. ! 

Oss. — Quantunque compresa nelle variazioni del tipo , con 
questa forma ho voluto in qualche modo segnare gli estremi 
limiti a cui queste variazioni, dipendenti da particolari condizioni 
ili ambiente, possono giungere. La mia P. pseudocaulescens sta alla 
P. Lagopus, come la P. macrorhiza sta alla P. coronopus. Riserbo 
a studi più maturi, ed a confronti estesi a molte specie, essendo 
(juesto un fatto che si verifica in un grande numero di esse, il 
significato di questa formazione pseudo-caulogena , non che lo 
studio della posizione e disposizione delle foglie su di essa. 



(') Nel designare questa forma, raautengo la dizione del Bertoloni , FI. li. 
I. 16J. la quale se non esatta, tuttavia esprime assai liene la rosa. 



:2t)(ì A. BKGllINOT 

^tl. P. lanceolata f,. — Coiiiuiic u Tei-raciim: riravis, p. 15: Dor.! 

Som. ! — Monte Circeo presso il Semaforo: C'hiov. -- Boschi 

presso lago di Paola: Beg.! 
S42. P. Bellardi All. Terracina: Fior, in Bert. FI. It. TI, ].. 167: Dor.! 

Som. ! — Monte Circeo: Dor. ! Som. ! 
/: pauciflora Nob. — Scapi, folia hreviores, raro sahaeqaantes; 

spica ì/recis, ohlonga (l cm.), paucifìxjra: flore.s frequentpr 

sahsolitarii. Arene presso Torre Olevola e sul m. Circeo. ! 

Oss. ■ — Tutti i saggi da me raccolti appartengono a questa 
forma ridotta; ò una delle piante caratteristiclio della microflora 
mediterranea (^). In più luoghi della Provincia, non che attorno 
a Roma vegeta una forma rigogliosa, a sca})i lunghi, superanti 
di molto le foglie, a spica '2-l^ cm. lunga, multiflora. 

84.S. P. Coronopus D. var. latlfolia DC. — Comune nella reg. delle 
dune da Terracina al Circeo: Gravis, p. 22; Dor. ! Som. ! 
Beg. ! — Sulla Torre di Paola (p. ruderale !): Beg. ! - Presso 
Torre Astura : Beg. ! 

Oss. — Riporto questa Plantago alla var, lalifolia DC. , seguendo 
il Sommier che per tale 1' ha determinata nell' Herbarium Ca- 
millae Doriae, pel primo nella provincia di Roma. Questa varietà 
in qualunque luogo la si ricerchi^ è abbondantissima e deve al- 
meno nel littorale prevalere sul tipo, il quale si ritrova di prefe- 
renza in luoghi lontani dal mare e nel mio erbario l'ho di 
Paliano e di Roma nelle arene dell'Isola Tiberina di S. Barto- 
lomeo. Cfr. Beguinot, Bull. Soc. Bot. It., p. 210, a. 1897. 

811. P. major L. — Terracina nei luoghi umidi: Gra\is, p. lo: Dor.! 
Som. ! Beg. ! 

AXACARDIACFAK. 
I*Ì!S5taoia L. 

845. P. Lentiscus L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. X, 
p. .Sto — Monti liepini , da Cori a Norma: Oravis, p. 5: 

(') S. SoMMiEK. — I,n mi<Totlor;t iiKHliton-aiica prerooo err. - Mull. soc. Hot. II. 
p. 122, a. 1897. 



FLOKA OKI HACIM PONTINO K AISONIO ^2^)7 

Terrac. A. ContriVj. l\, p. l.SH: Abbate, Guida, I, [.. 2?t -- 
Dune da Terracina a m. Circeo, nonché nel monte nei due 
versanti: Gravis, p. 22 e 27; Beg.! 
846. P. Terebinthos L. — Itri: Ten. Syll., p. 187 -- [tri a Campello ed 
alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 80 - Monti di Terracina: 
Fior, in Bert. FI. It. X, p. 348 - Monti Lepini nel tratto fra 
Norma e Capreo: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. I."i9 - 
Boschi di m. Circeo: Gravis, p. 1*,»: vers, merid. rara; Beg. ! 

Idilli» Toi RN 

8t7. R. coriaria L. — !Monti di Terracina: Fior, in Bert. Fi. It. Ili, 

p. 176; Abbate, Guida, I, p. 233 - Monte Circeo: Fior. 

Giorn. Arcad., t. 18, p. 164, in Pari. FI. It. V, p. 388; 

Sang. FI, Rom., p. 251; Rolli, in Pari. 1. e. ; Dor. ! Som. !; 

vers. sett, sopratutto verso Paola; Beg. ! 
848. R. Cotlnus L. — Gole di Itri: Ten. FI. Nap. Ili, p. 316 - Nei 

boschi presso Paola, rarissimo; Beg. ! 

RHAMNACEAE. 

819, E. europaeus L, - Itri nel Catasconea Campello: Terrac. N.Relaz, I, 
p. 88 - Fondi nelle macchie presso il Iago: Beg. ! ~ Boschi 
umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 18 - Monte Circeo: 
Som, ! 

Ilex L. 

8.50. I. aqulfolium L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 88. 

851. R. Alaternus L. — Monti di Terracina: Marat. FI. Rom. 1, p. 167; 

Fior, in Bert. FI. It. II, p. 662; Dor. ! Som.! - Itri a Campello : 
Terrac. N. Relaz. I, p. 88 - Monti Lepini da Cori a Norma: 
Gravis, p. 5; Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.36; Abbate, Guida, I, 
p. 230 - Boschi umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 18 - 
Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

852. R. Frangula L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

IZiitypliuis TouRN. 

8.Ò3. Z. vulgaris W'illd. = Z. sntiva Gaertn. — Terracina: F^ior. in 
Bert. FI. It. II, p. 6t)5. 



"298 A. BEG i: INOX 

= Rhamnus juiuha (Mar.?) — Monte Circeo: Marat. FI. 
Rom. I, p. 1(38. 

P*aliu.ru.s TouRN. 

851. P. australis Gaert. — Monti Lepini da Cori a Norma: Gravis, p. 5: 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 136; Abbate, Guida, I, p. 230 - 
Nelle siepi lungo la via di S. Felice Circeo: Beg. ! 

Vitis TOURX. 

855. Y. vinifera L. — Ilri nel Catascone a Campello: Terrac. N. Re- 
laz. I, p. 85. 

SAPINDACEAE. 

Aeei' TouRN. 

850. A. platanoides L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relax. I, p, 85. 

857. A. opulus Ait. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. N. Relaz. 

I, p. 85. 

858. A. monspessulanum L. — Monti Lepini nel tratto tra Norma ed il 

Capreo: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 1.59. 

PHASEOLACEAE. 
Anagryris Touux. 

859. A. foetìda L. — Monti e rupi di Terracina: Fior. Gior. Arcad., 

t. 18, p. 165; Sang. FI. Rom., p. 326: Dor.! Som.! - 
Boschi umidi presso ponte Badino: (rravis, p. 18. 

Oalvcotoiixe Link. 

860. C. villosa Link. ~- Spartiìon villosu/n Poir. - Pianta caratte- 

ristica della reg. delle dune da Sperlonga al littorale dei 
Circeo: Fior, in Bert. FI. It. AIL p. 344; Terrac. N. Relaz. I. 
' |). 00: (Gravis, p. 22: Chiov. : Beg.! 

Spaiatili 111 \j. 

861. S. junceum L. — 'l'erracina: Dor.! - Monte ('ii'cei.i nei boschi: 

I!eg. ! - Astura: Marat. FI. Hom. II, j.. 11.3. 

Ot^iai«ta L. 

862. G. scariosa M'. — G. f/enuensis Pers. — Itii ;illa Civita: Terrac. 

N. Relaz. I, p. 00. 
«<).3. G. tinctoria L. — Paludi Pontine iiclhi selva Mesia: Maral. FI. 



FLORA DEI HACINI PONTINO E AUSONIO i299 

Rotn. II, p. 115 - Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. 1, 
p. 90 - Monte Circeo: Dor. ! Som. ! Beg. ! 
864. G. pilosa L. - b. lejopetala Terrac. N. — Fondi nel m. delle Fate 
a 1100 m.: Terrac. N. Atti. 1. e. p. 5, ed in Terrac. A. Con- 
trib. IV, p. 145 e 159. 

Cytisu.'s» L. 

86.5. C. Laburnum L. — Nelle siepi a Fondi: Ten. Syll., p. 98. 
860. C. monspessulanum L. — Monte Circeo: Dor. ! Som. ! 

867. C. scoparius Link. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 385 

(sub Spartió); Gravis, p. 14 (sub Sarothamno). 

868. C. triflorus L' Her. — Presso Terracina: Gravis, p. 14. 

869. C. hirsulus L. ~ C. prostratus Scop. — Itri alla Civita ed a 

m. Faito: Terrac. N. Relaz. 1, p. 90 - Monte Circeo nei 
boschi (vers, sett.): Abbate, Guida, I, p. 234. 

Llll)ÌMLU.S TOURN. 

870. L. hirsutus L. — Monte Circeo: Sang. Cent, tres., p. 98 e FI. Rom., 

p. 562; Abbate, Guida, 1, p. 234 - Terracina: Abbate, I.e. 
p. 231 - Presso il lago di Paola: Beg. ! 

871. L. angustifolius L. — Presso ponte Badino: Beg. ! 

872. L. luteus L. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 127, in Bert. FI. It. VII, p, 487 - Presso Terracina: Abbate, 
Guida, I, p. 231. 

Ononis* L. 

873. 0. Matrix L. — 0. piagnisi — Monte Circeo e presso Astura: 

Marat. FI. Rom. II, p. 117 e 118. 

874. 0. viscosa L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 392. 

^ breviflora DC. — Arene di Terracina : Dor. ! Som. ! Cfr. Be- 
guinot, Bull. Soc. Bot. It., a. 1897, p. 35. 

875. 0. Columnae Ali. = 0. Cherleri L. — Da Itri a Sperlonga: Terrac. 

N. Relaz. I, p. 90. 
h. breviflora Terrac. N. — Monte Faito presso Itri: Terrac. i\. 
Relaz. I, p. 90. 

876. 0. variegata L. — Abbondantissima nelle arene littoranee, ma 

rara fra i suffrutici delle dune, da Sperlonga al litt. del 
Circeo: Terrac. N. Relaz. I, p. 90; Gravis, p. 25; Dor. ! Som.! 
Beg. ! -- Litt. di Astura: Marat. FI. Rom. II, p. 117: Beg. ! 

877. 0. reclinata L. ? minor Moris. — Terracina: Dor. ! Som. ! Beg. \ 



300 A. HKGLINOT 

878. 0. spinosa L. — Litt. presso il laj;o di I-'oiidi: Heg. 1 

87'.». 0. serrata Forsk, — Arene presso Sperloii^a: 'I'errac. X. Relax. I, 

p. 89. 
var. diffusa Ten. ^^ O. Delmartii 'Vqw. — Tei-racina: Fior. Giorn. 

Let. Pisa, t. 17, p. 127, in Bert. Fl. It. VII, p. 378; Sang. 

Fl. Horn., p. .Vi4; Abbate, Guida, I, p. 2:U. 

'^r'l'ig-onolla L 

880. T. gladiata Ster. Monte delle Fate negli erbosi : Terrac. N., in 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 160. 

881. T, Foenum graecum L. — Astura: Marat, Fl. Rom. II, p. 170. 

882. T. corniculata L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. VIII, p. 246: 

Beg.! - Monte Circeo: Dor.! Som.! 
/: pusilla — Monte Sant' Angelo sopra Sezze : Evers , in 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 189 e 158. 

jVletlicag-o L. 

883. M. lupulina L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg! 

884. M. saliva L. — Arene marittime tra Torre di Paola ed il lago: 

Beg.! 

885. M. marina L. — Comune nel littorale da Terracina al m. Circeo: 

Fior, in Bert. FI. It. Vili, p. 284; Gravis, p. 24; Dor.! 
Som. I Beg. ! - Presso Torre Astura : Marat. Fl. Rom. II, 
p. 172; Beg.! 

886. M. orbicularis All. — Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

887. M. Helix W. — Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, 

p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231. 

Oss. — Specie propria dell' Italia media ed inferiore non che 
delle Isole , ma rara nel dominio della Flora Romana. Il 
March. Giacomo Doria ha raccolto nel littorale di Ladispoli 
presso Torre Flavia una Medicago molto vicina a questa di Terra- 
cina, ma che probabilmente deve essere riferita alla var. lenti- 
cularis Desr. , nuova per la Flora Romana. 

888. M tribuloides Desr. — Terracina e m. (Circeo: Dor.! Som.! - Presso 

il lago di Paola: Beg.! 
y- longeaculeata Tlrb. — Terracina nelle arene: Beg.! 

889. NI. rigidula Desr. — M. GerardìKW. — Itri alla Civita: Terrac. N. 

Relay.. 1, p. 91 -- Plesso il lago di Paola: Beg.! 



FLORA DEI HACINI PONTINO K AUSONIO 301 

890. M. litoralis Rohde in Lois. — Sperlonga: Terrac. N. Rt'laz. I, 

p. 92 - Littorale da Terracina al Circeo : Dor. ! 
a inermis Moris. — Dune da Terracina al Circeo: Gravis, p. 5. 
,3 breviseta DC. — Terracina: Beg.! 
Y cylindracea DC. - Terracina: Fior, in Bert. Fi. It. Vili, p. 2V»0: 

Sani;-. FI. Rom., p. 589; Abbate, Guida, I, p. 281. 
^ longiseta DC. — Presso ponte Badino: Beg.! 

891. M. tuberculata W. -- Itri: Terrac. N. Relaz. I, p. 91 - Terracina: 

Dor.! Som.! 

892. M. Murex Willd. — Fra le biade a Terracina: Sang. Cent. Ires., 

p. IIC) e FI. Rom., p. 591: Abbate, Guida, I, p. 2.81. 
'^ sphaerocarpa Bert. - Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

893. M. arabica L. — Terracina: Dor.! Som.! 

894. M. lappacea Desr. a apiculata W. Terracina: Dor.! Som.! Beg.! 

'p denticulata W. — Via da Cori a Norma, e nei monti da 
Terracina a Fondi: Gravis, p. 5 e 12: Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 136; Abbate, Guida, I, p. 230 e 231. 

895. M. minima Desr. — Littorale da Terracina a monte Circeo: Dor.! 

Som. ! Beg. ! 
a longiseta DC. — Monte Circeo presso il Semaforo, e presso 

il lago di Paola: Beg.! 
^ vulgaris Urb. — Terracina: Beg.! 
890. M. Tenoreana Ser. in DC. — Terracina, nelle rupi prospicienti al 

mare presso il palazzo di Teodorico: Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — È un acquisto interessante per la Flora Romana, nel 
cui dominio non mi consta sia stata mai trovata. Cfr. Beguinot, 
Bull. Soc. Bot. It., a. 1897, p. 210. 

897. NI. Echinus DC. — Arene marittime presso Terracina : Dor. ! 
Som.! 

Oss. — Altra specie bella e rara per la Flora Romana : fra 
le località indicate in un ultimo lavoro su questa Medicago di 
Newton William (\), sono trascurate quelle del Romano. Testé 
il march. Giacomo Dona la raccoglieva abbondante lungo i mar- 
gini della via da Bassiano a Sermoneta nei Lepini. 



(') Newton Wh.i.iam K. — Osseryazioni sulla Medicago Echinus DC, Malpighia, 
. 1897. p. 7-1. 



M)"-! A. BEGIHNOT 



Mielilotuis Toi:k> 



898. M. alba l)('sj'. in Lam. — Luoghi umidi i>resso ponte Badino: Beg. 1 

899. M. indica AIL — M. parvi fior a Dq^L — Terracina e m. Circeo: 

Fior. Giorn. Let. Pi.sa, t. 17, p. 129, in Bert. Fl. It. VIII, 
p. 90; Sang. Fl. Rom., p. 594; Abbate, Guida, I, p. 231 -- 
Presso Sperlonga : Tei'i'ac. .\. Relaz. I, p. 92 - Terracina: 
Dor.! Som.! 
•»(I0. M. Italica Lam. — Terracina: Soni.! 

901. M. sulcata Desf. — Terracina: Dor.! Som.! - Monte Circeo, alia 

base: Mauri, in Bert. Fl. It. VIII, p. 92: Sang. FL Rom., 
p. 595; Abbate, Guida, I, p. 235; Beg.! 

Tx-itbliuMi L 

902. T. subterraneum L. — Terracina: Chierici, in Gibelli e Belli ('): 

Gravi.s, p. 22 e 23; Dor,! Som.! — Presso il lago di Paola: 
Beg. ! - Via da Cori a Norma : Gravis, p. 5 : Terrac. A. 
Contrib. IV, p, 136. 
var. longipes Gad. = T. subterraneum var. b. Terrac. N. - Tra 
Fondi ed Itri: Terrac. N. Atti 1. e. p. 5. 

903. T. suffocatum L. - Erbosi tra il Semaforo e la vetta di m. Circeo: 

lieg. ! 
90L T. glomeratum L. - Terracina e m. Circeo: Dor.! Som,! Beg.! - 

Lago di Paola: Beg.! 
905. T. soabrum L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. Vili, p. 126 - 

Presso ponte Badino, e nel m. Circeo: Beg.! 

900. T. Bocconel Savi. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 1 45 e 160 - Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

907. T. arvense L. — Monte Circeo: Dor.! - Liltoralo presso ponte 

Badino: Beg.! 

908. T. ligusticum Balb. — Itri a Campello: Terrac. X. ReLaz. I, p. 92 -- 

Monto Circeo: Dor.! Som,! Beg.! 

909. T. maritimum Huds. — Terracina: Beg.! -- Monte Circeo: Dor.! 

Som.! Beg.! 

910. T. echinatum M. B. =• T. supinum Savi, — Terracina e m, Circeo: 

Fior, in BerL Fl. It. VIII, p. 147; Dor.! Som.! Beg.! 

911. T. angustifolium L. — Terracina e m, Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 



(') Gibelli e Belli, — Rivista critica delle specie di Trifulium (sect. Calyco- 
morphum Presi.) - 1892, p. 'M. 



VlAmA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 'Mìo 

\)Ì2. T. ìncarnatum L. — Fra Terracina e ni. Circeo: Dor.! Som.! - 
Presso il lajio di Paola: Beg.! 
'? MoMneri lialb. — Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 9:;?. 

913. T. alpestre L. — Monte delle Fate a 1000 m. : Terrac. N., in 

Terrac. A. Contri!). IV, p. 145 e 160 - Monte Lupone presst» 
la vetta : Beg. ! 

914. T. pratense I.. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Bey.! 

915. T. paliidum M'. et Kit. - Monti di Itri: Terrac. >:. Relaz. I, p. 98 - 

Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

916. T. ochroleucum L. — Itri a S. Nicola: Terrac. i\. Relaz. I, p. 93. 

917. T. Cherleri L. — Abbondante in tutto il littorale: Fior, in Beri. 

FI. It. Vili, p. 1.37: Dor.! Som.! Beg.! 

918. T. lappaceum L. — Terracina: Dor. ! Som.! 

019. T. stellatum L. — Terracina: Fior, in Bert. Fi. It. Vili, p. 135; 
Dor. ! Som. ! Beg. ! - Monte Circeo : Beg. ! 

920. T. resupinatum L. — Terracina e m. Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

921. T. fragiferum L. — Lungo il fiume Acquachiara a Fondi: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 93; Beg. ! 

922. T. tomentosum L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Vili, p. 188. 

923. T. vesiculosum Savi. — Terracina e ni. Circeo: Dor. ! Som. ! — 

Via da S. Felice al lago di Paola: Beg. ! 

924. T. nlgrescens L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg. ! 

925. T. repens L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

926. T. agrarium L. — Terracina e m, Circeo: Dor.! Som.! Beg.! ~ 

Presso Astura : Beg. ! 

927. T. patens Schreb. — Sotto m. Circeo, nei piani umidi: Dor. ! Som. ! 

928. T. procumbens L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Vili, p. 199. 

929. T. filiforme L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

O.ss. — Da una recensione delle specie di Trifogli del mio 
Erbario privato e di quelle conservate nelV Herbarium CamUlae 
Doriae, mi consta che nella Provincia di Roma si sono raccolte 
da noi 35 specie , di cui 28 nella regione studiata in questo 
lavoro. Se a queste specie se ne aggiunge qualche altra già 
indicata da autori degni di fede del Romano, e qualcuna sfuggita 
alle ricerche fino a qui fatte , con qualche approssimazione si 
può dire che i Trifogli che vegetano nella Provincia di Roma 
non siano meno di quaranta specie. 



304 A. HEtìUINOT 



A.ritlx>'llis L. 



930. A. vulneraria I^. — Uri alla Civita ti-a j^li ulivi: Tei'rac. N. 

Relaz. I, \). 91 - Monti presso Terraeiiia e ni. Circeo : Doi-. I 
Som. ! 
? rubra Gou. — Monte Circeo: Fior, in lierl. FI. It. VII, 
p. 403 ; Chiov. ; Beg. ! 

931. A. tetraphylla Ij. — Comune nei poggi del littorale da Terracina 

al Circeo: Sang. FI. Rom., p. 557; Chiov.; Dor.! Som.! 
Beg. ! ~ Monte Circeo presso il Faro : Beg. ! - Sonnino, nei 
monti Ausoni: Marat. FI. Rom. Il, p. 119. 

Hyineiioea.i'posj Savi. 

932. H. circiitnata Savi. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Vili, 

p. 254 - Monte Circeo: Som. ! 

Dor^^cnium Tolux. 

933. D. herbaceum Vili. — Nei Lepini attorno a Norma e verso Bas- 

siano: Terrac. A. Contrib. IV, p. 138 - Presso il lago di 
Fondi : Beg. ! 
93 1. D. recium Ser. in DC. — Terracina e nei piani sotto m. Circeo: 
Dor. ! Som. ! - Rive del lago di Fondi : Beg. ! 

935. D. hirsutum Ser. in DC. — Terracina: Som.! - Monte Circeo 

presso il Semaforo : Beg. ! 

I^OtU!^ TOURN. 

936. L. parviflorus Desf. — Presso Terracina: Sang. FI. Rom., p. 179; 

Abbate, Guida, 1, p. 231 -- Boschi sotto m. Circeo verso 
Paola : Dor. ! Som. ! - (raro). 

937. L. hlspidus Desf. — Monte Circeo : Dor. ! Som. ! 

938. L. angustissimus L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Oss. — ^eìV Hei'baì'iuni Camillae Doriae^ sono state distinte 
dal Sommier queste due forme : a. gtaberriihiis, b. elatus. 

939. L. creticus L. — Littorale di Terracina: Fior. Gior. Arcad., t. 18, 

p. 167; Dor. ! Som. ! - Arene marittime presso Torre Ole- 
vola: Beg. ! - Monte Circeo: Marat. FI. Rom. TI, p. 166; 
Dor. ! Som. ! 

940. L. cytisoldes L. — Rujii marittime . ablìondaiite; Sperlonga : 

Terrac. N. Relaz. I, p. 94 - Fondi e Tei-racina : Sei», et 



FLORA DEI HACINI PONTINO K AUSONIO 30') 

Mauri, FI. Rom., p. 2o8; Sang. FI. Rum., p. 579; Abbate, 
Guida, I, p. 231 ; Chiov. ! -- Nella vegetazione delle dune 
da Terracina a m. Circeo: Gravis, p. 22 -- Monte Circeo: 
Marat. FI. Rom. II, p. lOC) - Roccie presso la torre di 
Paola : Beg. ! 

941. L cornìculatus L. — Monti Ausoni a Piperno: Marat.Fl.Rom.il, 

p. 107 ~ Monti di Itri: Terrac. N. Relaz. I, p. 94 - Terra- 
cina: Marat. 1. e; Beg.! - Monte Circeo: Dor.! Som,! 

942. L. edulis L. — Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 129, 

in Bert. FI. It. Vili, p. 216; Gravis, p. 12; Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, l, p. 233; Chiov. ; Dor. ! 
Som. ! - Paludi Pontine: Sang. FI. Rom., p. 579 - Monte 
Circeo: Gravis, p. 2(3 (vers. sud). 

943. L. ornithopodioides L. — Terracina: Marat. FI. Rom. II, p. 166; 

Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, 
I, p. 231; Dor. ! Som. ! - Monte Circeo: Dér. ! Som. ! Beg. ! 

944. L. tetragonolobus L. := L. ìnarìtimus Marat.? — Astura: Marat. 

FI. Rom. 11, p. 165 ~ Terracina: Mauri, in Bert. FI. It. 
Vlir, p. 211; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, 
I, p. 231 - Monte Circeo: Gravis, p. 26; Abbate, 1. e. p. 233 
(vers. sud). 

lr*soi'alea L 

945. P. bituminosa L. — Littorale da Terracina al Circeo nella vegeta- 

zione delle dune , fra i suffrutici : Masquillieri , Fiorini , in 
Bert. FI. It. Vili, p. 78: Dor.! Som.! Beg.! ~ Monti di 
Terracina: Gravis, p. 12: Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; 
Abbate, Guida, 1, p. 231. 

JRolbiiiia, DC. 

946. R. Pseudo-acacia L. — Via da Terracina a Fondi: subspontanea; 

Beg. ! 

Oaleg-a L. 

947. 6. officinalis L. — Monti Lepini tra Cori e Norma: Gi-avis, p. 5; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 136; Abbate, Guida, I, p. 230 -- 
Nella vegetazione delle dune da Terracina al m. Circeo: 
Fior, in Bert. FI. It. Vili, p. 21 ; Beg. ! 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.». Voi. XVIII (23 Agosto 1897) 20 



•MH'ì A. BKGUINOT 

Colutea L. 

948. C. arborescens L. — Macchie di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. 

VII, p. 571 -- Catascone a Campello presso Iti-i : Terrac. N. 
Relaz. I, p. 95. 

949. A. hamosus L. — Terracina e m. Circeo: Som. ! 

950. A. baeticus L. — Terracina: Fior. Giorn. Lett. Pisa, t. 17, p. 127, 

in Bert. FI. It, VIII, p. 67; Sang. FI. Rom., p. 611; Arcang. 
Comp. 2." ed. p. 5Ui - Nelle via da Terracina a ponte 
Badino : Beg. ! 

Soori>iiiru.!s L. 

V)51. S. subvillosa L. — Terracina, comune: Fior, in Bert. Fl. It. VII, 
p. 609; Chiov. ; Dor. ! Som. ! ~ Monte Circeo presso il 
Semaforo : Beg. ! 

Coronilla. L. 

952. C. Emerus L. — Monti di Terracina : Fior, in Bert. Fl. It. VII , 

p. 576; Gravis, p. 14 - Monte Circeo: Dor.! -- Presso 
Torre di Paola : Beg. ! 
var. emeroldes Boiss. — Presso S. Felice Circeo: Chiov. 

953. C. glauca L. — Monti di Terracina : Gravis, p. 12 ; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 143 — Monte Circeo (vers, sud) Chiov. ; 
Abbate, Guida, I, p. 233 - Presso Astura: Marat. Fl. Rom. II, 
p. 140. 

954. C. Valentina L. — Terracina, nelle rupi marittime: Fior. Giorn. 

Arcad., t. 18, p. 167, in Bert. Fl. It. VII, p. 579; Sang. Fl. 
Rom., p. 615; Dor. ! Som.! 

955. C. scorpioides Koch. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. VII, p. 591 

(sub Arthrolobió)] Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 143; Dor.! Som.! - Monte Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

Oi'iiitliopxis L, 

956. 0. compressus L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. VII, p, 576; 

Gravis, p. 23 (nelle vigne) ; Dor. ! Som. ! - Dune da Terra- 
cina al Circeo : Gravis, p. 23 ; Be^. I - Monte Circeo : Dor. ! 
Som. ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 307 

957. 0. ebracleatus Broi. — Vigneti presso Terracina: Gravis, [).2'ò ~ 
Arene marittime presso ponte Badino : Beg. ! - Monte 
Circeo : Dor. ! Som. ! 

'.»58. H. glauca W. — Itri a monte Faito : Terrac. N. Relaz. I, p. 96. 

959. H. ciliata W. — Terracina nei luoghi sassosi ed a m. Circeo; 

Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 127; Sang. FI. Rom., p. 611. 

960. H. unisiiiquosa L. — Monti presso Terracina: Fior.inBert.Fl.lt. 

VII, p. 601; Gravis, p. 12; Terrac, A. Contrib. IV, p. 143; 
Chiov, ; Dor. ! Som. ! 

Boiiaveria Scop. 

961. B. Securidaca Reich. -^ Secar igera coronilla DC. — Itri a Cam- 

pello ed alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 96 - Terra- 
cina: Dor. ! Som. ! 

Hedysaruin L. 

962. H. coronarium L. — Terre argillose del Pico presso Fondi: Ten. 

Syll., p. 105 - Monte Circeo: Gravis, p. 27; Abbate, Guida, 
I, p. 235; Dor. ! Som. ! (vers. sud). 

I*isuiii L. 

963. P. arvense L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 419. 

964. P. biflorum Raf. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 99. 

965. P. elatius M. B. — Presso S. Felice Circeo : Beg. ! 

966. P. sativum L. — Presso S. Felice Circeo, subspontaneo : Beg. ! 

Latliyrus L. 

907. L Aphaca L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 440; 
Gravis, p. 14 - Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 100 — Monte Circeo: Beg. ! 

968. L. Ochrus DC. — Sponde dei canali Pontini : Fior, in Bert. FI. It. 

VII, p. 443 - Terracina: Gravis, p. 14; Dor.! Som.! — 
Monte Circeo : Beg. ! 

969. L. Clymenum L. = L. tenui folius Desf. — Itri a Campello: Terrac. 

N. Relaz. I, p. 100. - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

970. L. angulatus L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. VII, p. 454. 

971. L. sphaericus Relz. — Presso S. Felice Circeo: Beg.! 



308 A. HECiUINOT 

072. L. setifolius L. — Terracina : Fior. Giorn. Lett. Pisa, t. 17, p. 128, 
in Bert. Fl. It. VII, p. 452; Dor.! Som.! - Monte Circeo: 
Mauri, Sang. Fl. Rom., p. 5GG; Abbate, Guida, I, p. 235. 

973. L. Cicera L. — Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 128, 

in Bert. Fl. It. VII, p. 445; Sang. Fl. Rom., p. 565; Gravis, 
p. 12: Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Dor.! Som.! - Monte 
Circeo: Dor. ! Som. ! 

974. L. hirsutus L. — Terracina : Dor. ! Som. ! 

975. L. annuus L. — Terracina: Dor.! Som.! 

976. L. sylvestris L. -— Itri a Campello: Terrac. N. Relax. 1, p. 100 - 

Terracina : Dor. ! - Monte Circeo nei boschi : Beg. ! 

977. L. pratensis L. — Rive del canali Pontini: Fior, in Bert. Fi, 11. 

VII, p. 470 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

978. L. tuberosus L. — Astura: Marat. Fl. Rom. II, p. 129. 

979. L. variegatus Gr. et Godr. Monte Circeo: Fior, in Bert. Fl. It. 

VII, p. 425; Dor.! Som.! Beg.! 

Vioia, L. 

980. V. narbonensis L. — Tra Cori e Norma nei Lepini, ed a Terra- 

cina: Gravis, p. 5 e 14; Terrac. A. Contrib. IV, p. 130: 
Al)bate, Guida, I, p. 230. 

981. V. sepium \ar. montana Koch. — Monte Lupone presso la vetta: 

Beg. ! 

Oss. — La varietà fu per primo da me segnalata nella Pro- 
vincia e rappresenta la specie nei monti piti alti e nei luoghi 
meno umidi. Cfr. Beguinot, Bull. Soc. Bot. It., a. 1897, p. 30. 

982. V. grandiflora Scop. — Monte Circeo: Dor. ! Som. ! 

983. V. lutea L. --< normalis — Terracina: Gravis, p. 11 - Presso ponte 

Badino: Beg.! - Monte Circeo: Dor.! Som.! 
> hirta Balb. = V. hirta Pers. — Seb. et Mauri : Fl. Rom , 
p. 246; Sang. Fl. Rom., p. 573 - Con la precedente. 

984. V. hybrida L — Terracina: Chiov. ; Dor.! Som.! -Monte Circeo: 

Beg. ! 

985. V. sativa L. — Monte delle Fate : Terrac. N. , in Terrac. A. Con- 

trib. IV, p. 145 e 162 - Terracina e m. Circeo: Dor. ! Som. ! 
Beg.! 
var. Cosentini Guss. — Fra Terracina e Fondi: Chiov. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 309 

986. V. angustifolia L. — Vigneti di Terracina e nelle dune: Gravis, 

p. 23; Chiov. 

987. V. peregrina L. — Presso Terracina: Beg.! - Uri a m. Tutelo: 

Terrac. N. Relaz. I, p. 96. 

988. V. cassubica L. — Monte Circeo: Dor. ! Som, ! 

989. V. Gerardl Vili. = V. Candolleana Ten. — Itri a Oampello: 

Terrac. N. Relaz. I, p. 86. 

990. V. varia ^= V. dasycarpa Ten. — Terracina: Sang. Fi. Roni., 

p. 569; Abbate, Guida, I, p. 231 -- Itri a Campello: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 96 - Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 
99J . V. pseudocracca Bert. — Dune da Terracina al Circeo: Gravis, p. 22; 
Abbate, Guida, 1, p. 231; Chiov.; Dor.! Som.! Beg.! 

992. V. bithynica L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 100 

(sub Lathyro) - Terracina, e m. Circeo: Dor.! Som.! 

993. V. gemella Crantz. - Terracina : Beg. ! 

994. V. pubescens B. et H. — Monte Circeo : Som. ! 

Oss. — Alcuni esemplari conservati neW Herbarium Camillas 
Ihriae, sono uniflori ! 

995. V. Lenticula Schreb. in St. — Terracina: Dor.! Beg.! 

996. V. hirsuta Koch. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. A' II, p. 537 (sub 

Ervó) - Monto Circeo: Chiov. 
3 lejocarpon Ten. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 1 15 e 162. 

Oeratonia, L. 

997. C. Siliqua L. — Terracina, nei monti: Marat. FI. Rom. II, p. .379; 

Gravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p 143 - Itri: Ter- 
rac. N. Relaz. I, p. 100. 

Cereifìs L. 

998. C. siliquastrum L. — Monti di Terracina: Gravis, p. 12; Terrac. 

A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231 - Monte 
Circeo (vers, sud): Beg. 

ROSACEAE. 
I*i-vi.n.u.s L. 

999. P. communis L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. V, 

p. 125 (sub AmygdaloJ; Arcang. Comp. 2.' ed., p. 531. 



3iO A. BEGUINOT 

1000. P. spinosa L. — Nei Lepini tra Cori e Norma: Oravis, p. 5; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 136; Abbate, Guida, I, p. 230 - 

Monte Circeo (vers, nord): Abbate, 1. e. p. 234. 
IODI. P. Cocomilia Ten. - Monte Chiarino presso Fondi: Ten. Syll., p. 71. 
1002. P. Mahaleb L. — Monte Chiarino presso Fondi: Ten. Syll., p. "1 - 

Sassi calcarei a Campello presso Uri : Terrac. N. Relaz. I, 

p. 101. 

Spiraea L. 
100.'». S. Filipendula L. — Nei prati e campi jtresso Itri: Terrac. \. 

Relaz. I, p. 101. 

Oeum. L. 

1001. G. urbanum L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

G. rivale L. — Selva Mesia nelle Paludi Pontine : Marat. FI. 
Rom. I, p. 370. 

Oss. — Da escludersi dalla Flora Romana. 

Potentina L. 

1005. P. reptans L. — Terracina: Gravis, p. 14 ; Dor. ! Beg. ! — Boschi 
umidi presso ponte Badino : Gravis, p. 18 - Nimfa: Marat. 
FI. Rom. I, p. 374. 

lOOC). P. hirta L. — Norma, Bassiano, Cori e Segni: Evers, in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 164 (sub f. pentaphi/lla Terr.), 
var. laeta Auct. — Monte Circeo: Fior, in Bert. FI. It. V, p. 2.50; 
Som.! Beg. ! (vers, nord) - Monti Lepini da Rocca Massima 
a Segni : Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 134 e 164. 

1007. P. recta L. — Itri a Campello ed a m. Faito negli Ausoni: 

Terrac. N. Relaz. I. p. 102. 

1008. P. Detommasii Ten. f. Lepinensis Evers. — Nei Lepini tra Norma 

e Carpinete al fonte dei pastori : Evers, in Terrac. A. Con- 
trib. IV, p. 163 - Vetta di m. Lupone: Beg.! - Monte 
Circeo: Fior, in Terrac. A. 1. e, ed in Contrib. III, ]», 1 U. 

O.ss. — 1 miei esemplari sono rolmsti , alti 30-40 cm. . con 
corimbo aperto, a rami lunghetti, divaricati, con fiori grandi, 
molto più lunghi d(d calice. Col confronto di abbondante mate- 
riale della Provincia, e (juindi d'Italia, vedrò in seguito se sia 
una buona t'orma da mantenersi (piella die 1" Evers chiama 
lepinensia, a cui (juesta mia per molti caratteri si avvicina. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 311 

P. Comarum Scop. — Nei luoghi umidi di Nimfa: Marat. FI. 
Rom. I, p. 176. 

Oss. — Da escludersi dalle PotentiUae della Flora Romana. 

lOOU. F. vesca L. — Dune da Terracina a m. Circeo: Gravis, p. 22 - 
Monte Circeo: Chiov. ; Som.! - Presso Paola: Beg.! 

Pinlbus L. 

1010. R. glandulosus Wilid. - Itri a Campello e nel Catascone : Terrac. 
N. Relaz. I, p. 101. 

JOII. R. tomentosus Bork. in Roem. — Monti di Itri: Terrac. N. Re- 
laz. I, p. 101 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Ag"riiiioiiia L. 

1012. A. eupatoria L. — Nei Lepini a Bassiano: Evers, in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 138 e 162 - Terracina : Dor. ! - Monte 
Circeo : Beg. ! 

A-i-emoiiia Neck. 

1013. A. agrimonioìdes L. — Itri a Campello, nei m. Ausoni: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 102. 

Oss. — Pianta abbastanza comune anche nei Lepini , dove è 
indicata dal Rolli e testé ritrovata dal march. Boria in più luoghi 
di questa catena. Manca, a quanto se ne sa, negli altri monti 
della Provincia. 

A.lelxeiMLÌlla L. 

101 t. A. arvensis Scop. — Arene marittime presso Terracina: Beg.! 
101.5. A. microcarpa Boiss. et Rent. — Salto di Fondi: Terrac. N. in 
Atti 1. e, p. 2. 

I*oter*iuin. L. 

lOKi. P. Sanguisorba L. — Monte delle Fate nei siti erbosi: Terrac. 
N. , in Terrac. A. Contrib. IV, p. 145 e 162. 

R.osa- 

1017. R. sempervirens L. — Rive dei canali Pontini: Fior, in Bert. 

FI. It. V. p. 211 - Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

1018. R. rubiginosa L. Fondi: Ten. SylI., p. 72. 



312 A. BEGUINOT 

lOI'.i. C. oxyacantha Jaci). — Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. lOM- 
Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. V, p. 1 16 - Bo.-<chi umidi 
a ponte Badino: Gravis, p. 18. 
var. monogina .Jficq. — Terracina: Dor.! - Monte Tirceo: Beg.! 

>re«piln!-» I.. 

10-JO. M. germanica L. Monte Circeo: Abbate, (luida, I, p. 234; 
Dor. ! Som.! Bey. ! 

1021. M. Pyracantha L. Tra Fondi e Terracina e tra Fondi ed Itri : 

Ten. Fl. Nap. 1, p. 252, et Syll., p. 70. 

I*irus L. 

1022. P. amygdallformis Vili. — Terracina, e ni. Circeo: Dor.! Som.! 
102.'i. P. cunelfolia Guss. — Fra Terracina e Fondi: Chiov. 

1021 °. communis L. — Boschi sotto m. Circeo: Gravis, p. 10. 
1025. P. malus L. — Boschi sotto m. Circeo: Gravis, p. lo - Monte 

Circeo: Dor. ! Som.! - Terracina: Chiov. 
1020. P. aucuparia Gaertn. - Monte Circeo: Som.! 

LYTHRACEAE. 

1027. L. Salicaria L. — Paludi Pontine: Marat. Fl. Roni. I, p. Sob - 

Paludi sotto m. Circeo: Beg. ! 
var'. canescens Guss. - Siepi sotto m. Circeo: Beg.! 
102S. L. Graefferi Ten. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It.V, p. 1:{: Dor.! 

Som.! - Lago di Fondi: Beg.! - Piani sotto m. Circeo: 

Dor. ! Som. ! 
1020. L. Hyssopifolia L. — F'aludi Pontine: Maral. Fl. Horn. I, p. .3:^0 - 

Sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

1030. L. tribracteatum Salz. = L. thymifblia L. — Paludi Pontine: 

Marat. Fl. Rom. I, p. 336. 

r>eplis L. 

1031. L. Portola L. — Paludi Pontine: Marat. Fl. Rom. I, p. 276 - 

Piani sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 313 

EPILOBIACEAE. 
Jilpilolbivini I-. 

]().S2. E. tetragonum L. — Terracina: Fior, in Beri. FI. It. IV, p. :M)0 - 

Piani sotto m Circeo: Dor.! Som.! 
IO.'!.'!. E. lanceolatum Seb. et Maur. — Fondi presso la Fontana di Vi- 

truvio : Terrac. N. Relaz. I, p. 104. 

Oss. (,)uesto Epilohiwn e l'affine E. vionlarmin sono legati fra 
loro })er un grande numero di passaggi , e sebbene la più grande 
parte degli autori consideri queste due piante come due specie, 
per alcuni moderni 1' E. lanceolalurn non sarebbe che una specie 
localizzata e ridotta del primo. Fra questi ricordo ilParmentier (^), 
il (juale avrebbe trovato ancora che le due specie non differiscono 
nemmeno per caratteri anatomici, se non si vuole dare peso a 
tenui differenze quantitative che non hanno da sorprendere, vista 
r area di vegetazione assai estesa ed assai varia dell' E. mantanum. 
Nella Provincia di Roma questo Epilobiimi è limitato ai monti, e 
precisamente alla regione del faggio di cui è così bello ornamento; 
r E. kuice.oldtvm d" altra parte è proprio e dirò esclusivo del piano 
sopratutto nei luoghi umidi , alle sponde dei canali e dei fossi , 
e talvolta nei boschi , sebbene raramente. Mi limito per ora ad 
accennare a queste nuove vedute , riserbandomi di decidere la 
questione quando avrò più abbondante materiale di confronto. 

UYM. E. montanum L. - Campello presso !tri: Terrac. N. Relaz. I. 

p. 101. 
1035. E. parvifiorum Schreb. — Acquitrini presso Terracina: Fior, in 

Bert. FI. It. IV, p. 208. 
10.36. E. hirsutum I>. — Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. I, p. 28S. 

Cii'caea L. 

1037. C. Lutetiana L. - Canipello presso Uri : Terrac. N. Relaz. I, p. 104. 

Trapa L. 

1038. T. natans L. — Lago di Paola: Sang. FI. Rom., p. l.'^3. 

(') Parmentier: Du ròle de l'auatomie pour la distiuctiou de l'espèce critique 
ou litigieuse. Annates des Sciences Naturel. Huit. serie — Botanique — Paris, 1895, 
p. 17. 



314 A. BEGUINOT 

Oss. — L'ho ricercata con molta attenzione in questo lago, 
essendo esso forse V unica località di questa specie nel Romano , 
ma r ho anche cercata invano, io ed altri prima di me. Quindi 
tino a prova contraria giudico debba ritenersi come specie dubbia 
per la Flora Romana. 

HALORAGEAE. 
3lA^rio|>livlliim 1>. 

10.'!<|. M. spicatum !.. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. X. p. 11>S - 
Stagni presso Terracina: Gravis, p. 15 e presso ponte Ba- 
dino : Beg. ! - Lago di Fondi : Beg. ! 

1010. NI. verticillatum L. — Acque stagnanti e fossi Pontini: Fior. Giorn. 
Let. Pisa, t. 17, p. 132 -- Inondati presso Fondi: Ten. SylI., 
p. 131. 

1041. M. alterniflopum DC. — Paludi presso Terracina: Gravis, p. 15. 

Hippuris L. 

1012. H. vulgaris L. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 

p. 161, in Bert. FI. It. L p. 23; Sang. FI. Rom., p. 3 - Presso 
Terracina: Gravis, p. 15 - Stagno di ponte Badino: Beg.! 

MYRTACEAE. 
]M;vr*tu.s TouRN. 

1013. M. communis L. — Lepini, nel m. Sant'Angelo sopra Sezze: Evers, 

in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139 e 165 - Terracina: Dor. ! 
Som. ! - Nella vegetazione delle dune da Terracina al 
Circeo: Gravis, p. 22 - Monte Circeo sopratutto nel vers, 
sett.: Gravi.s, p. 10. 27: Dor.! Som.! Beg.! - Selva di 
Astura: Marat. FI. Hom. I, p. 351. 

. Ir*iiiiioa L. 

I0t4. P. Granatum L. — Terracina nel littorals : Dor.! Som.! 

CRASSULACEAE. 
•^rill»*<»a L. 

104.'"i. T. muscosa L. — Dune tra la Lestra ('ampo di gi-ano e Lestra 
Montanari: Chiov. - Sotto in. Citreo nelle l'adui'o dei 
boschi : Gravis, p. 21. 



FLORA OKI lUCINI PONTINO E AUSONIO 315 

Oss. — Specie molto più frequente di quanto si crede nella 
Flora della Provincia di Roma. Io l' ho raccolta abbondantemente 
nei m. Ernici (Paliano, Serrone ecc. nei campi), nei dintorni di 
Roma (Valle di Acqua Traversa, Valle dell' Insugherata ecc.), alla 
Magliana nei poggi arenosi, nel littorale di Maccarese, e fra 
Nettuno e Torre Caldara, comunissima! 

CotA-lecloii Touux. 
lOk). C. horizontalis Guss. — Terracina, e m. Circeo: Dor. ! Som.! 
/". robustior Nob: Caulis in nonnullis speciminibus luxuriant;, 
[)lusquam pedalis: racemus confertior, ramosus a basi ad 
medium et ultra, ramis longis (7-8 cm.) erecto-patulis. 
Roccie di m. Circeo nella via che dal paese conduce al 
Semaforo (vers, sett.) : Beg. ! 

Oss. — La forma che ho raccolto attorno a Roma, ed in più 
luoghi nella Provincia, ha costantemente il caule subsemplice ed 
il racemo contratto, breve (Cfr. Sang. FI. Rom. , p. 360). 

1047. C. Umbilicus L. — Lepini tra Cori e Norma: Gravis, p. 5; 

Terrac. A. Contrib. lY, p. 130; Abbate, Guida, I, p. 230 - 
Monte Circeo (sud): Gravis, p. 20; Abbate, I. e. p. 234. 

Sedum DC. 
S. Notarjanni Ten. — Tra i macigni calcarei delle basse mon- 
tagne nelle vicinanze di Fondi : Ten. Prod. FI. Nap. p. 26, 
tab. XL; FI. Nap. I, p. 24.5, Syll., p. 6.5; Pari. Fl. It. IX, 
p. 35; Arcang. Comp. 2.° ed. p. .566. 

Oss. — Quantunque riportato nel Compendio dell'Arcangeli . 
dai tempi del Tenore in poi non fu più ritrovato, e sembra fatto, 
come bene osserva Parlatore, 1. s. e. , su di un individuo stentato 
di .S'. populifolium Lin. tìl. di Siberia, introdotto nei giardini di 
Europa fin dal secolo passato. 

1048. S. stellatum I-. — Itri alla Civita: 'i'errac. N. Relaz I, p. 108 -- 

Monti di Terracina: Gravis, p. 12, in Pari. Fl. It. IX, p. 78; 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 143: Abbate, Guida, I, p. 231; 
Dor. ! Som. ! - Monte Circeo presso il Semaforo : Beg. ! 
104P. S. maximum Sent. = .S'. lati folium Beri. — Nel vallone di Capo 
di Acqua (monti Ausoni): Terrac. N. Rela/. I, p. 108. 



31() A. BEGUINOT 

1050. S. Cepaea L. — Monte Circeo : Som. ! -- Terracina : Beg. ! 

1051. S. dasyphyllum L. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 108. 

1052. S. glaucum W. et K. r^ S. hispanicum L. — Terracina: Fior. 

in Her(. Fl. It. IV, p. 714, in Pari. Fl. It. IX, p. 04 - Itri: 
Terrac. .\. Relaz. I, p. 100. 

1053. S. album L. — Itri a m. Tutelo: Terrac. N. Rela/. I, p. 108. 

1054. S. rubens L. — Terracina nelle rupi: Dor.! Som.! 

1055. S. neglectum Ten. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. 1, p. IO'.'. 

1056. S. rupestre L. — Rupi di m. Circeo: Dor.! Soni. I 

1057. S. altissimum Poir. :=i .§. nicaeenae All. — Roccie da Terracin;t 

a Fondi: dravis, p. 12; Pari. Fl. It. IX, p. 17. 

MESEMBRIANTHE.M A( 'EAK. 
31e!«!eitilbria,ntlieiiiLUiii !.. 

10.58. M. nodiflorum L. — Monte Circeo nelle roccie presso S. Felice: 
Dor. ! Som.! Beg.! 

Mollujio 1. 

10,50. M. lotoides L. — Negli inondati verso il mare (I^al. Pontine): 
.Moricandi, in Seb. et Mauri, Fl. Rom., p. 1H6; Sang. Fl. 
Ho in., p. 307 (sub Gì ino). 

CACTACEAE L. 
Opuutia TouKN. 

1060. 0. Ficus-indica Mill. — Coltivato e spontaneo sulle roccie presso 

il castello di Teodorico sopra Terracina: Gravis, p. 0. 

1061. 0. amyclaea Ten. — Portella sulle rupi calcaree nei m. Ausoni: 

Ten. Syll., p. 70 ~ Dintorni di Fondi, e ad Uri : Terrac. N. 
Relaz. I, p. 10'. • - Roccie presso il palazzo di Teodorioo: 
Gravis, p. 9. 

SAXIFRAGACEAE. 

Saxi Tracia L. 

1062. S. rotundifolia L. — Itri sulla vetta di m. Faito: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 110. 

1063. S. bulbifera L. - Itri a Campello: Terrac N. Relaz. I, p. 110. 

1064. S. granulata E. — Lei)ini, alla sommità della Semprevisa: Rolli, 

in Terrac. A. Contrib. IV, p. 165. 



FLOHA DKI BACINI I'ONTINO K AUSONIO 317 

1065. S. tridactylites L. — Arene presso Terracina: lieg.l 

/'. muralis Terrac. A. — Tra Cori e Norma , ed a Sezze : 
Gravis, p. 5, Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 138, 139, 164. 

APIACEAE. 
Hyclroeot^vle Tourn. 

1066. H. vulgaris L. — Paludi Pontine: Marat. Fl. Rom. I, p. 193. 

var. prolifera (Mar.) — Presso 1' abbazia di Fossa Nuova lungo 
le rive del fiume Amaseno : Marat. 1. e. p. 193. 
— Pianta omnino ut in typo, sed ab eo distincta umbellis centra- 
libus proliferis, racemoso ramosis, verticillis duodecim-quindecim, multi- 
tloris -— H. plejantha Ces. ? 

Oss. — Maratti 1. e. la considera per specie. Sebastiani e 
Mauri, Fl. Rom. , p. 100, ed il Sanguinetti. Fl. Rom. , p. 233, 
la comprendono nel tipo e quest' ultimo nella diagnosi allude 
ad essa = pedunculis cenlralibus saepe racemoso ramosis. Riferisco 
a questa varietà, sebbene con dubbio, VH. plejantha Ces. 

1067. H. natans Cyr. — Fossi e paduli presso Terracina: Rolli, in 

Pari. Fl. It. VII!, p. 231; Gravis, p. 15; Beg.! -- Boschi 
umidi presso ponte Badino : Gravis, p. 18. 
^= Cardamine aquatica, cotyledonoidea, fiore albo. — Presso 
Sermoneta e presso il ponte di Terracina: Barrelier. 1. e. 
p. 44. Te. 1163. 

Oss. — Per questa pianta, questa località è unica per la 
Provincia di Roma e rannoda in qualche modo le località del 
mezzogiorno d' Italia, dove questa specie è sopratutto largamente 
rappresentata, con quelle del settentrione, dove la specie si la 
sempre più rara. 

La fig. citata del Barrelier è fatta su foglie di H. natans, Cyr. 
e su fiori e frutti di Sasturtium officinale L. Su di ciò con- 
fronta: Tilli, Cat. hort. Pis. p, 83; Moretti, Prosp. Fl. It. p. 4; 
Savi G., Pugil. p. 8; Bert. Fl. It. Ili, p. MI. 

Ex'.viig'ivim TouKX. 

1068. E. campestre L. — Terracina : Som. ! 

1069. E. marltimum L. — Spiaggia di Sperlonga: Tei'rac. N. Relaz. 1, 

p. Ilo - Spiaggia di Terracina: Gravis, p. 24; Beg.! 



l\\S A. i{K(;riNOT 

]07(). E. amethystinum L. - Itri a m. Faito ed alia ("i vita : Terrac. N. 
l^elaz. I. p. Ilo - Monte Circeo (vers, sei t.) : Beji. ! 

ioli. S. europaea L. — Macchie presso il lago di Fondi: Beg.! 
Eclxinoplioi'a 'I'oukn. 

1U72. E. spinosa L. - Littorale di Terracina: Fior, in Pari. FI. It. Vili, 
p. 358: Beg. ! — Littorale di Sperlonaa: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 111. 

Coniiini L. 

1073. C. maculatum L. — Terracina: Dor. ! Som. ! Beg. ! (nella citta). 

Smyrniiiin Toukn. 

1074. S. Olusatrum L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Ili, p. 2V)0, 

ed in Pari. FI. It.VIll, p. 470: Gravis, p. 1 I - Piani sotto 
m. Circeo: Beg. ! 

IBupleunim Tolkn 

1075. B. junceum L. — Itri alla discesa di S. Andrea: Terrac. N. 

Relaz. T, p. Ili - Monte Circeo nei boschi (vers, sett.): Beg. ! 
107(5, B. opacum Ces, = B. aristatum Bart. — Itri a Campello : 
Terrac. N. Relaz. I, p. Ili - Terracina e m. Circeo: Dor.! 
Som. ! 

1077. B. subovatum Link. — Sperlonga nell'anlrio di Tiberio: Fior, in 

Bert. FI. It. Ili, p. 132. 

Ti'iiiia lloFK. 

1078. T. vulgaris DC. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, y. 115 - 

Vetta di m. Lupone : Beg.! 

A.]jiviin. L. 

I07i:». A. graveolens L. — Terracina: Dor.! Som.! Beg.! - Lago di 
Paola : Beg. ! 

1080. A. nodiflorum B. et H. — Fondi: Terrac. N., in Pari. FI. It. Vili, 

p. 447 - Terracina e piani umidi sotto m. Circeo : Dor. ! 
Som. ! Beg. ! 

1081. A. crassipes B. et H. — Presso Astiira nelle macchie di Mattone: 

Rolli, in Pari. FI. It.VIll, p. {{><. 



FLOKA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 'M\) 

l()S2. A. ìnundatum ti. et H. — Sermoneta: Marat. FI. Rum. 1, p. 21:5 
(sub Sisone) - Fondi presso il lago: Terrae. N., in Pari. 
FI. it. Vili, p. 449. 

ÌOX-A. A. leptophyllum B. et H. — Fondi: Ten. in Pari. Fi. it. Vili, 
p. 1.51. 

A.iiiniì TouKN. 

1084. A. Visnaga Lam. — Paludi Pontine: Fior, in Hert. FI. I(. Ili, 
p. 255. 

Oanim L. 

lOS."). C. ammoides B. et H. =^ Sison Ammi Jacq. — Presso il castello 
di Cori nei m. Lepini : Marat. FI. Rom. I, p. 213 - Fondi : 
Ten. Syll., p. 43 - Fondi lungo il fiume Acquachiara : 
Terrac. N. Relaz. I, p. 114, in Pari. FI. It. Vili, p. 167 - 
Terracina: Fior, in Pari. 1. e; Dor,! Som.! 

1086. C. verticillatum Kocli. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Ili, 

p. 305. 

Siiim. TouRN. 

1087. S. angustifolìum L. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI, It. Ili, 

p. 277, in Pari. FI. It. Vili, p. 464 - Canali e fossi presso 
il lago di Fondi: Beg.! 

1088. S. latifolium L. — Terracina nelle paludi: Gravis, p. 10, 

Ciovita L. 

1089. C, virosa L. — Paludi presso Sermoneta: Marat. FI. Rom. I, 

p. 216. 

Oss. — Nella regione è abbondantissimo il Conàim macii- 
latum L.: manca in tutta la Provincia il gen. Cicuta j e sarebbe 
interessante constatarne , sebbene ne dubiti , la presenza nella 
località indicata dal Maratti. Nella Provincia senza eccezione il 
volgo chiama Cicuta il Conium maculatum, e fra le piante offi- 
cinali passa sotto il nome di Cicuta maggiore. Non è improbabile 
che anche il Maratti sia caduto in questo errore di nome, che 
ha portato un errore di genere. 

I*iiifi.l>iiiella L. 

1000. P. lutea L. — Itri alla discesa di S. Andrea, e lungo la via da 
Fondi a Lenola: Terrac. N, Relaz. l, p. 113. 



320 A. BEG LI NOT 

1091. P. peregrina L. — Monte Circeo: Sanji-. Fl. Rom., p. 229; Abbate, 

(ruida, I, p. 2.31; Dor.! Som.! Beg.! (nei boschi del 
vers. sett.). 

1092. P. anisoides Brig. var. Gussonii Bert. — Falde meridionali di 

m. Circeo: Rolli, in Pari. Fl. It. Vili, p. 459, in Arcang. 
Comp. 2." ed. p. 59(3. 

Ting-ixarra Parl. 

1093. T. sicula B. et H. = Lihanotis sicula L. =^ Atltamanta si- 

cula L. — Sulle rupi dei monti e sui ruderi del palazzo 
di Teodorieo sopra Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 
p. HO, in Bert. Fl. It. Ili, p. 318; Sang. Fl. Rom., p. 235: 
Abbate, Guida, I, p. 231; Terrac. A. Contrib. IV, p. HO; 
Arcang. Comp. 2.° ed., p. 597 : Dor.! Som.! Beg.! Gli 
stessi autori la indicano anche di m. Circeo dove è comune 
sulle roccie di ambedue i versanti - Monte Sant'Angelo 
sopra Sezze nei Lepini : Terrac. A. 1. s. e, p. 139. 

Oss. — Pianta caratteristica dei luoghi rupestri calcarei j)resso 
al mare in tutta la regione, nonché dei ruderi, di cui è un ele- 
gantissimo ornamento. Sebbene la si ritenga propria della costa 
occidentale, e si citi solamente il Gargano per l'orientale, si 
spinge anche in luoghi lontani dal mare ; cosi è abbastanza co- 
mune nei m. Lepini dove è indicata di Sezze dal Terracciano , 
e testò ritrovata abbondante sulle mura di Norma dal march. Doria. 
Manca nel versante settentrionale ; è quindi una di quelle specie 
che caratterizzano lo spiovente sud di questi monti, che risente 
r influenza diretta del mare. 

iSoaiKiiX 'l'otRN. 

1094. S. Pecten-Veneris L. - Terracina: Gravis, p. Il; Dor.! Som.! 

Beg. ! 
/: umbrosa Nob. — Pianta ubera. Caulibus ramosis, efTusis 
4-5 dm. longis: diacheniis rectis, strictis, rostro sex-septies 
partem seminiteram superanlibus - Siepi e luoghi onilirosi 
lungo la via da Torre di Paola al lago, presso quest'ultimo. 
Cfr. Beguinot, Bull Soc. Bot. it , a. 1897, p. 213. 

A-tltlirii-iCU!-* Si'i;i:N(ì. 

1095. A. vulgaris Pers. — Presso Terracina lungo la via per Gaeta : Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 3:21 

Clxaerojiliy lluMi Tourn. 
1096. C. temulum !.. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 
Seseli L. 

1U97. S, tortuosum L. — Presso S. Felice Circeo: Sang. Cent, tres., 
p. 45, e FI. Rom., p. 235; Pcarl. FI. It. Vili, p. 316; Abbate, 
Guida, I, p. 234. 

1698. S. montanum L. var. polyphyllum Ten. — Vetta della Semprevisa, 
nei m. Lepini : Beg. ! 

l^oeiiieuliiin. Gaertn. 

1099. F. officinale Ali. = F. viclf/a7-e Gnertn. — Itri a S. Nicola: Ter- 

rac. N. Relaz. I, p. 115 - Monte Circeo: Som. ! - Terracina: 
Grravis, p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, 
I, p. 231. 

1100. F. piperitum DC. — Terracina: Bert. FI. It. IK, p. 312; Gravis, 

p. 12; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143: Abbate, Guida, 1, 
p. 231; Dor. ! - Paludi Pontine: Bert. 1. e. 

IvurLdiiia,iiiiia, Scop. 

noi. K. slcula DC. = Brignolia pastinacae folia Bert. — Da Itri a 
Sperlonga : Terrac. N. Relaz. I, p. 114. 

Crith.in.ixm. Tourn. 

! 102. C. maritlmum L. — Comune nel littorale da Fondi al Circeo, sulle 
rupi di Terracina, del Circeo, nonché sulle arene: Terrac. N,, 
in Pari. FI. It. VIII, p. 241; Gravis, p. 26; Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231; Dor.! Beg.! 

Oeiiantlie L. 

1103. 0. pimpinelloides L. — Luoghi umidi arenosi, a Terracina : Fior. 

in Bert. Fl. It. Ill, p. 237; Dor. ! Som. ! - Fondi: Terrac. N., 
in Pari. Fl. It. VIII, p. 489 - Piani sotto m. Circeo: Beg.! 

1104. 0. fistulosa L. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., 1. 18, p. 163, 

in Bert. Fl. It. Ill, p. 234, in Pari. Fl. It. VIII, p. 494 - 
Piani sotto m. Circeo nelle sponde dei fossi : Beg. ! 

1105. 0. Lachenalii Gm. — Presso Fondi: Pasquale, in Pari. Fl. It. 

VIII, p. 495. 
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.», Voi. XVJU (15 Settembre 1897) 21 



322 A. BEGUINOT 

UOò. 0. peucedanifolia Poll. — Sponde dei ruscelli nei piani sotto monte 
Circeo : Beg. ! 
Oss. — Le determinazioni di questa Oenanlhe, e dell'O. fiMiir 
lusaL., sebbene studiate dal sig. Sommier, sono dubbie, poiché 
mancano i frutti che per l' identificazione precisa delle specie di 
questo genere sono ritenuti indispensabili. 

1107. 0. Phellandrium Lam. — Ruscelli lungo la via e nei boschi sotto 

m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

IMEeuni Toubn. 

1108. M. Mutellina Gaertn. — Monte Chiarino presso Fondi : Notarjanni, 

Viag. Bot., t. II, p. 17, in Ten. Syll., p. 40. 

Selinum L. 

1109. S. apioides B. etH. — Itri nel Catascone a Campello: Terrac. 

N. Relaz. I, p. 115 (sub Cnidió). 

A-ug-elica L. 

Ilio. A. sylvestris L. var. nemorosa Ten. — Paludi Pontine: Fior, in 
Bert. FI. It. Ill, p. 376 (^ var. ^ Bert.), ed in Parl.Fl.lt. 
VIII, p. 282 (sub Peucedano, excl. var.) - Presso ponte 
Badino lungo le sponde del fiume Portatore : Beg. ! 

Oss. — In queste località relativamente meridionali e basse, 
vegeta forse esclusivamente questa varietà, che nell' Italia me- 
ridionale diventa addirittura esclusiva. 

Ferula Tourn. 

1111. F. Ferulago L. — Terracina: Fior, in Bert. ¥\. It. Ili, p. 376 - 

Fondi: Masquillieri , in Bert. 1. e; in Pari. FI. It. Vili, 
p. 370 - Itri a S. Marco ed alla discesa di S. Andrea: 
Terrac. N. Relaz. 1, p. 115 -- Monte Circeo: Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 165. 

1112. F. nodiflora L. — Itri negli Ausoni: Ten. Syll., p. 12 (sub 

var. R. coDiferta Ten.). 

Peucedaiiuiii L. 

1113. P. sativum B. et H. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. Ili, 

p. 413 (sub Pastinaca), ed in Pari. FI. It. Vili, p. 257 - 
Presso il lago di Paola : Beg. ! 



FLORA DEI lUCINI PONTINO E AUSONIO 353 

1114. P. opacum Bern. — Lungo il fiume xVcquachiara a Fondi: Ter- 

rac. N. Relaz. I, p. 116 (sub Pastinaca). 

To I'd vii VI 111 J^. 

1115. T. apulum L. — Terracina: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, p. 163, 

in Bert. FI. It. Ili, p. 140 - Gravis, p. 12; Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231: Beg.! 

1116. T. maximum L. ~ Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Ili, p. 443, 

ed in Pari. FI. It. Vili, p. 247. 

Coi'iaiiclrum. L. 

1117. C. sativum L. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Arcad., t. 18, 

p. 163, in Bert. FI. It. Ili, p. 2.51, ed in Pari. FI. It. Vili, 
p. 566 ~ Lungo la via ed i campi da Terracina a ponte 
Badino, subspontaneo: Beg.! 

Bifbi'a HoFF. 

1118. B. testiculata DC. = B. ffosculosa Bieb. — Paludi Pontine: 

Fior. Giorn. Arcad., L 18, p. 163, in Bert. FI. It. Ili, p. 247 
(sub Coryandro) in Pari. FI. It. Vili, p. 489; Abbate, Guida, 
I, p. 231 - Terracina: Sang. FI. Rom., p. 249. 

DaiicuLS L. 

1119. D. platycarpos B, et H. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. Ili, 

p. 182 (sub Caucalide), in Pari. FI. It. VIII, p. .534: Abbate, 
Guida, I, p. 231 ; Dor. ! Som. ! 

1120. D. pumilus L. — Dovunque nelle arene del littorale; Terracina: 

Fior, in Bert. FI. It. IH, p. 183 (sub Caucalide), in Pari. 
FI. It. Vili, p.535; Dor.! Som.! - Fondi: Terrac. N., in 
Pari. 1. s. e. - Presso ponte Badino: Beg. ! -- Sotto monte 
Circeo : Dor. ! Som. ! 

1121. D. setulosus Guss. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

1122. D. Carota L. var. maritimus Lam. — Littorale di Terracina: Beg. ! 

1123. D. Gingidium L. = D. Carota ? polygaynus Fior. Gior. Arcad., 

t. 18, p. 168 — Roccie di m. Circeo: Fior. 1. e, in Bert. 
FI. It. p. 165 (sub var. K.), in Pari. Fi. It. Vili, p. 548 - 
Presso Torre di Paola sulle roccie prospicienti al mare: 
Som.! Beg. ! - Spiaggia di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 111. 



324 



A. BEGUINOT 



Caiicalì.«s L. 

1121. C. heterophylla B. et H. - Tra i cespugli a Campello presso Itri: 
Terrae. N. Relaz. I, p. 112. 

1125. C. Anthriscus Huds. — Lenola presso Fondi: Terrae. X. Relaz. 1, 

p. 112 (sub Torilide), in Pari. Fl. It. Vili, p. 53.5 - Terra- 
cina: Dor. ! Som. ! 

1126. C. infesta B. et H. — Presso le siepi ad Itri: Terrae. N. Relaz. I, 

p. 112 (sub Torilide). 

1127. C. daucoides L. — Itri nei campi: Terrae. N. Relaz. I, p. 112. 

1128. C. nodosa B. et H. — Terracina, assai comune nelle vie e nelle 

siepi: Fior, in Bert. Fl. It. Ili, p. 190 (sub Torilide), in 
Pari. Fl. It. VII, p. 563; Dor.! Som.! Beg.! -- Monte 
Circeo: Beg. ! 

Laser-pitiiim. L. 

1129. L. Slier L. var. ovalifolium Moris =^ L. garganicum Ten. — Monte 

delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. Contrib. IV, p. 157. 

1130. L. angustifolium L. := L. gallicum ? angustifolium L. — Rupi 

di Terracina: Marat. Fl. Rom. I, p. 209. 

1131. L. siculum Spreng. — Vetta di m. Lupone, abbondante: Beg.! 

Cfr. quanto scrissi su questa interessante specie, che è un 
acquisto prezioso per la Flora Romana, in Bull. Soe. Bot. 
It., p. 30, a. 18::)7. 

Elaeoseliiiixm Koch. 

1132. E. Asclepium Bert. — Monte Circeo nei luoghi aprici rocciosi, 

sopratutto presso il Semaforo e presso la vetta: Sang. Cent, 
tres., p. 46, e Fl. Rom., p. 245, in Pari. Fl. It. VIII, p. 507; 
Abbate, Guida, I, p. 234; Dor.! Som.! Be^.l - Uri a 
S. Nicola alla Civita ed alla discesa di S. Andrea: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 115. 

Oss. — Ha presso a poco la stessa distribuzione geografica 
generale della Tinguarra sicula e nella regione è comune come 
quella negli stessi luoghi. Però, a quanto se ne sa, non è pianta 
ruderale, e per di più è propria ad ambedue i versanti Lepini, 
da cui si spinge anche in altri monti del Romano, pei quali nun 
si può ammettere un' influenza diretta del mare. Da questi passa 
poi negli Abruzzi, dove è abbastanza comune. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 325 

ARALIACEAE. 

Ileclera Tourn. 

1133. H. Helix L. — Boschi umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 18. 

CORNACEAE. 
Cornus L. 

1131. C. sanguinea L, — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, p. l'.)7, ed in 

Pari. FI. It. Vlll,p. 176 - Monte Circeo: Dor.! Som.! - 

Presso S. Felice Circeo nelle rupi : Beg. ! 
113.5. C. mas L. — Monte Circeo (vers, nord): Abbate, Guida, I, 

p. 234 - Nel Catascone a Campello presso Uri: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 116. 

RUBIACEAE. 
Slierardia L. 

1136. S. arvensis L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. II, p. 73; Dor. ! 

Som. ! 

A.spex*ula L. 

1137. A. arvensis L. — Norma, nei m. Lepini: Marat. FI, Rom. J, 

p. 97 - Itri nei campi: Terrac. N. Relaz. I, p. 117. 

1 138. A. laevigata L. — Uri nei m. Ausoni : Terrac, N. Relaz. I, p, 117 - 

Terracina e m. Circeo : Dor. ! Som. ! 

1139. A, galioides M. B, — Presso Terracina a Porta Napolitana nel 

luogo detto l'Epitaffio: Sang. FI, Rom., p, 12, in Pari. FI. 
It. VII, p. 75; Abbate, Guida, I, p. 231, 

1140. A, cynanchica L. — Terracina: Sang. FI. Rom., p, 126; Abbate, 

Guida, I, p. 231 ; Som. ! 

1141. A, aristata var, merìdionalis Terr. A. ! — Monte Sant'Angelo sopra 

Sezze: Evers, in Terrac, A. Contrib. IV, p, 139 e 168. 

Crucianella L, 

1142. C. latifolia L, — Terracina, e m. Circeo, nei luoghi aprici, roc- 

ciosi: Rolli, in Pari. FI. It, VII, p. 76, in Arcang. Comp, 
2." ed, p. 624 ; Dor. ! Som. ! Beg. ! 
H monspeliaca L. — Monte Circeo: Fior, in Bert. FI. It. II, 
p. 113 - Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 118 (pro 
specie). 



3:20 A. BEGUINOT 

1143. C. maritima L. — Abbondante nelle arene del littorale presso 
Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. HI (sub Santid), 
in Bert. Fl. It. II, p. 114: Gravis, p. 24; Beg.! - Arene 
presso Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 118 - Piani sotto 
m. Circeo: Dor. ! Som. ! 

1141. C. angustifolia L. — Itri alia Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 118. 

fS'U'bia. TouRN. 

1145. R. peregrina L. — Terracina e nel m. Circeo: Fior, in Bert. 

FI. It. II, p. 148, in Pari. Fl. It. VII, p. 17; Gravis, p. 14; 
Dor.! Som.! Beg.! 
var. Bocconi Petag. — Nelle rupi marittime presso Fondi : 
Ten. Syll., p. 22, in Pari. 1. s. e. 

Gralium. L. 

1146. G. vernum Scop. — Monte delle Fate: Terrac. N., in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 145 e 1(58. 

1147. G. Cruciata Scop. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. II, p. 97, 

in Pari. Fl. It. VII, p. 67 - Fondi presso il lago : Beg. ! - 
Piani umidi sotto m. Circeo: Dor.! Som.! 

1148. G. Mollugo L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 118- 

Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

1149. G. erectum Huds. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. II, p. 103. 

1150. G. lucidum Ali. = G. corrudae folium Vili. — Monte Sant'Angelo 

sopra Sezze : Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 130 e 168. 

1151. G. cinereum Ali. — Terracina e m. Circeo nelle roccie di ambedue 

i versanti: Dor.! Som.! Beg.! 

1152. G. palustre L. P constrlctum Chaub. = G. debile Dq^^. = G. palu- 

stre P Bert. = G. palustre b. (ìuss. = G. palustre ? uli- 
ginosum Sang. FI. Rom., p. 120 — Lago di Fondi: Terrac. N., 
in Pari. Fl. It. VII, p. 42 (excl. var.) - Piani sotto m. Circeo 
nei canali e fossi: Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — Questa varietà, di cui ho creduto conveniente riassu- 
mere la sinonimia, sostituisce il tipo nei luoghi littoranci o 
prossimi al mare: è citato di Ostia (Sang.) ed io l'ho raccolto 
a Maccarese ! Magliana ! Nettuno I Secondo il Comp. dell' Arcang. 
2.* ed. p. 627, avrebbe un'area molto meno estesa, e sarebbe 
limitato a poche località Toscane ed alla Sardegna. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 327 

1153. G. pusillum L. — Sennino: Marat. FI. Rom. I, p. 101. 

1154. 6. aparine L. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

1155. G. parisiense L. — Monte Circeo: Rolli, in Pari. FI. It. VII, p. 55. 

a anglicum Huds. — Monte Circeo : Dor. ! Som. ! — Presso 

ponte Badino : Beg. ! 
P lltigiosum DC. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

1 156. G. murale AH. - Rupi presso Terracina : Beg. ! 

Vaillaiitia L. 

1157. V. muralis L. — Rupi di Terracina: Fior, in Beri Fi. It. II, 

p. 139; Gravis, p. 13; Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; 
Abbate, Gruida, I, p. 231 ; Chiov. - Monte Circeo: Beg.! 

1158. V. hispida L. — Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. Contrib. 

IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 231. 

CAMPANULACEAE. 
Laurentia L. 

1159. L. Micheli! DC. — Maremme di Fondi: Ten. FI. Nap. Ill, p. 224, 

Syll., p. 31, in Pari. Fl. It. VIII, p. 25 -- Piani umidi sotto 
m. Circeo: Dor.! Som.! 

Iasione L. 

UGO. I. montana L. — Littorale da Terracina a m. Circeo: Dor.! 
Speculari a Heist. 

1161. S. Speculum DC. — Terracina, nelle arene: Dor.! Som.! Beg.! - 

Monte Circeo: Dor.! Som.! 

1162. S. falcata DC. fil. — Itri, nei campi: Terrac. N. Relaz. I, p. 137 - 

Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! 

1163. S. hybrida DC. fil. — Itri, nei campi: Terrac. N. Relaz. I, p. 137. 

"Walilenlberg-ia Schrad. 

1164. W. graminifolia B. et H. var. bracteosa Terrac. A. = Campanula 

gr amini folia B Rolli : Rom. pi. cen. XVIII , p. 125 — 
Monti Lepini alla Semprevisa, in Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 173. 

Oss. — Il Terracciano osserva che questa specie con la varietà 
non è rara nei m. Simbruini, e l'osservazione è giusta. Gli 
esemplari che ho raccolto io non possono essere riferiti alla 



328 A. BEGUINOT 

varietà del Rolli, poiché i cauli sono sempre prostrati, raramente 
ascendenti, le brattee esterne più brevi dei fiori , e le interne 
appena raggiungenti la loro altezza , mai sorpassandoli , come 
appunto nel tipo. 

Caiiipa-iiula !.. 
1105. C. persicifolia L. — Vetta di m. Lupone (Lepini): Beg.! 

Oss. — Non ancora segnalata nei Lepini, ò una specie molto 
comune su tutti gli Apennini della Provincia a cominciare dai 
1000 m. 

1166. C. fragilis Cyr. — Roccie di Terracina: Sang. FI. Rom., p. 198, 

in Pari. FI. It. Vili, p. 118; Abbate, Guida, I, p. 232; 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 172 (con v. glabra e v. canescens 
Ten.) - Monte Circeo in ambo i versanti: Fior. Giorn. 
Arcad., t. 18, p. 162 (v. glabra Ten.); Dor.! Som.! Beg.!- 
Monte Sant'Angelo sopra Sezze : Evers, in Terrac. A. Contrib. 
IV, p. 130. 

1167. C. rotundifolia L. — Nei monti di Sezze e Piperno: Marat. FI. 

Rom. I, p. 148. 

1168. C. Erinus L. - Terracina e m. Circeo: Dor.! Som! Beg.! 

1169. C. glomerata L. — Vetta di m. Lupone (Lepini): Beg.! 

Oss. — Cresce con la C. persicifolia alla stessa altezza, ed è 
specie molto comune sui monti del Romano. Per i Lepini non 
era ancora indicata. 

CUCURBITACEAE. 

Bryonia Tourn. 

1170. B. dioica Jacq. — Siepi nella via presso S. Felice Circeo: Beg.! 

iEudballion Rich. 

1171. E. Elaterium Rich. — Presso Terracina: Beg.! 

LONICERACEAE. 
Samlbucus Touen. 

1172. S. nigra L. — Monti Lepini tra Cori e Norma: Gravis, p. 6; 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 136; Al)bate, Guida, I, p. 231 - 
Monte Circeo: Dor. ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 329 

1173. S. Ebulus L. — Tra Cori e Norma: Gravis, p. 6; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 136; Abbate, Guida, I, p. 230. 

"Vil>ui*fnim L. 

1174. V. Opulus L. — Paludi Pontine nel margine dei canali: Fior. 

Giorn. Arcad., t. 18, p. 104, in Beri. FI. II. Ili, p. 485, in 
Pari. FI. It. VII, p. 113: Sang. FI. Rom., p. 250 - Boschi 
umidi presso ponte Badino: Gravis, p. 18. 

1175. V. Tinus L. — Terracina: Abbate, Guida, I, p. 232 - Monte 

Circeo presso S. Felice: Beg.! 

Lonicei'a L. 

1176. L. implexa Ait. = L. balearica DC. — Terracina: Fior. Giorn. 

Let. Pisa, t. 17, p. 115, in Bert. FI. II. II, p. 500, in Pari. 
FI. It. VII, p. 121; Sang. FI. Rom., p. 201; Abbate, Guida, 
I, p. 234; Dor.! Som.! - Boschi umidi presso ponte Badino: 
Gravis, p. 18 -- Monte Circeo: Dor.! Som.! 

1177. L. etrusca Savi in Santi — Monte delle Fate: Terrac. N. , in 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 145 e 169. 

VALERIANACEAE. 
Valei-ianella Toorn. 

1178. V. Auricula DC. — Terracina: Dor.! Som.! 

1170. V. microcarpa Lois. = F. mixta DC — Itri nei campi: Terrac. 
N. Relaz. I, p. 1 10 -- Vigne di Terracina : Gravis, p. 23. 

1180. Y. eriocarpa Desv. — Terracina: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, 

p. 110, in Bert. FI. It. I, p. 187; Dor.! Som.! ■- Monte 
delle Fate nei luoghi erbosi : Terrac. N. , in Terrac. A. 
Contrib. IV, p. 145 e 169 -- Itri: Terrac. N. Relaz. I, 
p. 119 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Valeriana Tourn. 

1181. V. officinalis L. — Territorio di Terracina : Fior, in Bert. FI. It. I, 

p. 169, in Pari. FI. It. VII, p. 141. 

1182. V. tuberosa L. — Sommità dei m. Lepini: Rolli - ed alla 

Semprevisa: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 169. 

Ceixtraiithixs DC. 

1 183. C. ruber DC. — Itri sulle mura: Terrac. N. Relaz. I, p. 119 -- 
Monte Circeo: Dor.! Som.! Bes:. ! - Fra Cori e Norma: 



SSO A. BEGUINOT 

Gravis, p. 6; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137; Abbate, 
Guida, I, p. 230. 
llf^l. C. Calcitrapa Dufr. — Monte Circeo: Cul)oni, in Pai-I. Fl. It. VII, 
p. 159 ; Dor. ! Som. ! 

DIPSACEA?! 
r>il>sacu!S TouRN. 

1185. D. sylvestris Mill. — Fondi: Terrac. N., in Pari. Fl. It. VII, 

p. 189 - Terracina: Gravis, p. 13; Terrac. A. Contrib. IV, 
p. 113; Abbate, Guida, I, p. 2.32 - Presso la torre di Paola 
nelle arene : Beg. ! 

Cephalai'ia Scura». 

1186. C. leucantha Schrad. — Fondi: Terrac. N., in Pari. Fl. It. VII, 

p. 198 ~ Itri alla discesa di Sant'Andrea: id. in Relaz. I, 
p. 120. 

Seal>iosa L. 

1187. S. integrifolia L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 120. 

1188. S. maritima L. — Littorale di Terracina: Fior, in Bert. Fl. It, 

II, p. 56, in Pari. Fl. It. VII, p. 259; Dor.! Som.! Beg.! - 
Monte Circeo: Dor.! Som.! 

1189. S. rutaefolia Vahl. — Spiaggia di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, 

p. 120 - Littorale di Terracina e del Circeo: Fior, in Bert. 
Fl. It. II, p. 63, in Pari. Fl. It. VII, p. 254; Sang. Fl. Rom., 
p. 119; Dor.! Som.! Beg.! 

ASTERACEAE. 
Eui>atoriuin. 

1100. E. cannabinum L. — E. trifoliatum Marat.? — Paludi Pontine: 
Marat. Fl. Rom. II, p. 226; Fior, in Bert. Fl. It. IX, p. 85 - 
Presso Terracina: Gravis, p. 16; Som.! — Lago di Paola: 
Beg. ! 

"Retasi tes Gaektn. 

1191. P. officinalis Moench. = Tussilago petasites L. -= Petasites 
Injbrida L. — Paludi Pontine : Marat. Fl. Rom. II, p. 243 - 
ScM-moneta nei Lepini : Marat. 1. s. e. 

ll'.t2. P. albus Gaortn. — Paludi Pontine: Marat. 1. e, p. 243 (sub 
TassUagine). 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 331 

Erig-eron L. 

119.^. E. canadensis L. — Paludi Pontine presso Castellone: Fior, in 
Bert. FI. It. IX, p. 185 - Terracina, nelle vie e nei 
campi: Beg.! 

Astei* L. 

1194. A. Tripolium L. — Luoghi arenosi e fossi del littorale di Terra- 

cina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 254; Dor.! Som.! 
var. angustlfollum Terrac. N. — Fondi presso le sponde del 
lago e nel Salto: Terrac. N. in Att. 1. e., p. G. 

1195. A. Savii Arcang. = Chrysocoma i^alustris Savi. — Lungo i pon- 

ticelli Pontini: Sang. FI. Rom., p. 674; Arcang. Comp. 2.» 
ed., p. 666. 

Bellis L. 

1196. B. perennis L. — Presso Terracina: Gravis, p. 14 - Monte 

Circeo (vers, sett.): Gravis, p. 27; Abbate, Guida, I, p. 235; 
Dor.! Som.! Beg. ! 

1197. B. annua L. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. IX, p. 320 - 

Monte Circeo: Gravis, p. 20; Abbate, Guida, I, p. 235. 

1198. B. sylvestris Cyr. — Monte Circeo: Abbate, Guida, I, p. 235. 

Senecio L. 

1199. S. vulgaris L. — Monte Circeo: Som.! 

1200. S. lividus L. -— S. foeniculaceus Ten. — Monte Circeo: Abbate, 

Guida, I, p. 234; Dor.! Som.! ~ Arene presso torre di 
Paola: Beg.! 

1201. S. leucanthemifolius Poir. — Terracina nelle arene marittime: 

Chiov. - Monte Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

1202. S. crassifolius Willd. — Littorale di Terracina: Fior, in Bert. 

Fl. It. IX, p. 218; Gravis, p. 21. 

1203. S. erraticus Bert. = S. aquaticus (Huds) Auct. rom. — Paludi 

Pontine, in più luoghi : Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 130, 
in Bert. Fl. It. IX, p. 130 - Fondi nel Salto: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 6 ~ Piani umidi sotto m. Circeo : Som. ! - Presso 
il lago di Paola : Beg. ! 

Oss. — Per S. aquaticus nella Provincia Romana, secondo me, 
non si ha da intendere che S. erraticus Bert., rimanendo quella 
specie propria ali' Italia superiore. Saggi dell' identica località de- 



33:2 A. HRGUINOT 

terminati per tali dalla Fiorini 1. e. sono riferiti rial Bertoloni 1. e. 
alla sua S. erraiicus ; e che sia una cosa molto vicina a questa, 
lo sospetta anche il Terracciano, il quale però la tiene distinta 
sopratutto per i capolini maggiori , le brattee ovato-ottuse bar- 
bellate all' apice , pedicelli e bratteole lineari acute , caratteri 
variabilissimi in questa specie e che s' attagliano alla diagnosi 
Bertoloniana. 

1201. S. erucifolius L. — Sponde del fiume Portatore presso ponte 

Badino: Beg. ! 
120."). S. Doronicum L. — Itri a m. Faito ed alla Civita: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 125. 

Clirvsantliemiim. L. 

1206. C. Myconis L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 318 

(sub Pi/rethró) - Monte Circeo : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

1207. C. segetum L. — Monte Circeo: Gravis, p. 27; Abbate, Guida, I. 

p. 235; Dor.! Som.! 

1208. C. coronarium L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 335: 

Sang. FI. Rom., p. 700 (sub Pinardia); Abbate, Guida, I, 
p. 232. 

Levieaiitlienixim Toukn. 

1209. L. vulgare Lam. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 124 

(sub Chrysanthemo). 

1210. L. latifolium DC. — Erbosi del m. delle Fate: Terrac. N., in 

Terrac. A. Contrib. IV, p. 145 e 169. 

Pyt'etlxruiii Hall. 

1211. P. Achilleae DC. — Nei boschi della Civita ad Uri: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 124 - Monte Lupone presso la vetta: Beg.! 

Antlxeiiiis L. 

1212. A. maritima L. — Liltorale di Terracina e del Circeo : Fior. 

Mauri, in Bert. FI. II. IX, p. 364; Dor.! Som.! Beg.l 

1213. A. montana L. — Monte di Fondi: Ten. SylI., p. 125. 

1214. A. secundiramea Biv. — Terracina nei luoghi arenosi del littorale: 

Fior. Mauri, in Bert. FI. II. IX, p. 366; Arcang. Comp. 
2: ed., p. 679. 

1215. A. arvensis L. - Terracina, nel litlorab-: Dor.! Som.! Beg.! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 333 

1210. A. Cola L. — Terracina, nelle arene: Dor.! Som.! Beg.! 

1217. A. tinctoria L. — Nel litlorale dovunque: Beg.! 

1218. A. austriaca Jacq. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 123. 

1219. A. Cotula L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. 1, p. 123. 

1220. A. mixta L. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 363 ~ 

Fra Terracina e Fondi: Chiov. - Nei vigneti a Sperlonga: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 123 (sub Maruta) - Monte Circeo ; 
Dor.! Som.! - Presso il lago di Paola: Beg.! 

Aiiacyclixs L. 

1221. A. radiatus Lois. — Comune nel littorale e lungo le vie presso 

Terracina: Fior, in Bert, FI. It. IX, p. 355; Dor.! Som.! 
Beg. ! - Littorale di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 123. 

A.cliillea L. 

1222. A. Millefolium L. ^=- A. pubescens Marat.? — Monte Circeo: 

Marat. FI. Rom. II, p. 269. 

Taiiacetiam. L. 

1223. T. vulgare L. — Monte Circeo: Marat. FI. Rom. II, p. 231. 

Diotis Desf. 

1224. D. candidissima Desf. — Littorale di Terracina: Fior, in Bert. 

FI. It. IX, p. 98 - Spiaggia di Sperlonga: Terrac. N. 
Relaz. I, p. 124. 

A^i'temisia L. 

1225. A. arborescens L. — Monti di Terracina: Fior, in Bert. FI. It. 

IX, p. 122. 

Bidens Tourn. 

1226. B. tripartita L. - Paludi Pontine: Marat. FI. Rom. II, p. 224. 

Xaiitliium TooRN 

1227. X. spinosum L — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.! Beg.! 

1228. X. strumarium L. — Littorale di Castellone : Fior, in Bert. 

FI. It. X, p. 181. 

1229. X. macrocarpum DC. til. — Presso il porto di Terracina: Gravis, 

p. 23. 



334 A. BEGUINOT 



A.in.l>i'0)-jia ToaiiN. 



1230. A. maritima L. — Comune in tutte» il littorale: Fior. Giorn. 

Arcad., t. 18, p. 167; Abbate, Guida, I, p. 232; Dor.! Som.! 
Beg. ! — Littorale di Sperlonga: Terrac. N. Relaz. I, p. 1.3G. 

Iixvila, L. 

1231. I. salicina L. — Nei Lepini a Bassiano, lungo la strada di Sezze: 

Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 170 — Campi e paludi 
presso Fondi : Beg. ! 

1232. I. conyza DC. ^^ Conyza squarrosa L. — Paludi Pontine a 

Castellone: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 176- Monte Circeo 
presso S. Felice : Beg. ! 

Pulicaria, Gaertn. 

1233. P. odora Rchb. — Littorale da Terracina al Circeo e sul monte : 

Dor. ! Som.! Beg.! 

1234. P. dysenterica Gaertn. — Paludi Pontine: Fior, in Bert. FI. It. 

IX , p. 275 (sub Inula). 

A.stex*iseiis Moench. 

1235. A. spinosus Gr. et Godr. — Terracina : Dor. ! - Presso S. Felice 

Circeo : Beg. ! 

Calenclula, L. 

1236. C. arvensis L. - Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 495; 

Abbate, Guida, I, p. 232 - P'ra Cori e Norma : Gravis, p. 6. 

I*lxag-iialon Cass. 

1237. P. rupestre DC. -— Conyza geminifìora Ten. = Conyza rupe- 

stris L. = Helichrysum sylvestì-e similis C. Bauhin. — 
Luoghi rocciosi, aprici, prospicienti al mare presso Terra- 
cina: Bauhin, Prodr. ; Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 130; 
Sang. FI. Rom., p. 684; Abbate, Guida, I, p. 232; Chiov. 
Dor.! Som.! Beg.! -- Monte Circeo, sopratutto nel versante 
meridionale : Dor. ! Som. ! Beg. ! 

H^eliclirysixm. Gaertn. 

1238. H. litoreum Guss. — Rupi e scogli a m. Circeo in ambo i ver- 

santi : Dor.! Som.! Beg ! 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 335 

Oss. — Non trovo ricordata da nessuno autore questa specie 
per la Provincia di Roma. Io la raccoglieva fin dal 1895 nelle 
rupi fra Anzio e Nettuno, e quest' anno l' ho ritrovata abbondan- 
tissima nel Circeo. Le località romane segnano il confine setten- 
trionale della distribuzione geografica di questa specie interessante. 
Cfr. Beguinot, Bull. Soc. Bot. It, p. 214, a. 1897. 

1239. H. Stoechas L. — Itri: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. lior. 

Oua-plxa^liuin L. 

1240. G. uliginosum L. — Paludi Pontine a Fogliano : Maral. FI. Rom. 

II, p. 238. 

1241. G. sylvaticum L. — Selve di Astura: Marat. 1. e, p. 238. 

Filag-o L. 

1242. F. germanica L. — Itri, Terracina e m. Circeo: Fior, in Beri. 

FI. It. IX, p. 159; Dor.! Som.! Beg.! 
P spathuiata DC. — Norma lungo il sentiero di Carpineto (Lepini) : 
Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 170. 

1243. F. gallica L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

Evax Gaertn. 

1244. E. asterisciflora Pers. —Monti presso Terracina: Dor.! Som.!- 

Monte Circeo, nei luoghi aprici rocciosi: Beg.! 

1245. E. pygmaea Pers. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 501. 

X.era,ixtliem.viiii L. 

1246. X. inaperlum W. — Itri sulla vetta di m. Tutelo: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 125. 
= X. herbaceum, foliis lanceolatis , patentibus Marat.? — 
Monte Circeo: Marat. FI. Rom. II, p. 238. 

Staelxelina L. 

1247. S. dubia L. — Terracina nel littorale: Marat. FI. Rom. II, p. 227. 

Carlina L. 

1248. C. lanata L. — Terracina, m. Circeo: Dor.! Som.! -- Presso S. 

Felice Circeo : Beg. ! 



óób A. BEGUINOT 

Crixpiiia Ca3.s. 

1249. C. vulgaris Cass. — Terracina e m. Circeo: Fior, in Bert. FI. 

It. IX, p. 449 (sub Centaurea); Dor.! Som.! Beg. - Itri alla 
Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 126. 

Centaurea. L. 

1250. C. alba L. - Itri: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 466 - Lenola 

presso Fondi: Terrac. N. Relaz. I, p. 127. 

1251. C. amara L. — Monte Circeo, presso S. Felice: Beg.! 

1252. C. Cyanus L. — Campello presso Itri: Terrac. N. Relaz. I, p. 126. 

1253. C. montana L. — Itri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 126- 

Yetta del m. Lupone e del m. Semprevisa, nei Lepini : Beg. ! 

1254. C. Cineraria L. '^ tipica Sommier: Nuov. Giorn. Bot. It., voi. I, 

(n. ser.) p. 81, a. 1894 = Iacea montana candidissima Stoehes 
foliis: Bauhin, Prodr., p. 128 =rr: Stoehe tenui folia, incana, 
magno capite, Italica: Barrelier, 1. e, p. 86. le. 348 = Cen- 
taurea candidissima Lam. — Roccie prospicienti al mare 
presso Terracina e nei dintorni : Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 449 ; 
Mauri, Cent. XIII, p. 41; Abbate, Guida, I, p. 232; Gravis, 
in Terrac. A. Contrib. IV, p. 144; Chiov.; Dor. ! Som. ! Beg.! - 
Portella, presso Fondi: Ten. Syll., p. 128 - Sperlonga: 
Terrac. N. , in Terrac. A. Contrib. lY, p. 160 - Monte San- 
t'Angelo sopra Sezze, nei Lepini : Evers, in Terrac. A. 1. e. 
p. 139 e 170 - Monte Circeo?: Abbate, Guida, I, p. 234. 
P Circae Som. = Iacea incana, capite squamato: Francesco De 
Honuphriis, Stirpium nomina ecc., p. 11, tab., a. 1682 = Iacea 
cinerea, laciniata, flore purpureo: Triumfetti, Observationes, 
p. 72, a. 1685; Morison, Plant. Hist. Ill, p. 141 = Centaurea 
Cineraria, C. foliis 1-pinnato fidis, laciniis latis oblongo-ova- 
libus, Guss. Fl. Sic. II, p. 511 = C. Busombarensis, h. obtu- 
siloba Guss. Add. et emend, ad vol. II, Fl. Sic, p. 873. — 
Nel monte Circeo, in più luoghi, sotto la vetta nelle roccie 
del versante settentrionale, presso il paese di S. Felice, e 
quindi nel versante meridionale, presso le cave al di là della 
batteria e verso la Torre del Fico: De Honuphriis, 1. e; 
Triumfetti, 1. e; Morison, 1. e; Dor.! Som.! Beg.! 

Oss. — A quanto già scrisse egregiamente intorno a questa 
varietà il Sommier, debbo aggiungere che prima del Triumfetti 



FLORA DEI BACINI PONTINO R AUSONIO lì^^l 

nell'anno 1(18^, un discepolo di questi, Francesco De-Honuphriis 
chiamava la Cenlaurea Circae , Iacea incana capile squamalo, 
facendone una specie a sé, distinta dalla Iacea montana candidis- 
sima del Bauhin, a cui sebbene con du])bio la riferiva il Trium- 
fetti qualche anno dopo. Nella lucida descrizione fa rilevare , che 
la sua Cenlaurea non differisce da quella del Bauhin che per il 
carattere offerto dalle foglie, e la chiama con frase felice, Cen- 
laurea incana, e non cinerea come fece il Triumfetti. Questo libro 
dimenticato da tutti, si conserva nella Biblioteca Casanatense, 
dove fu dissepolto forse per il primo da me, a caso, nel fare 
ricerche relative alla bibliografia della Flora Romana. 

1255. C. sphaerocephala L. — Comune nel littorale da Terracina ad 
Astura, non che nelle parti basse del m. Circeo: Gravis, 
p. 24; Dor.! Som.! Beg. !- Littorale di Sperlonga : Terrac. 
N. Relaz. I, p. 127. 

1250. C. solstitialis L. — Presso il lago di Paola: Beg. ! 

1257. C. melitensis L. — Monte Circeo, rara: Dor.! Som.! -- Cfr. Be- 

guinot, Bull. Soc. Bot. It., p. 214, a. 1897. 

1258. C. Calcitrapa L. — Terracina: Gravis, p. 15 - Monte Circeo: 

Dor.! Som.! 

CarilianxTxs L. 

1259. C. lanatus L. — Monte Circeo nella via per Paola: Beg.! 

Oai'cliivis L. 

12G0. C. pycnocephalus L. — Selva Mesia nelle paludi Pontine : Marat. 
FI. Rom. II, p. 214 - Terracina: Dor.! Som.! — Monte 
Circeo presso S. Felice: Beg.! 

Cix'sium r.. 

C. heterophyllum Ali. — Selva Mesia, nelle Paludi Pontine: Marat. 
FI. Rom. II, p. 217. 

Oss. — È una delle tante specie di questo autore, da esclu- 
dersi dalla Flora Romana , appartenendo a tutt' altro dominio 
floristico. 

1261. C. arvense Scop. — Terracina: Fior, in Bert. FI. It. IX, p. 82 
(sub Cnico). 
Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2..', Voi. XVIU (IC Settembre 1897) n 



338 A. BEGUINOT 

1262. C. palustre Scop. — Paludi Pontine: Marat. Fl. Kom. II, p. 214 

(sul) Cardilo). 

1263. C. monspessulanum All. — Paludi Pontine: Fior. Giorn. Let. 

Pisa, t. 17, p. 1.30, in Bert. Fl. It. IX, p. 13; Sang. Fl. 
Rom., p. 671; Abbate, Guida, I, p. 2.32; Arcang. Comp. 
2.» ed., p. 72.0. 

Sil^lbum. Vaili,. 

1261. S. Marianum Gaertn. — Terracina: Gravis, p. 14; Dor.! Beg.!- 
Nei Lepini tra Cori e Norma: Gravis, p. 6, Terrac. A. 
Contril). IV, p. 137; Abbate, Guida, I, p. 220. 

Tyi'iinniis Cass. 

1265. T. leucographus Cass. — Itri nell'andare alla Civita: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 126 - Littorale di Terracina : Dor. ! Som. ! 

Oalactites MoENt:ii. 

1266. 6. tomentosa Moench. — Terracina: Fior, in Bert. Fl. It. IX, 

p. 492; Gravis, p. 14; Dor.! Som.! - Nei Lepini tra Cori 
e Norma: Gravis, p. 6; Terrac. A. Contrib. IV, p. 137, 
Abbate, Guida, I, p. 230 - Presso S. Felice Circeo: Beg.! 

Ecliinops L. 

1267. E. Ritro L. — Monte Circeo nei bosclii verso Paola : Beg. ! 

Lapsaiia I>. 

1268. L. communis L. — Terracina: Fior, in Bert. VIII, p. 680; Gravis, 

p. 14 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 

l^hiag-adliolvis Tourn. 

126'.). R. stellatus Gaertn. — Terracina: Dor.! Som.! 

1270. R. edulis Willd. — Terracina nelle vie: Fior, in liert. VIII, p. 583. 

Myoseris L. 

1271. H. scabra \i. — Monti di Terracina, comune presso il palazzo di 

Teodorico: Fior. Giorn. Let. Pisa, t. 17, p. 129, in Bert. Fl. 
It. VIII, p. 55i; Sang. Fi. Rom., p. 651; Gravis, p. 13: 
Terrac. A. Contrib. IV, p. 143; Abbate, Guida, I, p. 232; 
Arcang. Comp. 2." ed., p. 732: Dor.' Som.! Beg.! 



FLORA DKI P.ACINI PONTINO E AUSONIO 'ò'ò\) 

KCocl^^'piiois TouRN 

1272. H. eretica W. = //. polymorplia DC. — Terracina: Fior, in Bert. 
FI. It. Vili, p. 558; Dor.! Som.! Deg.l 
var. tubaeformis Ten. — Terracina: Gravis, p. 14. 

Cicliorium. Touen. 

127:1 e. Intybus L. [3 divaricatum DC. - Nei Lepini nel ni. Sant'Angelo 
sopra Sezze: Evers, in Terrac. A. Contrib. IV, p. 139 e 171. 

Tolpis AOANS. 

1274. T. umbellata Bert. — Luoghi arenosi di Terracina: Fior, in Beri. 

FI. It. Vili, p. 542 - Falde del Cucuruzzo presso Fondi: 
Terrac. N. Relaz. I, p. 129 - Monte Circeo: Dor.! Som.! 
Beg.! 

1275. T. virgata Bert. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

tlypocliaeris L. 

127(1. H. glabra L. — Comune nella regione delle dune: Fior. Giorn. 
Let. Pisa, t. 17, p. 129, in Bert. FI. It. p. 572; Sang. 
FI. Rom., p. 659; Abbate, Guida, I, p. 232: Dor.! Som.! 
Beg.! 

1277. H. radicata L. — Monte Circeo: Dor.! Som.! - Presso il lago 

di Paola: Beg.! 

1278. H. aetnensis B. et H. — Terracina: Dor.! - Monte Circeo: Beg.! 

Leontodoii L. 

1279. L. saxatilis Rchb. — Monte Circeo nei luoghi rocciosi del vers. 

settentrionale sopratutto presso la vetta: Abbate, Guida, I, 
p. 235; Dor.! Som.! Beg.! 

1280. L. hispidus L. — Itri alla Civita ed a Campello: Terrac. N. 

Relaz. I, p. 130. 

l'icT'is L. 

1281. P. hieracioides L. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 130 - 

Nella via da S. Felice al lago di Paola: Beg.! 

Helin.iiith.ia Juss. 

1282. H. echioides Gaertn. — Terracina e m. Circeo: Dor.! Som.l 



340 A. BEGUINOT 

Ui'ospex'miim Scoi'. 

12.S3. U, Daleschampii Desf. — Presso il la^^o di Paola: Beg.! 

128 1. U. picroides Desf. — Terracina e presso m. Circeo: Dor.! Som.! 
Beg. ! 
var. glabrescens Terrac. A. — Fra i sassi lungo il sentiero tra 
Norma e Carpinete, pel m. Ardicara (Lepini): Evers, in Ter- 
rac. A. Contrib. IV, p. 171. 

Trag-opog-on. Tourn. 

1285. T. australis Jord. — Terracina nel littoi'ale: Som.! 

128G. T. pratensis L. var. anguslatus Terrac. N. — Fondi, nel monte 

delle Fate: Terrac. N. Atti 1. e, p. (*>, ed in Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 145 e 171. 

I*o<iosi>er*inxini DC. 

1287. P. laciniatum DC. — Uri a Campello: Terrac. N. Relaz. I, p. 130 

(sub Scorzonera). 

Greroi>og"oii L. 

1288. G. glaber L. — Terracina nel littorale: Dor.! 

Clxoiidrilla Touux. 
1280. C. juncea L. — Monte Circeo nei boschi: Som.! Beg.! 

Lactvica Tourn. 
1200. L. viminea Link. — Terracina: Som.! 

1291. L. muralis Fres. — Monte Circeo: Dor.! 

Soiicliixs L. 

1292. S. tenerrimus L. — Terracina: Gravis, p. 18; Terrac. A. 

Contrib. IV, p. 113: Abbate, Guida, I, p. 232; Dor.! Som.! 
Beg. ! 

1203. S. oleraceus L. — Monte Circeo: Dor.! Beg.! 

Ficridium Desf. 

1204. P. vulgare Desf. — Terracina: Fior, in Bort. FI. It. VIII, p. 300 

(sub Soncho) ; Dor. ! Beg. ! 

Taraxacum I... 

1205. T. vulgare Link. — Presso Terracina: Gravis, p. 15. 



FLORA DEI BACINI PONTINO E AUSONIO 341 

iliaci iitliii Toi'UN. 

12U(). Z. verrucosa Gaertn. — Terracina nel litlorale e sui monti : Dor. ! 
Som.! Beg.! 

Cx*epi« L. 

1297. C. neglecta L. — Terracina: Dor.! Som.! -Presso ponte Badino: 

Beg. ! 

1298. C. lacera Ten. — Itri alla Civita: Terrac. N. Relaz. I, p. 131. 

1299. C. bulbosa Cass. — Terracina: Fior, in Bert. FI. II. Vili, p. 451 

(sub Hieracio) - Presso Torre Olevola : Beg. ! - Monte Circeo : 
Dor. ! Som. ! 

1300. C. leontodontoides Ali. — Monte Circeo: Dor.! Som.! 

1301. C. foetida L. — Terracina: Dor.! - Monte Circeo: Beg.! 

1302. C. setosa Hall. fil. — Terracina: Dor.! Som.! 

1303. C. scariosa DC. — Itri: Terrac. N. Relaz. 1, p. 134. 

Hiei'aciuiMi L. 

1304. H. pilosella L. — Itri a m. Faito: Terrac. N. Relaz. I, p. 135. 

A-ntlryala, L. 

1305. A. sinuata L. = A. integri folia L. — Terracina: Fior, in Bert. 

FI. It. Vili, p. .548 - Monte Circeo, nei boschi: Dor.! Som.! 
Beg.! 



CLAVICORNES NOUVEAUX 

DES INDES ORIENTALES ET PAYS VOISINS 
PAR A. GROUVELLE 



NITIDULIDAE 



1. Colastus Modiglianii , n. sp. — Oblongus, sat latus, subcon- 
vexuSj, suhnitidus , flavo -pubescens, dense punctatus , nigro-brun- 
neus: smgulo elytro juxta suturam testaceo maculato; prothorace 
valde transverso, antice angustato, angulis anticis posticisque rotun- 
datis ; elytris haud punctato-Unealis. — Long. 3 mill. 

Oblong, assez large, peu convexe, peu brillant, couvert dune 
pubescence flave , serrée , densement ponctué, brun foncé tirant 
un peu sur le rougeàtre, plus clair sur le devant de la téte, 
les cótés du prothorax et l'extrémité de l'abdomen. Prothorax 
très transversai, fortement rétréci au sommet, à peine à la base, 
tous les angles arrondis. Ecusson largement arrendi au sommet. 
Elytres un peu moins longs que larges ensemble, confusement 
ponctués , chacun avec une grande tache oblongue bordant 
presque la suture. Antennes, sauf la massue, et pattes d'un 
testacé jaunàtre. Dessous nioins foncé (|ue le dessus, densement 
ponctué. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Civique 
de Gònes. 

2. Brachypeplus hispidulus, n. sp. — Oblongo-elongatus, vix con- 
vexus^ subnitidus, setis brevibus, cinereis hispidulus, nigro-piceus; la- 
teribus prothoracis elgtrormnque plus minusve rufescentibus; antennis 



(^LAVICORNES NOUVEAUX 343 

clava excepla ])edibusque rujis; prolhorace transverso, deìise grosseque 
pundato, angulis anticis late rotitndatis ; scutello transverso, late- 
ribus parallelis , elylris punctato-slriatis , intervallis striatis , striis 
externis inlus sinualis. — Long. 3 mill. ^j^. 

Allonge , oblong, à peine convexe , peu brillant surtout sur 
les élytres, convert d'une pubescence grise, formée de petits poils 
squamiformes, assez écartés, disposes en lignes sur les élytres, 
brun noir, rougeàtre sur les còtés du prothorax et le bord 
des élytres. Antennes sauf la massue et pattes rougeàtres. Téte 
densement ponctuée, angles postérieurs aigus. Prothorax plus 
de deux fois plus large que long, parallèle à la base, largement 
arrendi aux angles antérieurs,- couvert d'une grosse ponctuation 
superficielle et très serrée ; marge antérieure presque droite , 
rebordée de chaque coté, marge basilaire entièrement rebordée, 
còtés non rebordés, explanés. Prothorax parallèle à la base, lar- 
gement arrendi au sommet. Élytres environ aussi longs que 
larges ensemble, ponctués striés, stries externes sinuées en de- 
dans; intervalles très étroits; points des stries gros très serrés. 
Abdomen finement et densement pointillé; segments finement 
bordés de rougeàtre au sommet. 

Sumatra. Collections du Musée Civique de Génes, A. Fry et 
A. Grou velie. 

3. Brachypeplus (Selis) dorsalìs, n. sp. — Elongatus, oblongo- 
ovatus, subdepressus , mbopacus, punctatus, flavo - pubescens , laete 
rufo-testaceus; fronte nigì'icante, sutura, apice, lateribusque elytrorum, 
discoque ultimorum segmentorum abdominis infuscatis ; elytris cos- 
tatis. — Long. 4 mill. 

Allonge, oblong, très faiblement convexe, peu brillant , assez 
densement ponctué, couvert d'une pubescence flave peu serrée, 
.testacé un peu ferrugineux. Front, élytres, sauf une large 
bande longitudinale sur le disque, n'atteignant pas le sommet 
et disque des deux derniers segments de l'abdomen enfumés. 
Prothorax plus de deux fois plus large à la base que long , 
subparallèle à la base, rétréci au sommet ; còtés étroitement re- 
levés, plus largement à la base. Ecusson subpentagonal. Élytres 
environ aussi larges que longs ensemble , intervalles subcosti- 



:34/j A. GKOUVELLE 

formes ou plutot paraissant legèrement relevés en raisori de la 
])résencc il'une ligne pubescente. 

Sumatra (Siboga). E. Modigliani. Collection du Musée Civique 
de Genes. 

^. Brachypeplus mixtus, n. sp. — ()ljlimyo-elo?igatus, inodice con- 
vexus^ nitiduius, glaber, piceus; prolhorace^ anlennis clava excepia 
dilutiore ; capite dense imnctato, antice utrinque impresso; protho- 
race IransversOj, antice posticeque angustalo^ lateribus arcuato^ punc- 
lato ; scutello suhsernicircutari ; elylris slriato-pnmctatis. — Long. 
4 mill. 

Oblong, allonge, un peu convexe, assez brillant, glabre, brun 
de poix; prothorax un peu plus clair que le reste du corps, 
tarses et antennes sauf la massue rougeàtres. Tòte transversale 
densement ponctuée, impressionnée de chaque coté, vers la nais- 
sance des antennes. Prothorax pi-esque deux foix aussi large 
que long , un peu plus rétréci au sommet qu'à la base , arqué 
sur les còtés, plus densement et plus tbrtement ponctué que la 
tute, surtout sur les còtés ; angles antérieurs et postérieurs ar- 
rondis , base rebordée , sauf dans le milieu. Ecusson presqu'en 
demi-ovale , avec quelques gros points peu serrés à la base. 
Elytres un peu plus longs que larges ensemble , assez forte- 
ment ponctués-striés. Segments abdominaux finement et assez 
densement ponctués, très étroitement bordés de roux. 

Perak. Collections A. Fry et A. Grouvelle. 

5. Brachypeplus nìtidulus, n. sp. — Elongalus , parallelus^ de- 
pressus,, nitidiUus ^ (jLabei\ nigro-piceus ; elylris basin versus late 
bnmneo-testaceis: capite punctato : prothorace transverso, antice 
posticeque angustato, lateribus arcuato, punctato, disco in longitu- 
dinem vage impresso; elylris sat elongatis, oblique strialo-punclalis. — 
Long. 4 mill. 

Allonge, parallèle, deprime, glabre, brillant, brun de poix 
sauf la base des élytres qui est largement plus claire. Tòte 
assez densement ponctuée. Prothorax transversai , rétréci à la 
base et au sommet; bords latéraux arqués; angles antérieurs 
et postérieurs subarrondis; ponctuation assez forte, plus dense 
sur les còtés, disque o])solètement impressiunné. Ecusson large, 



CLAVICORNES NOUVEAUX Mh 

triangulaire , présentaiit (juelques points. Elytres environ une 
fois et un tiers aussi longs que larges ensemble , ol)liquement 
striés ponctués ; strie suturale parallèle à la suture, se terminant 
vers la base, dans une sèrie de points disposes irrégulièrement. 
Segments de l'abdomen ponctués , bordés de testacé , impres- 
sionnés de chaque coté contre la carène laterale. 
Perak. Collections A. Fry et A. Grouvelle. 

6. Brachypeplus opacus, n. sp. — Elongatissìmus, paraUelus , vix 
convexus^ opacus glaber, nigro-piceus ; anlennis tarsisque testaceis ; 
capite dense fortilerqite punclalo ; prothorace subquadralo^ sat dense 
punctato, angiUis omnibus rotimdatis ; elylris elongatis, muiti-linealo- 
punctatis. — Long, o mill. 

Très allonge, parallèle, faiblement convexe, glabre, opaque, 
noiràtre ; antennes et tarses testacés. Téte transversale converte 
de gros points un peu allonges. Prothorax subcarré, arrendi à 
tous les angles , finement réticulè , convert d'une ponctuation 
un peu allongée, dense et assez forte ; base rebordée sauf dans 
le milieu. Ecusson demi-circulaire ponctué de quelques gros 
points. Elytres environ une fois et demie aussi longs que larges, 
converts de fines lignes ponctuées assez serrées. Abdomen fine- 
ment pointillé, pygidium plus long que large. 

Perak. Collection A. Fry. 

7. Brachypeplus nitidus, n. sp. — Elongatus, parallelus, vix con- 
vexuSj nitidus j, giaber^ piceo-brunneus ; capile proti loraceque parce 
pimctatis ; prothorace transverso; elylris subtiliter punctalo-slriatis^ 
pedibus testaceis. — Long, 3 mill. ^2- 

Allonge, parallèle, à peine convexe, brillant, glabre, brun- 
marron ; tète un peu rembrunie , pattes , marge antérieure de 
la tète et une ètroite bordure au sommet des segments 2 à 4 
de l'abdomen plus clairs. Téte et prothorax assez fortement et 
peu densement ponctués. Prothorax transversai , à peine plus 
large au sommet qu a la base. Ecusson subtriangulaire, finement 
et éparsement ponctué. Elytres plus longs que larges ensemble, 
très finement ponctués en lignes; intervalles très larges; ponc- 
tuation effacée au sommet. Abdomen finement et éparsement 
pointillé. 



:i4(> A. GROUVELLE 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
viqne de Gènes: (Deli) collection Grouvelle. 

8. Brachypeplus dimidìatus, n. sp. — Elongaius, paraUelus„ suh- 
convexus.nitidus, glaber, piceus ; elytris basin versus dUuliorihus ; 
capite convexo, antice bi-impresso, for titer pwictato ; prothorace trans- 
verso, antice posticeque angustato, lateribus arcuatis, angulis omnibus 
rotundatis ; elytris punclato-striatis. — Long. 4 mill. 

Allonge, parallèle, faiblement convexe, brillant, glabre, cou- 
leiir de poix , élytres plus claires à la base. Tòte convexe , bi- 
impressionnée en avant, fortement et peu densement ponctuée. 
Prothorax moins de deux fois plus large que long, rétréci à la 
base et au sommet, arqaé sur les còtés; angles antérieurs et 
postérieurs arrondis , ponctuation peu serrée , moins forte que 
celle de la téte ; strie marginale de la base interrompue au milieu. 
Ecusson subtriangulaire. Elytres une fois et un tiers aussi longs 
que larges ensemble, ponctués en lignes, faiblement striés. Ab- 
domen peu densement ponctué. 

Sumatra (Marang). Collection A. Fry. 



TABLEAU DES BRACHYPEPLUS NON PUBESCENTS 
DE LA REGION DES INDES ORIENTALES 



1. Angles postérieurs de la téte aigus très marqués, 

forme assez large mixtas (Trouv. 

B arrondis oii k peine 

marqués, forme allongée '2 

2. Corps opaque ; élytres couverts de lignes de points 

serrés upacas Grouv. 

» Corps brillants; é'ytres simplenient striés ponctués 

ou ponctués en lignes avec des intervalles normatix. 3 

3. Striés des élytres obliques par rapport i\ la suture, nitùhila^i Grouv. 
f Striés des élytres paralléles à la suture ... 4 

4. Elytres foncés concolores, à peine plus longs (jue 

larges ensemble nltUlas Grouv. 

» P^lytres plus clairs à la base, d'un tiers plus longs 

(|ue larges ensemble dlmUìiatas (Jrouv. 



CLAVICORNES NOIJVEAUX o47 

'.). Platynema Ritsemai, n. sp. — Elowjata, parallela, nitida, 
glabra, fulvo-testacea ; antennis , capite antice infuscatis ; margine 
antico epistotnatis late emarginato, medio exciso; capite parce punc- 
tulato in disco aliquot punctis fortiter imprcssis ; prothorace oblongo, 
parce punctata , in longltudinem leviter silicato ; elytris punctato- 
striatis. — Long. 7 mill. 

Allonge, parallèle, brillant, glabre, d'un testacé un peu rou- 
geàtre; antennes et partie antérieure de la téte rembmnies. 
Epistóme largement échancré, excise au milieu. Téte oblongue, 
un peu plus longue que large, éparsement et fortement ponctuée 
sur le milieu du disque, éparsement et finement jionctuée sur 
toute la surface. Prothorax de la largeur de la téte , un peu 
plus long que large , oblong , éparsement ponctué et sillonné 
finement et longitudinalement sur le disque. Ecusson presque 
lisse, subtriangulaire. Elytres plus longs que larges ensemble, 
ponctués-striés. Abdomen et surtout dernier segment assez den- 
sement ponctués ; marge apicale de ce dernier segment échancrée 
en demi cercle. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvelle. 

10. Cillaeus Modigliani!, n. sp. — Elongalus, parallehis, nitidus, 
glaber; capile prothoraceque rufo-testaceis, plus minusve subinfuscatis; 
elytris ochraceis, later iòus apiceque infuscatis, sat fortiter slriato- 
punctatis; abdomine piceo, segmentis 2-5 ad apicem testaceo-mar- 
ginatis. — Long, o mill. 

Allonge, parallèle, assez brillant, glabre. Massue des antennes 
brune. Téte densement et fortement ponctuée, d'un roux testacé 
un peu enfumé, marge antérieure, plus claire , testacé. Protho- 
rax de la coulear de la téte, mais plus clair; plus large que 
long, densement et assez fortement ponctué surtout sur les cótés, 
presque lisse sur le milieu du disque. Ecusson subtriangulaire , 
brun de poix, assez fortement, mais éparsement ponctué. Elytres 
plus longs que larges ensemble, d'un testacé jaunàtre, bordés de 
brun au sommet et sur les cótés, fortement ponctués striés; inter- 
valles à peine plus larges que les points ; intervalle suturai plus 
large à la base, présentant dans cette partie, en dehors de la ligne 
ponctuée suturale un rudiment de ligne ponctuée interne et 



348 A. GROUVELLE 

quelques points. Abdomen brun do poix clair, soinniets du !2.'"'' 
à 4.^"'^ segments bordes de testacé. Pattes testacc'-es, légòrement 
enfumées. 

Sumatra (Si-Rambu). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Genes. 

11. Cillaeus elongatissimus, n. sp. — l^urallelns, filiformk, nili- 
duius, nigro-brunneus ; antennis rujis, clava infuscata ; capite ovato 
vix longiore quam tatioi-e, dense grosseque punctuto^ epistomate reti- 
culato ; prothorace ohlongo^ tenue striolato, parce punctata ; scutello 
triangulari ; elytris elongatis^ tenue striolatis^ leviter pwictato-striatis; 
abdomine parce fortiterque punctata , ultima segmenta apice rotun- 
dala , utrinque prope carinam lateralem subexcaouto. — Long. 
5 mill. 

Parallèle, filiforme, un peu brillant, noiràtre. Antennes courtes, 
rougeàtres, massue brune. Tòte un peu plus longue que large, 
couverte d'une ponctuation grosse, profonde et serrée ; episteme 
finement réticulé. Prothorax environ d'un tiers plus long que 
large, finement striolé, éparsement ponctué de |)OÌnts allonges; 
tous les angles arrondis. Ecusson triangulaire. Elytres j)lus de 
deux fois plus longs que larges ensemble, finement striolés, fine- 
ment ponctués-striés. Partie découverte de l'abdomen sensiblement 
aussi longue que le reste du corps, finement réticulée, éparsement 
et assez fortement ponctuée , disque des segments obsolètement 
carènés dans la longueur; dernier segment arrondi au sommet, 
subexcavé le long des carènes laterales. Dessous brillant très 
finement striolé, éparsement ponctué , metasteriumi excavé vers 
le sommet. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

Cette espèce a la massue antennaire, forniée de deux articles 
dont le dernier est termine par un bouton saillant. Peut ótre 
conviendrait-il de la separer du genre Cillaeus. Les deux pre- 
miers segments de l'abdomen sont relativement courts par 
rapport aux suivants. 

1^. Trimenus piceus, n. sp. — Oblougus^ niadice conoexas, fere 
opacuSj tenue pubescens, dense punclatus, piceus ; prolhanice trans- 



CLAVICORNES NOUVEAUX 849 

veì'so, angiUis anlicis rolundaiis ; elylris eloiigalis, Iruncalis ; penul- 
timo segmento abdominis in longitudinem subcar inalo. — Long. 
5 mill. 

Oblong, un pen convexe, presque mat, très finement pubescent, 
densement ponctué, brun de poix. Antennes sauf la massue rou- 
geàtres. Tète impressionnée de chaque c()tó vers la naissance 
des antennes. Prothorax presque deux fois aussi large à la base 
que long, subparallèle à la Imse, rétréci au sommet, presqu'aussi 
tbrtement ponctué que la téte ; angles antérieurs arrondis. Ecusson 
presque demi circulaire. Elytres de la largeur du prothorax à la 
base, environ une fois et un tiers aussi longs que larges ensemble, 
attenués vers le sommet, plus finement ponctués que le ])rothorax, 
tronqués. Avant dernier segment de Tabdomen subcarèné. 

Sumatra (Palembang). Collection Grou velie. 

I*sevxcloiseh.aeiia, n. gen. 

Ultimum segmentimi abdominis expositum; penultimum fere 
apertum. 

Processus prosternalis lalus, porreclus, ad apicem subtruncatus. 

Mesosternum in longitudinem carinatum. 

Labrum productum, profunde excisum. 

Clava antennarum subhemispheì-ica ; sulci integri. 

Tarsi simplices ; unguiculi haud dentati. 

Segmenti 2." 3.° 4.° abdominis aequales. 

Nouveau genre voisin comme forme generale des Ischaena, 
mais distinct par la saillie prosternale très developpée. Ce genre 
vient faire la transition entre les Ischaena et les Aethina. 

13. Pseudoischaena longula, n. sp. — Elongata^ modice convexa, 
subnitida,, tenue pubescens^ castanea, capite dense punctato^ uti'inque 
impresso; prothorace transverso j, antice angustato, decise punctato ; 
lateribus basin versus parallelism aìigulis anticis ì'otundatis; scutello 
subtriangulari ; elytris elongatis^ dense punctidatis ; pygidio elon- 
gato. — Long. 3 mill. 

Allonge, peu convexe, moyennement brillant surtout sur la 
téte et le prothorax , couvert d'un pubescence en general très 



350 A. GROUVELLE 

dense mais beaucoii)) ])liis developpée sur la partie antérieure du 
prothorax (les exemplaires examines sont-ils bien frais '!) , brun 
marron. Téte densement ponctuée, impressionnée de chaque coté 
vers la base des antennes. Prothorax beaucoup plus large que 
la téte, environ une fois et un tiers plus large que long, parallèle 
à la base, rétréci au sommet, densement ponctué ; angles anté- 
rieurs arrondis. Ecusson en triangle curviligne, raoins fortement 
ponctué que le prothorax. Elytres de la largenr à la base du 
prothorax, attenués vers le sommet, environ une ibis et demie 
aussi longs que larges ensemble , tronqués , couverts d'une 
ponctuation dense, fine et un peu rapeuse ; marge apicale étroi- 
tement bordée de rougeàtre. Pygidium un peu plus long que 
large, frange de polis jaunes au sommet. Pattes d'un brun clair. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. Perak. Collection A. Fry. 

14. Carpophilus (Urophorus) sanguinipennis, n. sp. — Ohlongus, 
subconvexuSj nitidus glaher , niger ; eli/Iris lateribus exceptis , 
rufis ; capite prothoraceque sat dense pimclatis ; hoc transverso, 
antice angustato , basin versus subabrupte constricto, angulis an- 
tic's rotundatis j, posticis acutis ; scutello subpentagonali, pimctato ; 
elgtris sat puree punctatis; antennis pedibusque rufis. — Long. 3 
mill. V,. 

Oblong, peu convexe, brillant, glabre, noir ; antennes , pattes 
et élytres, sauf une bordure laterale peu large, rouges. Téte 
fortement et assez densement ponctuée ; labro rouge. Prothorax 
étroitement bordé de rouge sur les còtés, assez densement 
ponctué, impressionné de chaque coté vers les angles postérieurs, 
environ deux fois aussi large à la base que long, angles anté- 
rieurs arrondis, postérieurs aigus, bords latéraux assez brusque- 
ment sinués vers les angles postérieurs. Ecusson subpentagonal, 
ponctué sur le disque. Elytres environ aussi longs que Inrges 
ensemble , anguleux aux épaules , attenués au sommet , obli- 
quement tronqués, assez éparsement ponctués. Segments abdo- 
minaux assez densement j)onctués. 

Sumatra (Padang). E. Modigliani. Collection du Musée Civique 
de Génes. 



CLAVICORNES NOUVEAUX 351 

Se place à coté de C. jooelcoUis Murr., s'en distingne {)ai" la 
large coloration rouge des élytres. Nous dorinons du reste, 
ci-après, un tableau des Urophorus établi aprés examen des 
types de toutes les espèces. 

TABLEAU DES UROPHORUS 



1. Teguments glabi-es 2 

» Id. uettement pubescents 8 

2. Elytres largement arrondis à l'angle suturai . nitidas Murr. 
» Id. k peine id. id. id. . 3 

3. Une large impression aux angles postérieurs 

du prothorax sanguinipennis Grouv. 

» Pas de id. id. id. id. 4 

4. Bourrelet marginal de la base du prothorax très 

étroit, de niveau avec la surface du prothorax. 5 
» Bourrelet marginal de la base du prothorax plus 
large, enfoncé par rapport i\ la surface du 

prothorax , 7 

5. Angles huméraux des élytres arrondis . . bicolor Grouv. 
» Id. id . id. marques ... 6 

6. Téte avec deux impressions. Elytres un peu plus 

larges que le prothorax heros Grouv. 

» Téte sans impressions. Elytres de la largeur 

du prothorax adumbratus Murr. 

7. Parallèle, subcylindrique. Elytres rouges . rahrlpennls Herr. 
» Ovale. Couleur de poix discolor Murr. 

8. Convexe, en ovale court rnbiginosus Murr. 

» Plus deprime, en ovale plus allonge .... 9 

9. Tegument finement reticule Feae Grouv. 

» Id. lisse 10 

10. Forme plus parallèle, angles antérieurs du 

prothorax noirs humeralls Fab. 

» Forme ovale allongée. Angles antérieurs du 

prothorax rougeatres foveicollis Murr. 

15. Carpophilus Modiglianii, n. sp. — Ohlongas, convexus, nilidus, 
glaber, piceus ; bast antennarum, elytris extra latera apicemque j, 

pygidio pedibusque ochraceo-lestaceis ; capite prothoraceque dense 

punctatis^ hoc transversa antice angustato; elytris punclatis. — 
Long. ^ mill. ^^^. 



352 A. GROUVELLE 

Oblong, convexe, assez brillant , glabre, bruii do poix ; an- 
tennes sauf la massue, bouche, élytres, excepté une étroite bor- 
dure laterale et une plus large bordure apicale , pygidium et 
pattes d'un testacé jaunàtre. Téte densement et assez fortement 
ponctuée. Prothorax environ deux fois aussi large que long, suli- 
parallòle à la base, rétréci au sommet, convert d'une ponctuation 
grosse et serrée ; angles antérieurs arrondis , postérieurs olitus, 
émoussés. Ecusson en triangle curviligne. Elytres un peu plus 
longs que large ensemble, densement ponctués, mais plus fine- 
nient que le prothorax, tronquc'^s obliquement au sommet laissant 
à découvert les deux derniers segments de Tabdomen. Dessous 
brun de poix. 

Sumatra (Doloc Tolong). E. Modigliani. Collection du Musée 
Civique de Gènes. 

10. Carpophilus pygidialis, n. sp, — Ovatus, convexus, nitidus, 
/lavo-pubescens, reticulatus^ testaceo- ferrugineus ; sutura lateribusque 
elytrorum stride, apice latiore brunneo marginatis ; capite prothora- 
ceque punclatis ; scutello pentagonali, hauti pwictato ; elglris protha- 
race minus fortius punctatis; pygidio in longitudiìiem obtuse carinato. 
Long. 2 mill. Va- 

Ovale, convexe, brillant, finement réticulé, garni d'une pu- 
bescence flave, peu dense, d'un testacé ferrugineux, ótroitement 
rembruni le long de la suture et des còtés, plus largement au 
sommet. Tòte éparsement mais assez fortement ponctuée, avec 
deux impressions ponctiformes entre les yeux. Prothorax trans- 
versai, arrendi sur les còtés, plus fortement rétréci au sommet 
qu'à la base, un peu plus densement ponctué que la téte. Ecusson 
transversai, pentagonal, non ponctué. Elytres à peine plus longs 
que larges ensemble, plus finement ponctués que le prothorax, 
obliquement tronqués au sommet. Rebords latéraux du pygidium 
relativement larges, disque relevé en une carène émoussée. Seg- 
ment supplémentaire du male à peine visible du dessus. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

17. Carpophilus debilis, n. sp. — Oblougus, subdepressus, opacus, 
retictUatus, tenue pubescens, brunneus; anlcnnis clava excepta pe- 



CLAVICORNES NOUVEAUX 'òiVS 

dibusque rufo-teslaceis ; capile prothoracequc ml dense punclalis, hoc 
valde Iransverso, utì-inque versus angulos poslicos lale impresso; scu- 
lello Iriangulari; elylris punclalis. — Long. 2 mill. ^j^. 

Oblong, subdéprimé, opaque, iinement reticule, convert d'une 
pubescence flave, très éparse, brun ; antennes, sauf la massue, et 
pattes roux testacé ; 3.'"'' article des antennes plus long que les 
deux suivants réunis; premier article de la massue séparé des 
suivants. Téte assez convexe, densement ponctuée , marquee de 
deux impressions ponctiformes entre les bases des antennes. 
Prothorax plus de deux fois plus large que long, arrendi sur 
les còtés, à peine rétréci à la base, plus fortement au sommet, 
étroitement explané sur les cótés, largement impressionné vers les 
angles postérieurs, plus obsoletement, sur le disque, de chaque 
coté devant l'écusson. Ecusson triangulaire , largement bordé 
d'une marge lisse. Elytres moins longs que larges ensemble, 
plus éparsement et plus faiblement ponctués que le prothorax, 
obliquement tronqués au sommet. Segment abdominal supplé- 
mentaire du male cache par la marge apicale du pygidium. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

18. Carpophilus famiiiaris, n. sp. — Ohlongus, convexus, nilidus, 
flavo-puhescens , piceus ; laleribus prolhoracis ^ lala plaga basilari 
juxla suturam, anlennis pedibusque lestaceis; capite dense forlilerque 
punctata ; prolhorace transverso, antice angustato, sat dense punctata ^ 
lateribus arcualis modice explanatis , margine antico subtruncato; 
saltello triangularis punctata ; elylris ovalis, apice truncatis; pygidio 
aperto, dense pu7ictulato. 

Mas tibiis intermediis ad apicem intus iticurvalis, exlus spinosis. — 
Long. 2 mill, à 2 mill. ^/^. 

Oblong, convexe, brillant, convert d'une pubescence flave peu 
serrée, assez longue, brun de poix avec la partie antérieure de 
la téte , les marges latérales du prothorax , une grande tache 
rectangulaire occupant sur chaque élytre l'angle scutellaire, 
les antennes et les pattes d'un testacé jaunàtre. Massue des 
antennes courte, dernier article de la largeur du precedent, ter- 
mine en bouton saillant. Téte densement et fortement ponctuée, 

Ann. del Mus. Civ. di St. .\at. Serie 2.% Voi. XVIU (27 Settembre 1897) 23 



3o4 A. (iROUVELLK 

impressionnée de chaque coté vers la base de l'antenne. Pro- 
thorax environ deux fois plus large à la base que long, forte- 
ment rétréci en avant , arqué sur les còtés , subtronqué au 
sommet, moins densement et moins fortement ponctué que la 
téte; marges latérales médiocrement explanées; angles antérieurs 
obtus , postérieurs droits. Ecusson triangulaire arqué. Elytres 
à peine plus longs que larges ensemble, tronques au sommet, 
ponctués comme le prothorax, arrondis aux épaules. Pygidium 
densement pointillé. Tibias intermédiaires du male fortement 
arqués en dedans au sommet, armés d'épines sur la partie con- 
vexe de la courbure. 

M. Mooleyit (Tenasserim), récolté par M.r Fea. Collections du 
Musée Civique de Gènes, A. Fry et A. Grouvelle. 
• Quelques exemplaires ont la partie découverte de l'abdomen 
complètement testacee. 

Cette espèce se range parmi les Nitidulides que l'extension 
plus ou moins prononcée des segments de l'abdomen conduit à 
classer parmi les Carpophiliens ou les Nitiduliens proprement dit. 
J'ai choisi le premier groupe, parce qu'il m'a semblé voir, sur les 
nombreux exemplaires examines, le second segment de l'abdomen 
toujours en partie visible , mais je dois reconnaitre que parfois 
ce caractère est bien peu accentuo. 

De plus le segment supplémentaire du male n'est pas apparent 
à l'état de repos, contrairement à ce qui existe cliez les Car- 
pophilus. 

Primitivement j'avais rapporté cette espèce à l' Eiducolastm 
dilutus Murr., mais à la suite de l'examen d'un type commu- 
nique par M. A. Fry de Londres, j'ai dù reconnaitre mon erreur. 

En résumé le Carpophilus famUiaris mériterait peut-étre l'hon- 
neur de devenir le type d'une nouvelle coupe génerique, mais il 
semble preferable d'attendre qu'une connaissance plus complète 
des petits Nitidulides pseudo-Carpophiliens ait mieux permis de 
préciser leurs affinités relatives. 

19. Stauroglossicus variabilis, n. sp. — Ohlongus, depressiis , 
nitidm, glaher, nifo-toMaccus, plus niinusve infuscalus, dense punc- 
tatus, reticulalus ; prolhoì-ace transverso, anllcc quam postive amju- 



CLAVICORNES NOUVEAUX ri^5 

stiore. angulis cmticis subrolundalis, poslicis oblusis, kileribus arcuads; 
saltello triangularly disco punctato ; elijtris ad apicem oblique trun- 
catis ; ahdomine dense punctato. — Long. 1 mill. V2 ^ ^ ^'^^• 

Oblong, deprime, brillant, glabre, roux testacé, plus ou moins 
enfumé, de couleur très variable, finement reticule, dense- 
ment ponctué. Massue des antennes de trois articles, brune, 
le premier non contigu au suivant. Téte avec une impression 
arquée entre les naissances des antennes. Prothorax environ de 
moitié aussi long que large dans sa plus grande largeur, un 
peu plus rétréci au sommet qu'à la base; bords latéraux arqués, 
marge antérieure concave ; angles antérieurs subarrondis, posté- 
rieurs obtus, légèrement épineux; marges latérales et basilaires 
rebordées. Ecusson triangulaire, avec quelques points serrés sur 
le disque. Elytres environ aussi longs que large ensemble, obli- 
quement tronqués au sommet; épaules légèrement dentées. Seg- 
ments visibles de I'abdomen , surtout le pygidium densement 
ponctués. 

Malacca; Archipel Malais. Collections A. Fry et A. Grouvelle. 
Musee Civique de Genes. 

Je réunis sous le nom S. variabilis une sèrie d'insectes de 
forme et de couleur très variables. Le type de l'espèce est de 
couleur rousse, enfumé à la suture, au sommet des élytres et 
sur les cótès ; sa taille est relativement développée et sa largeur 
est environ les -/s '^6 ^'^ longueur, mais les caractères semblent 
d'une variabilité extraordinaire , on rencontre des exemplaires , 
de petite taille étroits ou complètement noirs. 

^0. Stauroglossicus dubitabilis, n. sp. — Oblongus, vix convexus, 
nitidiis , flavo-pubescens , haud reticulalus, deìise punctatus^ niger; 
elytris rufo-maculatiSj, anlennis clava excepta pedibusque rufis ; pro- 
thorace transverso, antice posticeque angustato , lateribus arciiatis , 
margine antico subtruncato, basilari recto, marginato, lateralibus 
marginatisi disco depresso ; scutello subpeìitagonali, disco punctato; 
elytris ad apicem oblique Iruncatis. — Long. 2 mill. V2- 

Oblong , à peine convexe, brillant, convert d'une pubescence 
Have, densement ponctué, non réticulé, noir; sur chaque élytre 
une longue tacile d'un roux ferrugineux, mal limitée s'étendant 



850 A. OROUVELLK 

sur le disque entre les épaules et la region suturale; antennes, 
sauf la massue, et pattes rougeàtres. Prothorax environ de moitié 
aussi long que large dans la plus grande largeur, aussi rétréci 
à la base qu'au sommet, arqué sur les C()tés, presque tronqué 
au sommet, rebordé sur les còtés et moins fortement à la base, 
deprime sur le disque; tous les angles obtus. Ecusson subpen- 
tagonal, ponctué sur le disque. Elytres environ aussi longs que 
larges ensemble, obliquement tronqués au sommet. Pygidium 
plus densement et plus fortement ponctué que l'avant dernier 
segment de labdomen. 

Birmanie (Mines de rubis). Collections A. Frv et A. Grouvelle. 

Espèce voisine de S. variabilis Grouv., mais distincte par l'ab- 
sence de reticulation sur le tégiunent. 

21. Stauroglossicus opaculus, n. sp. — Ohloìigus, depressus, sub- 
opacus, rufo-brunneus , dense granoso, pube fulva dense vestilus ; 
prolhorace transverso, lateribus haud stride explanalis ; scutello sub- 
pentagonali. — Long. 2 mill. 

Oblong, deprime, presqu' opaque , brun rougeàtre , couvert 
d'une pubescence couchée, d'un jaune fauve, assez longue mas- 
quant presque le tegument. Antennes et pattes rougeàtres, 
massue des premieres brune , formée de trois articles dont le 
premier est séparé du suivant. Téte transversale , converte de 
fines granulations serrées , impressionnée de chaque coté à la 
naissance des antennes. Prothorax transversai, rétréci à la base 
et au sommet, sculpté comme la tète, assez largement explané 
de chaque coté. Ecusson subpentagonal. Elytres environ aussi 
longs que larges ensemble , légèrement acuminés au sommet , 
obliquement tronqués, sculptés comme le reste du tegument. 

Java (Pen'galen'gan). Collection Grouvelle. Sumatra (Si-Rambé). 
E. Modigliani. Collection du Musée Civique de Génes. 

22. Eidocolastus nigricans, n. sp. — Oblongus, subdepressiis , 
nitidus , vix pubescens, nigro-piceus ; antennis clava excepta rufo- 
fuscis ; prothorace transverso, antice angustato, punctato ; angulis 
posticis acutis ; scutello subtriangulari, parcissime punclulato ; elìjtris 
punctalis, in disco macula dilutiore. — Long. 2 mill. Va- 

Oblong, subdéprimé, brillant à peine pubescent, noir de )) 



DOIX 



CLAVICORNES NOUVEAUX 357 

avec une vague tache plus claire sur cliaque élytre. Antennes, 
sauf la massue, d'un roux un peu enfumé ; premier article de 
la massue séparé des suivants. Tòte un peu convexe, ponctuée. 
Prothorax deux ibis aussi large à la base que long, parallèle à 
la base, rétréci au sommet , assez étroitement rebordé sur les 
còtés, plus fortement ponctué que la téte; angles postérieurs 
aigas, Ixise échancrée de chaque coté. Ecusson triangulaire , à 
peine ponctué. Elytres un peu moins longs que larges ensemble, 
couverts d'une punctuation devenant obsolete vers le sommet, 
très finement reticules. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Genes. 

23. Haptoncus prolatus, n. sp. — Ohlongus, subparallelus^ modice 
coiivexus, sabiiitidus, pabescens, fidvo-teslaceus; prothorace transverso, 
antice subirunccUo, dense punclato; elytris prothorace minus dense 
fortiterque punctatiSj, apice oblique truncatis. — Long. 2 mill. ^f^. 

Oblong, subparallèle, un peu convexe, assez brillant, couvert 
d'une pubescence flave , couchée et peu serrée , testacé flave. 
Téte assez densement et forteraent ponctuée, assez brusquement 
déprimée en avant de la naissance des antennes. Prothorax en- 
viron une fois et demie aussi large à la base que long, subpa- 
rallèle à la base, un peu rétréci au sommet, assez densement 
et fortement ponctué, non explané sur les còtés, base subéchan- 
crée de chaque coté du milieu. Ecusson triangulaire , ponctué. 
Elytres de la largeur du prothorax, subparallèles, un peu plus 
longs que larges ensemble , obliquement tronqués au sommet , 
moins fortement et plus densement ponctués que le prothorax. 
Marge apicale du dernier segment de Tabdomen portant au 
milieu un petit faisceau saillant forme de poils présentant laspect 
d'une épine. 

Sumatra (Deli). Collection A. Grouvelle. 

24. Haptoncus depressus, n. sp. — Elongatus, paraUelus, sub- 
depressuSj, vix nitidus, dilute testaceus, dense punctatus ; prothorace 
transoerso, antice angustato_, lateribus basin versus paralleiis; scu- 
tello Iriangulari ; elytris sat elongatis , apice oblique truncatis. — 
Long. 2 mill, à 2 mill, ^o- 



3o8 A. GROUVELLE 

Allonge , parallèle , presque deprime , à peine brillant , fl'un 
testacé clair, couvert d'une pubescence Have cotichée peu serrée, 
densement ponctué. Tète impressionnée très faiblement de chaque 
coté à la naissance des antennes, d'un roux testacé. Pro- 
thorax environ une fois et demie aussi large à la base que long, 
subparallèle à la base^ rétréci au sommet; base subsinuée de 
chaque coté de l'écusson. Ecusson triangulaire. Elytres de la lar- 
geur du [)rothorax, plus longs ensemble quo larges, obliquement 
tronqués au sommet. Pygidium deprime, densement pointillé. 

Marge inférieure du dernier segment abdominal du male por- 
tant trois longues soies; segment supplémentaire cache à l'état 
normal, termine par deux longues épines souvent en partie vi- 
sibles, lorsqu'il est cache. 

Sumatra (Deli et Balighe). Collections du Musée Civique de 
Génes et A. Grouvelle. 

25. Epiiraea Modigliani!, n. sp. — Ovata, convexa, nitida, dense 
punctata, flavo-piihescens , brunneo-testacea ; clava antennarum in- 
fuscala ; prolhorace transverso, antice angustato, mainine antico pro- 
funde emarginato , late rib us arcuatis ; disco utrinque , margine 
explanato et bianguloso incluso; scutello subtriangulari; elijtris apice 
truncatis. 

d^ . Tibiis intermediis intus ad apiceni fortiter incur vatis. — 
Long. 4 mill. 

Ovale, convexe, ì)rillant, densement ponctué, garni d'ime pu- 
bescence Have, couchée, écartée, testacé brunàtre , un peu plus 
foncé sur les élytres. Massue des antennes noiràtre, dernier ar- 
ticle notablement plus étroit que le precedent. Une impression 
ponctiforme de chaque coté de la tète , vers la base des an- 
tennes. Prothorax environ deux fois et demie plus large à la 
base que long, fortement rétréci au sommet, arqué sur les còtés; 
bord antérieur largement et profondement échancré , marges 
latérales largement explanées, limitées en dedans par une ligne 
brisée formant deux angles droits, partie explanée relevée en 
dedans , le long de la base et formant avec la convexité du 
disque un petit sillon longitudinal se recourbant en dedans, 
le long do l;i l)ase; celle -ci légèrement échancrée de cIkkju^ 



CLAVICORNES NOUVEAUX 3^9 

coté (le l'écusson. Ecusson triangulaire , plus large (|ue long. 
Elytres de la largeur du prothorax à la base, atténués vers le 
sommet, tronqués , environ aussi longs que larges ensemble, 
méiliocrément explanés sur les còtés. Tibias intermédiaires du 
male fortement arqués en dedans à l'extrémité. 

Sumatra (Si-Rambé). E. MoJigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

Voisine de E. nitida Reitt. 

26. Epuraea pumìla, n. sp. — Oblunga., co7wexa„ subopaca ^ flavo- 
pubescens, testacea; clava anlennaruin obscura ; prothorace transversa^ 
antice angustato, margine antico emarginato,, lateribus arcualis, re- 
flexis j concavis ; elytris ad apicem separatim rotmidalis; processu 
abdotninalis obtuse angulato. 

Mas. Tibiis intermediis simplicibus. — Long. 2 mill. ^/g. 

Oblong, convexe, peu brillant, couvert d'une pubescence flave 
assez serrée, jaune testacé. Massue des antennes rembrunie, der- 
nier article de la massue plus étroit que le precedent, articles 
3 et 5 de l'antenne allonges, 4 presque carré. Prothorax en- 
viron deux fois plus large à la base que long, rétréci au sommet, 
à peine à la base, arqué sur les cótés, largement échancré au 
sommet, pas très largement rébordé, relevé sur les còtés; angles 
antérieurs arrondis, postérieurs droits. Ecusson triangulaire. Ely- 
tres ovales, environ une fois et un tiers aussi longs que larges 
ensemble, arrondis séparément au sommet. Dessous testacé, saillie 
da premier segment de l'abdomen assez large, obtusement an- 
guleuse. Tibias intermédiaires des males droits. 

Inde. Collections A. Fry et A. Grouvelle. 

Voisine de E. melina Er., mais plus petite , d'une coloration jaune 
testacé differente et autrement découpé au sommet des élytres. 

Ti . Epuraea subreticulata, n. sp. — Ovata, convexa, subnitida, 
tenue /lavo-pubescens, sat parce punctata, subreticulata, fusco-testacea; 
disco prolJioracis, lateribus apiceque elytrorum ìiigricantibus ; clava 
aìtlennaruin infuscata; prothorace transverso, antice angustato, late- 
ribus arcuatis, sat late explanatis ; elytris prothorace duplo longio- 
ribus, lateribus basin versus explanatis, apice separatim rotundatis. — 
Long. 3 mill. 



860 A. GROUVELLE 

Mas tibiis intermediis simplicibus. 

Ovale, convexe, peu brillant, enfumé sur le disque du pro- 
thorax et sur les còtés et le sommet des élytres, peu densement 
ponctué , finement chagriné , couvert d'une pubescence flave , 
courte et assez écartée. Massue des antennes noiràtre; dernier 
article plus étroit que le precedent. Prothorax un })eu })lus de 
deux ibis plus large à la base que long, Ibrtement rétréci au 
sommet ; bord antérieur à peine écliancré , cótés arrondis assez 
largement explanés surtout vers la base; celle -ci sinuée de 
chaque coté vers les extrémités ; angles antérieurs arrondis , 
postérieurs aigus. Ecusson triangulaire. Elytres ovales, environ 
aussi longs que larges ensemble, arrondis séparénient au sommet; 
bord réfléchi, s'attenuant progressivement jusqu'au sommet. 

Tibias intermédiaires du male simples. 

Sumatra (Baliglie , Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du 
Musée Civique de Génes. 

28. Epuraea Simsoni, n. sp. — Oblonga^ modice convexa^ subni- 
tida, parce /hwo-jmbescens, rufo-ferruginea, saepius infuscala ; dava 
antennarum nigra; pi'othorace transverso, antice angustato^ lateribus 
rotundatis, stricte explanatis, margine antico tate emarginato ; elytris 
oblongis, slricte marginatis, ad apicem oblique subiruncatis. 

Mas tibiis intermediis simplicibus. — Long. 2 mill. Vs- 

Allonge, oblong, médiocrement convexe, assez brillant, couvert 
d'une pubescence flave, peu serrée, roux ferrugineux, mais parfuis 
brun rougeàtre de chaque còte du disque du prothorax et sur 
les élytres. Massue des antennes noiràtre; dernier article plus 
étroit que le precedent , articles 4 à 5 de l'antenne allonges. 
Prothorax plus de deux fois plus large que long , rétréci au 
sommet, arrondi sur les còtés, largement (^chancre au sommet ; 
bords latéraux très étroitement explanés, un ])ou plus largement à 
la base. Ecusson roux; triangulaire. Elytres environ une Ibis et un 
tiers aussi longs que larges enseinhle; étroitement rebordés sur les 
còtés, obliquement subtronqués au sommet. Dessous d'un brun rou- 
geàtre clair. Saillie du premier segment de l'abdomen anguleuse. 

Tibias intermédiaires du male simph^s. 

Tasmanie. Collections A. Frv et A. (irouvelle. 



CLAVICORNES NOUVEAIIX 361 

29. Epuraea tasmanica, n. sp. — ObhiKja, cotwe.m, subnUlda , 
parce pubescens^ tenue /lavo-pubesceiis, testacea ; capite proihoraceque 
leviter infmcatls ; clava antennarum testacea ; prothorace transoerso^ 
antice an(juslalo, lateribas rolundatlSj, margine antico subemanjinato; 
elytris ad apiceni truiicalis, lateribas tenuiter nianjinatis; processa 
abdominis lato, obtuse amjulato. 

Mas tibiis intermediis latis, haud incurvatis. — Long. 1 -/;;• 

Oblong, convexe, assez brillant, éparsement ponctué, convert 
d'une pubescence Have, courte et peu serrée, testacé, légèrement 
rembruni sur la téte et le prothorax. Articles 3 à 5 des antennes 
allonges ; massue testacee, dernier article aussi large que le pre- 
cedent. Prothorax environ deux fois plus large à la base que 
long, rétréci au sommet, herds latéraux finement rebordés. Ecusson 
triangulaire. Elytres environ une fois et un quart aussi longs 
que larges ensemble, tronqués au sommet; bords latéraux étroi- 
tement rebordés , mais un peu plus largement que ceux du 
prothorax. Dessous testacé ; saillie de Tabdomen large anguleuse. 
Tibias intermédiaires du male larges, droits. 

Tasmanie. Collections A. Fry et A. Grouvelle. 

Remarquable par sa forme régulièrement ovale. 

30. Wlicriirula fallax, n. sp. — Oblonga^ sat convexa, subnitida, 
/ìaro-pubesceiis, faloo-testacea, prothorace transverso, dense punctalo, 
.antice angustato ; scutello triangularis elytris subrugose punctatis, 
apice truncalis. — Long. 1 mill. ^j^. 

Oblong, assez convexe , un peu brillant, convert d'une pu- 
bescence flave, couchée, assez épaisse, mais ne masquant pas la 
couleur du tegument, d'un testaci un peu fauve. Dernier article de 
la massue des antennes moins large et plus court que le prece'] ent. 
Tète densement et assez fortement ponctuée. Prothorax un peu 
plus de deux fois plus large à la base que long, à peine rétréci à la 
base, assez fortement au sommet, à peine rebordé, assez fortement 
et densement ponctué; marge antérieure presque droite; angles 
antérieurs arrondis, postérieurs obtus. Ecusson triangulaire. Ely- 
tres un peu plus longs que larges ensemble, un peu plus larges 
(|ue le prothorax, converts d'une ponctuation un peu écartée, su- 
brapense, subtronqués an sommet. Pygidium densement pointillé. 



362 A. GROUVKLLE 

Sumatra (Doloc Tolong). E. Modigliani. Collection du Musee 
Civique de (i("^nes. 

31. Haptoncura opaca, n. sp. — Obtoncjo-elongata, modice con- 
vexa, opaca, flavo-pubcscens , ferrugineo-testaceo ; prolhorace trans- 
vorso , anlice tale l,evilerque emarginato , dense pimclato, later thus 
arcuatis, subtiliter reflexo-marginatis; elgtris ad apicem separatim 
rotundalis. — Long. 2 mill. 

Oblong, assez allonge, médiocrement convexe , mat, convert 
d'une pubescence flave, couchée ne masquant pas le tegument, 
d'un testacé un peu rougeàtre. Dernier article de In massue des 
antennes plus étroit et moins long que le precedent. Prothorax 
environ deux Ibis plus large que long, un peu plus rétréci au 
sommet qu'à la base, arquó sur les còtés, à peine rebordé, den- 
sement ponctué ; angles antérieurs arrondis , postérieurs obtus. 
Ecusson triangulaire. Elytres environ de la largeur du })rothorax, 
une fois et un quart aussi longs que larges ensemble, arrondis 
séparement au sommet , un peu moins mats que le prothorax , 
plus éparsement et plus superficiellement ponctués. Pygidium 
densement ponctué, plus mat que les élytres. 

Sumatra (Benculen). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

32. Haptoncura nitescens, n. sp. — Oblonga, modke coìivexa, 
sat nitida^ flavo-pubescens , sa/ for titer punctata; prothorace anlice 
quam postice angustato, margine antico emarginato^ lateribus rotun- 
datis sat late explanalis ; scatello triangular i ; elytris paulo elon- 
gatis quam simul lads, apice truncatis. — Long. 1 mill. 74- 

Oblong, un peu convexe, assez brillant, garni d'une pubescence 
Have, peu serrée, assez fortement et densement j)onctué. Massue 
des antennes testacee, dernier article un peu plus étroit que le 
precedent. Front convexe. Prothorax plus de deux fois plus 
large à la base que long, plus rétréci au sommet qu'à la base, 
arrondi sur les còtés, fortement et largement échancré au sommet, 
assez largement exi)lané sur les còtés, angles antérieurs arrondis; 
base sinuée de cjiaque coté vers les angles. Ecusson triangulaire, 
ponctu('\ Elytres de la largeur du ])rothorax à la i)ase, à jieme 
élargies vers le luilicu , subatteiuies au sommet . environ aussi 



CLAYICORNES NOUVEAFX 



longs que larges ensemble, un peu moins fortenient ponctues que 
le prothorax ; marges latèrales moins explanées à la base que le 
prothorax, sommet tronqué, angles internes et externes arrondis. 
Sumatra: Deli, Ajer-Mantcior, 0. Beccari; Balighe, Si-Rambé, 
E. Moligliani. Collection du Musée Civique de Genes. 

33. Haptoncura dubia, n. sp. — Ovata, modice convexa, subni- 
tida, flavo-pubescens ; dense punctata , testacea, elytris saepe extus 
infuscatis; prothorace valde transverso, antice angustato , margine 
antico emarginalo; scutello triangulari ; elytris apice truncatis; 
laleribus prothoracis elytroriimque sat late explanatis. — Long. 2 
mill. Va- 

Ovale, assez large, un peu convexe, légèrement brillant, garni 
d'une pubescence claire, couchée, peu serrée, densement et sub- 
rugueusement ponctué. Massue des antennes testacee. Prothorax 
plus de deux fois plus large à la base que long, très rétréci au 
sommet , réguliérement arqué de la base au sommet ; marge 
antérieure largement écliancrée, còtés assez largement explanés, 
base assez largement sinuée de chaque coté vers les extrémités; 
angles antérieurs arrondis. Ecusson triangulaire. Elytres de la 
largeur du prothorax à la base, environ aussi longs que larges, 
notablement attenués vers le sommet, assez largement explanés 
sur les còtés, tronqués au sommet. 

L'un des deux exemplaires examines est d'une nuance gene- 
rale testacee très l'gèrement enfumée; l'autre est d'une teinte 
plus foncée sur les élytres, sauf autour de l'écusson et sur les 
replis latéraux et présente une tache orbiculaire claire vers le 
tiers apical. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

34. Prometopia dorsalis, n. sp. — Ovata, modice convexa, sub- 
nitida, flavo-pubesceiis , dupliciter punctata, nigra, lateribus pro- 
thoracis elytrorumque, magna macula suturali, bilobata, in elytris 
rufìs ; prothorace transverso, margine antico late profundeque emar- 
ginato , punctata , punctis in lateribus forlioribus, punctis valde 
minoribus inlermixiis ; lateribus prothoracis elytrorumque late 
reflexo-marginatis. — Long. 3 mill, ^/a- 



364 A. GROUVKI.LK 

Ovale, iiiédiocrement convexe, assoz brillaiit , couvert d'une 
pubescence liave , double , noir. Marges laterales du prothorax 
et des élytres largement bonlées de rougeàtre ; sur le disque 
des élytres une tacile transversale de inènie couleur, formée de 
deux taches orbiculaires, soudées sur la suture. Punctuation ge- 
nerale double, formée de gros points enfoncés et espacés, entre- 
inèlés de points beaucoup plus petits; gros points plus forts et 
plus serrés sur les cótés du prothorax et des élytres. Marges 
latérales du prothorax et des élytres largement explanées rele- 
vées ; marges des élytres séparées du disque, à la base, par une 
ligne de gros points enfoncés. Élytres un peu moins longs que 
larges ensemble. 

Sumatra (Deli). Collection A. Grouvelle. 
35. Promelopia suturalis, n. sp. — Ovaia, modica convexa, mb- 
nilida^ flavo-pubescenSj dupliciler punctata, nigro-bruunea, lateribus 
prolhoracis ehjlrormnque late, margine antico prothoracis et sutura 
elijlrorum nanus late, rufo-marginalis; capite protkoraceqae grosse 
parceque punctatis, inter oallis punctorum punctiUatis ; margine atiticu 
prothoracis late profìmdeque emarginato ; lateribus prothoracis ely- 
trorwmque late re/le.co-expldìiatis; antennis pedibusque rafo-lcstaceis. 
— Long. 3 mill, à 4 mill. ^j^. 

Ovale, médiocrement convexe, un peu brillant, couvert d'une 
pubescence double flave , brun noir , largement bonlé de rou- 
geàtre sur les cótés du prothorax et des élytres et plus étroi- 
tement à la marge antérieure du prothorax et à la suture des 
élytres. Pattes et antennes rougeàtres. Ponctuation de la téte et 
du prothorax double , formée do gros points enfoncés , espacés 
et entremèlés de points beaucoup })lus petits. l*rothorax plus de 
deux fois plus large à la base que long, profondement et large- 
ment échancré au bord antérieur, arrendi sur les cótés, moins 
fortement ponctué sur le disque; marges latérales largement 
explanées, relevées. Élytres à ponctuation double, surtout sur les 
cótés, environ aussi longs que larges ensemble ; marges latérales 
brusquement explanées, relevées, séparées du disque à l;i Ikiso, 
par une ligne de plus gros points enfoncés ; bordure rougéatre 
des élytres dilatée \ers l'épaule. 



CLAVICORNES NOUVEAUX 365 

Perak. Collection A. Grouvelle. 

36. Prometopia obscura, n. sp. — Ovata, sat convexa, nitida, 
nigra, /laoo-griseo pubescem, dupliciter punctata; capite grosse 
parceque punctato, intervallis pumlorutn punctulatis ; prothorace 
transverso, antice profunde emarginato, utrinque grosse parceque 
punctato, lateribus late subexplanatis , stride testaceo marginatis ; 
elytris dense punctatis, lateribus strictissime testaceo marginatis. — 
Long. 4 mill. 72- 

Ovale, assez convexo, noir, brillant, convert dune pubescence 
double, jaune grisàtre, un peu lanugineuse. Ponctuation de la 
tòte double , formée de gros points épars, entremélés de petits 
points. Prothorax environ deux fois plus large à la 1)ase que 
long, profondement échancré à la marge antérieure, rétréci au 
sommet , fortement arqué sur les cótés , finement ponctué sur 
toute la surface et en plus fortement et éparsement ponctué 
sur les còtés; marges late rales assez largeraent explanées, sub- 
concaves, bordées d'un étroit liseré testacé , qui se retourne de 
chaque coté le long de la base. Elytres ovales , environ aussi 
longs que larges à la base , densement ponctués ; marges laté- 
rales moins largement explanées que le prothorax, séparées du 
disque à la base par une ligne de gros points enfoncés, bordées 
d'un liseré testacé plus étroit que celui du prothorax. Pattes 
testacées. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

TABLEAU DES PROMETOPIA DES INDES ORIENTA LES 



1. Chaque élytre marqué de deux taclies claires; 

forme allongée (') 

» Elytres concolores ou non marqués de deux 

taches claires; forme plus large 



(') Nous counaissous seulement ces deux espèces par la description. L'examen 
de nombreux exemplaires de diverses proveuauces, lies Andainau , Rirmanie, Ar- 
chipel Malais, lies Viti, nous porte <à penser qu'il l'audra les réuuir. 



;^6() A. (HKiUVKLLK 

2. Tache ile la ba.^c pen d/iveloppiV- transvcrsa- 

leinont ijiUKÌriinacnlata Mots. 

» Id. id. ties développre transversalemcnt. Catllina Glifi". 

3. Une tache suturale commune dorsalis Grouv. 

» Pas de tache suturale commune 4 

4. Bordure laterale claire du prothorax et des 

élytres très éti'oite; couleur generale noiratre. obscura (irouv. 
» Bordui'e laterale claire du prothorax et des 

élytres large 5 

5. Suture concolore rhombus Oliff". 

Id. rougeàtre sutaralis Grouv. 

37. Lasiodactylus Modiglianii, n. sp. — Ovalus, modice coìwexus, 
subnilidus, fulvo-pubescenSj, i?ifuscato-testaceus, dense punctatus; clam 
antennarum nigra; prothorace valde transverso; elytris ad apicem 
attenuatisi haud carinatis. — Long. 6 mill. 

Ovale, assez large, mérliocrement convexe, peu brillant, testacé 
un peu rembi-uni , couvert d'une pubescence fauve formée rie 
petits poils couches, peu serrés, densement ponctué. Massue des 
antennes courte , noire , subtronquée , terminée par un bouton 
saillant au milieu de la partie subtronquée. Tète fortement im- 
pressionnée de chaque coté vers la naissance des antennes, lon- 
gitudinalement carénée sur le front. Prothorax environ trois fois 
aussi large à la base que long, fortement rétréci en avant, lar- 
gement échancré à la marge antérieure, finement rebordé, plus 
densement mais moins fortement ponctué que la téte. Élytres 
de la largeur du prothorax à la base , sensiblement plus longs 
que larges ensemble, attenués au sommet, plus fortement ponctués 
que le prothorax, arrondis séparément au sommet. sans traces 
de cótes; marges latérales explanées mais modérement. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection dn Musée Ci- 
vique de Génes. 

38. Aethina puncticollis, n. sp. — Breoiter oblonga, convexa, 
suhnitida, hraiDieu, /ìarescens; prothorace flavo-pubescente pilis ad 
latera basimiue densioribus et lomjioribus ; elijiris cinereo pubescen- 
tibus, strili suturali nulla. — Long. 3 mill. 72- 

Courtement ovale, convexe, un peu brillant, brun pas très 
foncé, couvert d'une pubescence Have dorée sur le protiiorax 



CLAVICORNES NOUVEAIJX -i()7 

plus dense et plus longue sur les còtés et dans la region basi- 
laire , formant devant l'écusson deux macules de polls longs 
et serrés dirigés vers l'arriòre. Prothorax très transversal , for- 
tement rétréci en avant, parallèle cà la base, densement ponctué. 
Ecusson fortement pubescent. Elytres un peu moins longs que 
larges ensemble, arrondis séparément au sommet, sans strie su- 
turale; pubescence double formée de poils couches peu serrés 
et de poils plus longs disposes en lignes. Pieds comprimés. 

Tenasserim. Collection A. Fry. 

39. Aethina basalis, n. sp. — Oblonga, convexa, nitida, fulvo- 
pubescens ; capile prolhoraceque fiUvo-testaceis ; elylris testaceis, basi 
apiceque infuscatis ; prothorace transverso, antice angustato, margine 
antico truncalo, scutello rufo; elytris ad apicem separatim rolun- 
datis. — Long. 3 mill, à 3 mill. V2- 

Oblong, assez large, convexe, brillant, convert d'une pubescence 
tauve claire , peu serrée. Téte et prothorax d'un jaune testacé 
peu accentué; élytres testacés, chacun avec une bande basilaire 
noire s'avancant au lobe arrendi sur l'épaule et une tache api- 
cale de méme couleur s'avancant anguleusement sur le disque ; 
massue des antennes noire. Téte assez fortement ponctuée, pro- 
fondement impressionnée, excavée entro les bases des antennes, 
finement réticulée. Prothorax presque trois fois plus large à la 
base que long, rétréci au sommet, bords latéraux peu arqués, 
marge antérieure tronquée ; ponctuation assez forte et assez 
serrée ; tegument finement réticulé. Ecusson rougeàtre. Elytres 
sensiblement de la largeur du prothorax à la base, oblongs, un 
peu plus longs que larges ensemble , arrondis séparément au 
sommet , assez fortement et densement ponctués , présentant 
quelques vestiges de còtes. Pygidium découvert présentant contro 
la base une ligne de gros points enfoncés. 

Sumatra. Collection Grouvelle. 

Voisin de Aethina humeralis Grouv., mais distinct par son 
prothorax à bords latéraux trés faiblement arqués, la disposition 
differente des taches noires des élytres, et qui n'envahit pas la 
marge laterale et par les angles apicaux internes des élytres 
qui sont à peine marques. 



368 A GROUVKLI.K 

/lO. Circopes ruficollis, n. sp. — lleiidsphacncus , lomji' flam- 
griseo puhoscois^ elijiris mai-ginn apicali I'xcep/o ol ahdomine uUimù 
segnienlis exceptis, nigris. — Long. 7 mill. Vs- 

Subhémisphérique, assez brillant, couvert d'une pubescence d'un 
gris flave , assez épaisse , formant sur le prothorax comme des 
petits faisceaux de poils convergents et determinant sur les 
élytres des lignes assez róguliòres de poils plus longs entre- 
mèlées de poils plus courts. Couleur rouge ; élytres sauf I'ex- 
trème marge apicale et alxlomen sauf les derniers segments, 
noirs. 

Celebes (Banguey) ; collection Grouvelle. 

Sumatra (Pangherang- Pisang). E. Modigliani. Collection du 
Musée Civique de Genes. 

41. Amphicrossus oblongus, n. sp. — Oblongo-ovatus , nigro- 
brimneus, dense punclatus, fnlvo-puhescens; anlennù pedihimpie fii- 
sco-ferrugineis; lateribus prothoracis elytrormnrjiie sat longe cilialù ; 
prothorace in longiludinein vage siibsulcalo. 

Mas. Fasciculo suturali nullo; segmento 5." abdominis apice 
emarginato, in medio lobo minuto producto. — Long. 3 mill. V2 
à 5 mill. Vs- 

Oblong , un peu plus long que large , noir brunàtre , dense- 
ment ponctué, couvert d'une pubescence fauve, fine et peu dense, 
entremélée de poils plus longs. Bonis latéraux du prothorax et 
des élytres bordés d'une frange de poils assez longs. Tegument 
finement réticulé ; ponctuation de la tòte à peine plus forte que 
celle des élytres. Prothorax vaguement subsillonné dans la lon- 
gueur. Dernier segment abdominal du male échancré au sommet 
et arme au milieu de l'échancrure d'un petit denticule. 

Sumatra (Padang). E. Modigliani. Collection du Musée Civique 
de Genes. (Palembang). Collection A. Grouvelle. 

Espèce voisine de VA. discolor Er.. distincte par labsenco chez 
le male de fascicule sur la suture des élytres. 

4^. Amphicrossus Bouchardi, n. sp. — Obloiigo-ovatus, bnni/x'us, 
densissime punctidatas , opaciis, f/dm-griseo pnbcscens; anirnnis 
pedibnsque fiisco-ferrugineis; lateribus prothoracis eli/trorumquf 
cilia tis. 



CLAVICORNES NOUVEAUX 369 

Mas. Fasciculo siiiumli nullo ; segmento 5.° apice emargi- 
nalo , in medio lobo minuto producto. — Long. 3 mill. V^ à 
mill. Va- 

Oblong, un peu plus long que large, brun, convert d'une 
ponctuation très fine et très serrée qui lui donne un aspect 
màt, très linement pubescent. Bord latéraux du ])rotlioi'ax et 
des élytres bordés d'une frange de poils courts. Protliorax 
ti'ès transversai, angles postérieurs subarrondis; base très légé- 
rement concave par rapport aux élytres. 

Dernier segment abdominal du male échancré au sommet et 
arme au milieu de l'échancrure d'un petit denticule saillant. 

Sumatra (Palembang), Perak; collection A. Grouvelle. 

Distinct de tous les Amphicrossus des Indes Orientales par son 
aspect entièrement màt. 

43. Cyllodes frontalis , n. sp. — Subhemisphaericus, convexus_ 
nitidus, niger; fronte^ qualuor ìnaculis, dnabus primis utriìique disco 
prothoracis juxta basin, alteris in elijtris, orbicularibus et discoida- 
libiis, pijgidio, antennis clava excepta, pedibusque rufls; prothorace 
valde transverso; elytris parce punclulatis. — Long. 4 mill. Va 
à a mill. 

Subhémisphérique , convexe, noir, brillant. Antennes sauf la 
massue d'un ronx testacé. Téte assez densement pointillée; 
bouche et front rougeàtre. Prothorax environ quatre fois plus 
large à la base que long, marqué de chaque coté d'une grande 
tache rougeàtre, touchant presque la base. Élytres un peu plus 
larges ensemble que longs, finement et éparsément pointillés, 
chacun avec une tache rouge discoidale et orbiculaire. Pygi- 
dium roux . 

Sumatra (Pangherang-Pisang). E. Modigliani. Collection du 
Musée Civique de Gènes. 

Cette espèce est décrite sur deux exemplaires d'une taille plus 
grande et d'une forme plus large que chez Cyllodes dorsalis Reitt. 
De plus chez notre nouvelle espèce la couleur rouge lorsqu'elle 
envahit la base du prothorax ne gagne pas le long de la marge 
laterale , qui par suite reste noire , sauf l'extrème sommet de 
l'angle antérieur. 

Ann. del Mics. Civ. di St. Nat. Serie 2.% Voi. XVni (4 Ottobre 1897; 24 



370 A. GROUVELLR 

44. Cyllodes variegatus, n. sp. — Ohlongus, conmxus, nitidus, 
glaber , piccus , Lcslaceo-variegalus ; antennis pedibus et corpore 
subtus teslaceis. — Long. 3 mill. ^j^. 

Oblong , convexe , brillant , glabre , l>i-un de poix, varie de 
testacé. Téte testacee rembrunie sur le disque. Prothorax testacé, 
de chaque coté un point foncé, marge antérieure bordée dans 
le milieu d'une tache foncée formée de deux gros points réunis; 
base l)ordée dans le milieu d'une tache foncée présentant en 
avant quatre lobes saillants et dans le milieu une profonde 
échancrure subrectangulaire. Elytres foncés , plus claires au 
sommet, marqués chacun d'une tache ondulée, bordant l'écusson, 
une fraction de la base, redescendant parallòlement à la suture, 
se retournant perpendiculairement , puis parallélement à la su- 
ture et se terminant par une partie arquée en dedans et plus 
ou moins ondulée. Dessous testacé. 

Indes orientales (sans localité précise). Collection A. Fry. 

45. Cyllodes orientalis, n. sp. — Subhemisphaericus^ nitidus, 
glaber, rufo-leslaceus; clava a?ilennarum infuscata; capite parce 
punctata, prothorace valde transverso, vix perspicue punctata, 
basi medio producto; angulis pasticis subrectis, scutella subpenta- 
gonali parce punctata; elytris ad apicem separalim rotunda t is, 
leviter lineato-punctatis, intervallis parcissime punctulatis. — Long. 
3 mill. 

Subhémispliérique, brillant, glabre , roux testacé. Massue des 
antennes enfumée , formée d'articles transversaux plus dilates 
du coté interne. Téte éparsément ponctuée, impressionnée entre 
les yeux. Prothorax très transversai, fortement rétréci en avant, 
à peine visiblement pointillé ; marge antérieure profondément 
et largement échancrée , angles postérieurs presque droits , à 
peine émoussés; base saillante dans le milieu sur l'écusson. 
Ecusson sul)pentagonal , pointillé. Elytres arrondis séparément 
au sommet, linement ponctués en lignes, intervalles, très épar- 
sément pointillés, pas de strie suturale. 

Borneo. Collection A. Fry. 

Je rapporto à la méme espèce un oxeraplaire appartenant 
également à la collection de M. A. Fry et pi-ovenant de IVrak. 



OLAVICORNES NOUVEADX 371 

46. Cryptarcha octo-punctata, n. sp. — Oblongo-ovata, convexa, 
nitida, glabra, nigra; capite pimctato, prothorace parcissime punctata; 
elytris ad apicem subrotundatis, singulo ochraceo quadri-maculato, 
\.^ juxta basi?i, prope scutellum, 2.* el ^J^ laleralibm, h.'' discoidali, 
stria suturali ad apicem impressa. — Long. 3 mill. ^4- 

Oblong, convexe, l)rillant, glabre, noir. Téte peu densement 
et assez fortement ponctuée. Prothorax transversal, rétréci en 
avant, très éparsement et beaucoup plus finement ponctué que 
la téte. Ecusson transversal, lisse. Elytres un peu plus longs 
que larges ensemble, subarrondis au sommet, chacun avec une 
fine strie suturale plus marquee au sommet , atténuée vers le 
milieu de la longueur , chacun avec quatre taches suborbicu- 
laires , jaunes: la l.^""* contre la base^ auprès de l'écusson; la 
S.'"" vers le quart de la longueur, centre le bord lateral; les 
3.™^ et 4."'*^ sur une ligne transversale, vers le tiers postérieur, 
lune contre le bord lateral , l'autre discoidale. Pattes brunes , 
tarses plus clairs. 

Birmanie. Mines de rubis. Collection A. Fry. 

47. Cryptarcha basalis, n. sp. — Oblonga, convexa, nitida, 
glabra, picea ; lateribus apiceque prothoracis stride dilutioribus, basi 
elytrorum late et lateribus angustiore testaceis; capite punctato ; 
elytris vage lineato-punctatis , inter vallis punctatis. — Long. 2 
mill. V,. 

Oblong, convexe, brillant, glabre, brun de poix, plus clair 
sur les cótés du prothorax , largement testacé à la base des 
élytres , plus étroitement sur les cótés , marqué en plus d'une 
tache noire contre la base , près de l'épaule et d'une fascie 
transversale, testacee, vers le tiers postérieur , partant de la 
bande laterale et n'atteignant pas la suture. Antennes testacées 
rembrunies à la massue. Téte assez densement et iinement 
ponctuée. Prothorax presque lisse. Elytres arrondis ensemble 
au sommet , prósentant quelques lignes de petits poils dresses , 
légérement ponctués en lignes , intervalles larges , finement 
ponctués; strie suturale l)ien marquee dans la moitié apicale. 
Pygidium cache. 

Victoria (Nouvelle Hollande). Collection A. Fry. 



SI"! A. (IROUVELLE 

Voisin (le C. nitidissima Reitt. ; distincte par la large bande 
testacee de la base des élytres et par les lignes très espacées 
de petits poils courts dresses. Parfois cette bande présente une 
seconde tache noire entre la taclic humérale et l'écusson. 

48. Cryptarcha Modiglianii, n. sp. — Ohlomja, convexa, nitida, 
glabra, niijra; capite punctalo, plus minusve rufo-sanguinea ; pro- 
thorace transverso, parce punctalo, in disco et utrinque sanguineo- 
maculato, maculis externis parvis ; elytris parce punctatis, hand 
striatis, singula in disco late sanguineo-maculato ; pygidio abdomi- 
neque rufis. — Long. 2 mill. ^4- 

Oblong, convexe, brillant, glabre, noir ; tòte plus ou moins 
rougeàtre ; pro thorax marquci de trois taches rouges arrondies , 
la tache discoidale très développée , les deux externes petites ; 
élytres marqués, chacun d'une grande tache rouge atteignant 
la base, touchant presque la suture et setendant jusqu'aux 
deux tiers de la longueur. Tète éparsement ponctuée. Prothorax 
très transversai , très rétréci en avant , éparsement ponctué , 
base saillante sur l'écusson. Ecusson à peine visible , dans la 
position normale. Élytres atténués ensemble vers le sommet, 
à peine plus longs que larges à la base, arrondis ensemble au 
sommet , éparsement ponctués non striés. Pygidium , abdomen 
et pattes rougeàtres. 

Sumatra ('Si-Raml)é). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

49. Cryptarcha coccinelloides, n. sp. — Oblonga, convexa, nitida, 
glabra, nigra; basi capitis, angiitis anticis prothoracis et duabus 
maculis in singula elytra rufis; prima macula discoidali, secunda 
amicali. — Long. 2 mill. 74- 

Oblong, convexe, brillant, glabre, noir. Tète, sauf le som- 
met', deux grandes taches subcarrées aux angles antérieurs 
du prothorax , deux taches sur chaque élytre , la première 
orbiculaire sur le disque, la deuxième large apicale , pygi- 
dium , antennes et dessous rougeàtres. Tète et prothorax asse/, 
densement et assez fortement ponctués. Milieu de la base du 
prothorax. saiilant sur l'écusson; celui-ci lisso. Élytres sub- 
tronqiiés au sommet , plus éparsement et moins fortement 



CLAVICORNES NOUVEAUX 373 

ponctués que le prothorax , avec une très courte strie suturale 
au sommet. 

Perak. Collection A. Fry. 

Gomme chez presque toutes les espéces variées de roux et de 
noir, le rapport entro les surfaces des deux couleurs peut varier 
d'un extreme à l'autre. 

oO. Cryptarcha elegans, n. sp. — Ovata^ convexa, nitida:, yiuhra, 
nigra; capilti, prolh.urace ìnacula bi-l,obata juxta scutellum excepta 
et macula apicali, bi-lobata, rufo-teslaceis. — Long. 2 mill. Vg- 

Ovale, convexe, brillant , glabre , noir. Téte , prothorax sauf 
une tache bilobée devant l'écusson , extrémités des élytres sauf 
une l)ande noire avanrant sur la suture , pygidium dessous et 
antennes d'un roux testacé. Téte et prothorax fortement et pas 
très densement ponctués. Base du prothorax saillante au milieu 
sur l'écusson. Ponctuation des élytres confuse, peu serrée, lisse 
sur le disque et au sommet, plus forte sur les cótés. Sommet 
subtronqué. 

Perak. Collection A. Fry. 

51. Cryptarcha rufomaculata, n. sp. — Ovata, convexa, nitida, 
glabra, nigra; capile, prothorace margine basilari excepto, macula 
discoidali in singulo elytro, pygidioque rufis ; eli/tris subtruncatis, 
sulco suturali ad apicem impresso. — Long. 2 mill. 

Ovale, convexe, brillant, glabre, noir. Téte, prothorax sauf 
une bordure marginale, basilaire, élargie dans le milieu en un 
renllement arqué, une tache discoidale , transversale , triangu- 
laire sur chaque élytre , pygidium , dessous et antennes rou- 
geàtres. Prothorax lisse, éparsement et finement ponctué sur les 
cótés ; base saillante dans le milieu sur l'écusson ; celui-ci lisse. 
Élytres ponctués sur les cótés , subtronqués au sommet ; strie 
suturale marquee à l'extrémité. 

Tenasserim. Collection A. Fry. 

Espèce devant varier du roux au noir. 

o2. Europs birmanica, n. sp. — Elongata, parallela, convexa, 
nitida, glabra, nigro-picea, antennis clava excepta, pedibusque, elytris 
rufo-sordidis ; capite prothoraceque sat parce profundeque punctatis, 
hoc in longitudinem bi-impresso, impressionibus basin versus con- 



374 A. GROUVELLE 

junclis, iiiagis impressis; elytris reliculatis, punctato-striatis. — Long. 
2 mill. Va- 

Allonge, parallèle, convexe , Ijrillant , glabre, brun de poix 
foncé , antennes , sauf la massue , pattes et élytres d'un roux 
testacé, tegument enfumé. Antennes assez épaisses. Tète trans- 
versale, fortement, mais peu densement ponctuée, impressionnée 
de clia({ue coté à la naissance des antennes, sinuée au boni an- 
térieur ; yeux places notableiiient en avant des angles postérieurs, 
ceux-ci droits, arrondis. Prothorax carré, ponctué comme la tète, 
marqué sur le disque de deux impressions longitudinales, obso- 
lètes en avant, mieux marquees et pres(|ue rèunies à la base , 
laissant entre elles un espace longitudinal, lisse. Ecusson lisse, 
subcarré. Elytres environ deux fois aussi longs que larges en- 
semble , nettement réticulés, ponctués-striés. Pygidium éparse- 
ment ponctué. 

Birmanie (Mines de rubis). Collection A. Fry. 

Eporus, n. gen. JVIonotomiclarurii. 

Clava anlennarum hi-articulata ; 9.° articulo 10.° minm laliore. 

Luterà capitis basin versus jparaUela. 

Processus abdominis angustus. 

Genre très voisin du genre Europs ^ distinct par la structure 
de la massue des antennes composée d'un article très transversal 
et d'un article plus large, beaucoup plus long forme à la base 
d'une partie cornee, lisse, très transversale, encliassant un bouton 
ovale, pubescent. 

33. Eporus insignis, n. sp. — Sat elongatus^ parallelus, convexus, 
vix pubescens, nigru-piceus; pedibus et basi elytrorum rufo-ochraceis; 
capile parce punctata, antice utrinque impresso, fronte in longitu- 
dinem sulcata; prothorace subquadrato, antice transversim et postice 
quadratini impresso, impressionibus junctis et punctatis, scaleUo 
elongato ; elijtris panclato-slriatis, punctis remolis, singulo setam 
erectam, brevissimamque ferente ; abdoniine pilis aureis s/iarsisqiie. 
ornato. — Long. 3 mill. 

Assez allonge , parallèle , con\exe , à peine pubescent , assez 



CLAVICORNES NOUVEAUX 37 b 

brillant , hrun de poix. Premier article des antennes , pattes 
sauf la base des tibias et élytres, sur un peu plus de la moitié 
basilaire, d'un jaune ferrugineux, très légèrement obscurci. Tète 
triangulaire, très éparsement ponctuée; de chaque coté, vers la 
base des antennes , une impression longitudinale , sur le front 
un court sillon également longitudinal., bord antérieur obtuse- 
ment anguleux au milieu. Prothorax sensiblement aussi long 
que large, presque paralb-le, présentant en avant une impression 
rectangulaire ; ponctuation forte , très éparse , plus dense dans 
les impressions. Ecusson allonge. Ely tres ponctués - striés ; stries 
peu profondes; points ècartés, chacun donnanl naissance à une 
très courte soie flave dressée. Sur le dessous quelques poils 
dorés, très épars sur la poitrine, plus serrés sur le milieu de la 
base du premier segment de l'abdomen et sur le dernier 

Assam. Patkai M.*\ Collection A. Fry. 

54. Mimemodes insulare, n. sp. — Elongatum, parallelum, sub- 
convexum^ nilidutum, alutaceum^ parce pubescens^ testaceum; capite 
Imnsverso, parce pwictato^ anlice utrinque oblique profundeque im- 
presso ^ margine antico subsinuato ; prothorace capite angustiore , 
transuerso, basin versus vie angustato, punclato, lateribus crenulatis, 
angiUis anticis rectis, posticis rotimdatis ; scutello elongato ; elglris 
punctalo-striatis ; pygidio punctato. — Long. 2 mill. 

Allonge , parallèle , un peu convexe , assez brillant , alutacé 
testacé. Tète trasversale, éparsement ponctuée, excavée en avant 
et obliquement impressionnée de chaque còte entre les bases des 
antennes; episteme subsinué, angles postérieurs aigus saillants. 
Prothorax plus étroit que la tète, transversai, faiblement rétréci 
à la base, éparsement ponctué ; sur le disque une bande longitu- 
dinale lisse, limitée à la base par une ligne de points qui forme 
une légère depression ; angles antérieurs droits , postérieurs lar- 
gement arrondis. Ecusson allonge, parallèle, arrendi au sommet. 
Ely tres de la largeur du prothorax, un peu moins de deux fois 
aussi longs que larges ensemble, ponctués-striés , garnis sur les 
stries de petits poils dresses. Pygidium ponctué. 

Dernier segment de l'abdomen du male arme d'un segment 
supplémentaire. 



376 A. TtROUVELLE 

Sumatra (Deli), Collection A. Grou velie. 
Plus court et proportionnellement beaucouj) plus large que 
M. Japonum Reit. 

COI>YI)riJ)AE. 

55. Atyscus ovatus, n. sp. — Ouatus, convexus, nigricans^ opacus, 

setosus ; aiitennis pedibusque rufo-fuscis ; capite depresso , flavo- 
setoso ; prolhorace transverso, cordi/ormi, disco pisciculalo, laterihm 
concavis ; elijtris lineato-setosis , selis niyro vei flavo variegafis. — 
Long. 3 mill. 72 ^ ^ millim. 

Ovale, convexe , noiràtre, opaque, garni de soles dressées 
flaves sur la tòte, noires sur le prothorax et varices de noir et 
de flave sur les élytres. Front deprime, un peu relevé de chaque 
coté contre les yeux, ceux-ci garnis de soies dressées. Prothorax 
transversai, plus large que la téte, cordiforme, concave sur les 
còtés, portant sur le disque une tascie de soies dressées , non 
rebordé à la base. Elytres beaucoup plus larges que le prothorax 
à la base, environ une fois et un quart aussi longs que larges 
ensemble, converts de soies noires disposées en lignes et marqués 
par places de fascies de poils squameux flaves. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

56. Hyberìs multifasciculatus, n. sp. — Ohlongus, c.onvexus, ni- 
gricans, flavo-setosus, nigro-fasciculatus ; prothorace transverso, vix 
anguslaio, fuberculato, disco hi-fasciculato, lateribus carinalis; elytris 
lineato-punctatis, singula sex fasciculalo, ì.'^-h.'^ anfe medium, 5." 
et 6.° post medium. — Long. 4 mill. 72- 

Oblong, convexe, noiràtre, garni de soies flaves et de fascies 
fòrmées de soies dressées, noires. Téte granuleuse, impressionnée 
de chaque coté près des yeux. Prothorax transversai, peu rétréci 
à la base , suljcordiforme, convert de granulations assez serrées 
et en partie déprimées; sur le disque deux petites fascies noires; 
còtés dentés , explanés ; soies flaves plus ou moins couchées. 
Elytres beaucoup plus larges que le prothorax , à peine plus 
longs (juc larges ensemble, asse/ forfeinent pouctués en lignes. 



CLAVICORNE8 NOUVEAUX 377 

portant chacun six fascies noires; la première près de l'écusson, 
la 2.™^ en dehors, un {)eLi plus éloigiiée de la base, la 3.'"'' en- 
core plus loin de la base mais plus près de la suture que la 
première^ la 4.™^ sur le disque, un peu avant le milieu, la 5.™^ 
et la 6.'"'' sur une ligne oblique vers le dernier tiers. 

Sumatra (Si-Rambéi. E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

o7. Hyberis crassus, n. sp. — Oblongtis, convexus, nigro-brunneus, 
favo-setoms^ pube ochracea plus minusve densata veslilus ; protho- 
race transverso, cordalo, lateribus dentalis subconcavo-explannUs ; 
dytris tenuiter linealo-striatis , ochraceo-fasciculads. — Long. 3 
mill. V2. 

Oblong, convexe , brunàtre , garni de soies dressées flaves et 
de poils squameux plus ou moins condenses en fascies sur les 
élytres. Front subdéprimé , granuleux. Prothorax très trans- 
versai, cordifbrme , sans impressions sur le disque , légèrement 
concave sur les cótés; bords latéraux dentés. Elytres beaucoup 
plus larges que le prothorax à la base, environ une fois et un 
tiers aussi longs que larges ensemble, beaucoup plus larges que 
le prothorax à la base, fìnement striés, intervalles plans presque 
lisses. Soies dressées disposées en ligne sur les stries. Pubescence 
formant deux fascies bien marquees sur le 6.""^ intervalle à la 
naissance de la déclivité apicale de l'élytre et une sèrie de li- 
gnes fasciées plus ou moins marquees sur cette déclivité et à la 
base de l'élytre. 

Sumatra (Si Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

58. Hyberis brevicornis, n. sp. - Ovatus, comexus, aier, ni grò 
flavoque setosus, flavo- fase iculat us ; anlennis basin prothoracis haud 
attingentibus ; prothorace transverso, vix cordato, tuberculato, late- 
ribus dentatis ; elytris lineato-tuberculatis, ad apicem ex parte flavo- 
selosis, singulo bi-fasciculato , 1.° fasciculo dorsali, prope basin, 
inter suturam et marginem lateralem , 2." magis externa, ad ter- 
tiam partem apicalem. — Long, o mill. 

Ovale, convexe, noir, garni de soies dress'es, noires plus ou 
moins Haves vers le sommet des élytres. Antennes relativemeiit 



378 A. oRorn'ELi.H 

courtes n'atteignant pas la l)aso du prothorax. Front sul)«léprimé, 
granuleux. Prothorax trùs transversal, à peine cordiforme, dente 
sur les cotós, convert de granulations assez fortes, serrées et peu 
di^primées, discpio sans fossette. Elytres environ une fois et un 
tiers aussi longs (|ue larges ensemble , beaucoup plus larges 
que le prothorax à la base, garnis de granulations disposées 
en lignes et portant respectiveraent une soie dressée. Sur le 
disque, pas loin de la base une fascio de soies dressées tìaves , 
vers le sommet une seconde fascie analogue plus rapprochée du 
bord lateral que de la suture et quelques soies tìaves plus ou 
moins denses formant une Itande transversale peu distincte entre 
les deux fascies apicales. 

Sumatra (Si-Raml)é). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

59. Hyberìs Bouchardi, n. sp. — OvatiiSj convexus, niger, nigro- 
setosuS:, flavo- fase iculat us; protliorace tuberculatOj, tuberculis depressisi 
laleribus dentatis, disco foveolalo; elylris lineato-tubercidatis, singulo 
tri-fasciculato , 1.° fascicido dorsali, prope scutellum, 2.° et 3." ad 
apicem. — Long. 4 mill. Ve- 

Ovale , convexe , noir , garni de soies dressées foncées et de 
fascies de poils llaves. Front subdéprimé , rugueux. Prothorax 
transversai, cordiforme, charge de tubercules serrés assez gros, 
déprimés, foveolés sur le disque, bords latéraux dentés. Elytres 
beaucoup plus larges que le prothorax, environ une fois et un 
tiers aussi longs que larges ensemble, garnis de tubercules, pas 
très développés, assez irréguliers disposes en lignes et donnant 
naissance à des soies dressées; sur chacjue élytres trois fascies; 
la premirro dans l'angle scutellaire de rélytrc, les deux autres 
sur une ligne obli(|ue placée vers le dernier quart de l'élytre. 

Sumatra (Paleml)ang). (-oUection Grouvelle. 

()0. Hyberis fasciculatus, n. sp. — Ooains, convexus, nigricans, 
fulvo-pilosus et fascicalalus ; protliorace bi-fascic alato, rugoso, late- 
ribus longe dentatis; elytris longe pilosis, singulo bi-fasckulato , 
i.° fascicule dorsali, j'uxta scutellum, !2.° saturali circa medium, 
later ibus dentatis. - Long. 5 à (i mill. 

Ovale, convexe, noiràtre, garni de longs jioils fauves espacés 



CLAVICORNES NOUVEAUX 379 

et portant ciiKi fascies de soies fauves dressées. Front granuleux, 
concave. Prothorax transversal , peu rétréci à la base, peu for- 
tement granuleux, assez longuement dente sur les còtés ; marge 
antérieure saillante sur la tòte, légèrement déprimée dans son 
milieu , sur le disque en avant du milieu, deux saillies subpy- 
ramidales , disposées sur une ligne transversale et portant cha- 
cune une fascio de soies tauves, dressées ; en arrière de chacune 
de ces fascies un petit espace lisse. Elytres environ une fois et 
demie aussi longs que larges ensemble , beaucoup plus larges 
que le prothorax à la Imse, subparallèles à la base, peu lisses, 
garnis en dehors des longs polls fauves, de courtes soies dressées, 
disposées en lignes et de trois fascies de soies fauves, les deux 
premieres placées respectivement sur chaque élytre , discoidales 
assez près de l'écusson , la 3.™*' suturale , commune , inclinée 
en arrith-e , sur le milieu du disque; bords latéraux dentés, 
ciliés. 

Sumatra (Si-Ramhé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

61. Hyberis Modiglìanii , n. sp. — Ovatus, conuexus^ niger, tvr 
berculatuSj, setosus ; prothorace cordiformij convexo, disco in longi- 
tudinem canaliculatOj, canaliculo antice posticeque abbreviato^ lateribus 
dentatisi explanatis^ tuberculis ex parte depressis ; elytris ovalis^ 
tuberculis plus minusve elevatis. — Long. 4 mill. V2- 

Ovale , convexe , noir , charge de tubercules portant chacun 
une soie dressée. Antennes rougeàtres , foncées. Front presque 
deprime , ol^liquement sillonné de chaque coté près des yeux. 
Prothorax transversai , cordiforme , subpyramidal , coupé sur le 
milieu du disque par une fossette longitudinale, tul)ercules assez 
serrés , déprimés , marges latérales ex})lanées , bords latéraux 
dentés; angles antérieurs aigus , saillants en avant. Elytres à 
peine une fois et demie aussi longs que larges ensemble dans 
la plus grande largeur, charges de gros tubercules peu serrés, 
disposes en lignes entremélées de tubercules plus petits. Pattes 
noiràtres, tarses d'un roux enfumé. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 



380 A. GROt'VKI.LK 

()i2. Labromimus Raffrayi, u. sp. — Ohlow/us, detw (iriseo-stjuii,- 
mosiis ; fronte concava; /jrothorace transverso, laterihus rotundalis, 
setoso-ciliatis, marginihus kiterahbm concavis, disco elevato quadri- 
tuherculato , duobus prhtds luhercalis juxta marginem anlicum , 
duobus uUimis discoidalibus, tuberculis fasciciUalis , lateribus ely- 
trorum setoso-ciliatis, sutura tectiformi, utrinque basin versus carina 
obtusa arcuala cum sutura conjuncta. — Long. 4 mill. ''j^. 

Oblong, densement couvert de squamules d'un },^ris hianchàtre, 
entremélées de soies dressées, courtes et épaisses de nuance claire. 
Antennes et pattes d'un roux un peu grisàtre. Tòte transversale, 
front concave, yeux garnis de soies dressées. Prothorax plus de 
deux fois plus large que long, cotés arrondis, ciliés ; marges la- 
térales largement concaves; disque élevé, portant quatre tuber- 
cules fascicules, les deux premiers plus petits, très rapprochés 
contro le bord apical , les deux autres sur le disque , un peu 
plus éloignés. Elytres subparai lèles, à peine plus larges que le 
protliorax , environ une fois et demie aussi longs que larges , 
ciliés sur les cótés, elevés en toit vers la suture; créte suturale 
s'écartant de la suture vers le premier cinquième de la lon- 
gueur pour former une saillie arquée allant rejoindre la base 
auprès de l'écusson. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Cl- 
vique de Gènes. Singapore. Collection A. Grouvelle. 

63. Labromimus squamosus, n, sp. — Oblongus, convexus^ dense 
isabellino-squamosus, fasciculalus ; prothorace transverso , antice po- 
sticeque angustato; quadri-fasciculato j duobus primis fasciculis prope 
marginem anticum, duobus alteris disco idaiibus, post medium; elytris 
tenue striatis, singulo septies fasciculato : 1." fasciculo nigro, prope 
scutellum; 2.° humerali; 3.° nigro, elongato, discoidali, prope siitu- 
rarn; 4." nigro, parvo, infra tertium; 5.° et 6." cinereis, parvis, 
prope quartum; ultimo parvo, cinereo, apicaii. — Long. 5 mill. 

Oblong, convexe, couvert de squamules d'un brun clair mas- 
qu.'int la couleur du tegument. Front légèrement concave , im- 
pressionné de chaijue coté vers la naissance des antennes. Pro- 
thorax environ trois fois aussi large (jue long , plus rétréci au 
sonniiet (pi'à la base. Ibrtement arqiir sur les còtc's. .Lrarni de 



CLAVICORNES NOUVEAUX 381 

(iuatre fascies de soies dressées, les deux preiiiiòi\*s rapprochées, 
centre la marge antérieure, les deux autres plus écartées , sur 
le disque un pen au delà du milieu. Ecusson petit, ovale. Elytres 
environ une ibis et demie aussi longs que larges ensemble, un 
peu tectiformes , lorsqu'on les voie de profil , finement striés , 
cliacun garni de sept fascies de soies dressées: la I.'"® noire 
pros de l'écusson , la i2.'"<^ humérale , la 3.'°° allongée , noire 
contro la suture , sur la saillie du profii longitudinal , la 4.™« 
petite , noire , un peu au delà de la 3."® . la 5.™" et la 6.™° 
grises , petites , au méme niveau que la 4.'"'' et la 7.'^'' grise , 
petite, vers le sommet. Bords latéraux du prothorax et des ély- 
tres frangés de petites soies dressées. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

64. Bupala elongata, n. sp. — Elongata, parallela, modice con- 
vexa, subnitida, castanea, flavo-setosa ; capite prolhoraceque granosis, 
hoc vix elongato , later ibus tenuiler marginatisi obtuse crenulalis, 
basi marginata; elylris lineato-punctatis. — Long. 4 mill. 

Allonge, parallèle, médiocrement convexe, un peu brillant, 
brun marron, garni de soies dressées, tìaves. Antennes courtes 
de 10 articles, terminées par un bouton partagé transversalement 
en deux zones, l'une glabre, l'autre pubescente ; 3.""^ article un 
peu moins longs que les 4."''' et 5,'"'' réunis. Front subdéprimé 
impressionné de chaque coté à la naissance des antennes, cou- 
vert de granulations assez serrées , marge antérieure arrondie ; 
yeux glabres places un peu en avant des angles poste rieurs de 
la tòte. Prothorax un peu plus large que la tòte, un peu plus 
long que large, trapéziforme , un peu rétréci à la base, granu- 
leux , parfois vaguement impressionné sur le disque ; base re- 
bordée, bords latéraux rebordés, faiblement crénelés. Ecusson petit, 
ovale. Elytres environ trois fois plus longs que larges ensemble, 
ponctué- striés; portant sur chaque point une soie dressée. Des- 
sous finement rugueux; sillons antennaires courts, convergents, 
en partie masques par le développément lateral de la pièce 
basilaire ; saillie prosternale marquee, tibias non dentés à l'ex- 
trémité, non épineux. 



:]S-2 A. GROUVELLK 

Sumatra iSi-llambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Genes. 

Nous rapportons , avec quelque doute cette espèce au genre 
Bupala Pasc. 

65. Neotrichus crassus, n. sp. — Elongatus, parallelus, convexus, 
setosus, Jiif/ricuiis; ca/j/te granoso, ocidis selosis ; prothorace suhgua- 
drato, basin versus angustato, fortiler granoso, in longitudinem 
praesertim antice, late subcanaliculato ; lateribiis serratis; elylris 
lineato-setosis. — Long. 4 mill. 

Allonge, subcylindrique, noiràtre, garni de soies dressées d'un 
gris jaunàtre. Téte et prothorax granuleux. Front échancré par 
les yeux, relevé de chaque coté en avant de ceux-ci. Prothorax 
à peu près aussi long que large en avant , rétréci à la base , 
couvert de fortes granulations laissant sur le disque, surtout en 
avant , un espace longitudinal lisse qui forme comma un large 
sillon ; cótés épineux. Elytres à peine deux fois aussi longs que 
larges ensemble; garnis de soies dressées, disposées en lignes 
sur de fines stries ponctuées; intervalles en raison de la forme 
de la ponctuation peu unis. Pattes noiràtres. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

Yoisin du N. serratus Sharp,, mais moins allonge et beaucoup 
plus fortement granuleux sur le prothorax. 

6ù. Nematidium angustaium, n. sp. — Filiforme^ subcylindrkum, 
piceum, snhnitid.xm, dytris leviler strialo-punctatis , intervallo su- 
turali ad apicem leviler excavato. Long. 7 mill. 

Très allonge, filiforme, subcylindrique, assez brillant, brun. 
Antennes rougeàtres, massue toncée. Téte suljorbiculaire, convexe, 
éparsément ponctuée; marge antérieure, échancrée , relevée 
de chaque coté de l'échancrure en deux courtes elevations 
carénifornies . mais très obtuses. Prothorax un peu plus de 
une fois et demie plus long que large , éparsément , mais 
plus fortement ponctué (jue la téte. Elytres environ cinq fois 
plus longs que larges, assez tìnement ponctués-striés , chacun 
ayant à l'extrémité une depression concave sur l'intervalle 
suturai. 



CLAVICORNES NOUVEAUX 383 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du ÌVIusée Ci- 
vique de Genes. 

Distinct du iV. poslicum Pasc. par I'absence de houppe poilue 
au sommet. 

67. Penlhelispa angusticollis, n. sp. — Elongata. suhnitida, ca- 
stanea; antennis crassis, hrevibus; capite prothoraceque sal dense 
punclalis, fronte coìwexiuscula, ulrinque basin versus anlennarum 
elevata et fortiter impressa; prothorace subelongato„ disco impresso, 
angulis an/icis prodiictis, lateribus basique marginatis; elytris pro- 
thorace lalioribiis, siria/o-punctatis, inlervallis striis angustiar ibus, 
idneato-punctulatis. -- Long, k mill. 

Allonge, subparallèle, un peu brillant, marron eia ir. Antennes 
courtes, épaisses, avant dernier article une fois et demie plus 
large que le precedent. Téte assez fortement et densement 
ponctuée, relevée en un fort pli et impressionnée à la base de 
cliaque antenne. Prothorax un peu plus long que large, légè- 
rement plus large que la téte , plus rétréci à la base qu'au 
sommet , plus densement et moins fortement ponctué que la 
téte; angles antérieurs saillants; disque impressionné ; bords la- 
téraux et base étroitement rebordés , ceux-ci presque crénelés. 
Elytres plus larges que le prothorax, fortement ponctués-striés ; 
intervalles plus étroits que les stries , chacun avec une ligne 
de très petits points; sommet légèrement explané de chaque 
coté, rebordé par un bourrelet. 

Sumatra (Palembang). Collection Grouvelle. Engano ( Malaconnij. 
E. Modigliani. Collection du Musée Civique de Génes. 

08. Bothrideres Wlodiglianii, n. sp. — Oblongus, modice convexus, 
fusco-rufus; capite dense pimctatn; prothorace subtransoerso, basin 
versus angustalo, parce punctata, in disco sulco profunda spatiuin 
quadralum, eloìigatum et marcissime punctulatum includente, late- 
ribus sulci antice oblique productis, postice sulco minimo basi jimctis; 
elytris striatO'punctatis, tri-costatis, inter vallis punctulatis. — Long. 
mill. 

Oblong, médiocrement convexe, brun rougeàtre. Téte dense- 
ment et assez fortement ponctuée. Prothorax transversai, rétréci 
à la base, à peine rebordé sur les còtés, peu densement ponctué. 



384 A. GROUVKLLK 

marque sur le (Usque, ilans la longueur d'un profond sillon en- 
fermant un espace rectangulaire, trés éparsément et fineuient 
ponctué ; cotés du sillon prolongés obliquement aux angles anté- 
rieurs et réunis à la base vers les angles postérieurs <le l'espace 
rectangulaire par un faible sillon oblique. Elytres ponctués-striés, 
chacun avec les trois carènes normales ; intervalles des stries 
éparsément j)OÌntillés. 

Sumatra (Siboga). E. Modigliani. Collection du Musée Civique 
de Génes. 

G9. Bothrideres Bouchardi, n. sp. — Oblongus, subconvexus, ìiùjro- 
fusciis; sinAjido elijtro in longiludmem rufo-castaneo vittalo ; protho- 
race subquadralo ^ basin versus angustaio, dense et sat for tiler punctalo, 
in disco sulco profundo spalium quadralum, subelongalum et parce 
punclalum includente et impressione Iriangulari basi juncto, late- 
ribus lineae dorsalis anlice posticeque prolatis; elytris slriatis, Iri- 
carinatis. — Long. 4 mill. 

Oblong, médiocrement convexe, noir avec ime bande longitu- 
dinale d'un roux marron sur chaque élytre. Tòte densement et 
assez fortement ponctuée, antennes rougeàtres. Prothorax à peu 
près aussi long que large, rétréci à la base, densement et assez 
fortement ponctué, finement rebordé sjr les còtés, avec un petit 
calus dans le milieu du rebord, marqué sur le disque d'un pro- 
fond sillon enfermant un espace rectangulaire , presque canv'' , 
moins fortement ponctué que le reste de la surface ; còtés de 
ce sillon prolongés en avant et en arrière, base réunie au milieu 
à la base du prothorax par une j)rofonde impression triangalaire. 
Elytres striés, chacun avec trois cùtes élevées. 

Sumatra (Palembang). Collection A. Grouvelle. 

Remarquable par la forme de l'impression discoidale du prothorax. 

70. Cerylun Bouchardi, n. sp. — Oblongu/n^ conve.vum, uilidutn^ 
pilis erectis parcius oeslitwn, castane um ; 1.° arliculo aìilennarum 
t/icrassato, arcuato, 3.° elongato; clava oblonga, pubescente; fronte 
bi-inipressa ; prothoruce transverso, sat dense pun.clato, basi scutellunt 
vie marginalo, elytris punclafo-striatis. — Long. 1 mill. ^/^. 

Ovale, convexe, brillant, marron, gami de longs poils dresses 
très espacés. l.*"' article des antennes épaissi , recourbé . 3.'""' 



OLAVICORNES NOUVEAUX 385 

deux fois plus long que le 2.™*' , 4 à 9 serrés , massue ovale 
pubescente. Front bi-impressionné. Prothorax transversal , gros- 
siòrement et peu densement j)onctué , à peine reijordé dans le 
milieu de la base. Elytres ponctués-striés. 

Sumatra (Palembang). Collection Grouvelle. 

Espèce voisine de C. punclum Grouv. mais plus grosse, plus 
densement ponctuée , et nettement séparée par I'absence de 
sillon transversal devant la base. 

71. Cerylon braminum, Mots. — Nous rapportons à cette 
espèce , d après la description , une sèrie de Cerylon rècoltés à 
Engano, à Java et à Sumatra. Les exemplaires des deux dernières 
provenances ont une ponctuation d'une manière generale moins 
accentuèe. Tous sont caractérisès par le 2.™^ article des antennes 
très court, le 3.*"® une fois et demie aussi long que large, les 
4.™® à 9.™® serrés; le prothorax bi-impressionné à la base, 
rebordé à la base dans son milieu ; les stries des èlytres paral- 
lèles à la suture, et la strie suturale atténuée à la base. Il ne 
nous semble pas possible de séparer la forme à ponctuation 
plus faible. 

72. Cerylon piliger, n. sp. — Oblongum, convexum, rdtiduniy 
piceum, pubescens; 3." articulo elongato^ 2." longiore ; prothorace 
transverso ^ punctato^ antice posticeque angustato, laleribus rotun- 
datis ; elytris punctato-striatis, intervallis vix perspicue puncliUatis ; 
tibiis anticis ad apicem dilatalis. — Long. 2 mill. 

Oblong, convexe, brillant, brun de poix, couvert d'une pu- 
bescence assez dense un peu lanugineuse. Antennes gréles, 1 .«'' 
article un peu plus long que large , 3."^® allonge , plus long 
que le 2."'', 4.™'' à 8."°^ transversaux , serrés, 9 détaché des 
precedents, un peu plus large, lO."'^ ovale termine par un 
bouton pubescent. Prothorax d'un tiers plus large que long, 
rétréci à la base et au sommet , un peu éparsément ponctu9 ; 
cótés arrondis, rebordés, base non rebordée , saillante dans 
le milieu vers l'écusson. Ecusson en triangle curviligne. Elytres 
environ deux fois aussi longs que larges , un peu plus larges 
que le prothorax à la base , anguleux aux épaules , ponctués- 
striés; stries parallAles à la suture; intervalles à peine visiblement 

Ann. del Mvs. Civ. di St. Nat. Serie 2.», Voi. XVm (4 Ottobre 1B97) 25 



30b A. GROUVELLE 

pointillés ; tibias antérieurs ])rusquement dilates dans leur moitié 
apicale. 

Sumatra. Collection Grouvelle. 

73. Cerylon exiguum, n. sp. — Ohlonrjum, vix convexum, nilidum, 
fuhescens, rufo-castaneum; 2." articulo anlennanmi elongalo, 3." 
quadralo, 4-9 transversis, prothorace suhquadralo, parce, frofunde 
punctato; elytris profimde punctalo-striatis , pimclis irrcgularihus , 
intervallis leviler asperalis. — Long. 1 mill. ^/^. 

Oblong, un peu convexe, Imllant, roux -marron, garni d'une 
pubescence formóe de poils dresses, de longueur moyenne assez 
noml)reux. Antennes assez épaisses , deuxième article allonge , 
troisième aussi long que large , 4 à 9 transversaux , massue 
oblongue, base lisse , sommet pubescent partagé en deux zones 
par une suture transversale. Prothorax d'un quart plus large 
que long, profondement et assez éparsément ponctué, bonis la- 
téraux régulièrement arqués, base tronquée, non rel)ordóe , an- 
gles postérieurs obtus. Ecusson subpentagonal. Elytres un peu 
plus larges que le prothorax à la base, obtus aux épaules, plus 
de deux fois plus longs que larges ensemble, fortement jionctués- 
striés; stries parallèles à la suture; points des stries un peu 
irréguliers, intervalles un peu rugueux. Dessous éparsément 
ponctué, mésosternum impressionné, pattes larges, angle apical 
externe obtus. 

Engano (Malaconni). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

74. Cerylon Beccarli, n. sp. — Oblongum, subdepressmn, nitidum, 
glabrum, rufo-castaneum,; sutura elytrorum leviter infuscata; antennis 
subincrassalis ; articulo 2." et 3.° subaequalibus, clava orbicular i; 
capite parce punctulato; prothorace traìisverso, lateribus subparal- 
leliSj antice arcuatis, disco sat parce punctato, ante scutellum sub- 
elevato; elytris slriato-punctatis, striis dorsalibus basin versus intus 
curvatis, lateralibus attenuatis. — Long. 2 mill. 

Oblong , allonge , presque deprime , brillant , glabre , roux- 
marron, suture des élytres légèrement rembrunie. Antennes un 
peu épaisses^ l.*^"" article épaissi, subcarré, 2.'"" et 3.'"'" su))égaux, 
massue orbiculairo, testacé clair. Téte éparsément pointilléo. Pro- 



CLAVICORNES NOUVEAUX 387 

thorax environ une fois et un tiers aussi large que long, assez 
éparsément ponctué sur le disque, légèrement relevée à la base 
(levant l'écusson , l)ords latéraux parallèles arqués en dedans , 
un peu avant le sommet. Ecusson lisse, demi circulaire, un peu 
enfoncé centre la base du prothorax. Elytres un peu plus larges 
que le prothorax à la Ijase, obtusément anguleux aux épaules, 
environ deux Ibis aussi longs que larges ensemble, ponctués-striés, 
stries dorsales retìéchies en dedans à la base, atteignant presque 
le sommet , latérales presque nulles ; intervalles lisses. Til)ias 
larges, obliquement tronqués au sommet. 

Sumatra, Mont Singalang. O. Beccari. Collection du Musée 
Civique de Génes. 

75. Cerylon angulosum, n. sp. — Oblongum, vix convexum, ni- 
tidum, castaneum, pubescens ; 2.° articulo antennarum subquadratu; 
capile parce p linciato ; Ihorace Iransverso, laleribus subparaUelis, 
disco prof linde sai parce punclalo^ basi haud marginala; sculello 
subsemicirculari ; elylris punctato-slriatis ^ inlervallis uni-punclalo- 
linealisj humeris denial is; libiis talis, exlus aule apicem angulosis. — 
Long. 2 mill. 

Oblong, peu convexe, brillant , marron , teguments garnis de 
polis dresses, peu serrés, assez longs, moins rares sur les cótés 
que sur le disque. Antennes un peu épaisses, deuxième article 
presque carré , troisième un peu plus court , 4.™® à 9.°"^ serrés , 
transversaux ; massue ovale, opaque et fortement pubescente sur 
sa moitié apicale. Téte éparsément ponctuée. Prothorax environ 
d'un tiers plus large que long, plus fortement ponctué que la 
téte, cótés rebordés, subparallèles, dans leur milieu, arqués aux 
extrémités, base non rébordée, Ecusson presque demi-circulaire. 
Elytres un peu plus larges que le prothorax à la base, dentés 
aux épaules , un peu plus de deux fois plus longs que larges 
ensemble à la base, ponctués-striés; chaque intervalle avec 
une ligne de points plus fins; strie suturale bien marquee au 
sommet, les autres atténuées. Tibias larges, anguleux au bord 
externe un peu avant l'extrémité. Dessous éparsément ponctué. 

Sumatra, Si-Rambé. Engano, Malaconni. E. Modigliani. Col- 
lection du Musée Civique de Génes. 



388 A. GROUVELLE 

76. Cerylon punctum, n. sp. — Oblongo-ovatmn, conoexnm, ni- 
lidum, rufo-caslaneum, pube parco, longeque veatiliim; 1." ariiculo 
antennarum incrassato, arcuato, 3 elongato, clava ohlonga; protho- 
race transverso, parce profmide pwicfato, basi marginata ; elytris 
prothorace latioribus, profunde punctato-Unealis , substriatis. Subtus 
plus minusve profunde punclatum. — Long. 1 mill. Va- 

Ovale, convexe, brillant, roux marron plus ou moins clair, garni 
de poils dresses, assez longs, plutot rares. Premier article des 
antennes épaissi , arqué , 3.""" deux ibis plus long que le l^.™", 
4 à 9 serrés ; massue ovale , pubescente sur sa moitié apicale. 
Prothorax environ une fois et un tiers aussi large que long , 
declive en avant, éparsément et fortement ponctué, marge an- 
térieure profondement échancrée, bords latéraux arqués, faible- 
ment sinués vers les angles poste rieurs qui sont droits , base 
rebordée d'une ligne de gros points places dans un sillon. Ecusson 
lisse , pentagonal , faiblement transversal. El^'tres un peu plus 
larges que le prothorax à la base, un peu plus longs que larges 
ensemble dans leur plus grand diam^tre, grossièrement et pro- 
fondement ponctués en lignes. Prosternum densément ponctué, 
métasternum éparsément et faiblement ponctné sur le disque, 
fortement et densément sur les cótés, rebordé en avant par une 
ligne de points ; premier segment abilominal grossirrement et 
fortement ponctué ; une ligne transversale de points sur les 
autres. 

Sumatra. Deli, Si-Rambé. Collection Grouvelle et Musée Ci- 
vique de Gènes. 

77. Cerylon piiosum, n. sp. — Elonguto-ovatum , subconvexiun , 
castaneurn, parce piiosum; antennis crassis, articulo 2.° quadrato, 
3." transverso; prothorace subquadrato, antice angustato , parce 
profundeque punctato ; elytris punctato-striatis, intervallis punctato- 
lineatis. — Long. H mill. 72- 

Ovale, allonge, subparallèle, faiblement convexe, chatain, pu- 
bescence formée de poils dresses, très espacés. Antennes épaisses, 
deuxième article sensiblement aussi long que large , troisième 
transversal, massue oblongue. Prothorax presqu' aussi long que 
large, subparallèle à la base, rétréci au sommet ; marge ante- 



CLAVICORNES NOUVEAUX 389 

rieure échancrée en arc ; angles antérieurs presque droits ; 
ponctuation profonde assez espacée. Elytres subparallòles , plus 
(le deux fois plus longs que larges , ponctués-striés , stries su- 
perficie! les ; intervalles des stries avec une ligne de points plus 
ou moins serrés. 

Meetan (Tenasserim). L. Fea. Collection du Musée Civique 
de Genes. 

Pseudocerylon, n. gen. 

Anlennae 10 (irlkuLatae, clava uni-arliculata. 

Scutellum minutisshìiuì/i . 

Priniuììi segìiienluin abdominis clongaluin, caeteris, brevibus^ ae- 
qicalibus. 

Coxae anticae dislanles. 

Nouveau genre du groupe des Cerylonini; distinct des Cerylon 
proprement dits par sa forme courte , ses handles antérieures 
aussi écartées que les intermediai res et les postérieures et par 
les dimensions relatives du 2."'*' segment abdominal qui est 
court, pas plus long que les suivants. 

78. Pseudocerylon trimaculatum, n. sp. ~ Oblongum, curtum, 
convexiwh niliduiti, glabruìii, nigro-piceum; antennis pedibusqae rufo- 
ochraceis, singulo nigro Iri-maculalo , 1.^ macula suturali, 2.* la- 
terali, 3.* apicali ; prothorace transverso par ce punctato, antice 
lUrinque impresso, lateribus incrassatis, levibus ; basi medio angu- 
latim producta : scutello minutissimo, elytris lineafo-pmictatis , 
substriatis. — Long. 2 mill. V2- 

Oblong, court, convexe, lisse, brillant, noir de poix, antennes 
et pattes roussàtres , elytres roux jaunàtre , chacun avec trois 
taclies noires, la première suturale avant le milieu, la 2."'" la- 
terale un peu après le milieu, la o.""' apicale. Deuxième article 
des antennes un peu plus long que large , 3.™'' allonge, 4 à 9 
épaissis peu à peu, massue ovale terminée par une calotte opaque 
pubescente. Téte et prothorax assez fortement et éparsément 
ponctués. Prothorax environ de moitié aussi long que large dans 
son plus grand diametro, declive en avant, largement échancré 



390 A. GROUVELLE 

au sommet, mais paraissant tronqué lorsqu'il est vu de dessus; 
angles antérieurs largement arrondis , postérieurs droits , hords 
latéraux en bourrelet lisses; sur le disque, de chaque coté, de- 
vant le milieu une impression; base saillante en angle obtus. 
Elytres environ aussi longs que larges ensemble , ponctués en 
ligne, presque striés. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du IMusée Ci- 
vique de Genes. 

79. Pseudocerylon bicolor, n. sp. — Oblongu/f/, convexum, niti- 
dum, glabrum, nigro-piccuin^ antennis pedibusque rufo-fuscis, elylris 
rufo-ferrugmeis, singulo bi-^maculato , 1 .* macula discoidali, 2.* api- 
cali; capite prothorace parce projunde punctato, hoc antice angustato, 
apice emarginato, basi medio angulatim producto; scutello minutis- 
simo, elytris punctato-striatis. — Long. 3 mill. 

Oblong, convexe, brillant, glabre, noir de poix, antennes et 
pattes roux enfumé , elytres roux ferrugineux , cliacun avec 
deux taches noires, la première arrondie discoidale, la 2.™« api- 
cale. Antennes assez grèles, épaissies peu à peu jusqu'à la massue, 
2."'® article un peu plus long que large , S.™"^ allonge , massue 
ovale , allongée , terminée par une calotte opaque pubescente. 
Téte éparsément ponctuée. Prothorax plus fortement ponctué 
que la téte, transversai, rétréci en avant, bord antérieur échancré. 
latéraux presque droits, arrondis en avant; angles antérieurs 
à peine marques , marges latérales lisses , base anguleusèment 
saillante sur les élytres. Ecusson très petit. Elytres ovales, en- 
viron une ibis et demie aussi longs que larges ensemble , à la 
base de la largeur du prothorax, présentant leur plus grande 
largeur vers le premier quart de la longueur, ponctués en lignes, 
strie suturale marquee vers le sommet. Crochet des tarses à peine 
plus long que l'ensemble des articles precedents. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

80. Pseudocerylon Bouchardi, n. sp. — Omtiun, curium, con- 
vexum, nitidam, glabram, ru/b-castauewn; capite prothoraceque puree 
profundeqae punctatis; thorace transverso, apice truncalo, angnlis 
anticis late rntundatis, posticis sabrectis, ntarginibus bitenilibas 



CLAVICORNES NOUVEAUX 391 

laevibus^ stride marginatis ; saltello iuinulissimo , elijtris profimde 
liiieato-punctatis, ad apice tn substrialis. — Long. 1 mill. 72- 

Ovale, court, convexe, lisse, brillant, roux marron. Antennes 
allongées , épaissies progressivement vers la massue qui est 
formée d'un gros article ovale, termine au sommet par un bouton 
pubescent ; l^."'*-' article à peine plus long que large, 3.'""^ un peu 
plus long. Téte protbndement et un peu éparsément ponctuée. 
Prothorax beaucoup plus large que la tète , moins de moitié 
moins long que large à la base, declive en avant, tronqué en avant 
lorsqu'il est vu du dessus, largement arrondi aux épaules, plus 
fbrtement et plus éparsément ponctué que le prothorax ; marges 
latérales lisses, finement rebordées. Ecusson très petit. Elytres 
environ aussi longs que larges ensemble dans leur plus grand 
diametro, un peu plus larges que le prothorax, ponctués en 
lignes, substriés au sommet; intervalles des lignes ponctués 
très larges, profil lateral des elytres ne se raccordant avec le 
profil du prothorax. Dessous du thorax grossièrement ponctué ; 
métasternum et premier segment abdominal éparsément pon- 
ctués. 

Sumatra, Palembang. Collection Grouvelle. Récolté par Mr. 
Bouchard. 

81. Pachylon Gestroi, n. sp. — Oblongmn^ convexum^ nilidum, 
(jlabrutn, nigro-piceum; prothorace Iransverso, murginibus laferaUbus 
oalde pimcfatis, late explanatis, elytris pimctato-striatis. — Long. 
7 mill. 

Oblong, convexe, brillant, glabre, noir de poix. Téte éparsé- 
ment ponctuée. Prothorax environ de moitié aussi long que large 
dans son plus grand diametro, còtés arrondis, finement rebordés, 
marges latérales déclives contro le rebord externe , plus large- 
ment explanées , fortement ponctuées , disque éparsément et 
beaucoup plus faiblement ponctué. Ecusson demi-circulaire. 
Elytres assez finement ponctués-striés. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

82. Cautomus crassus, n. sp. — Oblongus , modice convexus^ 
fasco-castaneus , setosus ; capile prolhuraceque deìisissime punckitis; 



:}'J:2 A. GROUVELLE 

hoc in disco minute bi-tuberculalo ; elytris Lineato- punctalis , lineis 
dorsaiilms parutn regularibus. - Long. 2 mill. 

Oblong , peu convexe , marron un peu foncé , assez hi-illant 
surtoiit sur les élytres , garni de soies dressées claires , assez 
longues , disposées en lignes sur les élytres. Antennas n'attei- 
gnant pas la base du })rotliorax, assez grèles terminées par une 
massue allongée , formée par un article pubescent termine par 
un bouton oblong ; 1 .*'■■ article presque carré, plus large que les 
suivants ; 2.™*= et S.'^" plutót plus d'une fois et demie aussi longs 
que larges, 8 et 9 élargis progressivement. Téte et prothorax 
très densement ponctués. Prothorax très transversal, très faible- 
ment rétréci à la base, fortement au sommet; bords très étroi- 
tement rebordés, obtusément crénelés, disque portant deux petits 
tubercules brillants. Ecusson subsemi-circulaire, lisse. Élytres à 
peine une fois et un tiers aussi longs que larges ensemble , 
ponctués en lignes serrées , peu régulières sur le disque contre la 
suture. Ponctuation des élytres plus forte que celle du prothorax. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

8o. Cautomus striatus, n. sp. — Oblongus, modice convexus, 
brunneo-castaneus j, setosus^ capite prothoraceque dense punctolis; 
elytris iineato-punctatis , lateribus sat fortiter elevatis. — Long. 1 
mill. V2- 

Oblong, médiocrement convexe, brun marron, gami de còurtes 
soies dressées , claires disposées en lignes sur les élytres. An- 
tennes courtes, rougeàtres, terminées par une massue analogue à 
celle du C. crassus Grouv. Téte et prothorax densément ponctués. 
Prothorax très transversai, à peine rétréci à la base , plus for- 
tement au sommet ; bords latéraux finement rebordés , à peine 
crénelés; base ótroitement reìjordée. Ecusson demi-circulaire. 
Élytres environ une fois et un tiers aussi longs que larges en- 
semble , couverts d'une ponctuation disposée en lignes serrées, 
intervalles alternes fail)lonient rolevés sur lo disque, plus forte- 
ment sur les còtés. 

Sumatra (Ajer Mantcior). 0. Beccari. Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 



('LAVICORNES NOUVEAUX 393 

84. Cautomus singularis, n. sp. — Oblongus, modice vonvexus, 
castaneus , selosus ; anlemiis pedibusque ruf'o-castaneis ; prolhorace 
satis parcc punctato ; elytris linealo-pimctatis ^ intervallis alter nis 
subelevatis. — Long. 3 mill. 72- 

Oblong, médiocrement convexu, assez Lrillant, garni de soies 
claires, peu serrées, dis})0sées en lignes sur les élytres, marron ; 
pattes et antennes plus rougeàtres. Antennes n'atteignant pas 
la base du prothorax, 1.*"" article plus long que large, beaucoup 
plus large que les suivants; 2 à 4 à peine une fois et demie 
aussi longs que larges, massue allongée pubescente terminée par 
un bouton oblong. Tòte fortement ponctuée , triangulaire, sail- 
Ian te en avant en forme d eperon. Prothorax fortement , mais 
assez éparsément ponctué, moins large au sommet qu'à la base, 
présentant la pLus grande largeur avant le milieu; bords latéraux 
étroitement rébordés, fail^lement crénelés. Ecusson subdemi-circu- 
laire. Eh'tres environ d'une fois et demie aussi longs que larges 
ensemble, ponctués en lignes, serrées, intervalles alternes faible- 
ment relevés. Tibias antérieurs élargis dans la moitié apicale , 
intermédiaires dilates dans le milieu de la tranche externe, pos- 
térieurs dilates dans le milieu de la tranche interne , assez 
brusquement rétrécis avant le sommet. Palpes maxillaires très 
allonges. Dernier segment de I'abdomen fortement échancré au 
sommet, pourtour de Téchancrure finement granuleux. 

Sumatra (Si-Pv,ambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Genes. 

La forme si particulière de la téte de cet insecte lui donne une 
physionomie tonte speciale qui rappelle celie de certains acariens. 

CUCUJIDAE. 

85. Inopepius frater, n- sp. — Depressus^ nitidus, niger; elytris 
vage dilutioribus; capite sat dense foì-titerque pimctato; prothorace 
cordiformi^ capite fortius parciusque punctato ; elytris parce punc- 
tatis. — Long, 3 milL 

Deprime, brillant, noir, vaguement plus clair sur les élytres. 
Antennes à peine rougeàtres à la base. Téte densément et assez 



394 A. GROUVELLE 

fortement ponctuée, sans impression transversale entre les bases 
des antennes. Prothorax cor.liforme, plus fortement et plus éparsé- 
ment ponctué que la tète. Elytres plus longs que larges ensemble, 
laissant à découvert les deux derniers segments de I'abdomen , 
trrs éparsément et assez fortement ponctués. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvello; (Si-Rambé). E. Modi- 
gliani. Collection du Musée Civique de denes. 

86. Laemophloeus Mariae, n. sp. — Ovatus^vix conuexus^ nitidiis, 
glaber^ leslaveu^, clijlrU circa scutellum el medio disci infiiscatis ; 
antennis sal elomjalis ad apicem sensim incrassalis, arliculo 2.o el 
'i.° suhaequalibus, ullimo elongalo; margine antico capilis tri-sinualo, 
I'ronle anlice inler bases antennarum marginata ^ utrinque oblique 
striata; prothorace transverso, utrinque in longitudine m, profunde 
striato, striis anlice vix attenuatis; scutello Iriangulari; elytris ovatis, 
ad apicem conjunctim rotundalis, stria humerali el suturali impressis, 
prima basin versus secunda ad apicem altenuatis, lateribus late ex- 
plamitis. — Long 2 mill, à 2 mill. Vs- 

Ovale, à peine convexe, brillant, glabre, testacé, élytres rem- 
Ijrunis autour de l'écusson et sur le disque vers le milieu. An- 
tennes assez allongées, épaissies progressi vement vers le sommet. 
deuxième et troisième articles subégaux , dernier très allonge. 
Bord antérieur de la téte tri-sinué, très rapproché du l)ord an- 
térieur du front limite au niveau de la base des antennes par 
une carène, sur le disque deux stries obliques assez allongées. 
Protliorax deux fois aussi long que large , profondement strie 
de chaque coté, stries presque incompletes au sommet; marges 
latérales un peu concaves, rebords arrondis. Ecusson transversai, 
triangulaire. Elytres ovales , arrondis ensem1)le au sommet, 
dentés aux èpaules, stries suturales et humèrales bien marquees, 
effacées, la première à la ]>ase, la 2.'"*^' vers le sommet ; marges 
latérales largement explanées. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani. Collection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

87. Laemophloeus bimaculosus, n. sp. — Oblongus, vix convexus, 
nitidus, glaber; capite /irol/iuraceque r///is; elgtris testaceis nigro 
Iransversim maculalis; articulis 2.° et ^ò.^ antennarum subaequalibm. 



CLAVICORNES NOUVEAUX 395 

clava Iri-articulala ; capite siihdepresso, anlice Iri-sinuato ; prolhorace 
transverso^ parce /mnclalo^ utrinque strialo, lateribus arcuatis ; scu- 
tello transverso, trianguUiri ; elytris ovatis , ad apicem separatim 
rotundatis, quinque strialis, laterilms vix plicatis. — Long. 1 
mill. V2 à 2 mill. 

Oblong, à peine convexe, brillant , glabre , téte et prothorax 
roux, élytres testacés, chacun avec une large taclie transversale 
noire. Antennes assez allongées, deuxième et troisiòme articles 
subégaux , articles de la massue non serrés , dernier termine 
par un bouton saillant plus long que large. Tòte déprimée , 
éparsément pointillée , légèrement impressionnée à la base des 
antennes, bord antérieur tri-sinué, finement rebordé ; labro très 
déconvert. Prothorax une fois et demie aussi large que long , 
un peu rétréci à la base, éparsément ponctué , strie de chaque 
coté , marges latérales avec une forte impression le long de la 
strie discoidale ; bonis arqués, à peine redresses à la base. Ecusson 
transversai triangulaire. Elytres ovales, arrondis séparement au 
sommet , à peine replies sur les còti'^s , chacun avec six stries 
discoidales, fines efìacées au sommet , intervalles avec quelques 
points fins disposes en lignes. 

Engano (Malaconni), .Juillet. E. Modigliani. Collection du Musée 
Civique de Genes. 

88. Laemophloeus glabriculus, n. sp. — Elongatus , postice aite- 
nuatus , coiwexus , nitidus, glaber, testaceus ; capite prothoraceque 
subrufo-testaceis ; antennis sat incrassatis, articulis omnibus sub- 
quadratis, capite convexo, parce pimctalo, antice Iruncato ; protho- 
race basin versus angustato, utrinque bi-striato; lateribus subrectis, 
dorso parce punctata, utrinque in longitudinem subfoveolato, scutello 
transverso, hand triangulari; elytris ad apicetn separatim rotundatis, 
angulis apicalibus extus re/lexis, disco tri-striato, lateribus plicatis. — 
Long. 1 mill. 72- 

Allonge, attenne postérieurement, convexe, brillant, glabre, 
testacé. Antennes plus longues que la tòte et le prothorax ensemble, 
un peu épaissies, 2.'"'' et S.™'' articles subégaux, tous les articles 
sensiblement aussi longs que larges. Téte convexe, tronquée en 
avant, éparsément ponctuée, transversalement subimpressionnée 



396 A. GROUVELLK 

entre les bases des antonnes. Prothorax environ aussi long (jue 
large au boni antérieur, rétréci ù la base , bi-strié de chaque 
coté , disque éparsément ponctué , longitudinalement subimpres- 
sionné de chaque coté, relevé le long de la base entre les im- 
pressions. Ecusson transversai, subrectangulaire. Elytres environ 
deux ibis aussi long que le prothorax , arrondis séparement au 
somniet; angles apicaux externes réfléchis latéralement ; disque 
tri-strié, marges latérales repliées, carenées au sommet. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvelle. Engano (Malaconni). 
E. Modigliani. Collection du Musée Civique de Génes. 

89. Pediacus ater, n. sp. — Oblongo-elonyalus, depressus, nitidus, 
(llaber, niger, capile, kileribus prothoracis pedihus</ue r ufo-fuse is ; 
articulis 6." et 8.° antennarum constriclis; capite prothoracefpie dense 
punctatiSj, hoc transverso, lateribus obtuse tri-dentatis ; elytris dense 
irregularilerque punctatis, stria suturali antice abbreviala. — Long. 
4 mill. Vg. 

Allonge, oblong, deprime, brillant, glabre, noir, tète et pattes 
roux de poix. Sixième et huitième articles des antennes })lus 
étroits que les cinquième et septième; premier et deuxième 
articles de la massue transversaux, troisième plus étroit ({ue le 
deuxième. Téte densement ponctuée, déprimée en avant à partir 
de la naissance des antennes. Prothorax transversai, hexagonal, 
densement ponctué, marges latérales concaves, lisses, bords obtu- 
sément dentés. Ponctuation des élytres irrégulière, plus ou moins 
serrée ; strie suturale atténuée à la l)ase. 

Sumatra (Si-Raml)é). E. Modigliani, (-ollection du Musée Ci- 
vique de Gènes. 

90. Silvanus granosus, n. sp. — Elongatus, paraUelus, subde- 
pressus, opacus^ castaneus; antennis hand elonga'is, \.^ et '2.'^ arti- 
culis clavae ad apicem truncatis; oculis ad angulos posticos capitis 
silis ; prothurace subelongato _, basin versus anguslato, angulis 
aìiticis denlatis , subproduciis , scutello transverso, pentagonali: 
elytris punctato-striatis, intervallis alternis subelevatis. — Long, ri 
mill. 72- 

Allonge, parallèle, presque deprime, opaque, marron clair. 
antennes peu allongées , articles 1 à I) un peu plus longs que 



CLAVICORNES NOUVEAUX ^^97 

larges, sommet des premiers et deuxièmes articles de Li massue 
tronqué. Tète triangiilaire , tronquée au sornmet , yeux places 
aux angles postérieurs. Prothorax à peine plus large que la 
tète au sommet, un peu plus long que large, rétréci à la base, 
angles antérieurs dentés, aigus, à peine saillants, bord antérieur 
sinué centre les angles, bords latéraux flnement crénelés, presque 
droits, assez brusquement sinués contre la base; disque obsolè- 
tement bi-impressionné. Ecusson transversai, pentagonal. Elytres 
environ trois fois aussi longs que larges ensemble , ponctués- 
striés, intervalles alternes légèrement élevés. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvelle. Engano (Bua-Bua). E. 
Modigliani. Collection du Musée Civique de Gènes. 

91. Silvanus levicollis, n. sp. — Elongatus, parallelus, vix con- 
vexus, nitidus, tenue pubescem ; antennis brevibuSj articulis 1-3 
subelongatis ; capite prothoraceque parce punctulatìs, angulis posticis 
capitis aciitiSj, temporibus prope nullis ; prothorace elongato , basin 
versus angustato, angulis arUicis acutis, haud productis, lateribus 
crenulatis, ad angulos poslicos emarginatis „ disco in longitudineni 
bi-foveolato ; elylris punctato-striatis. — Long. 3 mill. 

Allonge , parallèle , à peine pubescent, brillant, finement pu- 
bescent. Antennes courtes, articles 1 à 3 un peu allonge, 6.™*' 
et 8."^" un peu plus ètroits que 5.'"*' et 7."^ Tète et prothorax 
éparsément et très finement ponctués; yeux très développés at- 
teignant presque les angles postérieurs de la tète, ceux-ci aigus. 
Prothorax un peu plus large au sommet que la tète, plus long 
que large, rétréci à la base , boni antérieur sinué échancré de 
chaque coté vers les angles antérieurs , ceux-ci aigus non sail- 
lants, bords latéraux finement crénelés, presque droits échancrés 
aux angles postérieurs Ecusson transversai, pentagonal. Elytres 
de la largeur du prothorax au sommet, environ deux fois et demie 
aussi longs que larges, ponctués-striés, stries presque géminées. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvelle. Engano (Malaconni). E. 
Modigliani. Collection du Musée Civique de Gènes. 

92. Silvanus cribricollis , n. sp. — S. levicoUi simiUimus, sed 
capite prothoraceque dense punctatis et angulis anticis prothoracis 
productis. — Long. 3 mill, à 2 mill. ^j^. 



398 A. GROUVELLE 

Très voisin du S. levicoUis Grouv. mais s'en séparant par la 
ponctuation de son prothorax beaiicoup plus forte et beaucoup 
plus dense presque rugueuse surtout sur les cótés et par la 
forme des angles antérieurs du prothorax qui sont non seule- 
ment aigus, mais de plus saillants. 

Sumatra (Deli). Collection Grouvelle. Engano (Bua-Bua, Ma- 
laconni). E, Modigliani. Collection du Musée Civique de Genes. 

*.)3. Silvanus tenuicollis, n. sp. — Oblongus^ convexus, opncus, 
tenue puhescens, castaneus; articulis antennarum elongatis; capile 
triangularis angulis poslicis rotundalis, oculis productis; prothorace 
suhcylindrico ; elytris prothorace latinribus, punctalo-striatis. — 
Long. 2 mill. ^j^. 

Oblong, convexe, opaque, garni d'une très courte pubescence, 
brun ferrugineux. Antennes dépassant la base du prothorax, ar- 
ticles 1 à 8 plus longs que larges, massue formée d'articles non 
serrés. Téte et prothorax densement ponctués. Tète triangulaire. 
yeux saillants , angles postérieurs arrondis. Prothorax un jieu 
plus étroit que la téte, subcylindrique, légèrement rétréci dans la 
partie basilaire, une fois et un tiers aussi long que large. Ecusson 
transversal, pentagonal. Elytres deux fois plus larges que le pro- 
thorax, environ deux fois aussi longs que larges, ponctués-striés. 

Sumatra (Si-Rambé). E. Modigliani, Collection du Musée Ci- 
vique de Génes. 

THORICTIDAE. 

94. Thorictus Feae, n. sp. — Oblongus, convexus, fusco-castaneus, 
glaber/parcepunclalusjiumerishaud fasclculatis. — Long. 1 mill. Vs- 

Oblong, convexe, roux sombre, glabre, éparsément et assez 
fortement ponctué sauf sur la déclivité des élytres. Prothorax 
transversai; rebord marginai des còtés arreté un peu avant 
les angles postérieurs , base rebordée sans aucune impression. 
Elytres environ une fois et demie aussi longs que larges enseml)le, 
sans pubescence aux épaules et sans impression à la base. 

Birmanie (Mandalay). L. Fea. Collection du Musée Civique 
de Génes. 



INTORNO AD ALCUNE HISPIDAE DELLE ISOLE BATU. 
NOTA DI R. GESTRO 



Era appena finita la stampa della mia Enumerazione delle 
Hispidae di Sumatra (^), quando il Museo Civico ricevette in 
dono dal Prof. Ottone Penzig, Direttore dell'orto botanico della 
R. Università di Genova, allora reduce da un viaggio scientifico 
in Malesia, una serie di insetti raccolti dal Sig. Ugo Raap nelle 
isole Batù. 

In quel mio lavoro erano prese in considerazione anche le 
specie abitanti Nias , Mentawei ed Engano, isole allineate lungo 
la costa occidentale di Sumatra, dalle quali il Dott. Modigliani, 
che le aveva diligentemente esplorate, aveva riportato cospicui 
materiali. Fu perciò con febbrile curiosità che io esaminai i 
Coleotteri delle Batù, isole che anche esse fanno parte di questa 
catena, estesa dalle Nicobar fino a Christmas, cui si annettono 
tuttora importanti problemi di geografia zoologica da risolvere. 

Le Hispidae che rinvenni in mezzo alla serie radunata dal 
Sig. Raap non sono che cinque, delle quali quattro già cono- 
sciute e in comune con Sumatra ed una nuova ; ma per quanto 
in piccolo numero, non mancano d' importanza. 

Delle isole ora citate, soltanto Nias , per quanto si sa da ciò 
che finora si è raccolto , possiede Hispidae spinose , mentre alle 
Mentawei e ad Engano si verifica il curioso caso della loro 
mancanza. Ora è interessante a notarsi come lo stesso fatto si 
ripeta nelle isole Batù, le quali sono situate fra Nias e Siberut, 
che è la maggiore delle Mentawei. 

Le tre specie spinose di Nias [Monochirus mcestus, Baly, Hispa 
leptacaiìtha. Gestro, //. Modiglianii^ Gestro) si trovano anche in 

(') Annali del Museo Civico di Genova, 2.^ Serie, XVIII, 1S97, p. 37. 



400 R. GESTRO 

Sumatra e potrebbero farci credere che fra le due isole esistano 
maggiori rapporti di Fauna che non fra Sumatra da una parte 
e le Batù, le Mentawei ed Engano dall' altra, le quali forse si 
rannoderebbero, almeno per quanto concerne le Hispidae, piuttosto 
alle Nicobar e alle Andaman. Ma sarebbe realmente troppo azzar- 
dato il volere emettere giudizii assoluti fondandosi sopra una sola 
famiglia di Coleotteri ; né potremo sperare di farci un criterio 
esatto del carattere della Fauna di queste isole in rapporto con 
quella di Sumatra, fintantoché copiosi materiali zoologici di tutti 
questi luoghi non siano sottoposti a studi accurati. 

Il Sig. Ugo Raap di Berlino, ex-conservatore dell'orto botanico 
della R. Università di Genova, secondo informazioni che mi fu- 
rono gentilmente fornite dal Prof. Penzig, lasciò Padang nel- 
l'Agosto 1896. Ad Ajer Bangis si imbarcò sopra una barca 
malese (prau) e dopo aver appoggiato al Capo Tu va (Tangiong 
Toewa) , si diresse alle Batù e approdò dapprima a Pulo Pini , 
la più settentrionale di queste isole. Fatte alcune gite nell' in- 
terno, che è tutto piano, ed esplorati due punti della costa nord, 
si recò a Pulo Tello (B Settembre 189(1), dove esiste una stazione 
di missionarii. Pulo Tello, ove raccolse molto, fu il centro delle 
sue escursioni; di là infatti riparti per fare ricerche nel tratto 
meridionale dell' isola Pini, non compreso nella sua prima gita 
e inoltre visitò a più riprese e in varii punti l' isola Tana Masa 
(P. Tanah Masah), nonché la punta settentrionale dell'isola Tana 
Baia (P. Tanah Balah) e l' isoletta Sigata. 

Trascorsi gli ultimi mesi del 1896 in queste escursioni, il 
Raap dovette in Dicembre recarsi di nuovo a Padang per farsi 
curare le piaghe alle gambe cagionate dalle sanguisughe terrestri; 
ma ritornò ben presto a Pulo Tello , ove si trattenne fino ai 
primi di Marzo 1897, epoca in cui abbandonò le Batù e per la 
via di Padang andò a Batavia. 

La collezione di insetti delle Batù fatta dal Sig. Raap consta 
principalmente di Coleotteri e di Lepidotteri, ma comprende 
anche alcuni rappresentanti degli altri ordini. Il numero delle 
sj)ecie è limitato ; ma se si considera che il Sig. Raap è botanico 



DI ALCUNE IIISPIDAE DELLE ISOLE BATU M)\ 

e che scopo essenziale dei suoi viaggi è la ricerca delle piante, 
non si può a meno di ammettere che egli ha fatto molto. È da 
aggiungersi che il modo in cui le sue raccolte furono preparate 
e conservate rivela una accuratezza degna di lode. 

Fra i Coleotteri due specie di Cicindele , l' auruknla , Fabr. , 
molto sparsa in Malesia , e la longipes , Fabr. , che abita pure 
Sumatra e Giava, sono rappresentate, specialmente la seconda, 
da un gran numero di esemplari. Di Carabici non vi sono che 
5 specie poco notevoli. Mancano affatto i Ditiscidi e i Girinidi 
e gli Stafilini raggiungono a stento le 8 specie. Seguono un 
Pselaphidae vicino a Rhexius e pochi Clavicorni ripartiti in varie 
famiglie. Nulla di ben notevole nei Pettinicorni , che ci presen- 
tano appena due forme piccole e modeste di Figulus, e tre di 
Passalidi. Gli Scarabeidi ammontano a 18 specie, fra le quali 
due spettano al singolare gruppo degli Acanthocerini. Nessuna 
forma vistosa di Cetonie, ma solo ima Macronoia monacha, G. P. 
e fra i Buprestidi soltanto la Chnjsochroa purpureiventris, H. Dey., 
che si ritrova a Malacca e a Penang. Pochi Elateridi (4 specie) 
e Malacodermi (8 specie); più numerosi i Tenebrionidi , con 
molte forme di gruppi poco studiati e i Curculionidi e Brentidi, 
con poco più di una ventina di specie. Neppure i Cerambicidi 
abbondano; infatti non sono che 7 e fra essi due specie del 
genere Glenea tanto sparso e numeroso in Malesia. Troviamo 
infine, come è naturale, una maggiore quantità di Crisomelidi, fra 
i quali sette specie ed un genere sono nuovi, e aggiungendo altre 
famiglie che figurano assai modestamente in questa collezione , 
possiamo calcolare che essa raggiunga un totale di circa 170 specie. 

Poco si può dire sopra questo materiale non ancora sottoposto 
ad esame e soltanto potremo farci un concetto, più o meno 
esatto, intorno al carattere della Fauna delle Batù quando gli 
specialisti cui verranno affidati i varii gruppi, avranno presentato 
i risultati dei loro studi. 

In attesa di ciò , io rivolgo intanto una parola d' encomio al 
Sig. Ugo Raap per le sue belle collezioni e un sincero ringra- 
ziamento al Prof. Penzig che ne ha arricchito il nostro istituto. 
Dal Museo Civico, 2 Settembre 1897, 

Ann. del Mus. Clv. di St. Nat. Serie 2.», VoL XVHI (7 Ottobre 1897) 26 



40^ K. GESTRO 

1. Callispa elegans, Baly, Entom. monthl. Magaz. XIII, 187G, 
p. liiC. - Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, II, 188o, 
p. 156. - Ibi.l, ±^ Serie, XVI, 1896, p. 328. - Ibid., 2.^ Serie, 
XVIII, 1897, p. 41. 

L'unico esem})lare raccolto nelle isole Batù dal Sig. U. Raap 
ha la macchia cianea apicale degli elitri molto larga. 

2. Gonophora suturella, Ikly, Cat. Hisp. Brit. Mus. 1858, 
p. 110. - Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.'' Serie, XVIII, 
1897, p. 56. 

Riferisco l' unico esemplare del Raap alla suturella , Baly, 
come ho fatto per quelli di Sumatra e di Malacca e colle stesse 
riserve (Vedi op. cit.). 

3. Gonophora haemorrhoidalis (Web.) Observ. ent. p. 64. - 
Baly, Cat Hisp. Brit. Mus. 1858, p. 112. - Gestro, Ann. Mus. 
Civ. Genova, 2.^ Ser. , II, 1885, p. 167. - Ibid., 2.^^ Ser. XVIII, 
1897, p. 56. 

Un - esemplare , colla tinta rossastra della base degli elitri 
limitata ad un brevissimo tratto. 

Questa specie fu anche trovata nell' isola Nias ed è sparsa a 
Sumatra, Giava, Borneo, Malacca e Singapore. 

4. Gonophora integra, Baly, Cat. Hisp. Brit. Mus. 1858, p. Vi 4. - 
Gestro, Ann. Mus. Civ. Genova, 2.* Serie, II, 1885, p. 167. - 
Ibid., 2.^ Serie, XVI, 1896, p. 333. - Ibid., 2.=^ Serie, XVIH, 
1897, p. 60. 

Due esemplari, nei quali gh elitri hanno soltanto un lieve 
indizio di tinta rossastra sulla base. 

Questa Gonophora, comune come la precedente, abita anche 
le isole Mentawei, nonché Sumatra, Giava e Malacca. 

5. Gonophora (Distolaca) Raapii, n. sp. 

EloJKjala, dorso subdepressa, testacea, nitida, antennis iiiyris 
articulo priìHO nigro-piceo, ultimis duobus albis, elytris basi excepta 
cyaneis; pedibus niyro-piceis basi albidis, unticis albidis yenubus. 



DI ALCUNE HISPIDAE DELLE ISOLE BATl': 41)^3 

tibianwi apice tarsisque nigro-piceis; prolhorace, parte antica excepta, 
crebre punctato-riigoso ; eli/tris tricarinatis ^ carina externa medio 
suhinlerrupta, interstitiis punctis crassis in ordinibus binis dispositis 
ornatis. - Long. G ^/g millim. 

Il capo è testaceo come il protorace, con pochi e sottili punti 
ed una leggera linea impressa longitudinale in mezzo agli occhi. 
Le antenne sono nere col primo articolo nero -piceo e i due 
ultimi bianchi. Il protorace ha i lati con un orlo sottile, scuro ; 
è più lungo clie largo , più stretto in avanti che alla base , coi 
lati leggermente arrotondato-angolosi nel mezzo e il loro margine 
leggermente crenato; il disco è completamente liscio in avanti 
e densamente puntato-rugoso nel resto, cioè per circa i due 
terzi della sua lunghezza ; nel mezzo è percorso da una linea 
liscia longitudinale leggermente elevata e solcata, che cessa al 
punto d'unione dei due terzi posteriori col terzo anteriore; la 
carena curva laterale è confusa in addietro colla rugosità del 
disco, ma in avanti si fa liscia e marcata e va a raggiungere 
r angolo anteriore. Lo scudetto è liscio e testaceo come il pro- 
torace. Gli elitri sono di un bel colore cianeo, colla base orlata 
di una tinta testacea che si protende alquanto in addietro sulla 
prima carena. Sono allungati, alquanto depressi lungo la sutura, 
subparalleli, col margine alquanto dilatato dietro agli omeri, 
e arrotondati all'apice. Ciascuno ha tre carene longitudinali, 
delle quali la più esterna è poco sporgente nel mezzo, e 
negli interstizii esistono punti larghi e profondi, subquadrati, 
disposti in doppia serie. Il corpo inferiormente è testaceo; i 
piedi sono nero-picei, colla base dei femori del 2.° e 3.° pajo 
biancastra ; gli anteriori sono tutti biancastri , ad eccezione 
delle ginocchia , dell' apice delle tibie e dei tarsi , che sono 
nero-picei. 

La mia descrizione è fondata sopra un esemplare unico, ma 
perfettamente conservato. Del resto la specie è molto distinta 
e credo non si possa confondere colle altre finora descritte. La 
Whilei, Baly, tipo del genere, è molto più piccola e differente- 
mente colorata; inoltre ha il protorace più trasverso, meno 
stretto in avanti, coi lati più sporgenti nel mezzo e il cui disco 



404 R. GESTRO 

presenta pochi punti grossi o radi, mentre nella lìaapii è densa- 
mente })imtato-rugoso. 

Dedico questa graziosa Distolaca (/) al Sig. Ugo Raap, cui devo 
il piacere di aver potuto estendere i miei studi sulle Hispidae 
di una regione che presenta per me un particolare interesse. 



(') Ho già accennato in altro mio lavoro (Materiali per lo studio delle Hispidae. 
I. Enumerazione delle Hispidae di Sumatra. — Ann. Mus. Civ Genova, 2.» Serie, 
Will, 1897, p. 07) alla difficoltà di separare le Gonophora dalle Distolaca. Ora 
vedo che anche il Weise (Kritisches Verzeichniss der von Mr. Andrewes einge- 
sandten Cassidinen und Hispineu aus Indien. — Deutsche Entom. Zeitschr. 18 7, 
p. 125) ha a (juesto proposito lo stesso modo di vedere. Io credo che si possa 
tutto al più conservare il nome di Distolaca, col grado di sottogenere, per 
quelle Gonophora col protorace meno largo alla l)ase e cogli elitri più stretti e 
meno depressi. 



LIST OF THE PHYTOPHAGOUS COLEOPTERA 

OBTAINED BY MR. H. RAAP IN THE BATU ISLANDS 

WITH DESCRIPTIONS OF THE NEW SPECIES 

BY MARTIN JACOBY 



Dr. Gestro has submitted to me for examination a small 
number of Phytophaga from Batu islands, to the west of Sumatra, 
from which to my knowledge no previous insects of this group 
have been described ; most of these are identical with those 
found in Sumatra but a few seem to be new. 

CRIOCERINAE. 

1. Lema monstrosa, Baly. — Trans, ent. Soc. Lond. I860, p 16. 
Originally described from Borneo^ the specimens obtained at 

Batu only differ from the type in having the base of the elytra 
to a small extend fulvous, in the Bornean specimens they are 
entirely black. 

EUMOLPINAE. 

2. Rhyparida pinguis, Baly. — Trans, ent. Soc. Lond. 1865, 
p. 209. Hab. Borneo. 

3. Nodostoma acutangulum, .Jac. — Novitates Zoologie. Vol. I, 
p. 284. Hab. Sumatra. 

4. Colaspoides nigripes, Jac. — Notes Leyd. Mus. 1883, p. 18. 
Hab. Sumatra. 

Specimens from Batu vary in the colour of the elytra and 
have more or less fulvous coloured legs. 

o. Colaspoides laevicollis, Lefèv. (nee Jacoby). — Notes Leyd. 
Mus. 1887. Hab. Sumatra. 



406 MARTIN .lACOBY 

6. Colaspoides Modiglianii, .Tar. — Ann. Mus. Civ. Genova, 
XXXYI, 1896, p. 417. Mah. Padang. 

IIALTICINAE. 

7. Sebaethe lusca, Fabr. 

8. Hyphasis VVallacei, Baly. — Ann. INIag. Nat. Hist. 1878, 
p. 31.-). Malacca, Sumatra. 

The single specimen obtained by Mr. Raap lias the elytral 
pale spot larger and more elongate than in the type, this spe- 
cimen is probably an aberration. 

9. Acrocrypta pallida, Baly. — Entomol. Month. Magaz. XIII, 
p. 224. ILtii. Sumatra. 

10. Sphaeroderma laevipennis, -lac. — Notes Leyd. Mus. VI, 
p. oG, 1884. 1 1 (lb. Sumatra. 

1 1. Nisotra gemella, Erichs.? — Nov. Act. Ac. Leop. Carol. 1834. 
It is at present somewhat doubtful , whether this species , 

originally described from INIanilla is really identical with those 
found in .Java and Sumatra. I have not at this moment sufficient 
material from both localities to come to a decided opinion ; Baly 
considered them identical. 

GALERUCINAE. 

12. Aulacophora abdominalis. Fab. 

13. » coffeae, Hornstedt. 

14. » foveicollis, Kiist. 

15. « bicolor, Web. (fulvous variety). 

16. Aulacophora tenuicincta, n. sp. — Pale fulvous, antennae 
filiform, thorax punctured anteriorly, elytra scarcely depressed 
below the base, black, opaque, minutely punctured, the extreme 
apical margin very narrowly fulvous. 

Mas. The last abdominal segment with the median lobe sub- 
quadrate, nearly Hat or very slightly concave. 

Length 6 mill. 

This is another of the rather numerous species, having black 
elvtra and verv closolv allied to .1. Incolor, Web. and .L aitali». 



PHYTOPHAGA FROM THE BATH ISLANDS /|07 

Web. but apparently distinct ; it belongs to the section in which 
the median lobe of tlie last abdominal segment of the male is 
not silicate, agreeing in that respect with the two species named 
above, but in .4. analis this segment (according to Baly) has a 
central ridge and the elytra are differently coloured in the 
typical form. The nearly black variety of .4. bicolor has always 
some fulvous spots or bands on the elytra and is a larger in- 
sect , the legs are also differently coloured ; I have moreover 
now seen more than twenty specimens from the present locality 
and also from Mentawei which show no variation of any im- 
portance, in all the elytra are opaque, very minutely punctured 
anteriorly (nearly obsoletely so towards the apex) and with an 
extremely narrow fulvous apical margin which is sometimes 
however obsolete, the labrum is fulvous as well as the antennae, 
which extend below the middle , the sides of the thorax are 
nearly straight and the sulcus is rather deep, in some specimens 
the apex of the tibiae and the tarsi are fuscous, the female has 
the last abdominal segment simple. From all other species with 
black elytra, the opaque colour of the latter will help to distin- 
guish the present insect. 

17. Aulacophora cornuta, Baly. — Cist, entom. II, p. 445. — 
Jac, Notes Leyd. Mus. Al, p. 212. Hab. Sumatra also Assam. 

18. Aulacophora denticornis, Jac. — Ann. Mus. Civ. Genova, 
XXXVII, 1896, p. 137. Hah. Mentawei Isld. 

19. Ozomena impressa, Fab. — Hah. Sumatra, Java. 

20. Solenia robusta, Jac. — Ann. Mus. Civ. Genova, XXXVI, 
1896, p. 500. Hah. Sumatra. 

21. Sermyloides basalis, Jac. — Notes Leyd. Mus. VI, 1884, 
p. 64. Hab. Sumatra. 

22. Metellus (Nacraea, Baly) fulvicollis, Jac. — Proceed. Zool. 
Soc. Lond. 1881, p. 448. — Notes Leyd. Mus. VI. Hab. Java, 
Sumatra. 

23. Niasia difformis, Jac. Ann. Mus. Civ. Genova, XXVII, 1889, 
p. 285. pi. IV, fig. 9. Hab. Isl. of Nias. 

24. Wlimastra platteeuwi, Duviv. — Ann. Soc. Ent. Belg. Compte- 
rendu, 1890, p. xxxiii. Hah. Sumatra. 



408 MARTIN JACOBY 

25. Mimastra pallida, Jac. ~ Ann. Mus. Civ. Genova, XXXYII, 
189G, p. 13'J. Hill). Isl. of Mentawei. 

2G. Monolepta bifasciata, Fab. {4-notnta, Fab.) Syst. El. I, 
p. 400. llab. Java, Sumatra. 

27. Monolepta batuensis, n. sp. — Flavous, the breast piceous ; 
thorax subquadrate with a centrai black band, elytra very finely 
and closely punctured, a spot on the shoulders and a transverse 
sinuate band at the middle, obscure piceous or fuscous, tibiae 
of the same colour. 

Length 4 mill. 

Of elongate shape, tlie head impunctate, flavous or pale ful- 
vous, the clypeus broad, impunctate, ending in a distinct ridge 
between the antennae , the latter nearly extending to the end 
of the elytra, flavous, the basal joint elongate, curved and slender, 
the second short, the third twice as long as the seconil but 
shorter than the fourth joint, the apex with an additional twelfth 
joint ; thorax one half broader than long, the sides straight at 
the base, slightly rounded at tlie middle, the surface obsoletely 
transversely depressed at the middle, nearly impunctate, flavous, 
with a central black longitudinal narrow stripe, the sides also 
stained with an obscure piceous spot, scutellum small, piceous; 
elytra convex , finely and very closely punctured , the base of 
each with an elongate pear-shaped fovea , the ground colour a 
greenish flavous, the slioulders with an elongate piceous spot 
which is joined by a narrow stripe at the sides, with the trans- 
verse band placed at the middle, this band is not well defined 
posteriorly where it gradually dissolves into the ground colour 
of the elytra, but its anterior edge is distinct and deeply bisi- 
nuate, the underside and the femora flavous, the breast and the 
tibiae and tarsi more or less piceous, the metatarsus of the 
posterior legs very long, all the tibiae mucronate, the anterior 
coxal cavities closed; elytral epi pleurae extremely narrow below 
the middle. 

This Monolepta is interesting on account of the very distinct 
twelve-jointed antennae , the additional joint being proportio- 
nately much longer than in several cases of similarly structured 



PHYTOPHAGA FROM THE BATU ISLANDS 409 

antennae amongst the Phytophaga. The four specimens obtained 
seem all to belong to the male sex as all have the elytral basal 
fovea also found in the same sex in other species of the genus. 

Ba^tnsia., n. gen. 

Oblong-ovate, antennae filiform, thorax strongly transverse, 
transversely sulcate , elytral epipleurae continued below the 
middle, legs slender, all the tibiae mucronate, the metatarsus 
of the posterior legs very long, claws appendiculate, the anterior 
coxal cavities closed. 

I am obliged to propose this genus for an insect agreeing in 
all essential characters with Ochralea and Candezea but differing 
from either and also from Monolepta in the strongly transverse 
and SLilcate thorax. The coloration of the species before me is 
that of so many others belonging to different genera and inha- 
biting the Malayan islands viz : — brown and black. There are 
species of Luperodes^ Nadrana, Monolepta.:, Ochralea and Candezea 
which all show the same system of coloration, but in the insect 
from Batu, the shape of the thorax in connection with the closed 
cavities is so different that it is impossible to place it in any 
of the above named genera. 

28. Batusia raapi, n. sp. — Reddish-fulvous, the posterior 
portion of the elytra and the abdomen black, thorax extremely 
minutely, elytra slightly more strongly and very closely punc- 
tured. 

Length 5 mill. 

Convex and dilated posteriorly, the head rather broader than 
long, not perceptibly punctured, the frontal tubercles broad and 
flat, as well as the clypeus, the latter not separated from the 
foce, palpi strongly dilated, the antennae long and slender, pale 
fulvous, the basal joint elongate, curved, the second short, the 
third nearly twice as long, the following joints very elongate; 
thorax more than twice as broad as long, the sides very slightly 
rounded at the middle, the anterior angles oblique, the surface 
transversely sulcate, scarcely perceptibly punctured, scutellum 



410 MARTIN .lArOFiY 

fulvous ; elytra convex, closely punctured, the interstices rather 
uneven or wrinkled, fulvous, the apical portion in shape of a 
transverse band to ahout one fourth of their length, black; 
abdomen of the same colour as well as the posterior tibiae, tarsi 
generally pale fulvous. 

29. Batusia (Nadrana) pallidicornis, Baly. — This insect origi- 
nally described from Sumatra under the generic name of Nadrana 
by Baly was also obtained at Batu ; why Baly should have 
placed the species in Nadrana which has a totally differently 
shaped thorax without any sulcus, it is difficult to say, l)oth, 
this insect and Nadrana bella are almost identical in coloration, 
but the species must find its place in Batusia; it is of double 
the size as the preceding one and has a black thorax and 
underside. 

30. Haplosonyx parvula, Jac. — Ann. Mus. Civ. Genova, XXIY, 
1886, p. 84. Hab. Borneo. 

31. Haplosonyx nigricollis, Duviv. — Stett. Ent. Zeitg. 1885, 
p. 244. Ilah. Malacca. 

32. Haplosonyx fulvoplagiatus, n. sp. — Flavous, the vertex of 
the head, the antennae (basal and apical joint excepted) and the 
breast, 'black, thorax with a black central band ; elytra closely 
and strongly punctured, dark violaceous, a transverse spot before, 
and another below the middle, fulvous, apex of the femora black. 

Length 8 mill. 

Head finely punctured at the vertex, the latter black, the 
lower portion flavous, frontal elevations transverse, strongly 
raised, antennae black, the basal and the apical joint flavous, 
the second and third joints very short, the fourth very elongate, 
pubescent like the following joints which are gradually shortened 
and thickened ; thorax twice as broad as long, the sides slightly 
constricted at tlie base, rounded at the middle, anterior angles 
oblique, thickened , the surface transversely sulcate , finely and 
somewhat closely punctured, flavous, with a central black narrow 
stripe, scutellum broad, black ; elytra strongly and closely punc- 
tured, the shoulders prominent, the ground colour purplish- 
violaceous, a rather broad, transverse flavous spot not extending 



PHYTOPHAGA FROM THE BATU ISLANDS 411 

to either margin is placed immediately before the middle of 
each elytron and a similar one at a little distance before the 
apex ; abdomen and legs llavous, tiie upper edge of the femora 
near the apex, black. 

A single specimen, well distinguished by its system of colo- 
ration. 

33. Haplosonyx batuensis, n. sp. — Black, the apical joints of 
the antennae and the alxlomen and tarsi fulvous ; thorax strongly 
punctured, elytra closely and strongly punctate, the anterior 
half violaceous blue, the posterior one fulvous. 

Length 7 mill. 

Head dark purplish at the vertex, with a few fine punctures, 
margined with fulvous anteriorly, clypeus triangular, strongly 
thickened, piceous, antennae extending beyond the middle of the 
elytra, black, the apical three joints flavous, the second and 
third joint extremely small, the others very elongate, pubescent; 
thorax twice as broad as long, the sides nearly straight^ the 
anterior angles obliquely thickened, the posterior ones acute, the 
surface with a broad and deep sulcus, black, strongly and some- 
what closely punctured, scutellum longer than broad, black, 
with a few fine punctures ; elytra without l)asal depression , 
rather strongly, closely and evenly punctured, dark purplish- 
blue, the posterior porfion from slightly below the middle, ful- 
vous, shoulders prominent with a deep depression within, under- 
side and legs black, the abdomen and the apex of the tibiae as 
well as the tarsi fulvous. 

A single specimen allied to H. basalts, Jac. but w^ith differently 
coloured head, thorax and underside and with blue not black 
anterior portion of elytra. 



LAMPYRIDES RAPPORTEES DES ILES BATU PAR H. RAAP 
PAR ERNEST OLIVIER 

Luciola Doriae Ern. Oliv. — ■ Décrit sur des exemplaires de 
Ceylan ; aussi à Pondichéry (Ma coll.). 

Luciola costipennis Gorh. — Se trouve aussi en Chine (Ma coll.). 

Diaphanes Raapi nov. sp. 

Oblongiis, pubescens; prolhorace testaceo ^ marginato, sal elongalo, 
crebre punctata, macula basali laevi nitidaque, anguLis posticis oblusis, 
antice rotundato; scutello testaceo, triangulari, longitudinaliter sul- 
cata ; elytris prothorace latioribus, rugose punctatis, margitiatis , 
lineis duabus elevatis apicem haud attiìigeìitibus , in triente basali 
testaceis , dein infuscatis, pectore piceo, abdomine nigro , pygidio 
testaceo et duobus idtimis ventris segmentis in medio albidis; femo- 
ribus testaceis, tibiis, tarsisque fuscis. 

Long. 7-9 millimetres. 

Ce Diaphanes est la plus petite espèce du genre; il se recon- 
nait, en outre, au premier coup d'oeil par sa coloration. 

J'en possedais déjà un exemplaire étiqueté comme provenant 
de Sumatra. 

Je suis heureux de pouvoir dédier cette espèce à Mr. H. Raap, 
I'explorateur des iles Batu. 



DESCRIZIONE DI ALCUNE NUOVE SPECIE DI ISOPODI 

DELLA FAUNA MEDITERRANEA 
PER FILIPPO SILVESTRI 

(in Bevagna, Umbria) 



Gli Isopodi, fra tutti gli Artropodi , sono stati assolutamente 
i più trascurati fino ad ora ovunque, ma specialmente in Italia, 
rispetto alla quale non si hanno davvero che poche notizie sparse 
qua e là, eccezione fatta per la Sicilia, della quale varie specie 
erano state già descritte da Budde-Lund (^), ed altre descritte o 
aggiunte ora da Dollfus (^). 

Insieme ai Chilopodi ed ai Diplopodi , essi pure avendo richia- 
mato la mia attenzione, mi sono dato a farne raccolta e studiando 
i materiali da me radunati, ho trovato alcune specie assai inte- 
ressanti e nuove, che credo opportuno di far conoscere. 

Di esse ArmadiUidium coeculum e Cylislicus anophlhabmis sono 
dell' Italia continentale, Stenoniscus carinatus di Sicilia, e Porcellio 
carthagine?isfs di Tunisia. 

Ax'iiiatiilli<iiiiiii ooeculixm, sp. n. 



Album totum vel pallide rufescens, parte detecta somitorum 
omnium setis sat longis supra vestita. 

Caimt : fronte lobis lateralibus minimis , acutis , lobo mediano 
magno, triangulari; tuberculis supra antennarum radices sat 
magnis, conicis, apice rotundato ; epistomate medio non carinato. 

Antennae articulo quinto et flagello longitudine subaequalibus, 
articulo primo flagelli secundo triplo fere breviore. 



(') Crustacea Isopoda terrestria per l'amilias, genera et species descripta — 
Hauniae 1S85. 
(-) Crustacés Isopodes de la Sicile. Notices lauuistiques. — Paris 1896. 



414 F. SILVESTRI 

Oculi nulli. 

Pereion somito primo utrimque antice valde, j)Ostice vix sinuato, 
somitis 2-4 lateribus aliquantum angustatis angulo antico magis 
angulo postico parum rotundato, somitis 5-7 lateribus subrectan- 
gularibus. 

Pleon somitis 3-13 lateribus angulo antico valde rotundato, 
angulo postico retrorsum acute producto telson non superante. 

Telson latum, breve, triangulare vix rotundatum. Uropodes 
articulo basali brevi, lato, expodite breviore, lato, apice interno 
aliquantum triangulariter producto, apice externo parum rotun- 
dato, endopodite expoditem longitudine aequante, cylindrico. 

Long. corp. mm. 2.5; lat. mm. 1. 

Hab. Montecapraro (Valle del Curone) sub petris. 

Oylistieus anoplxtlialiims, sp. n. 

Alhus, ovalis, valde convexus, valde (sed non in globum) con- 
tractile, parte postica somitorum tenuissime granulata. 

Caput : fronte lobis lateralibus sat parvis, triangulari])us parum 
acutis, lobo mediano magno, triangulari, acuto ; ejìistomate parum 
cannato. 

Antennae longitudinem dimidii corporis aequantes, articulo 
secundo crassiore, interne rotundatim aliquantum inUalo, articulo 
5.0 kP plus duplo longiore, flagelli articulo primo secundo duplo 
longiore. 

Oculi nulli. 

Pereion semiti primi angulis anticis aiitrursum productls , po- 
sticis retrorsum magis productis , somitis coeteris angulo antico 
rotundato, postico subrecto. 

Pleotelson trianguliforme , acutum , clongatum , articulo basali 
uropodum longius. Uropodes expodite lanceolato, seta brevi ter- 
minato, endopodite pleotelson parum superante. 

Long. corp. mm. 5 ; lat. corp. mm. 2. 

Hab. Bevagna (Umbria) sub petris. 



NUOVE SPECIE DI ISOPODI 41 

I*ovcellio otxrtliag-iiieiisis, sp. n. 

Color fronte, pleotelson et dorso pro maxima parte nigro-fuscis, 
lobis frontalibus lateralibus, antennis, lateribus somitorum omnium 
et uropodibus albis. 

Ovalis, supra granulis minimis obsessus, et seriebus granu- 
lorum maiorum auctus. 

Caput: fronte lobis lateralibus magnis interne rotundatis, 
externe fere recte truncatis, lobo mediano sat parvo, lato, trian- 
gulari, aliquantum rotundato, epistomate vix cannato. 

Antennae longae articulo secundo medio interne rotundatim 
sat valde producto, articulo tertio apice interne aliquantum, 
externe magis acute producto, articulo quarto apice externe 
tantum aliquantum acute producto, articulo 5.° flagello longiore, 
flagello articulo primo secundo vix longiore. 

Ociili ocellis distinctis. 

Pereion somito primo antico utrimque valde obtuse sinuato, 
angulo antico apicem loborum frontalium fere attingente, postice 
vix sinuato, angulo acuto ; somitis coeteris angulo antico rotun- 
dato, postico acuto. 

Pleon somitis 3-5 lateribus postice vergentibus angulo antico 
valde rotundato , postico acuto , apice laterali somiti 5.^ telson 
spatio minore non superante. Telson basi lata apice attenuato, 
elongato, triangulari, articulum basalem uropodum parvo spatio 
superante. Uropodes expodite lanceolato, sat brevi, endopodite 
cylindrico articulum basalem uropodum parvo spatio superante, 
telson parvo spatio non superante. 

Long. corp. mm. 12; lat. corp. mm. 7.5. 

Hab. In ruinis Carthaginis sub saxis. 

Stenoniscu.^^ earinatus, sp. n. 

Alhus totus. Corpus convexum, non contractile. 
Caput : fronte lobis lateralibus sat parvis, vix rotundatis, lobo 
mediano minore, sat acuto; epistomate cannato. 



416 F. SILVESTRI 

Antennae articulis bi-evioribus, crassis, articulo quarto longiore, 
tlagello articulo secundo primo aliquantum longiore. 

Pereion somitis omnibus carinis (5 longitudinalilms auctis, 
quarum externae maiores, et marginibus lateralibus parum re- 
flexis. Somitum primum lateribus angulo postico rotundato, an- 
tico parum sinuato; somita coetera etiam angulo postico rotundato; 
antico sinuato. 

Pleon somitis mediis tuberculis duobus magnis, subconicis auctis. 
Telson sat latum, rotundatum, setis nonnullis 1)revibus instructum, 
uropo'les obtegens. Uropodes articulo basali magno, lato, expodite 
minimo, endopodite sat magno, longitudine expodite vix superante. 

Long. corp. mm. 3; lat. corp. mm. 1. 

Hab. Marsala; in ora sub saxis. 

Del genere Stenoniscus si conosceva fino ad ora una sola specie : 
lo Stenoniscus pleonalis Dollfus, che è ben distinto dalla presente 
per la mancanza di carene al dorso dei somiti del torace. 



VIAGGIO DI LEONARDO FEA 

IN BIRMANIA E REGIONI VICINE 
LXXIX. 



CONTRIBUZIONE ALLA CONOSCENZA DEGLI ACAROIDEI DELLA BIRMANIA. 
NOTA DI G. CANESTRINI 



Un anno fa circa ebbi in comunicazione a scopo di studio dalla 
cortesia del prof. dott. R. Gestro, Vice Direttore del Museo Civico 
di Storia naturale di Genova, una serie di Acaroidei che erano 
stati raccolti in Birmania dal celebre viaggiatore Leonardo Fea. 
Gli esemplari della predetta serie appartenenti alla famiglia 
Ixodidae vennero studiati dal mio assistente dott. Felice Supino, 
che intorno ad essi pubblicò tre memorie intitolate : Nuovi Ixodes 
della Birmania (Nota preventiva) in Atti Soc. Ven. Trent, di se. 
nat., ser. II, voi. III, fase. 1.°; Considerazioni sulla sistematica 
degli Ixodes (con due tavole), ibid. ; Nuovi Ixodes della Birmania 
(con 12 tavole). Stab. P. Prosperini, 1897 (^j. 

Gli Acaroidei appartenenti a famiglie diverse dalla precitata 
furono studiati da me e sono menzionati o descritti nelle linee 
che seguono. 

Mi è grato di esprimere pubblicamente la mia gratitudine 
pel cortese invio al sig. marchese sen. Giacomo Boria e al 
prof. R. Gestro. 



(1) Fra gli Issodidi il dott. Supino descrive anche delle specie appartenenti al 
mio genere Opisthodon; ma siccome rilevo dal Zool.Anzeiger che il nome Opistho- 
Uon è preoccupato, colgo quest'occasione per mutarlo in quello di ProsopoUon. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.% Voi. XVIII (28 Ottobre 1897) 27 



418 a. nANESTRINI 

A. Sjiecie della liirmania già noUì. 

1. Rhyncholophus globiger Beri. 

Ac. Myr. Scorp. , fase. 18, num. 7. 
!2. Trombidium tinctorium L. 

Syst. nat. , ediz. 13.% I, p. 10:2.t. 
3. Megisthanus doreianus Thor. 

Aracn. malesi, in Ann. Museo Civ. di St. nat. di 
Genova, vol. XVIII, p. 60. 
h. Euzercon Balzani Beri. 

Acari austro-americani in Bull. Soc. entomol. ital., 
anno 20, p. estr. 33. 

B. Specie nuove. 
;'). R,li^^nclioloi>lviis spicifex' n. sp. 

Simile nella forma del corpo al Rkyncliolophus impeclus Berlese, 
da cui differisce : 

1. per le squamme del corpo curvate a falce e davate, 
coperte di spinette fino dalla base; 

2. per le setole degli arti che sono semplici e fornite di 
spine acute, disposte in verticilli, come le ariste di una spica ; 

3. per la struttura dei palpi, i quali nel penultimo articolo 
portano 5-6 grossi aculei e nel terz' ultimo articolo 3 aculei , 
due cioè appajati e uno isolato. Tutti questi aculei sono fina- 
mente dentati. L' ultimo articolo dei palpi (appendice tentacolare) 
non oltrepassa 1' apice del penultimo articolo ed è piriforme. I 
palpi sono vestiti di setole semplici. 

Negli arti del primo pajo il tarso è visibilmente più largo del 
penultimo articolo, ma assai più breve di questo nella propor- 
zione di 5 a 12. 

Due occhi per parte, quasi contigui. Cresta metopica semplice, 
breve, diritta. 

Lunghezza circa 2 mm. 

Patria. Fra Yenang Young e TNIandalay. 



ACAROIDEI DI BIRMANIA 419 

6. Troiiil^icliiiin. aspevipes n. sp. 

Corpo, arti e palpi coperti di setole semplici e appuntite. Negli 
arti del primo pajo il tarso è visibilmente più grosso, ma non 
più lungo del penultimo articolo; in tutti gli altri arti i due 
ultimi articoli sono egualmente lunghi e grossi. Le setole degli 
arti nascono sopra minuti tubercoli, per cui gli arti stessi appa- 
riscono aspri. Apertura sessuale quasi circolare, fornita di 3 paja 
di ventose genitali. Nei palpi, l'appendice spatolare raggiunge 
appena la punta dell' unghia ed è di forma lanceolata. L'unghia 
porta alla sua faccia concava una spina ricurva a falce che alla 
base si allarga terminando con un dente ottuso, ed assumendo 
cosi, ad un dipresso, la forma che hanno gli uncini degli scolici 
di Taenia solium- e specie affini. 

Vidi un solo esemplare, lungo circa 3 mm. 

Patria. Thaò nei monti Garin. 

7. Ottoiiia mandai aT^^en sis n. sp. 

Corpo coperto di due sorta di squamme , e cioè di squamme 
cilindriche e di squamme piriformi , le une e le altre in ogni 
parte vestite di spinette acute. Gli arti del quarto pajo portano, 
tranne che nel tarso che ha setole pennate, setole simili a quelle 
che si osservano nella Ottonia dentipilis Can. della Nuova Guinea, 
vale a dire dentate da ambedue i lati ; gli altri arti hanno setole 
cigliate. Negli arti del primo pajo il tarso è un poco più lungo 
del penultimo articolo e di forma ovale allungata, ma non più 
grosso del medesimo ; in quelli del quarto pajo il tarso è assai 
più breve del penultimo articolo nella proporzione del 35 su 100. 
Nei palpi, oltre l'unghia accessoria, esiste un forte aculeo alla 
base dell' unghia principale ; dietro 1' unghia accessoria osservansi 
circa 20 spinette dirette verso la parte concava dell' unghia 
principale. L'appendice spatolare raggiunge la punta dell'unghia 
principale ed è fornita di lunghe setole cigliate. 

Lunghezza circa 4 mm. 

Patria. Mandalay. 



420 G. CANESTRINI 

8. HoIoMtampiN !^piiiita.i:*Hii.«4 n. sp. 

Corpo a contorno ovale; il contorno posteriore porta delle 
setole non davate , ma appuntite e alquanto ricurve. Placca 
sessuale femminile semicircolare, assai poco discosta dalla placca 
sternale e quasi contigua colla ventrale. Quest' ultima è appena 
più larga che lunga e quasi pentagonale, ad cingoli laterali però 
assai smussati. I tarsi sono armati di s})ine, le quali negli arti 
del secondo pajo sono più brevi che negli altri, ma invece più 
robuste. Epistoma a spina terminata da due cirri. Mandibole 
smilze , dentate ; ciascuna porta alla base della chela due pen- 
nette. Palpi lunghi e sottili ; il loro ultimo articolo è fornito di 
molte setole sottili e più o meno curve, e di una setola grossa 
e rigida che sporge innanzi a guisa di stile. Femmina lunga 
mm. 0,90; larga mm. 0,60. Non conosco il maschio. 

Patria. Lago del Cadù Ciaung a N. E. di Bamò (sotto foglie) 
e Teinzò. 

n. Meg-istlianuìS! tag-atensis n. sp. 

Feminina. Corpo piuttosto tozzo ; il suo contorno mostra delle 
setole rare, mediocremente lunglie, alquanto ricurve. Epistoma 
triangolare col vertice ])rolungato in punta ottusa. Arti inermi; 
soltanto quelli del quarto pajo hanno all' estremità distale del 
secondo articolo un piccolo dente. Placca anale più estesa in 
senso trasversale che antero-posteriore nella proporzione di oO a 
14. Nei palpi, gli articoli primo, secondo e terzo portano alla 
estremità distale, al lato interno, ciascuno due denti ottusi; 
l'articolo quinto è metà sì lungo del quarto, e conico. Nelle 
mandibole, ciascun dito ha quattro grossi denti e molti minori 
intercalati fra i grossi. Alla base del loro dito mobile havvi una 
setola pennata. 

Maschio. Negli arti del secondo paio, sul lato interno del se- 
condo articolo, esiste un forte sprone e davanti ad esso un tu- 
bercolo, su cui articola una setola. In questi stessi arti vedesi 



ACAROIDEI DI BIRMANIA 421 

una debole punta sul lato interno del terzo articolo ; un' altra 
scorgesi negli arti del terzo pajo all'estremità del secondo arti- 
colo, ed infine negli arti del quarto pajo havvi alla base un 
debolissimo ed all' estremità un mediocre aculeo. 

Colore testaceo. 

Lunghezza della femmina mm. 2, larghezza mm. 1,10. 

Patria. Tagatà, nel Tenasserim. 

U). Anteiiiioi>li.ox-iis spinosus n. sp. 

Maschio. Corpo triangolare, esso raggiunge la massima larghezza 
a livello degli arti del quarto pajo ; il suo contorno porta lunghe 
e rigide spine dietro gli arti del terzo pajo. Tutta la faccia in- 
feriore del corpo è fornita di brevi setole ; arti vestiti di sole 
spinette. Scudo dorsale intero, liscio. Scudo sterno-ventrale poste- 
riormente rettilineo, separato dai metapodii a mezzo di una fen- 
ditura lineare. Palpi forniti di forti e lunghe spine e all' apice 
di una corona di spine minori. Nelle mandibole, il dito esterno 
è assai voluminoso , all' apice ingrossato , rivolto all' interno a 
modo di rostro e fornito di un fascio di filamenti ; l' interno 
porta presso 1' apice tre denti che crescono in grandezza dal- 
l' avanti air indietro. 

Lunghezza mm. 1,28; larghezza mm. 1,19. Non conosco la 
femmina, né so su quale animale vivesse. 

Patria. Tagatà, nel Tenasserim. 

11. Zercon sexspino.six.s n. sp. 

Maschio. Corpo posteriormente rotondato , di forma ovoidale , 
sfornito di corna al margine posteriore e non seghettato ai fianchi, 
sui quali però esistono setole lunghe, grosse, rigide e rivolte in 
dietro. Epistema con sei denti esili, dei quali il secondo e quinto 
sono più lunghi degli altri. Arti del primo pajo sforniti di ven- 
tose e di unghie, muniti invece di lunghe setole. Arti e scudi 
dorsali fittamente setolosi. Apertura sessuale maschile a contorno 
circolare, posta fra le coscie del terzo pajo. 



42!2 G. CANESTRINI 

Lunghezza mm. 0,66; larghezza mm. (l,4o. Non conosco la 
femmina. 

Patria. Thaò, sui monti Garin. 

12. Dc»raioi>li.oru!!; liii:*uii(lo n. sp. 

Femmina. Sul contorno posteriore del corpo, ai due angoli, 
esistono due corna cilindriche, molto lunghe e sottili, ad estremità 
ottusa. Il margine del corpo, fra queste due corna, è liscio, non 
setoloso. Scapole sporgenti, non fornite di corna. Collare ridotto 
a due setole, una per parte, conformate a corno di cervo. Arti 
con setole rare, grosse, all'apice ottuse, ricurve e decombenti. 
Placca sessuale più lunga che larga nella proporzione di 19 a 15. 

Lunghezza mm. 0,9i2 ; larghezza circa min. 0,68. Non vidi che 
una femmina non bene conservata. 

Patria. Thaò, sui monti Garin. 



RES LIGUSTICA E 



XXYII. 
FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 

AUCTORE 

0. PENZIG 



INTRODUZIONE 



Sono passati più di cinquanta anni, da quando é comparsa 
l'ultima opera complessiva intorno alla Flora Ligure (^); ed è 
facile a comprendere, quanto siansi allargate da quel tempo le 
nostre cognizioni in proposito. Molti botanici italiani e stranieri 
negli ultimi decenni! hanno percorso le ridenti spiaggie e le 
eccelse cime della Liguria, raccogliendone i tesori vegetali; ed 
in numerose memorie sono state pubblicate delle aggiunte e 
degli emendamenti all' ultima Flora. Sopratutto le Alpi marit- 
time sono state minutamente esplorate dall' Illustre E. Burnat e 
dagli amici suoi ; e la di lui « Flore des Alpes maritimes » , di 
cui sono già comparsi due volumi (^), costituisce un'opera vera- 
mente classica e preziosissima per lo studio critico delle specie 
ivi numerate, ed una guida sicura per la loro distribuzione nella 
regione delle Alpi marittime. Varie altre memorie e monografìe 
su piante delle Alpi marittime sono ancora dovute al Burnat, 
ed ai suoi collaboratori Gremii e Briquet; ed anche da altri 



(') G. De Notaris. Repertorium Florae Ligusticae. — Taurini 184-4. 
G. De Notaris. Prospetto della Flora Ligustica e dei Zoofiti del Mare Ligustico. — 
Genova 1846. 
(2) E, Burnat. Flore des Alpes maritimes. 1. IL — Genève 1892. 1896. 



424 0. PENZIG 

autori sono state recentemente pubblicate varie Florule locali 
che illustrano in dettaglio alcune regioni più ristrette della Li- 
guria ('). 

Nei dieci anni che dimoro in Genova, ho posto ogni cura a 
raccogliere i materiali per dare alla stampa una nuova Flora della 
Liguria, utilizzando tutto le memorie su questo argomento pu}> 
blicate, esaminando gli erbarii di coloro che hanno fatto raccolte 
nella nostra regione, ed esplorando con numerose escursioni una 
buona parte della Liguria. La « Flora della Liguria » da me 
cominciata, e che comprenderà la descrizione particolareggiata di 
tutte le piante vascolari crescenti spontanee in Liguria, è già 
portata a buon punto : ma siccome prevedo che ancora parecchi 
anni passeranno prima che quel lavoro assai voluminoso possa 
vedere la luce , mi sono deciso a pubblicare ora , come un 
Prodromo o Prospetto provvisorio della Flora nostra, questa 
enumerazione sistematica di tutte le specie di Fanerogame 
e di Pteridofiti, che finora sono state indicate per la nostra 
Flora. 

Come era da aspettarsi , in questo elenco si riscontrano nu- 
merosi cambiamenti , in confronto al simile « Prospetto della 
Flora Ligustica » del De Notaris ed al suo Repertorio sojìra 
citato. Ho dovuto toglierne varie specie mal definite o introdotte 
erroneamente : numerosissime specie poi sono state aggiunte alla 
Flora Ligure da recenti esjìlorazioni ; e (|ualche caml^iamento 
deriva anche dal fatto, che la delimitazione del terreno Ligure 
nei lavori del De Notaris è differente da quella che intendo dare 
alla mia Flora Ligure. 

Il De Notaris dava come confini alla Liguria, da lui presa in 
considerazione, Nizza ed il Varo ad Ovest, Sarzana all'Est; e 
verso Settentrione non si atteneva al limite naturale dato dallo 
sparti-acque nelle Alpi Marittime e nell'Apjìennino, ma oltre- 
passava il crinale in molti punti, citando p. es. le località della 
Valle della Stura, o a settentrione dell'Appennino : Serravalle, 
Novi ed i monti delle vicinanze di IJohbio. 

(') e. BichncU. FloiM oi Bonliglieru ami s;iu Remo. — liurdigluTa 18W. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 42.0 

A me sembra i)iù opportuno di scegliere, per la Flora della 
Liguria, una circoscrizione un poco più limitata: di comprendervi, 
cioè, soltanto la Liguria mariuiina, quale è stata definita da Lo- 
renzo Pareto i^). I confini di questa sarebbero la Magra verso 
Sud-Est; lo sparti-acque dell'Appennino e delle Alpi marittime 
verso Nord-Est e verso Settentrione; ed il corso del Varo, dalle 
sue fonti lino all' imboccatura, verso Occidente. 

Tale delimitazione ci si impone come la più naturale, perché 
vi corrispondono parecchi fatti relativi alla geografia botanica. 
Infatti si osserva che al di là del Varo la vegetazione acquista 
un carattere alquanto diverso da quello che ha sul lato sinistro 
del fiume, e che vi compariscono molte specie che a Levante 
dello stesso fiume non allignano più. Similmente, andando al di 
là del corso della Magra, il botanico osserverà un cambiamento 
notevole nella costituzione della Flora. La spiaggia ed i contorni 
di Sarzana, ed a poca distanza il gruppo di monti conosciuti col 
nome di « Alpi Apuane » posseggono una Flora propria, che si 
discosta alquanto da quella a Ponente della Magra. La Flora 
infine, che caratterizza il versante padano o adriatico dell'Ap- 
pennino, è nettamente diversa dalla Flora del versante mediter- 
raneo ; specialmente quando dalle cime più elevate si scende nelle 
valli settentrionali ; e si rannoda strettamente alla Flora del Pie- 
monte, della Lombardia e del Piacentino. 

Ho creduto soltanto di dover fare una eccezione alla delimi- 
tazione propostami , comprendendo nella nostra Flora anche il 
versante meridionale di quei monti che dominano a Nord l' alta 
valle del Tanaro, cioè il Mongioje, M. Antoroto ecc., fino a Garessio. 

Ho fatto questo, perché quella catena, essendo molto più ele- 
vata degli altri monti infrapposti fra essa ed il mare, sente real- 
mente nel suo versante meridionale l' influenza del Mediterraneo 
poco distante, e perché la Flora della conca di Nava e dei monti 
circostanti non può esser distaccata da quella dei monti posti più 
a Ponente ed a ÌNIezzogiorno. Perciò la nostra linea di delimi- 
tazione settentrionale, a partire dal Col di Tenda, non seguirà 

(') L. Pareto. Descrizione di Genova e del Genovesato. Voi. I. — Genova, 1816. 



420 O. PENZIG 

precisamente lo spartiacque fra il Mediterraneo e la Valle del Po, 
ma passerà per le cime del Col dei Signori , Testa Ciaudon , 
Mongioje, Pizzo d'Ormea, M. Antoroto e Garessio al Col di 
S. Bernardo. 

Riguardo alla quistione sovente discussa sul punto di separa- 
zione fra le Alpi marittime e l' Appennino , il carattere della 
vegetazione (che dovrebbe pure essere preso in considerazione 
in simdi quistioni) , come anche la costituzione geologica dei ter- 
reni mi sembrano rendere più accettabile la linea di divisione 
percorsa, presso a poco, dalla strada che congiunge Garessio a 
Zuccarello, e quindi scende ad Albenga (Passo del S. Bernardo, 
meglio, come lo chiama il Marinelli, «Passo di Garessio»). 
Designerò quindi col nome di Appennino la catena di monti che 
da quel passo si stende ad Est, cominciando col S. Bernardo ; e 
col nome di Alpi marittime il complesso di monti a Ponente dello 
stesso passo, fino al limite sopra citato del Yaro. 

Molte circostanze si riuniscono per dare alla Liguria una Flora, 
che per la ricchezza e la varietà di forme è veramente straor- 
dinaria. Concorrono cioè a tale effetto la posizione geogratica ed 
il chma da questa dipendente , la costituzione geologica , ed i 
particolari orografici ed idrografici della superficie. 

Essendo la costa di Liguria nella massima sua parte esposta 
a pieno Mezzogiorno , il clima è assai mite , ed in conseguenza 
la Flora mediterranea ha potuto prendervi il suo sviluppo tipico; 
anzi , vi mostra un carattere meridionale molto più spiccato che 
non in altri tratti della spiaggia mediterranea posti assai più a 
Sud , ma non esposti a Mezzogiorno (cosi nella costa adriatica 
d' Italia e nella spiaggia Toscana). Della mitezza straordinaria 
del clima fanno pure fede le numerose piante esotiche, le quali 
nella Riviera Ligure si possono coltivare ad aria aperta. 

Dal livello del mare \)0Ì , in breve tratto di terreno , si innal- 
zano in varia conformazione colline e montagne, fino alle eccelse 
cime delle Alpi marittime che in più punti sorpassano l'altezza 
di 3000 metri : liavvi quindi abbondanza di località eterogenee 
in pianura, in collina ed in montagna, })er lo sviluppo d" una 
Flora svariatissima. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS A^7 

Grandi fiumi naturalmente mancano alla Liguria; ma nume- 
rosi torrenti e torrentelli scendono dalle montagne verso il 
mare, albergando sulle loro sponde e nello stesso loro letto una 
Flora caratteristica. In alcuni punti anche troviamo delle paludi 
ricche di vegetali interessanti. I pochi laghetti alpini sono di 
ben poca importanza per la distribuzione delle piante nella Flora 
Ligure. 

Quanto alla costituzione geologica e petrografica del terreno, 
il suolo nella maggiore parte della Liguria marittima è costituito 
da rocce calcaree di varia età, le quali in causa delle loro pro- 
prietà fisiche e chimiche sono generalmente molto più ricche di 
piante che non i terreni silicei. Fra Savona e Genova poi, e fra 
Chiavari e Spezia, affiorano cjua e là delle rocce serpentinose 
appartenenti a diverse formazioni , e che albergano una Flora 
ben distinta da quella delle rocce calcaree. In alcuni punti della 
costa (Monte di Portofino; fra Varazze ed Albissola; a Ventimiglia) 
riscontriamo dei conglomerati terziarii, caratterizzati pure da una 
vegetazione speciale. Nelle Alpi marittime infine si riscontra un 
intreccio ed un avvicendarsi straordinario di formazioni geologiche 
e di rocce diverse, che naturalmente si rispecchia nel manto di 
vegetazione che le ricuopre. 

Siccome dunque la Flora varia alquanto secondo tutti quei 
fattori ora menzionati, cioè secondo l'esposizione, l'altezza, la 
costituzione fisica e chimica del suolo e secondo la distribuzione 
dell' acque, è ovvio che in Liguria si potranno constatare nume- 
rose formazioni vegetali, ovvero associazioni di piante, tutte diverse 
fra loro e svariatissime nella loro composizione. 

Per maggiore chiarezza le divideremo in cinque zone, distin- 
guendo, a partire dal mare, la zona littorale, la zona collina, 
zona montana, zona subalpina e zona alpina; ed esamineremo 
rapidamente la vegetazione caratteristica d'ognuna d'esse. 

Zona littorale. — La zona littorale può avere maggiore o 
minore estensione a seconda della conformazione e dell'elevazione 
(Iella costa; ma non si allontana mai, come lo dice lo stesso 
nome, di troppo dalla spiaggia marina. Distinguiamo in questa 
zona le seguenti associazioni di piante : Flora marina — Flora 



428 O. PENZIG 

delle spiaggia arenose e ghiajose — Flora delle paludi — Flora 
delle ru})i marittime — Flora delle macchie littorali. 

La Flora marina è composta nel mare ligustico quasi 
esclusivamente di alghe; e soltanto tre specie di Fanerogame si 
riscontrano nella prima zona del fondo marino, fino alla pro- 
fonditcà di trenta metri incirca. In compenso però della scarsezza 
di sjiecie, esiste in molti luoghi, laddove il fondo è favorevole 
allo sviluppo di vegetazione (fondo roccioso o sabbioso, non co- 
perto di ghinja) un numero sterminato d' individui, uniti in larghe 
praterie sottomarine. Queste sono formate sopratutto da migliaia 
e migliaia d'esemplari della Posìdonia Caulini, di cui le foglie 
ed i grossi rizomi , staccati dal movimento delle onde, sono riget- 
tati in grande copia sulla spiaggia, do})0 le tem})este. Alla Posì- 
donia spesse volte è frammista la Cymodocea aequorea, ma sempre 
in quantità molto minori ; e pare che 1' ultima non scenda a 
tanta profondità come la Posidotiia. La terza Zosteracea nostrana, 
Zostera nana, è piuttosto rara nel mare ligure, ed è stata finora 
osservata con sicurezza in poche località. 

La Flora delle spiagge arenose ha uno sviluppo tipico 
ed abbastanza largo in Liguria, quantunque a questa manchino 
le lunghe distese di costa piana, sabbiosa, e le dune dei mari 
del Nord. In generale il littorale di Liguria è roccioso, o in molti 
punti coperto di ghiaja grossolana, che non si presta allo svi- 
luppo di una Flora speciale: ma tratto tratto a quelle forma- 
zioni si frappongono delle zone di spiaggia piana, coperte di 
sabbia fina e soffice. Cosi p. es. fra Yentimiglia e Bordighera; 
nelle vicinanze di Diano Marina, Cervo ed Andora; poi ad Alassio, 
fra Albenga e Ceriale, a Loano, al promontorio della Caprazoppa, 
e nella Riviera di Levante fra Chiavari e Sestri. 

In siffatte località scorgesi una Flora molto caratteristica, for- 
mata nella massima parte da quelle piante che dai botanici mo- 
derni sono distinte col nome di xerofite alo file, cioè amanti ile' 
luoghi salati , e provviste d' adattamenti speciali per rallentiire 
la propria trasjùrazione. Tali adattamenti })ossono essere svaria- 
tissimi , secondo le varie specie : ora constano nel rivestimento 
di tutta la pianta con un feltro spesso, candido (Dìods candidis- 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



/ri'.) 



mna, Malthiola sinuata, Medicago marina ecc.) ; ora nello sviluppo 
d'un manto impermeabile ceraceo, che riveste tutta la pianta 
come una pruina glauca o biancastra (Eryngiimi marilimum, 
Glaucimn flavum, Agropyrani janceum, A. lillorak, FMphorhia 
Pa:ralias); ora vediamo i vegetali alotìli presentarsi come |)iante 
carnose, a cuticola grossa, imperniea1)ile {Sa/icornia var. sp., Cri- 
thmum marilimum, Cakile maritima, Salsola var. sp.ì , ovvero 
spinose, secche, colle foglioline minute e colla superficie traspi- 
rante ridotta a proporzioni minime. Do qui appresso V enume- 
razione delle specie che caratterizzano si fatta Flora xerofila delle 
spiaggie arenose in Liguria. 



Glaucium flavum. 
Cakile maritima. 
liaphanistrum Landra. 
Matthiola sinuata. 

— tricuspidata. 
Silene sericea. 

— nicaeensis. 

— fuscata. 
Spei'gularia nicaeensis. 

— campestris. 

— atheniensis. 

— Dillenii. 

— marginata. 
Linum strictnm 

(ononis Natrix var. raniosi.ssiui:i. 
Medicago marina. 

— triljuloides. 

— littoral is. 

— minima. 
Lotus edulis. 
Tribulus terrestris. 
Tamarix africana. 
Portulaca oleracea. 
Echinopliora spinosa, 
Eryngium maritimum. 
Orlaya maritima. 
Anthemis maritima. 
Diotis candidissima. 



Ambrosia maritima (rara). 
Verbascum sinuatum. 
Scropbularia lucida. 
Linaria simplex. 
Teucrium flavum. 
Stachys maritima. 
Plantago Coronopus. 
Camphorosma raonspeliaca 
Atriplex Halimus. 

— lìtoralis. 

— patula. 

— laciniata. 

— rosea. 
Obione portulacoides. 
Salicorni a herbacea. 
Salsola Kali. 

— Soda. 

— Tragus. 
Suaeda maritima. 

— fruticosa. 
Eupborbia Peplìs. 

— Paralias. 

— Pi thy usa. 
Polygonum maritimum 

— Roberti. 

— litorale. 

— aviculare. 
Pancratium maritimum. 



430 

.J uncus acutus. 

— maritimus. 
Schoenus mucronatus. 
Scirpus maritimus. 
Imperata arundinacea. 
Tragus racemosus. 
Crypsis schoenoides. 

— aculeata. 
Psamma littoralis. 
Sporobolus pungens. 
I'olypogon maritimus. 

— monspeliensia. 
Lagurus ovatus. 
Corynephorus articulatus. 
Koeleria villosa, 
A^ulpia membranaf-ea. 
Bromus rubens. 



0. PENZIG 

IJromus sterilii;. 

— tectorum. 
Sclerocliloa maritimn. 

— divaricata. 

— Hemipoa. 
Desmazierea loliacea. 
Hordeum murinum. 

— maritimum. 
Agropyrum junoeum. 

— acutum. 

— pungens. 

— litoi-ale. 
Lepturus cylindricus. 

— incur vatus. 

— filiformis. 
Psilurus nardoides. 



Laddove poi i torrenti maggiori scendono nel mare, e dove la 
conformazione del terreno lo permette , si formano delle paludi, 
più o meno estese e che posseggono una Flora propria, non 
molto ricca, ma con alcune specie abbastanza interessanti. Tali 
paludi hanno una certa estensione sopra tutto alle foci del ^'aro 
a Nizza, della Ivoja e della Nervia fra Ventimiglia e Bordighera, 
poi nella pianura d'Albenga ; e nella Riviera orientale alla foce 
dell' Entella e nel fondo alluvionale del golfo di Spezia. Però 
quasi in tutte le località qui citate V opera dell' uomo ha già 
fatto restringere assai, e fa diminuire continuamente 1' estensione 
delle paludi, di modo che molte belle località per piante palustri 
(p. es. agli Stagnoni nel golfo di Spezia) ormai sono distrutte. 

In simili località si riscontrano presso a poco le specie seguenti : 



Ranunculus opliioglossifoiius. 

— Flammula. 

— Lingua. 
Thalictrum flavum. 

— angustifolium. 
Batrachium var. sp. 
Nympliaea alba. 
Nupbar luteum. 



Isnardia palustris. 
Myriophyllimi spicatum. 

— verticillatum. 

Callitriche var. sp. ■ 
Ceratophyllum demei'sum. 
Lythrum Salicaria. 
Tillaca muscosa. 
Oenanthe Pliellaudrium. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



/i.Sl 



Oenanthe peucedanifolia. 

— Lachenalii. 

— globulosa. 
Sium latifolium. 
Apium graveolens. 
Galium palustre. 
Eupatorium cannabinuni. 
Inula salicina. 
Gratiola officinalis. 
Utricularia vulgaris. 
Aiiagallis tenella. 
Sainolus Valerandi. 
Hydrocharis Morsus ranaf 
Butomus umbellatus. 
Alisraa Plantago. 

— ranunculoides. 
Sagittaria sagittifolia. 
Triglochin palustre. 
— maritinium. 



Potamogeton var. sp. 
Zannicbellia palustris. 
Kuppia rostellata. 
Caulinia fragilis. 
Orchis palustris. 
Iris Pseudacorus. 
— foetidissima. 
Juncus var. sp. 
Typba var. sp. 
Sparganium ramosum. 
Cyperus longus. 
— badi us. 
Cladium germaniciim. 
Carex var. sp. 
Arundo Donax. 
Phragmites communis. 
Glyceria var. sp. 
Leersia oryzoides. 



Nei terreni paludosi, salmastri invece predominano ancora altre 
specie, sopratutto V Aster Tiipolmm^ Bupleurum tenuissimum^ Inula 
crilhmoides^ Erijthraea spicata, E. marUima, Statice Liìnonium e 
la Saiicornia che abbiamo già menzionata nella lista delle piante 
alofile. 

Come già dissi sopra, la costa delle nostre Riviere soltanto in 
poche località è piana: per lo più il mare ligustico si infrange 
a scogli e dirupi più o meno elevati di diversa costituzione petro- 
grafica e geologica. La Flora delle rupi m aritti m. e è 
naturalmente alquanto diversa da quella che si sviluppa nelle 
stazioni precedentemente descritte, e comprende molte specie fra 
le più interessanti e caratteristiche per la nostra Liguria. È difficile 
tracciare il limite superiore di questa formazione, perchè la me- 
desima passa quasi insensibilmente alla Flora collina, e dall' altra 
parte a quella delle Macchie (maquis). Per ciò alcune piante 
citate nella seguente lista della Flora delle rupi marittime, le 
ritroveremo anche in altre formazioni che più in basso illustreremo. 



432 



0. PENZIG 



Adiantum Capillus Venfirisi. 
Scolopendrium Hemionitis (rariasiiiio). 
Juniperug Oxycedrus. 

— phoonicea. 
Asplenium Petrarchae. 
Mattinola incana. 
Brassica Robertiana. 
Moricandia arveusis. 
Koniga maritima. 
Capparis spinosa. 
Helianthemum laevipes. 
Frankenia pulveruleuta. 
Diantlius longicaulis. 
Silene gallica. 
Lavatera maritima. 
Linum maritimuui. 
Ruta graveolens. 

— halepensis. 
Cneorum tricoccum. 
Ceratonia Siliqua. 
Anagyris foetida, 
Calycotonie spinosa. 
Anthyllis Barba Jovis. 
Lotus creticus. 
Psoralea bituminosa. 
Crithmum niaritimum. 
I^aucus Gingidium. 
— gummifer. 
Ferula nodiflora (rara). 
Foeniculum piperitum. 
Seabiosa maritima. 
■ — holoserieea. 

— pyrenaica. 
Artemisia arboresceus. 
Pallenis spinosa. 
Cineraria maritima. 
Carlina lanata. 
Atractylis cane-oliata. 
Picridium vulgare. 
Uros])ermum Dalochampii. 

— picroidt's. 

Centaurea aspera. 



Centaurea (Jalcitrapa. 
Campanula sabatia. 

— isophylla. 
Chlora perfoliata. 
Convolvulus altbaeoide.s. 

— cantabricus. 

— lineatus (raro). 
Kcbiuni plantaginciiui. 

— calycinura. 
Alcanna tinctoria. 
Hyoscyamus albus. 
Verbascum .'iinuatum. 
Teucrium Poliuni. 
Ajuga Iva. 

— Chamaepitys. 
Rosmarinus officinalis. 
Thymus vulgaris. 
Coris monspeliensis. 
Globularia Alypuni. 

— Willkomnii. 
Statice pubescens. 
Plautago maritima. 

— Bellardi. 

— albicans. 
Beta maritima. 
Passerina birsuta. 
Osyris alba. 
Euphorbia dendroides. 

— spinosa. 
Iris italica. 

— Chamaciri.s. 
Leucoium hiemale (raro). 
Chama crops humilis (raroi. 
Schoenus nigricans. 
Pollinia distachya. 
Ileteropogon glaber. 
Melica Bauhini. 

— minuta. 
Arundo Pliniana. 
Erianthus Ravennae. 
Stipa juncea. 

— tortilis. 



FLORAE IJGUSTICAE SYNOPSIS 438 

Oltre a queste piante indigene bisogna pure menzionare qui 
alcune specie esotiche, introdotte da un tempo relativamente 
breve, e che hanno cionondimeno acquistato una certa importanza 
nel paesaggio ligure, segnatamente sulle rupi marittimo. Sono 
tre piante grasse : Agave americana, Opuntia Ficus iiu/ica e Me- 
sembrianlhemum acinaciforme, oriunde le prime due dall'America 
centrale, l'ultima dal Capo di Buona Speranza. Tutte tre, dap- 
prima coltivate per ornamento (il Mesembriantemo) o per siepi 
(Agave, Fico d' India) ora si moltiplicano e si riproducono spon- 
taneamente, spesso in grande quantità d' individui, tanto da dare 
al paesaggio un carattere, un' intonazione tutta particolare. 

La formazione da noi designata col nome di « Flora delle rupi 
marittime » , si avvicina in molti punti per la sua costituzione 
a quella della cosidetta garigue (illustrata dai lavori di Flahault 
e Warming), e dall'altra parte passa sovente alla Macchia, ul- 
tima associazione di piante nella nostra zona littorale. 

La Macchia del Mediterraneo (chiamata Maquis in Corsica) 
si presenta come una boscaglia bassa, più o meno fitta, formata 
principalmente da arbusti e caratterizzata da una Flora eminen- 
temente xerofila, atta a sopportare un'estate asciutta, prolungata. 
Gli arbusti caratteristici che compongono la Macchia sono: Pistacia 
LenfiscuSj P. Terehintlms, Arbutus Unedo, Myrlus communis, 
Rhamnus Alaternus, Pliyllirea anguslifolia, Ph. media, Ph. latifolia, 
Rubus varie sp., Juniper us Oxgcedrus, Cistus salviifolius, C. albidus, 
C. mo7ispeliensis. Coriaria myrtifolia. Erica arborea, Calycotome 
spinosa, Spartium junceum. Rosa sempervirens. Viburnum Tinus, 
Lonicera implexa, L. elrusca, Jasminum frulicans. Clematis Flam- 
mula (colla var. maritima), Rosmarinus officinalis, Lavandula 
latifolia. Thymus vulgaris. Daphne Gnidium, Quercus Hex : come 
si vede, quasi tutte forme a foglie sempreverdi, semplici, sovente 
coriacee e lucide. Tra questi arbusti, ornati di Liane formate dalle 
Clematis, dai Rubus, dalla Rosa sempervirens, da Rubia peregrina, 
Smilax aspera ed Asparagus acutifolius, si sviluppa una Flora di 
piante suffruticose e erbacee, assai interessante, composta di specie 
per lo più aromatiche, odorose, balsamiche, sovente spinose ; peren- 
nanti (poche) annue; in primavera vi appariscono i fiori fugaci 

Ann. del Miis. Civ. di St. Nat. Serie -2.% Voi. xvni (-29 Ottobre 1S97) 28 



434 O. PENZIG 

di varie piante Ijulbose {Romulea, Muscari, Scilla, Bolnjanthus) 
che poi durante 1' estate semljrano scomparse, riposando sotto 
terra. 

Zona collina. — Come « zona collina » considero quella clie 
da pochi metri sopra il livello del mare si eleva fino all'altezza 
di cinquecento metri. Dessa si estende naturalmente a maggiore 
minore distanza dal mare, secondo la conformazione del terreno; 
e sopratutto lungo il corso dei torrenti spesse volte si interna 
per molti kilometri nella terra ferma. Qualcheduno ha chiamato 
questa anche « la zona dell' ulivo » , altri « la zona viticola » : 
ma la vite in Liguria raggiunge sovente altezze maggiori (fino 
a 900 metri) ; e non conviene in generale dare il nome ad 
una zona intera da una sola pianta coltivata, che in tempi sto- 
rici ha usurpato il posto della vegetazione originaria. 

Anche in questa zona si impone la distinzione di varie asso- 
ciazioni floristiche (o formazioni vegetali); ed esamineremo dunque 
separatamente la Flora degli Uliveti, la Flora dei Pinoti ed Eri- 
ceti, delle paludi e dei boschi misti in collina. 

Gli Uliveti veramente costituiscono una formazione artifi- 
ciale, secondaria, perchè creati dall' uomo e continuamente sog- 
getfi alla sua influenza. L' ulivo non si può considerare come 
pianta indigena di Liguria, per quanto si sia pure scritto in fa- 
vore di questa tesi. Pare accertato che la vera patria della Olea 
europaea sia da cercare a Levante del bacino mediterraneo, o 
forse nell'Africa (perchè VOlea chrysophylla dell'Abissinia potrebbe 
bene essere la forma primitiva della 0. europaea); e quantunque 
nei tufi di Aix (Francia meridionale) siano state trovate in istato 
fossile delle foglie d' un ulivo simile (ma non identico) al nostro 
(Olea proxima Saporta), è certissimo che gli ulivefi odierni di 
Liguria sono sorfi in tempi storici, per iniziativa dei Romani. 
11 cosidetto ulivo selvatico (Olea Oleaster) non è che una forma 
aberrante (atavica ?) che si sviluppa facilmente nei succhioni alla 
base dei tronchi, o in individui sfuggiti alla cultura. 

La Flora degli Uliveti ha dunque una composizione mista, 
essendo costituita dall' una parte di piante veramente indigene, 
che per certe loro particolarità hanno saputo resistere alla col- 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



/(3o 



tivazione del terreno, e dall'altra parte di vegetali che certamente 
sono sopravvenuti coli' introduzione dell'ulivo, o in seguito a 
questa. Nella lista seguente (che dà l'elenco approssimativo delle 
piante più diffuse negli uliveti di Liguria) ho segnato con un 
asterisco le specie che possiamo considerare come immigrate, ma 
che poi acquistarono l' indigenato per moltiplicazione spontanea. 



Aspleniuin Adiantum nigr 

— Tricliomanes. 

— Ruta muraria. 
Chcilarithes fragrans. 
Ceteracli officinarum. 
Anemone hortensis. 

* — pavonina. 

* — coronaria. 
Ficaria verna. 
Ranunculus muricatus. 

— parviflorus. 

— bulbosus. 

* Nigella damascena. 
Helleborus foetidus. 
Delphinium Consolida. 

* — Ajacis. 

* Papaver setigerum. 

— pinnatifidum. 

— Rhoeas. 

— dubium. 
*Hypecoum procumbens. 

Fumaria officinalis. 

— parviflora. 
~ major. 

— agraria, 
capreolata. 

Barbarea vulgaris. 

— praecox. 
Diplotaxis muralis. 

— tenuifolia. 

— erucoides. 

* Eruca sativa. 
Sisymbrium orientale. 
Alyssum calycinum. 



Lepidium graminifolium. 

— Draba. 

— campestre. 

— latifolium (raro) 
Reseda Phyteuma. 

Viola odorata. 

— alba. 
Silene italica. 

— nutans, 

— Salzmanni. 

— fuscata. 

— nocturna. 

— inaperta. 

— gallica. 
Dianthus liburnicus. 
Geranium dissectum. 

— columbinum. 

— molle. 

— parviflorum. 
Lavatera punctata. 

— trimestris. 

— eretica. 
Malva nicaeensìs. 

— sylvestris. 

— Alcea. 
Oxalis corniculata. 

* — cernua. 
Ruta graveolens. 

— halepensis. 
Ononis arvensis. 

— hircina. 

— Columnae. 
Melilotus var. sp. 
Medicago var. sp. 



436 

Trifoliuin repens. 

— fra<iiferum. 

— scabrum. 

— glomcratum, 
Lotus corniculatns. 

— ornithopodioides. 
Arthrolobium scorpioides. 
Scorpiurus subvillosa. 
Ornithopus ebracteatns. 
Onobrychis Caput Galli. 

*Hedysarum coronarium. 
Lathyrus angulatus. 

— sphaericus. 

— hirsutus. 

— annuus. 

— Cicera. 

— Ocbrus. 

— Aphaca. 
Vicia sativa. 

— peregrina. 

— bithynica. 
Ervum var. sp. 
Lytlirum acutangulnm. 
Umbilicus pendulinus. 
Torilis heterophylla. 

— belvetica. 

— nodosa. 
Bupleurum protractum. 

— rotundifolium. 
Pastinaca sativa 
Smyrnium Olusatrum. 
Aethusa Cynapium. 
Scandix Pecten Veneris. 
Sison Amomum. 
Eryngium campestre. 
Sedum album. 

— reflexum. 

— dasyphylliim. 
Galium Aparinc. 

— saccharatum. 

— parisiense. 
Crucianella angustifolia. 



0. PENZIG 



Henecio barbaraeifolins. 

— Jacobaea. 
erucifolius. 

— vulgaris. 
Achillea nobilis. 

— ligustica. 
Chrysanthemum segetiim. 
— iMyconis. 

Plagius virgatus. 
Helichrysum Stoechas. 
— italicuin. 

Filago gallica. 

— germanica. 

— spathulata. 

— arvensis. 
Phagnalon sordidum. 

— saxatile. 

— rupestre. 
Conyza ambigua. 
Erigeron canadense. 
Belila sylvestris. 

— annua. 
Asteriscus aquaticus. 
Inula viscosa. 

— graveolens. 
Calendula arvensis. 
Tussilago Farfara. 
Carlina vulgaris. 

— corymbosa. 
Galactites tomentosa. 
Centaurea aspera. 

— amara. 

— Calcitrapa. 
Cirsium arveuse. 
Crupina vulgaris. 
Sonchus asper. 

— oleraceus. 

— tenerrimus. 
Lactuca Scariola. 

— viminea. 
Crepis taraxacifolia. 

— tectorum. 



FLORAE LIGDSTICAE SYNOPSIS 



437 



Crepis foctida. 
— setosa. 
Lagoseris nemausensis. 
Zacyntha verrucosa. 
Rhagadiolus stellatus. 
Picris hieracioides. 
Helminthia eclnoides. 
Thrincia hirta. 

— tuberosa. 
Seriola aetnensis. 
Scolymus hispanicus. 
Hedypnois eretica. 
Hyoseris radiata. 
Campanula Erinus. 
Erythraea Centaurium. 
Chlora perfoliata. 
Convolvulus arvensis. 

— althaeoides. 

— tricolor. 

— evolvuloides. 

— siculuH. 

— ' pentapetaloides. 
Heliotropium europaeum. 
Borago officinalis. 
Symphytum tuberosum. 

— bulbosum. 
Anchusa italica. 
Lithospermum arvense. 

— apulum. 

Myosotis intermedia. 

— collina. 
SolanuQi nigrum. 

— miniatura. 
Scrophularia peregrina. 
Antirrhinum Orontium. 
Linaria vulgaris. 

— Elatine. 

— sjjuria. 

— minor. 
Veronica persica. 

— agresti s. 

— polita. 



Veronica hederifulia. 

— Cymbalaria. 

— triphyllos. 

— verna. 
Trixago apula. 

— viscosa. 
Verbena officinalis. 
Ajuga reptans. 
Salvia Verbenaca. 

— horminoides. 
Lamium purpui'eum. 

— amplexicaule. 
Galeopsis Tetrahit. 
Stachys hirta. 

— annua. 

— arvensis. 
Sideritis romana. 
Clinopodium vulgare. 
Calamintha officinalis. 

— Nepeta. 

— Acinos. 
Micromeria graeca. 
Mentha rotundifolia. 

— arvensis. 
Rumex scutatus. 

— pulcher. 

— crispus. 

— Acetosella. 

— bucephalophorus. 
Aristolochia longa. 

— pallida. 

— rotunda. 
Andrachne telephioides. 

*Crozophora tinctoria. 
Mercurialis annua. 
Euphorbia exigua. 

— falcata. 

— helioscopia. 
* — Lathyris. 

— serrata. 

— segetalis. 

— Chamaesyce. 



438 0. PENZIG 


Euphorbia Presili. 


Setaria viridis. 


Urtica pihilifera. 


— glauca. 


Thelygonum Cynocrainbe. 


— verticillata. 


Arum italicum. 


Echinochloa Crus galli. 


— Dracunculus. 


Digitarla sanguinalis. 


Arisarum vulgare. 


*Phalaris var. sp. 


Gladiolus segetum. 


Gastridium lendigerum. 


*Sternbergia lutea. 


Milium cfFudum. 


^- Narcissus papyraccus. 


Agrostis alba. 


— Tazzetta. 


— verticillata. 


"■ — italicus. 


— vulgaris. 


* — chryaanthus. 


— olivetorum. 


* — aureus etc. 


Piptatherum multiflorum. 


Smilax aspera 


— coerulescens. 


* Tulipa Clusiana. 


■^- Avena sterilis. 


'■ — Oculus sells. 


•>• — fatua. 


* — maleolens. 


* — barbata. 


* — praecox. 


Koelcria phleoides. 


Bellevalia trifoliata. 


Vulpia myuros. 


— \Vebbiana. 


— ligustica. 


— romana. 


* lìromus maximus. 


Ornithogalum var. sp. 


— madritensis. 


Allium Ampeloprasum. 


— mollis. 


— rotundum. 


— macrostachys. 


— nigrum. 


* Eragrostis major. 


— roseum. 


* — minor. 


— neapolitanum. 


* — pilosa. 


*IIyacinthus orientalis. 


Poa compressa. 


* Scilla hyacinthoides. 


— attica. 


Cyperus rotundus. 


Brachypodium distachyum 



Come si vede da questo elenco, la Flora degli uliveti in Liguria 
è ricchissima, e fra le più interessanti del nostro territorio. 

Conviene accennare qui anche a certe altre piante che sono 
state introdotte in Liguria dall'uomo, in tempi più o meno remoti, 
e da lui coltivate nella zona collina , in estensione più o meno 
grande : intendo parlare sopratutto degli agrumi e della vite. La 
coltivazione dogli agrumi in Liguria, come è noto, può farsi con 
profitto soltanto in una zona piuttosto bassa (che di rado supera 
i 350 metri d'altezza), e soltanto noi luoghi soleggiati e protetti 



FLORAE LItìUSTICAE SYNOPSIS 439 

(lai venti freddi. La vite invece si coltiva, come fu detto sopra, 
fino a circa 900 metri d' altezza, e può dare un prodotto ancora 
discreto anche nelle posizioni elevate. Il cipresso poi, che dovunque 
in Liguria accompagna 1' ulivo , e la palma a datteri che spe- 
cialmente nella parte occidentale della Riviera di Ponente dà un 
carattere speciale al paesaggio, sono pur essi stranieri importati 
dall'uomo: il dattero fu portato in Liguria forse dai Mauri, ben 
presto nel medio evo; ma matura appena i suoi frutti, che non 
diventano molto carnosi e dolci come nella sua patria; e non 
s'allontana troppo dalla costa, nò ascende le colline al di là 
dei loO metri. Il cipresso invece, portato dall'Oriente probabil- 
mente insieme coli' ulivo, si è acclimato perfettamente da noi, 
e resiste fino al limite superiore dell' ulivo. 

Nella Flora dei Pineti ed Ericeti ritorniamo al dominio 
della Flora primitiva, originaria in Liguria. È fuori di dubbio 
che nei tempi preistorici le pinete coprivano con denso manto 
le colline liguri, cedendo il posto soltanto qua e là a boschi 
d'alberi frondosi, e sostituite nella vicinanza del mare dalla 
Macchia littorale sopra descritta. 

Gli alberi predominanti in questa formazione sono due specie 
di PÙMS, il P. halepensis che si compiace dell' immediata vicinanza 
del mare, ed il P. marilima {P. Pinaster) — malamente chiamato 
cosi, perchè quasi mai esso scende al mare, preferendo invece 
le colline ed i monti sino a 500 metri e più d' altezza. Avrebbe 
molto maggior diritto ad essere chiamato « marittimo » il P. hale- 
pensis. — In alcune regioni (ma più in alto) a queste due specie 
si associa il Pinus sylvestris; e qua e là si trovano sparsi esem- 
plari, gruppi non molto estesi del Ptniis Pinea. L' indigenato 
di quest' ultimo in Liguria però è alquanto dubbio : è probabile 
che insieme coli' ulivo sia stato introdotto dai Romani. 

Di altre essenze forestali nelle pinete sono da menzionare le 
Eriche, e sopra tutto Erica arborea ed E. scoparia (l'ultima un 
poco più rara); poi Juniperus Oxycedrus e /. vulgaris, e varii 
degli arbusti già menzionati nella Flora della Macchia (i Cistus, 
Calycolome, Sparlium), alcune specie di Cylisus e Genista ecc. 
Del resto , la Flora delle Pinete è povera in Liguria come 



440 0. PENZIG 

dapertutto, limitata a quelle specie che bo radunate nella se- 
guente lista : 



l'teris aquilina. 
Blechnum Spicant. 
Notochlaena Maranthae (esclusiva- 
mente nei terreni serpentinosi !) 
Pinus halepensis. 

— maritima. 

— sylvestris. 

— Pinea. 
Juniperus Oxycedrus. 

— vulgaris. 
Helianthemum vulgare. 

— glutinosum. 

— Fumana. 
Viola canina. 

— Iurta. 
Polygala vulgaris. 

— nicaccnsis. 

— monspeliaca. 
Silene Otites. 
Tunica Saxifraga. 
Dianthus Seguieri. 

— prolifer. 
Unum catharticuni. 

— gallicum. 

— corymbulosum. 

— canipanulatum. 

— salsoloides. 
Ilex Aquifoliuin. 
Rhus Cotinus. 
Spartium juuceum. 
Sarothamnus vulgaris. 
Genista germanica. 

— cinerea. 

— ovata. 

— triangularis. 

— pilosa. 
Cytisus triflorus. 

— hirsutus. 
Calycotouu' spinosa. 



Ononis minutissima. 
Trifolium stellatum. 

— arvense. 

— angustifolium, 

— Cherleri. 

— ligusticum. 
Dorycllium hirsutuiu. 

— lierbaceum. 

— suffruticosum. 
Coronilla minima. 
Bonaveria Securidaca. 
Psoralea bituminosa. 
Onobrychis Caput galli. 
Orobus tuberosus. 
Spiraea Filipendula. 
Potentina Tormentilla. 

— recta. 

— hirta. 

— argentea. 

— verna. 
Poterium muricatum. 

— dictyocarpum. 
Aronia rotundifolia. 
Galium cinereum. 

— lucidum. 
Asperula cynauchica. 
Senecio viscosus. 

— sylvaticus. 
Achillea ligustica. 
Solidago Virgaurea. 
Artemisia campestris. 

— camphorata. 
Staehelina dubia. 
Leuzea conifera. 
Serratala tinctoria. 
Centaur ea amara. 

— liaplolcpis. 
Cliondrilla juncea. 
i llieraciuin murorum. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



441 



Ilieraciiim Virgaurea. 

— Pilosella. 
Jasione montana. 
Erica arborea. 

— scoparia. 

— carnea. 

— cinerea. 
Calluua vulgaris. 
Verbascum Thapsus. 

— Lycbnitis. 
Veronica spicata. 
Trixago latifolia. 
Odontites lutea. 
Teucriuni Scorodonia. 

— Folium. 
Ajuga Iva. 

— Chamaepitys. 
Lavandula Stoechas. 
Brunella hyssopifolia. 

— laciniata. 
Galeopsis Ladanum. 

— angustifolia. 
Satureja montana. 



Asterolinum stellatum. 
Coris monspcliensis. 
Daphne Gnidium. 
Osyris alba. 
Euphorbia Cyparissias. 

— serrata. 

— segetalis. 
Spiranthes autumnalis. 

— aestivalis. 
Ruscua aculeatus. 
Anthericum Liliago. 
Asphodelus fistulosus. 
Aphyllanthes monspcliensis, 
Andropogon hirtus. 

— pubescens. 

— Ischaemum. 
Aira caespitosa. 

— caiyophyllea. 
Molinia coerulea. 
Diplachne serotina. 
Briza maxima. 
Aegilops ovata. 
Brachypodium ramosuin. 



Talvolta nella zona collina si sono formate delle depressioni 
del terreno , dove si raccoglie dell' acqua stagnante , tanto da 
costituire delle piccole paludi o almeno dei prati umidi. Queste 
paludi in collina sono non senza interesse per la nostra Flora, 
perchè soltanto ivi si riscontrano certe piante rare , insieme ad 
altre, meno importanti, pure qui riportate : 



Equisetum var. sp. 
Isoetes Duriaei (rara). 
Fuirena pubescens (rarissima). 
Fimbristylis annua. 
Scirpus Holoschoenus. 

— maritimus. 
Cyperus badius. 

— aureus. 

— globosus (raro). 
Carex var. sp. 

Juucus couipressus. 



Juncus bufonius. 

— lamprocarpus. 
Anagallis tenella. 
Erythraea pulchella. 

— spicata. 

— mavitima. 
Chlora perfoliata. 
Gentiana Fneumonanthe. 
Corrigiola littoralis. 
Pulicaria dysenterica. 
Agrostis verticillata. 



442 



O. I'ENZIG 



Infine, grande parte della zona collina in Liguria è occultata 
da boschi misti, cioè composti di varie essenze forestali, ma 
dove sono escluse le Conifere arborescenti. Pochi sono gli alberi 
sem})re verdi che vi si trovano (Quercus Jlex, Ilex Aqui folium); 
per lo più sono specie a foglie caduche; e fra queste primeggia 
il castagno, che gode d'una estensione anche altimetrica piuttosto 
considerevole. Mentre troviamo dei castagneti anche alquanto 
disopra al limite superiore della zona collina (fino a DOO o 
1000 metri), ho visto discendere il castagno in alcuni punti 
(p. es. al promontorio di Portofino) fino alla riva del mare. 
Oltre al castagno, in quei boschi della zona collina riscontriamo 
VOstrya vulgaris, Carpinus Belulus, Celtis auslralis, Quercus Robur, 
Q. pubescens, Fraxinus Ornus^ Acer campestre, e nei luoghi più 
umidi, lungo i torrenti, Alnus glutinosa ed A. incana, Uhnus cam- 
pestri!^ e varie specie di Salix. 

Il sottobosco è formato da varii arbusti {Cor gius Avellana, 
Cgtisus Labarnum, C. triflorus, C. hirsulus, C. sessili folius, Rhamnus 
cathartica, Prunus Padus, P. spinosa, Cornus sanguinea, Ligustrum 
vulgar e, Viburnum Lantana e Vib. Opulus), mentre il suolo nei 
larghi interstizii fra gli alberi ed arbusti è coperto d' una vege- 
tazione folta e variopinta , di cui 1' elenco qui unito può dare 
un' idea approssimativa : 



Ranunculus bulbosus. 




Viola odorata. 


— lanugino3U3. 




- alba. 


— nemorosus. 




— pietà. 


Helleborus foetidus. 




— sylvatica. 


— viridis. 




Silcne italica. 


Koniga halimifolia (soltanto 


nella 


Saponaria ocymoides. 


parte più occidentale 


Linum narbonense. 


della Liguria). 




— austriacuin. 


Isatis tinctoria. 




— angustifolium. 


Helianthemum Tuberaria. 




— tenuifolium. 


— Vivianii. 




Androsaemuin officinale 


— guttatum. 




1 lypcricum perforatum. 


— vulgare. 




Dictamnus albus. 


— glutinosum. 




Geranium nodosum. 


— Fumana. 




— sanguineuui. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



443 



Cytisus liirsutus. 

— triflorus. 

— sesrilifolius. 
Trifolium pratense. 

— rubens. 

— medium. 

— ocliroleucum. 
Dorycnium hirtum. 
Coronilla Emerus. 

— varia. 
Astragalus monspessulanus. 

— glycyphyllos. 
Orobus variegatus. 

— vernus. 

— tuberosus. 
Circaea lutetiana. 
Peucedanum Cervaria. 

— Oreoselinum. 

Oenanthe pimpinelloides. 
Kundmannia sicula. 
Physospermum aquilegiitblium. 
Sanicula europaea. 
Cornus sanguinea 
Galium purpureum. 

— rubrum. 

— erectum. 
Plagius virgatus. 
Galatella punctata. 
Inula Conyza. 
Pulicaria odora. 

— dysenterica. 
Carduus pycnocephalns. 

— DecandoIIei. 
Centaurea amai'a. 

— nigrescens. 
Tolpis umbellata. 

— barbata. 
Campanula Medium. 

— Eapunculus. 

— persicifolia. 
Pbyteuma Michelii. 

— betonieifolium. 



Vinca major. 

— media. 
Erythraea Centaurinm. 
I'ulmonaria officinalis. 
Umphalodes verna. 
Symphytum tuberosum. 
Antirrhinum latifolium. 

— majus. 
Veronica Chamaedrys. 

— serpyllifolia. 

— prostrata. 
Betonica officinalis. 

Ballota spinosa (solo nella parte più 

occidentale). 
Sideritis liirsuta (come la precedente). 
Lysimachia punctata. 
Cyclamen neapolitanum. 
Primula vulgaris. 

— suaveolens. 
Daphne Laureola. 
Osyris alba. 
Euphorbia Characias. 

— amygdaloides. 

— dulcis. 

— biumbellata(Riv. Levante). 
Limodorum abortivusn. 
Cephalanthera rubra. 

— ensifolia. 

— grandiflora. 
Epipactis microphylla. 
Listerà ovata. 

Barlia longibracteata. 
Serapias var. sp. 
Orchis numer. sp. 
Anacamptis pyramidalis. 
Gymnadenia conopsea. 
Platanthera bifolia. 
Tinaea cylindrica. 
Aceras anthropophora. 
Ophrys aranifera. 

— Bertolonii. 

— apifera. 



444 



0. PENZIG 



Oplirys Araclinites. 

— lutea. 

— funerea. 

— fnsca. 
Crocus vernus. 

— biflorus. 
Romulea Bulbocodium. 

— ligustica. 

— Colutnnae. 
Tamus communis. 
Erythronium Dens Cani 
Bellevalia comosa. 
Allium triquotrum. 

— pulclicllum. 

— roseum. 
Carex divisa. 

— inuricata. 



Carex divulsa. 

— Schreberi. 

— leporina. 

— basilaris. 

— Halleriana. 

— glauca. 

— digitata. 

— montana. 
Chrysopogon Gryllus. 
Sesleria coerulea. 

— cylindrica. 
Arrhenatherum avenaceum. 
Dantlionia procumbens. 
— provincialis. 
Hordeum bulbosum. 
— secalinum. 
Triticum villosum. 



Questa Flora dei boschi di collina passa quasi insensibilmente 
a quella della zona montana, di cui avremo ad occuparci qui 
appresso. 

Zona montana. — Come appartenenti alla zona montana 
considero quelle formazioni vegetali che si trovano presso a 
poco fra r altezza di cinquecento metri (limite superiore della 
zona collina) e l'altezza di IbOO metri sopra il livello del mare. 
Come già accennavo sopra, è difficile tracciare un limite preciso, 
dacché a seconda dell' esposizione, delle condizioni geologiche ed 
idrografiche quei limiti facilmente si spostano. Tuttavia mi pare 
che la linea di 500 metri dia una media, nella quale general- 
mente cambia il carattere di vegetazione. 

Anche in questa zona la mano dell' uomo ha apportato dei 
cambiamenti notevoli nella vegetazione originaria: ma l' influenza 
sua pur troppo qui è stata fatale. Le magnifiche foreste che una 
volta coprivano con un manto quasi continuo le sommità dei 
monti liguri, sono sparite ])er l'avidità e per l'improvvida spe- 
culazione dell'uomo; e solo in poclii punti ne possiamo ancora 
ammirare gli avanzi (sul 'SI. Penna, al M. (lotterò nell'ApiuMinino 
orientale ; nella Faggeta di Uezzoì , minacciati anch' essi da 



FLORAE IJGUSTICAE SYNOPSIS 445 

imminente distruzione. La maggioranza delle montagne di Liguria 
offre per 1' aspetto denudato, brullo, uno spettacolo ben triste ; 
ed appare invero irrisorio il poco guadagno clie traggono i co- 
muni dal pascolo e dal fieno che ne ricavano, se si calcola invece 
r immensa, irreparabile perdita dei boschi, ed il danno continuo 
che ne consegue all'Agricoltura, pel cambiamento di clima e per 
la mancanza d' acqua che fu la conseguenza del diboscamento. 

Della Flora boschiva dunque nella zona montana restano, 
come fu già detto, pochi residui. Le foreste ancora esistenti in 
questa zona appartengono a quelle che il Warming nel suo clas- 
sico trattato di « Geografia ecologica delle piante » chiama 
« boschi mesofitici » , formati cioè da alberi frondosi a foglie 
caduche, con prevalenza di una specie (Faggio, Castagno) o di 
composizione varia, simile a quella indicata più sopra per i boschi 
della zona collina. Alle specie arboree allora citate però qui si 
aggiungono altri elementi: il faggio in prima linea, che in Li- 
guria non suole discendere più in basso che a 1000 o 900 metri; 
poi varie specie à'Acer (A. Pseudoplatanus, A. platanoides), Sorbus 
Aria, S. aucuparia (quest' ultima si riscontra talvolta già nella 
zona collina), S. torminalis, Piriis Ma his, P. communis, Prunus 
avium, Pr. briganliaca (raro; solo nella parte più occidentale di 
Liguria), Pr. Mahaleb, Fraxinus excelsior, Tilia parviflora ; e fra 
gli arbusti : Lonicera Xylosteum, L. nigra, Sambucus racemosa, 
Cornus mas, Buxus sempervirens, Cytisus alpinus. Rosa alpina, 
Cotoneaster vulgaris, Evonymus europaeus ed E. lalifolius, Rhamnus 
Frangula. 

Soltanto in poche località, e sopratutto nelle Alpi marittime, 
esistono in questa zona anche delle foreste formate da Conifere : 
ed allora sono costituite o da pini {Pinus sylvestris, e più in 
alto , P. uncinata) o da Abeti {Picea excelsa ed Abies pcctinata) 
od infine dal larice {Larix europaea) che veramente ha il suo 
sviluppo maggiore nella zona subalpina. 

La Flora di tali boschi mesofitici della zona montana è assai 
ricca di specie e d' individui , ma in generale si discosta in Li- 
guria poco da quella della zona corrispondente nelle Alpi. Sol- 
tanto nella regione più occidentale vi riscontriamo alcune forme 



/|/i6 0. PE^'ZIG 

più interessanti, immigrate evidentemente da Ponente. La vegeta- 
zione si mostra sopra tutto lussureggiante al margine ombreggiato 
dei torrenti, dove i Pelasites, gli Aconitum, i Carduus, i Senecin 
e certe Ombrellifere talora raggiungono dimensioni veramente 
gigantesche. 

Le specie più caratteristiche di questa Flora sono incirca le 
seguenti : 



Aspidium Filix mas. 

— aculeatum. 

— spinulosum. 

— lobatum. 
Asplenium Filix femina. 
Phegopteris polypodioides. 

— Dryopteris. 

— calcarea. 
Anemone trifolia. 

— nemorosa. 

— raimuculoides, 
Hepatica triloba. 
Thalictrum aquilegiifoliun 

— foetidum. 

— minus. 
Acouitum Lycoctonum. 

— Napellus. 

— Anthora. 
Actaea spicata. 
Ranunculus nemorosus. 

— acris. 

— laniiginosus. 
Cardamine impatiens. 
Dentaria pinnata. 

— bulbifera. 

— digitata. 

— polyphylla. 
Alliaria officinalis. 
Heliodperma quadrifiduui. 
Dianthus Seguicri. 

— sylvestrirf. 

— monspessulanns. 
Linum viscosum. 



Linum angustifolium. 
Hypericum montanum. 

— Richcri. 
Geranium sylvaticum. 
Impatiens Noli tangere. 
Oxalis Acetosella. 
Evonymus europaeus. 

— latifolius. 
Rhamnus Frangula. 

— catbarticii. 

Ervum gracile. 

— tetraspermum. 
Cytisus Laburnum. 

— alpinua. 
Lathyrus sylvestris. 

— pratensis. 

— latifolius. 
Vicia sepium. 

— bithynica. 

— Cracca. 
Prunus avium. 

— Padus. 

— Mahaleb. 

— brigantiaca. 
Geum urbanum, 

— rivale. 
Rosa var. sp. 
Sorbus Aria. 

— aucuparia. 

— torminalis. 
Pirus Malus. 

— communis. 
Cotoneaster vulgaris. 



FLORAE 

Chamaonerion angiistifolium. 
Epilobium niontanum. 

— coUinum. 

— tetragouum. 
Saxifraga lotundifolia. 
Laserpitiura latifoliuin. 
Angelica sylvestris. 
Peucedanuui Cervaria. 

— Oreoselinuiu. 
Opopauax Chironium. 
Trochiscanthes noditlorus. 
Cornus mas. 
Viburnum Opulus. 
Sambucus racemosa. 
Lonicera nigra. 

— Xylosteum. 
Galium sylvaticum. 

— rotundifolium. 

— aristatum. 
Asperula odorata. 

— taurina. 
Trichera sjlvatica. 
Scabiosa Columbaria. 

— Gramontia. 
Cephalaria Icucantlia. 
Doi'onicura Pardalianches. 
Senecio Fuchsii. 
Pyrethrum corymbosum. 

— Achilleae. 
Leucanthemum vulgare. 

— maximum. 
Buphthalmum salicifolium. 
Inula Conyza. 

— bifrons. 

— squarrosa. 

— hirta. 
Petasites officinalis. 

— albus. 
Cirsium eriophorum. 

— ferox. 

— heterophyllum. 

— Erisithales. 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 447 

j Cirsium palustre. 

— rivulare. 

— monspessulanum. 
Carduus defloratiis. 

— Dccandolloi. 
Contaurea montana. 

— axillaris. 

— phrygia. 

— nervosa. 

— Ferdinandi. 

— procumbens. 
Hieracium numer. sp. 
Crepis var. sp. 
Ligusti'um vulgare. 
Vincetoxicum officinale. 
Gentiana Cruciata. 

— asclepiadea. 
Pulmonaria officinalis. 

— angustifolia. 
Lithospermum officinale. 

— purpureo-coeruleum. 
Verbascum nigrum. 

— Boerhavei. 
Digitalis lutea. 

— media. 
Veronica Teucrium. 

— urticifolia. 

— Chamaedrys. 
Melampyrum pratense. 

— nemorosum. 

— cristatum. 
Salvia glutinosa. 
Brunella vulgaris. 

— grandiflora. 
Melittis Melissophyllum. 
Galeobdolon luteum. 
Stachys sylvatica, 

— Heraclea. 

— italica. 
Calamintha grandiflora. 

— alpina. 

Primula vulgaris. 



448 



0. PENZIG 



Primula elatior. 

— orticinalis. 
Buxus semper virens. 
Mercurialis perennis. 
Euphorbia dulcis. 
Carpinus Betulus. 
Ostrya carpinifolia. 
Corylus Avellana. 
Fagus sylvatica. 
Castanea sativa. 
Orchitlearum plur. spec. 
Asparagus tennifolius. 
Polygonatuni multiflorum. 

— officinale. 

Lilium croceum. 
Luzula Foi'steri. 

— albida. 

— pedemontana. 



Carex sylvatica. 

— ferruginea. 

— remota. 

— pallescens. 
Calamagrostis arundinacea. 

— varia. 

— Ilalleriana. 
Lasiagrostis Calamagrostis. 
Molinia coerulea. 

Aira flexuosa. 
Melica nutans. 

— uniflora. 
Bromus erectus. 
Festuca vai-, sp. 
Briza media. 
Poa sylvatica. 
— nemoralis. 
Brachypodium sylvaticum. 



Dove i boschi sono stati distrutti, ora per lo più prati e pascoli 
coprono in larga estensione i dorsi dei nostri monti ; e su queste 
distese si è radunata una Flora assai caratteristica, interrotta 
soltanto qua e là da qualche gruppo d' arbusti , o dalle rupi 
scoscese che formano testata agli strati rocciosi di diverse età. 
Durante 1' estate tali prati non offrono grande messe al botanico 
raccoglitore, perchè verso la fine di Giugno vengono falciati per 
la prima volta; e gli animali pascolanti si incaricano di fare 
scomparire i pochi fiori che ancora timidamente si mostrano : 
ma verso la fine della primavera, sopratutto nel mese di maggio, 
quelle larghe distese di verde sono sfarzosamente ornate di fiori 
variopinti : e chiunque abbia potuto ammirare una volta le pra- 
terie dell'Appennino centrale nella piena fioritura dei loro Narcisi, 
Asfodeli e delle innumerevoli Orchidee, difficilmente scorderà tale 
spettacolo. Secondo l' altezza naturalmente, e secondo la maggiore 
minore umidità del suolo, varia la composizione di questa Flora 
prativa della zona montana: in ogni modo, gli elementi 
principali che in varia combinazione la compongono, sono riuniti 
nel sey-uente elenco: 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



449 



Trollius europaeus. 
Viola calcarata. 

— heterophylla. 
Biscutella laevigata. 

— saxatilis. 
Helianthemum vulgare. 

— lunulatum. 

Polygala vulgaris. 

— coraosa. 

— amarella. 

— alpestris. 
Lychnis Flos cuculi. 
Antliyllis Vulneraria. 

— montana. 
Onobrychis sativa. 
Vicia onobrychoides. 

— Cracea. 

— Gerardi. 
Ferulago galbanifera. 
Peucedanum officinale. 
Heracleum Sphondylium. 
Pimpinella saxifraga. 

— magna. 

Carum Cai-vi. 
Galium Mollugo. 

— verum. 
Succisa pratensi 3. 
Trichera collina. 

— arvensis. 
Arnica montana. 
Achillea jMillefolium. 

— magna. 
Leucanthemum vulgare. 

— maximum. 

Anteunaria dioica. 
Inula montana. 
Senecio Doronicum. 
Carlina acaixlis. 

— acanthifolia. 
Cirsium acaule. 

— tuberosum. 
Tragopogon var. sp. 



Scorzonera humilis. 

— plantiiginca. 
Ilypochaeris maculata. 

— uniflora. 

Catananche coerulea. 
Campanula glonierata. 

— patula. 
Gentiana campestris. 

— acaulis. 

— amarella. 
Euphrasia officinalis. 
Betonica officinalis. 
Thymus Serpylluni. 
Plantago montana. 

— media. 

— lanceolata. 
Primula suaveolens. 

— elatior. 
Polygonum Bistorta. 

— viviparum. 
Thesium intermedium. 

— divaricatum. 
Narcissus poeticus. 

— biflorus. 

— Pseudo-Narcissus. 
Asphodelus albus. 

— ramosus. 
Tulipa sylvestris. 

— Celsiana. 
Colchicum autumnale. 

— montanum. 
Veratrum Lobelianum. 
Anacaraptis pyramidalis. 
Orchis sanibucina. 

— mascula. 

— provincialis. 

— ustulata. 

— tridentata. 
Merio. 

— papilionacea. 

— globosa. 

— fusca ecc. 



Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.«, Vol. XVIII (20 Ottobre lb97) 



450 

Ophrys vai*, sp. 
Iris graminea. 
Gladiolus palustris. 
Stipa pennata. 
Aira flexuosa. 
Festuca elatior. 

— rubra. 

— heterophylla. 
Briza media. 



PENZIG 

Antlioxantlium odoratum. 
Plileum pratense. 
— alpinum. 
Colobachne Gerardi. 
Alopecurus pratensis. 
Avena pubescens. 

— bromoides. 

— versicolor. 

— pubescens. 



Ho menzionato sopra i pendii scoscesi e rocciosi che qua e là 
si incontrano nella zona montana , ora nascosti nell' ombra dei 
boschi, ora esposti al pieno sole del Mezzogiorno, reso anche più 
potente per la purezza dell' aria in quelle altezze. Le fessure di 
quelle rocce albergano pure una Flora particolare che con- 
viene raggruppare qui, perchè abbastanza caratteristica per quella 
zona: 



Cardamine Chelidonia (soltanto nella 
Eiv. di Levante). 

— Phimierii(comelapreced.) 
Erysimum australe. 

— pumilum. 
Siuapis Cheirantlius. 
Iberis amara. 
Sileno Saxifraga. 
Moeliringia muscosa. 
Cerastium arvense. 
Geranium Robertianum. 

— lue id uni. 
Rhamnus saxatilis. 
Cotoncaster vulgaris. 
Aronia rotundifolia. 
Saxifraga Aizoon. 

— cuneifolia. 
Sempervivum montanum. 

— arachnoideum. 

Sedum alsinifolium. 

— rubens. 

— annuum. 
Scabiosa graminifolia. 



Leontodon var. sp. 
Aposeris foetida. 
Campanula rotundifolia. 

— macrorrbiza. 
Pyrola secunda. 

— minor. 

— rotundifolia. 
Teucriuni montanum. 

— Botrys. 

— luciduni. 
Salvia Sclai-ea. 
Lavandula Spica. 
Satureja montana. 
Pinguicula vulgaris. 

— loptoceras. 
Daphne Cneorum. 
Euphorbia Canuti. 

— insularis. 
Sesleria coerulea. 
Oreochloa disticha. 
Lasiagrostis Calamagrostis. 
Festuca spadicea. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 4ol 

Molte delle specie qui nominate si possono riscontrare anche 
nella zona superiore, sulle rocce cioè della zona subalpina; 
alcune invece (come la Moehringia muscosa j, Cerastium arvense , 
Satureja montana, Saxifraga cuneifolia) le ho anche viste discen- 
dere, sopratutto coi torrenti, fino a poche centinaia e perfino a 
poche diecine di metri soj)ra il livello del mare. 

Nella zona montana infine non mancano le paludi, di solito 
poco estese, ma che hanno pure un carattere particolare per le 
piante che vi allignano. Nelle località acquitrinose e paludose 
dell'Appennino al di sopra di mille metri trovansi le stazioni 
per i varii Eriophorum {E. latifolium, E. anguslifolium) , per la 
Menyanthes trifolidta, Caltha palustrls (che in Liguria non scende 
mai, come fa nei paesi più settentrionali, nella pianura), per la 
Montia fontana e per la graziosa Drosera rotundifolia , sempre 
cara ed interessante ai cultori delle scienze biologiche. 

Zona subalpina, — Col nome di « zona subalpina » usasi 
designare quella zona di vegetazione, che dalla regione superiore 
dei boschi ad alto fusto (da 1500 m.) si eleva fino a 2500^ metri 
d' altezza. Anche in questa zona del resto i limiti , tanto il su- 
periore come r inferiore, sono assai elastici ; e sopratutto le specie 
sassicole che più in sotto sono enumerate, scendono sovente più 
in basso della linea sopra stabilita. Distinguiamo nella zona sub- 
alpina tre associazioni vegetali diverse: la Flora delle rupi 
subalpine, quella dei prati e pascoli, e quella delle paludi elevate. 

La Flora delle rupi subalpine è molto più sviluppata 
nella parte occidentale di Liguria, cioè nelle Alpi marittime, 
che non nell'Appennino^ dove sono meno frequenti le cime sor- 
passanti r altezza di 1 oOO metri ; e nello stesso tempo la Flora 
sassicola subalpina nelle Alpi marittime ci si presenta assai più 
ricca in forme rare ed interessanti, che non l'Appennino, anche 
laddove questo si eleva ad altezze considerevoli. Molte delle specie 
più rare di Liguria, ed alcune delle nostre specie endemiche, 
cioè di quelle che non si ritrovano altrove che in Liguria, hanno 
appunto la loro sede nelle rupi scoscese delle Alpi marittime. 
Nella lista seguente , che dà un elenco delle principali specie 
sassicole della zona subalpina, ho segnato con un asterisco le 



452 O. PENZIG 

s})ecie che non sorpassano in Liguria verso Oriente il limite fn 
Alpi marittime ed Appennino, cioè il passo di Garessio : 



Allorfurua crispurf. 
Asplenium fontanum. 

— germanicum. 

— septentrionale. 

— viride. 
Aspidimn Lonchitis. 

^Woodsia hyperborea (rarissima) 
Cystopteris fragilis. 

— alpina. 
Selaginella denticulata. 

— spinulosa. 
*Paeonia peregrina. 

Arabis bellidifolia. 

— serp\-llìfolia. 

— pauciflora. 

— pumila. 

— coerulea. 
Cardamine resedifolia. 

— alpina. 

* Sisymbrium tanacetifolium. 
Kernera saxatilis. 
Iberis saxatilis. 

— ciliata. 

— sempervirens. 

— nana. 
Thlaspi alpestre. 

— rotundifolium. 
Aethionema saxatilc. 
Hutchinsia petraea. 

— alpina. 
Draba aizoides. 
Viola biflora. 
Gypsopliila repens. 
Dianthus neglectus. 

— furcatua. 
Moehrìngia dasyphylla. 

— papulosa. 
Arenaria grandiflora. 

— cibata. 



Arenaria aggregata. 
Alsine Bauliinorum. 

— laricifolia. 

— verna. 

— recurva, 
Sagina Linnaei. 
Rhaninus pumila. 

— alpina. 
Potentina caulescens. 

— petiolulata. 

* — saxifraga. 
Dryas octopetala. 
Sieversia montana. 

— reptans. 
Alchemilla pentaphyllea. 

— alpina, 
ilubus saxatilis. 
Rhodiola l'osea. 
Ribes alpinum. 

— petraeum. 

* Saxifraga florulenta. 

— Ungulata. 

— diapensioides. 

— caesia. 

* — valdensìs. 

— oppositifolia. 

— exarata. 

* — pedemontana. 

— muscoides. 

— androsacea. 

— bryoides. 

— coehlearis. 
Cnidinm apioides. 
Laserpitium Siler. 
Athamanta cretensia. 
Pimpinella alpina. 
Bupleurum stellatum. 

— petraeum. 

— graminoum. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



433 



Galium pusillum, 

— helveticum. 

— saxatile. 

— sylvestre. 
*Asperula hexaphylla. 

Cephalaria alpina. 

* Doronicum glaciale. 

— hirsutum. 
Cineraria Balbisiana. 

— alpestris. 
*Senecio Persoonii. 

— incanus. 
Aster alpinus. 
Saussurea depressa. 

*Berardia subacaulis. 

* Rhaponticum scariosum. 

* Campanula stenocodon. 

— pusilla. 

— caespitosa. 

— Scheuchzeri. 

— valdensis. 
*Phyteuma Balbisii. 

— Charmelii. 

— orbiculare, 

— hemispbaericum. 

— globulariifolium. 
Arctostaphylos Uva ursi. 

— alpina. 

Myosotis alpestris. 
Linaria striata. 

— supina. 

* — rubrifolia. 
*Erinu8 alpinus. 

Veronica saxatilis. 

— fruticulosa, 

— bellidifolia. 

— apbylla, 

— alpina. 
Bartsia alpina. 



Euphrasia minima. 

— salisburgensis. 
Pedicularis var. sp. 
Horminum pyrenaicum. 

*Nepeta Nepetella. 

* Micromeria Piperella. 
Pinguicula alpina. 

^- — longifolia. 

Primula marginata. 

— hirsuta. 

— viscosa. 

— integrifolia. 

* — AUionii. 
Globularia nudicaulis. 

— cordifolia. 
Armeria alpina. 
Daphne alpina. 

— glandulosa. 
Salix retusa. 

— herbacea. 

— reticulata. 
Gymnadenia odoratìssima. 
Coeloglossum viride. 
Herminium Monorchis. 
Majanthemum bifoliuui. 
Polygonatum verticillatum. 
Lilium Martagon. 

— Pomponium. 
Gagea Liottardi. 
Juncus trifidus. 
Oreochloa pedemontana. 
Agrostis rupestrìs. 

— alpina. 
Festuca spadicea. 

— flavescens. 

— varia. 

— pumila. 
Nardus stricta. 



I boschi nella zona subalpina si fanno più radi, e predominano 
il faggio, r abete ed il larice. Una vera Flora boschiva non esiste 



4:)4 



O. PENZIG 



più, perchè gli alberi diventano più radi. Alle poche piante che 
dalla zona montana passano alla suljalpina, in questi boschi radi 
se ne aggiungono le seguenti: 



Juniperus nana. 
Atragene alpina. 
Pnlsutilla alpina. 

— apiifolia. 

Itanunciilus aconitifolius 
Arabis alpina. 
Cardamine asaritblia. 
Circaea alpina. 
Myrrhis odorata. 
Adeiiostyles viridis. 
— albida. 



Adenostyletì candidissima. 
Lonicera alpigena. 
Vaccinium Mjrtillua. 
Veronica montana. 
Melampyrum sylvaticum. 
Asarum europaeum. 
Corallorhiza innata. 
Listerà cordata. 
Epipogon aphyllum (rariasimo). 
Ncottia Nidus avis. 
Paris quadrifolia. 



Al di sopra del limite superiore dei boschi, si riscontrano sol- 
tanto degli esemplari isolati e bassi d'alberi, e le altre piante 
legnose si riducono a pochi arbusti, coi rami fittamente intrecciati 
appressi al suolo ed alle rocce : sono caratteristiche per quel- 
r altezza le macchie formate daìV Almcs viridis :, Rhododendron 
ferrugineum, e da esemplari nani di Fagus sglvatica. 

Sotto la j)rotezione di tali arbusti, e sulle fertili praterie che 
anche in questa zona hanno grande estensione, fa bella mostra 
di se, nei mesi di Luglio ed Agosto, una Flora abbastanza ricca 
di specie e d' individui ; e non mancano le forme rare e partico- 
larmente interessanti pel l3otanico: 



Anemone narcissitlora. 
Ranunculus montanus. 

— Soguieri. 
Trolliua europaeus. 
Aquilegia alpina. 

— Keuteri. 
Polygala Cliamaebuxus. 
Agrodtemma FIos Jovis. 
Cerastiura alpinum. 

— latifolium. 
Liniun alpinum. 
Trifolium pannonicum. 

— moutanum. 



Trifolium Balbisianum. 

— spadiceum. 

— badium. 
Hedysarum obscnrum. 
Potentina aurea. 

— alpestris. 

— grandiflora. 

— minima. 
Rosa alpina. 
Alcliemilla vulgaris. 

— liybrida. 

Sanguitìorba officinalis. 
I Mcum MiitcUina. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



455 



Chaeropliyllum aureuni. 
- Villarsii. 

Bupleuriim ranunculoides. 
Anthriscus sylvestris. 
Molopospermum ciciitarium. 
Astrantia major. 
— minor. 
Cineraria longifolia. 

— spatlmlifolia. 

— aurantiaca. 
Ptarmica Ilerba Rota. 
Leucauthemum coronopifoliimi. 
Leontopodium alpinum. 
Erigeron uniflorum. 

— alpinum. 

— glabratum. 

— Villarsii. 
Bellidiastrum iMichelii. 
Homogyne alpina. 
Hieracium numer. up. 
Crepis paludosa. 

— grandiflora. 



Campanida barbata. 
Gentiana lutea. 

— Burseri. 

— acaulis. 
Veronica Allionii. 
Lamium longiflorum. 
Stachys alpina. 
Scutellaria alpina. 
Rumex arifolius. 
Polygonum alpinum. 
Thymelaea dioica. 
Salix nigricans. 
Alnus viridls. 
Fagus sylvatica. 
Nigritella angustifolia. 
Fritillaria delpliinensis. 

— involucrata. 
Allium ursinum. 

— fallax. 

— Victorialis (rarissimo). 

— narcissiflorum. 



Nei luoghi acquitrinosi della zona subalpina si possono racco- 
gliere Erlophorum Scheuchzerh Elyna spicata, Scirpiis caespilosus^ 
Se. pauciflorus^ Carex atrata, C. frigida, Saxifraga aizoides, S. aspera, 
S. stellaris, Vaccinium uliginosum, Siveertia perennis, Juncus fdi- 
formis, Empelrum nigrum — • tutte specie che la nostra Flora 
ha in comune colle Alpi. 

Zona alpina. — Arriviamo infine all'ultima zona, all'alpina, 
che comincia al di sopra dei 2500 metri. In questa naturalmente 
il numero delle specie è alquanto ridotto ; mancano alberi ed 
arbusti ; e le piante qui viventi sono quasi tutte rupicole , pene- 
trando nelle fessure delle rocce con radici lunghissime , forti ; 
ovvero viventi sulla terra nera , grassa , aprendo i loro fiori 
neir immediata vicinanza delle nevi , ove appena queste siano 
liquefatte. Ma la bellezza de' fiori , e la rarità di varie fra le 
forme prettamente alpine, compensano la scarsezza di specie che 
compongono questa Florula aristocratica delle grandi altezze : 



Ao6 



0. PENZIG 



L'anunculus glacialis. 

— Thora. 

— alpestris. 

— pyrenacua. 

— parnasoifolius. 
Petrocallis pyrenaea. 
Draba tomentosa. 

— frigida. 

— carintliiaca. 
Viola nummularifolia. 
Silene acaulis. 

— exscapa. 

— Campanula. 

— alpina. 

— valigia. 

— cordifolia. 
Cherleria sedoides. 
Phaca alpina. 
Potentina Valderia. 
Artemisia glacialis. 



Artemisia Mutellina. 

— pcflcmontana. 

— .spicatii. 
Azalea procumbens. 
(Jentiana verna. 

— Rostani. 

— nivalis. 

— tenella. 
P^ritrichium nanum. 
Linaria alpina. 
Soldanella alpina. 
Gregoria Vitaliana. 
Androsace villosa. 

— Cliaixi. 

— obtusifolia. 

— carnea. 
Aretia argentea. 
Oxyria digyna. 
Lloyd i a serotina. 



Nei luoghi pianeggianti, dove si raduna ancora tanto di ve- 
getazione da formare un po' di prato, a base sopratutto di Poa 
alpina, si può essere quasi sicari di riscontrare le specie seguenti : 



Trifoliuni alpinuui. 

— Thalii. 
Oxytropis campestris. 

— cyanea. 

— neglecta. 



Oxytropis lapponica. 
Astragalus austral is. 
Campanula Allionii. 
Cirsium spinosissimum. 
Rumex alpinus. 



Di tutte le specie nominate nelle due liste precedenti è raro 
trovarne qualche individuo nelle regioni più basse : sono i veri 
abitanti della zona alpina. 

Nelle pagine precedenti ho cercato di dare un' idea approssi- 
mativa della ricchezza della Flora Ligure, e dell'aggruppamento 
dei suoi vegetali in varie associazioni. Non si potrà invero fare 
a meno di convenire che ben poche regioni di Europa, in uno 
spazio cosi ristretto come è la Liguria, possano vantare una 
Flora così svariata e ricca, di specie. Credo opportuno di accen- 
nare qui ancora ad alcuni fatti che contrilaiiscoiio pure a dare 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 457 

maggiore importanza alla Flora Ligure, e che riguardano la 
distribuzione delle piante in generale. 

Come fu detto sopra, per la sua posizione la Liguria gode 
d' un clima eccezionalmente mite (in confronto colla sua latitu- 
dine); ed una delle conseguenze naturali di questo fatto è, che 
moltissime specie di piante meridionali ivi raggiungono il loro 
limite settentrionale in Europa. La lista qui seguente dà 
r elenco di tutte le specie che (a quanto mi è noto) in Liguria 
hanno la loro stazione più settentrionale: 



Matthiola tvicuspidata. 
Sinapis pubescens. 
Moricandia arvensis. 
Heliantbemum lavandulifolium. 

— laevipes. 

— thymifolium. 

— glutinosum. 
Silene fuscata. 

— nicaeensis. 
Moehringia papulosa. 

* Lavatera maritima. 

— Olbia. 

— triinestris. 
Malva ambigua. 
Hypericum tomentosum. 

— hyssopifolium. 

— australe. 
Genista aspalatboides. 
Ononis alba. 

— mitissima. 
Antbyllis Barba Jovis. 
Lotus creticus. 

— AUionii. 
Tetragonolobus purpureus. 
Coronilla Valentina. 
Ilippocrepis glauca. 
Scorpiurus muricata. 
Lathyrus affinis. 
Ervum parviflorum. 
'^Geum sylvaticum. 
Sorbus fiorentina. 



* Polycarpon peploidcs. 
Bupleurum semidecompositum. 
Senecio gallicus. 

* Anacyclus valentinus. 

* Santolina squarrosa. 
Cbrysanthemum Mycouis. 
Pbagnalon sordidum. 

— saxatile. 

Asteriscus maritimus. 
Micropus bombycinus. 
Tyrimnus leucographus. 
Leuzea conifera. 
Carduncellus monspeliensium. 
Centaurea cinerea. 

— baplolepis. 

* — collina. 

— nicaeensis. 

* — Pouzini. 
« — Seridis. 

— sonchifolia. 
Microlonchus salmanticus. 

* Lactuca ramosissima. 
Hieracium Virgaurea. 
Crepis bursifolia. 

* Lagoseris nemausensis. 
Geropogon glabrum. 

* Podospermum intermedium. 
Catananche lutea. 

Tolpis virgata. 

* Campanula macrorrbiza. 
Convolvulus pentapetaloides. 



4o8 



0. PENZIG 



Convolvulus siculus. 

- undulatuB. 

— sabatius. 

— tricolor. 
Ileliotropium Eiclnvaldi. 

* Verbascum JJoerliavci. 
Orobanche variegata. 

— Spartii, 
concolor. 

Stachys hirta. 

* Phlomis LychnitÌ8. 
Coris monspeliensis. 

* Kumex intermedius. 
Olobularia nana. 
Plantago albicans. 

Polygonum serrulatum. 

* Polygonum Roberti Lois. (form. 
^Tliyinelaea dioica. 

* Aristolochia Pistolocbia. 
Euphorbia spinosa. 

— Barrelieri. 

— biumbellata. 
Pithyusa. 

Serapias neglecta. 

* Orchis brevicornu. 
Ophrys Scolopax. 
Iris juncea. 

— lutescens. 

* — olbiensis. 

— italica. 

* Crocus versicolor. 



typ-) 



Narcissus canaliculatus. 
_ aureus. 

* — intermedius. 

* Fritillaria involucrata. 
Tulipa maleolens. 
Scilla hyacinthoides. 
Allium triquetruni. 

— trifoliatum. 

— pendulinum. 
Colchicum neapolitanum. 
Cyperus distachyos. 
Carex grisea. 

— hispida. 
Panicum rcpens. 
Phalaris truncata. 

— aquatica. 

— tuberosa. 
Ampelodesmos tenax. 
Sporobolus pungens. 
Stipa tortilis. 

— juucea. 
Avena panicea. 
Corynephorus articulatus 
Avellinia Michelii. 
Melica pyramidalis 

— minuta. 
Vulpia ligustica. 

— incrassata. 
Bromus rubens. 
Sclerochloa maritima. 

— Hemipoa. 



Molte (li queste specie sono segnate con un asterisco: sono 
quelle che trovano in Liguria, oltre al loro limite verso Nord, 
anche quello verso Est. Tale coincidenza verso Settentrione e 
verso Levante costituisce un fatto notevolissimo, atto a rendere 
manifesto lo stretto legame clie esiste fra la Flora Ligure e quella 
della penisola iberica. Del resto, oltre alle specie marcate con un 
asterisco nella lista precedente, anche altre piante (Makolniia 
liftorea, Konùja ìiaiiìnifolia, Bi&cutella ambiyua , Iberis tinifolta, 
IJelianlhemuì/i })ilosu//t, Unum salsoloides, Genista hispanica, Ono- 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



4.-)9 



brycliis saxaliUs, 0/?. supiiKi, BrwicUa Injssopifolia, Thesium humi- 
fusum) non si trovano })iù in altre stazioni, più orientali della 
Liguria nostra. 

'È molto minore il numero delle specie che raggiungono il 
loro limite occidentale in Liguria, le quali cioè, allignando 
ancora quivi, non si riscontrano più né in Francia, né nella 
Spagna. Diamo anche di queste la breve lista: 



Lavatera unguiculata. 
Trifolium supinuin. 
Coronilla eretica. 
Carduus Barrelieri. 
Hieracium Virgaurea. 

— ligusticum. 

— brachiatum. 
Podospermum Jacquinianuiii 
Leontodon lucidus. 
Calystegia sylvatica. 



Convolvulus tenuissimus. 
Heliotropium Eichwaldi. 
Lycopsis variegata. 
Oniphalodes verna. 
Orobanche Crithmi. 
Daphne glandulosa. 
Euphorbia Barrelieri. 
Colchicum Bertolonii. 
Car ex griaea. 
Festuca dimorpha. 



Parimente esiguo è il numero delle specie che in Liguria 
vengono ad avere l'ultima stazione verso il Sud; sono le 
seguenti : 



Asperula hexaphylla. 
Cineraria Balbisiana. 
Ptarmica Herba Eota. 
Artemisia pedemontana. 
Adenostyles candidissima. 
Cirsium ochroleucum. 
Centaurea uniflora. 



Hieracium ligusticum. 
Leontodon lucidus. 
Pedicularis cenisia. 

— gyroflexa. 

Primula marginata. 
Thesium humifusuni. 
Lloydia serotina. 



quasi tutte, come si vede, specie alpine o subalpine, che nelle 
Alpi marittime ancora allignano, ma non hanno ulteriore dif- 



fusione nei monti di Spagna, 



Corsica e in Sardegna, né 



sui monti della Penisola Italica e Balcanica. 

Altri problemi di grande interesse per la Geografia Ijotanica 
si annettono all' esistenza di numerose piante endemiche in 
Liguria, o di altre clie sono note soltanto da poche altre stazioni 
air infuori del nostro territorio. Il numero delle specie indicate 
finora esclusivamente in Liguria sembrerà piuttosto considerevole, 
a giudicare dall' elenco qui appresso : 



460 



0. PENZIG 



Kanunculutì Canuti Cop. 
Ilelianthcmum sciniglabrum Bad. 

— luuulatiun DC. 

Polygala Morisiana Rchb. 
Sileno coryinbifera Bert. 
Potentina saxifraga Ard. 
Saxifraga florulenta Mor. 

— cochlearis Reich. 
Scabiosa mixta De Not. 
Senecio Persoonii De Not. 
Cirsium Morisianuui lieichb. 
Campanula stenocodon R. B, 

— sabatia De Not. 

— isophylla Moretti. 
Convolvulus pseudo-tricolor Bert. 

— sabatius Viv. 
Orobancbe Satyrus De Not. 



Orobanche Deucalion Reichb. f 
Miciomoria thymoides De Xot. 

— Piperella Benth. 
Primula Allionii Loie. 
Euphorbia Canuti Pari. 

— Saratoi Ard. 
Romulea ligustica Puri. 
Crocus medius Balb. 
Narcissus Barlae Pari. 

— reiiioiiolenf-i,-5 Panìzzi. 
Leucoiuni liiemale DC. 

Scilla elongata l'ari. 
Agrostis stricta De Not. 
IIolcus Notarisii Nym. 
Triticum Savignonii De Not. 

— ligusticum Bert. 

— Aucheri Pari. 



Bisogna però considerare che di queste forme })arecchie sono 
d' autonomia dubbia, e figurano come endemiche, perchè altri 
autori in altri paesi non hanno cresluto di riconoscerle come 
specie distinte: le specie ben caratterizzate, e veramente ende- 
miche in Liguria si riducono quindi a poche. 

Noto infine che la presenza di certo specie in determinati 
punti della costa ligure (sopratutto della AnthìjUis Barba Jovis, 
di Fuirena pubescens_, Ampelodesmos lenax. Iris Xiphium, Silene 
Salzmanni, Convolvulus sabatius, Teucrium fruticans, Chamaerops 
humilis) dà appoggio alla teoria dell' esistenza, in epoche remo- 
tissime, d' una '< Tyrrhenis » cioè d' un continente che al luogo 
del Mare Tirreno ora esistente, congiungeva la Liguria d'oggi 
colla Corsica, colla Sardegna, e si estendeva forse fino alla costa 
settentrionale dell' Africa. 

Neil" enumerazione delle piante vascolari di Liguria ho men- 
zionato anche un certo numero di specie che certamente non 
sono d' origine nostrana, ma che sono state apportate dall'uomo, 
talune appositamente per la coltivazione, altre casualmente. Varie 
di tali specie importate, come 1' ulivo, la vite, gli agrumi, i ce- 
reali ecc., sono presso di noi coltivate in tale quantità da pre- 
dominare addirittura in certe regioni, e da imprimere al paesaggio 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 4() 1 

un carattere speciale. Altre, quantunque siano fuori du1)l)io 
d' origine straniera, i)ure ormai hanno acquistato, direi, la cit- 
tadinanza ligure, riproducendosi spontaneamente e diffondendosi 
sempre di più dalla loro area primitiva d' introduzione. Non ho 
voluto passare sotto silenzio tutte queste forme, che hanno una 
certa importanza nella costituzione delle nostre « associazioni 
floristiche » ; ma le ho contraddistinte con segni speciali (4= per 
le piante coltivate, e * per le specie inselvatichite), non com- 
prendendole nella numerazione , la quale dovrebbe indicare 
soltanto le specie veramente indigene. Tuttavia, anche qui non 
è facile, anzi è quasi impossibile tracciare un limite ben preciso ; 
e per certe piante (come parecchie Anemoni, Narcisi, i Giacinti 
ed altre piante bulbose dei nostri uliveti, come le piante annue 
diffuse nei campi di cereali) non ho potuto far a meno di com- 
prenderle, col relativo numero, fra le indigene, per quanto sia 
persuaso della loro origine straniera. Ho creduto utile di nomi- 
nare (naturalmente senza numero, e coli' asterisco) anche le 
specie cosidette avventizie, cioè quelle che accidentalmente, e 
fors' anche una sola volta, sono state trovate in Liguria ; poiché 
fra le tante se ne trova sempre qualcheduna (come negli ultimi 
decennii certe Graminacee dei generi Pennisetum, Eleusine, Di- 
gitarla) che rapidamente si propagano e sembrano voler prendere 
stabile dimora fra noi. Tali specie avventizie si riscontrano so- 
pratutto nella vicinanza dei porti, introdotte col carico (sovente 
col grano) colla zavorra dei bastimenti ; od anche in vicinanza 
degli opifizii, specialmente di quelli dove si lavorano lane di 
provenienza estera. Sono note come località classiche per la 
ricchezza in piante avventizie la Valle del Lagaccio presso Genova 
(illustrata con una Fiorala speciale dal Dott. F. Baglietto) (^), 
le vicinanze dei molini fuori della porta di S. Bartolomeo e fuori 
Porta Romana a Genova (località ora quasi del tutto distrutte) ; 
le vicinanze di Porto Maurizio, i lanifizii nella Valle del torrente 
Varenna presso Pegli, ecc. 



(1) F. Baglietto, Florula della Valle del Lagaccio in Genova. — Genova 1886, 
32 pag. in 8.°. 



462 0. PENZIG 

L' ordine seguito nella Si/fiopsis Florae IJguslicae v (salvo pic- 
coli cambiamenti) quello seguito dal Co/fspeclus Florae Europaeae 
del Nyman; e fin dove non si opponevano ragioni troppo 
gravi, ho creduto opportuno di seguire anche la nomenclatura 
adottata dallo stesso Nyman. Le specie distinte con un segno 
interrogativo (?) furono indicate da qualche autore per la Liguria; 
ma non è tolto ogni dubbio sul loro indigenato. 

Richiamo qui 1' attenzione del lettore anche sulla tal)ella, che 
in fine del lavoro riassume il numero delle specie menzionate 
in questa Synopsis, e dà il confronto colle specie crescenti in 
Europa, in Italia, e colle piante enumerate nell' ultimo prospetto 
della Flora Ligure, di G. De Notaris. Da 2288 specie annoverate 
per la Liguria dal De Notaris, nel 1846, il numero delle specie 
nostrane (malgrado la circoscrizione più limitata del terreno, e 
l'esclusione delle specie coltivate, ed inselvatichite) è stato portato 
a 3166 : e questa cifra corrisponde a quasi tre quarti del numero 
di piante ora conosciute in tutta Italia, e ad un terzo incirca 
della Flora europea. 

Genova, Agosto 1897. 

0. Penzig. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



403 



CRYF»TOG^A.IVIA.Ii: VASCULA^FfcES ('). 



POLYPODIACEAE. 

1. Allosorus Ber^h. 

1. A. crispus Bernli, 

2. Notochlaena Br. 

2. N. Maranthae Br. 

8. Pteris L. 

3. P. aquilina L. 

4. P. eretica L. 

4. Adiantum L. 
~). A. Capillus Veneris L. 
5. Cheilanthes Sw. 

6. Ch. odora Sw. 

6. Blechnum (L.) Sw. 

7. B. Spicant Roth. 

7. Scolopendrium Sw. 

8. S. vulgare Symons. 

9. S. Hemionitis Sw. 



16. 



20. A 

21. 
22. 

23. 
24. 
25. 







8. Asplenium (L.). 




10. 


A. 


Trichomanes L. 


26 


11. 


A. 


viride Huds. 


27 


12. 


A. 


Petrarchae DC. 


28. 


13. 


A. 


lanceolatum Huds. 


29. 


14. 


A. 


fontanum Bernh. 


30 


15. 


A. 


Adiantum nigrum L. 








var. acutum 


31 






— sublanceolatum 






— virens 








— cuneifolinm 


32. 



A. Ruta muraria L. 
var. latifolium. 

— lacinulatum. 
A. germanicum Weiss. 
A. septentrionale Hull. 

9. Athyrium Roth. 

A. Filix femina Roth, 
var. ovatum 

— rigidulum 

— molle 
alpestre Nyl. 

10. Aspidium Sw. 

A. angulare Kit. 
A. aculeatum Sw. 

var. hastulatum Ten. 
A. lobatum Sw. 
A. Lonchitis Sw. 
A. Filix mas Sw. 

var. carthusianum 

— incisum Doell. 
A. spinulosum Sw. 

A. dilatatum Sw. 
A. rigidum Sw. 
A. Oreopteris Sw. 
A. Thelypteris Sw. 

11. Cystopteris Bernh. 
C. fragilis Bernh. 

12. Polypodium (L). 
P. vulgare L. 



(') Le specie precedute da una crocetta 4= sono coltivate; quelle precedute da 
un asterisco * sono d'origine esotica, e qua e là inselvatichite. 



464 

var. serratum Willd. 
— cambricum L. 

i:'>, Phegopteris Fee. 

33. Ph. polypodioides Fee. 

34. Ph. Dryopteris Fee. 

35. Ph. calcarea Fee. 

14. Ceterach W. 

36. C. officinarum W. 

15. Gymnogramme Desv. 

37. G. leptophylla Desv. 

16. Woodsia Br. 

38. W. hyperborea Br. 

OSMUNDACEAE Br. 

17. Osmunda L. 
1. 0. regalis L. 

OPHIOGLOSSACEAE Br. 

18. Botrychium Sw. 

1. B. Lunaria Sw. 

10. Ophioglossum L. 

2. 0. vulffatum L. 



PEN ZIG 
I ISOKTACEAE BaRTI,. 

20. Isoetes L. 
1. I. Duriaei Bory. 

LYCOPODIACEAE. 

21. Lycopodium (L.). 

1. L. Chamaecyparissus A. Br. 

2. L. clavatum L. 

3. L. Selago L. 

4. L. inundatum L. 

SELAGINELLACEAE. 

22. Selaginella Spring. 

1. S. helvetica Lk. 

2. S. denticulata Lk. 

3. S. spinulosa A. Br. 

EQUISETACEAE DC. 

2'3. Equisetum L. 

1. E. Telmateja Ehih. 

2. E. arvense L. 

3. E. sylvaticum L. 

4. E. littorale Kiihlew. 

5. E. palustre L. 

6. E. ramosissimum Desf. 

7. E. hiemale L. 

8. E. variegatum Schleich. 



PHANEROOAMAE. 



GYMNOSPERMAE. 

CONIFERAR (L.). 

24. Abies DC. 

1. A. alba Mill. 

25. Picea Lk. 

2. P. excel sa Lk. 

26. Larix Tourn. 

3. L. europaea DC. 

27. Pinus L. 

4. P. Cembra L. 

5. P. Pinea L. 



6. P. Pinaster Soland. 

7. P. halepensis Mill. 

8. P. sylvestris L. 

9. P. uncinata Ram.? 

28. Cupressus L. 

+ C. sempervirens L. 

20. Juniperus L. 

10. J. macrocarpa Siblh. Sm. 

11. J. Oxycedrus L. 

12. J. communis L. 

13. J. nana W. 



FLORAE 

14. J. phoenicea L. 

15. J. Sabina L. 

30. Taxus L. 

16. T. baccalà L. 

GNETACEAE Bl.. 

31. Ephedra L. 
1. E. vul-ans Rich. 

DICOTYLEDONES. 

Thalamiflorae. 

RANUNCULACEAE JuSS. 

32. Atragene L. 

1. A. alpina L. 

33. Clematis L. 

2. C. Flam mula L. 

vai". Y- maritinia 

3. C. Vitalba L. 

4. C. recta L. 

34. Pulsatilla Mir,L. 

5. P. vernalis Mill.? 

6. P. Hal Ieri W. 

7. P. pratensis Mill.? 



8. 


P. 


alpina Lois. 


9. 


P. 


apiifolia Reichb. 
35. Anemone (L.) 


10. 


A. 


coronaria L. 


11. 


A. 


hortensis L. 


12. 


A. 


baldensis L. 


13. 


A. 


narcissiflora L. 


14. 


A. 


trifolia L. 



15. A. nemorosa L. 

16. A. ranunculoides L. 

36. Hepatica Mill. 

17. H. triloba Chaix. 

37. Adonis L. 

18. A. aestivalis L. 

Ann. del Mits. Civ. di St. Nat. 



LIGUSTICAE 


. SYNOPSIS 4()D 




19. 


A. 


autumnalis L. 




20. 


A. 


tlammea Jacq. 
38. Thalictrum L 




21. 


T. 


aquilegifoliam L. 




22. 


T. 


flavum L. 




23. 


T. 


angustiteli urn (L.) Jacq. 




24. 


T. 


elatum Murr. 




25. 


T. 


simplex L. 




26. 


T. 


majus Murr. 




27. 


T. 


minus L. 




28. 


T. 


foetidum L. 




29. 


T. 


alpinum L. 
39. Ficaria Huds. 




30. 


F. 


verna Huds. 
var. calthifolia (Rob.) 
40. Ranunculus (L.). 




31. 


R. 


chaerophyllos L. 




32. 


R. 


monspeliacus L. 




33. 


R. 


millefoliatus Vahl. 




34. 


R. 


Canuti Coss. 




35. 


R. 


Thora L. 




36. 


R. 


aconitifolius L. 




.37. 


R. 


lacerus Bell. 




38. 


R. 


glacialis L. 




39. 


R. 


Seguieri Vili. 




40. 


R. 


alpestris L. 




41. 


R. 


parnassifolius L. 




42. 


R. 


pyrenaeus L. 




43. 


R. 


nemorosus DC. 




44. 


R. 


repens L. 




45. 


R. 


montanus W. 




46. 


R. 


lanuginosus L. 




47. 


R. 


acris L. 




48. 


R. 


auricomus L. 




49. 


R. 


velutinus Ten. 




* 


R. 


macrophyllus Desf. 




50. 


R. 


aduncus Gren. Godr. 




.51. 


R. 


bulbosus L. 


Serie 2. 


% Vol 


. XVIII (3 Novembre 1S97) SO 





WìC) 0. PENZIG 




52. 


R, gramineus L. 


77. 


A. 


Anthora L. 


53. 


R. Flam mula L. 


78. 


A. 


Napellus L. 


54. 


R. arvensis L. 


79. 


A. 


paniculatum Lani. 


55. 
56. 
57. 
.58. 
59. 


R. sardous Cr. 
R. muricatus L. 
R. parviflorus L. 
R. sceleratus L. 
R. ophioglossifolius L. 

41. Ceratocephalus Mcii. 


80. 
81. 
82. 
83. 
84. 


D. 
D. 
D. 
D. 
D. 


50. Delphinium L. 

Stapliisagria L. 
elatum L. 
fìssum W. K. 
pubeseens DC. 
Consolida L. 


60. 


C. falcatus P. 


85. 


D. 


Ajacis L. 




42. Batrachium S. F. Gray. 


* 


D. 


peregrinum L. 


61. 


B. trichophyllum F. Schulz. 


* 


D. 


orientale Gay. 


62. 


B. Drouetii Nym. 






51. Paeonia L. 


63. 

64. 

65. 
66. 


B. confervoides Fr. (?) 
B. Baudotii F. Schul/,. 

43. Nigella L. 

N. arvensis L. 
N. damascena L. 


86. 
87. 


P. peregrina Mill. 

52. Actaea L. 
A. spicata L. 

BERBERIDACEAE. 




44. Garidella L. 






53. Berberis L. 


* 


G. Nigellastrum L. 


1. 


B. 


vulgaris L. 




45. Helleborus L. 




NYMPIIAEACEAE. 


67. 


H. nigor L. 






54. Nymphaea Neck. 


68. 


H. foetidus L. 


1. 


N. 


alba L. 


69. 


H. viridis L. 






55. Nuphar Sm. 




46. Eranthis Salisiì. 


2. 


N. 


luteum Sm. 


70. 


E. hiemalis Salisb. 




PAPAVERACEAE. 


71. 


47. Caltha L. 
C. palustris L. 


1. 


P. 


56. Papaver L. 

setigerum DC. 




48. Aquilegia L. 


2. 


P. 


Rhoeas L. 


72. 


A. vulgaris L. 


3. 


P. 


pinnatifidum Moris. 


73. 


A. alpina L. 


4. 


P. 


dubium L. 


74. 


A. Reuteri Boiss. {=^ A. Slern- 
bergii Reut.). 


5. 

6. 


P. 
P. 


Argemone L. 
apulum Ten. 


75. 


A. pyrenaica DC. 


7. 


P. 


hybridum L. 




40. Aconitum L. 


8. 


P. 


alpinum L. 


76. 


A. Lycoctonum L. 






var. pyrenaicum "W 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 

57. Glaucium Scop. 
9. Gr. flavum Crantz, 

* G. phoeniceum Crantz. 

58. Roetneria Med. 

* R. hylirida DC. 

50. Chelidonium Tourn. 
10. Ch. majns L. 

FUMARIACEAE DC. 

60. Hypecoum L. 

1. H. procumbens L. 

* H. pendulum L, 

61. Corydalis DC. 

2. C. cava Schw. (= C. tube 

rosa DC). 

3. C. solida Sw. 



467 



4. C. fabacea Pers. 

5. C. oehroleuca Kocli. 

62. Fumaria L. 

6. F. spicata L. 

7. F. agraria Lag. 

8. F. major Bad. 

9. F. capreolata L. 

10. F. Bastardi Bor. {= F. con- 

fusa Jord.) 

11. F. officinalis L. 

12. F. densiflora DC. 

13. F. Vaillantii Lois. 

14. F. parviflora Lam. 

15. F. Schleicheri Soy. WiW. 

CRUCIPERAE JUSS. 

63. Cakile Scop. 

1. C. maritima Scop. 

var. latifolia 

64. Raphanistrum Med. 

2. R. innocuum Med. 

3. R. Landra Mor. 



65. Raphanus L. 

4. R. sativus L. 
var. R. Radiola. 

Qd. Rapistrum Desv. 

5. R. rugosum All. 

* R. perenne Berg. 

* R. Linnaeanum B. R. 
67. Erucaria G. 

* E. aleppica G. 
68. Matlhiola Br. 

6. M. lucana R. Br. 

7. M. sinuata R. Br. 

8. M. tricuspidata R. Br. 



9. M. tristis R. Br. 

69. Cheiranthus L. 

10. Ch. Cheiri L. 

70. Barbarea R. Br. 

11. B. praecox R. Br. {= B. pa- 

tnla Fr.) 

12. B. vulgaris Br. 

13. B. intermedia Bor. 

71. Turrilis L. 

14. T. glabra L. 

72. Arabis L. 

15. A. pauciflora Garcke. 

16. A. Turrita L. 

17. A. hirsuta Scop. 

18. A. sagittata DC. 

19. A. Gerardi Bess. 

20. A. arcuata Shuttl. {= A. al- 

pestris Schl.) 

21. A. serpy Hi folia Vili. 

22. A. Allionii DC. {= A. hirsuta 

var. All.) 

23. A. mural is Bert. 

24. A. saxatilis All. (~ A. nova 

Vili.) 



A()8 

25. A. auriculata Lam. 

26. A. verna Br. 

27. A. alpina L. 

28. A. bellidifolia L. 

29. A. coerulea Hne. 

30. A. pumila .Jacq. 

7.3. Nasturtium R. P,k. 

31. N. officinale Br. 

32. N. amphibium R. Br. 

33. N. sylvestre R. Br. 

var. rivulare Reielib 

34. N. palustre DC. 

35. N. pyrenaicum R. Br. 

74. Cardamine L. 

36. C. pratensis L.^ 

37. C. amara L. 

38. C. impatiens L. 

39. C. hirsuta L. 

40. C. resedifolia L. 
4L C. alpina W. 

42. C. asarifolia L. 

43. C. Chelidonia L. 

44. C. Plumierii Vili. 

75. Dentaria L. 

45. D. polyphylla W. K. 

46. D. pinnata Lam. 

47. D. bulbifera L. 

48. D. digitata Lam. 

49. D. enneaphyllos L. 

76. Hesperis L. 

50. H. laciniata All. 

51. H. matronali^ L. 

77. Malcolmia Bu. 

52. M. parviflora DC. 
* M. africana R. Br. 

53. M. maritima R. Br. 

54. M. littorea Br. 



O. I'ENZIG 



55. A. 



78. Alliaria Scop. 
officinalis Andrz. 

79. Erysimum L. 
crepidifolium Rchb. 



56. E. ochroleucum DC. 

57. E. lanceolatum R. Br. ? 

58. E. australe Gay. 

59. E. virgatum Roth. 

60. E. cheiranthoides L. ? 

61. E. pumilum Gaud. 

62. E. linifolium? 

80. Conrlngia Lk. 

63. C. orientalis Andrz. 

* C. austriaca C. A. Mey. 







81. Sisymbrium L. 


64. 


S. 


tanaceti folium L. 


65. 


S. 


Sophia L. 


* 


s. 


altissimum L. 


66. 


s. 


austriacum Jacq. 
var. acutangulum DC. 


67. 


s. 


Loeselii L. 


QS. 


s. 


Irio L. 


69. 


s. 


hispanicum Jacq. ? 


70. 


s. 


officinale Scop. 


71. 


s. 


polyceratium L. 


72. 


s. 


asperum L. 


73. 


s. 


Columnae Jacq. (=: S. oi-ien 



tale L.) 



74. S. Thalianum Gay. 

82. Brassica L. 

75. B. Robertiana Gay. 
4- B. oleracea L. 

•5- B. Napus L. 

°S- B. campestris L. 

76. B. Richerii Will. 
* B. elongata Ehrh., 

var. integrifolia. 







FLORAE LIGUSTICAE 


SYNOPSIS 


* 


B. 


frutieulosa Cyr. 


99. 


D. carinthiaca Hoppe. 


77. 


B. 


humilis DC. 


100. 


D. lactea Ad. 






83. Sinapis L. 


101. 


D. muralis L. 


78. 


S. 


nigra L. 




94. Erophila DC. 


79. 


s. 


Cheiranthus M. K. 


102. 


E. vulgaris DC. 


80. 


s. 


pubescens L. 


103. 


E. praecox DC. 


81. 


s. 


arvensis L. 




95. Koniga Br. 


82. 


s. 


alba L. 


104. 


K. halimifolia Reichb 


* 


s. 


dissecta Lag. 
84. Erucastrum Pr. 


105. 


K. mariti ma Br. 
96. Vesicaria Poir. 


83. 


E. 


incanum K. 


106. 


V. utriculata Poir. 


84. 


E. 


obtusangnlmn Rchl». 
85. Diplotaxis DC. 


107. 


V. graeca Poir. ? 
97. Alyssum L. 


85. 


D. 


erucoides DC. 


108. 


A. montanum L. 


86. 


D. 


tenuifolia DC. 


109. 


A. campestre L. 


87. 


D. 


muralis DC. 


110. 


A. Bertolonii Desv. 


88. 


D. 


viminea DC. 


111. 


A. alpestre L. 






m. Moricandia DC. 


112. 

* 


A. calycinum L. 

A. fulvescens Sibtb. S 


89. 


M 


arvensis DC. 
87. Eruca DC. 




98. Pellaria L. 


90. 


E. 


sativa Lam. 
88. Lunaria L. 


* 


P. alliacea Jacq. 
99. Clypeola DC. 


9]. 


L. 


rediviva L. 

89. Farsetia Turk. 


113. 
114. 


C. lonthlaspi L. 

100. Camelina Cr. 
C. sativa Cr. 


92. 


F. 


clypeata Br. ? 
90. Berteroa DC. 


* 


101. Carrichtera DC. 

C. Vellae DC. 


93. 


B. 


incana DC. 
91. Kernera Med. 




102. BIscutella L. 


94. 


K. 


saxatilis Reichb. 
92. Petrocallis R. Br 


115. 
116. 


B. cichoriifolia Lois. 
B. auriculata L. 
var. Burseri Jord. 


95. 


P. 


pyrenaica Br. 


117. 


B. coronopifolia All. 






93. Draba L. 


118. 


B. ambigua DC. 


96. 


D. 


aizoides L. 


119. 


B. laevigata L. 


97. 


D. 


tomentosa Wahlb. 




var. saxatilis. 


98. 


D. 


frigida Saut. 


* 


B. lyrata L. 



469 



Sm. 



470 

103. Iberis L. 
iL^O. I. saxalilis L. 

121. I. semper virens L. (= I. f^rar 

rexiaua All.) 

122. I. ciliala All. 

123. I. linifolia L. 

124. I. umbellata L. 

125. I. pinnata Gou. 
120. I. amara L. ? 

127. I. nana All. 

128. I. aurosica Chaix. 

104. Thiaspi L. 

120. T. arvense L. 

130. T. perfoliatum L. 

131. T. montanum L. 

132. T. alliaceum L. 

133. T. virgatum Gr. Godr. 

134. T. alpestre L. 

135. T. rotundifolium Gaud. 

105. Teesdalia R. Br. 
130. T. Lepidium DC. 

100. Aethionema R. Br. 

137. A. saxatile R. Br. 

107. Lepidium L. 

138. L. graminifolium L. 

139. L. latiiolium L. 

140. L. Draba L. 

* L. perfoliatum L. 

141. L. ruderale L. 

* L. sativum L. 

142. L. campestre Br. 

143. L. hirtum DC. 

* L. virginicum L. 

108. Coronopus Ham.. 

144. C. procumbens Gil. 

145. C. didymus Sui, 



PENZIG 

UY.K Hutchinsia Br. 
140. H. alpina Br. 

147. H. petraea Br. 

148. H. procumbens Desv. 

110. Capsella Mch. 
140. C. Bursa pastoris Mch, 

150. C. rubella Rent. 
111. Isatis L. 

151. I. tinctoria L. 

152. I. cauescens DC. ? 

112. Bunias (L.). 
* B. orientalis L. 

113. Erucago T. (Desv). 

153. E. campestris Desv. 
lU. Myagrum L. 

154. M. perfoliatum L. 
115. Neslia Desv. 

155. N. paniculata Desv. 
110. Calepina Desv. 

150. C. cochlearioides Duni. 

CAPPARIDACEAE. 

117. Capparis L. 
1. C. spinosa L. 

RESEDACEAE DC. 

118. Reseda (L.). 

1. R. alba L. 

2. R. Phyteuma L. 

3. R. lutea L. 
1. R. luteola L. 
* R. gracilis Ten. 

110. Astrocarpus Neck. 
5. A. Clusii Gay. 

CISTACEAE DC, 

120. Cistus L. 
1. C. albidus L. 



e. salviifolius L. 
C. monspeliensis L. 
C. crispus L. ? 
C. salviifolius X monspeliensis. 
121. Helianthemum Mill. 
II. halimifolium ^^".? 
H. Tuberaria L. 
H. Vivianii Poli. 
H. guttatum Mill. 

var. inconspicuum. 
H. lunulatum DC. 
H. ledifolium G. ? 
H. salicifolium P. 
H. lavandulifolium DC. ? 
H. croceum P. ? 
H. volgare G. 

var. grandiflorum. 

— Berterianiim. 

— glaucum. 

— roseum. 

— semiglabrum. 
H. polifolium P. 

IL pilosum P. 
H. vineale P. 
H. marilblium DC. 
H. italicum P. 
H. oelandicum DC. 
H. origanifolium P. 
H. laevipes P. 
H. thymifolium P. 
H. glutinosum P. 
H. Fumaria Mill. 
H. ericoides Dun. 
H. procumbens Dun. 

VIOLACEAE. 

122. Viola L. 

Y. elatior Fr. 

Y. stricta Horn. (=:Y. Ruppii 
Rchb.) 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 

3. Y. miraliilis L. 

4. Y. sylvatica Fr. 
var. Reichenbacli 



471 



— Riviniana. 

5. Y. arenaria DC. 

6. V. canina L. 

7. Y. odorata L. 

8. Y. alba Bess. 

9. Y. piota Moggr. 

10. Y. hirta L. 

11. Y. sciaphila K. ? 

12. Y. ambigua W. K. 

13. V. palustris L. 

14. Y. bifiora L. 

15. Y. tricolor L. 

16. Y. Yalderia Reichb. 

17. Y. calcarata L. 

18. Y. cenisia L. 

19. Y. heterophylla Bert. 

20. Y. nummularifolia Ali. 

DROSERACEAE. 

123. Drosera L. 

1. D. rotundifolia L. 

124. Parnassia L. 

2. P. palustris L. 

POLYGALACEAE. 

125. Polygala L. 

1. P. Chamaebuxus L. 

2. P. major Jacq. 

3. P. rosea Desf. (=: P. nicaeensis 

Risso). 

4. P. Morisiana Reichb. 
* P. flavescens DC. 

5. P. comosa Schrk. 

6. P. serpyllacea Weihe. 

7. P. vulgaris (L.) Schk. 

8. P. amarella Cr. (= P. au- 

striaca Cr.) 





Mil 0. pexNZKj 






9. 


P. alpina Perr. 


16. 


S. 


nemoralis W. K. ^ 


10. 


P. alpestris Reichb. 


17. 


s. 


nutans L. 


11. 


P. rupestris Pourr. ? 


18. 


s. 


Otites Sm. 


12. 


P. monspeliaca L. 


19. 


s. 


vallesia L. 






20. 


s. 


rupestris L. 




FRAN KEN lACEAE. 










21. 


s. 


Campanula P. 




120. Frankenia L. 










22. 


s. 


Saxifraga L. 


1. 


F. pulvei'ulenta L. 


23. 


s. 


cordifolia All. 


2. 


F. laevis L. ? 

var. intermedia. 


24. 


s. 


acaulis L. 






25. 


s. 


exseapa All. 




SILENACEAE. 


26. 


s. 


noctiflora L. 




127. Githago Desf. 


27. 


s. 


dichotoma Ehrh. 


1. 


G. segetum Desf. 
128. Agrostemma (L.). 


28. 


s. 


muscipula L. 
var. bracteosa. 






29. 


s. 


fuscata Lk. 


2. 


A. coronaria L. 


30. 


s. 


corymbifera Bert. 


3. 


A. Flos Jovis L. 












31. 


s. 


eretica L. 




129. Eudianthe Fzl. 


32. 


s. 


portensis L. ? 


* 


E. Coeli Rosa Fzl. 


33. 


s. 


inaperta L. 




130. Lychnis (L.). 


34. 


s. 


sericea All. 


4. 


L. Flos cuculi L. 


35. 


s. 


nicaeensis All. 






36. 


s. 


nocturna L. 




131. Viscaria Roehl. 












* 


s. 


vespertina Retz. 


5. 


V. vulgaris Roehl. 


* 


s. 


pendula L. 




132. Melandrium Roehl. 


* 


s. 


trinervia Seb. M. 


6. 


M. sylvestre Roehl. 


* 


s. 


lusitanica L. 


7. 


M. pratense Roehl. 


37. 


s. 


gallica L. 




133. Heliosperma Rchb. 


38. 


s. 


conoidea L. 


8. 


PI. quadrifidum Rchb. 


39. 


s. 


conica L. 




* 


s. 


secunditlora Otth. 



134. Cucubalus G. 

9. C. bacciferus G. 

13.J. Silene L. 

10. S. Cucubalus Wib. 

11. S. alpina Thorn. 

12. S. Armeria L. 

13. S. paradoxa L. 

14. S. Salzmanni Bad. 

15. S. italica P. 



136. Saponaria L. 

40. S. Yaccaria L. 

41. S. officinalis L. 

42. S. ocymoides L. 

43. S. lutea L. ? 

137. Gypsophila L. 

* G. porrigens Boiss. 

* G. elegans M. B. 



45. 

46. 
47. 
48. 
49. 
50. 
51. 
52. 

53. 
54. 
55. 
56. 

57. 

58. 
59. 
60. 
61. 



G. repens L. 

138. Tunica Scor. 
T. Saxifraga Scop. 

13 >. Dianthus L. 
D. Seguieri Chaix. 
D. deltoides L. 
D. neglectus Lois. 
D. Armeria L. 
D. atrorubens All. 
D. Hanryi Burn. 
D. liburnicus Bartl. ( 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 473 

9. C. piunilum Curt. 

10. C. semidecandrum L. 

11. C. trigj^num Vili. 

143. Moenchia Ehrh. 

12. M. mantica Bartl. 

13. M. quaternella Ehih. (= IM. 



D.Bal- 
bisii Ser ) 
D. monspessulanus L. 
D. plumarius L. ? 
D. longicaulis Ten. 
D. sylvestris Wulf. (= D. ino- 
dor us Kern.) 

D. furcatus Balb. (— D. tener 
Balb.). 

D. prolifer L. 

D. velutinus Guss. 

D. Nanteuilii Burn. 

D. barbatus L. 



140. Velezia L. 
Q2. V. rigida L. ? 

ALSINACEAE. 

141. Malachium Fr 

1. M. aquaticum Fr. 

142. Cerastium L. 
* C. repens L. 

2. C. arvense L. 

3. C. alpinuni L. 

4. C. triviale Lk 



(= C. vulga- 
ta m L.) 



C. latifolium L. 

C. glomeratum Thuill. 

C. brachypetalum P. 

C. glutinosum Fr. ? 



erecla F.). 
144. Stellarla L. 

14. S. nemorum L. 

15. S. media Cyr. 

16. S. Holostea L. 

17. S. palustris Ehrh. 

18. S. graminea (L.) Retz. 

19. S. uliginosa Murr. 

145. Holosteum L. 

20. H. umbellatum L. 

146. Moehringia (L.). 

21. M. trinervia Clairv. 

22. M. dasyphylla Brun. (= M. tru- 
tescens Pan.). 

muscosa L. 

papulosa Bert. 

147. Arenaria L. 

25. A. grandiflora All. 

26. A. saxifraga Fenzl. 

27. A. ciliata L. 

28. A. serpyllifolia L. 

29. A. leptoclados Guss. 

30. A. aggregata Lam. 

148. Alsine (L.) Wahlb. 

31. A. Bauhinorum Gay. 

32. A. laricifolia Cr. (= A. striata 

Gr.) 

33. A. Villarsii M. K. 

34. A. tenuifolia Wahlbg. 

35. A. fasciculataM. K. (— A 



23. M 

24. M 



1 36. A. rostrata K. 



Jao- 
juini) ? 



474 

37. A. recurva Wahlb. 

38. A. verna Bartl. 

39. A. lanceolata M. K. 

149. Cherleria L. 

40. Ch. sedoides L. 

150. Buffonia Sauv. 

41. B. macrospernia Gay. 

151. Sagina Fenzl. 

42. S. subulata Pr. 

43. S. glabra K. 

44. S. Linnaei Pr. 

45. S. ciliata Fr. 
4(), S. apetala L. 

47. S. maritima Don. 

48. S. procumbens L. 

152. Spergula L. 

49. S. arvensis L. 

50. S. pentandra L. 

153. Spergularia P. 

51. S. nicaeensis Sarato. 

52. S. campestris Asch. 

53. S. atheniensis Burn. 

54. S. Dillenii Lebel. 

var. australis. 

55. S. marginata Kitt. 

LINACEAE. 

154. Linuni L. 

1. L. campanulatuni L. 

2. L. nodillorum L. 

3. L. maritimum L. 

4. L. viscosum L. 

5. L. narbonense L. 

6. L. angustifolium Iluds. 
^ L. usitalissimuni L. 

7. L. austriacuni L. 

8. L. alpinum L. 

9. L. salsoloides Lam. 



0. PENZIG 

10. L. tenuifolium L. 

11. L. gallicum L. 

12. L. liburnicum Scop. 

13. L. strictum L. 

14. L. cathartic urn L. 
155. Radiola Roth. 

15. R. linoides Roth. 

MALVACEAE. 

156. Malope L. 

1. M. malacoides L. 

157. Althaea L. 

2. A. officinalis L. 

3. A. caiinabina L. 

4. A. hirsuta L. 

158. Lavatera L. 

5. L. maritima Gou. 

6. L. arborea L, 

7. L. eretica L. 

8. L. Olbia L. 
*? L. unguiculata; Desf. 

9. L. punctata All. 

10. L. trimestris L. 

159. Malva L. 

11. M. Alcea L. 

12. M. moschata L. 

13. M. mauritiana L. 

14. M. sylvestris L. 
* M. althaeoides Cav. 

15. M. ambigua Guss. 

16. M. nicaeensis All. 

17. M. neglecta Wallr. 

18. M. parvillora L. 

TILIACEAE. 

160. Tilla L. 

1. T. platyphylla Scop. 

2. T. vulgaris I lay ne. 

3. T. i»arvi(blia Ehrh. 







FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 475 




HYPERICACEAE. 


5. G. sylvaticum L. 




161. Androsaemum All. 


6. G. rivulare Vili. (= G. aconi 








tifolium L'Hér.). 


1. 


A. 


officinale Ali. 








7. G. phaeum L. 


2. 


A. 


hircinum Sp. 








var. lividum. 






162. Hypericum L. 


8. G. py renai cum L. 


3. 


H. 


balearicum L. ? 


9. G. columbinum L. 


4. 


H. 


Richeri Vili. 


10. G. dissectum L. 


5. 


H. 


montanum L. 


11. G. molle L. 


6. 


H. 


tomentosum L. 


12. G. pusillura L. ? 


7. 


H. 


hirsutum L. 


13. G. rotundifolium L. 


8. 


H. 


hyssopifolium Vili. 


14. G. lucidum L. 


9. 


H. 


tetrapterum Fr. 


15. G. Robertianum L. 


10. 


H. 


Desetangsii Lamette. 


167. Erodium L'Hér. 


11. 


H. 


perforatum L. 


* E. gruinum W. 


12. 


H. 


australe Ten. 








16. E. Botrys Bert. 


13. 


H. 


humifusum L. 








17. E.' laciniatum W. ? 


14. 


H. 


nummularium L. ? 


18. E. malacoides AV. 


lo. 


H. 


Coris L. 


10. E. maritimum L'Hér. ? 


* 


H. 


calycinum L. 


20. E. chium W. ? 






163. Elodes Sp. 


21. E. Ciconium W. 


16. 


E. 


paluslris Sp. ? 


22. E. cicutarium L'Hér. 




ACERACEAE. 


* E. staphylinum Bert. 






164. Acer L. 


* E. Cavanillesii Willk. 


1. 


A. 


campestre L. 


23. E. romanum W. 


2. 


A. 


Opulus W. 


24. E. moschatum L'Hér. 


3. 


A. 


Pseudoplatamis L. 


BALSAMINACEAE. 


4. 


A. 


monspessulanum L. 


168. Impatiens L. 


5. 


A. 


platanoides L. 


1. L Noli tangere L. 




AMPELIDACEAE. 


OXALIDACEAE. 




. 


165. Vitis L. 


169. Oxalis L. 


1. 


V. 


vinifera L. 


1. 0. Acetosella L. 




GERANLICEAE. 


2. 0. corniculata L. 






166. Geranium (L.). 


3. 0. stricta L. 


1. 


G. 


macrorrhizum L. 


* 0. cernua Thunb. 


2. 


G. 


tuberosum L. 


ZYGOPHYLLACEAE. 


3. 


G. 


sanguineum L. 


170. Zygophyllum L. 


4. 


G. 


nodosum L. 


* Z. Fabago L. 



47(; 

171. Tribulus L. 
1. T. terrestris L. 

RUTACEAE. 

172. Dictamnus L. 

1. D. albus L. 

173. Ruta L. 

2. R. bracteosa DC 

3. R. chalepensis L. 

4. R. graveolens L. 

5. R. montana L. ? 

174. Peganum L. 
* P. Marmala L. 

175. Citrus L. 
-f C. vulgaris R. 
4" C. Aurantium L. 
4- C. Limonum R. 
4- C. medica R. 
■^ C. deliciosa Thunb. 
+ C. decumana R. 

CORIARIACEAE. 

176. Coriaria L. 
1. C. myrtifolia L. 

Galycidorae. 

CELASTRACEAE. 

177. Evonymus L. 

1. K. latifolius Scop. 

2. E. vulgaris Soop. 

AQUIFOLIACEAE. 

178. Ilex I.. 
1. I. Aquifolium h. 

RHAMNACEAE. 

179. Pallurus (t. 
+ P. australis G. 

180. Zizyphus G. 
■r Z. sat iva G. 



0. PENZIG 

IXI. Rhamnus L. 

1. R. P>angula L. 

2. R. Alaternus L. 

3. R. cathartica L. 

4. R. saxatilis L. 

5. R. pumila Turr. 

6. R. alpina L. 

TEREIUNTHAfEAE. 

182. Pistacia L. 

1. P. Terebinlhus L. 

2. P. Lentiscus L. 
X P. Saportae Burn. 

183. Rhus L. 

3. R. Cotinus L. 

4. R. coriaria L. 

184. Cneorum L. 

5. C. tricoccum L. 

CAESALPINIACEAE. 

185. Ceratonia L. 

1. C. Siliqua L. 
186. Cercis L. 

2. C. Siliquastrum L. 

PAPILIONACEAE. 

187. Anagyris L. 

1. A. foetida L. 
188. Ulex L. 

2. U. europaeus L. 
189. Sparlium L. 

3. S. junceum L. 
100. Sarothamnus M'imm. 

4. S. vulgaris ^^'imm. 
101. Genista L. 

5. G. radiata Scop. ? 

6. G. germanica L. 

7. G. hispanica L. 



FLORAK 

8. G. aspalathoides Lam. 

9. Gf. cinerea DC. 

10. G. pilosa L. 

11. G. triangularis W, 

12. G. tinctoria L. 

13. G. ovata W. K. 

14. G. sagittalis L. 

192. Argyrolobium Ecki.. Zr'ì 

15. A. Linnaeanum Wnlji. 

193. Cytisus L 

16. C. Laburnum L. 

17. C. alpinus Mill. 
* C. linifolius L. 

18. C. monspessulanus L. 

19. C. nigricans L. ? 

20. C. sessilifolius L. 

21. C. triflorus L'Hér. 

22. C. hirsutus L. 

var. pumilus (De Not 

23. C. Ardoini Fourn. 

194. Calycotome Lk. 

24. C. spinosa Lk. 

25. C. ligustica Burn. 

195. Lupinus L. 
4= L. albus L. 

26. L. Tennis Forsk. 

27. L. hirsutus L. 

28. L. varius L. ? 

29. L. angusti folius L. 

30. L. reticulatus Desv. 

196. Ononis L. 

31. 0. rotundifolia L. 

32. 0. fruticosa L. 

33. 0. cenisia L. 

34. 0. reclinata L. 

35. 0. Natrix L. 

36. 0. ramosissima Desf. 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 477 

I 37. 0. breviflora DC. 

38. 0. spinosa L. 

39. 0. alopecuroides L. ? 

40. 0. alba Poir. ? 

41. 0. mitissima L. 

42. 0. striata Gou. 

43. 0. Columnae All. 

44. 0. minutissima L. 

197. Anthyllis L. 
15. A. Hermanniae L ? 

46. A. Barba .Jovis L. 

47. A. montana L. 

48. A. Vulneraria L. 

49. A. tetraphjlla L. 

50. A. lotoides L. ? 

198. Hymenocarpus Sav. 

51. H. circinata Sav. 



199. Medicago L. 

52. M. falcata L. 
'^ M. sativa L. 

53. M. media P. 

54. M. glomerata Balb. 

55. M. marina L. 

56. M. Helix W. 

57. M. orbicularis All. 

58. M. marginata W. 

59. M. scutellata All. 

60. M. Soleirolii Dub. 

61. M. tribuloides Desv. 

62. M. truncatula G. 

63. M. littoralis Rhod. 

var. Braunii. 

64. M. tuberculata W. 

65. M. sphaerocarpa Bert. 

66. M. turbinata W. 

67. M. rigidula Desv. (^ M. Ge- 

rard i). 

68. M. agrestis Ten. 



/«78 


0. PFNZIG 




69. M. 


Tenoreana Ser. 


99. 


T. ochroleucum L. 


70. M. 


praecox DC. 


100. 


T. Cherleri L. 


71. M. 


lappacea Desv. 


101. 


T. liirtum All. 


72. M. 


denticulata W. ? 


102. 


T. lappaceum L. 


73. M. 


apiculata W. 


103. 


T. angustifolium L. 


74. M. 


minima Desv. 


101. 


T. incarnatum L. 


75. M. 


laciniata All. 


105. 


T. stellatum L. 


76. M. 


Echinus DC. 


106. 


T. ligusticum Balb. 


77. M. 


arabica All. 


107. 


T. arvense L. 


78. M. 


ciliaris W. 


* 


T. dipsaceum Thuill. 


79. M. 


lupulina L. 


* 


T. obscurum Savi. 


80. M. 


Cupaniana Guss. 


108. 


T. maritimum Huds. 


* M. 


radiata L. 


* 


T. supinum Sav. 




200. Trigonella L. 


* 


T. pallidum W. K. 


t T. 


Foenum graecum L. 


109. 


T. Boccone! Savi. 


81. T. 


gladiata Stev. 


110. 


T. scabrum L. 


82. T. 


monspeliaca L. 


* 


T. diffusum Ehrh. 


83. T. 


corniculata L. ? 


111. 


T. striatum L. 


84. T. 


polycerata L. ? 
coerulea Ser. 


112. 


T. subterraneum L. 


* T. 


113. 


T. fragiferuoi L. 




201. Melilotus Juss. 


114. 


T. resupinatum L. 






115. 


T. tomentosum L. 


* M. 


messanensis All. 


* 


T. vesiculosum Sav. 


85. M. 


sulcatus Desf. 


110. 


T. spumosum L. 


86. M. 


compactus Salzm. 


* 


T. mutabile Port. 


* M. 


infestus Guss. 


117. 


T. montanum L. 


87. M. 


officinalis Desv. 


118. 


T. Balbisianum Ser. 


88. M. 


elegans Salzm. 


110. 


T. Thalii Vili. (= T. caespi 
tosum Reyn.). 


89. M. 


altissimus Th. ? 




90. M. 


albus Desv. 


120. 


T. elegans Sav. 


91. M. 


italicus Desv. 










121. 


T. repens L. 


92. M 


neapolitanus Ten. 


122. 


T. pallescens Schreb. 


93. M. 


indicus All. 


* 


T. Michelianum Savi. 




202. Trifolium L. 


123 


T. nigrescens Yiv. 


91. T. 


rubens L. 


* 


T. isthmocarpum Brot. 


95. T. 


alpestre L. 


124 


T. glomeratum L. 


90. T. 


medium L. 


* 


T. parvifiorum Ehrh. 


97. T. 


pratense L. 


125 


T. suffocatum L. 


98. T. 


pannonicum Jacq. 


126 


T. alpinum L. 





FLORAE LIGUSTICAE 


SYNOPSIS 


127. 


T. badium Schreb. 


1.59. 


A 


ebracteatum DC. 


128. 


T. patens Schreb. 






208. Ornithopus L. 


129. 


T. agrarium L. 












100. 


0. 


compressus L. 


130. 


T. procumbens L. 


161. 


0. 


perpiisillus L. 


131. 


T. minus Relh. 








132. 


T. filiforme L. 




209. Bonaveria Scop. 


133. 


T. aureum Poll. 
203. Dcrycnium Scop. 


162. 


B. 


Securidaca Rchb. 
210. Hippocrepis L. 


134. 


D. hirsutum Ser. 


163. 


H. 


com osa L. 


135. 


D. rectum Ser. 


164. 


H. 


ciliata W. 


136. 


D. herbaceum Vili. 


165. 


H. 


unisiliquosa L. 


137. 


D. suffruticosum Vili. 






211. Scorpiurus L. 


138. 


D. gracile Jord. 


166. 


S. 


vermiculata L. ? 




204. Tetragonolobus Scop. 


167. 


S. 


muricata L. ? 


139. 


T. siliquosus Roth. 


168. 


s. 


subvillosa L, 


140. 


T. purpureas Mch. 






212. Colutea R. Br. 




205. Lotus (L.). 


169. 


c. 


arborescens R. Br. 


141. 


L. edulis L. 






213. Robinia L. 


142. 


L. crelicus L. 








143. 


L. Allionii Desv. 


4- 


R. 


Pseudacacia L. 


144. 


L. tenuis Kit. 






214. Galega L. 


14.5. 


L. decumbens Poir. 


170. 


G. 


officinalis L. 


146. 


L. corniculatus L. 






215. Psoralea L. 


147. 


L. parvi florus Desf. 


171. 


P. 


bituminosa L, 


148. 


L. angustissimus L. 








149. 


L. hispidus Desf. 






216. Astragalus L. 


150. 


L. ornithopodioides L. 


172. 


A. 


vesicarius L. 




206. Coronilla L. 


173. 


A. 


Onobrychis L. 






174. 


A. 


leontinus Wulf. ? 


151. 


C. Emerus L. 


175. 


A. 


monspessulanus L. 


152. 


C. juncea L. ? 


176. 


A. 


aristatus I/Her. 


153. 
154. 


C. Valentina L. 
C. glauca L. ? 


177. 
178. 


A. 
A. 


glycyphyllus L. 
australis Lam. 


155. 


C. minima L. 












179. 


A. 


alpinus L. 


156. 


C. varia L. 


180. 


A. 


depressus L. 


157. 


C. eretica L. 


181. 


A. 


Cicer L. 




207. Arthrolobium Desv. 


182. 


A. 


Gremlii Burn. 


1.58. 


A. scorpioides DC. 


183. 


A. 


danicus Retz. 



479 



480 
181. A. hamosus L. 
185. A. Pentaglottis L. 
18G. A. purpureus Lam. 

187. A. sesame us L. 

217. Phaca L. 

188. P. alpina Jacq. 

218. Oxytropis DC. 
180. 0. campeslris DC. 

190. 0. cyanea Bieb. 

191. 0. neglecia Gay. 

var. Gaudini Bge. 

192. 0. lapponica Gay. 

219. Biserrula L. 

193. B. Pelecinus L. 

220. Hedysarum L. 

194. H. coronarium L. 

195. H. capitatum Desf. 
19(3. H. obscurum L. 

221. Onobrychis All. 

197. 0. sativa Lam. 

198. 0. montana DC. 

199. 0. saxatilis All. 

* 0. lasiostachya Boiss. 

200. 0. supina DC. 

201. 0. Caput galli Lam. 

* 0. Crista galli Lam. ? 

222. Cicer L. 
4« C. arietinum L. 

223. Pisum L. 

202. P. elatius Stev. 

203. P. arvense L. 
4. P. sativum L. 

224. Lathy rus L. 

204. L. latifolius L. 

205. L. sylvestris L. 

206. L. lieteropbylhis L. 



0. PENZIG 


1 


207. L. tuberosus L. 




208. L. pratensis L. 




209. L. angulatus L. 




210. L. sphaericus Retz. 




211. L. inconspicuus L. 




212. L. setifolius L. 




213. L. hirsutus L. 




214. L. annuus L. 




215. L. Cicera L. 




216. L. sativus L. 




217. L. Clymenum L. 




218. L. articulatus L. 




219. L. Ochrus DC. 




220. L. Nissolia L. 




221. L. Aphaca L. 




222. L. affinis Guss. 




225. Orobus L. 




223. 0. luteus L. 




224. 0. vernus L. 




225. variegatus Ten. 




226. 0. niger L. 




227. 0. tuberosus L. 




var. tenuifolius Roll 




228. 0. fìliformis Lam. 




226. Vicia L. 




229. V. dumetorum L. 




230. V. sylvatica L. 




231. V. onobrychioides L. 




232. V. tenuifolia Rotb. 




* V. elegans Guss. 




233. v. Craeca L. 




231. V. Gerardi Vili. 




235. V. cassubica L. 




236. V. atropurpurea Desf. 




237. V. villosa Roth. 




238. V. varia Host. 




239. V. Pseudocracca Bert. 




240. V. monanlbos Desf. 



241 
242 
243 
244, 

245, 
246. 
247. 

* 

* 

* 

* 

* 
248. 
249. 
250. 
251. 
252. 
253. 



254. 

255. 
256. 
257. 
258. 
259. 
260. 



FI.ORAK 

V. bithvnica L. 

V. sepium L. 

V. narbonensis L. 

V. serratifolia Jacq. 

V. Faba L. 

V. lutea L. 

V. hirta Balb. 

V. hybrida L. 

V. pannonica Cr. 

V. striata M. B. 

V. melanops S. S. 

V. maerocarpa Bert. 

V. cordata Wulf. 

V. sativa L. 

V. angustifolia Reich. 

V. segetalis Th. 

V. amphicarpa Dortli. 

V. lathyroides L. 

V. peregrina L. 

227. Ervum L. 
E. parvitiorum Bert. 
E. Lens L. 
E. nigricans M. B. 
E. hirsutum L. 
E. Ervilia L. 
E. gracile DC. 
E. tetraspermum L. 
E. pubescens DC. 

228. Phaseolus L. 
Ph. vulgaris L. 
Ph. multiflorus L. 



AMYGDALACEAE. 

229. Amygdalus L. 

HH A. communis L. 
4= A. Persica L. 

230. Prunus L. 
1. P. Pad us L. 

Ann. del Mus. Civ. di St. Nat. Serie 2.^ 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 

' 2. P. Mahaleb L. 

3. P. avium L. 
«f P. Cerasus L. 

4. P. brigantiaca Chaix. 

5. P. domestica L. 
i- P. cerasifera Ehrh. 

6. P. insititia L. 

7. P. spinosa L. 
+ P. Armeniaca L. 
=f P. Laurocerasus L. 

ROSACEAE. 

231. Spiraea L. 

* S. salicifolia L. 

* S. sorbifolia L. 

1. S. Aruncus L. 

2. S. Ulmaria L. 

3. S. Filipendula L. 

232. Rubus L. 

4. R. idaeus L. 

5. R. caesius L. 

6. R. corylifolius Gm. 

7. R. discolor Weihe. 

8. R, incanescens Bert. 

9. R. saxatilis L. 

10. R. glandulosus Bell. 

11. R. inaritimus De Not. 

12. R. tomenlosus Willd. 

13. R. fruticosus L. 



481 





233. Fragaria L 


14. 


F. vasca L. 


15. 


F. collina Ehrh. 




234. Potentina L 


16. 


P. fruticosa L. 


17. 


P. rupestris L. 


18. 


P. collina Wib. 


19. 


P. recta L. 


20. 


P. hirta L. 


Vol 


XVIII (?, Xovemlnv 1897) 



48t2 0. PKNZIG 


X p. Lamottei Siegfr. 


.01. R. micrantha Sm. 


21. P. inclinata Vili. ! 


52. R. rubiginosa L. 


22. P. argentea L. 


53. R. lantoscana Burn, (olim R 


23. P. aurea L. 


meridionalis). 


24. P. salisburgensis Haenke. 


54. R. Thureti Burn. Gr. 


25. P. verna L. 


.55. R. sicula Tratt. 


var. hirsutissima. 


50. R. graveolens Gren. 


2(3. P. incana Gaertn. 


57. R. agrestis Savi (— R. se- 
pium Th.). 


27. P. reptan.s L. ! 


.58. R. tomentella Lem. 


28. P. Tormentilla Scop. 


59. R. Pouzini Tratt. 


29. P. al})a L. 


60. R. dumetorum Thill. 


30. P. valderia L. 


61. R. coriifolia Fr. 


31. P. nivalis Lap. 


62. R. canina L. 


32. P. caulescens L. 






63. R. glauca Vili. 


33. P. petiolulata Gaud. 


64. R. ferruginea Till. 


34. P. saxifraga Ard. 






65. R. montana Ch. 


35. P. Fragariastrum Ehrh. ? 


66. R. gallica L. 


36. P. micrantha Ram. 






67. R. arvensis Huds. 


37. P. grandiflora L. 






68. R. sempervirens L. 


38. P. minima Hall. 


69. R. Jundzilli Bess. 


235. Sibbaldia L. 






240. Agrimonia L. 


39. S. procumben.s L. 


70. A. Eupatoria L. 


236. Dryas L. 






24L Aremonia Neck. 


40. D. octopelala L. 






7L A. agrimonioides DC. ? 


237. Sieversia W. 




41. S. reptans Spr. 


242. Alchemilla L. 


42. S. montana Spr. 


72. A. vulgaris L. 


238. Geum L. 


; 73. A. hybrida Hoffm. 




74. A. fissa Schumm.? 


13. G. sylvaticum Pourr. 


75. A. alpina L. 


44. G. urbanum L. 


76. A. pentaphyllea L. 


45. G. rivale L. 






77. A. arvensis Scop. 


239. Rosa L. 


243. Sangulsorba L. 


46. R. alpina L. 


78. S. officinalis L. 


47. R. spinosissima L. 




48. R. pomifera Herm. 


244. Poterium L. 


49. R. mollis Sm. ? 


79. P. muricatum Sp. 


50. R. tomentosa Sm. 


80, P. dictyocarpum Sp. 



FLORAE LIGUSTICAE 


SYNOPSIS Ml 


POMACEAE. 


+ 


C. maxima Duel). 


245. Cydonia L. 




256 .Lagenaria L. 


1. C. vulgaris L. 


+ 


L. vulgaris L. 


246. Pirus I>. 




257. Cilrullus L. 


2. P. Malus L. 


=f 


C. vulgaris L. 


3. P. communis L, 






4. P. amygdaliformis Yill. 




258. Momordica L. 




1. 


M. Elaterium L. 


247. Sorbus L. 






+ S. domestica L. 




259. Bryonia L. 




2. 


B. dioica Jacq. 


5. S. aucuparia L. 






6. S. Aria Cr. 




ONAGRARIACEAE. 


7. S. torminalis Cr. 




260. Chamaenerium Sp. 


8. S. Chamaemespilus Cr. 


1. 


C. angustifolium Scop. 


248. Aronia P. 


2. 


C. palustre Scop. 


9. A rotundifolia P. 


3. 


C. denticulatum Schur. 


249. Mespilus L. 




261. Epilobium (L.). 


10. M. germanica L. 


4. 


E. hirsutum L. 


250. Crataegus L. 


5. 


E. parviflorum Retz, 




0. 


E. roseum Retz. 


4= C. Azarolus L. 








7. 


E. lanceolatum Seb. M. 


11. C. Oxyacantha L. 


8. 


E. tetragonum L. 


12. C. monogyna Jacq. 


9. 


E. montanum L. 


251. Cotoneaster (Med.) 


10. 


E. collinum Gmel. 


13. C. pyracantha Sp. 


11. 


E. alsinifolium Yill. 


14. C. vulgaris Lindi. 


12. 


E. anagallidifolium Lam 


MYRTACEAE. 


13. 


E. palustre L. 


252. Myrtus L. 




262. Isnardia L. 


1. M. communis L. 


14. 


I. palustris L. 


253. Punica L. 




263. Circaea L. 


2. P. Granatum L. 


15. 


C. lutetiana L. 


CUCURBITACEAE. 


16. 


C. alpina L. 


254. Cucumis L. 




264. Oenothera L. 


cf C. sativus L. 


* 


0. biennis L. 


<f C. Melo L. 




HALORAGACEAE. 


* C. Colocynthis L. 




265. Myrlophyllum L. 


255. Cucurbita L. 


1. 


M. spicatum L. 


+ C. Pepo L. 


1 2. 


M. verticillatum L. 



484 



<). PENZIG 



CALLITRICHACEAE. 

266. Callitriche L. 

1. C. verna Bert. 

2. C. autumnalis Bert. 

3. C. platycarpa Kuetz. 

CERATOPHYLLACEAE. 

267. Ceratophyllum L. 
1. C. demersum L. 

LYTHRACEAE. 

268. Lythrum L. 

1. L. Salicaria L. 

2. L. acuiangulum Lsg. 

3. L. Hyssopifolia L. 
1. L. Thymifolia L. ? 

TAMARICACEAE. 

269. Myricaria Desv. 

1 . M. germanica Desv. 

270. Tamarix Desv. 

2. T. africana Poir. 

3. T. gallica L.? 

PORTULACACEAE. 

271. Portulaca Tourn. 

1. P. oleracea L. 

272. Montia L. 

2. M. fontana L. 

PARONYCHIACEAE. 

273. Telephium L. 

1. T. Imperati L. 

274. PolycarpoK Loefl. 

2. P. tetraphyllum L. 

275. Paronychia Juss. 

3. P. argentea Lam. 

4. P. polygonifolia Lam. 

5. P. echinala Lam. 

6. P. cymosa Poir. 



7. P. capitata Lam. 
I 8. P. serpyllifolia DC. 
* P. arabica DC. 





276. Herniaria L. 


0. 


H. incana L. 


10. 


H. alpina Vili. 


11. 


H. hirsuta L. 


12. 


H. glabra L. 




277. Corrigiola L. 


13. 


C. littoralis L. 




SCLERANTHACEAE. 




278. Scleranthus L 


1. 


S. annuus L. 


2. 


S. perennis L. 



CRASSULACEAE. 

279. Umbilicus L. 

U. pendulinus L. 

280. Sempervlvum L. 
S. tectorum L. 
S. calcarei! m ,Tord. ? 
S. montanum L. 
S. arachnoideum L. 
S. rubelliim L. 



hirtum L. 
piliferum Jord. ? 

281. Sedum L. 



S. maximum Sut. 

S. V 111 gare Lk. 

S. Anacampseros L. 

S. altissimum Poir. 

S. anopetalum DC. 

S. nicaeense All. 

S. reflex um L. 

var. albescens. 

S. sexangulare L. 

S. acre L. 



KI,<)KAE Lia US 

18. S. alpestre Vili. 

19. S. album L. 

20. S. hirsutum All. 

21. S. dasypliyllum L. 

var. glanduliferum Guss. 

22. S. Cepaea L. 

23. S. alsinifolium All. 

24. S. monregalense Balb. 
2.5. S. stellatum L. 

26. S. annuuni L. 

27. S. atratuin L. 

28. S. rubens L. 

29. S. caespitosum DC. 

30. S. glaucum W. K. (^=^S. hispa- 

nicum L.). 

282. Rhodiola L. 

31. R. rosea L. 

283. Bulliarda DC. 

32. B. Vaillanlii DC. 

284. Tillaea L. 

33. T. muscosa L. 

MESEMBRIANTIIEMACEAE. 

285. Mesembrianthemum L. 

1. M. nodiflorum L. 
4= M. acinaciforme. 
=1= M. cordifolium. 

CACTACEAE DC. 

286. Opuntia Mill. 
■J 0. Ficus indica Mill. 
* 0. vulgaris Mill. ? 

(iROSSULARIACEAE. 

287. Ribes L. 

1. R. Uva crispa L. 

2. R. nigrum L. ? 

3. R. rubrum L. ? 

4. R. petraeum Wult'. 

5. R. alpiiuiai L. 



nCAE SYNOPSIS 

SAXIFRAGACEAE. 

288. Saxifraga L. 

1. S. florulenta Mor. 

2. S. Aizoon Jacq. 

3. S. Ungulata Bell. 

var. lantoscana. 

4. S. cochlearis Reichb. 

5. S. diapensioides Bell. 

6. S. caesia L. 

7. S. valdensis DC. 

8. S. aizoides L. 

9. S. retusa Gou. 

10. S. oppositifolia L. 

11. S. exarata Vili. 

12. S. pedemontana All. 

13. S. muscoides Wulf. 

14. S. androsacea L. 

15. S. granulata L. 

16. S. bulbifera L. 

17. S. tridactylites L. 

18. S. aspera L. 

19. S. bryoides L. 

20. S. stellaris L. 

21. S. cuneifolia L. 

22. S. rotundifolia L. 

289. Chrysosplenium L. 

23. C. alternifolium L. 

UMBELLIFERAE. 

290. Laserpitium L. 

1. L. latifolium L. 

2. L. Siler L. 

3. L. gallicum L. 

291. Thapsia L. 

4. T. villosa L. ? 

292. Orlaya Hoflm. 

5. 0. grandiflora HofTm. 

6. 0. platycarpa K. 

7. 0. maritima L. 



485 



486 

293. Daucus L. 

8. D. Carota L. 

9. D. mariti m us Lam. 

10. D. Gingidium L. 

11. D. gummifer Lam. 

12. D. aureus Desf. 

13. D. pubescens K. ? 

14. D. muricatus L. 

15. D. Broteri Ten. 

291. Turgenia lIo(Tm. 

16. T. latifolia HofTm. 

29.5. Caucalis Hoffm. 

17. C. leptophylla L. 

18. C. daucoides L. 

290. Torilis O. 

19. T. Anthriscus Gm. 

20. T. helvetica Gm. 

21. T. heterophylla Guss. 

22. T. nodosa G. 

297. Angelica L. 

23. A. sylvestris L. 

24. A. montana Schleicli. 

298. Selinum L. 

25. S. Carvifolia L. 

299. Ferula L. 

26. F. nodillora L. 

300. Ferulago K. 

27. F. galbanifera K. 

301. Imperatoria L. 

28. I. Ostruthium L. 

29. I. angustifolia Bell. 

302. Peuceclanum L. 

30. P. Cervaria Cuss. 

31. P. Oreoselinuni Mch. 

32. P. V enei urn I\. 



33. P. officinale L. 

34. P. Schottii Bes.s. 

.303. Levlslicum K. 

35. L. officinale K. 

304. Anethum L. 
.36. A. graveolens L. 

305. Opopanax K. 
.37. 0. Chironium K. 

306. Pastinaca L. 

38. P. sativa L. 

39. P. latifolia DC. ? 

307. Heracleum L. 

40. H. setosum Lap. 

41. H. Sphondylium L. 

42. H. sibiricum L. 

43. H. minimum Lam. 

308. Tordylium J-. 

44. T. apulum L. 

45. T. maximum L. 

* T. officinale L. 

209. Hasselquistia Boiss. 

* H. lanata Boiss. 

310. Krubera Hoffm. 

* K. leptophylla HofTm. 

311. Meum .Jacu. 

46. M. athamanticum .Tacq. 

47. M. Mutellina G. 

312. Trochiscanthes K. 

48. T. nodiflorus K. 

313. Foeniciilum Ad. 

49. F. officinale All. 
-^ F. dulce DC. 

,50. F. pi peri turn DC. 
»S" F. sativum llci'l. 







FLORAE LIGUSTICAE 


SYNOPSIS 4 




314. Kundmannia Scop. 




325. Myrrhis Scoi>. 


51. 


K. 


sicula DC. 
315. Crithmum L. 


73. 


M. odorata Scop. 
326. Physocauloò Tsh. 


52. 


C. 


maritimum L. 
316. Ligusticum L. 


74. 


P. nodosus Tsh.? 
327. Chaerophyllum L. 


53. 


L. 


ferulaceum All. 


75. 


C. aureum L. 


.54. 


N. 


317. Neogaya Meisn. 
simplex Meisn. 


76. 

77. 
78. 


C. hirsutum L. 

C. calabricum Guss. 

C. Villarsii K. 






318. Cnidium Cuss. 


79. 


C. te malum L. 


.55. 


C. 


apioides Spr. 




328. Anthriscus Hoffm. 






319. Athamanta L. 


80. 


A. sylvestris Hoffm. 


56. 


A. 


cretensis L. 


81. 


A. Cerefolium Hoffm. 


.57. 


A. 


Matthiolii Wulf. 
320. Libanotis Cr. 


* 


A. vulgaris Pers. 
329. Scandix L. 


5S. 


L. 


montana Cr. 


82. 


S. australis L. 






321. Seseli L. 


83. 


S. Pecten Veneris L. 


b9. 


S. 


tortuosum L. 




330. Conopodium K. 


60. 


S. 


carvifolium Vili. 


84. 


C. denudatum K. 


61. 


s. 


annuum L. (= S. colorati! in 
Ehrh.). 




331. Bulbocastanum Sen 


62. 


s. 


montanum L. 


85. 


B. Linnaei Schur. 


63. 


s. 


glaucum L. 




332. Sium L. 






322. Aethusa L. 


86. 


S. angustifolium L. 


64. 


A. 


Cynapium L. 




333. Falcarla Host. 






var. a. segetalis. 


87. 


F. Rivini Host. 


65. 

66. 
67. 
68. 
69. 


0. 
0. 
0. 
0. 



323. Oenanthe L. 
Phellandrium Lam. 
crocata L. 
pimpinelloides L. 
silaifolia M. B. 
Lachenalii Gmel. 


88. 
89. 
90. 

* 


334. Aitimi L. 
A. majus L. 
A. glaucifolium L. 
A. Visnaga Lam. 
A. crinitum Guss. 


70. 


0. 


peucedanifolia Poll. 




335. Ptychotis K. 


71. 


0. 


globulosa All. 
324. Echinophora L. 


91. 


P. heterophylla K. 
3.36. Sison L. 


72. 


E. 


spinosa L. 


92. 


S. Amomum L. 



487 



488 

337. Aegopodium L. 
<i3. A. PodafiTuiiii L. 

338. Pimpinella L. 
<.»4. P. magna L. 

95. P. Saxifraga L. 

96. P. alpina Host. 
07. P. Tragium Vili. 

98. P. peregrina L. 
* P. Anisum L. 

339. Carum L. 

99. C. Carvi L. 

310. Trinia Hofkm. 

100. T. vulgaris DC. 

311. Ridolfia MoR. 

101. R. segetum Mor. 

342. Pelrosellnum Hoffm. 

102. P. segetum K. 

103. P. sativum Ilotfm. 

343. Apium L. 

104. A. graveolens L. 

341. Helioscladlum K. 

105. 11. nodillorum K. 

* H. leptophyllum DC. 

345. Bupleurum L. 

106. B. fruticosum L. 

107. B. cerium m Ten. 

108. B. stellatum L. 

109. B. gramineum Vili. 

110. B. ranunculoides L. 

var. caricinum Rchb. 

111. B. petraeum L. 

112. B. rotundifolium L. 

113. B. Savignonii De Not. 

111. B. protractum II. L. 

115. B. aristatum Burtl. 

var. o[»aeum (= B. 
rinu Laii 



(). I'EN/.JG 

110. 
117. 

118. 
119. 
120. 
121. 
122. 



123. 
124. 
125. 
126. 

127, 

128. 
129. 

130. 

131. 
132. 
133. 
134. 
135. 

136. 
137. 

138. 



o])a- I 

.e). 13». 



B. Odontites L. 
B. junceum L. 
B. Gerardi Jacq. 
B. affine Saedl. 
B. tenuissimum L. 
B. semic.ompositum L. 

B. glaucum Rob. Cast. 

34(3. Cachrys L. 

C. laevigata L. 

347. Molopospermum K. 
M. cicutarium DC. 
348. Conium L. 
C. maculatum L. 
349. Physospermum Cuss. 
P. a(|uilegiitblium K. 

3,50. Smyrnium L. 
S. Olusatrum L. 

351. Bifora Hoffm. 
B. radians M. B. 

B. testiculata M. B. 
352. Coriaridrum L. 

C. sativum L. 
3.53. Erynglum L. 

E. amethystinum L. 

E. Spina alba Vili. 

E. campestre L. 

E. alpinum L. 

E. maritimum L. 

354. Astrantia L. 
A. major L. 
A. minor L. 

355. Sanicula L. 
S. curopaea L. 

.3.5(1. Hydrocotyle L. 
II. \uli^aris L. 



FLORAE LIGUSTIOAE SYNOPSIS 



489 



ARALIA( EAE. 

357. Hedera L. 
H. Helix L. 



CORNACEAE. 

358. Cornus L. 

1. C. sanguinea L. 

2. C. mas L. 

LORANTHACEAE. 

359. Viscum L. 
1. V. album L. 

CAPRIFOIJACEAE. 

360. Viburnum J.. 

1. V. Opulus L. 

2. V. Lanlana L. 

3. V. Tinns L. 

361. Sambucus L. 

4. S. racemosa L. 

5. S. nigra L. 

6. S. Ebulus L. 

362. Adoxa L. 

7. A. Moschatellina L, 

363. Lonicera L. 
L. Caprifolium L. 
L. etrusca Sav. 
L. implexa Ait. 
L. Pericljmenum L. 
L. Xylosteum L. 
L. nigra L. 
L. alpigena L. 
. L, coerulea L. ? 

RUBIACEAE. 

364. Rubia L. 
R. peregrina L. 

365. Galium L. 
G. boreale L. 
G. rotundifoliuni L. 



8. 

1>. 
10. 
11. 
12. 
13. 
14. 
15. 



4. G 

5. G 

6. G 

7. G, 

8. G. 

9. G. 

10. G. 

11. G. 

12. G. 

13. G. 

14. G. 

15. G. 

16. G. 

17. G. 

18. G. 

19. G. 

20. G. 

21. G. 

22. G. 

23. G. 

24. G. 

25. G. 

26. G. 

27. G. 

28. G. 

29. G. 

30. G. 

31. G. 

32. G. 

33. G. 

34. G. 

35. G. 

36. G. 

37. G. 



, Mollugo L. 
var. elatum. 
erectum Huds. 
lucidum All. 
cinereum All. 
obliquum Vili, 
pseudo-myriantlium (ienn.? 
arislatum L. 
sylvaticum L. 
tenue Vili, 
pusillum L. 
helveticum \A'eig. 
megalospermum Vili, 
saxatile L. 
sylvestre Poll, 
uliginosum L. 
elongatum Pr. 



38. V. 



39. A. 



. palustre L. 
. verum L. 

maritimum L. 

purpureum L. 

rubrum L. 

rubidum Jord. 

Soleirolii Lois. 

saccharalum All. 

Aparine L. 
spurium L. ? 
anglicum Huds. 
divaricatum I-am. 
parisiense L. 
tricorne AVith. 
murale All. 
Cruciata Scop. 
vernum Scop, 
pedemontanum All. 

366. Valliantia L. 
muralis I.. 

367. Asperula L. 
galioides M. B. 



490 


o. PENZir, 


40. A. odorata L. 




10. 


11. A. taurina L. 




17. 


42. A. laevigata L. 




18. 


43. A. hexaphylla All. 






44. A. cynanchica L. 




19. 


45. A. heteroclada Hausskn. 


20. 


46. A. longiflora W. K. 




21. 


47. A. arvensis L. 






3(38. Crucianella L 






48. C. latifolia L. (= C. 


monspe- 
liaca). 


* 


49. C. angustifolia L. 




1. 


.50. C. maritima L. 




2. 


3()9. Sherardia L. 




3. 


51. S. arvensis L. 




* 


var. maritima. 




* 



VALERIANACEAE. 

370. Valeriana L. 

1. V. officinalis L. 

2. V. tuberosa L. 

3. V. Tripteris L. 

4. V. montana L. 

5. V. saxatilis L. 

6. V. celtica L. 

7. V. saliunca All. 

371. Centranthus DC. 

8. C. ruber DC. 

9. C. angustifolius DC. 

10. C. Calci trapa Dufr. 

372. Fedia Men. 
* F. Cornucopiae G. 

373. Valerianella Mali, 

11. V. echinata DC. 

12. V. olitoria Pall. 

13. V. eriocarpa Desv. 

14. V. truncata Beck. 

15. V. dentata Poll. 



V. microcarpa Lois 

V. carinata Lois. 

V. rimosa Bast. (= V. Auii- 
cula DC). 

V. membranacea Lois. 

V. coronata DC. 

y. discoidea Lois. 

DIPSACACEAE. 

374. Caliistemma Boiss. 

C. Sibthorpianum Boiss. 

375. Scabiosa (L.) 
S. graminifolia L. 
S. ucranica L. 
S. stellata L. 
S. monspeliensis .Jacq. 
S. mixta De Not. i 
S. maritima L. 

S. atropurpurea L. 
S. Columbaria L. 
S. gramontia L. 
S. pirenaica All. 
S. holosericea Bert. 
S. lucida Vili. 
S. prolifera L. 
S. Columnae Ten. 

376. Succisa Men. 

S. pratensis Meli. 

377. Dipsacus L. 

D. sylvestris Huds. 
D. laciniatus L. 

D. pilosus L. 

378. Cephalaria S( hkad. 
C. alpina Schrad. 
C. leucantha Schrad. 
C. transsylvanica Schrad. 
C. syriaca Schrad. 

.379. Trichera Schuad. 
T. arvensis Schrad. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



491 



20 


T. collina Nym. 


25. 


S. 


incanus L. 


21. 


T. sylvatica Schrad. 






var. parviflorus. 


22 


T. longifolia Nym. 


2(3. 


s. 


Persoonii De Not. 


23. 


T. hybrida R. S. 


27. 


s. 


delphinifolius Vahl. ? 


24. 


T. mollis (Jord.) Nym. 


28. 


s. 


gallicus Vili. 




COMPOSITAE. 


29. 


s. 


viscosus L. 




3S0. Bidens L. 


30. 


s. 


foeniculaceus Ten. 


1. 


B. tripartita L. 


3L 


s. 


sylvaticus L. 






32. 


s. 


vulgaris L. 




381. Arnica L. 


33. 


s. 


squalidus L. ? 


2. 


A. montana L. 

382. Doronlcum L. 






385. Anthemis L. 






34. 


A. 


tinctoria L. 


3. 


D. grandifiorum Lam. 


35. 


A. 


Triumfettii DC. 


4. 


D. hirsutum Lam. 


36. 


A. 


nobilis L. ? 


.5. 


D. glaciale Nym. 


* 


A. 


palaestina Rent. 


6. 


D. Pardalianches L. 


* 


A. 


austriaca .Jacq. 


*• 


D. austriacum Jacq. 


37. 


A. 


montana L. 


8. 


D. Columnae Ten. 


38. 


A. 


maritima L. 




383. Cineraria L. 


39. 


A. 


arvensis L. 


9. 


C. maritima L. 


40. 


A. 


incrassata Lois. 


10. 


C. Balbisiana Bert. 


41. 


A. 


peregrina L.? 


11. 


C. alpestris Hopiie. 


42. 


A. 


fuscata Brot. ? 


12. 


C. longitblia Jacq. 


43. 


A. 


Cotula L. 


13. 


C. lanceolata Lam. {— C. t^pu- 


44. 


A. 


carpathica W. K ? 




th 11 li folia Gm.) 


45. 


A. 


Gota L. {■= A. altissima I 


14. 


C. aurantiaca Hoppe. 






hb.). 


15. 


C. campestris Retz. 






386. Ormenis Cass. 


16. 


C. cordifolia .Jacq. 
384. Senecio L. 


46. 


0. 


mixta DC. 
587. Anacyclus (L.) P. 


17. 


S. Fuchsii Gmel. 


* 


A. 


clavatus P. 


18. 


S. nemorensis L. 






var. pubescens. 


K). 


S. Doria L. 






var. tomentosus. 


20. 


S. Doronicum L. 


47. 


A. 


radiatus Lois. 


* 


S. andryaloides L. 


48. 


A. 


valentinus L. 


21. 


S. barbaraeifolius Kr. {— 'S. 


* 


A. 


pedunculatus Pers. 




erraticus Bert.). 






22. 


S. .Jacobaea L. 






388. Ptarmica DC. 


23. 


S. erucifolius L. 


49. 


P. 


vulgaris DC. 


24. 


S. nebrodensi^ L. 


50. 


P. 


Herba-Rota DC. 



492 

51. P. nana DC. 

52. P. macroi)l:yUa IX^. 

:i89. Achillea (L.). 

53. A. magna L. 

54. A. ligustica All. 

55. A. Millefolium L. 
* A. setacea W. K. 

56. A. nobilis L. 

57. A. Ageratum L. 

58. A. tomento-sa L. 

390. Santolina L. 

59. S. Chamaecyparissus I>. 

60. S. squarrosa W. 

391. Diotis Desf. 

61. D. candidissima Desf. 

392. Pinardia Cass. 

62. P. coronaria Less. 

393. Chrysanthemum Lam. 

63. C. segetum L. 

64. C. Myconis L. 

394. Leucanlhemum Lam. 

65. L. pallens DC. 
(J6. L. montanum DC. 

67. L. graminifolium Lam. 

68. L. coronopifolium Nym. 

69. L. maximum DC. 

70. L. vulgare Lam. 

71. L. atratum DC. 

305. Pyrethrum G. 

72. P. corymbosnm W. 

73. P. Achilleae DC. 

74. P. Parthenium Sm. 

75. P. alpinum AV. 

var. minimum 15mg. 

300. Matricaria L. 

76. M. inodora L. 

77. M. Ciiamomilla L. 



O. TEN ZIG 



* 
79. 

80. 
81. 
82. 
83. 
84. 
85. 
86. 
* 

87. 
88. 
89. 
90. 
01. 
02. 
93. 

94. 



397. Plagius L"I1kk. 
P. virgatus DC. 

398. Tanacetum L. 
T. Balsamita L. 
T. vulgare L. 

390. Artemisia L. 
A. arborescens L. 
A. Absinthium L. 
A. camphorata Vili. 
A. glacialis L. 
A. Mutellina Vili. 
A. pedemontana Ikilb. 
A. campestris L. 
A. scoparla W. K. 
A. chamaemelifolia Vili. 
A. vulgaris L. 
A. spicata Wulf. 
A. gallica V^. ? 
A. fragrans W. ?? 
A. coerulescens L. ? 
A. mari ti ma L. ? 

400. Carpesium L. 

C. cernuum L. 





401. Helichrysum G. 


95. 


H. Stoechas DC. 


96. 


H. italicum Guss. 




402. Gnaphalium (L.). 


97. 


G. luteo -album L. 


98. 


G. uliginosum L. 


09. 


G. sylvaticum L. 


100. 


G. norvegicum Gunn. 


101. 


G. supinum L. 




403. Antennaria L. 


102. 


A. dioica G. 


103. 


A. carfiatliica 1>1. K. 




404. Leoiitopodiiim Cass. 


101. 


L. al[iinuui Cass. 





FLORAE LIGUSTICAE 


SYNOPSIS 




405. Filago L. 


130. 


H. perennis L. 


]05. 


F. spathulata Presi. 


131 


B. annua L. 


106. 


F. germanica L. 


132. 


B. hybrida Ten. 


107. 


F. gallica L. 




415. Buphlhalmum L. 


108. 


F. arvensis L. 


133. 


B. salicitblium L, 


109. 


F. minima Fr, 




416. Asteriscus Men. 




406. Phagnalon Cass. 


134. 


A. maritimus Less. 


110. 


Ph. sordidum DC. 


135. 


A. aquaticus Less. 


111. 


Ph. saxatile Cass. 




417. Pallenis Cass. 


112. 


Ph. rupestre DC. 


136. 


P. spinosa Cass. 


X 


Ph. saxatile x rupestre. 




418. Inula L. 




407. Linosyris DC. 


137. 


L Helenium L. 


113. 


L. vulgaris Less. 


138. 


I. salicina L. 




408. Galatella Cass. 


139. 


L Vaillantii Vili. 


114. 


G. punctata Nees. 


140. 


L hirta L. 




409. Aster (L.). 


141. 


I. squarrosa L. 






142. 


I. montana L. 


115. 


A. alpinus L. 






116. 


A. Amellus L. 


143. 


I. Conyza DC. 






144. 


I. bifrons L. 


117. 


A. salignus W. 










145. 


I. crithmoides L. 


118. 


A. Tripolium L. 










146. 


L viscosa Ait. 




410. Solidago L. 


147. 


I. graveolens Desf. 


119. 


S. Virga aurea L. 


148. 


L britannica DC? 


120. 


S. littoralis Savi. 




419. Pulicaria G. 




411. Erigeron L. 


149. 


P. odora Rchb. 


121. 


E. unifiorum L. 


150. 


P. dysenterica Gr. 


122. 


E, glabratum Hoppe. 


151. 


P. vulgaris G. 


123. 


E. alpinum L. 




420. Evax G. 


124. 


E. Villarsii Bell. 


152. 


E. pygmaea P. 


125. 


E. acre L. 






126. 


E. canadense L. 




421. Micropus L. 






153. 


M. erectus L. 




412. Conyza Less. 


154. 


M. bombycinus Lag. 


127. 


C. ambigua DC. 


155. 


M. supinus L. 




413. Bellidiastrum Cass. 




422. Eupatorium L. 


128. 


B. Michelii Cass. 


156. 


E. cannabinum L. 




414. Bellis L. 




423. Adenostyles Cass 


129. 


B. sylvestris Cvr, 


157. 


A. viridis Cass. 



493 



/i9/i 
158. A alhida Cass. 
15ft. A. candidissima Cass. 
424. Nardosmia Cass. 

160. N. fragrans Rchb. 

425. Petasites G. 

161. P. officinalis Mch. 

162. P. albus G. 

163. P. niveus Bmg. 

426. Homogyne Cass. 

164. H. alpina Cass. 

427. Tussilago L. 

165. T. Farfara L. 

428. Calendula L. 

166. C. arvensis L. 

429. Echinops L. 

167. E. Ritro L. 

168. E. sphaerocephalus L. 

430. Carlina L. 

169. C. acanthifolia All. 

170. C. acaulis L. 

171. C. simplex W. K. 

172. C. Cynara Poiirr. ? 

173. C. lanata L. 

174. C. corymbosa L. 

175. C. vulgaris L. 

431. Atractylis L. 

176. A. cancellata Jj. 

432. Staeheiina L. 

177. S. dubia L. 

433. Xeranthemum L. 

178. X. annuum L. 

179. X. erectum P. 

180. X. cylindraceum S. S. 

434. Arctium L. 

181. A. fomentosum Schk. 



). PKNZIG 






1S2. 


A. nemorosum Lej. 




1S3. 


A. minus Schk. 
435. Onopordon L. 




184. 


0. Acanthium L. 
4.36. Cynara L. 




+ 


C. Cardunculus L. 




4- 


C. Scolymus L. 
437. Silybum G. 




185. 


S. Mari an urn G. 
438. Chamaepeuce DC. 




* 


C. stellala DC? 
439. Notobasis Cass. 




* 


N. syriaca Cass. 
440. Pycnomon Cass. 




186. 


P. Acarna Cass. 
441. Cirsium Scop. 




187. 


C. eriophorum Scoj). 




188. 


C. ferox DC. 




189. 


C. spathulatum Gaud. 




190. 


C. Morisianum Rchb. 




191. 


C. lanceolatum L. 




192. 


C. heterophyllum All. 




193. 


C. echinatum DC. 




194. 


C. acaule All. 




195. 


C. tuberosum All. 




X 


C. medium All. 




196. 


C. monlanum Spr. 




197. 


C. rivulare Lk. 




198. 


C. Erisithales Scop. 




199. 


C. ochroleucum All.? 




200. 


C. spinosissimum Scop. 




201. 


C. oleraeeum Scop. 




202 


C. palustre Scop. 




X 


C. semidecurrens Richl. 




203 


C. monspessulanuni All 




204 


C. canum Mch. 




205 


C. arvense L. 



206. 


C. Allionii Thiir.? 


X 


C. Norrisii Bickn. (C. 




thales X tuberosum). 




442. Galactites Mch. 


207. 


G. tomentosa Mch. 




443. Carduus L. 


208. 


C. nutans L. 


209. 


C. carlinifolius Lam. 


210. 


C. arctioides W. 


211. 


C. defloratus L. 



Erisi- 



var. subdecurrens (Bert.) 
var. spinulosus (Bert.) 
var. Barrelieri (Bert.) 

212. C. Personata Jacq. 

213. C. acanthoides L. 

214. C. crispus L. 

215. C. Candollei Mor. 

216. C. intricatus Reich. 

217. C. pycnocephalus Jacq. 

218. C. tenuiflorus Curt. 

219. C. nigrescens Vili. 

220. C. arabicus Jacq. 

444. Tyrimnus Cass. 

221. T. leucographus Cass. 

445. Saussurea DC. 

222. S. depressa Gren. 

446. Berardia Vill. 

223. B. subacaulis Vili. 

447. Leuzea DC. 

224. L. conifera DC. 

448. Rhaponticum DC. 

225. R. scariosum Lam. 

226. R. heleniifolium G. G. 

449. Serratula (L.) 

227. S. tinctoria L. 

228. S. nudicaulis DC. 



b'LORAE LIGUSTICAE SYNOl'SIS 

450. Carduncellus Alt.. 

229. C. coeruleus DC. 

230. C. monspeliensium All 

451. Carthamus (L.) 

231. C. lanatus. 
* C. tinctorius L. 

452. Centaurea L. 

232. C. alba L. 

233. C. amara L. 

234. C. Jacea L. 

235. C. nigrescens W. 

236. C. transalpina SchL 

237. C. nervosa W. 

238. C. uniflora L. 



495 



239. C. phrygia L. 

240. C. pectinata L. 

241. C. Ferdinandi Gren. 

242. C. procumbens Balb. 

243. C. montana L. 

244. C. axillaris W. 

245. C. variegata Lam. 

246. C. Cyanus L. 

247. C. Scabiosa L. 

248. C. alpestris Heg. 

249. C. cinerea Lam. 

250. C. Cineraria L. 
* C. orientalis L. 

251. C. paniculata L. 

252. C. polycephala Jord. 

253. C. Reuteri Reichb. 

254. C. haplolepis (Mor.) 

255. C. maculosa Lam. 

256. C. diffusa Lam. 

257. C. collina L. 

258. C. solstitialis L. 

259. C. melitensis L. 

260. C. nicaeensis All. 

261. C. Calcitrapa L. 



m\ 



(). 



var. Toi-reana. 
X C. Pouzini DC. 
X C. paniculata x Calcitrapa 



262. 


C. calcitrapoides C. 


263. 


C. iberica Trev. 


264. 


C. Seridis L. 


* 


C. sonchifolia L. 


205. 


C. aspera L. 


* 


C. romana L. 


* 


C. glomerala Vahl. 


* 


C. rigidifolia Bess. 


* 


C. hyalolepis Boiss. 




453. Microlonchus Cass 


266. 


M. salmanticus Cass. 




454. Crupina Cass. 


267. 


C. vulgaris Cass. 


268. 


C. Crupinastrum Vis. 




455. Mulgedium Cass. 


209. 


M. alpinum Less. 




4.^)6. Sonchus L. 


270. 


S. arvensis L. 


271. 


S. maritimus L. 


272. 


S. asper All. 


273. 


S. glaucescens .Jord. 


274. 


S. oleraceus L. 


275. 


S. tenerrimus L. 



457. Lactuca L. 

276. L. perennis L. 

277. L. tenerrima Pourr. 

278. L. sagittata W. K. 

279. L. quercina L. 
2S0. L. virosa L. 

281. L. Scariola L. 
4< L. saliva L, 

282. L. saligna L. 

28:^. L. cliondrillillora Bord. 

284. L. viminea Pr. 



285. L. ramosissima (t. G. 
2S0. L. muralis Vvea. 

458. Prenanthes L. 

287. P. purpurea L. 

459. Chondrilla L. 

288. C. juncea L. 

289. C. latifolia M. B. 

460. Taraxacum Juss. 

290. T. officinale Wei). 

291. T. palustre DC. 

292. T. corniculatum DC. 

293. T. laevigatum DC. 

461. Andryala L. 

294. A. sinuata L. 
462. Hieracium L. 

295. H. Peleterianum Mér. 

296. H. Pilosella Fr. 

297. H. glaciale Reyn. 

298. H. Auricula Fr. 

299. H. florentinum All. 

300. H. praealtum Vili. 

301. H. cymosum L. 

302. H. Laggeri Fr. 

303. H. Lawsoni Vili. (= H. saxa- 
tile Vili.). 

304. H. Morisianum Reichb. f. 

305. H. calycinum Arv. Touv. 

306. H. glaucum All. 

307. H. Delasoiei Lagg. 

308. H. chlorifolium Arv. Touv. 

309. H. scorzonerifolium Vili. 

310. H. Pamphilii Arv. Touv. 

311. H. villosum Jacq. 
var. eriopbylluni \\'. 

312. H. piliferum Hoppe. 

313. H. subnivale Or. Godr. 

314. H. glandiililernm Uoppe. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



4V)i 



315. 


H 


armerioides Arv. Touv, 


354. 


14. heterospermuni Arv. 


316. 


H. 


alpinum L. 




Touv 


317. 


H. 


juranum Fr. 


355. 


H. brachiatum Bert. 


318. 


H. 


prenanthoides Vili. 


356. 


H. lasiophyllum K. 


319. 


H. 


valdepilosum Vili. 


357. 


H. bifidum W. K. ? 


320. 


H. 


subalpinum Arv. Touv. 


358. 


H. flexuosum W. K. 


321. 


H. 


valesiacum Fr. 


359. 


H. crinitum S. S, 


322. 


H. 


raraosissimum Schl. 


300. 


H. australe Fr. 


323. 


H. 


viscosum Arv. Touv. 


361. 


H. sabaudum h. 


324. 


H. 


ochroleucum Sclileich. 


362. 


H. strictum Fr. 


325. 


H. 


lantoscanum Burn. Gremì. 


363. 


H. cydoniifolium Vili.? 


326. 


H. 


Pseudo-Cerinthe Koch. 


364. 


H. sylvestre Tausch. 


327. 


H. 


amplexicaule L. 


365. 


H. sylvaticum Bert. 


328. 


H. 


pulmonarioides Vili. 


366. 


H. lactucaceum Froel. 


329. 


H. 


Berardianum Arv. Touv. 




var. Seridis Fr. 


330. 


H. 


pedemontanum Burn. (ir. 
ligusticum Fr. 






331. 


H. 




463. Crepis L. 


332. 


H. 


humile Jacq. 


367. 


C. blattarioides Vili. 


333. 


H. 


Borneti Burn. Gremì. 


368. 


C. grandiflora Tausch. 


334. 


H. 


rupestre All. 


369. 


C. succisifolia Tausch. 


335. 


H. 


Tendae Burn. Gr. 


370. 


C. paludosa Mch. 


336. 


H. 


pictum Schleich. 


371. 


C. pygmaea L. 


337. 


H. 


tomentosum All. 


372. 


C. nicaeensis Balb. 


338. 


H. 


andryaloides Vili. 


373. 


C. biennis L. 


339. 


H. 


monregalense Burn. Gr. 


374. 


C. aurea Cass. 


340. 


H. 


digeneum Burn. Gr. 


375. 


C. tectorum L. 


341. 


H. 


pellitum Fr. 


376. 


C. virens L. 


342. 


H. 


Schmidtii Tausch. 


377. 


C. pulchra L. 


343. 


H. 


caesium Fr. 


378. 


C. praemorsa Tausch. 


344. 


H. 


murorum L. 


379. 


C. bulbosa Tausch. 


345. 


H. 


vulgatum Fr. 


380. 


C. foetida L. 


346. 


H. 


Vi rga- Aurea Coss. 


381. 


C. insularis Mor. 


347. 


H. 


provinciale Jord. 


382. 


C. albida Vili. 


348. 


H. 


tridentatum Fr. 


383. 


C. vesicaria L. 


349. 


H. 


boreale Fr. 


384. 


C. taraxacifolia Th. 


350. 


H. 


pseudo-eriophorum Lor. T. 


385. 


C. leontodontoides All. 


351. 


H. 


dolosum Burn. Gr. 


386. 


C. rubra C. 


352. 


H. 


umbellatum L. 


387. 


C. bursifolia L. 


353. 


H. 


staticifolium All. 


388. 


C. setosa L. 


An 


n. del Mvs. Civ. di St. Nat. Serie 2. 


a Vol. 


XVIII (4 Novembre 1897) 32 



498 0. PENJ^IG 








461. Lagoseris M. B. 




473. Picris L. 




:-;89. 


L. nemausensis K. 


414. 


P. hieracioides L. 






465. Picridium Desf. 


415. 


P. spinulosa Bert. 




390. 


P. vulgare Desf. 


416. 


P. pauciflora W. 




* 


P. lingitanum Desf. 
466. Zacyntha G. 


417. 
418. 


P. Sprengeriana Poir. 
474. Leontodon Juss. 
L. crispus Vili. 




391. 


Z. verrucosa G. 


419. 


L. tenuiflorus Rcbb. 






467. Geropogon L. 


420. 


L. Villarsii Lois. 




392. 


G. glabrum L. 


421. 


L. hastilis L, 






468. Tragopogon L 


422. 


L. alpinus Vili. 




393. 


T. eriospermum Ten. 


423. 


L. anomalus Ball. 




394. 


T. porrifolium L. 


424. 


L. pyrenaicus Gou. 




395. 


T. crocifolium L. 


425. 


L. lucidus DC. 




396. 


T. majus Jacq. 


426. 


L. Taraxaci Lois. 




397. 


T. orientale L. 


427. 


L. autumnalis L. 




398. 


T. pratense L. 


428. 


L. crispatus Griseb. & Scii 


.? 


399. 


T. australe Jord. (= T. si 




475. Thrincia Roth. 






nuatum Ave?) 


429. 


T. tuberosa DC. 




400. 


T. dubium Vili. 


430. 


T. hispida Roth.? 






469. Scorzonera (L.) 


431. 


T. hirta Roth. 




401. 


S. hispanica L. 


* 


T. Muelleri Nym. 




402. 


S. austriaca W. 




476. Hypochaeris L. 




403. 


S. humilis L. 


432. 


H. maculata L. 




404. 


S. tenuifolia Schrad. 


433. 


H. uniflora Vili. 




405. 


S. aristala Ram. 


434. 


H. radicata L. 




406. 


S. birsuta L. 


435. 


H. glabra L. 






170. Podospermum DC. 


436. 


H. Balbisii Lois. 




407. 


P. laciniatum DC. 




477. Seriola L. 




408. 


P. intermedium DC. 


437. 


S. aetnensis L. 




409. 


P. calcitrapifoliuin DC. 




178. Robertia L. 




410. 


P. Jacquinianum K. 
471. Urospermum Srop. 


438. 


R. taraxacoides DC. 
479. Scolymus L. 




411. 


U. Dalechampii Desf. 


439. 


S. hispanicus L. 




412. 


U. picroides Desf 
472. Helminthia uss. 


440. 


S. maculatus L.? 
480. Catananche L. 




113 


11. ecbioides (i. 


441. 


C. coerulea L. 





Fl-ORAE 

142. C. lutea L. 

481. Cichorium L. 

443. C. Intybus L. 

444. C. divaricatimi Sehous) 

482. Tolpis r;. 

445. T. barbata G. 

446. T. umbellata G. 

447. T. virgata Bert. 

483. Hedypnois ^V. 

448. H. eretica W. 

449. H. tubiformis Ten. 
4.50. H. rhagadioloides W. 

451. H. monspeliensis V^'. 

484. Hyoseris .Tuss. 

452. H. radiata L. 

453. H. scabra L. 

485. Aposeris Neck. 

454. A. foetida DC. 

486. Lapsana L. 

455. L. communis L. 

487. Rhagadiolus Juss. 

456. R. stellatus DC. 
4.57. R. edulis W. 

AMBROSIACEAE. 

488. Ambrosia L. 

1. A. mariti ma L. 

489. Xanthiiim L. 

2. X. strumarium L. 

3. X. macrocarpum DC. 

4. X. Nigri Cesati. 

5. X. spinosum L. 

6. X. italicum Mor. 

CAMPANULACEAE. 

490. Campanula L. 
1. C. Medium L. 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 



499 



2. 


C. 


barbata L. 


* 


C 


diehotoma L. 


8. 


C. 


Allionii Vili. 


4. 


C. 


Cervicaria L. 


5. 


C. 


glomerata L. 


6. 


C. 


petraea L. ? 


7. 


c. 


spicata L. 


8. 


C. 


thyrsoides L. 


9. 


C. 


latifolia L. 


10. 


c. 


Trachelium L. 


11. 


c. 


rapunculoides L. 


12. 


c. 


bononiensis L. 


13. 


c. 


rhomboidalis L. 


14. 


c. 


lanceolata Lap. 


15. 


c. 


hispanica Willk. 


16. 


c. 


rotundifolia L. 
var. pubescens Rchb 


17. 


c. 


stenocodon Boiss. R. 


18. 


c. 


pusilla Hk. 


19. 


c. 


caespitosa Scop. 


20. 


c. 


linifolia Lam. 


21. 


c. 


valdensis All. 


22. 


c. 


Scheuchzeri Vili. 


23. 


c. 


fragilis Cyr. ? 


24. 


c. 


macrorrhiza Gay. 
yar. pubescens. 


25. 


c. 


sabatia De Not. 


26. 


c. 


isophylla Mor. 


27. 


c. 


Erinus L. 


28. 


c. 


persicifolia L. 


29. 


c. 


Rapunculus L. 


30. 


c. 


patula L. 
491. Specularla Heist. 


31. 


s. 


falcata DC. 


32. 


s. 


Speculum Dc. 


33. 


s. 


hybrida DC. 
492. Phyleuma L. 


34. 


p. 


Halleri All. 



OOU •>. I'ENZK 






35. p. Michelii All. 


16. 


P. 


secunda L. 


31). P. hetoiiicifolium Vili. 


17. 


P. 


uniflora L. 


37. P. Balbisii DC. 


18. 


P. 


rolundifolia L. 


38. P. Charmelii Vili. 


19. 


P. 


media Sw. 


39. P. orbiculare I.. 


20. 


P. 


chlorantha Sw. 


40. P. hemisphaericuni L. 

41. P. pauciflorum L. ? 

42. P. globularii folium Sternb. 

493. Trachelium L. 
* T. coeruleum L. 

494. Jasione L. 

43. J. montana L. 


21. 

1. 


503. Monotropa L. 
M. Hypopitys L. 

COROLLIFLORAE. 

EBENACEAE. 

504. Styrax L. 
S. officinalis L. ? 


ERICACEAE. 

495. Erica L. 

1. E. cinerea L. 

2. E. arborea L. 


1- 

* 


JASMINACEAE. 

.505. Jasminum L. 
J. fruticans L. 
J. officinale L. 


3. E. scoparla C. 




OLEACEAE. 


4. E. multifiora L. 






.506. Olea L. 


5. E. carnea L. 


1. 


0. 


europaea L. 


49o. Calluna Salisb. 






var. Oleaster Hoffmg. Lk 


6. C. vulgaris Salisb. 






507. Phyllirea L. 


497. Vaccinium L. 


2. 


p. 


latifolia L. 


7. V. uliginosum L. 


3. 


p. 


media L. 


8. V. Myrtillus L. 


4. 


p. 


angustifolia L. 


9. V. Vitis idaea L. 






508. Ligustrum L. 


498. Arbutus L. 


5. 


L. 


vulgare L. 


10. A. Unedo L. 






509. Fraxinus L. 


499. Arctostaphylos Ad. 


0. 


F. 


Ornus L. 


11. A. Uva ursi Spr. 


7. 


F. 


excelsior L. 


12. A. alpina Spr. 




ASCLEPIADACEAE. 


500. Rhododendron L. 






510. Cynanchum (L.). 


13. R. ferrugineuni L. 


1. 


C. 


acutum L. ? 


501. Azalea L. 




511. Vincetoxicum ÌMcli. 


14. A. procumbens L. 


2. 


V. 


nigrum Mch. 


.502. Pyrola L. 


3. 


V. 


fuseatum Reich. ? 


15. P. minoi- L. 


1. 


V. 


officinale Meli. 



FLORAE 

512. Gomphocarpus Hr. 
* G. fruticosus Br. 

APOCYNACEAE. 

513. Nerium L. 

1. N. Oleander L. 

514. Vinca L. 

2. V. major L. 

3. V. media Hfgg. Lk. 

4. V. minor L. 

GENTIANACEAE. 

515. Gentiana L. 

1. G. Cruciata L. 

2. G. lutea L. 

3. G. Burseri Lap. 

4. G. acaulis L. 

5. G. Pneumonanthe L. 

6. G. asclepiadea L. 

7. (x. utrieulosa L. 

8. G. nivalis L. 

9. G. verna L. 

10. G. pumila .Jacq. 

11. G. ciliata L. 

12. G. Amarella L. 

13. G. campestris L. 

14. G. tenella Rottb. 

15. G. Rostani Boiss. 

516. Sweertia L. 
10. S. perennis L. 

517. Chlora L. 

17. C. perfoliata L. 

18. C. serotina K. 

518. Erythraea Rich. 
IV). E. Centaurium P. 

20. E. pulchella Fr. 

21. E. spicata P. 

22. E. maritima P. 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 



501 



519. Menyanthes L. 
23. M. trifoliata L. 



CONVOLVULACEAE. 

520. Calystegia Br. 

1. C. sepium Br. 

2. C. sylvatica Chois. 

3. C. Soldanella Br. 

521. Convolvulus L. 

4. C. cantabricus L. 

5. C. doryenioides De i\ot.? 

6. C. lineatus L. 
Cneorum Ij. '( 
hirsutus Stev. 
arvensis L. 
althaeoides L. 
tenuissimus L. 
tricolor L. 

C. undulatus Cav. (=r C. evol- 
vuloides DC.) 
pseudo-tricolor Bert, 
siculus L. 
sabatius Viv. 
pentapetaloides L. 

522. Cressa L. 
17. C. eretica L.? 



523. Cuscuta L. 
C. Epithymum L. 
C. europaea L. 
C. Trifolii Bab. 
C. alba Pr. 
C. approximata Bab. 

BORRAGINACEAE. 

524. Heliotropium L. 

H. europaeum L. 

H. Eichwaldi Steud. (= H. do- 
losum De Not.) 

.525. Borrago L. 
B. officinalis L. 



OO^ 0. FENZIG 


526. Symphytum L. 


30. 


1. S. olficinale L. 


31. 


Ti. S. tuberosum L. 


32. 


6. S. bulbosum Scbinip. 


33. 


527. Anchusa L. 


34. 
35. 
36. 

37. 
38. 


7. A. sempervireiis L. ? 


8. A. officinalis L. 


9. A. ondulata L. 


* A. leptophylla R. S. ? 


10. A. italica Retz. 


oo. 


11. A. Barrelieri DC. 


39. 


528. Lycopsis L. 




12. L. variegata L. 


40. 


13. L. arvensis L. 


41. 


520. Pulmonaria L. 


42. 


11. P. officinalis L. 


43. 


15. P. angustifolia L. 


44. 


16. P. mollis WolfT. 




530. Cerinthe L. 


45. 


17. C. aspera Roth. 


* 


18. C. glabra Mill. 




19. C. minor L. 


46. 


531. Echium E. 




20. E. vulgare L. 


47. 


21. E. pustulatum S. S. 




22. E. italicnm L. 


48. 


23. E. plantagineum L. 




24. E. calyciiium Viv. 




532. Onosma L. 


1. 


25. 0. montanum S. S. 




26. 0. arenarium W. K. 


2. 


27. 0. echioides L. 


3. 


533. Alkanna Taisi ii. 




28. A. tinctoria Taiiscb. 


4. 


531. Lithospermum L. 




29. L. officinale L. 


.">. 



L. purpureo -coeruleum L. 

L. arvense L. 

L. apulum Vahl. 

L. incrassatura Guss. 

535. Myosotis L. 

M. palustris L. 

M. alpestris Schm. 

M. sylvatica Lehm. 

M. intermedia Lk. 

M. collina Hofm. (— M. hi- 
spida K.) 

M. versicolor Sm. 

536. Cynoglossum (L.). 
C. officinale L. 

C. pictum Ait. 

C. cheirifolium L. 

C. montanum Lam. 

C. Dioscoridis Vili. 

537. Omphalodes Mch. 
0. verna Mch. 

0. linifolia Mch. ( 

538. Echinospermum Sw. 
E. Lappula Lehm. 

539. Eritrichium S(hrad. 
E. nanum Schr. 

540. Asperugo L. 
A. procumbens L. 

SOI-ANACEAE, 

541. Datura L. 

D. Stramonium L. 

542. Hyoscyamus L. 
H. niger L. 
H. albus L. 

513. Lycium L. 
L. curojiaeum L. 

r)l4. Physalis L. 
v. Alkeken-i L. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



S03 



* 


P. pubescens L. 


15. 


S. 


auriculata L. 




545. Solanum L. 


16. 


S. 


oblongifolia Lois. (=: 
bis 


* 


S. sodomaeum L. 


17. 


S. 


nodosa L. 


6. 


S. Dulcamara L. 


18. 


s. 


Scorodonia L. ? 


7. 


S. villosiim Lam. 


19. 


s. 


peregrina L. 


8. 


S. miniatum Benih. 


20. 


s. 


ramosissima Lois. 


9. 


S. nigrum L. 


21. 


s. 


canina L. 


10. 


S. parviflorum Bad. 


22. 


s. 


Hoppii K. 


4< 


S. tuberosum L. 


23. 


s. 


lucida L. 


+ 


S. Melongena L. 






551. Digitalis L. 




.546. Lycopersicum Mill. 


24. 


D. 


ferruginea L. ? 


4- 


L. esculentum Mill. 


25. 


D. 


ambigua Murr. 




547. Nicotiana L. 


X 


D. 


media Roth. 


+ 


N. Tabacum L. 


26. 


D. 


lutea L. 


-h 


N. rustica L. 






552. Gratiola L. 




548. Capsicum L. 


27. 


G. 


officinalis L. 


+ 


C. annuum L. 






553. Antirrhinum L. 




SCROPHULARIACEAE. 


28. 


A. 


tortuosum Bosc. 




540. Verbascum L. 


29. 


A. 


majus L. 


1. 


V. plilomoides L. 


30. 


A. 


latifolium DC. 


2. 


V. thapsiforme Schrad. 


31. 


A. 


Orontium L. 


3. 


V. virgatum With. '( 


32. 


A. 


calycinum Lam. 


4. 


V. Blattaria L. 




554. Linaria ;;L.) Mill 


5. 


V. Boerhavii L 


33. 


L. 


vulgaris Mill. 




var. bicolor Bad. 


34. 


L. 


italica Tre v. 


6. 


V. sinuatum x Boerhavii Oes. 


* 


L. 


genistifolia Mill. 


7. 


V. sinuatum L. 


35. 


L. 


triphylla Mill. 


8. 


Y. pulverulentum Vili. 


36. 


L. 


purpurea Mill. 


9. 


V. Wirtgeni Franch. (=^ V. ni- 
grum X pulverulentum). 

V. Lychnitis L. 


.37. 


L. 


striata DC. 


10. 


38. 

39. 


L. 
L. 


chalepensis Mill, 
simplex DC. 


11. 


V. nigrum L. 












40. 


L. 


Pelisseriana Mill. 


* 


V. orientale M. B. 












41. 


L. 


supina Desf. 


12. 


V. Chaixi Vili. 










42. 


L. 


alpina Mill. 


13. 


V. montanum Schrad. 










43. 


L. 


minor Desf. 




5.50. Scrophularia L. 


44. 


L. 


rubrifolia Rob. Cast 


14 


S. vernalis L. 


. 45. 


L. 


spuria Mill. 



bisii K.) 





304 0. PENZItì 


46. 


L. Elatine Mill. 




17. 


L. Sieberi Reichb. 


78. 


18. 


L. commutata Bernh. 


79. 


4't. 


L. Cymbalaria Mill. 
.555. Anarrhinum Desf. 


80. 


50. 


A. bellidifolium Desf. 


81. 


51. 


556. Erinus L. 
E. alpinus L. 


82. 
83. 
84. 




.557. Veronica !.. 


85. 


52. 


V. spicata L. 




* 


V. austriaca L. ? 


86. 


53. 


V. Teucrium L. 


87. 


54. 


V. prostrata E. 


88. 


.55. 


V. officinalis L. 




56. 


V. Allionii Vili. 




57. 


V. urticifolia Jacfj. 


89. 


58. 


V. Chamaedrys L. 


90. 


.59. 


V. montana L. 


91 


60. 


V. aphylla L. 


02. 


61. 


V. Beccabunga L. 




62. 


V. Anagallis L. 


03. 


63. 


V. bellidioides L. 


94 


64. 


V. alpina L. 


95. 


65. 


V. serpyllifolia L. 


96. 


66. 


V. saxatilis Scop. 


07. 


67. 


V. fruticulosa Wuif. 


08 


68. 


V. verna L. 


99 


69. 


V. arvensis L. 


100 


70. 


V. acinifolia L. 


101 


71. 


V. triphyllos L. 




72. 


V. persica Pois. 


102. 


78. 


V. agrestis L. 




74. 


V. polita Fr.(= V.didymaTen.) 


103. 
104 
105. 


75. 


V. hederifolia L. 


76. 


V. Cymbalaria Hod. 




558. Bartsia L. 


106. 


77. 


H. alpina I>. 


107 



559. Trixago Stev. 
T. apula Stev. 
T. viscosa Stev. 
T. latifolia Reichb. 

560. Odontites Hall. 
0. serotina Reiclib. 
0. verna Reichb. 

0. viscosa Reichb. 

0. lutea Reichb. 

0. lanceolata Reichb. 

561. Euphrasia Schk. 
E. officinalis Schk. 

E. minima DC. 

E." salisburgensis Funck. 

562. Rhinanthus L. 
R. angustifolius Gm. ? 
R. major Ehrh. 

R. minor Ehrh. 
R. hirsutus Lam. 

563. Pedicularls L. 

P. tuberosa L. 

P. incarnata x tuberosa. 

P. incarnata Jacq. 

P. cenisia Gaud. 

P. gyroflexa Vili. 

P. comosa L. 

P. foliosa L. 

P. rostrata L. 

P. rosea Wulf. 

var. Allionii Rchb. 
P. verticillata L. 

564. Melampyrum L. 

M. cristatum L. 
M. arvense L. 
M. nemorosum L. 
M. sylvaticum L. 
M. pratense T,. 



KL(ÌRAE LIGUSTICAE SYNOPSIS 



oOo 



5(35. Tozzia L. 
108. T. alpina L. 

OROBANCHACEAE. 

506. Orobanche L. 

1. 0. ramosa L. 

2. 0. nana Nor. 

.3. 0. Muteli Schultz. 

4. 0. lavandulacea Rclib. 

5. 0. purpurea Jacij. 
fi. 0. arenaria Borkh. 

7. 0. caryophyllacea Sni. 

8. 0. Teucrii Hol. 
*.). 0. major L. 

10. 0. caudata De Not. 

11. 0. Sal viae Schultz. 

12. 0. Rapum Genistae Thui 

13. 0. gracilis Sm. 

14. 0. variegata Wallr. 

15. O. alba Stepii. 

16. 0. reticulata Wallr. 

17. 0. crenata Forsk. 

18. 0. amethystea Tliuill. 

19. 0. Picridis Schultz. 

20. 0. minor Sutt. 

21. 0. concolor Duhy. 

22. 0. Hederae Duby. 

567. Lathraea L. 

23. L. Squamaria L. 

ACANTHACEAE. 

568. Acanthus L. 
1. A. mollis L. 

VERBENACEAE. 

569. Yitex L. 

1. V. Agnus castus L. 

570. Verbena L. 

2. V. officinalis L. 

571. Lippia L. 

3. L. repens Spr. .'' 



LARIATAE. 

.572. Teucrium L. 

1. T. fruticans L. 

2. T. Scorodonia L. 

3. T. massiliense L. ? 

4. T. Scordium L. 

5. T. scordioides Schreh. 

6. T. Chamaedrys 1j. 

7. T. flavum L. 

8. T. montanum L. 

9. T. Polium L. 
10- T. Botrys L. 

11. T. lucidum L. 

573. Ajuga L. 

12. A. reptans L. 

13. A. pyramidalis L. 

14. A. genevensis L. 

15. A. Iva Schreb. 

16. A. Ghia Schreb. 

'17. A. Chamaepitys Sehr. 
574. Salvia L. 

18. S. oflScinalis L. 

19. S. glutinosa L. 

20. S. Sclarea L. 

21. S. Aethiopis L. 

22. S. pratensis L. 

23. S. sylvestris L. 

24. S. Verbenaca L. 

25. S. horminoides Pourr. 

26. S. Horminum L. 

27. S. viridis L. 

28. S. verticillata L. 

29. S. hispanica L. 

30. S. oblongata Vahl. 

.575. Rosmarinus L. 

31. R. officinalis L. 

.576. Lavandula L. 

32. L. Stoechas L. 



• 


)(l(i 0. PENZIG 


33. 


L. Spica L. 1 


59. S. sylvatica L. 


3t. 


L. latifolia Vili. 


X S. ambigua Sm. 




577. Brunella L. 


00. S. palustris L. 


;ì5. 


B. hyssopifolia L. 


61. S. arvensis L. 


36. 


B. grandiflora .Tacii. 


62. S. hirta L. 


37. 


B. vulgaris L. 


63. S. annua L. 


38. 


B. laciniata L. 


64. S. recta L. 


39. 


B. vulgaris x laciniata. 


65. S. maritima L. 




578. Melittis L. 


584. Leonurus L. 


40. 


M. Melissophyllum L. 


66. L. Cardiaca L. 




.579. Lamium L. 


.585. Phlomis L. 


U. 


L. maculatum L. 


67. P. Lychnitis L. 


12. 


L. album L. ? 


586. Ballota L. 


43. 


L. longitlorum Ten. 








68. B. spinosa Lk. 


44. 


L. purpureum L. 


69. B. nigra L. 


4.5. 


L. hybridum Vili. 




46. 


L. amplexicaule L. 


587. Marrubium L. 




580. Galeobdolon Huds. 


70. M. vulgare L. 


47. 


Gr. luteum liuds. 

581. Galeopsis L. 


* M. Alysson L. 

* M. peregrinum L. 

5S8. Sideritis L. 


48. 


G. Reuteri Reichli. 




49. 


G. T.adanum L. 


71. S. hirsuta L. 




var. angustifolia. 


72. S. romana L. 




var. intermedia. 


73. S. montana L. 


50. 


G. pubescens Bess. 


74. S. incana L. 


51. 


G. speciosa Mill. (= G. versi- 


589. Dracocephaium I 




color Koch.) 


75. D. Ruyschiana L. 




var. sulphurea. 




.52. 


G. Tetrahit L. 


590. Nepeta L. 




.582. Betonica L. 


76. N. Cataria L. 


53. 


B. hirsuta L. 


77. N. nuda L. 


54. 


B. officinalis L. 

583. Stachys I-. 


78. N. Nepetella L. 

79. N. italica L. ? 

591. Glechoma L. 


55 


S. alpina L. 


80. G. hederacea L. 


56 


S. germanica L. 




57 


S. italica Mill. 


,592. Hyssopus L. 


58 


S. Ileraclea All. 


81. 11. ollicinalis L. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIvS 



o07 



593. Horminum L. 


X M. Maximilianea F. Sch. (= M 


82. H. pyrenaiciiin L. 


rotund if. x aipaatica). 




106. M. Piperita L. p. p. 


594. Melissa L. 


107. M. aquatica L. 


83. M. officinalis L. 


X M. verticillata L. (=•. M. aquat 


505. Clinopodium L. 


X arvensis). 


84. C. vulgare L. 


108. M. arvensis L. 




109. M. Pulegium L. 


596. Calamintha (M( h.) 




85. C. grandiflora Mch. 


602. Lycopus L. 


86. C. officinalis Mch. 


110. L. europaeus L. 


87. C. menthifolia Host. 


LENTIBULARIACEAE. 


88. C. Nepeta Sav. 


603. Utricularia L. 


89. C. alpina Lam. 


1. U. vulgaris L. 


90. C. Acinos Clairv. 


2. U. neglecta Lehni. ? 


597. Micromeria Bentli. 


3. U. minor L. ? 


91. M. marifolia Bentli. >. 


604. Pinguicula L. 


92. M. graeca Benth. 


4. P. longitblia Ram. 


93. M. Juliana Benth. ? 


5. P. leptoceras Reichl». 


94. M. Ihymoides De Not. 


6. P. vulgaris L. 


95. M. Piperella Benth. 


7. P. alpina L. 


598. Satureia L. 






Primulaceae. 


96. S. hortensis L. 




97. S. montana L. 


605. Lysimachia L. 




1. L. vulgaris L. 


599. Origanum L. 


2. L. punctata L. 


98. 0. vulgare L. 






3. L. nummularia L. 


+ 0. Majorana L. 


4. L. nemorum L. 


600. Thymus L. 


606. Asterolinum Lk. Hoffmg. 


99. T. vulgaris L. 






5. A. stellatum Lk. HofTrng. 


100. T. Serpyllum L. 




101. T. Chamaedrys Fr. 


607. Samolus L. 


102. T. pannonicus All. 


6. S. Valerandi L. 


* T. capitatus Lk. Htimgg. 


608. Anagallis L. 


601. Mentha L. 


7. A. coerulea Schreb. 


103. M. rotundifolia L. 


8. A. arvensis L. 


X M. niliaca .Jacq. (= M. ro- 


9. A. tenella L. 


tundif. X viridis). 




104. M. longitblia lluds. 


(•)09. Centunculus L. 


105. M. viridis L. 


10. C. minimus L. 



508 <>. PENzm 






(ilo. Cyclamen L. 


PLUMBAOINACEAK. 




11. C. neapolitanuin Ten. 




618. Plumbago L. 




12. C. europaeuni L. 


1. P. 


europaea L. 




(311. Soldanella L. 




610. Statics L. 




13. S. alpina W. 










2. S. 


sinuata L. 




612. Primula L. 










3. S. 


Limonium Rchlj. 




1 1. P. elatior Jacq. 


4. S. 


serotina Rchb. 




X P. variabilis Goup. 


5. S. 


cordata L. 




1."). P. vulgaris Huds. 


6. S. 


echioides L. {= S. 


Avei De 


16. P. officinalis L. 






Not.) 


17. P. suaveolens Bert. 


7. S. 


bellidifolia Gou. ? 




18. P. longiflora All. ? 




620. Armeria W. 




19. P. farinosa L. 








20. P. marginata Curt 


8. A. 


plantaginea W. 




21. P. hirsuta Vili. 


9. A. 


vulgaris W. 




22. P. viscosa Vili. 


10. A. 


alpina W. 




23. P. integrifolia L. 


PLANTAGINACEAE. 




24. P. Allionii Lois. 




621. Plantago L. 




613. Gregoria bui;. 


1. P. 


Psyllium L. 




25. G. Vitaliana Dub. 


2. P. 


arenaria W. K. 




614. Andposace L. 


3. P. 


Cynops L. 




26. A. maxima L. 


4. P. 


Coronopus L. 




27. A. Chaixi Gr. Godr. 


5. P. 


crassifolia Forsk. 'i 




28. A. villosa L. 


6. P. 


maritima L. 




29. A. obtusifoliu All. 


7. P. 


serpentina Vili. ? 




30. A. carnea L. 


8. P. 


alpina L. 




615. Aretia L. 


0. P. 


montana Lam. 






10. P. 


fuscescens Jord. 




31. A. argentea Lois. 










* P. 


Loeflingii L. 




616. Corls L. 


11. P. 


lanceolata L. 




32. C. monspeliensis L. 


12. P. 


argentea Vili. 




GLOBULARI ACE AE. 


13. P. 


Lagopus Vili. 




617. Globularia L. 


* P. 


lusitanica ^^^ 




1. G. Alypum L. 


14. P. 


albicans L. 




2. G. Willkommi Nyni. 


15. P. 


Bellardi All. 




3. G. nudicaulis L. 


16. P. 


^^'eldeni Reichli. 




1. G. cordifolia L. 


17. P. 


media L, 




5. G. nana Lam. 


IS. P. 


major L. 





4. A. albus L. 

623. Euxolus Raf. 

5. E. deflexus Raf. 

6. E. viridis Moq. 

(324. Polycnemum L. 

7. P. arvense L. 

PHYTOLACCACEAE. 

625. Phytolacca L. 
* P. decandra L. 

CHENOPODIACEAE. 

620. Beta L. 

1. B. maritima L. 
=5< B. vulgaris L. 

627. Chenopodium L. 

2. C. rubrum L. ? 

3. C. Bonus Henricus L. 

4. C. hybridum !.. 

5. C. urbicum L. 

6. C. murale L. 

7. C. opulifolium Schrad. 

8. C. album L. 

9. C. glaucum L. 

10. C. Vulvaria L. 

11. C. polyspermum L. 

12. C. ambrosioides L. 
18. C. Botrys L. 

628. Kochia Roth. 
* K. scoparia Schrad. 



14. 



FLORAE LIGUSTICAE 

MONOCHLAMYDEAE. | 

AMARANTACEAE. 

622. Amarantus (L.). 
LA. retroflexus L. 

2. A. patulus Bert. 
* A. spinosus L. 

3. A. viridis L. (= A. sylvestris 

Desf.) 



15. 

16. 
17. 

18. 
19. 

20. 
* 



SYNOl'SIS '^^^'^ 

629. Camphorosma L. 
C. monspeliaca L. 

630. Atriplex (L.). 
A. Halimus L. 
A. littoralis L. 
A. patula L. 
A. bastata L. 
A. laciniata L. 
A. rosea L. 
A. hortensis L. 

631. Obione G. 
0. portulacoides Moq. 

632. Spinacia E. 
S. oleracea L. 

633. Salicornia L. 
S. herbacea L. 

634. Suaeda Forsk. 
S. fruticosa Forsk. 
S. maritima Dumort. 
635. Salsola (L.). 
S. Soda L. 
S. Kali L. 
S. Tragus L. 

POLYGONACEAE. 

636. Rumex L. 
R. Hydrolapathum L. 
R. Patientia L. 
R. crispus L. 
R. alpinus L. 
R. obtusifolius Wallr. 

5. R. sanguineus L. 

6. R. conglomeratus Murr. 

7. R. maritimus L. 

8. R. bucepbalophorus L. 

9. R. arifolius All. 
10. R. Acetosa L. 



21, 



22. 

23. 
24. 

25. 
26. 



;i() 



11. 


K. intermedius DC. 


\2. 


R. fuberosus L. 


13. 


R. scutalus L. 


14. 


R. Acetosella L. 


15. 


R. pulcher L. 




637. Oxyria Hill 


16. 


0. digyna Hill. 




638. Polygonum L 


17. 


P. dumetorum L. 


18. 


P. Convolvulus L. 


19. 


P. alpinum All. 


h 


P. Fagopyrum L. 


20. 


P. Bistorta L. 


21. 


P. viviparum L. 


22. 


P. amphibium L. 


28. 


P. lapathifolium L. 


24. 


P. Persicaria L. 


25. 


P. serrulalum Lag. 


26. 


P. Hydropiper L. 


27. 


P. mite Schrk. 


X 


P. condensatum Sz. 


28. 


P. mariti mum L. 


20. 


P. Roberti Lois. 


30. 


P. romanum Jacq. ? 


31. 


P. Bellardi All. 


* 


P. arenarium W. K 


.32. 


P. littorale Lk. 


33. 


P. aviculare L, 




THYMELAEACEAE. 




039. Daphne L 


1 


I). Laureola L. 


«> 


I). Mezereum L. 


3 


D. alpina L. 


4 


1). glandulosa Bert. 


5 


D. Cneorum L. 


<•) 


1). Gnidium L. 




640. Passerina 1 


7 


. P. hirsuta L. 



041. Thymelaea Ai,l. 

8. T. dioica All. 

042. Lygia Fasan. 

9. L. Passerina Fas. 

LAURACEAE. 

643. Laurus L. 
1. L. nobilis L. 

SANTALACEAE. 

041. Osyris L. 

1. 0. alba L. 

045. Thesium L. 

2. T. intermedium Schrad. 

3. T. divaricatum Jan. 

4. T. humifusum DC. 

5. T. alpinum L. 

ELAEAGNACEAE. 

640. Hippophae L. 
1. H, rhamnoides L. 

CYTINACEAE. 

647. Cytinus L. 
1. C. Hypocistis L. 

ARISTOLOCHIACEAE. 

618. Asarum L. 

1. A. europaeum L. 

049. Aristolochia L. 

2. A. Clematitis L. 

3. A. longa L. 

4. A. rotunda L. 
.5. A. pallida ^^'. 

6. A. Pistolochia L. 

EMPETRACEAE. 

650. Empetrum L. 
1. E. nigrum L. 

EUPHORBIACEAE. 

051. Buxus L. 
1. B. sempervirens L. 



FLORAE 
1)52. Andrachne ]j. 
2. A. telephioides L. 

(353. Crozophora Neck. 
o. C. tinctoria Juss. 

G51. Ricinus L. 

* R. communis L. 

655. Mercurialis L. 

4. M. perennis L. 

5. M. annua L. 

6. M. ambigua L. 

65(3. Acalypha !.. 

* A. virginica I,. 

657. Euphorbia L. 

7. E. dendroides L, 

8. E. spinosa L. 

9. E. insularis Boiss. 

10. E. Canuti l^arl. 

11. E. pubescens Vahl. 

12. E. dulcis L. 

13. E. verrucosa Jacq. 

14. E. flavicoma DC. 

15. E. pilosa L. 

16. E. platyphylla L. 

17. E. stricta L. 

18. E. helioscopia L. 

19. E. serrata L. 

20. E. Characias L. 

21. E. amygdaloides L. 

22. E. Esula L. 

23. E. Sarati Ard. 

24. E. Cjparissias L. 

25. E. Gerardiana Jacq. 

26. E. nicaeensis All. 

27. E. Barrelieri Sav. 

28. E. Paralias L. 

29. E. terracina L. 
.30. E. variabilis Ces. 



LIGUSTICAE SYNOPSIS 

31. E. biumbellata Poir. 

32. E. taurinensis All. 

33. E. segetalis L. 

34. E. pinea L. 

35. E. Pithyusa L. 

36. E. falcata L. 

37. E. Peplus L. 

38. E. peploides L. 

39. E. aleppica L. 

40. E. exigua L. 

41. E. Myrsinites L. 

42. E. Lathyris L. 

43. E. Peplis L. 

44. E. Presili Guss. 

45. E. Chamaesyce L. 

ARTOCARPACEAE. 

658. Ficus L. 
1. F. carica L. 

659. iVIorus L. 
+ M. alba L. 
-§- M. nigra L. 

PLATANACEAE. 

660. Piatanus L. 
4= P. orientalis L. 
+ P. occidentalis L. 

URTICACEAE. 

661. Urtica L. 

1. U. dioica L. 

2. U. pilulifera L. 

3. U. membranacea Poir. 

4. U. urens L. 

662. Parietaria L. 

5. P. erecta M. K. 

6. P. diffusa M. K. 

663. Theligonum L. 

7. T. Cynocrambe L. 



5H 



:jhi 



CANNABAC EAE. 

664. Cannabis L. 
4- C. sativa L. 

665. Humulus L. 
1, H. Lupulus L. 

ULMACEAE. 

666. Ulmus L. 

1. U. campestris L. 

2. U. pedunculata Foug-. 

3. U. montana Willd. 

667. Celtis L. 

4. C. australis L. 

JUGLANDACEAE. 

668. Juglans L. 
4« J. regia L. 

CUPULIFERAE. 

669. Fagus L. 

1. F. sylvatica L. 

670. Castanea G. 

2. C. sativa Scop. 

671. Quercus L. 
'A. Q. pedunculata Ehrh. 
4. Q. apennina Lam. 

.5. Q. sessiliflora Salisb. 

6. Q. lanuginosa Th. 

7. Q. Cerris L. 

8. Q. Ilex L. 

9. Q. Suber L. 

10. Q. coccifera L. 

672. Ostrya Scop. 

11. 0. carpinifolia Scop. 

673. Carpinus L. 

12. C. Betulus L. 

674. Corylus L. 

13. C. Avellana L. 



1. P. 

2. P. 

3. P. 

4. P. 

5. S. 

6. S. 
+ S. 

7. S. 

8. S. 

9. S. 

10. S. 

11. S. 

12. S. 

13. S. 

14. S. 

15. S. 

16. S. 

17. S. 

18. S. 

19. S. 

20. S, 



.ICACEAE. 

675. Populus L. 
alba L. 
tremula L. 
nigra Sp. 
pyramidalis Roz. 

676. Salix L. 
fragilis L. 
alba L. 
babyjonica L. 
triandra L. 
purpurea L. 
daphnoides Vili, 
incana Schr. 
Capraea L. 
cinerea L. 
nigricans Sm. 
crataegifolia Bert. ? 
aurita L. 
bastata L. 
Myrsinites L. 
retusa L. 
var. serpyllifolia. 
herbacea L. 
reticulata L. 



BETULACEAE. 

677. AInus L. 

1. A. incana "W. 

2. A. glutinosa G. 
.3. A. viridis DC. 

678. Betula G. 
4. B. alba L. 

MONOCOTYLEDONES. 

IIYDROCHARIDACKAE. 

679. Hydrocharis L. 

1. H. Morsus ranae L. 

680. Vallisneria L. 

2. V. spiralis L. ? 



BUTOMACEAE. 

(381. Butomus L 
1. B. umbellatiis L. 



FLORAE LIGUSTICAE SYNOPSIS O I -i 

090. Ruppia !.. 
13. R. rostellata K. 



ALISMATACEAE. 

682. Alisma (L.). 
LA. Plantago L. 

2. A. ranunculoides L. 

683. Sagittaria L. 

3. S. sagittifolia L. 

JUNG AGIN ACE AE. 

684. Triglochin L. 

1. T. palustre L. 

2. T. inaritimum L. 

ZOSTERACEAE. 

685. Posidonia Koen. 

1. P. Caulini Koen. 

686. Cymodocea Koen. 

2. C. aequorea Koen. 

687. Zostera L. 

3. Z. nana Roth. 

POTAMOGETONACEAE. 

688. Potamogeton L. 

1. P. natans L. 

2. P. polygonifolius